Jihadisti imbottiti di droga compiono massacri “con il sorriso sulle labbra” mentre dal mondo animale ci arriva un esempio per tutta l’umanità/Drugged Jihadists Shed Blood “with a Smile on their Face” while the Animal World Provides an Example for Humanity as a Whole


1) Bambino di 10 anni dell’ISIS e stordito di Captagon spara ai prigionieri il 13 gennaio 2015
Video o finto video che sia, è un monito non indifferente che ha un suo seguito sempre criminale,disumano,vergognoso, indecente e mostruoso; si tratta di una ennesima vittima,ma uccisa in modo straziante: la donna stava partorendo e il piccolo era già per metà fuori vagina. I soliti fanatici criminali perversi, pieni di Captagon le hanno sparato senza alcuna pietà e senza lasciarla finire di partorire il bambino. Dio non perdoni anche se Suo figlio dice che bisogna lasciar crescere la gramigna col frumento, poi a maturazione la gramigna verrà raccolta e gettata tra le fiamme. Il diabolico farmaco o droga che dir si voglia è proprio il cibo avvelenato che il demonio somministra per distruggerci tutti in ogni modo e maniera: gente crocefissa, sparata in mille modi, torturata all’inverosimile.
Perciò la ferocia indifferente che dimostra quel bambino di anni 10 non è di sua produzione, ma frutto di indottrinamento e di ingestione di anfetamine,come del resto tutti i bambini soldato e le bambine e come il caso di quelle bambine condizionate ed anche loro trattate col Captagon o similari, che le rimbambisce e non capiscono quello che fanno. In questo modo vengono fatte esplodere nei mercati cariche anche loro di anfetamine per reggere tanto orrore ed esplodere a loro insaputa perché c’era il maiale fanatico adulto che da lontano faceva scattare l’innesco. I fanatici non si smentiscono mai e ci sono anche i satelliti che riprendono gli attacchi di Boho Haram e le fosse comuni o i villaggi distrutti, sebbene non si parli mai di anfetamine e di soldati robot e addestrati con le anfetamine o Captagon in corpo e quindi trasformati in tirannosauri biechi e invogliati solo a uccidere per il piacere di uccidere e di torturare. Nei giornali (solo alcuni,ma i grandi media snobbano questo argomento) non si legge che questi fanatici sono dei drogati – e non con droghe leggere, ma con droghe pesanti, da cui non si staccano più, perché ne risentirebbe il loro modo di vivere e di agire.
Il demone della Trianfetamina li possiede e non c’è media o associazione di volontariato che denuncia sistematicamente questa dipendenza feroce di anfetamine potenziate da combinazioni con altre droghe.
Non è assurdo pensare che queste non vengano prodotte solo in Medio Oriente, ma addirittura nell’Europa che ora comincia a risentire gli effetti di quelli che assumono quel demone trianfetaminico e mostrano sui video le atrocità che commettono. Anche quei disgraziati che sono stati decapitati in pubblico devono essere stati rimpinzati a dovere con cibo trattato dal Captagon o similari per ripetere quello che avevano loro fatto imparare i loro carnefici; erano quasi sicuramente sotto l’effetto di quel demone, se no si sarebbero ribellati a quanto leggevano, forse avevano la recondita speranza di uscirne salvi.
Certo che molto verosimilmente non sapevano che stavano solo aspettando quella morte oscena e non avevano nessuna emozione nel leggere quelle scemenze, così senza nessuna emozione e questo modo è proprio di quella Trianfetamina che è proprio diabolica, cioè fabbricata contro l’uomo e la pensata viene proprio da colui che odia l’uomo, cioè il demonio
La Trianfetamina è stata fabbricata da Degussa AG Bulgaria nel 1961(Fenetylline: therapeutic use, misuse and/or abuse. Kristen G, Schaefer A, von Schlichtegroll A. Drug Alcohol Dependence. 1986 Jun;17(2-3):259-71.) e usata inizialmente e pericolosamente per i bambini chiamati ipercinetici o verosimilmente diagnosticati come affetti da Attention Deficit Hyperactivity Disorder) e somministrando quella m….. a dei bambini, si capisce come questi arrivavano persino ad autodistruggersi, non dico suicidarsi (evento che è accaduto e più volte) perché questo è omicidio da parte di chi gli somministrava questa m……. e la sua potenza è che non fa degli ipertesi e non ha effetto su eventuali malattie cardiache, come invece succede con le altre droghe; ciò la rende ancora più dannosa per l’effetto mind control cioè sul cervello mente della persona.
Sebbene sia illegale la sua produzione,si legge che ora anche negli stati europei si fabbrica questa tridroga. Infatti si legge che anche nazioni dell’est (per quello che si sa) producono e smerciano questo prodotto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato “sostanza tossica” per procurarsi delle armi ed assoldare delinquenti e sbandati o fanatici.
2) Captagon®, principale arma dei jihadisti
RETe2014 Voltaire (www.voltairenet.org/article183341.html – tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Mentre i media occidentali e del Golfo suggeriscono che i jihadisti si nutrono principalmente di letture del Corano, i sequestri in Siria mostrano che, in realtà, assumono droghe come il Captagon a tutto spiano.
L’Esercito arabo siriano ha sequestrato in due giorni un’auto piena di Captagon e un camion cisterna contenente una tonnellata (vedi archivio fanpage.it)
Captagon (cloridrato di fenetillina) è un’anfetamina composta da tre prodotti che provoca euforia e intorpidisce il dolore. Miscelata con altre droghe come l’hashish, è la razione base dei jihadisti. I combattenti non sentono la propria sofferenza, né quella che infliggono agli altri. Pertanto, possono commettere ogni sorta di atrocità ridendo.
Contrariamente alla credenza popolare, i jihadisti non sono motivati da preoccupazioni religiose, ma dalla ricerca di piaceri immediati. Vengono reclutati principalmente tra teppisti e detenuti.
Prodotto nel 2011 dalla NATO in un laboratorio in Bulgaria, il Captagon è ora prodotto in tutto il Medio Oriente, anche sul territorio siriano.
Certo che ci si accorge (lontani mille miglia) che questi soldati o consumatori di Captagon, e che si proclamano islamici, verosimilmente non leggono il Corano nè mettono in pratica quello che il Corano propone. Tali soldati, poi, non hanno un’istruzione militare come si deve, ma vengono reclutati spesso tra gente sbandata, teppisti e, come afferma uno psichiatra Libanese, Ramzi Haddad, il Captagon ha «i tipici effetti di uno stimolante (…) e produce una sorta di euforia. Rende loquaci, insonni, disinteressati al cibo e pieni di energia». 
Tale tridroga anfetaminica di base è molto popolare, usata come farmaco per bambini, ma il suo sinistro effetto non tarda a presentarsi dal momento che, con una ammissione terrificante, è catalogata come l’arma principale dei Jihadisti (“Le Captagon®, arme principale des jihadistes”- Reseau Voltaire). Quindi ci troviamo davanti all’arma fondamentale di quei fanatici, senza la quale non si spiegherebbe la loto avanzata così terrificante in medio oriente, in Nigeria e centro africa. Il fatto che sia l’arma fondamentale ci spiega perché non sempre sparano, ma usano armi da taglio o simili, non solo per usare i sistemi più a portata di mano, ma anche per godersi lo spettacolo della vittima che urla e muore.
La fenetillina è una droga popolare, presumibilmente usata dai gruppi militanti in Siria e Libano. Viene prodotta in loco tramite un procedimento semplice ed economico. Secondo alcune voci, i gruppi di militanti sono anche disposti a esportar la droga in cambio di armi o denaro. Quindi, pur prodotta in loco, la fenetillina è anche esportata, cioè arriva in Europa o altrove in cambio delle solite armi e soldi. Quindi non meravigliamoci se è già approdata da noi e qualche criminale, vicino a simpatizzanti fondamentalisti, ne abbia fatto uso per compiere alcuni strani omicidi irrisolti. Si tratta di una Tridroga soprattutto per i militari o chi è addestrato in quei Paesi fondamentalisti, ed è  distribuita a tutti coloro che combattono, sgozzano, torturano uccidono “col sorriso sulle labbra” dice un giornalista e, questo vale anche per i bambini soldato.(Stephen Kalin  – 12.01.2014; “Insight: War turns Syria into major amphetamines producer, consumer” – Reuters Retrieved – 21.04.2014).
«L’ISIS ha raggiunto un nuovo livello di depravazione morale» e verosimilmente con il Captagon o Trianfetamina in corpo si fa questo ed altro, è questa la didascalia alla foto choc pubblicata sul proprio account Twitter da Rita Katz, la direttrice del Site. Un fermo-immagine nel quale si vede un bambino sui 10 anni impugnare una pistola e fare fuoco. Uno screenshot che fa capo ad un video che i jihadisti dello Stato Islamico hanno pubblicato sulla tv del gruppo Al Hayat , nel quale si vede, appunto, il piccolo fare fuoco su un gruppo di prigionieri (youmedia.fanpage.it/gallery/aa (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata www.fanpage.it/).
3) Croce Rossa: “Boko Haram ha fatto esplodere una bambina di 10 anni in Nigeria”
