Siria, l’istruzione interrotta: mille giorni di guerra vanificano un decennio di progressi/Syria, Education Interrupted: One Thousand Days of War Wipe out a Decade of Progress

Secondo il nuovo rapporto congiunto di UNICEF, UNHCR,  World Vision e Save the Chidren pubblicato (tutti i diritti riservati agli autori ed associazioni varie), oggi, dal titolo “Syria Crisis: Education Interrupted” (L’istruzione interrotta in Siria), il calo nel livello di istruzione per i bambini siriani è stato il più rilevante e rapido nella storia della regione mediorientale.
Syria Crisis: Education Interrupted” sottolinea che dal 2011 circa 3 milioni di bambini siriani sono stati costretti a interrompere il proprio percorso di studi per via dei combattimenti che hanno distrutto edifici, reso troppo pericoloso recarsi a scuola e costretto moltissime famiglie a lasciare il Paese.
Negli ultimi tre anni sono stati annullati i progressi compiuti in un intero decennio.
Il documento è il primo tentativo di quantificare la reale portata dello sconcertante declino in materia di istruzione in un Paese in cui il tasso di frequenza alla scuola primaria era pari al 97% prima del conflitto iniziato nel 2011.
Più di 1.000 giorni di massacri in Siria ci hanno mostrato come milioni di bambini abbiano perso la loro istruzione, le loro scuole e i loro insegnanti.
Nella migliore delle ipotesi, i bambini ricevono un’istruzione discontinua. Nel peggiore dei casi, hanno semplicemente abbandonato la scuola e spesso sono costretti a lavorare per sostenere le loro famiglie .
All’interno della Siria, 1 scuola su 5 non può essere utilizzata perché danneggiata, distrutta o adibita a rifugio per gli sfollati. Anche negli Stati della regione in cui sono ospitati rifugiati siriani, tra 500 e 600.000 bambini rifugiati siriani non vanno a scuola.

Le zone più colpite sono quelle all’interno della Siria, dove stanno avendo luogo terribili violenze – tra cui A- Raqqa, Idlib, Aleppo, Deir Ezzour, Hama, Dara’a e Damasco rurale. In alcune di queste aree i tassi di frequenza scolastica sono crollati addirittura al 6%.

Prima del conflitto, la Siria aveva le migliori statistiche sulla scolarizzazione di tutto il Medio Oriente: in meno di tre anni, ha fatto registrare la riduzione più drammatica nel campo dell’istruzione nella regione, con conseguenze disastrose per il futuro.

Le ragioni della fuga dalle scuole

La ricerca elenca alcuni dei fattori che hanno contribuito a questo rapido svuotamento delle aule.

All’interno della Siria, l’intensificarsi delle violenze, gli spostamenti di massa dei civili, le uccisioni e la fuga degli insegnanti, la distruzione e l’uso improprio delle scuole hanno ostacolato l’accesso all’istruzione per i bambini.

Molti genitori riferiscono di non avere altra scelta se non tenere i propri figli a casa, piuttosto che rischiare di mandarli a scuola.

Nei Paesi limitrofi dove si sono rifugiati i profughi siriani, lingue e dialetti diversi, differenti curricula, spazi per l’apprendimento limitati o inesistenti, insicurezza, povertà e tensioni con le comunità locali contribuiscono a tenere i bambini lontani dalle aule scolastiche.

Allo stesso tempo, alunni e insegnanti nelle comunità ospitanti si trovano a fare i conti con il sovraffollamento delle aule e una pressione a volte insostenibile sui sistemi scolastici.

Alcune proposte operative

Proteggere le infrastrutture scolastiche all’interno della Siria: cessare l’utilizzo di edifici scolastici per scopi militari, dichiarare le scuole “zone di pace”, fare in modo che le parti in conflitto siano chiamate a rispondere della mancata protezione delle scuole.

