L’inerzia vergognosa di molti stati mentre gli emigranti muoiono nelle stive delle carrette di mare perché hanno pagato poco/The Disgraceful Idleness of Many States, while the Migrants Die in the Holds of the Sea Rattletraps because They Haven’t Paid Enough

Il bubbone si è fatto presto vedere e sentire ed eccoci che siamo arrivati alla confusione più disumana  che però è quasi sempre quella : quel disgraziato migrante che ha pochi soldi o quasi nulla, con troppi figli a carico e non ha i soldi per sedersi sul bordo della carretta e magari finire in mare per primo, è cacciato in stiva, giù  vicino ai motori che certo non mandano fuori aria adatta a respirare e sviluppano calore che staziona nello spazio ristretto; con lui ci sono spesso le loro donne e bambini, ma poco importa ai criminali scafisti che prima di far trasbordare gli esterni chiuderanno l’accesso alle stive e chi è dentro è un topo in gabbia : farà una brutta fine, non prevista dai migranti, ma prevista e conosciuta dagli scafisti che se ne fregano altamente. E il numero di questi migranti morti in quel modo aumenta sempre di più con l’aumento delle carrette che arrivano vicino all’Italia da qualsiasi parte, si aprono le inchieste, si mettono in prigione presunti o veri scafisti che verranno presumibilmente processati, ma i morti fanno solo parte di una luttuosa statistica vergognosa per il mondo intero, quello che si considera civilizzato e non aumenta di settimana in settimana, a volte con cadenza giornaliera. Si citano le cifre degli ultimi 4 giorni:

1) Migranti morti nella stiva, approdata a Catania la nave con vittime e superstiti (http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/08/17/news/migranti_a_catania_lo_sbarco_di_vittime_e_superstiti-121093565/) – Il container con le 49 salme dei migranti morti soffocati nella stiva di un barcone (ansa) (…)

Barcone soccorso al largo della Libia: “Nella stiva almeno 40 morti” (http://www.lastampa.it/2015/08/15/italia/cronache/barcone-soccorso-al-largo-della-libia-nella-stiva-almeno-morti-OJMT68nCAysN5XbC2jQtCI/pagina.html ) – Barcone soccorso al largo della Libia: “Nella stiva almeno 40 morti”. I migranti sarebbero deceduti per soffocamento. I migranti sarebbero deceduti per soffocamento. Sull’imbarcazione c’erano 400 persone. Il ministro Alfano: «Non sarà l’ultima tragedia se non si risolve il problema della Libia»(…)

SOCCORSO BARCONE CON 400 MIGRANTI: ALMENO 40 MORTI PER SOFFOCAMENTO NELLA STIVA (http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/migranti_barcone_morti_soffocamento_lampedusa/notizie/1517385.shtml) La Marina militare ha soccorso, 21 miglia dalla costa Libica, a sud di Lampedusa, un barcone in difficoltà con oltre quattrocento migranti a bordo. Ci sarebbero decine di morti nella stiva. Almeno 40 migranti sono morti per soffocamento. Lo scrive in un tweet la Marina MIlitare.(…)

2) Libia, l’Occidente condanna gli attacchi Isis a Sirte: “Le fazioni si uniscano contro l’Isis.  In un comunicato i governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti esprimono la loro ferma condanna per i massacri in atto in questi giorni a Sirte. In un comunicato congiunto i governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti esprimono la loro ferma condanna per i massacri in atto in questi giorni a Sirte, città libica in cui i salafiti – alleati con decine di civili – stanno tentando di cacciare i miliziani dello Stato Islamico, che dal canto loro controllano importanti quartieri ed hanno commesso stragi in zone residenziali ed ospedali: “Siamo profondamente preoccupati dalle notizie che parlano di bombardamenti indiscriminati su quartieri della città densamente popolati e atti di violenza commessi al fine di terrorizzare gli abitanti – si legge nella nota dei 6 paesi – . Facciamo appello a tutte le fazioni libiche che desiderano un Paese unificato e in pace affinché uniscano le proprie forze per combattere la minaccia posta da gruppi terroristici transnazionali che sfruttano la Libia per i loro scopi”… L’appello avanzato da parte dell’Italia e degli altri paesi spinge in particolare per trovare una soluzione politica, ribadendo sostegno al processo di dialogo guidato dal rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon. “Ribadiamo ancora una volta che non esiste una soluzione militare al conflitto politico in Libia, e rimaniamo preoccupati per la situazione economica e umanitaria che peggiora giorno dopo giorno”. “Siamo pronti a sostenere la messa in pratica di questo accordo politico, affinché il governo di concordia nazionale e tutte le nuove istituzioni nazionali possano funzionare efficacemente e venire incontro alle necessità più urgenti del popolo libico”. (Continua su: http://www.fanpage.it/appello-dell-italia-e-di-altri-5-paesi-alla-libia-le-fazioni-si-uniscano-contro-l-isis/– http://www.fanpage.it/17\08\2015).

3) Cronache 15 GIUGNO 2015 di Antonio Palma – Pugno duro di Parigi: “I migranti non passano, se ne occupi l’Italia” (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
Il ministro dell’interno francese: “Se vogliamo garantire che l’accoglienza dei rifugiati sia sostenibile, bisogna essere fermi nei confronti degli altri” (continua su: http://www.fanpage.it/pugno-duro-di-parigi-i-migranti-non-passano-se-ne-occupi-l-italia/ – http://www.fanpage.it/).

Si va verso un braccio di ferro senza precedenti tra I’Italia e Francia sulla questione migranti al confine. Dopo giorni di tensione al confine a Ventimiglia con centinaia di migranti bloccati dalle autorità di Parigi, oggi infatti è intervenuto sul caso il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, con parole dure. “Dall’inizio dell’anno abbiamo avuto circa 8mila passaggi e abbiamo fatto riammettere in Italia circa 6mila migranti. Non devono passare, è l’Italia che deve farsene carico. Bisogna rispettare le regole di Schengen” ha dichiarato infatti il rappresentante del governo francese, sottolineando che la Francia non ha nessuna intenzione di far arrivare sul proprio territorio i migranti in attesa alla frontiera. In un’intervista a radio RMC e BFM-Tv, Cazeneuve ha ricordato che nel 2014 la Francia “ha proceduto a 15mila riaccompagnamenti alla frontiera” ma che “il fenomeno si è accelerato dall’inizio dell’anno”.

Secondo il Ministro francese bisogna distinguere tra rifugiati e altri immigrati stabilendo campi separati per identificazioni mirate. “Se vogliamo garantire che l’accoglienza dei rifugiati sia sostenibile, bisogna essere fermi nei confronti degli altri” ha spiegato Cazeneuve, aggiungendo: “Bisogna che l’Italia accetti di creare dei centri per distinguere i migranti economici irregolari dai rifugiati”. “Ci sono molti migranti economici irregolari che vengono dall’Africa Occidentale e non sono dunque oggetto di persecuzioni. Non possiamo accoglierli, dobbiamo riaccompagnarli alla frontiera” ha sottolineato il ministro francese, ribadendo che le frontiere non sono state chiuse ma semplicemente sono scattati i controlli sui passaggi.

Lo stesso tono è usato anche dall’Austria che nega di aver chiuso le frontiere e sostiene che i respingimenti di migranti senza documenti sono una procedura “di routine” che si applica da anni. “Quando ci sono controlli e si trova in Austria qualcuno sprovvisto di un permesso di soggiorno legale nell’Ue, lo si rispedisce al Paese da dove è entrato. È un problema che riguarda l’Italia se lascia transitare persone sprovviste di documenti validi verso altri Paesi dell’Ue” ha sottolineato un portavoce del governo austriaco. 

Intanto la Commissione Ue ha assicurato di “essere al corrente dei controlli alle frontiere di Francia e Austria” con l’Italia e di aver avviato le verifiche del caso. “Ricordiamo che tutti devono rispettare Schengen e le regole del sistema di asilo europeo” ha dichiarato la portavoce del Commissario Ue all’Immigrazione. Per dirimere la questione il portavoce ha annunciato che il commissario Dimitris Avramopoulos ha convocato per domani una riunione tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia e Germania, a margine di un Consiglio affari interni a Lussemburgo. (Continua su: http://www.fanpage.it/pugno-duro-di-parigi-i-migranti-non-passano-se-ne-occupi-l-italia/– http://www.fanpage.it/).

Gli emigranti continuano ad arrivare da ogni punto cruciale e da tutte le parti del mondo verso stati dove c’è una situazione migliore. Questo succede dal 1970 con i vietnamiti ed ora con tante popolazioni che non hanno più nulla e cercano di sopravvivere, coi soliti malvagi che guadagnano ad organizzare spedizioni orrende, che lasciano morti al loro passaggio: la sorte è negativamente segnata anche quando si oltrepassano le famose frontiere, che stanno diventando sempre più disumane, difficoltose da superare, anche per via dei funzionari stessi che hanno ordini ben precisi di rimandare indietro quel nugolo di disperati che giornalmente tenta di superare barriere appena costruite dopo aver percorso chilometri e chilometri lasciando sulla via quelli che muoiono di disidratazione, fame, debolezza fisica, malattie e avversità metrologiche.

Se in un primo tempo i telegiornali ci mostravano questi disperati a Ventimiglia sugli scogli con la polizia francese pronti a respingerli, ora le TV ci mostrano i treni ungheresi stracarichi di emigranti, le imbarcazioni piccole che dalla Turchia arrivano di notte in Grecia sull’isola di Khos, in Indonesia e stati vicini che respingono sistematicamente o improvvisano soluzioni non soluzioni. C’è anche un dubbio che questa massiccia e disumana emergenza  di profughi  potrebbe essere orchestrata da particolari stati basati sul terrorismo per creare confusione e terreno adatto per successive rappresaglie ben più violente.

Si citano solo ora diverse relazioni che mostrano il fenomeno migranti come si sta evolvendo, anche se alcuni di questi sono lontani e di loro si viene a sapere solo molto tempo dopo che sono iniziati, e per fortuna ci sono giornalisti che spesso ci rimettono la vita per mandare notizie inumane al mondo intero aldilà della solita crisi monetaria. Spesso però vengono mostrate grandi esposizioni, giochi internazionali ed altri programmi, come rifacimenti strutturali di stazioni ferroviarie, cartelli indicatori diffusi in ogni strada e pressoché inutili che distraggono la gente dai veri problemi, meno chi c’è dentro fino al collo per licenziamenti, famiglie che non sanno più come tirare avanti e dar da mangiare ai propri figli.

– Emergenza migranti, Thailandia mantiene linea dura: respinto un barcone di Rohingya (…)  http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/16/news/rohingya_thailandia_profughi-114493302/ 16 mag 2015 – Migliaia i profughi alla deriva senza cibo né acqua nel Mar delle Andamane, al largo delle coste della Thailandia, Indonesia e Malesia, che impediscono loro di sbarcare. Bangkok, su pressione dell’Onu, ha convocato un summit regionale per il 29 maggio, ma il governo di Myanmar minaccia di boicottarlo (…).

– L’Indonesia rimpatria migliaia di emigrati in Arabia Saudita: sfruttati sul lavoro (http://www.asianews.it/notizie-it/L%E2%80%99Indonesia-rimpatria-migliaia-di-emigrati-in-Arabia-Saudita:-sfruttati-sul-lavoro-16834.html– 11/11/2009).