(www.fanpage.it/massacro-di-boko-haram-in-nigeria-morti-15/01/2015 – tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Il bilancio dell’attentato, ancora provvisorio, è di 19 morti e 18 feriti. A due giorni dal massacro di Baga, la Nigeria è sconvolta da una nuova strage. Secondo la Croce Rossa Internazionale, infatti, poco prima delle 13 di oggi al mercato di Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, ci sarebbe stato un attacco terroristico che avrebbe causato la morte di 19 persone e il ferimento di altre 18. Il bilancio, tuttavia, è ancora provvisorio. Alcuni testimoni hanno riferito alla Croce Rossa che a farsi esplodere sarebbe stata una bambina di soli 10 anni, anche se la circostanza è ancora tutta da verificare. L’attacco è avvenuto in una zona controllata dai miliziani di Boko Haram.Secondo Ashiru Mustapha, capo dei vigilantes locali, la bimba era stata fermata all’ingresso del mercato cittadino perché i metal detector in dotazione alle forze di sicurezza avevano rilevato la presenza di materiale potenzialmente pericoloso. Gli agenti non hanno fatto in tempo a intervenire che l’ordigno è esploso, molto probabilmente azionato a distanza. Lo stesso mercato, a Maiduguri, venne coinvolto in un attentato kamikaze lo scorso mese di novembre, quando a farsi esplodere furono due donne. Approfondimenti: Boko Haram (Nigeria): uccide 32 persone e ne rapisce 185. Il commando ha ucciso 32 persone, tra le quali numerose donne e bambini.
ULTIME NOTIZIE (intopic.it – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata). Nigeria, fermata tredicenne imbottita di esplosivo: voleva entrare in un ambulatorio. La ragazzina è stata bloccata dalla polizia alla periferia di Kano, già duramente colpita da vari attentati negli ultimi mesi, la cui responsabilità è stata attribuita a Boko Haram. È probabile che anche la giovane sia stata addestrata dai jihadisti.
Ennesima strage in Nigeria: bomba in una stazione bus, 40 morti. Ancora un attentato in Nigeria. Una quarantina di persone, tra cui cinque soldati, sono morte a causa di una bomba esplosa in una stazione di autobus nel nord-est del Paese, roccaforte dei terroristi islamici Boko Haram.
Ecco come agiscono le formazioni delinquenziali di Boho Haram: distruzione su distruzione, azioni a tappeto, villaggi interi, morti uomini, donne e bambini: vere e proprie carneficine non documentate al momento, ma con la scia di cadaveri mutilati che lasciano dietro di loro; e la politica internazionale cosa fa?
4) Nigeria, c’erano una volta due città: il massacro di Boko Haram visto dal satellite
(pubblicato il 15 gennaio 2015 alle ore 12:34)
Due foto satellitari, la prima scattata il 2 gennaio e la seconda cinque giorni dopo, forniscono la sconvolgente e indiscutibile prova degli effetti devastanti del doppio attacco condotto dai terroristi di Boko Haram nelle città nigeriane di Baga (160 km da Maiduguri) e Doron Baga (nota anche come Doro Gowon). Si vedono chiaramente gli edifici danneggiati o distrutti. L’organizzazione internazionale stima che oltre 3700 strutture siano state colpite o rase al suolo. «Queste dettagliate immagini mostrano la devastazione di proporzioni catastrofiche di due paesi, uno dei quali è stato praticamente cancellato dalle mappe nello spazio di quattro giorni», commenta Daniel Eyre di Amnesty. Non si riescono a contare le vittime della carneficina.
C’è chi dice che, dei circa diecimila abitanti di Baga, almeno 2.000 sarebbero stati uccisi dagli integralisti islamici: uomini anziani, donne e bambini inseguiti nelle strade e nella foresta, finiti dopo essere stati atrocemente mutilati. Da fanpage.it, 15/01/2015 (tutti i diritti riservati agli autori e alla testata).
5) Russia, gatta randagia salva un neonato abbandonato in una scatola al freddo.
Per tutti ora è un’eroina Marsha, una gatta randagia che, dopo aver trovato un bambino di pochi mesi abbandonato sulle scale di un palazzo, è rimasta con lui, riscaldandolo col proprio corpo, fin quando qualcuno non l’ha sentita miagolare.
Russia, gatta randagia salva un neonato abbandonato in una scatola al freddo.
Abbandonato in una scatola nelle scale di un freddo palazzo della Russia, un neonato è stato salvato da una gatta randagia. Una gatta, il suo nome è Marsha, adesso è per tutti gli inquilini di quel palazzo una vera e propria eroina. La micia ha trovato il bambino – che secondo i medici ha circa due o tre mesi – abbandonato in uno scatolone e, proprio come avrebbe fatto con i suoi piccoli, si è avvicinata a lui e lo ha tenuto al caldo col suo corpo. E in questo modo probabilmente è riuscita a salvarlo. A raccontare questa storia alle TV russe è stata una inquilina del palazzo che, avendo sentito dei rumori provenire dalle scale, è andata a vedere cosa stava succedendo, e ha trovato la scatola con la gatta e con il neonato. In un primo momento la donna ha pensato che si trattasse solo di Marsha, poi ha notato anche il piccolo che piangeva. Immediatamente il bambino è stato portato in ospedale, dove i medici lo hanno visitato: è apparso in buona salute, ma se si è salvato dal freddo dell’inverno russo è stato grazie al calore della gatta Marsha. I residenti del condominio hanno spiegato che Marsha, proprio come una mamma apprensiva, avrebbe voluto salire sull’ambulanza per accompagnare il piccolo. E adesso tutti non fanno che viziare la loro eroina, mentre il piccolo è in ospedale e la polizia sta cercando i suoi genitori. (http://www.fanpage.it/russia-gatta-randagia-salva-un-neonato-abbandonato-in-una-scatola-al-freddo/#ixzz3PMVtDDys (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
Questa realtà disumana per la mamma ed umana per la bestiola è una lezione di istinto che tutti gli uomini dovrebbero avere; invece la lezione arriva da una gatta, sì, proprio una gatta, che ha trovato e curato un neonato per giorni finché qualcuno ha sentito e recuperato il piccolo, portandolo all’ospedale per le prime cure. Grazie, Marsha! Spero che ti trattino bene per il resto della tua esistenza e cerca ancora se ci sono in giro infanti abbandonati. Grazie per la lezione che hai dato agli umani e che dovrebbe comparire sui libri di scuola invece di altre, derivanti da paura e confusione, oltre alle violenze silenziose che non arrivano neanche alle orecchie dei genitori e che sono sempre negate da insegnanti verosimilmente colpevoli.
6) Boko Haram, blitz in Camerun: rapite 80 persone, 50 sono bambini sotto i 15 anni
Da In Topic.it, 18 gennaio 2015 (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).
I terroristi islamici nigeriani Boko Haram avrebbero compiuto un nuovo raid in Camerun: all’alba di domenica hanno ucciso 3 persone e ne hanno rapite almeno 80, dei quali 50 sarebbero bambine e bambini tra i 10 ed i 15 anni. Lo riferiscono fonti dell’esercito e del governo di Yaoundè. Negli ultimi mesi, i cosiddetti Talebani d’Africa hanno effettuato incursioni in Camerun. «Secondo le nostre prime parziali informazioni, circa 30 adulti, la maggioranza pastori, e 50 tra bambine bambini tra i 10 e 15 anni sono stati rapiti», ha riferito un alto ufficiale dell’esercito di Yaoundè. Obiettivi il villaggio di Mabass e molti altri lungo la lunghissima e del tutto permeabile frontiera che corre lungo i due Paesi. I soldati sono intervenuti e c’è stata una battaglia durata circa 2 ore. L’azione è stata confermata anche dal portavoce del governo camerunense, Issa Tchiroma, che però non ha voluto quantificare il numero esatto dei sequestrati.
In questo clima di indicibile violenza, purtroppo la notizia umanitaria ci arriva da una gatta, che si è autonominata mamma in tutto per un neonato abbandonato dagli umani al suo destino, lezione indimenticabile nel tempo perché ci arriva da una bestiolina che certo ha fatto prevalere il suo istinto materno e non predatore. Grazie ancora, cara gatta, anche se spesso noi maltrattiamo gli animali, perché li troviamo da tutte le parti e ci danno fastidio; ma loro non hanno dubbi, agiscono secondo il loro istinto e non se ne vantano, agiscono per il bene dell’umanità. Da adesso l’umanità conta un bambino in più, anche se l’umanità stessa va spesso avanti alla maniera dei mostri che non esistono in natura e che ci guardiamo bene a questo punto dall’equiparare alle bestie.
Uno scrittore arabo, parlando dei bambini uccisi a mitragliate perché avevano visto una partita di calcio alla TV, il tutto poi in pubblico, in piazza e lasciati lì di fronte a tutti per il gran delitto, diceva che “la macellazione continua anche se una donna Reza Gul (vedi notizia del 25/01/2015) in Afganistan uccide 25 talebani con armi da fuoco perché gli avevano ucciso il figlio: giustizia sommaria. Ma se pensiamo un momento a quanti sono stati ammazzati ingiustamente, non potrebbe succedere che tra qualche tempo quelle vedove o orfani diano la paga a quei fanatici che hanno ucciso i loro cari? Si sa che non è giusto, ma le prevaricazioni dei talebani sono troppe e per futili motivi invocati a nome della loro tradizione.
Possibile che non si fermino un attimo? Già… dimenticavo che il Captagon o Trianfetamina toglie ogni facoltà critica e di ragionamento a chi ne fa uso. Speriamo che le autorità locali continuino la prevenzione della produzione e vendita di quella droga e di altre, decisamente per il bene della umanità, che deve poter vivere decentemente e non solo in molti, ma nessuno escluso.