Raddoppiare gli investimenti internazionali per l’istruzione nei Paesi di accoglienza: ampliare e migliorare gli spazi educativi, reclutare un maggior numero di insegnanti e ridurre drasticamente i costi per mandare i bambini a scuola.
Approcci innovativi per rispondere ai bisogni educativi dei bambini rifugiati siriani attraverso una certificazione  trasferibile per gli studenti rifugiati
Ampliare modelli collaudati come l’apprendimento a casa, centri di apprendimento non formale e spazi a misura di bambino che forniscono supporto psicosociale ai bambini.
Questa situazione della Siria sembra passata nel dimenticatoio perché le navi americane non hanno bombardato la Siria, ma quale zona e quanti civili sarebbero morti se il Papa Francesco della Chiesa Cattolica non avesse fatto sentire la sua voce e indotto tutto il mondo (almeno quelli che hanno un briciolo di coscienza umana) a digiunare per alcuni giorni.
Ci saranno restati male i signori della guerra che non hanno rinnovato il loro arsenale di armi e di ciò che le armi avrebbero provocato con le conseguenze prevedibili di forniture di prodotti ad hoc per i danni di guerra sugli uomini e sulle cose.
Ma da quanto scrivono i corrispondenti la guerra continua ed è una guerra fredda perché è inverno ed i bambini muoiono anche di freddo e per i discontinui bombardamenti o altri strumenti mortali di guerra (ultimamente i barili esplosivi sganciati dagli elicotteri).
Qualche voce grida ancora di pensare ai fratelli che vivono di paura e di terrore per le incursioni nelle loro case; certamente in quelle zone ci saranno pochi segni delle feste in arrivo, se feste sono tali anche nella loro povertà e nel loro freddo.
Il premier Letta ha veramente inviato dei soldi (50 milioni di euro) in Siria a e tutto nella speranza che vadano a finire alle persone giuste che pensano a chi sta male, ma nei politici nostri si notano ancora troppi egoismi, leggi che si trascinano da anni, come la riduzione del numero dei ministri, la soppressione di enti inutili ancora sopravviventi; ma tutti fanno orecchie da mercante, tranne qualche isolato.
Sembra che i nostri politicanti siano solamente impegnati a cambiare il nome alle tasse: già tre o quattro nuove nominations e – chissà? – ne arriverà qualcun’altra sotto falso nome, e chi si fida ancora di chi promette e non mantiene o trascina all’inverosimile?
E intanto in Siria, ed in molti altri stati, c’è gente schiava, cui è stato ritirato il passaporto per non farli scappare, e sembra che le costruzioni per le future olimpiadi diano un contributo non indifferente di vite umane, come pure in altri campi cosiddetti “produttivi” per chi li manovra, ma non per chi ci lavora. I nomi li sanno tutti, anche se non è meglio mandare ispettori di esimie società mondiali che però hanno scheletri di dinosauri nei loro armadi e tali dinosauri erano presentati come vaccini utili all’umanità e non alla diminuzione della popolazione. Qualcuno (esperto cane sciolto e non recuperato dal sottobosco asservito multinazionale) si è accorto, ci sono state scuse inutili, ma i vaccini erano già partiti, arrivati e somministrati a bambine di Paesi sottosviluppati che avrebbero abortito nella maggior età perché il vaccino conteneva l’ormone della gravidanza che avrebbe fatto i suoi giusti danni (anticorpi).
Torniamo alla Siria, la cui popolazione è fuggita oltre confine in campi di profughi, sostenuta da molte associazioni di volontariato, che però non possono fare nulla ad esempio su crimini interni compiuti da una microcriminalità che guadagna sugli stessi profughi; ad esempio le donne dopo le 22.00 non escono a fare i loro bisogni e c’è un incremento di infezioni delle vie urinarie ed altri imprevisti, tipo stupri. E poi, come in Somalia ed altrove, alcune associazioni di volontariato si sono ritirate per la tutela propria e dei suoi volontari.
“Il 2013 è stato l’anno in cui il conflitto in Siria ha raggiunto livelli inimmaginabili. La conferenza Ginevra 2 del prossimo 22 gennaio deve rappresentare l’inizio del processo di pace e tutte le parti devono contribuire al suo successo con gesti concreti”. Così il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, durante il suo tradizionale discorso di fine anno, ieri, al Palazzo di Vetro.
15/12/2013 Scuola bombardata, nuova strage di bambini in Siria – Dall’Unicef (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
L’UNICEF condanna l’assassinio di 29 studenti e un insegnante, avvenuto ieri in una scuola di un campo profughi presso Damasco a causa del bombardamento a colpi di mortaio che i mezzi d’informazione governativi hanno attribuito a “terroristi” (definizione normalmente usata dal regime per indicare i ribelli armati).
«Dall’inizio delle violenze in Siria» ha dichiarato la direttrice dell’UNICEF per il Medio Oriente, l’italiana Maria Calivis, in un comunicato inviato all’ANSA «le scuole sono state saccheggiate, devastate e bruciate. Questo è inaccettabile. Le scuole sono, e devono rimanere, zone di pace.»