Emergono ora tutte le situazioni difficili e non sembra solo una questione che l’Europa è incapace di risolvere con equità e giustizia: tutto il mondo si trova in questa nuova guerra tra popolazioni che spingono per stare meglio e chi non li vuole per niente.

Le notizie sono le più disparate, contrastanti, con politici che oggi dicono qualcosa e domani non sanno più cosa dire: fanno convegni pomposi ed allargati, ma poi la situazione resta sempre quella. Le parole si perdono con i giornali del giorno dopo e questi emigranti arrivano lo stesso, sempre più numerosi, e sistemati con criteri che lasciano scontenti sia gli emigrati, sia i locali di dove arrivano.

– Migranti del Bengala e Rohingya: Onu, salvare vite umane  (http://it.radiovaticana.va/news/2015/05/23/migranti_del_bengala_e_rohingya_onu,_salvare_vite_umane/1146245)

– Indonesia. La tragedia dei migranti bengalesi e Rohingya – (http://omissisnews.com/indonesia-la-tragedia-dei-migranti-bengalesi-e-rohingya/– 19 mag 2015) – Rifiutati dalla Malesia, cacciati dalla Thailandia, ogni giorno arrivano a centinaia, migliaia i migranti bengalesi e di etnia Rohingya sulle coste indonesiane. E muoiono di fame e di sete (…)


C’era da aspettarsi rivolte locali di gente esasperata che non riesce a raggiungere mete fatidiche come gli stati del Nord Europa (per quanto riguarda quelli che arrivano dal Medio Oriente e dall’Africa lasciando spesso loro cari nel cimitero del mare nostrum), ma le notizie di annegamenti arrivano anche dall’Indonesia, Australia, Messico, e ormai i trafficanti crudeli di questi fuggitivi escogitano nuove vie, nuove metodiche; in comune c’è sempre la violenza usata durante i loro traffici. Troppo spesso ormai si legge di decine e decine di morti annegati, di migranti rinchiusi nelle stive di barconi fatiscenti, che muoiono per soffocamento, per il calore, per le esalazioni dei motori. Le TV forniscono statistiche più  o meno veritiere e hanno anche avviato dei dibattiti coi cittadini che si vedono arrivare nei loro paesi decine di emigranti che spesso non sanno dove andare e la miccia di una rivolta è lì pronta, mentre i politici non hanno ancora preso decisioni serie; insomma il caos investe esseri umani che scorazzano in cerca di un cuscino su cui appoggiare la testa, un tetto sotto cui aggregare i propri figli che spesso devono seguire i sacrifici degli adulti e condividere le conseguenze tragiche dei loro genitori o, essendo più deboli, segnare un altro cippo dei morti che non sempre corrispondono ai veri dati dei decessi che accompagnano l’esodo stesso.

Questa vergogna che fine farà veramente e non come la mediano, molte volte, certi media per non allarmare la popolazione, che però sa e tace – e non si sa perché tace – sentendo i litigi dei politici su riforme e provvedimenti vari, ma questi sono lasciati a parte e chi subisce sono proprio i  locali e gli emigranti. Cosa succederà: questo è un problema non ancora chiarito, ma sembra piuttosto alimentatore di aggressività ed un futuribile recente come gli scontri tra migranti, popolazione e forza pubblica, come sull’isola di Khos (Grecia), che è una delle avvisaglie del problema irrisolto dalle grandi istituzioni che si stanno ancora rimpallando il problema e, a distanza di anni, cercano ancora le soluzioni del problema emigranti.
Intanto nulla si ferma: ormai c’è un continuo bollettino di guerra che si aggiunge agli altri appelli di grosse e piccole associazioni che denunciano cifre, talvolta approssimate per difetto, circa le varie uccisioni, gli attacchi kamikaze, le decapitazioni, gli assalti a villaggi di civili. Tutto ciò si collega ai tentennamenti che l’UE ha nel dare un prodotto definitivo non tanto per mettere fine all’accoglienza dei profughi, quanto per rendere la situazione più accettabile, e che non susciti ribellione dove questi arrivano, ma studi le modalità idonee ad una risoluzione non certo facile, ma dignitosa per tutti (il fatto di prendere a cannonate, come detto da qualche politico, suscita una certa apprensione…). Si deve anche stare attenti a non dare l’avvio ad un’altra guerra mondiale che secondo alcuni è già in atto,manca solo un grosso avvio.

La salvezza dei vinti è nello sperare nulla. Bambini sempre alla sbaraglio e al lavoro da adulti e zitti./The Safety of the Vanquished Lies in Having Nothing to Hope for. Children Keep Being at a Complete Loss and/or Working as Adults and Supposed to Keep Quiet.


È sempre stato così, non cambiano le circostanze e in particolare non cambiano quegli esseri umani che hanno il coltello dalla parte del manico, coltello che usano contro i loro stessi fratelli come se nulla fosse e come se gli esseri che opprimono in vario modo fossero mostri da cancellare dalla faccia della terra. Possibile che nei secoli non si arrivi ad una conclusione più ottimale senza usare sempre il cervello rettiliano, ma impiegando anche quello umano che tutti possediamo ma che molti usano purtroppo solo quando fa loro comodo? Parliamo di istituzioni, politici, sovversivi, criminali, ogni condimento è quello giusto. La mattanza degli umani non ha né limiti, né confini; le giustificazioni sono le più sconce e le più elaborate in senso negativo: politici che promettono, alla TV sembrano toccati dalla scienza universale e poi si rivelano opportunisti, falsi, pieni di sorrisi da lupo dietro la pelle di agnello nero come i loro sentimenti. Le uccisioni o le morti per abbandono, annegamento, disidratazione, mancanza di acqua o di cibo non contano nulla. Certuni fanno finta di fare qualcosa per mostrare al pubblico che fanno, poi tutto ritorna nel silenzio urlato dalle vittime, ma quelli hanno le orecchie tappate, pronti solo alle celebrazioni le più strane ed inutili e “tutto va ben madama la marchesa”.
Le persone che gridano le loro ingiustizie sono zittite o le spiegazioni sono piene di codicilli, commi eccetera, per togliersi di torno quei piagnistei o silenzi assordanti di richieste di aiuto: un sorriso che suscita solo pensieri non descrivibili, e avanti… l’importante sono i soldi che entrano nelle loro tasche, e i media li rincorrono per sapere gli ultimi pettegolezzi.
Intanto quelli che chiamano e- migranti, e che hanno storie raccapriccianti alle loro spalle, sono spesso inebetiti, continuano a cercare di fuggire, nonostante i muri e il filo spinato chilometrico che si continua a costruire dove c’è gente disperata che vuole vivere e che percorre chilometri e chilometri a piedi, chiusa in mezzi da trasporto non per umani, o in vani dei treni e che inevitabilmente vengono respinti quando incappano nelle forze, legalizzate e non, dei singoli ministeri e stati. Ma perché tutti vogliono andare qui in Europa, in Svezia, e non nella tanto accogliente Italia? Forse che le comunità che si danno da fare per gestirli non guadagnano a sufficienza, a parte quelle veramente umane e gestite da volontari non interessati ai 30 euro e cibo da fornire a queste famiglie frastornate dal continuo camminare, correre, nascondersi per vivere e non finire lungo le vie di fuga.
Senza contare i cimiteri di annientamento come il Mediterraneo che forse non è solo mare, ma anche sabbia, e mille altri luoghi di passaggio e che passano inosservati perché subito ricoperti da ciarpame o altro, tanto quanto vale la vita di quei nostri fratelli che sono diventati merce da vendere a più riprese e non esseri da aiutare anche nello stato in cui si trovano, specie i bambini; ma non trascuriamo nessun altro fratello che non riesce ad arrivare dove vuole. Una vocina mi suggerisce dentro che contro la violenza usata per schiavizzarli in ogni modo e per respingerli, anche loro se difendono i loro diritti, sono nel giusto, specie se difendono i loro bambini: ringrazio a nome loro e soprattutto mio quell’emiro che ha donato i suoi averi a questi nuovi poveri e quella nonnina novantenne (guarda caso italiana) che ha lasciato loro la sua casa. Grazie a nome di tutti, ma so che ci sono altre persone generose che ci fanno vergognare della nostra avidità e stoltezza per un tozzo di pane e dei diritti sacrosanti.
E i muri diventano sempre più alti ed i migranti grandi e piccoli, maschi e femmine, diventano arrampicatori spericolati. Ma anche l’ONU inizia finalmente ad alzare la voce contro quelle nazioni che trattano male i migranti, e sono in molte.
Quel muro che non s’ha da fare (AgoraVox Italia): (www.intopic.it/notizia/8684475/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).
L’Onu lancia l’allarme sui profughi in Grecia:
(www.intopic.it/notizia/8682012/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha).
E la situazione non migliorerà di certo: le nazioni, Italia compresa, non hanno ancora cercato un minimo di aiuto in Libia per organizzare questa avanzata informe, purtroppo collusa con la criminalità organizzata che ha trovato nella tratta dei migranti una fonte di guadagno nuova e promettente: tanto i sacrifici dei migranti e dei bambini non contano nulla; l’importante è il soldo da spartire e le canaglie più dure sono le prime a correre al guadagno sulla pelle degli altri disperati (magari anche sotto mentite spoglie ufficiali: sembrerebbe che in queste terre di accoglienza cosiddetta è facile il trasformismo).
1) Srebrenica, 20 anni fa il massacro. Premier serbo preso a sassate durante le celebrazioni
La Bosnia commemora il ventesimo anniversario del massacro di Srebrenica, dove più di ottomila uomini musulmani furono barbaramente uccisi dalle forze serbo bosniache guidate dal generale Mladic. (MONDOULTIME NOTIZIEVIDEO 11 LUGLIO 2015 11: 37 di Susanna Picone – Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http: //www.fanpage.it/).
UPDATE – Il primo ministro serbo Vucic ha abbandonato le celebrazioni del genocidio a Srebrenica dopo essere stato colpito con una pietra lanciata dalla folla inferocita che lo contestava. Lo riferiscono i media serbi, specificando che il premier è rimasto leggermente ferito e ha subito lasciato la cerimonia per tornare a Belgrado. Secondo un membro della delegazione serba, la folla, che è riuscita ad abbattere le barriere di protezione, gridava: “Cetnici, tornate a casa” e “Dio è grande”. Sono passati 20 anni dal massacro di Srebrenica, in Bosnia. Era l’11 luglio del 1995 quando ha avuto luogo quello che è passato alla storia come il più feroce massacro in Europa dai tempi del nazismo. Più di ottomila bosniaci musulmani vennero barbaramente uccisi dalle forze serbo bosniache guidate dal generale Mladic. Ancora oggi molti corpi non sono stati ritrovati. A Srebrenica fu commesso “un crimine atroce”, queste le parole del premier serbo Aleksandar Vucic in una lettera aperta diffusa poco prima della sua partenza per la Bosnia, dove partecipa al 20esimo anniversario del massacro. Decine di migliaia di persone stanno confluendo al memoriale e cimitero di Potocari per partecipare alla commemorazione delle vittime – 8.372 la cifra ufficiale non definitiva – del genocidio di Srebrenica. Durante la cerimonia è in programma la tumulazione delle spoglie di 136 vittime identificate col test del Dna negli ultimi 12 mesi. Alla commemorazione sono attese 50 mila persone – per l’Italia la Presidente della Camera Laura Boldrini –, tra cui l’ex presidente Usa Bill Clinton, i presidenti di Slovenia, Croazia, Montenegro, i primi ministri di Turchia, Albania e Serbia, la regina Noor di Giordania, e numerosi ministri degli esteri.