2015 – Il coraggio feroce, sintetico dei fanatici attuali: si chiama trianfetamina, captagon, biocapton, fitton/2015 – The Fierce, Synthetic Braveness of Today’s Fanatics Has a Number of Names: Tri-Amphetamine, Captagon, Biocapton, Fitton

Uccidiamo tutti i bambini con noi e contro di noi! Avanti tutta nella distruzione dell’umanità! Uccidiamoci tutti, come sparare alle mosche.

Non si ferma la conta dei morti assassinati da psicopatici, fanatici; nulla è cambiato dal 2014, soprattutto per quanto riguarda le stragi organizzate da fondamentalisti istituzionalizzati. Anzi si vive nella speranza che i bambini morti, maltrattati a qualsiasi età, anche neonati, abbiano a diminuire.

I giornali riportano che è stata uccisa dai fanatici schifosi una mamma mentre partoriva:

MANCAVA solo LA PILLOLA DEI TAGLIAGOLE (inventata nel 1961) – Si chiama “CAPTAGON”, fenethyllina, anfetilline ed è un’anfetamina che rende serenamente feroci – “La usano i militanti dell’Isis, ma è diffusa in Libia e in tutto il Medio Oriente (da dago spia del 04/12/2014 tutti i diritti riservati all’autore e alla testata). La pillola della ferocia è stata trovata dai curdi nelle tasche dei militanti del Califfato uccisi a Kobane. E secondo l’intelligence USA il boia con accento inglese del famoso filmato sarebbe stato sotto l’effetto di anfetamine. I carabinieri Italiani,in Libia dal 2013 per addestrare i miliziani, hanno trovato parecchi tossicodipendenti…”

 

Fanpage.it 15/01/2015 S. Picone (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)

Nigeria: terroristi hanno ucciso anche una donna mentre partoriva La denuncia di Amnesty International, che ha diffuso delle immagini satellitari che mostrano la devastazione di Baga: tra le migliaia di vittime dell’attacco sferrato la scorsa settimana dagli integralisti islamici di Boko Haram ci sarebbe anche una partoriente. Il racconto di un testimone è raccapricciante.

Nessuna pietà in Nigeria, nemmeno per le donne e per i bambini. Tra le migliaia di vittime dell’attacco sferrato la scorsa settimana dagli integralisti islamici di Boko Haram nei centri di Baga e Doron Baga nel nord-est della Nigeria ci sarebbe anche una donna che stava dando alla luce il suo bambino. A denunciarlo è Amnesty International, che ha riportato il terribile racconto di un testimone. “Metà del neonato era fuori dal grembo e la donna è morta mentre lo dava alla luce”, è quanto ha detto all’organizzazione per i diritti umani. I miliziani di Boko Haram avrebbero sparato alla donna mentre era in travaglio. Sempre secondo Amnesty International “di tutti gli attacchi di Boko Haram analizzati, questo è stato certamente il più efferato e distruttivo contro i civili”. Solo nella città di Baga sono state danneggiate o completamente distrutte da un incendio circa 620 strutture, mentre a Doron Baga sono oltre 3.100 gli edifici devastati… (continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-terroristi-hanno-ucciso-anche-una-donna-mentre-partoriva/#ixzz3Oyyp9uVD)