«L’UNICEF», ha aggiunto la responsabile regionale dell’organizzazione, «rinnova il suo appello a tutte le parti in conflitto perché rispettino i loro obblighi nell’osservanza della legge umanitaria internazionale e assicurino che tutti i bambini siano protetti in qualsiasi momento.»

Il bombardamento, secondo l’organizzazione Human Rights Watch, ha colpito una scuola nella provincia di Damasco nel campo profughi di Wafedin, che ospita circa 25.000 sfollati provenienti dalla regione delle alture del Golan.
17/12/2013 Ma non è finita, altri bambini morti (stimati 28) nei quartieri est di Aleppo (da Androkronos – tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate).

E il primo ministro turco dice giustamente “Ogni giorno i bambini siriani muoiono di freddo. Chiedo ai Paesi del mondo, mi rivolgo alle loro coscienze, come potete dopo questo guardare in faccia i vostri bambini?” Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a criticare duramente la comunità internazionale, accusandola di immobilismo nell’affrontare l’emergenza umanitaria in Siria alla luce della morte di alcuni bambini per il freddo. Poi c’è l’odio contro i Cristiani che aumenta la strage di questi uomini, donne, bambini ed i cui rimanenti scappano dalle loro case. Poi il silenzio di morte cala su questi episodi perché ci sono festività in arrivo nei Paesi benestanti e non ci si può guastare l’appetito e l’eccitazione vuota di ogni significato umano, pensando anche a quei bambini e adulti morti per la loro religione e passati nel dimenticatoio della crisi, come se quella loro non fosse una crisi. In realtà è una grande crisi che prelude ad un futuro del mondo molto drammatico.

