Bambini pronti a morire in qualsiasi modo/Children Ready to Die in Whatever Way

Cronaca, Mondo di D. F. 26 settembre 2014
Ci risiamo e sono sempre gli stessi crimini orrendi e antiumani che vengono più o meno descritti e poi messi nel cassetto dell’archivio giudiziario o ridotti a semplice notizia locale e statistica generale.
Ma intanto quei cadaveri ci sono, quei criminali circolano, se non sono stati presi dalla polizia.
Ci si domanda perché prendersela coi bambini, perché soffocarli crudelmente seppellendoli vivi. Già nel ‘600 e ‘700 a Parigi i trovatelli (quelli lasciati per le strade) erano portati da una maledetta zitella che li faceva sparire col laudano; ma ora non li fanno sparire se prima non sono torturati, strapazzati davanti ai loro genitori o viceversa. Possibile che Satana, il Male si sia trasformato e perché?
Per far soffrire di più chi vede tutto questo e sa che le vittime sono carne della propria carne, e quindi si tortura meglio.
C’è uno strano spettacolo televisivo diffuso a tutte le TV: si vedono film di polizia dove, come al solito, il cattivo è ammazzato o muore per altro fatto traumatico. Notasi che prima c’è scritto che detto film può nuocere a minorenni. Grazie, ma la questione è un altra: nei vari riconoscimenti dei cadaveri c’è una tendenza a mostrare i minimi particolari anatomici, abbastanza stomachevoli per chi non ci è abituato. Domanda: dove vogliono portarci?All’indifferenza? Alla criminalità e poi al castigo della criminalità? Perché “Via col vento” e altri film più riposanti non ci sono più e c’è questa moda lombrosiana di esibire ciò che fa la polizia scientifica sui resti umani che trova? Proviamocelo a chiede! Certo che non educa alla pietà e all’amore verso gli altri.
Una nota criminale in più: ricordiamo che lo stupro, secondo la cassazione italiana, può anche essere non grave ed allora si assolve chi stupra senza penetrazione, sebbene non sia spiegata quale penetrazione. Una proposta di legge fermata allo stato di proposta recitava che c’era anche la violenza sessuale leggera, non pesante. In tutto questo c’è una criminalità mezza assolta.
E la Cina non è differente dall’India, dall’USA, dall’Italia e altri Paesi. “Anni fa, ai tempi di Dutroux, usci un libro: “Silenzio si uccide”. Quel libro era tragico come ora queste notizia e questi video: i VIP nei loro castelli e terreni allevavano bambini che poi facevano correre come le lepri con lo stesso fine, e chi prendeva il bambino, quello era la sua preda.
Cambia il mondo: in realtà peggiora e peggiorerà. È ben vero che molti giovani si ribellano a tutto questo, ma sono spariti gli ideali. Durante la prima guerra mondiale si moriva per la patria e per l’onore. Ora si muore così, oserei dire per gioco, per dimostrare la propria rabbia o potere non più contenuto, e si uccide per uccidere, per far soffrire. Siamo pazzi? Direi proprio di sì! Fermiamoci un secondo a visualizzare un bambino come faceva S. Vincenzo a Parigi, che lo vedevano con uno o due bambini in braccio ed un altro attaccato alla gonna (era un prete) andare all’Opera dei trovatelli e farli crescere sotto la direzione dl Louise de Marillac con le Dame di Carità.
Non li portava alla morte come già accennato: li portava dove potevano vivere senza laudano e senza avere le membra spaccate per diventare sciancati e fare più pietà come faceva la Maitresse alla Couche Landry con le sue due specialiste in avvelenamento. Adesso siamo noi che facciamo pietà in mille maniere. Anche se i soliti angeli nascosti, i volontari, si danno da fare anche per recuperare un bimbo di 3 anni morto annegato che giace sul fondo del mare e che non dimenticheranno mai.
1) Cina: quattro bambini uccisi a coltellate in una scuola
L’attentato è stato compiuto nella città di Pingshan, regione autonoma di Guangxi Zhuang. Tre bambini sono morti subito, uno dopo il trasporto in ospedale.