“Di quello che era successo a Srebrenica in quei terribili giorni di luglio si seppe pochissimo per molto tempo. E quando ricevemmo la notizia, rimanemmo tutti sgomenti”. “A poche centinaia di chilometri dalle nostre case, parole come pulizia etnica e genocidio che speravamo rimanessero solo nei ricordi drammatici dei nostri nonni – ha scritto Renzi – erano di nuovo atrocemente realtà in Bosnia, qui in Europa. L’11 luglio del 1995, più di 8000 musulmani, compresi anziani donne e bambini, furono trucidati dalle milizie serbe e gettati in fosse comuni, sotto gli occhi indifferenti dell’Europa e del mondo”. (Continua su: //www.fanpage.it/srebrenica-20-anni-fa-il-massacro-mattarella-sconfitta-per-l-umanita/ –
2) Massacro Srebrenica: 409 morti trovano sepoltura dopo 18 anni pubblicato il 11 luglio 2013.
Quattrocentonove morti rimasti senza nome, tra loro un neonato, trovano pace dopo 18 anni. La ferita brucia ancora tra la gente di Srebrenica, teatro del peggior genocidio in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale: circa ottomila persone uccise dalle forze serbo bosniache durante il conflitto nella ex Jugoslavia, l’11 luglio del 1995. Nel giorno della sentenza del Tribunale penale internazionale su Radovan Karadzic, considerato la mente del massacro, questi morti vengono sepolti in un funerale di massa: i loro resti erano sparsi in 300 fosse comuni. Nelle voci delle madri c’è la disperazione di chi ha perso un figlio e non solo.”Ho trovato due ossa di mio figlio 18 anni dopo, in due fosse comuni a 25 chilometri di distanza: ho deciso di seppellirle, anche se non avevo partorito un figlio senza testa, gambe e braccia. Non ho alternative e non posso aspettare di trovare altri resti. Devo avere una tomba che certifichi che mio figlio Nermin è vissuto, che è nato ed è stato ucciso a Srebrenica”. “Mio marito, mio figlio, i miei due fratelli sono stati uccisi, ma anche molti cugini; ci vorrebbe un quaderno per scrivere i nomi di tutti”. “Io avevo tre figli e non ne ho più nessuno. Non ho parole per dire cosa provo, mi restano solo mia nuora e un nipotino.” Mentre la giustizia terrena segue il suo corso, queste madri si affidano a quella divina. “I serbi dicono che non è stato un genocidio. Possono chiamarlo come vogliono: spero solo che Dio sia giudice”. Le 5.657 vittime identificate sono sepolte nel memoriale di Potocari, dove sono state scavate nuove tombe. Molti corpi devono essere ancora ritrovati.

Nel 1995, le forze serbo-bosniache, guidate dal boia Ratko Mladic, recentemente arrestato, presero d’assalto la zona protetta dalle Nazioni Unite di Srebrenica ed uccisero sistematicamente migliaia di uomini e ragazzi musulmani bosniaci (ufficialmente sono 8372, anche se alcune fonti parlano di oltre 10 000 vittime), durante la guerra che si consumò dal 1992 al 1995. (Continua su: http: //www.fanpage.it/il-massacro-di-srebrenica-16-anni-dopo-video/http: //www.fanpage.it/).
Una vergogna che si aggiunge alle pulizie etniche che crescono a dismisura in tutto il mondo. Il sottoscritto ha ascoltato con la proprie orecchie vicino a Mostar e da persone molto chiacchierate per la loro “missione”, «Menomale che abbiamo mandato via tutti i mussulmani ed ora qui siamo ora solo noi». Carità cristiana operante e promettente, ma che Qualcuno ha già scritto nel suo libro d’appunti. Si spera in molte nonnine, forse non cattoliche, ma per il cui nome quel Qualcuno ha già fatto un appunto speciale, perché chi aiuta gli altri aiuta Lui. L’uomo rettile sta prendendo sempre più piede anche se l’uomo ci manda fotografie di altri mondi vicini anni luce a noi, grande conquista che non fa da pendant al trattamento riservato ai migranti e alle vittime di pulizie etniche sempre in atto e di cui si viene a sapere anni dopo che sono partite (vedi Messico, Indonesia, ecc.).
3) Gli scafisti le gettano l’insulina: bambina siriana diabetica muore in mare (http: //www.fanpage.it/).
La drammatica storia è stata raccontata al sostituto commissario Carlo Parini dal padre della bambina. La piccola stava affrontando un viaggio su un barcone carico di migranti.   CRONACA ITALIA ULTIME NOTIZIE 17 LUGLIO 2015 19: 20 di Davide Falcioni (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
   
Una bambina siriana di 10 anni malata di diabete sarebbe morta mentre tentava di raggiungere l’Italia a bordo di un barcone carico di migranti. Uno scafista, pochi minuti prima della partenza, avrebbe gettato in mare lo zainetto contenente – tra le altre cose – l’insulina necessaria per sopravvivere. Non solo: il corpo della bimba sarebbe stato abbandonato in mare dal padre, probabilmente sempre su ordine degli scafisti.
La drammatica storia è emersa oggi dopo che il padre, 48 anni, ha raccontato tutto in lacrime al sostituto commissario Carlo Parini, che coordina il Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione presso la Procura di Siracusa. L’uomo ha raccontato che la bambina si trovava a bordo del barcone insieme ai genitori e ad alcune sorelle. Il padre ha tentato di opporsi ai trafficanti egiziani quando si sono impadroniti dello zainetto della figlia, ma è stato del tutto inutile. La bimba durante il viaggio è entrata in coma ed è deceduta sul barcone dove vi erano altri 320 migranti. Il padre ha chiamato telefonicamente l’Imam per un estremo saluto, poi ha dovuto abbandonarla in mare. Stando a quanto rivelano alcuni quotidiani siciliano la piccola, insieme ai suoi familiari, aveva dovuto pagare 3mila dollari nella convinzione non di imbarcarsi su un barcone, bensì su una nave dotata di minimi comfort. La realtà però è stata molto diversa, così come l’epilogo è stato il più tragico che si potesse immaginare. La bambina è morta tra le braccia della madre e sotto lo sguardo atterrito delle sorelle e del padre. I tre scafisti sono stati arrestati dalla polizia quando l’imbarcazione è approdata nel litorale siracusano. Ulteriori dettagli sulla drammatica vicenda verranno diramati nelle prossime ore: per il momento quella che è appare chiara è la disumanità dei trafficanti di esseri umani. (Continua su: http: //www.fanpage.it/gli-scafisti-le-gettano-l-insulina-bambina-siriana-diabetica-muore-in-mare/http: //www.fanpage.it/).
Cosa ci si poteva aspettare da criminali se non comportamenti da criminali? La notizia è già scomparsa dai giornali, la bimba è già in via di disgregazione, suo papà la piangerà per sempre, ma non importa molto.
Intanto continuano ad esplodere i/le kamikaze e il numero dei morti ufficiali e non va ad aumentare l’esercito del nulla, ci si dimenticava dei mari morti annegati degli ultimi mesi per ribaltamento dei barconi, altri squadroni di annientamento forse anche programmato con la messa in mare di barconi o bragozzi inefficienti e insicuri.
Queste notizie ormai sono date per scontate, mentre l’attenzione del popolo è polarizzata dai vari meteo e dai vari giochi internazionali più importanti e dalla preparazione di cibi da imitare, ma non dalla data del ricordo delle due atomiche sganciate (little boy) su Hiroshima e Nagasachi. ( Little Boy – Wikipedia Little Boy – in italiano “ragazzino” – fu il nome in codice della bomba Mk.1, la seconda bomba atomica costruita nell’ambito del Progetto Manhattan. Si doveva proprio chiamarla “ragazzino” quel terribile strumento di morte che aveva lasciato sconvolti anche gli scienziati che l’avevano messa a punto, tra cui Majorana, che scomparve da quelle ricerche della nuova fisica subatomica? Già! Una moda televisiva è come si prepara un cibo particolare che attrae chi lo presenta e che scompare in un altro cibo, che gli e-migranti non hanno perché muoiono di fame o di sete.
4) Migranti, nuovo sbarco a Palermo: (da inTopic, tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) arrivati 785 profughi soccorsi al largo della Libia, 25/07/2015, Immigrati – Notizie 24 Iuglio 2015. Circa una quarantina di morti. Decine di migranti morti in un naufragio davanti alla Libia. L’agenzia dell’Onu che si occupa di rifugiati ha raccolto le testimonianze di alcuni degli 80 sopravvissuti, salvati da un mercantile prima di essere affidati a una nave militare tedesca che li ha accompagnati ad Augusta, in Sicilia. Hanno raccontato di essere partiti da Tripoli in circa trecento, su tre gommoni diversi. Uno ha cominciato a sgonfiarsi poco dopo aver lasciato la costa e circa 40 persone sono annegate. Tra di loro, anche donne e bambini, secondo Save the Children.
Avanti a spopolare con la nuova epidemia dell’annegamento, delle decapitazioni, del far saltare in aria altri umani con bombe o con altro che più fa effetto. Coraggio! Il peggio deve ancora arrivare e magari è già alle porte.
Iraq: 10/08/2015 kamikaze al mercato, oltre 40 morti – Asia – ANSA.it (diritti riservati alla testata) 11 ore fa. Oltre 40 persone sono state uccise e decine sono state ferite in due attentati suicida avvenuti in un mercato nella provincia irachena di Diyala (…) – www.ansa.it/…/iraq-kamikaze-al-mercatooltre-40-morti_5306510e-3a7a-4d76-9292-la bomba – freenewspos. Altre 2 persone sono state uccise e 6 ferite quando una bomba è esplosa… Sua moglie ancora oggi gli (ansa.it – 2015-08-08 19: 11: 52)… sono morte e 13 sono rimaste ferite in due attentati avvenuti a Baghdad,… Sono 40 i morti tra reclute della polizia e civili nell’attentato di… Feriti una decina di boyscout.
www.freenewspos.com/it/notizie/la%20bomba/2 – Simili
Non dimentichiamoci che le notizie spesso parlano di donne, bambini, anziani, ecc. Insomma muoiono un po’ tutti, ma i più esposti sono i bambini, che accrescono l’esercito degli invisibili, di cui però Qualcuno tiene conto sul suo diario indelebile prima del “redde rationes”.
5) notizie.italia24live.it/search.html?q=immigrati&page=0 