Siria: opposizione, strage scuola Aleppo
In raid di ieri. 18 scolari uccisi, due maestre e un dipendente. – 17 dicembre, 18:40 (tutti i diritti riservati agli autori ed alle testate) da Intopic.it
È di 18 scolari e due maestre uccise il bilancio di un raid aereo su una scuola primaria in un sobborgo di Aleppo, compiuto ieri dalle forze governative siriane. Lo denuncia la Coalizione nazionale siriana, la principale piattaforma dell’opposizione. Il bombardamento, recita un comunicato, ha centrato la scuola primaria Tayba nel sobborgo di al-Inzarat. Tra le vittime, 21 in totale, figura anche un dipendente. Altre 40 persone sono rimaste ferite, “alcune gravemente”.
Giustamente la chiamano la guerra dei bambini o altre terminologie in cui aleggia solo terrore, paura, stupri, rapimenti e morte, anche dopo torture, e tutti le hanno subite, ma in particolare i bambini il cui numero di morti  (non si conosce il numero degli scomparsi o rapiti) sale di giorno in giorno inarrestabilmente e terrificante.
Politici del mondo, non festeggiate inutilmente un evento religioso che ormai non lo è più; non servono neppure i babbi natale inventati da non so chi e che non hanno nulla di storico. Il Natale era tutt’altro: quel Gesù che si trascura, ricordatevelo, è nato in una grotta al freddo. I media ci bombardano di allegorie che vogliono solo far spendere e trovarsi nelle mani, e nelle mani dei bambini, solo giochi che i giorni successivi magari sono buttati in un angolo.
Intanto la cosiddetta ripresa ha fatto guadagnare solo i big che possono incassare o sciorinare soldi rubati allo Stato, e cioè a tutti noi, e anche a quelli che nel mondo hanno bisogno di tutto. come ancora ad Haiti, alle Filippine,al Centroafrica, alla Siria,ai Migranti di Lampedusa finiti in centri di malaccoglienza fino a quando non è scoppiata la bomba di come venivano disinfestati i migranti, per non parlare di altro, che si sa e si tollera … tanto noi siamo noi laggiù, eccetera.
Aboliamo il Capodanno, festa inutile e noiosa; non guardatevi attorno, quella sera, quando avete gli occhi eccitati dalla non-ricorrenza e non vedrete sicuramente né percepirete l’ombra di un mucchio di bambini morti che vi circondano.
Già! Non li vedete perché vi danno fastidio e li avete già passati nel dimenticatoio, anche se ogni tanto gridate e tentate di mostrare sdegno, perché emerge qualche reato commesso su popolazioni inermi e senza nulla; tanto lo si sa che il giorno dopo non vi ricordate più di questi terribili episodi di stupri, violenze, rapimenti, sottrazioni di cibo,vestiario ed altro, e poi i bambini sono solo ventimila, quelli che muoiono al giorno, ed il 2014 potrebbe essere una continuazione indegna degli anni scorsi, soprattutto per quei governanti  che hanno detto, con ironia funesta, che  mangeremo panettone anche nel 2014, quando siamo già oppressi da un mucchio di tasse che rimpolpa solo loro e le loro congreghe mondiali per governare il mondo, sempre all’ombra dei governi – Rasputin, Richelieu e Mazzarino insegnano.
Ma non è possibile che non si avverta questa presa in giro veramente da manuale di chi non è al servizio della gente, ma manipola quelle persone.

Non dimentichiamo il decalogo mondiale per la tutela dei diritti dei bambini/Let us Not Forget the Worldwide Decalogue for the Protection of Children’s Rights

1) Lo scorso 28 ottobre 2012 UNICEF Italia, Fondazione Global Compact Network Italia e Save the Children Italia hanno lanciato i Children’s Rights and Business Principles, 10 principi indirizzati alle aziende per orientarle al rispetto dei diritti dei bambini. Nello specifico, le azioni mirano alla tutela dei minori nel “sistema impresa” attraverso diverse misure, fra queste:
1)      sostenere i diritti umani;
2)      contribuire all’eliminazione dello sfruttamento del lavoro minorile, in tutte le attività economiche;
3)      garantire un lavoro dignitoso ai giovani lavoratori, ai genitori e a chi si prende cura dei più piccoli;
4)       protezione in tutte le attività e sedi dell’azienda;
5)      assicurare che tutti i prodotti siano sicuri;
6)      utilizzare politiche pubblicitarie e di marketing che rispettino e sostengano i diritti dell’infanzia;
7)      osservare tali diritti in relazione all’ambiente e alla comunità in cui essi vivono;
8)      sostenerli nei dispositivi di sicurezza;
9)      aiutare i minori in contesti emergenziali;
10)  rafforzare gli impegni delle comunità e dei governi. Un decalogo essenziale per tutte quelle aziende che vogliono creare un mondo “a misura di bambino”
Download UNICEF, Global Compact Network, Save The Children – Children’s Rights and Business Principles, 2013 (tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate)
Si è appena lasciato il giorno della ricorrenza dei diritti dei bambini, che sembrano essersi celebrati un po’ in sordina, perché, se anche alcune testate giornalistiche e di Onlus o Ong dicono che i numeri dei bambini che muoiono di fame, di spaventi per le guerre o di malattie dell’ambiente sono diminuiti, ciò non è il frutto combinato dei singoli stati, ma soprattutto alle organizzazioni internazionali (quelle serie) che sul campo compiono veri e propri miracoli di aiuto con le risorse non certo pingue dei sostenitori, che partecipano e si sensibilizzano al grosso problema che riguarda il futuro dell’umanità proprio aiutando i bambini a crescere secondo un decalogo che è stato scritto, ma senz’altro poco letto da coloro che nei singoli governi dovrebbero programmare il decalogo semplice o quello più ampio le cui convenzioni sono:


La Convenzione è composta da 54 articoli e da due Protocolli opzionali (sui bambini in guerra e sullo sfruttamento sessuale).
Sono quattro i suoi principi fondamentali:
a)   Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b)   Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
c)   Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.
d)   Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.
Si vuol ricordare che i 54 articoli ratificati o meno dai singoli stati che hanno aderito, praticamente non sono applicati negli stessi stati,: a parole sì, ma coi fatti no. Non parliamo poi delle due convenzioni OPZIONALI che sono lontane dalla mentalità politica anni luce e che sempre le singole Onlus o ONG ricordano, urlano, protestano, corrono ad aiutare bambini disperati, morenti, che gridano i loro diritti, ma che poco a poco cessano di agire perché sono troppi i loro oppressori di Stato ed istituzionali che li terrorizzano, per usare un termine decente.
Le cifre che associazioni di volontariato (chiamiamoli pure angeli dell’impossibile) od occasionali visite ufficiali o notizia trapelate all’esterno danno la misura tragica di bambini riportati all’orfanatrofio, di bambini fuggiti dagli orfanatrofi, non certo quelli piccoli che a malapena capiscono dove sono e tutti quello che ricevono, e a loro sembra un di più.
Il loro sguardo innocente presto verrà oscurato dalla cattiveria degli adulti laici, religiose, infermiere, ecc., come nel caso dell’orfanatrofio di Minski, venuto alla luce di recente, e in cui oltre all’incuria, spariva anche la magra sovvenzione statale.
Oppure compaiono video recentissimi sulla vita interna degli orfanatrofi di Paesi europei, video che lo stato ha ritirato subito, lasciando i contenuti alla fantasia o allo studio di qualche scrittore come Ruben Gallego, nel suo straordinario libro autobiografico «Bianco su nero».
Oppure il caso ormai del passato (ma presente ancora in casi non segnalati) della donna americana che ha rispedito al mittente Orfanatrofio un bimbo di 7 anni, con tanto di biglietto nel quale avvisava le autorità che non lo voleva più, e che ha fatto il giro del mondo. Già, perché il «pacco» di nome Artem Saveliev, adottato da una single del Tennesse nel settembre scorso e rimandato indietro sette mesi più tardi, era «troppo violento e con gravi problemi psicologici e comportamentali». Il caso della donna americana, che ha rispedito al mittente un bimbo russo di 7 anni, con tanto di biglietto nel quale avvisava le autorità che non lo voleva più, ha fatto il giro del mondo. Possibile che quel bambino non era curabile nel cosiddetto Paese ospitante? Tutti vogliono bambini belli e sani, senza problemi nel loro passato e non bisognosi di cure di qualsiasi tipo. Già circola notizia (la stiamo valutando ) che nell’America del Sud ci sono dei “ricostruttori di bambole”, ovvero personaggi ambigui che alterano le proprietà genetico-sessuali e fisiche dei bambini; non giocattoli, dunque, ma bambini veri e propri che sono adattati bio-chirugicamente, a pagamento, al volere dei genitori: siamo già a questo punto di non ritorno?
C’è forse differenza rispetto agli orfanatrofi ? Ma quanti luoghi come quello di Minski giacciono sotto la coltre del silenzio, i bambini diventano bambini/vittime, e vanno anche ad aumentare le statistiche mondiali dei 20.000 bambini che muoiono al giorno nel mondo. Diciamo troppi, troppi ventimila futuri adulti fermati improvvisamente nella loro spinta verso il futuro e non si sa se quest’esercito che scompare appartiene alle dicerie verità di quei mondialisti che vogliono ridurre la crescita dell’umanità

 