Ancora un attacco all’arma bianca in Cina, dove un uomo armato di coltello ha fatto irruzione in una scuola elementare ed ha ferito a morte quattro bambini. È accaduto nella città di Pingshan, regione autonoma di Guangxi Zhuang. Lo ha rivelato l’agenzia stampa Xinhua. Tre bimbi sono morti immediatamente, un altro dopo il ricovero in ospedale. La polizia locale ha offerto una taglia di 3. 260 dollari sull’uomo che è fuggito a bordo di una motocicletta.
Si tratta dell’ennesimo fatto di sangue nel paese, che da mesi in alcune aree è sconvolto da continui attentati: a fine luglio decine di persone sono state uccise nella regione del Xinjiang, la zona occidentale dove vive la minoranza musulmana e turcofona degli Uighuri. Secondo i media cinesi, un gruppo armato di coltelli ha attaccato un posto di polizia ed edifici pubblici, uccidendo decine di uighuri e di Han (cinesi). Lo scorso marzo, invece, 27 persone sono state accoltellate e uccise a Kumming, mentre altre 109 sono rimaste ferite. Gli aggressori, sempre armati di coltelli, hanno compiuto l’attentato in metropolitana. (Continua su: http://www. fanpage. it/cina-quattro-bambini-uccisi-a-coltellate-in-una-scuola/#ixzz3Eth42700 http://www. fanpage. it (tutti i i diritti riservati all’autore e alle testate).
2) Dal Rapporto UNICEF 2014 – “Ogni bambino conta. . .”
www. unicef. it settembre 2014 (Tutti i diritti riservati all’autore e alle testate)
Programma Politiche per l’infanzia.
Ogni bambino conta, e ogni bambino deve essere contato: l’importanza dell’inclusione degli ultimi nelle statistiche e nelle politiche sociali è il focus del nuovo rapporto annuale dell’UNICEF.
 «Nel mondo sono 2,2 miliardi i bambini e gli adolescenti, che rappresentano il 31% della popolazione mondiale. Contarli li rende visibili, e identificarli permette di rispondere alle loro necessità e promuovere i loro diritti attraverso maggiori impegni e innovazioni» ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.
Allo stesso modo, risulta interessante confrontare l’impegno dei Governi nei confronti della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, attraverso l’analisi del livello delle risorse stanziate: l’Italia si colloca al 26° posto su 35 Paesi con meno dell’1, 5% di PIL investito in trasferimenti in denaro, agevolazioni fiscali e servizi per minorenni e famiglie.
In Italia il tasso di povertà infantile (15,9%) è più alto rispetto al tasso di povertà della popolazione complessiva (11,5%): nella graduatoria relativa a questa variabile, l’Italia si colloca al 32° posto su 35. Un bambino su sette soffre di deprivazioni materiali
I dati mostrano che il 13,3% dei minori italiani vive in una condizione di deprivazione materiale, intesa come la mancanza di accesso ad alcuni beni ritenuti “normali” nelle società economicamente avanzate come almeno un pasto al giorno contenente carne o pesce, libri e giochi adatti all’età del bambino, un posto tranquillo con spazio e luce a sufficienza per fare i compiti. L’Italia in questa classifica è al 20° posto su 29 Paesi considerati.
Il dato colpisce se confrontato ad esempio con Islanda, Svezia e Norvegia, che presentano percentuali di deprivazione inferiori al 2%.