Immigrati chiusi nei vagoni: accuse all’Ungheria di Orban (…) Ungheria shock: dopo il muro, migranti in vagoni chiusi (…) Pubblicato 20 Iuglio 2015 di fanpage.ii
E non dimentichiamoci delle non recenti stragi che non si nominano perché sono troppe ed irrisolte.
Gentiloni: Spezzeremo le reni all’ISIS! Ma gli scafisti, impunemente, assaltano una motovedetta della Finanza.
La strage di migliaia di profughi civili palestinesi di Sabra e Chatila.
Il massacro di Sabra e Shatila[1] (in in arabo: مذبحة صبرا وشاتيلا‎, madhbaḥa Ṣabrā wa-Shātīlā) fu l’eccidio, compiuto dalle Falangi libanesi e l’Esercito del Libano del Sud, con la complicità dell’esercito israeliano, di un numero di civili compreso fra 762 e 3.500, prevalentemente palestinesi e sciiti libanesi. La strage avvenne fra le 6 del mattino del 16 e le 8 del mattino del 18 settembre 1982 nel quartiere di Sabra e nel campo profughi di Shatila, entrambi posti alla periferia ovest di Beirut.
6) Italia Unica Articoli Home Programma Informazione e diritti I bambini “invisibili”: immigrati non accompagnati che scompaiono nel nulla 24 Aprile 2015 ARTICOLI (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata ) I bambini “invisibili”: immigrati non accompagnati che scompaiono nel nulla di Pietro Ferrara
Secondo un documento diffuso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dall’ inizio del 2014 i minori non accompagnati arrivati in Italia dal nord Africa sono stati oltre 12.000: di questi, più di 3.000 – un quarto del totale – non si trovano più; la loro scomparsa è legata probabilmente a giri di sfruttamento sessuale e lavoro minorile.
In Italia l’accoglienza per i minori non accompagnati funziona così: una volta entrati sul territorio italiano, nel caso in cui non siano accompagnati da un familiare, i minori passano automaticamente sotto la custodia dello stato. Normalmente vengono mandati nei centri di prima accoglienza e poi vengono inseriti in vari programmi di educazione e integrazione per poi essere collocati presso famiglie italiane. Nella realtà, tra impicci burocratici e malfunzionamenti delle strutture, le cose vanno in modo diverso. Il primo problema riguarda l’inadeguatezza delle strutture di accoglienza nell’ assorbire il flusso degli immigrati che arrivano in Italia, così che i bambini vengono lasciati in rifugi di emergenza sovraffollati e decadenti anche per mesi, con poca protezione. Nella città siciliana di Augusta, che è stata il punto di approdo per più di 4.000 dei 12.164 bambini immigrati che sono arrivati in Italia dall’inizio del 2014, le autorità locali affermano di poter dare protezione ad un tale numero di bambini. Il risultato è che gli stessi minori rimangono per mesi nei centri di prima accoglienza, senza essere nemmeno inseriti nei programmi di educazione e integrazione previsti dalla legge. Oppure scappano o vengono rapiti: spesso, mentre dormono alla stazione dei treni, vengono intercettati da reti di trafficanti che promettono loro un rifugio e un lavoro, ma poi vengono rinchiusi in alloggi di fortuna e se le loro famiglie non pagano per la loro liberazione, vengono costretti a lavorare vendendo droga, prostituendosi o lavorando nei campi. Molti immigrati si rifiutano di essere identificati dalle autorità al loro arrivo nel Paese, perché la Convenzione di Dublino non permette loro di chiedere asilo in altri Paesi una volta che si sono registrati in Italia. In realtà la riforma ha previsto deroghe per i “minori non accompagnati” che fanno domanda di ricongiungimento familiare: l’identificazione di un minore nel territorio italiano non preclude la possibilità che possa raggiungere i familiari che lo attendono in altri Paesi europei. Parrebbe la soluzione al fenomeno delle “scomparse”, ma il problema è che le procedure sono molto complicate. Ci sono attese esagerate per il test del DNA e per tutti gli altri accertamenti che servono a verificare l’esistenza della relazione familiare. In definitiva, i tempi sono così lunghi che si preferisce ancora usare la via illegale, che è molto più rapida. Secondo il Guardian molti di questi minori arrivano fino a Roma, dove nella maggior parte dei casi vengono sfruttati dalle reti criminali che li hanno “presi in custodia” o vengono costretti a fare diversi tipi di lavori per ripagare il viaggio verso l’Italia.I bambini che giungono in Italia provengono soprattutto da Egitto, Eritrea e Somalia, con cifre che vanno impennandosi. Nel 2002, ha calcolato la questura di Agrigento, erano sbarcati sulle coste siciliane 246 minorenni; nel 2007 sono diventati 1.821. Secondo gli esperti di Save the children, che per conto del ministero dell’Interno svolgono un’attività di monitoraggio sulle comunità alloggio, dal maggio 2008 al febbraio 2009 sono stati 1.860 i minori stranieri non accompagnati accolti nelle comunità siciliane. Maschi, nel 91, 3% dei casi. Il 60% di loro, 1.119 in tutto, si sono allontanati dalle strutture che li ospitavano. Per i minori migranti dall’ Egitto venire in Italia è un investimento. La famiglia contrae debiti per far arrivare il ragazzo e a lui, una volta sbarcato, tocca trovare al più presto un lavoro per saldare il debito. Capita spesso che questi adolescenti dicano che devono raggiungere uno zio, qui in Italia. Tra i minori, va aumentando il numero delle ragazze. Alcune comunità alloggio segnalano che, a qualche giorno dall’ arrivo, già vestono “all’ occidentale”, con abiti diversi da quelli che erano stati loro consegnati al momento dello sbarco e quasi subito ottengono, non si sa come, un telefonino completo di ricariche. Poi scompaiono.