I giornalisti ci rendono edotti di quanto il Male continua ad avanzare, nonostante le missioni ufficiali che aiutano i meno fortunati e non si pavoneggiano sui media come i politici che vanno a sciare e fanno scoop.
Solo qualche giornale mostra l’abnegazione di volontari che aiutano là dove c’è più bisogno per un minimo di dignità umana per popolazioni che senza quegli aiuti sparirebbero silenziosamente, aumentando il numero di morti che è già a buon punto dopo due giorni del nuovo anno. La strage canadese non è l’unica a comparire sui media e i soliti bambini che ci sono di mezzo, e che non dovevano trovarsi lì, ora hanno davanti a sé solo un funerale, una stroncatura della loro vita stroncata che non hanno potuto vivere e che non hanno capito cosa poteva essere: solo la parole fine di un cinema reale e crudele.
Oggi a Parigi 11/01/2015  Io sarò Charlie Hebdo. Ma sarò anche un bambino nigeriano… di Andrea Iacomini
Oggi a Parigi sarà una giornata di lutto mondiale. La tragica morte dei giornalisti di Charlie Hebdo deve far riflettere tutti, a cominciare dai capi di stato e di governo. Queste gesta frutto di odio, senza pietà, si alimentano in larga parte in luoghi da troppo tempo senza pace dove la guerra incrementa terrorismo e gesta folli, specie ai danni dei bambini, non dimentichiamolo.
La tragica morte di questi cittadini d’Europa deve “aprire” le coscienze di noi cittadini distratti sulle migliaia di morti quotidiane di innocenti per mano del terrore anfetaminico. Penso ai duemila cadaveri che giacciono a Baqa in Nigeria. Ai migliaia di bimbi morti in Siria, Centrafrica, Sud-Sudan, ogni giorno e nel silenzio generale.
Occorre un risveglio collettivo e uno sforzo di pace nei luoghi caldi del mondo. Solo così si sconfigge l’estremismo esaltato dalle anfetamine.
Ecco perche oggi a Parigi io sarò Charlie Hebdo. Ma sarò anche un bambino nigeriano, siriano, sudafricano, iracheno, ucraino, palestinese, centrafricano, che vive da anni e ogni giorno nell’indifferenza generale solo perché, lontano geograficamente, politicamente e dai riflettori, muore innocente.
Senza contrapporre retoricamente due eventi cosi tragici, oggi io sarò Charlie Hebdo e sarò nigeriano.
11 gennaio 2015 – Articolo: 21 liberi di Raffaele Crocco (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Un altro giornalista ha scritto “Nigeria: 2000 uccisi in pochissimi giorni. 2015” “Qualcuno scenda in piazza anche per loro”. Ricordiamoli spesso, oltre a seguire le fiaccolate per vittime di delitti comuni. Le stragi cui sono sottoposte le popolazioni africane o mediorientali sono ben peggio per quantità e modalità assurde nello stroncare le vite. Le fiaccolate dovrebbero essere infinite, sebbene anche in Nigeria, come in India, comincino anche là le fiaccolate che non si fermano con la fine della medesima, ma il ricordo si deposita nel cuore di ogni partecipante che può imitare inconsciamente, ma qualcosa nel subconscio resta sempre e scuote le menti assopite dai condizionamenti statali o internazionali (è la stessa cosa, talvolta sono assieme).
Tra le varie giornate dei ricordi dedichiamone una  anche ai bambini assassinati in massa, uccisi in stragi disumane, ricordiamoli e ringraziamo quei giornalisti che si occupano di loro e chiedono un ricordo anche per loro che non hanno potuto crescere per lo meno poveri e di stenti, nemmeno quello: li hanno falciati come si distrugge la gramigna; sorriderà solo il Male, il demone contro la razza umana, anche se ha perso la guerra, ma sta vincendo le battaglie a tutto campo: nessuno lo ferma.
Purtroppo le grandi manifestazioni come quella di Parigi 2015 non riescono ad inserire nel corteo super controllato le migliaia di bambini nigeriani uccisi e di tutti gli altri Paesi dove i bambini sono un oggetto da schiacciare, da spezzare, da ricordare nelle statistiche delle stragi, ma alla chetichella senza forzare i media. Eppure l’esercito invisibile dei bambini morti continua a rinfoltire le sue fila, ad aumentare, e i media lo danno per scontato e quindi la considerano una notizia che non fa scoop. Ringraziamo invece quei giornalisti che vogliono citarli, non vogliono dimenticare quei fratellini stroncati da fanatici pazzoidi che declamano al Male chiamandolo con i nomi più accomodanti: l’omicida, il bugiardo, il carnefice per eccellenza. A Parigi alla grande manifestazione ci sono tutti quei bambini invisibili, anche se nessuna rappresentanza li ricorda, ma loro (forse, non lo sappiamo) sono i nostri soldati più combattivi, che stroncheranno il Male che li ha uccisi.
Ora c’è una fila lunga di uccisioni di bambini nei siti e nei modi più disparati: non è un voler far rabbrividire, ma un tentare di umanizzare l’uomo che sta tecnicizzandosi e a sua insaputa sta perdendo l’umanità spirituale che dovrebbe illuminarlo e farlo progredire sempre di più verso il suo fine ultimo.
1)    Canada: uccide otto persone, tra cui due bimbi, e si suicida
In tre scene del crimine diverse, tra Edmonton e Fort Saskatchewan, nella provincia canadese dell’Alberta, ben 9 morti. Per adesso il movente della strage è ancora ignoto. Canada: uccide otto persone, tra cui due bimbi, e si suicida. Ha aperto il fuoco e ucciso 8 persone, tra cui due bambini, tra Edmonton e Fort Saskachewan, nella provincia di Alberta in Canada. L’omicida si è poi tolto la vita. È un terribile dramma apparentemente senza spiegazioni quello scoperto nella regione canadese. Sette delle 9 vittime, di cui 3 donne, 2 uomini e 2 bambini, sono stati trovati nella stessa casa, a sud di Edmonton, mentre l’ottava persona uccisa, una donna, è stata trovata in un’altra abitazione. Il corpo del killer è stato invece rinvenuto in un ristorante vietnamita a Fort Saskatchewan.“Questo è un giorno tragico per Edmonton”, ha detto il capo della polizia, Rod Knecht in una conferenza stampa. “Lunedì in serata, all’incirca verso le 20:30 (4:30 in Italia, ndr)”, si legge in un comunicato della polizia, “due agenti di pattuglia della Divisione Nord hanno risposto a una chiamata che parlava di una situazione sospetta tra l’83esima e la 180 Avenue, ma giunti sul luogo, non hanno trovato nulla. Poi, intorno alla mezzanotte, a seguito di una seconda chiamata, gli stessi agenti sono ritornati sul posto dove veniva indicato un suicida. In realtà, giunti ancora sul luogo, gli agenti non trovavano nessun suicida, ma localizzavano ben sette cadaveri, tre femmine, due maschi adulti e due bambini, una femminuccia e un maschietto. I corpi erano tutti all’interno di un ristorante vietnamita a Fort Saskatchewan”. Per adesso il movente della strage è ignoto. Un testimone avrebbe parlato di tumulti all’interno del ristorante intorno alle 18.30 (le 2.30 in Italia), ma la sua versione è apparsa contraddittoria.
Approfondimenti: Canada continua MONDO di Biagio Chiariello31 dicembre 201407: su: http://www.fanpage.it/canada-uccide-otto-persone-tra-cui-due-bimbi-e-si-suicida/ http://www.fanpage.it
2)  Nave con 400 migranti a bordo abbandonata al largo della Calabria
Un mercantile con 400 migranti a bordo è stato abbandonato dall’equipaggio in acque italiane.
Nave con 400 migranti a bordo abbandonata al largo della Calabria.
A quanto pare l’ultima tendenza degli scafisti è quella di abbandonare le navi con i migranti in mezzo al mar Mediterraneo, non prima ovviamente di aver incassato il denaro del viaggio. Dopo il natante abbandonato con mille persone a bordo a largo della Grecia, la Guardia Costiera ne ha individuato un altro – carico di migranti e abbandonato dall’equipaggio – in acque italiane. Nel tardo pomeriggio di ieri sono stati fatti scattare i soccorsi. Il mercantile, lungo circa 60 metri e battente bandiera della Sierra Leone, è stato intercettato da un aereo delle Capitanerie di porto a 80 miglia a sud est di Crotone. Contattato via radio, uno dei migranti ha spiegato che la nave era stata abbandonata senza nessuno al timone. A bordo dell’imbarcazione tra le 400 e le 450 persone, comprese donne incinte e bambini. Le operazioni di soccorso sono state tutt’altro che facili a causa del forte vento e delle condizioni del mare: a coordinarle è stata la centrale operativa della Guardia Costiera di Roma, che ha inviato a bordo anche personale in grado di guidare in sicurezza il mercantile al porto, scongiurando una collisione contro gli scogli. Sul posto è intervenuta la nave militare islandese Tyr, impegnata nell’operazione Frontex. Al momento, viste le avverse condizioni meteo, i migranti non sono ancora stati prelevati e messi in totale sicurezza. L’elicottero HH-139 dell’Aeronautica Militare ha calato a bordo del natante sei uomini in grado di prenderne il controllo vista l’assenza dell’equipaggio (continua su: http: crONACA, ITALIAdi Davide Falcioni 2 gennaio 2015//www.fanpage.it/nave-con-400-migranti-a-bordo-abbandonata-a-largo-della-calabria/#ixzz3NewvSnQW – Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
3) Russia: 17enne picchiato a morte in classe nell’indifferenza di compagni e professore. Credevano fosse gay
Pubblicato il 1 gennaio 2015
Putin, le destre europee e le associazioni cristiane lo ripetono ad ogni piè sospinto: in Russia non c’è alcun problema omofobia e la legge contro la cosiddetta «propaganda omosessuale sui minori» è scritta nell’interesse dei bambini. Peccato che alimentare una paura infondata, provvedere a diffondere disinformazione e alimentare uno stigma sociale difficilmente avrebbero potuto portare ad un epilogo privo di risvolti drammatici.
Sergei Casper aveva solo 17 anni, amava l’arte e tanto era bastato ai suoi compagni per ritenere fosse gay. Ed è così che i suoi compagni l’hanno aggredito e picchiato in bagno. Poi, una volta giunti in classe, hanno continuato ad infierire su di lui, nella piena indifferenza del professore che in quel momento si trovava lì, seduto dietro la sua cattedra.
Il ragazzo è stato legato, preso a calci e pugni e scaraventato su un banco. Quell’impatto gli ha procurato un grave trauma all’esofago che gli ha impedito di continuare a respirare. È morto lì, tra le risate dei compagni, prima che l’ambulanza raggiungesse la scuola.
«I bulli pensavano fosse divertente – racconta Alexander, un amico della vittima – e così hanno deciso di tornare a picchiarlo anche in classe . Nonostante l’insegnante fosse seduto alla sua cattedra, non ha fatto assolutamente nulla per aiutarlo».
L’accaduto è stato ripreso da una telecamera del circuito chiuso della scuola ed è poi stato diffuso dai media internazionali. La scuola ha deciso di espellere tutti gli studenti coinvolti nell’aggressione, pur affrettandosi a sostenere che da loro non ci sia alcun problema legato al bullismo. L’ennesima negazione dell’evidenza dinnanzi ad un giovane che è stato deliberatamente ucciso nell’indifferenza dei compagni e del professore.
Fonte: http://gayburg.blogspot.com/2015/01/russia-17enne-picchiato-morte-in-classe.html#ixzz3Nea4iSCX(tutti i diritti riservati all’autore ad alle testate)
4) Svizzera – Uccisi due bambini di 2 e 5 anni, arrestata la madre a Zurigo
Sarebbe stata la stessa donna svizzera a chiamare la polizia, poi dopo avrebbe tentato la fuga, prima di essere fermata dagli stessi agenti. La vicina: “Litigi in famiglia in passato. Alla madre avevano tolto i figli”. Il fatto è avvenuto a Zurigo.
Uccisi due bambini di 2 e 5 anni, arrestata la madre.
Due bambini di due e cinque anni sono stati uccisi ieri a Flaach, nel canton Zurigo, in Svizzera. La madre è fortemente sospettata di essere l’autrice del doppio omicidio ed è stata arrestata. Nella serata di capodanno, verso le 21.30, è stata la stessa donna a chiamare la polizia dicendo che i suoi due bambini erano morti. Gli agenti e i servizi sanitari si sono recati sul posto. A nulla sono valsi i tentativi di rianimare le due giovanissimi vittime. La polizia, dai primi rilievi effettuati, ritiene che i due bimbi siano stati vittime di un omicidio. C’è da dire che prima dell’arrivo della polizia la madre si era allontanata di casa. La sua fuga è durata comunque poco. Gli agenti l’hanno fermata e arrestata qualche minuto dopo l’inizio delle operazioni di ricerca. Secondo quanto accertato, si sarebbe autoinflitta delle ferite, motivo per il quale non ha ancora potuto essere interrogata. Secondo la portavoce della polizia di Zurigo la donna era nota alle forze dell’ordine per aver commesso atti violenti o per avuto problemi psichici. “Ho visto due salme che venivano portate fuori dall’abitazione”, ha dichiarato a 20min.ch una residente. Stando al suo racconto già in passato vi erano stati litigi all’interno della famiglia. “Alla madre erano stati temporaneamente tolti i figli e il marito era stato in prigione”, ha aggiunto la vicina. (continua su: http://www.fanpage.it/uccisi-due-bambini-di-2-e-5-anni-arrestata-la-madre/#ixzz3Nm6QAWHd)