Venendo più nello specifico alla percentuale di bambini (tra 1 e 16 anni) che non ha accesso ai seguenti beni e servizi o attività, perché le famiglie non possono permetterseli:
2,5% dei bambini italiani non può permettersi frutta e verdura fresche ogni giorno – 5,4% è la media degli altri Paesi
1,2% dei bambini italiani non può permettersi tre pasti al giorno – media 1,3%
4,4% dei bambini italiani non può permettersi almeno un pasto al giorno a base di pollo, carne o pesce – media 5,5%
6,2% dei bambini italiani non può permettersi di comprarsi indumenti nuovi – media 7,6%
2,6% dei bambini italiani non può permettersi di comprarsi due paia di scarpe della misura giusta – media 4,7%
5% dei bambini italiani non ha una connessione ad Internet – media 8%
6% dei bambini italiani non può permettersi di comprare libri adatti all’età e al livello di conoscenza (esclusi testi scolastici) – media 5,4%
9,3% dei bambini italiani non ha a disposizione un posto tranquillo con spazio e luce a sufficienza per fare i compiti – media 5,4%
6,1% dei bambini italiani non ha l’opportunità di celebrare occasioni speciali, come compleanni, onomastici, eventi religiosi, ecc. – media 6,2%)
6,7% dei bambini italiani non ha l’opportunità di invitare a casa gli amici per giocare e mangiare insieme – media 7,9%
6,1% dei bambini italiani non può permettersi di partecipare a gite ed eventi scolastici – media 6, 8%
4% dei bambini italiani non può permettersi attrezzature per giocare all’aperto, quali biciclette, pattini, ecc. – media 7,8%
12,2% dei bambini italiani non può permettersi di frequentare attività ricreative regolari, come nuotare, suonare uno strumento musicale, partecipare ad organizzazioni giovanili – media 11,6%
4.6 % dei bambini italiani non può permettersi giochi in casa – media 5,9%
Il rapporto presenta anche delle analisi che misurano il tasso di deprivazione materiale tra i bambini e gli adolescenti in alcuni gruppi considerati a rischio:
– Tra i bambini che vivono in famiglie con un solo genitore il tasso di deprivazione materiale è del 17,6%;
– Tra i bambini che vivono in famiglie con genitori con un basso livello di istruzione il tasso è del 27,9%;
– Tra i bambini che vivono in famiglie senza lavoro: il tasso è del 34,3%;
– Tra i bambini che vivono in famiglie migranti: il tasso è del 23,7%.
Si è stralciato la parte più inerente la situazione italiana che è al 26esimo posto su 32 nazioni:non c’è che dire un bel record, proprio da vantarsene e da esporre in parlamento come esito del governo che ci spreme.
Forse ci vuole la medaglia per coloro che ci hanno ridotto a quello che siamo, pardon e continuano a ridurci, ne vedremo delle belle ed i vostri politici ve lo diranno col sorriso sulle labbra o con la cinquantesima fumata nera perchè non riescono a mettersi d’accordo sul chi eleggere come stanno facendo ora. Ci svegliamo o tollereremo sempre, all’infinito?
3) Ucraina, colpito un asilo: è strage di bambini. 19/08/2014 fanpage. it
Almeno 10 i bambini morti durante i bombardamenti di un asilo a Makievka.
Un atto che – accusa la leadership dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, una delle ultime roccaforti dei separatisti filorussi – sarebbe stato deciso dall’esercito ucraino. “Le informazioni sono state confermate. Gli accertamenti preliminari indicano che più di 10 bambini sono stati uccisi”, ha dichiarato il vice premier Andrei Purghin. In queste ore la situazione è tornata ad essere assolutamente drammatica, con cruenti combattimenti strada per strada in corso tra l’esercito ucraino e i ribelli filorussi nel centro di Lugansk, nell’est del Paese: “Un quartiere di Lugansk è stato liberato e ci sono scontri strada per strada nel centro della città”, aveva riferito in mattinata alla stampa il portavoce dei servizi di sicurezza ucraini, Andriy Lysenko; mentre a Donetsk, nell’est Ucraina, esplosioni a raffica. Lì ha sede il più grande impianto di elettrodomestici e apparecchiature commerciali dell’Europa orientale, ma i prodotti finiti non arrivano e non possono essere spediti.
Crisi Ucraina, il bilancio degli scontri
Secondo le Nazioni Unite, da metà aprile al 10 agosto in Ucraina sono morti a causa degli scontri tra autorità di Kiev e filorussi più di 2mila civili, mentre circa 5mila sono rimasti feriti. Oggi il Cremlino ha reso noto che il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Petro Poroshenko si incontreranno con l’Unione Europea a Minsk il prossimo 26 agosto, quando il presidente russo sarà in Bielorussia, dove prenderà parte ad un vertice dei capi di stato dell’Unione doganale con il presidente dell’Ucraina Poroshenko, e la partecipazione di rappresentanti della Commissione europea”. In quell’occasione, secondo quanto riferito dalla presidenza russa “si terranno alcuni incontri bilaterali”. (Continua su: http://www. fanpage. it/ucraina-colpito-un-asilo-a-kiev-strage-di-bambini/#ixzz3EyqQOEUm http://www. fanpage. it)
Ucraina, bombe sul primo giorno di scuola a Donetsk: è strage!