Questi minori hanno diritto ad una protezione rafforzata sia in base alla legge nazionale che a quella internazionale. Lo Stato italiano nei loro confronti ha una grande responsabilità. Su input della Conferenza Stato-Regioni, il Ministero dell’interno ha predisposto ad agosto 2014 il decreto 119, poi convertito in Legge e pubblicato il 21 ottobre nella Gazzetta ufficiale. Il provvedimento dispone il rifinanziamento delle misure di accoglienza, istituisce un apposito fondo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’ Interno per far fronte ai maggiori oneri connessi al flusso migratorio e, tra le altre cose, interviene in favore di alcuni comuni che in via straordinaria sono chiamati a sostenere maggiori spese per fronteggiare l’emergenza. Ma la vera novità riguarda la gestione del sistema, che finora è stata affidata ai comuni sull’orlo del collasso finanziario e che dal 2015 è delegata alle Prefetture. Così come i costi, finora sostenuti dai comuni, dal primo gennaio 2015 sono coperti dal ministero dell’ Interno, che pagherà 45 euro per minore non accompagnato ospitato.
Il modo per evitare le “scomparse” c’è. Si tratta di accudire questi minorenni stranieri con la cura che la loro condizione esige e, soprattutto, di agire immediatamente. Per esempio prevedendo fin dal momento dell’ingresso nel centro di accoglienza un colloquio con un operatore specializzato che ricostruisca il “progetto di viaggio”, perché un progetto c’è sempre. Il minore spesso ha degli indirizzi, dei numeri di telefono, può indicare da subito qual è la sua meta finale. In questo modo sarebbe possibile allontanarlo dal circuito dei trafficanti e farlo entrare in un percorso legale e vigilato.
Andrebbe inoltre istituito un sistema di accoglienza al fine di facilitare l’inserimento degli immigrati, favorendo una coesione in primis tra essi: spesso sono persone sole, abbandonate al loro destino, ciascuno con una propria meta; il tentativo di stabilire tra di loro dei rapporti di coesione, di condivisione, ci impedirebbe di perderli nel nulla. Un’altra possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dalla creazione di un archivio fotografico con le foto di ciascun immigrato, al fine di rendere più facile il riconoscimento, e quindi il relativo ritrovamento, di ciascun “bambino scomparso”.
7) Thailandia. Gesuiti in soccorso delle vittime di violenza e tratta Il logo del Jesuit Refugee Service – RVIl logo del Jesuit Refugee Service – RV (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)Thailandia. Gesuiti in soccorso delle vittime di violenza e tratta (Radio Vaticana – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http: //www.intopic.it/notizia/8625208/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha – 26/07/2015 08:00 SHARE).
Sono donne rifugiate, giunte da Paesi asiatici e africani come Somalia e Pakistan e giunte a Bangkok, capitale della Thailandia. Hanno affrontato la guerra, lo stupro e l’oppressione sistematica. Fuggono per necessità, costrette a pagare i contrabbandieri, a volte sono abbandonate e derubate. Sono le donne aiutate dal Jesuit Refugee Service (Jrs) di Bangkok, che ha avviato uno specifico progetto di assistenza psicologica e materiale alle donne rifugiate. Come riferisce l’agenzia Fides, il progetto offre supporto e consulenza a donne somale e pakistane e a ragazze non accompagnate.
Le donne rifugiate sono quasi tutte vittime di violenze sessuali. “Queste donne sono estremamente vulnerabili. Le aiutiamo a sentirsi meno sole”, dice Jennifer Martin, consulente psico-sociale del Jrs. “Dopo esperienze terribili, le donne possono condividere i loro sentimenti e sviluppare un senso di solidarietà e condivisione. Lo shock di essere in una cultura diversa può essere travolgente e creare tensioni, in particolare per le donne anziane. Le donne e le ragazze devono affrontare sfide importanti come guadagnarsi da vivere. Inoltre sono in un luogo in cui vengono considerate fuori legge”, dice Martin nella nota inviata a Fides.
Socializzazione e relazione umana restituiscono alle donne dignità e fiducia. Il Jrs mira a costruire la coesione del gruppo, come un fattore protettivo a lungo termine per le donne, che condividono le loro esperienze di essere state vittime della tratta. Di fronte a problemi giuridici irrisolti per i rifugiati, nota il Jrs, è difficile aiutare queste ragazze ad adeguarsi al nuovo ambiente. Ma la socializzazione e la relazione umana restituiscono loro dignità e fiducia. (P.A.)
8) Migranti seviziati e picchiati. Arrestati 5 presunti scafisti. Gli uomini sono accusati anche di omicidio per la morte accertata di 20 persone e presunta per 200
CRONACA Marta Ambrosi ago 8, 2015 (http://www.interris.it/2015/08/08/68853/cronache/cronaca/migranti-seviziati-e-picchiati-arrestati-5-presunti-scafisti.html – Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
Dopo aver raccolto numerose testimonianze di migranti sopravvissuti al naufragio davanti alle coste libiche e arrivati ieri nel porto di Palermo a bordo di una nave militare irlandese, cinque presunti scafisti che viaggiavano sulla stessa nave sono stati arrestati: tre libici e due algerini. Nel peschereccio erano stipati oltre 500 migranti finiti in mare. Agli scafisti oltre al reato di immigrazione clandestina, la procura di Palermo ha contestato anche quello omicidio. Migranti marchiati con i coltelli, picchiati con cinture. Agli scafisti vengono contestate anche queste forme di violenza, che variavano a seconda delle vittime. Secondo alcune testimonianze raccolte dalla polizia, i criminali avrebbero rivestito ciascuno un ruolo ben preciso: uno comandava l’imbarcazione con l’ausilio di altri due, gli altri si occupavano di controllare i migranti, impedendo loro, con la violenza, di muoversi. L’accusa è arrivata per la morte accertata di 26 migranti e per quella presunta di circa 200 persone che mancano ora all’appello. Dopo circa tre ore di viaggio, hanno raccontato i sopravvissuti, è iniziata a entrare acqua nella stiva dove erano i clandestini, che secondo i trafficanti dovevano rimanere nella stiva anche tre giorni, visto che avevano pagato la metà del prezzo per la traversata. Non appena l’ambiente si è allagato, uomini, donne e bambini hanno cercato una via di fuga, ma gli scafisti avrebbero chiuso la via d’uscita, facendoli morire. Altri migranti hanno riferito che gli uomini ora arrestati avrebbero marcato con coltelli la testa di coloro che non obbedivano agli ordini, specie quelli di etnia africana. Gli arabi, invece, sarebbero stati picchiati con cinture e gli uomini sposati con calci e pugni.
E-Migranti, allarme su tre isole greche: “È caos totale” (Libero Quotidiano) 08082015
http: //www.intopic.it/notizia/8681549/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha
E-MIGRANTI, ONU: FRANCIA RISPONDA ALLA CRISI DI CALAIS (Misna) 08 08 2015
http: //www.intopic.it/notizia/8680943/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha
E-Unhcr: Da inizio 2015 oltre 225 mila immigrati sbarcati in Europa (Il Giornale) 08 08 2015
http: //www.intopic.it/notizia/8681148/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha
9) Tutte le bufale sugli immigrati in Italia – Fanpage (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – www.fanpage.it/tutte-le-bufale-sugli-immigrati-in-italia/)
18 feb 2014 – Notizie “che, sostanzialmente, avallano messaggi contraddittori, notizie prive di fondamento e vere e proprie bufale”. (Continua su: http://www.fanpage.it/tutte-le-bufale-sugli-immigrati-in-italia/ – http://www.fanpage.it/).
Dall’emergenza degli sbarchi ai costi per lo Stato, passando per le case popolari e il reddito minimo garantito: tutte le bufale sulla “dittatura” degli extracomunitari nel nostro Paese. POLITICA ULTIME NOTIZIE 18 FEBBRAIO 2014,16:25 di Adriano Biondi.
La decisione dei cittadini svizzeri di sottoscrivere un referendum che impegna il Governo a rivedere le norme in materia di immigrazione ha finito inevitabilmente per il riaprire il dibattito anche in Italia. Tra emergenze vere e presunte, tra contraddizioni e vere e proprie sciocchezze, tra dati e impressioni, in effetti quello sull’immigrazione è un discorso complesso, affrontato spesso in maniera molto confusa e superficiale, ma soprattutto strumentalizzato dalla quasi totalità delle forze politiche. Che, sostanzialmente, avallano messaggi contraddittori, notizie prive di fondamento e vere e proprie bufale. Vediamone alcune, senza alcuna pretesa di esaustività, dal momento che sul tema le parole al vento sono praticamente infinite. L’invasione dei clandestini – La percezione con la quale si assiste allo sbarco dei clandestini a Lampedusa e non solo è spesso, anzi sempre, influenzata dalle contingenze politiche ed economiche. Negli ultimi mesi la rappresentazione è stata quella dell’assedio (con una parentesi dopo la tragedia di Lampedusa, che ha “convinto” a mettere da parte un certo tipo di propaganda, per ragioni di decenza), anche se completamente smentita dai numeri. I dati sono quelli che il Governo pubblica nel rapporto di Ferragosto e testimoniano come i flussi migratori sostanzialmente seguano dinamiche proprie e, soprattutto, come non vi sia alcuna emergenza (per citare Alfano nel 2012, “flussi assolutamente gestibili”). Infatti, ecco il numero di migranti nei diversi intervalli di tempo: 2008 – 2009 = 29.076, 2009 – 2010 = 3.499, 2010 – 2011 = 48.032, 2011 – 2012 = 17.365, 2012 – 2013 = 24.277.
L’esercito dei clandestini, la maggioranza degli irregolari – Le cifre di cui sopra andrebbero poi confrontate con il “complesso” dei dati sull’immigrazione in Italia, fosse solo per avere un’idea della fallacia logica dell’associazione fra “invasione” e “immigrazione”. Gli stranieri regolarmente residenti nel Belpaese sono infatti 3.863.264, i permessi di lavoro rilasciati sono stati 107.537 per lavoro autonomo e 752.715 per lavoro subordinato, mentre i ricongiungimenti sono stati 478.508.
L’esercito dei rifugiati – Anche in questo caso è smentita dai dati la pretesa “proporzione biblica” del numero di migranti che ottiene dallo Stato italiano protezione o qualche forma di agevolazione in quanto proveniente da zone di guerra (o particolarmente complesse dal punto di vista della stabilità politica). Stando ai dati diffusi dal Viminale nell’ultimo anno lo status di rifugiato politico è stato ottenuto da 1601 migranti, poco più di un decimo di coloro che ne avevano fatto richiesta (mentre sono 2.765 coloro che hanno ricevuto una protezione sussidiaria di 3 anni, 2.812 le protezioni umanitarie di un anno e 3.890 le domande non accolte).
Le case popolari vanno solo agli immigrati – Questo è evidentemente un problema di natura complessa, che fa sempre grande presa sull’opinione pubblica. I dati sono molto disomogenei per città, provincia e Regione (si va da un 40% circa di case popolari assegnate a migranti in alcune zone della Lombardia al 10% della provincia di Bologna) ed il discrimine andrebbe sostanzialmente rapportato alle domande: “A vedersi assegnare un alloggio, sono più spesso gli italiani rispetto agli stranieri, con il rapporto di 1 a 5 per le famiglie italiane e 1 a 10 fra gli stranieri che ne fanno richiesta”. Ovviamente scontata è la constatazione sull’impossibilità di assegnare case popolari agli irregolari, così come anche superflua dovrebbe essere la constatazione del fatto che la presenza in graduatoria di una più alta percentuale di stranieri ha anche una radice nella condizione reddituale degli stessi che mediamente è ancora più bassa rispetto a quella degli italiani.
L’Europa non ci aiuta – Fatte salve le valutazioni di ordine politico e la riflessione di ordine complessivo (che pure per certi versi è discutibile) sulla necessità di una risposta europea ai fenomeni di immigrazione, risulta non fondata l’obiezione relativa ad un completo disimpegno delle istituzioni europee dal punto di vista economico finanziario. Come spiega il ministero dell’Interno, infatti, è in piena attuazione il “Programma Generale Solidarietà e gestione dei flussi migratori”, che si sostanzia di 4 fondi:
-Fondo Europeo per i Rifugiati: riguarda le politiche e i sistemi dell’asilo degli Stati membri e promuove le migliori prassi in tale ambito. In linea con l’obiettivo del Programma dell’Aja di costituire un sistema di Asilo unico europeo, il fondo mira a finanziare progetti di capacity building creando situazioni di accoglienza durevoli per i beneficiari.
-Fondo Europeo per i Rimpatri: destinato a migliorare la gestione dei rimpatri in tutte le sue dimensioni sulla base del principio della gestione integrata dei rimpatri nonchè a sostenere le azioni volte ad agevolare il rimpatrio forzato.
-Fondo Europeo per l’Integrazione di cittadini di Paesi Terzi: finalizzato a co-finanziare azioni concrete a sostegno del processo di integrazione di cittadini di Paesi terzi, a sviluppare, attuare, sorvegliare e valutare tutte le strategie e le politiche in materia di integrazione dei cittadini di Pesi terzi, nonché a favorire lo scambio di informazioni e di migliori pratiche e a sostenere la cooperazione interna ed esterna allo Stato.
-Fondo Europeo per le Frontiere Esterne: finalizzato ad assicurare controlli alle frontiere esterne uniformi e di alta qualità favorendo un traffico transfrontaliero flessibile anche mediante il co-finanziamento o di azioni mirate, o di iniziative nazionali per la cooperazione tra Stati membri nel campo della politica dei visti, o di altre attività pre-frontiera.
Gli extracomunitari rubano il lavoro agli italiani – La risposta a questa specie di quesito non può che partire da una considerazione di carattere, per così dire, ideologico. Tutte le economie occidentali presentano una alta percentuale di lavoratori “non autoctoni” e, come ricorda Zatterin su La Stampa, “le cifre della Commissione Ue rivelano che il flusso migratorio non danneggia i sistemi sani, anzi. Nell’Unione europea, fra il 2004 e il 2009, si stima che il Pil delle quindici principali economiche continentali abbia beneficiato di un punto percentuale come risultato della migrazione”. C’è poi un’altra considerazione da fare e che è relativa alla questione “gli stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare” (una semplificazione davvero eccessiva) ed è quella relativa alla questione delle retribuzioni. Il salario medio di un lavoratore italiano è di 1304 euro, quello di un lavoratore straniero di 968 euro: evidentemente, dunque, c’è un discorso relativo alla specializzazione del lavoratore ed alla tipologia di lavoro, ma c’è anche una certa “tendenza” dei datori di lavoro ad approfittarsene.
Gli extracomunitari devono venire in Italia solo se hanno la sicurezza di un lavoro – A tale obiezione ha risposto in modo perfetto Sergio Briguglio su LaVoce.info, “suggerendo” alcune riforme possibili: “Si tratta di tradurre in norme quello che tutti sanno: i rapporti di lavoro a bassa qualificazione non si costituiscono “a distanza”, ma richiedono un incontro diretto, sul posto, tra domanda e offerta. Significa consentire l’ingresso per ricerca di lavoro, che è già possibile, senza alcun limite e senza conseguenze negative per la nostra società, per i lavoratori comunitari. Per i lavoratori di paesi terzi si potrebbero introdurre limiti numerici e, per far fronte a possibili fallimenti delle avventure migratorie individuali, opportuni correttivi in sede di rilascio del visto di ingresso: la registrazione delle impronte digitali e di una copia del passaporto, per una identificazione immediata dello straniero; e il deposito vincolato (da parte dell’interessato o di un garante) di un ammontare di risorse sufficienti al sostentamento del lavoratore per il periodo di ricerca di lavoro e per l’eventuale viaggio di ritorno”.
Bisogna aiutarli nei loro paesi di origine. In questo caso, più che di una scusante tutta politica che sottende ad un ragionamento inficiato da una buona dose di paternalismo, vi è una considerazione di ordine essenzialmente pratico. Se l’obiettivo finale deve essere quello del miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni che vivono in zone particolarmente disagiate, allora non può sfuggire che, come rileva la Banca Mondiale, “le rimesse inviate dai migranti nei paesi in via di sviluppo hanno raggiunto i 283 miliardi di dollari, una somma superiore a quella disponibile tramite l’aiuto pubblico allo sviluppo o gli investimenti esteri diretti”. Anche per questi motivi, tra i programmi maggiormente incidenti, vi sono quelli di co – sviluppo, ossia gli investimenti di residenti in Italia (e comunità d’accoglienza) nei loro paesi di origine (come il MIDA, Migration for Development in Africa, lanciato da Oim e Fao più di dieci anni fa). Il tutto senza considerare nemmeno il fatto che ogni “aiuto nei paesi di origine” non può prescindere da considerazioni specifiche sulle condizioni geopolitiche di alcune aree, strette tra tumulti, guerre e, soprattutto, dirimenti interessi stranieri (sui danni del neo-colonialismo e sulle convenienze “occidentali” poi la discussione si fa necessariamente lunga e molto complessa) (Continua su: http: //www.fanpage.it/tutte-le-bufale-sugli-immigrati-in-italia/http: //www.fanpage.it/).