Anche i successivi articoli sembrano usciti da un preistorico metodo per diminuire la popolazione, o da parte dei singoli padri, ecc., o da parte degli stati stessi, che si arrogano il diritto, come in Belgio, di uccidere i disabili minorenni eufemisticamente “terminali”, certo col consenso dei genitori e bla bla bla,chiamando in aiuto figure professionali che si prestano a sopprimere la giovane umanità dolente o data per dolente.
Questo tassello non sarà certo l’unico verso cui c’è lo sguardo rapace di uno stato che cerca in ogni modo di ridurre le spese per esseri pressoché inutili, ingombranti e che sono solo di peso alla popolazione. Certo che, come zona di nessuno, ormai abbiamo raggiunto uno stadio molto avanzato, ma la natura riserva sorprese che manco ci aspettiamo o prevediamo e la globalizzazione di questi sistemi può ritorcersi verso che li ha prodotti o decretati; non si allevia più il dolore o altro, passiamo oltre, eliminiamo chi ha dolore o altro, professionisti senza scrupoli ce ne saranno sempre al soldo e per il soldo ormai diventato il movente di tutto.
2) Belgio: al voto legge per estendere eutanasia a minori malati terminali
(ASCA) – Roma, 27 nov – Il Belgio si appresta a estendere l’eutanasia anche ai malati terminali minorenni. Una proposta di legge in questo senso è stata approvata dalla Commissione Giustizia e Affari Sociali del Senato e verrà messa al voto nei prossimi mesi nelle due camere del Parlamento. La nuova legge consentirà l’eutanasia ai minorenni affetti da patologia terminale se giudicati capaci di decidere da soli e colpiti da un dolore che non possa essere ”alleviato”. La ”dolce morte” dovrà comunque essere approvata da un team medico e necessiterà del consenso dei genitori. Secondo un recente sondaggio, tre quarti dei cittadini condividono la nuova legge in un Paese che ha introdotto l’eutanasia nel 2002, seconda nazione a farlo dopo l’Olanda, che la consente solo dopo il compimento dei 12 anni di età. Lo scorso anno sono stati 1. 432 i casi di eutanasia in Belgio, il 25% in più rispetto al 2011 (fonte AFP).
3) Dalla Francia con orrore. In Francia, padre impicca i due figli
Tragedia nel sud del Paese, a Livron-sur-drome. Vittime due bambini di tre anni e 18 mesi. Il padre ha poi tentato di uccidersi senza riuscirci.
La notizia su Figaro.fr Parigi (tuti i diritti riservati all’autore e alla testata) 16 Novembre 2013
Tragedia familiare nel sud della Francia. Un uomo ha ucciso impiccandoli i due figli di soli tre anni e 18 mesi a Livron-sur-Drome. Subito dopo l’uomo, di 34 anni, ha tentato di suicidarsi ma senza riuscirci. L’uomo, 34 anni, è stato trovato dalla polizia ”cosciente ma assonnato”. I piccoli sono stati trovati in casa ancora appesi alla corda.
4)Francia. Madre confessa l’omicidio di 3 figli
Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata di Alienazione Genitoriale.com
Li ha soffocati con il cuscino mentre erano nei loro letti
18 novembre, 14:57
Ha soffocato i suoi tre bambini con il cuscino mentre erano nei loro letti: ha confessato la donna di 39 anni fermata ieri sera a Bar-le-Duc, nell’est della Francia. I fatti si sono consumati sabato sera, ma i tre corpi, due sorelline di 2 e 5 anni e il fratellino di 3, sono stati ritrovati ieri. La polizia era stata allertata perché la donna non aveva accompagnato i bambini nella famiglia di affido alla quale erano stati assegnati. Per gli inquirenti la donna “non parla ed è in uno stato di grande tristezza e prostrazione”.