Primo giorno di scuola insanguinato a Donetsk. La città più importante dell’Ucraina sotto controllo dei ribelli filorussi è teatro di violenze che hanno provocato 10 morti: tra loro parenti e insegnanti degli alunni di una scuola, bersagliata da un colpo di mortaio caduto nel cortile dell’edificio, proprio mentre i bambini entravano in classe per il primo giorno dell’anno scolastico.
2 ottobre 2014, fanpage. it
4) Siria, doppio attacco kamikaze a Homs. Almeno 40 morti: “Strage di bambini”
Il Fatto Quotidiano > Mondo (tutti i diritti riservati all’autore e alle testate), 1/10/2014.
Due autobombe sono esplose mentre i bimbi uscivano da scuola. Si tratta dell’attentato più sanguinoso a colpire il quartiere pro governativo da mesi. La denuncia è stata fatta dall’Osservatorio siriano dei diritti umani, che aggiunge che i feriti sarebbero 76. Non c’è ancora stata alcuna rivendicazione.
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 1 ottobre 2014Commenti (38)
(Tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate)
È l’attacco con più vittime che colpisce il quartiere pro governativo di Homs da mesi. Un doppio attentato kamikaze nella città della Siria centrale ha ucciso almeno 41 bambini. La denuncia dell’attacco è stata fatta dall’Osservatorio siriano dei diritti umani, che aggiunge che i feriti sarebbero 76. Secondo l’agenzia Sana, i due kamikaze hanno aspettato che i bambini uscissero da scuola, e poi si sono fatti esplodere.
Un canale filogovernativo siriano ha trasmetto un breve filmato mostrando diversi genitori arrivare sulla scena dell’esplosione cercando i loro figli. Cartelle scolastiche per terra e sangue sul terreno. Una fonte della provincia di Homs, citata sempre da Sana, aggiunge alcuni dettagli sulla dinamica. “I terroristi hanno fatto esplodere una prima autobomba” parcheggiata davanti alla scuola Akrameh al-Makhzumi e “alcuni minuti dopo un secondo kamikaze si è fatto saltare in aria poco lontano”, racconta l’agenzia Sana. Sembra infatti, secondo Associated Press, che il secondo veicolo sia esploso mentre i genitori portavano via i figli o cercavano i corpi dei bambini.
La zona colpita è il sobborgo di Akrameh, un’area controllata dal governo e dominata dalla minoranza alawita, corrente dell’islam derivata dagli sciiti alla quale appartiene anche il presidente siriano Bashar al-Assad. “È un terribile atto terroristico – ha commentato il governatore della città di Homs Talal Barazzi – Un tentativo disperato che aveva come obiettivo proprio i bambini della scuola”. Non c’è ancora stata alcuna rivendicazione della doppia esplosione. L’emittente Al Jazeera English evidenzia come ci siano stati attentati orribili da entrambe le parti durante la guerra civile siriana, giunta ormai al suo quarto anno, ma raramente i bambini sono stati i bersagli diretti di questi attacchi.
Il finimondo dei bambini assassinati in tutto il mondo: urliamo pure per le strade e urliamo perché il nostro urlo di rabbia e di indignazione supererà la vigliaccheria con la quale queste bande di assassini colpiscono scuole (proprio come a Beslan: Strage di Beslan è il termine con cui ci si riferisce al massacro avvenuto fra il 1 e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan, nell’Ossezia del Nord, . . . dove furono uccisi 186 bambini ed un centinaio dai adulti).
Ci rendiamo conto che si uccidono come in guerra avversari che sono come i nostri figli o nipoti di cui siamo fieri e che accompagniamo in giro. Guardateli bene e pensate per un attimo che quei bambini fatti a pezzi dagli stessi adulti o dalle bombe sono come i nostri che gelosamente (almeno si spera) abbiamo con noi.
Loro no, quelli assassinati e torturati sono una lunga fila che aumenta sempre e che scompare dalla terra, dal mondo che diceva di accoglierli. Ma li ha accolti la bestialità umana. Penso però che il più ributtante degrado umano che va avanti è il fatto che molti stati stanno ancora a guardare, indifferenti o come altri che sono mal preparati, ai vari attacchi sterminatori di bambini.
Questi innocenti andavano al loro primo giorno di scuola e sono stati accolti con le bombe, con le armi, sono stati uccisi. Hanno loro spento il sorriso od il pianto nel rivedere gli amici tra esplosioni di morte che hanno vissuto sulla loro pelle e sulle loro membra squarciate.