Con questo finale si vogliono chiarire molti pettegolezzi amplificati in ogni senso. Si spera in una continuazione non più di pettegolezzi, ma di realtà umanitarie vere che tutelino tutti, in primis chi ha bisogno, poi chi ha già la pancia piena. 

Migranti, attenzione a chi vi rivolgete! Molti stati dell’UE non vi vogliono/Migrants, Beware Who You Ask When You Ask for Help! Many EU Countries Don’t Want You


1) Immigrazione. Ventimiglia rischia di diventare la Lampedusa (www.fanpage.it/immigrazione-ventimiglia-rischia-di-diventare-la-lampe –  tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate)
È il sindaco del comune al confine con la Francia a lanciare l’allarme: “Se continua così è un disastro, servono dei respingimenti”.
ULTIME NOTIZIE 31 MARZO 2011 di Biagio Chiariello                                                     Dopo essere stata confinata per giorni a Lampedusa, l’emergenza immigrazione rischia di estendersi anche in altre città italiane, come Manduria e Ventimiglia (Imperia). Nel comune al confine con la Francia in queste ore si sta allestendo a tempo di record “un centro di emergenza” – nell’ex caserma dei vigili del fuoco nel parco ferroviario Roja a Roverino, circa 2 km dalla città – che dovrebbe aprire entro stasera. Da quanto si apprende al momento nella cittadina ligure ci sarebbero circa 150 immigrati, anche se la situazione è “in continuo divenire” visto che proseguono i tentativi di arrivare in territorio francese passando il confine. È il sindaco Gaetano Scullino a manifestare apprensione per l’evolversi dei fatti: “Sono molto preoccupato non solo per l’emergenza attuale ma anche perchè le navi stanno trasportando migliaia di immigrati da Lampedusa sulla terra ferma, per trasferirli nei Cie. Quelle persone, tra qualche giorno, arriveranno qui per cercare di passare la frontiera” ha detto ad AGI News.
Si rischia di far divenire Ventimiglia “una Lampedusa del Nord” secondo Scullino, che si batterà affinché ciò non accada. Poi evidenzia come dai treni provenienti da Milano e Roma scendano a Ventimiglia “dai 30 ai 50 extracomunitari” per questo “bisogna fare dei controlli sui treni diretti a Ventimiglia e va applicata la Bossi-Fini. Tutti gli immigrati che erano a Lampedusa dicevano di voler venire qui a Ventimiglia per poi andare in Francia. Sarebbe stato meglio farli rimanere sull’isola per identificarli e procedere con l’espulsione dei clandestini”.
L’obiettivo dei profughi, quasi tutti tunisini, è dunque quello di oltrepassare il confine, ma i continui respingimenti alla frontiera da parte della polizia transalpina contribuirebbero a esasperare questa gente. Sulla questione, peraltro, si è soffermato in giornata anche Frattini che ha accusato la Francia, considerato che i tunisini “devono essere rimpatriati o destinati in paesi dell’Unione Europea. È però clamoroso che dai paesi UE non vi sia solidarietà, compresi quei paesi dove i tunisini vorrebbero andare, a cominciare dalla Francia”. Ieri sera i migranti hanno protestato contro la presenza di TV e fotografi che volevano documentare il momento in cui veniva distribuito il cibo. I tunisini si sarebbero scagliati contro di loro, minacciando di rompere le apparecchiature fotografiche. In seguito hanno inscenato un corteo diretto verso la dogana francese, per poi tornare indietro, accompagnati dalla polizia italiana. continua su: http://www.fanpage.it/immigrazione-ventimiglia-rischia-di-diventare-la-lampedusa-del-nord/http://www.fanpage.it/
2a) Immigrazione, migliaia di profughi respinti dall’Austria all’Italia
L’allarme dei sindacati di Polizia: “Non possiamo gestire questa crisi umanitaria con soli 31 agenti. È un flusso migratorio di proporzioni mai viste”.

2b) ITALIA ULTIME NOTIZIE 19 SETTEMBRE 2014 di B.C.
Dall’inizio dell’anno sono ormai quasi quattromila i profughi che provano ad attraversare il confine del Brennero e vengono puntualmente rispediti indietro in Italia. Oltre 1400 stranieri solo nei mesi di luglio e agosto, a cui si vanno ad aggiungere gli oltre 700 del mese di settembre, per un totale di oltre duemila migranti durante quest’estate. L’ultimo respingimento è avvenuto due giorni fa: un gruppo di 118 extracomunitari, composto da 39 adulti e 7 bambini della Siria, Eritrea e dell’Iraq, è stato intercettato a Woergl su un treno internazionale diretto in Germania. Dopo essere stati nutrirti dalla Croce Rossa ad Innsbruck, sono stati consegnati alle autorità italiane, come anche un gruppo di 73 siriani ed eritrei che poche ore prima erano arrivati dal Brennero su un altro convoglio.

2c) Immigrazione, denuncia dei sindacati di polizia: “Situazione critica”
“La situazione è diventata critica – spiega Mario Deriu, il delegato del sindacato di polizia Siulp – negli anni precedenti sono stati fatti tagli all’organico senza tenere minimamente in considerazione la questione immigrazione”. Entrare nell’area Schengen qualche tempo fa voleva dire “libera circolazione”, quindi non c’era bisogno di presidiare la frontiera in modo serrato, ora però richiede un lavoro 24 ore su 24 con trentuno agenti in tutto, divisi su più turni e in diverse mansioni. “Con questi flussi migratori però è cambiato tutto, siamo tornati ai carichi di lavoro di prima, quando c’erano 120 agenti a gestire la situazione”. I problemi riguardano anche il rifiuto degli stranieri di sottoporsi alla procedura di riconoscimento dello status di rifugiato (che prevede la fotosegnalazione del profugo) a cui deve necessariamente seguire la denuncia con la conseguente difficoltà di individuare interpreti. Il sindacato Coisp chiede che la situazione “non ricada sulle spalle dei colleghi, lasciati soli a gestire un flusso migratorio di proporzioni mai viste”. (Continua su: http://www.fanpage.it/immigrazione-migliaia-di-profughi-respinti-dall-austria-all-italia/http://www.fanpage.it/)
Il deserto del Sahara, in particolare, che separa l’Africa nera dal miraggio europeo, rappresenta un confine naturale sterminato, per molti invalicabile. Altre volte, dove la natura non ha posto barriere ci ha pensato l’uomo a costruire un muro. L’ultimo annunciato è quello che l’Ungheria vorrebbe costruire al confine con la Serbia, ma sono praticamente in tutto il mondo le barriere artificiali create per respingere i migranti. Lo sottolinea il dossier “Mari e muri: infinite barriere mortali per i migranti” che Caritas italiana rende noto in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. Un focus sul fenomeno migratorio con uno sguardo particolare sui confini da varcare. Da Ceuta e Melilla a Tijuana: confini artificiali “per difendere i paesi ricchi da scomode intrusioni” È conosciuto come “il muro della vergogna” , quello che separa il Marocco e la parte dell’ex-Sahara occidentale, occupata nel 1975 dalle zone sotto controllo della popolazione Saharawi: lungo 2.720 chilometri, protetto da 160 mila soldati armati, 240 batterie di artiglieria pesante, più di 20 mila km di filo spinato, veicoli blindati e mine antipersona proibite dalla convenzione internazionale. Ci sono poi i muri di Ceuta e Melilla, le ultime due enclaves sotto la sovranità spagnola in territorio africano, costituiti da una tripla barriera lungo i confini delle due città con il Marocco, con recinzioni alte 6 metri, sormontate da reticolati di filo spinato e controllate costantemente da agenti della Guardia Civil spagnola. Il muro Tijuana, invece, si estende per oltre 1.000 chilometri sul confine tra il Messico e gli Stati Uniti. E poi c’è il muro israelo-palestinese, il muro tra India e Bangladesh, quello tra Iran e Pakistan: oltre 50 barriere artificiali in tutto il mondo.
“Migliaia di chilometri , circa 8.000, che hanno lo scopo di separare gli esseri umani gli uni dagli altri – scrive la Caritas – e di difendere i Paesi più ricchi, o democrazie murate da scomode intrusioni”. Ai muri naturali e artificiali si aggiungono poi “i muri metaforici che abitano le società dove i migranti giungono: l’indifferenza verso chi soffre, il pregiudizio verso lo straniero, il sentimento di chiusura e avversione contro profughi e rifugiati – continua la Caritas – nuove barriere che spesso le persone migranti trovano alla fine del loro viaggio, quando il peggio sembrava ormai alle spalle e la speranza di una nuova vita provava a germogliare; atteggiamenti che fanno sorgere una domanda: Perché? Che cosa è successo alla nostra umanità?”
Un lungo corteo di immigrati di origine subsahariana ha tentato ieri di entrare a Melilla, al confine spagnolo. Ma il loro disperato tentativo – gli immigrati erano circa in 800 – è stato respinto dall’intervento delle squadre della Guardia Civile e della polizia marocchina. Il gruppo di immigrati era stato notato nella notte avvicinarsi dal deserto verso Melilla dalle pendici del monte Gurugù. Alla guida del lungo serpentone c’erano gli “anziani”, persone chiamate in questo modo in quanto conoscono bene il territorio e le insidie. Quando sono stati scoperti, gli immigrati si sono divisi in due gruppi: uno – formato da circa 600 persone – ha cercato di nascondersi in una boscaglia e tra gli arbusti mentre gli altri – i restanti duecento – si sono avvicinati al confine, ma sono stati bloccati prima che potessero tentare di scavalcare la recinzione.
Qualche giorno fa un giovane morto annegato – Prima del tentativo degli 800 immigrati di ieri altre 60 persone, pochi giorni fa, avevano tentato di entrare a Melilla. A bordo di due barconi erano stati intercettati dalla guardia costiera spagnola: alcuni, per sfuggire ai controlli, si erano gettati in mare ed erano stati ripescati dagli agenti. Un giovane, invece, era morto annegato. (Continua su: http://www.fanpage.it/spagna-centinaia-di-immigrati-tentano-di-entrare-a-melilla-respinti/).
La pazzia umana sta esplodendo in tutte le sue branche: si è ritornati al tempo del nazismo quando si voleva selezionare parte dell’umanità che doveva sopravvivere dagli altri, scarto da eliminare come si è tentato di fare, anche se questa è prontamente risorta alla meno peggio.
Ora però il tutto è più silenzioso, anche se l’informazione è quasi istantanea, ma più criminale. Il caso dei migranti (60 milioni circa) che cerca di entrare in stati che per loro sono un miraggio, ma che presto si trasforma in un altro inferno, come l’esodo dal loro paese fino alle frontiere (per quelli che ci sono arrivati) e le loro emozioni più disparate che si ribellano al trattamento di respingimento inflitto in diversi modi: ad esempio nel Mediterraneo si raccolgono e poi, oltre a gentaglia criminale che li sfrutta, vengono respinti, ammucchiati in comunità da incubo e restano lì e o cercano di fuggire o restano intrappolati in un sistema che li rende sempre meno attivi per reinserirsi in una società. Sono tornati di moda poi i muri chilometrici per impedire loro l’accesso oppure (e questo è il colmo) sono rifocillati e poi via di nuovo in mare lontano dalla costa che un minuto prima li ha accolti per liberarsene.