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5) Bambini nascondono il corpo della mamma morta da giorni: “Temevamo di essere sgridati”
7 gennaio 2015 (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) fanpage.it

La macabra scoperta in Cina, i due ragazzini di 12 e 13 anni portati in un centro per minori.

Due bambini di 12 anni e 13 anni hanno tenuto nascosto in casa il corpo senza vita della madre morta da giorni solo perché temevano di essere sgridati e puniti. È l’agghiacciate storia di solitudine e degrado che arriva dalla Cina e scoperta solo grazie all’arrivo sul posto di un’assistente sociale mandata dal centro di igiene mentale. La donna morta infatti soffriva di disturbi psicologici e periodicamente era soggetta a visite mediche. Quando l’assistente è giunta a casa della donna si è subito accorta che qualcosa non andava per via della puzza e dopo aver interpellato i piccoli ha fatto la macabra scoperta. “Ho chiesto ai bambini dove fosse la mamma e loro mi hanno indicato la camera da letto. Quando sono entrata mi sono subito resa conto che era morta perché la puzza era insopportabile” ha raccontato l’assistente sociale ai media locali, spiegando che i due bambini non avevano rivelato a nessuno della morte della madre giustificandosi con la paura di essere sgridati. Vivevano in una situazione di degrado.

Il padre dei ragazzini era morto tre anni fa e da allora la famiglia viveva in uno stato di povertà e degrado in una casa sgangherata, lottando per la sopravvivenza. La salute della mamma era deteriorata velocemente nell’ultimo periodo e alla fine è morta per malnutrizione. “I conoscenti hanno fatto quello che potevano per lei, ma con i problemi mentali significa che lei non riusciva a trovare lavoro dopo la morte del marito e si sosteneva solo con quanto le davano i parenti che sono anche loro poveri” hanno spiegato le autorità confermando che i due piccoli sono stati portati in un centro di assistenza. (continua su: http://www.fanpage.it/bambini-nascondono-il-corpo-della-mamma-morta-da-giorni-temevamo-di-essere-sgridati/#ixzz3OFC07AqM)

Questo articolo dovrebbe far vergognare noi adulti e l’esempio è dei bambini che di fronte alla morte della mamma non sanno cosa fare, sono desolati sperduti in una ridda di emozioni e soprattutto soli a decidere su un evento così tragico ed agghiacciate per loro, che li aveva bloccati, orfani e soli, con il cadavere della loro mamma in casa: una vita futura che era come un temporale che stava già abbattendosi e schiantando tutto quello che poteva, suscitando paura nei loro cervelli e impotenza ad agire. Vivevano di carità dei parenti e quindi la loro vita e il loro sostentamento dipendeva dai parenti, che in quel momento non erano presenti per intervenire. Se è anche un caso estremo di abbandono del mondo sociale, ricordiamo che loro sono nostri fratelli disperati e bisognosi di affetto, amore che non devono avere avuto, abbandonati come si abbandona un cane o un gatto per la strada perché da fastidio o non ci fa più divertire.
6) Nuovo massacro di Boko Haram in Nigeria, si temono 2000 morti
Nuova strage dei miliziani integralisti di Boko Haram, in Nigeria. La BBC, citando fonti militari, ha riferito di un secondo attacco contro Baqa, città del nord-est del Paese, già devastata domenica.
Nuovo massacro di Boko Haram in Nigeria, si temono 2000 morti. La città “è completamente devastata, le case date alle fiamme”: è quanto scrive la BBC citando un ufficiale militare per descrivere l’ennesima strage compiuta dai miliziani integralisti di Boko Haram in Nigeria. I miliziani hanno assaltato la città di Baga, nel nordest del Paese, per la seconda volta: dopo l’attacco di domenica e dopo aver assaltato e invaso una base militare della Multi-National Joint Task Force, i jihadisti hanno attaccato una seconda volta la città mercoledì dandole fuoco. Secondo quanto hanno riferito testimoni alla BBC, ci sarebbero almeno “duemila persone uccise” e nelle vie di Baga “i cadaveri giacciono sulle strade”. Testimoni hanno riferito all’agenzia France Presse che oltre a Baga sono stati distrutti altri 16 villaggi sulle sponde del lago Ciad, sempre nel nordest del Paese e al confine con l’omonimo Stato. Avrebbero visto una quantità enorme di corpi senza vita adagiati sulle strade della città. I miliziani integralisti di Boko Haram, che hanno dato il via alla loro campagna militare per creare uno stato islamico nel 2009, controllano ormai il 70% dello stato di Borno e molti villaggi nel nord est del paese. Solo nel raid di ieri i morti sarebbero stati un centinaio. La stima complessiva delle vittime di Baqa, non confermata, è stata fatta sulla base di quanto raccontato dai parenti.
Boko Haram minaccia presidente Camerun – Nei giorni scorsi il capo di Boko Haram, Aboubakar Shekau, in un lungo messaggio video pronunciato in arabo, ha minacciato Paul Biya, il presidente del Camerun, il Paese entrato nel mirino della setta islamica. Nel video di 17 minuti  apparso su Youtube, il capo di Boko Haram minaccia Biya affermando che “se non metti fine al tuo piano malefico, vai dritto verso la stessa sorte della Nigeria”. “I tuoi soldati – aggiunge Shekau – non possono niente contro di noi”. (continua su: http://www.fanpage.it/massacro-di-boko-haram-in-nigeria-morti-baqa/#ixzz3OQxRFe7t– (tutti i diritti all’autore ed alla testata)
7) Abusi su minori e sesso di gruppo in parrocchia: arrestato sacerdote a Roma
Un sacerdote dei Parioli è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina. (Enrico Tata 02.01 2015 fanpage.it – Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
Un sacerdote di 46 anni, ora parroco di una chiesa nel quartiere romano dei Parioli, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina. Era stato nominato a settembre 2013 parroco nella chiesa San Luigi Gonzaga in via di Villa Emiliani ai Parioli. Ma all’estero era già ricercato perché colpito da un ordine di carcerazione emesso dalle autorità argentine. L’arresto del sacerdote è scattato nel pomeriggio dello scorso 31 dicembre, poche ore prima di Capodanno. Secondo quanto si è appreso, il prete è ritenuto responsabile di aver corrotto dei minorenni ed averne abusato sessualmente all’interno dei locali parrocchiali quando esercitava le sue funzioni in una chiesa argentina della provincia di Salta, alle pendici delle Ande, nord ovest dell’Argentina, inducendoli anche a praticare sesso di gruppo. Gli abusi sarebbero avvenuti alcuni anni fa. (continua su: http://roma.fanpage.it/abusi-su-minori-e-sesso-di-gruppo-in-parrocchia-arrestato-sacerdote-a-roma/#ixzz3NqGaQ2Bi http://roma.fanpage.it – tutti i diritti all’autore e alla testata)
8) Nigeria: finto studente si fa esplodere al liceo, 48 ragazzi morti
L’attentato non è stato ancora rivendicato, ma è probabile che si tratti dell’ennesimo attacco del gruppo fondamentalista Boko Haram. Tutte le vittime avevano tra gli 11 e i 20 anni d’età.
Nigeria: finto studente si fa esplodere al liceo, 48 ragazzi morti.
Si è mischiato agli studenti e si fatto saltare in aria in una scuola nel nordest della Nigeria. Bilancio tragico: 48 morti e 79 feriti, secondo quanto ha riferito il portavoce della polizia Emmanuel Ojukwu a Xinhu, che ha comunque precisato che il numero delle vittime al momento non è ufficiale. L’attentato kamikaze è avvenuta al collegio-liceo pubblico di Potiskum, la capitale economica dello Stato Yobe. “Stavamo aspettando l’intervento del preside, intorno alle 7.30, quando abbiamo sentito un rumore assordante e sono caduto, la gente ha iniziato a gridare e correre, ho visto sangue su tutto il mio corpo”, ha raccontato il 17enne Musa Ibrahim Yahaya, ricoverato nell’ospedale locale con ferite alla testa. Sembra che tutte le vittime abbiano tra gli 11 e i 20 anni d’età. “Stiamo ancora ricevendo feriti dalla scuola, che si trova a poca distanza da qui”, ha detto un medico del Potiskum General Hospital. “La nostra priorità adesso è salvare i feriti, quindi non abbiamo ancora cominciato la conta dei morti”.
Sospetti su Boko Haram
Immediatamente i sospetti sono ricaduti su Boko Haram, visto che Yobe è uno dei tre Stati nigeriani in cui vige lo stato d’emergenza deciso dal governo di Abuja per far fronte alle violenze del gruppo jihadista che punta a creare un “califfato” islamico nel nord della paese africano. Boko Haram ha peraltro tra i suoi bersagli preferiti proprio le scuole, simbolo dell’influenza culturale dell’Occidente. Va comunque detto che al momento non risultano rivendicazioni. Recentemente il gruppo islamista ha sequestrato almeno altre 60 ragazze in Nigeria. Le donne sono state portate via da due villaggi dello stato di Adamawa, nel Nordest del Paese, nel corso di alcune incursioni armate dei suoi guerriglieri. (continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-finto-studente-si-fa-esplodere-al-liceo-48-ragazzi-morti/#ixzz3OJJYLlQV – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
9) Nigeria: Boko Haram, 40 ragazzi rapiti in un villaggio della Nigeria
F. Q. | 3 gennaio 2015 IlFattoQuotidiano.it / Mondo(tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
L’episodio è stato raccontato da alcuni testimoni sul posto: un gruppo di uomini armati sospetti combattenti della setta islamista radicale ha portato via i giovani tra i 15 e i 23 anni. Intanto i parenti delle 200 ragazze rapite nei mesi scorsi hanno chiesto aiuto all’ONU. Quaranta ragazzi, secondo alcuni testimoni sul posto, sono stati rapiti da presunti militanti di Boko Haram in un remoto villaggio del nordest della Nigeria. Un gruppo di uomini armati, sospetti combattenti della setta islamista radicale, è arrivato a Malari. Nessuno ha sparato, né ucciso. “Hanno portato via 40 giovani, in gran parte di età compresa tra 15 e 23 anni”, ha raccontato un testimone, spiegando che nel villaggio non è rimasto nessun giovane.
Il gruppo terrorista di Boko Haram è noto per i sequestri di massa. I ragazzi sono usati come combattenti, le ragazze come schiave sessuali. Il caso più noto è quello delle 200 studentesse rapite da una scuola e di cui si sono perse le tracce. I loro parenti hanno perso la speranza che il governo le ritrovi e le salvi, e hanno fatto appello per avere aiuto dall’ONU. Un gruppo che rappresenta i familiari delle rapite, ha riferito una portavoce dei genitori, Bukola Shonibare, ha incontrato il mese scorso funzionari di Un Women (Ente dell’ONU per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile), il capo della missione dell’ONU in Nigeria e funzionari dell’ufficio dell’ONU nell’Africa occidentale.
Il gruppo si è rivolto inoltre all’Unicef. “Se il governo non è in grado di agire, chiediamo all’ONU di intervenire e aiutarci, e se loro rifiuteranno, semplicemente non sapremo cosa fare”, ha detto a Reuters il reverendo Enoch Mark, le cui due figlie sono state rapite. A otto mesi dal sequestro, avvenuto nella città di Chibok, nello Stato nordorientale di Borno, i genitori delle studentesse non sanno ancora quali azioni abbia adottato il governo nigeriano per ritrovare le ragazze.