Ma siamo umani o siamo come l’Ebola, un qualcosa prodotto nel laboratorio dell’odio del male, del demone mostro antiumano che vuole distruggere l’umanità intera poco a poco, e da vigliacco quel mostro distrugge poco alla volta i futuri uomini, i futuri adulti?
Ciò che colpisce è l’indifferenza di molti, specie dei politici che sono andati a cena nel palazzo reale di Napoli e (leggete senza stupirvi) per loro c’erano duemila agenti. Napoli è presidiata da circa duemila uomini delle forze dell’ordine in vista del vertice: sono gli stessi politici e loro affini che lasciano morire quei bambini perché i giochi della politica sono veramente corrotti e bugiardi, ma la cena al palazzo reale di Napoli è una passerella, densa di bugie e menzogne: quei politici si sentono apprezzati e importanti.
Nessuno ha rifiutato pubblicamente quell’invito in difesa dei bambini assassinati da criminali pazzeschi ed invasati dall’odio. Nessuno si è rifiutato: tutti con sorriso sulle labbra per quell’indegno ed ennesimo esborso dalle tasche di chi ha perso il lavoro e coi soldi che avrebbe potuto far sorridere qualche bambino disperato o disastrato: quelli devono morire e basta ed altri ne moriranno, stiamone pur certi. Chi difende i bambini è inorridito da quello che succede, ma ci ha fatto il callo: hanno pochissimi soldi, quelli onesti, e non sanno più cosa fare per una tremenda realtà che continua ad aumentare e per i singoli sono scene che non dimenticheranno mai; il loro inorridimento non cesserà più, sarà una molla in più per stare in piedi e aiutare sempre, stendendo anche la mano, non per loro o anche per avere i mezzi per non veder morire, come succede nelle comunità di “ebola”. Troppi bambini! Qualche statistica parla di 3700 morti di Ebola, ma quel virus costruito in laboratorio è destinato a darci la paga a tutti indistintamente. Forse è proprio lui il castigo che ci arriva.
Bambini, io scrivo in vostro aiuto, ma sono sempre le stesse schifose battaglie contro i disgraziati che ora si chiamano ISIS: prima avevano altri nomi.
Sono sempre degli uomini assassini e porci che vi uccidono col sorriso da cretino e da delinquente sulle labbra.
Non hanno nessuna pietà vedendovi morire, lo fanno apposta, hanno cercato i primi giorni di scuola per colpirvi, per aumentare l’esercito degli innocenti scomparsi e per far soffrire centinaia di genitori, se sono ancora vivi, per addolorarli per tutta la vita.
Quei delinquenti non hanno pietà di nessuno e continuano a sfornare odio diabolico in tutti i modi: Vi ho ricordato Beslan, vi ricordo pure un mercoledì sera nel teatro Dubrovka del centro della capitale russa con un commando di 32 kamikaze che rapì i 700 spettatori presenti. Finì il sabato della stessa settimana con un blitz delle squadre speciali russe che ancora oggi si porta dietro uno strascico di dubbi e misteri. I terroristi furono uccisi e 117 ostaggi morirono a causa dei gas usati nell’attacco delle teste di cuoio e tra loro quanti bambini innocenti? Era il 26 ottobre 2002.
Dimenticavo altri naufragi in Libia con due presumibili bambini. Carcasse con un numero imprecisato di annegati tra cui i soliti bambini e sembrerebbe (notizia non confermata) morta anche una mamma mentre partoriva. Peggio di così cosa vogliamo? O disgraziati mercanti del traffico umano! Quei dollari o yen che guadagnerete con la morte si ritorceranno senz’altro contro di voi.
Il giorno della vostra paga può essere vicino più di quanto sembri.
5) “Sono due i naufragi del 03/10/2014 e 130 le vittime a causa del rovesciamento di due barconi a largo delle coste della Libia. (Il fatto cronaca e inTopic. it, tutti diritti riservati all’autore e alle testate)
Il Cir, Centro Italiano per i Rifugiati, aggiorna le informazioni diffuse giovedì dalla Guardia Costiera libica che parlava di un solo affondamento, 10 vittime tra i profughi africani e decine di dispersi. La situazione è ben più grave e a perdere la vita potrebbero essere oltre 100 persone, visto che il totale dei “passeggeri” delle barche naufragate a 3 miglia dalle coste africane arriva a 250 persone, di cui ne sono state ritrovate solo 120.