3) Inchiesta Mafia Capitale 04/06/2015 Migranti doppiamente imbrogliati (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http://.fanpage.it/)
L’inchiesta Mondo di Mezzo anche definita Mafia Capitale a Roma ha avuto il suo epilogo il 2 dicembre 2014 con un maxi blitz nella Capitale che ha visto oltre 70 indagati e decine di arresti. I due nomi emersi principalmente nell’ordinanza sono quello di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, e di Massimo Carminati, ex terrorista di estrema destra vicino alla banda della Magliana. Il 4 giugno 2015 una nuova tranche dell’inchiesta, denominata Mafia Capitale 2, ha portato all’arresto di 44 persone, tra le quali numerosi consiglieri comunali.
COMUNE DI ROMA, ROMA, ULTIME NOTIZIE. Mafia Capitale 2, Zingaretti riferisce in aula. Sindacati in piazza: fischiato Marino. In piazza Santi Apostoli manifestano i sindacati. In piazza anche il sindaco Ignazio Marino accolto da fischi e applausi. Nicola Zingaretti in aula: “Non mi dimetto”. Intanto il vicesindaco Luigi Nieri nega ogni insinuazione sul suo rapporto con il ras delle coop Salvatore Buzzi.
Roma: Mafia Capitale 2, l’affare migranti Nel mirino degli inquirenti soprattutto il business legato all’emergenza migranti, ovvero la gestione dei campi d’accoglienza. Quello smantellato oggi sarebbe in gran parte il sistema corruttivo che, facente capo all’ex braccio destro di Veltroni Luca Odevaine il quale, “in qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, è risultato in grado di ritagliarsi aree di influenza crescenti”. Secondo gli inquirenti era in grado di “garantire consistenti benefici economici ad un cartello d’imprese interessate alla gestione dei centri di accoglienza, determinando l’esclusione di imprese concorrenti dall’aggiudicazione dei relativi appalti”. Odevaine, che si trova già in carcere, ha già ammesso davanti ai giudici di aver preso soldi da Salvatore Buzzi per favorire le suo cooperative. (continua su: http://roma.fanpage.it/mafia-capitale-44-nuovi-arresti-nel-mirino-il-business-sulla-pelle-dei-migranti/ – http://roma.fanpage.it/)
COMUNE DI ROMA, CRONACA, ROMA. Mafia Capitale, Campidoglio sotto assedio: Marino contestato
Dal Movimento 5 Stelle ai lavoratori di Multiservizi, da Fratelli d’Italia a Noi con Salvini, da Sovranità, il soggetto politico nato da Casa Pound a Nuovo Centro Destra. Tutti fuori dal Campidoglio a protestare contro il sindaco Ignazio Marino mentre dentro il palazzo, in aula Giulio Cesare, si svolgeva l’Assemblea Capitolina, che ha proceduto alla surroga dei quattro consiglieri arrestati nella seconda ondata dell’inchiesta su Mafia Capitale.
COMUNE DI ROMA, ROMA, ULTIME NOTIZIE Appalti truccati al Campidoglio: altri arresti per Mafia Capitale
Continua ad allargarsi l’inchiesta su Mafia Capitale 2, la seconda tranche dell’inchiesta aperta a gennaio e che vede coinvolti politici, dirigenti del Comune di Roma e della Regione Lazio e imprenditori. Questa mattina la Guardia di Finanza ha effettuato sei arresti per degli appalti truccati.
CRONACA, ROMA, ULTIME NOTIZIE Mafia Capitale, Buzzi dal carcere: “Carminati è una brava persona”
“Massimo Carminati è una brava persona, con me si è comportato sempre bene”. Salvatore Buzzi, ras delle cooperative romane, descrive così il capo di “Mafia Capitale” davanti alla sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Roma. continua su: http://roma.fanpage.it/cronaca/roma-mafia-capitale/http://roma.fanpage.it/
ROMA, ULTIME NOTIZIE Mafia Capitale bis: il tariffario di Odevaine sui migranti
Aveva un tariffario Luca Odevaine, l’ex capo di gabinetto di Walter Veltroni quando era sindaco di Roma, che secondo i pm, dalla sua poltrona al tavolo per la gestione dell’emergenza Nord Africa, pilotava l’assegnazione dei bandi per l’assegnazione dei centri d’accoglienza e dei servizi dietro lauti pagamenti. (Continua su: http://roma.fanpage.it/cronaca/roma-mafia-capitale/http://roma.fanpage.it/).

4) Dimentica la figlia in auto sotto il sole. La bimba salvata da un vicino di casa.
MANTOVA 3 GIUGNO 2015 13:29 di Biagio Chiariello (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http://milano.fanpage.it/)
Solo grazie all’intervento provvidenziale di un vicino, domenica mattina a Borgoforte, nel Mantovano, si è evitata una tragedia dettata dalla disattenzione. Una neonata di poche settimane di vita è rimasta chiusa all’interno di una macchina parcheggiata al sole davanti all’abitazione dei genitori. A liberarla è stato un uomo di origine indiana che ha preso un sasso e ha spaccato il finestrino anteriore della vettura. Il fatto è avvenuto alle 12.30 La mamma, di origine indiana, aveva scaricato la spesa dalla sua Golf dove aveva lasciato a bordo la piccola di poche settimane, ed era entrata in casa. Dopo una ventina di minuti però la donna sarebbe uscita allarmata in strada. Si è avvicinata all’auto senza riuscire ad aprire la portiera. A quel punto si sarebbe messa ad urlare, con l’obbiettivo di attirare l’attenzione del vicinato. L’intervento dell’uomo è stato decisivo: la piccola, seduta sul seggiolone posto sul sedile posteriore dell’auto, è stata messa in salvo. Intanto sono arrivati vigili del fuoco e ambulanza del 118. La neonata è stata poi trasportata al pronto soccorso pediatrico del Carlo Poma per un controllo, ma sta bene. La mamma è stata denunciata per abbandono di minore dai carabinieri. I carabinieri stanno ancora ricostruendo l’accaduto. (Continua su: http://milano.fanpage.it/dimentica-la-figlia-in-auto-sotto-il-sole-la-bimba-salvata-da-un-vicino-di-casa/).
Alle disgrazie mondiali si aggiungono quelle personali di genitori che abbandonano i bambini in auto sotto il sole e ciò ad ogni estate si ripete come un ritornello funebre ripetitivo. Ma è mai possibile che madri o padri non sappiano di avere dei figli? Cosa c’è nel loro cervello? È pauroso constatare che molte volte questi genitori sono alle slot machine o al supermercato o altri divertimenti o al lavoro…
E non è l’unico bambino lasciato in auto sotto il sole cocente e morto per surriscaldamento in questi giorni (luglio 2015) .C’è solo da chiedersi dove avevano la testa quei genitori, anche se diversi psichiatri emergenti giustificano tali atteggiamenti di morte con difetti momentanei della coscienza. Attenti ai falsi esperti che condiscono tutto. Lo status dei genitori che abbandonano i figli in auto è stato accertato per bene o come al solito all’italiana si lascia passare il tempo e tutto ritorna come prima, coi morti però.  
Per fortuna che in diversi casi ci sono occhi che vedono ed avvertono. Grazie! Continuate a tener d’occhio tutto quello che succede attorno a voi; quei bimbi salvati vi saranno grati anche se ancora non parlano e non capiscono quello che succede attorno a loro, fidandosi dei loro genitori incoscienti. Ma anche i testimoni devono sfidare l’opinione pubblica che si schiera in difesa di questi comportamenti: un rischio non da poco. Comunque, bravi a quei passanti che spaccano anche i vetri delle auto per salvare dei bambini che finirebbero arrosto.

5) Unicef lancia allarme per il Centrafrica: bambini mutilati (castrati) e uccisi (gettati vivi o tali nel fuoco).
Unicef lancia allarme per il Centrafrica: bambini mutilati e uccisi (http://youmedia.fanpage.it/video/ag/Uv5VzeSwTeaLgMOK – http://.fanpage.it/)
La tragedia umanitaria che sta colpendo il Centrafrica rischia di trasformarsi in una vera e propria ecatombe per i bambini del Paese. A lanciare l’allarme è l’Unicef secondo cui ci sono stati livelli di violenza senza precedenti contro i bambini, uccisi e mutilati in seguito ad attacchi e rappresaglie da parte delle milizie anti-Balaka e dei combattenti ex-Seleka.Con l’escalation delle violenze etniche e religiose, soprattutto nella zona della capitale Bangui, sono almeno 133 i bambini uccisi o mutilati, alcuni addirittura decapitati intenzionalmente. Secondo i dati dell’Unicef, nella città di Boali, a nord ovest della capitale, una vittima su quattro è un bambino; dagli inizi di dicembre 22 sono stati uccisi e 42 feriti.
Le violenze sono state commesse da tutti i gruppi. L’ultimo obiettivo della popolazione musulmana è stata l’evacuazione di tutte le comunità, con un incremento significativo del numero di bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie durante l’evacuazione. In ragione di questo, l’organizzazione ONU che si occupa della tutela dei diritti dell’infanzia chiede alla comunità internazionale un impegno maggiore per mettere fine alle violenze in Centrafrica e azioni concrete per tutelare i piccoli e perseguire gli autori dei crimini. “Gli attacchi contro i bambini devono essere denunciati dalla società civile, dal Governo di transizione, dalle organizzazioni internazionali e dai media – ha scritto in una nota Manuel Fontaine, direttore regionale Unicef per l Africa occidentale e centrale – le impunità devono finire”.
Nonostante gli interventi delle grandi associazioni mondiali, le violenze contro i migranti bambini non accennano a diminuire, anche se ogni tanto c’è qualche caso isolato di bambino che mostra la sua innocenza ed umanità , mentre molti suoi coetanei trovano morti orribili davanti alle loro mamme o con loro.          
L’uomo si sta abbruttendo sempre di più e intere generazioni stanno scomparendo sotto le violenze di malvagi macellai che spadroneggiano senza che L’ONU riesca ad emettere documenti seri e ben precisi di condanna e di ricerca di criminali contro l’umanità. Tutto ciò va oltre la crisi finanziaria spesso invocata come scusante generale, mentre migliaia di esseri umani trovano una morte silenziosa nei deserti, mari, pianure che attraversano, molte volte braccati dalla polizia che cerca di acciuffarli per riportarli indietro dai paesi da cui provengono. Nessuna umanità, anzi costruzione di chilometri di muri rafforzati da armi e forze di polizia per respingere e non certo coi fiori quei poveracci che si spingono verso l’impossibile e agognata meta di un vivere migliore che li aiuti ad andare avanti lasciando sul terreno quantità di morti per fame, assideramento, annegamento, sabbia desertica e altro.
Quelli che riescono a raggiungere il loro obbiettivo ricorderanno non certo con amore quegli stati che hanno cercato di impedire il loro transito.
Di nuovo ringraziamo tutti quei volontari seri e disinteressati e anche le istituzioni e i singoli che si sacrificano per loro: avranno senz’altro una ricompensa non da noi, mortali, ma da Chi sta sopra di noi e presumo sia stufo di vedere quello che succede. Il mondo non può solo pensare a se stesso in termini di singoli esseri: ricordiamo sempre che sono 60 milioni i profughi che ci tendono la mano non per una elemosina, ma per vivere decentemente come nostri simili e con i nostri stessi diritti. Ma mentre si scrive questi necrologi o esiti di maltrattamenti Boko Haram continua la sua avanzata criminale, spietata, delinquenziale nel centro della Nigeria. Arrivano richieste di aiuto da parte di prelati che parlano anche a nome dei mussulmani uccisi dai delinquenti di Boko Haram, fatti che il cosiddetto mondo internazionale lascia fare all’infinito. E così cadono uomini, vecchi, donne, bambini uccisi nei soliti modi più crudeli e più violenti; i bambini poi vengono anche rapiti e vanno ad ingrossare le file dei bambini/e soldato con le mansioni più varie e più destabilizzanti per dei minori; ma quei fanatici mirano solo ad avere forze nuove da indottrinare e poi rimandare indottrinati e dipendenti dalle droghe più funeste come il captadon e il flakka, tanto per citare le ultime ritrovate e più distruttive della personalità e delle capacità critiche.
In 48 ore in una serie di attentati sono state uccise nello Stato del Borno 200 persone. La matrice è quella degli estremisti islamici Boko Haram. Elvira Ragosta ha raggiunto telefonicamente Mons. Ignatius Kaigama, vescovo di Jos, che supplica di dire agli occidentali che quelle persone di qualsiasi religiose siano, quando ritornano a casa non trovano più nulla e devono vivere di aiuti che ormai mancano quasi completamente.
Da altre fonti citate le notizie non sono meno allarmanti su questa ecatombe programmata dall’alto ed attuale dalla soldataglia di Boko: sempre sangue da far scorrere di  cristiani, mussulmani indifferentemente; l’importante è far paura a quelle popolazioni inermi e disperate e con lutti a centinaia.
Questi titoli da paura e da schifo sono tratti da InTopic.it,ma sono molto rappresentativi della gravissima mattanza, i cui a noi giungono solo echi lontani.