10) Bambina kamikaze in mercato, cintura esplosiva azionata da remoto, 19 morti.

10 gennaio 2015
http://www.intopic.it/notizia/fanpage(tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
Una bambina di circa 10 anni si è fatta saltare in aria in un affollato mercato di Maiduguri, nel nord-est della Nigeria. Lo hanno riferito la Croce Rossa e fonti della sicurezza riprese dall’informazione locale. Il bilancio è di almeno 19 morti e 18 feriti. Finora non c’è stata rivendicazione ma le autorità locali ritengono che si tratti dell’ennesimo attacco compiuto dagli integralisti islamici dell’organizzazione jihadista Boko Haram.
MONDO di Susanna Picone11 gennaio 2015
Orrore in Nigeria: altre due bimbe imbottite di esplosivo in un mercato.
Nuovo orrore in Nigeria. Dopo il primo caso della bambina fatta saltare in aria nella città Maiduguri, altre due bimbe sono morte in un mercato di Potiskum, nello stato nord-orientale di Yobe. Il bilancio dell’attentato suicida [si fa per dire, N.d.A.] – drammaticamente provvisorio – è di almeno quattro morti e 26 feriti. Le bambine si sarebbero fatte saltare in aria o qualcuno, probabilmente, ha azionato a distanza la cintura esplosiva che nascondevano sotto i vestiti in un mercato a Potiskum. Secondo un testimone, il mercato è stato devastato da due deflagrazioni e le attentatrici dimostravano – come l’altra bambina-kamikaze che ha causato la morte di venti persone a Maiduguri – non più di 10 anni. La città di Potiskum è stata frequentemente attaccata dal gruppo sunnita jihadista Boko Haram. I due attentati con bambine kamikaze arrivano in Nigeria a pochi giorni dal terribile massacro di Baga, dove i terroristi di Boko Haram avrebbero ucciso centinaia di persone.
Nigeria chiede cooperazione internazionale contro Boko Haram – Un massacro – il bilancio delle vittime non è ancora stato accertato, ma secondo alcune fonti i morti potrebbero essere anche 2.000 – che ha spinto l’esercito nigeriano a sollecitare la cooperazione internazionale contro Boko Haram. “L’attacco alla città (di Baga) di questi cani e quanto hanno compiuto dal 3 gennaio 2015 dovrebbe convincere tutte le persone ben intenzionate del mondo che Boko Haram rappresenta il male che dobbiamo eliminare tutti insieme, piuttosto che criticare quanti cercano di combatterli”, è quanto ha detto il portavoce del ministero della Difesa, Chris Olukolade. Il ministero ha aggiunto che l’esercito nigeriano non ha abbandonato Baga e le altre zone controllate dai terroristi e ha parlato di “piani appropriati, uomini e risorse mobilitati per affrontare la situazione”. (continua su: http://www.fanpage.it/orrore-in-nigeria-altre-due-bimbe-imbottite-di-esplosivo-in-un-mercato/#ixzz3OctBryzb– tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)

E sono tre le bimbe che quell’assassino schifoso di Boko Haram fa suicidare: tre bambine (ne ha fatte saltare in aria altre qualche tempo fa) e non ha nessuna remora a fare questi eccidi. Non sono piloti giapponesi degli aerei zero, ma bambine ingenue, probabilmente non consapevoli che andavano incontro a morte certa, perché c’era qualche mano assassina e lurida che avrebbe azionato l’esplosivo che avevano addosso. Veramente chi fa questi lerci e osceni omicidi deve essere carico di captadon (la triplice anfetamina specie africana e mediorientale che toglie ogni capacità di critica e di ragionamento: si compiono i massacri come se niente fosse; anche in Libia gli italiani che erano in appoggio strategico notavano comportamenti strani dei combattenti, erano carichi di quella droga diffusa soprattutto negli eserciti islamici (si chiama “captagon” la pillola dei tagliagole (…) e si chiama captagon la droga dell’ISIS che fa “uccidere con il sorriso”) Come riferisce in un suo articolo sul quotidiano “Il Giornale”, Gian Micalessin, con la pillola captagon “si sgozza e si massacra con il sorriso sulle labbra e il vuoto nella testa”.