Che conta orribile e disperata che siamo destinati a fare e a leggere in continuazione come se tutto questo aumentasse il nostro benessere: mamme, papà, figli annegati, e recuperati solo in parte non quantificabile per mille motivi. Intanto, a 40 miglia a largo di Lampedusa, è stato avvistato un altro barcone con a bordo centinaia di migranti. A dare l’allarme è stato un aereo spagnolo inserito nel dispositivo Frontex. Il Centro operativo di coordinamento della Guardia di Finanza di Pratica di Mare ha inviato due motovedette per avviare i soccorsi ai profughi sul peschereccio. Gli africani sbarcheranno sull’isola in serata.
Leggiamo bene che molti migranti, che dalla stiva tentavano di salire in coperta sono stati ricacciati giù, uccisi a bastonate.
Ma l’ultima tragedia dell’immigrazione rischia di avere anche conseguenze diplomatiche: a 27 miglia dal barcone in avaria c’era una nave della Nato che sarebbe stata sollecitata dalle autorità italiane a intervenire in soccorso dei migranti. L’Alleanza, però, avrebbe risposto picche e la carretta con centinaia di uomini, donne e bambini senza acqua e senza cibo da giorni avrebbe continuato il suo viaggio disperato. (Notizie possibili e che saranno accertate dopo l’autopsia – e si deve arrivare a questo, alle autopsie, per questi infami delitti compiuti senza nessun colpevole).
Poi ci sono i paradossi e la giustizia italiana fa le solite figure, oltre ad aver danneggiato chi salvava dei naufraghi” (fonte già citata).
La vicenda paradossale che hanno vissuto i miei due assistiti è la stessa raccontata da Emanuele Crialese nel suo film “ Terraferma”. Con queste parole l’avvocato Leonardo Marino commenta soddisfatto la sentenza della Corte d’Appello di Palermo che ha finalmente dato ragione a due marinai tunisini arrestati l’8 agosto 2007 con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Reato che, durante il processo di primo grado, si è trasformato in “resistenza a pubblico ufficiale” e “violenza a nave da guerra”.
“Così dopo quattro anni si conclude l’iter giudiziario di Abdelkarim Bayoudh e Ablelbasset Zenzri, comandanti dei pescherecci Morthada e Mohamed El Hedi, prima incarcerati con l’accusa di essere degli scafisti, poi condannati a due anni e mezzo di reclusione per aver sfidato (e vinto) il blocco navale della Capitaneria di Porto di Lampedusa.
Come i personaggi della pellicola di Crialese, i due marinai hanno violato la normativa italiana sull’immigrazione, salvando, nell’estate del 2007, 44 clandestini che stavano naufragando nel Canale di Sicilia. “Hanno seguito la legge del mare che impone il salvataggio della vita umana al di sopra di qualsiasi altro regolamento”, dice il legale dei due tunisini. 26/09/2011 (fonte già citata tutti i diritti riservati).
Bravi tunisini! Che Dio vi ricompensi, perché non c’è da aspettarsi nulla da quei giudici italiani che vi hanno indegnamente condannato invece di darvi la medaglia, che daranno a qualche politico che parla invano come sempre.
La lista è lunga. Io piangerò sempre la vostra fine ed implorerò sempre il Creatore di fermare questo massacro per darvi la possibilità di crescere come i vostri simili. Il Maligno ha già perso inizialmente, ma queste battaglie sono sue e ne esce vincitore. Mi auguro che presto sia sconfitto il Male ed il suo capo e possiate vivere come gli altri bambini, più fortunati di voi e che non sentono nemmeno un’esplosione di una bomba a mano.
Che Dio faccia cessare il vostro massacro! Lo vogliono tutte le persone che vi aiutano in mille modi, anche solo pensando alla vostra condizione o in altri modi più pratici, ma che sono gocce su un fuoco bestiale che sembra non cessare mai.

Bambini, noi vi guardiamo da lontano, non vi conosciamo se non tramite qualche spezzone televisivo, ma vi vogliamo bene e di questo potete essere sicuri.