Anche questi casi di padri o madri che uccidono consciamente i loro figli è molto triste. Anche se invochiamo la legge della sopravvivenza, l’idea che un genitore intraveda un pericolo per i figli ed allora li uccida  mostra una regressione evolutiva verso il cervello rettiliano, non l’istinto di sopravvivenza della specie: il rettile non ha il centro emozionale e la selettività delle emozioni stesse; noi abbiamo nei nostri neuroni il resto di quel cervello primordiale che vive per sé e non per il gruppo o la famiglia stessa. I media attuali non fanno altro che proporci le reazioni tipiche dei rettili che improvvisamente hanno inondato e sostituito le fiabe dei bambini: ora sono i vari Trex ed altri a intrattenere i nostri figli, che in questo modo attivano quella parte rettiliana che dovrebbe essere tenuta sotto controllo dalle altre circonvoluzioni superiori. Ma l’io collettivo dominato dalla paura di estinguersi vuole perpetuare se stesso, il rettile che è ancora in noi sta prendendo il sopravvento sia violentemente sia con leggi mondiali che, imposte da vetusti tirannosauri, vogliono e decimano in vari modo l’umanità: ecco il sogno del cosiddetto potere mondiale in mano non a uomini superevoluti, ma a mostri preistorici che stanno prendendo il controllo della nostra camera dei bottoni e i segnali sono citati in continuazione. La tecnica attuale è in fermento ed anche se ha reso concreto e reale il bosone di Higgs, impropriamente chiamato Particella Dio, presto ci accorgeremo che Dio è colui che ci ha creati, ma la Tecnica è propria di quel dio che vuole distruggerci, chiamiamolo pure antidio tanto per restare nella fisica subatomica o principe del male, distruttivo proprio come alcune particelle o buchi neri.
5) News Google in campo contro la pedopornografia
La nuova tecnologia bloccherà 100.000 diversi tipi ricerche pedopornografiche su Internet.
18 novembre, 08:20 (da Webnews diritti riservati all’autore e alla testata).
Stop alle ricerche di contenuti pedopornografici con Google: lo annuncia l’amministratore delegato Eric Schmidt, spiegando che il gruppo sta sviluppando una nuova tecnologia che consentirà di bloccare un gran numero di ricerche pedopornografiche su Internet. Schmidt, in un articolo pubblicato dalla testata inglese Daily Mail, spiega che sono stati individuati più di 100.000 tipi di ricerca legati alla pedopornografia. Ora potranno essere bloccati. Le limitazioni si applicheranno inizialmente ai Paesi di lingua inglese, ma saranno estese nel giro di sei mesi al resto del mondo (altre 158 lingue). L’annuncio arriva poco prima del vertice sulla sicurezza in Internet che si terrà oggi a Londra. David Cameron a Downing Street incontrerà i vertici di Google, Microsoft e altre società per fare il punto della situazione. Google – spiega l’AD – ha mobilitato più di 200 dipendenti sullo sviluppo di nuove tecnologie per controllare il problema. “Abbiamo impostato con precisione Google Search per individuare nei nostri risultati i link legati all’abuso sessuale sui bambini. Anche se nessun algoritmo è perfetto e Google non può impedire che i pedofili aggiungano nuove immagini sul web, le novità introdotte hanno consentito di ripulire i risultati di più di 100.000 applicazioni potenzialmente correlate ad abusi sessuali sui minori”.
Google in campo contro la pedopornografia – 18 novembre, 08:20
Quasi, quasi non ci si crede a questa notizia che di certo susciterà due reazioni uguali e contrarie, ma speriamo che la reazione positiva sia superiore a quella negativa, man mano che la cosiddetta civiltà e tecnica attuale arriva in luoghi ad esempio come la Manciuria, arrivino anche quei volontari che aiutano i bambini a difendersi da quel mondo travolgente della tecnologia da incubo, delle mode imperanti non tanto del benessere vero, ma della civiltà inutile e nociva che crea “le terre dei fuochi” non solo della Campania, che ci regalano ogni anno un incremento nei tumori, infezioni e “la dieta mediterranea” potrebbe diventare la dieta del morire prima del tempo e male, e chi non lo sa, sappia che le sostanze nocive sono nascoste da anni nei terreni dei Paesi più poveri oppure la nuova civiltà ha gettano sostanze radioattive nel fondo di mari profondi dove a poco a poco andranno ad intaccare la catena alimentare che diventerà catena della malattia e della morte.