Questa tremenda vigliaccata, gridiamo e facciamola conoscere bene a tutti soprattutto ai politici di tutto il mondo (Giusti diceva _in tutt’altre faccende affaccendati, in queste cose sono morti e sotterrati) che si facciano carico per fermare quel mostro disumano chimico e per aiutare i soldati che si combattono nel medio oriente, in Africa ed anche in Italia ed altri paesi a smetterla e così far diminuire le atrocità che sono commesse con il captagon in corpo. Politici di tutto il mondo che avete o non avete figli fermate quei delinquenti e chi gestisce la produzione di quella nuova (mica tanto è in circolazione dal 1961) e terribile droga somministrata proprio ai soldati per renderli più feroci.

Stragi di minori accompagnano già l’Anno Nuovo/Children Slaughters and the New Year: No Change

Stragi di minori: nulla è cambiato
L’inizio della relazione non era questo, ma quanto riportato più sotto; però non si può tacere una terribile notizia.
Attualissimo l’aumento di mamme o papà che uccidono i loro figli ed il numero di figli uccisi che aumenta, figli e minorenni anche di pochi mesi.
Strage a Roma:  mamma uccide due figli e si suicida | Fanpage
www.fanpage.it/roma-mamma-e-bimbi-trovati-morti-in-casa/
New York, madre uccide di botte la figlia di 4 anni per aver rovesciato a terra una crema (continua su: http://www.fanpage.it/new-york-madre-uccide-di-botte-la-figlia-di-4-anni-per-aver-rovesciato-a-terra-una-crema///www.fanpage.it)
27 ott 2014 – La donna è stata trovata nella vasca da bagno con un taglio alla gola. Ferite di arma da taglio sui corpi dei piccoli. Una terza figlia in gravi …
21 mar 2014 – HOMEPAGE > Lecco > Lecco, mamma uccide le tre figlie. …. di una madre che armata di coltello ha posto fine alla vita delle sue tre figlie.
05 ago 2014 – Uccide la moglie e le tre figlie dopo una lite, poi si spara … I corpi sono stati trovati l’indomani dalla madre di Shauna. La domenica mattina …
Uccisione in Australia di otto figli presumibilmente  da parte della madre (Fanpage) Arrestata la madre degli otto bambini trovati morti ieri in una casa di Cairns, nell’Australia settentrionale. La donna, 37 anni, era stata rinvenuta nell’abitazione con ferite da coltello al collo e alla parte superiore del corpo. Ora è piantonata dalla polizia in ospedale (Continua su: http://www.fanpage.it/strage-di-bambini-in-australia-arrestata-la-madre/#ixzz3NDNGIpgz)
http://www.fanpage.it
Natale tragico in Messico. In una casa di Ecatepec, alla periferia di Città del Messico, si è consumata una vera e propria strage. Secondo la ricostruzione della polizia locale, un militare si è impiccato dopo aver ucciso una donna e 6 minori (4 maschi e 2 femmine)(in topic .it. diritti riservati).
Terribile tragedia a Macerata. La madre uccide il figlio di 13 anni dopo la cena di Natale. E con i carabinieri si “giustifica” così: http://fanpa.ge/dZhpK.
Non si vuole introdurre nessuna statistica pubblicata su giornali e riviste da parte di esperti;  resta il fatto grave che i genitori non amano più i figli, né li riconoscono come loro io futuro da far evolvere per la continuazione della specie con caratteristiche anche genitoriali. I padri e le madri sono più interessati al contorno sociale della famiglia ed intrafamiliare e non hanno più il senso dell’educazione dei figli; in parte spinti dalle evoluzioni in peggio della società medesima, che accetta in modo indiscusso ogni banalità mediatica, o vere e proprie aggressioni morali/spirituali, e sono spinti da un richiamo sempre mediatico di ogni tipo che li dissocia e li pilota verso abissi psichiatrici. Non c’è più lo spirito di sacrificio: questo resta solo retaggio della gente che fa fatica a vivere in ogni senso; c’è solo l’immagine che si dà al mondo, non quanto valore si ha in noi stessi. E così ogni scossa diventa terremoto mentale e ogni abuso è lecito per l’egoistica sopravvivenza del nostro io, che ormai è diventato un burattino ed è quello che vuole il governo ombra che stringe i suoi tentacoli dove può estendersi e soprattutto ridurre l’umanità, fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, ovvero non sono tornate le streghe, ma il Male in assoluto, il demonio vero e proprio che si sta scatenando alla grande.
Anche la Natura sembra riguadagnare quanto l’uomo le ha tolto se si considerano quei tre asteroidi che passano vicini, e non al nostro mondo, e mettono una certa preoccupazione anche se sembrano non in rotta di collisione. Molti  sono gli esperti che ci dicono che siamo oltre le nostre aspettative, che abbiamo superato il limite previsto per quest’anno: la terza guerra mondiale frammentata che si svolge sotto i nostri occhi lontani e la rivincita della natura non sono meno preoccupanti, alcuni virus/batteri come l’ebola o la yersinia pestis (il bacillo della peste può essere considerato come uno dei batteri più patogeni esistenti attualmente sulla Terra – Carniel, 2002) fanno già  vittime che i media non ci riportano: questi seguono passo passo i dettami dei politici che ci vogliono tenere non tranquilli, ma soggiogati a loro, che “comandano”e che secretano quello che la gente dovrebbe sapere a costo di provocare paure diffuse.
Ricordiamo che un vaccino antiinfluenzale di qualche settimana fa fu incriminato ed iniziò il conteggio dei morti del dopo vaccino; poi il conteggio si fermò dopo qualche giorno improvvisamente perché il Ministro della Sanità disse che non c’entravano nulla i morti col vaccino e così si chiuse una storia senza pubblicare il parere degli esperti: dai media sparirono i conteggi; tutto fermo, ma alcuni amici maligni mi raccontarono un’altra versione straconosciuta.
5/12 (tutti i diritti all’autore ed alle testate) “Islamisti di Boko Haram hanno circondato nel tardo pomeriggio di ieri un villaggio nel nordest della Nigeria e gridando «Dio è grande» hanno cominciato a sparare e a dare fuoco alle case. Il numero dei morti e soprattutto dei bambini morti non si conosce ancora, ma aspettiamo, la fonte locale non è in grado di stabilire quanti”. E avanti i dati della Siria e di altre nazioni (Iran, Libano ed altri Paesi limitrofi) non sono più pubblicati, grandi paginoni sui politici formato gigante e le leggi che partoriscono (non vorrei ricordare quel detto latino che “ la montagna ebbe grandi doglie e partorì un topolino”). E i bambini poveri o rom scriveranno a Babbo Natale… Oh, scusate, ci si sta muovendo per non scrivere più con le mani (il sottoscritto pensava che scriveremo coi piedi): invece si scrive digitalmente e lo scritto a mano sarà surclassato dal gender ed altre promozioni portate avanti dagli alti organi istituzionali. E il tutto farà crescere bene il bambino secondo queste innovazioni, mentre la paura nascosta è che peggioreremo il loro futuro, proprio come vogliono certi VIP mondiali che promuovono la dequalificazione mondiale dell’umanità (quella che sta sotto loro) ed il “Doomsday Clock”, un orologio simbolico creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago nel 1947, segna mezzanotte meno cinque e non c’è da stare allegri.
Questo blog  riguarda i bambini ed è vero, è terrificante quello che si pubblica, come se si fosse dei disperati depressi che non fanno altro che cercare notizie di morti torture, soffocamenti, fuoco e quant’altro proprio sui bambini: maltrattamenti all’infinito. Tutto questo ci sconvolge, ma ci abitua a non considerare più il peggio che la natura ci sta preparando e proprio i bambini che muoiono prima di nascere per mano  dell’uomo e l’infanticidio prenatale che sembra prendere piede, dei genitori e/o adulti che sembra abbiano acquisito la mania di uccidere i figli o comunque minori: attualmente  in Italia, Belgio e India.
Poi non contiamo più quelli che muoiono nelle guerre del Medio Oriente ed in Africa: quasi sempre le cifre sono confuse, ma stranamente quei volontari che non finiscono a pezzi e riescono a tornare ai loro Paesi non dormono più per le atrocità che hanno visto. Ciò non succede alla moltitudini di politici e amministratori che quasi giornalmente e con vergogna di tutti gli italiani sono arrestati per corruzione ed altri delitti similari; non ci sono regioni indenni, casi sempre più numerosi gruppi in cordata per acquisire appalti spesso di opere (vedi porto di Molfetta), quasi mai eseguiti e coi costi che salgono in continuazione e vanno a rimpinguare gente corrotta che amministra città, regioni opere come l’Espo e altre opere mai finite ed abbandonate che compaiono sulla TV, ma ormai il patatrac è fatto e i soldi non sono stati spesi per aiutare gli italiani, ma la feccia degli italiani che ormai ha propaggini come le piovre.