Boko Haram, da vittime a carnefici: giovani rapite e costrette a sgozzare cristiani (il messaggero)

http://www.intopic.it/notizia/8498427/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha

Nigeria, kamikaze si fa esplodere in un ospedale per lebbrosi: 5 morti (il messaggero)

http://www.intopic.it/notizia/8498425/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha
Neanche un ospedale per lebbrosi è risparmiato: poveracci, ma già sono infetti e allora perché tenerli in vita? Forse anche questi jihadisti cercano la razza pura che svolazza nelle loro menti orami all’ammasso del captadon e dell’Akka ed altro che consumano.

Attentati in Nigeria, 150 morti. Kaigama: serve aiuto internazionale (Radio Vaticana)
http://www.intopic.it/notizia/8513353/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha:appelli che feriscono chi li legge e non può fare molto se non le solite manifestazioni di lumini notturni, preghiere a Dio di fermare con la Sua Mano potente questa carneficina dei Suoi figli e mandare delle sovvenzioni ad associazioni di volontariato che portiamo con noi nel cuore per la gioia che qualcuno è sul posto ad aiutare a costo della propria vita.

Boko Haram, da vittime a carnefici: giovani rapite e costrette a sgozzare cristiani

Mercoledì, 1 Luglio 2015 il messaggero. Da vittime a carnefici: alcune delle oltre 200 giovani studentesse rapite ad aprile del 2014 da Boko Haram dalla scuola di Chibok, in Nigeria.
Certamente si devono prendere con una certa precauzione queste notizie, ma le fonti che le citano sono attendibili e lo dicono le stesse fonti: magari qualche numero in più o in meno, ma stiamo attenti a non farci illudere da propagande a favore di quei criminali che continuano indisturbati e con l’ONU che dice che bisogna intervenire. Ma sembra che il tutto sia lasciato ai governanti locali che soccombono di ora in ora.
Ci sono anche notizie che mettono in gioco la credibilità di istituzioni mondiali e questo è veramente triste:

Libano, l’Onu taglia gli aiuti alimentari ai rifugiati (Lettera43 tutti i diritti riservati)
http://www.intopic.it/notizia/8517445/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha ( Secondo Joelle Eid, portavoce del Wfp, la situazione dei finanziamenti è critica. «Se l’Agenzia non riceve nuovi finanziamenti nelle prossime settimane, saremo costretti a tagliare completamente l’assistenza alimentare a 1,2 milioni di rifugiati siriani in Libano».)

Attacchi di Boko Haram in Camerun e Nigeria: oltre 50 morti (Radiovaticana) http://www.intopic.it/notizia/8625205/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha – 27/07/2015

Nigeria, due donne si fanno esplodere in una moschea. Almeno 30 morti.
MONDO 22 GIUGNO 2015 19:56 di Davide Falcioni (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata). È di almeno 30 morti il bilancio di un attentato realizzato da due donne oggi in una moschea nel nord est della Nigeria, nella città di Maiduguri. Secondo testimoni ci sono decine di feriti, alcuni dei quali in gravissime condizioni: l’attentato kamikaze è stato compiuto in un’area molto affollata, soprattutto da fedeli.

Quello di oggi è il quarto attentato suicida nel nord est della Nigeria. Quella di Maiduguri è la città in cui i miliziani di Boko Haram si sono formati ed hanno avviato la loro lotta armata contro il governo. Un testimone della strage ha raccontato che la prima donna è saltata in aria mentre si stava avvicinando alla moschea. L’uomo ha riferito che la seconda kamikaze, mescolata tra la folla, si è fatta esplodere mentre sembrava stesse fuggendo: è morta solo lei. Il testimone, un civile che si è arruolato nei gruppi di difesa costituiti dalla popolazione per opporsi alle sanguinose incursioni dei Boko Haram, ha aggiunto di aver contato 30 vittime e decine di feriti, che sono stati trasportati nell’ospedale cittadino. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma tutti i sospetti ricadono su Boko Haram, organizzazione terroristica non nuova a sanguinose stragi di civili. (Continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-due-donne-si-fanno-esplodere-in-una-moschea-almeno-30-morti/ http://www.fanpage.it/)

Ultime Notizie Nigeria News – Intopic.it 26/07/2015 (Tutti i diritti riservati alla’autore ed alla testata)

Camerun, attacco suicida in un bar. Il kamikaze è una bambina di 10 anni … L’attacco kamikaze di sabato nella città di Maroua, in Camerun, vicino al confine con la Nigeria (www.intopic.it/estero/nigeria/).

Somalia, attentato a due hotel di Mogadiscio. Morti (Il Tempo) 11/07/2015
http://www.intopic.it/notizia/8549213/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha

Nigeria, l’esercito delle donne kamikaze: uccise 200 persone in tre giorni (Quotidiano Net)
http://www.intopic.it/notizia/8517952/?r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha.

Nigeria: (ANSA tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata ) – ROMA, 17 LUG – Aveva solo 10 anni una delle due kamikaze che si è fatta esplodere durante la preghiera dell’Iftar a Damaturu, nel nord-est della Nigeria.L’altra era un’anziana. Nove i morti, 18 i feriti. Due sono gli attentati per un totale di 60 morti.

Serie di attentati in Iraq, oltre 100 le vittime – Fanpage.it  – www.fanpage.it/foto/serie-di-attentati-in-iraq-oltre-100-le-vittime/(diritti riservati all’autore ed Alla testata 18/07/2015)
in foto: Nella città di Madain sono esplose due bombe in un mercato all’aperto … hanno provocato almeno 42 morti e altrettanti feriti: le bombe sono state fatte …
in foto: L’Iraq è stato colpito nelle ultime ore da una serie di attacchi che hanno seminato morte e distruzione: si tratta del bilancio più pesante in un solo giorno negli ultimi due anni. La polizia irachena ritiene che dietro gli attacchi ci sia la mano di al-Qaeda.
in foto: “Al-Qaeda sta provando a inviare il messaggio che è ancora forte e che può scegliere tempo e luoghi per attaccare”, l’ha detto Hakim al-Zamili, deputato iracheno sciita. Secondo il deputato, le carenze nelle capacità delle autorità irachene di raccogliere informazioni sul terrorismo mostra che il governo non è in grado di proteggere la sua gente.
in foto: 18/07/2015 Ventisei le esplosioni avvenute in tutto il Paese, da Baghdad a Taji, 25 km a nord della capitale, dove si è verificato uno degli attentati più sanguinosi. Colpita duramente anche la base militare di Balad. (continua su: http://www.fanpage.it/foto/serie-di-attentati-in-iraq-oltre-100-le-vittime/ – http://www.fanpage.it/).
E continua l’uso di donne kamikaze che, esplodendosi, provocano decine di morti. Anche questa modalità spaventosa e criminale è rivendicata sempre dallo stesso criminale Boko Haram. È già caduta l’immagine della donna come simbolo della famiglia e della continuazione della vita umana: ora violentemente si affaccia la donna criminale che uccide senza sapere chi uccide e, se nell’ombra compaiono le solite droghe o similari, c’è anche l’indottrinamento perfido fondamentalista di chi gestisce questo scempio umano.             
È uno degli ultimi traguardi raggiunti oltre a quello, ancora non ben chiarito, secondo cui nell’anfiteatro di Palmira molti uomini sono stati uccisi, come ad una rappresentazione teatrale, da bambini /adolescenti.
Disumanizzazione che sta trascinando l’umanità alla rovina e dietro ghigna il solito Male o demone del male che gestisce la regia al tutto. Ma c’è da chiedersi come mai Boko fa uso di donne sue schiave/mogli per questi attentati propri della violenza maschile: se ricordiamo gli aerei zero dell’aviazione giapponese, ricorderemo i primi kamikaze mondiali maschili. E soprattutto è un grande vigliaccata perché in particolare le più giovani vengono mandate alla morte senza che lo sappiano, visto che di solito i comandi sono azionati a distanza; sono così tradite una ennesima volta e diventano una terribile arma distruttiva che falcia ogni persona che appartiene a qualsiasi religione. Purtroppo le notizie su nuovi tentativi e realizzazioni di violenza aumentano di giorno in giorno assieme alla morte di migranti che diventano pasto per pescecani veri.

Anche se i pescecani del traffico sono esseri umani che dirigono il traffico degli esseri umani che muoiono in mare assieme alle loro donne e a ai loro bambini, nessuno li sta fermando veramente e si insinua il dubbio che questo movimento violento di traffico umano sia tollerato, orchestrato, sostenuto non solo dagli stessi criminali, ma anche da altri più nascosti e che hanno la veste di agnelli. Sui giornali si legge che scafisti criminali poi boicottano anche le bagnarole da trasporto o i mezzi nefasti di trasporto che fanno aumentare l’esercito degli innocenti che scompare lungo le vie tracciate dallo stesso traffico cosparso da cadaveri senza nome e di tutte le età: si può dire “la meglio gioventù loro “ che scompare nel tentativo inutile di vivere una vita meno bestiale.