6) Centrafrica: aumenta il numero dei minori in armi, la denuncia dell’Onu
di Redazione.  Scritto il 25 novembre 2013 alle 6:00. da Intopic atlas 25/112013
Sono quasi 6 mila i bambini attualmente arruolati nelle milizie nella Repubblica Centrafricana.
Lo rivela l’ufficio dell’Unicef (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia) nel Paese africano, raddoppiando così le sue stime di marzo.
In più occasioni l’agenzia delle Nazioni Unite ha denunciato il reclutamento di minori da parte dei gruppi armati nella Repubblica Centrafricana.
L’attuale capo di stato centrafricano, Michel Djotodia, ha preso il potere lo scorso 24 marzo rovesciando, alla guida della coalizione ribelle Seleka, il presidente François Bozizé. Tuttavia, nella capitale Bangui e in altre aeree del Paese continuano ad essere frequenti gli episodi di violenza.
1 novembre 2013 Città dei bimbi 1/11/2013 – Diritti riservati all’autore e alla testata.
7) Tratta internazionale di bambini scoperta in Sicilia
 Dalla sezione News pubblicata il 1 novembre 2013
Un vero e proprio traffico internazionale di bambini è stato denunciato in queste ore dai Comandi Provinciali dei Carabinieri di Trapani e di Brescia, con indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo.
Le indagini difatti, partite da un incendio appiccato nella notte del 28 Maggio 2012, all’Hotel Portorais in località Villagrazia di Carini, di proprietà del compagno di Larissa Moskalenko, velista ucraina, medaglia di bronzo nella kermesse olimpica in Corea del 1988, da circa vent’anni residente a Palermo, e imprenditrice nel settore della navigazione nautica, dopo numerose intercettazioni, si sono estese, portando a galla una vera e propria tratta di bambini provenienti dal Nord Africa, e contesi in dispute di affidamento tra nazioni diverse.
Ad indagini ultimate, sono stati effettuati ad oggi quattro arresti in Italia, mentre per altri tre ordini da eseguire all’estero, è in corso la procedura per la rogatoria internazionale, a carico anche della mente del gruppo, la norvegese Wenche Elisabeth Andersen, di 47 anni, e del direttore del traffico di bambini, lo svedese Ake Halgesson, di 54 anni.
La sede operativa, che smistava i bambini dopo il sequestro nelle coste nordafricane, vendendoli a coppie o famiglie abbienti, era a Capaci, ed il traffico si snodava da Tunisia, Marocco ed Egitto, con il coinvolgimento di sedi collaterali dislocate tra Ucraina, Norvegia e Russia.
Una notizia buona (quella di Google) e molte altre da incubo. Si scrive, si leggono queste notizie, ma è come la politica che non ci fa nemmeno vedere le lucciole come lanterne: le lucciole non ci sono più e le luci tremolanti che vediamo son quelle dei cortei di persone che vogliono vivere, avere il mantenimento dei loro figli ed ignobilmente sono presi in giro, promesse nemmeno a metà, promesse vuote, non per le tasche dei politici che possono permettersi lussi per cui sono poi in massa indagati dalla legge, notizie giganti sui giornali, (buona volontà???) sperando che non ci siano mille commi a loro difesa e godimento di quello che hanno sottratto.
Ed intanto i bambini continuano a morire per le cause già più volte stradette.
Secondo i nuovi dati presentati oggi dall’UNICEF, il numero di bambini sotto i cinque anni che muoiono ogni anno é sceso da oltre 12 milioni nel 1990 a 7, 6 milioni nel 2010. Questi nuovi dati mostrano che, rispetto al 1990, sopravvivono circa 12.000 bambini in più ogni giorno.
L’unico augurio è che questi dodicimila bambini in più abbiano il cibo, l’istruzione e il benvolere di quei volontari che li aiutino secondo appunto quel famoso decalogo, tanto ricordato dai politici il 20 novembre e poi arrivederci all’anno prossimo.