Ma riconcentriamoci sui minori di cui si leggono giornalmente maltrattamenti, se non assassini, come in Australia, con8 bambini, sembra, uccisi dalla loro madre, o a Parigi, dove 4 bambini fra i pochi mesi fino ai quindici anni sono stati rinchiusi dai genitori in casa e mai fatti uscire a giocare o a vivere la loro vita. Oscenità senza nome e senza dignità, bambini in mano a delinquenti comuni e nessuno che se ne accorge: solo quei bambini che subiscono da piccoli martiri che non saranno mai considerati tali, ma che presto passeranno nel dimenticatoio: non dimentichiamoli mai, ricordiamoci di loro, oltre al maltrattamento italiano che ormai ci pervade. Le TV ci continueranno a mostrare tediosi dibattiti tra politici che parlano, parlano e lasciano tutto come prima se non peggio di prima, ed uccisioni (tra le decine di bambini uccisi all’anno diventano lo show quotidiano di ogni trasmissione); non c’è più pudore nemmeno per quel bambino che purtroppo diventa un caso da sviscerare e da sminuzzare in tanti ragionamenti inutili e futili, nessuna pietà nemmeno per quel bimbo,ma assalto mediatico infinito ed impietoso.
1) Pakistan, attacco dei talebani a scuola. È strage di bambini: 140 morti e 80 feriti
di Biagio Chiariello 16 dicembre 2014 da Fanpage.it (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
L’attentato è avvenuto in un istituto pubblico gestito dall’esercito. Si tratterebbe di una vendetta dei terroristi contro un’operazione messa a segno dalle truppe pakistane contro gli stessi miliziani. Ci sarebbero anche 80 feriti gravi.                                                                                                                                                    L’angosciante conferma arriva sia da fonti sanitarie che dalla polizia. Almeno 126 persone – tra cui 84 bambini – sono rimaste uccise, e si contano anche un’ottantina di feriti gravi, secondo la rete NDTV, nel sanguinoso attentato compiuto stamane dai talebani pakistani contro una scuola militare che ospita studenti tra i 7 ed i 14 anni a Peshawar nel Pakistan nord-occidentale. Il drammatico bilancio è stato confermato in una conferenza stampa dal governatore della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, Pervez Khattak. È stato già decretato il lutto provinciale per tre giorni, mentre il premier Nawaz Sharif avrebbe lasciato Islamabad per Peshawar per prendere in mano il coordinamento delle operazioni. La situazione comunque potrebbe essere ancora più tragica, visto che, secondo NdTv, nell’istituto al momento dell’attacco c’erano almeno 500 allievi tra i 10 e i 18 anni, ma non è ancora precisato il numero di persone rimaste in ostaggio dei talebani.
I talebani confermano l’attacco:  “Ci siamo vendicati”.
Il governatore provinciale ha parlato di un numero tra gli otto e i dieci militanti che hanno attaccato la Scuola pubblica militare. Mentre il portavoce dei Talebani Muhammad Khorasani  ha fatto sapere che gli uomini entrati nell’edificio comprendono anche ”attentatori suicidi. E’ stato dato loro l’ordine di uccidere gli studenti più grandi, ma non i bambini”. A scatenare l’attacco è stata la vendetta per l’operazione lanciata dall’esercito pakistano contro i miliziani nel Nord Waziristan e nella Khyber Agency. L’istituto che si trova in Warsak Road nella zona nord occidentale di Peshawar fa parte delle 146 scuole pubbliche gestite dall’esercito in Pakistan per i bambini dei militari e dei civili. I miliziani si sarebbero, infatti, introdotti nella struttura indossando l’uniforme dell’esercito. In queste scuole gli studenti hanno un’età compresa tra i 7 e i 18 anni. Tra le insegnanti ci sono spesso le mogli di militari. “L’esercito sta cercando di riportare la situazione sotto controllo”, ha detto un alto funzionario del governo a Dawn News. “L’operazione è attualmente in corso.”                                                                                                                                                                 
Il racconto di un insegnante scampato alla strage                                                                                                             
Waqar-Ullah Khattack è uno degli insegnanti della scuola di Warsak Road ed oggi aveva in programma una verifica. Erano circa le 11 (ora locale, le 7 in Italia) quando ha sentito dei colpi di AK47 e delle esplosioni di granate e, insieme ai colleghi, ha detto immediatamente agli studenti di abbandonare la struttura. Dopo meno di un’ora sono stati tratti in salvo da un commando dell’esercito. Nel percorso che li ha portati fuori dalla scuola, ha visto i corpi di almeno sette bambini morti. “Non ho parole per questo tipo di terrorismo, sono mentalmente turbato, davvero troppo” ha detto.                                                                                                          Le reazioni “Bambini, bambini uccisi, bambini uccisi a scuola. Inconcepibile. Il mondo deve reagire all’orrore”. Così Matteo Renzi  ha commentato la strage su Twitter. “La notizia dal Pakistan è profondamente scioccante. È orribile che dei bambini siano stati uccisi solo perché andavano a scuola”, ha scritto sempre su Twitter il premier britannico, David Cameron. (www.fanpage.it)
2) Yemen:  attacco a milizie sciite, 25 morti, 15 bambini
I piccoli erano a bordo di uno scuolabus  (tutti i i diritti riservati ad inTopic.it)
Almeno 25 persone, tra cui 15 bambini, sono rimasti uccisi oggi in Yemen in un attentato contro una postazione delle milizie sciite a Rada, nel centro del Paese. I bambini erano a bordo di uno scuolabus di passaggio dal luogo dell’attacco, con un’autobomba, il cui obiettivo era la casa di Abdallah Idriss, un capo della milizia Ansaruallah.
3) Scomparso da 4 anni: era stato segregato dal padre dietro un muro
Una storia incredibile che arriva dalla Georgia: Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata (fanpage.it 30/11/2014)
Un tredicenne è riuscito a salvarsi grazie a delle segnalazioni giunte alla polizia. Era stato segregato in una finta parete: 5 persone in arresto, fra cui i 3 figliastri dell’uomo. Scomparso da 4 anni: era stato segregato dal padre dietro un muro. Aveva denunciato la scomparsa del figlio 4 anni addietro, ma in realtà lo aveva segregato dietro una finta parete nella sua casa della Contea di Clayton, nei pressi di Atlanta. Per questo motivo Gregory Jean, di 37 anni, è stato arrestato assieme ad altre 4 persone (tra cui la sua nuova compagna ed i suoi tre figli minorenni), che erano al corrente delle tremende condizioni in cui era tenuto il figlio dell’uomo. La dinamica con cui si è giunti alla sua liberazione è ancora poco chiara e, come riportano i media statunitensi, sono ancora molte le questioni in sospeso (alle quali si cercherà di dare una risposta nelle prossime ore, anche attraverso l’interrogatorio del ragazzino). Da una prima segnalazione dei servizi sociali, infatti, i poliziotti si erano recati nell’appartamento ma non avevano notato particolari stranezze e nessuno degli occupanti aveva dichiarato di sapere dove fosse il ragazzino. Qualche ora dopo, però, ai poliziotti è giunta una seconda chiamata con informazioni più dettagliate sul nascondiglio del ragazzino: così con una nuova perquisizione si era riuscito a mettere fine ad un incubo durato 4 anni. Stando a quanto riportato dall’ufficiale di polizia, decisiva sarebbe stata una chiamata fatta dallo stesso ragazzino alla madre (che vive in un altro stato), la quale avrebbe così fornito dettagli più precisi ai poliziotti mettendoli nelle condizioni di liberare il figlio. Molti sono però i particolari poco chiari, dal momento che non si capisce come mai, ad esempio, pur essendo nelle condizioni di telefonare, il ragazzino non avesse chiesto aiuto molto prima (e ancora tutta da chiarire è la posizione della madre naturale). (continua su:  http://www.fanpage.it/scomparso-da-4-anni-era-stato-segregato.http://www.fanpage.it)
4) Unicef, il 2014 è l’anno del terrore:  15 milioni di minori sono stati coinvolti nelle guerre
martedì 9 dicembre 2014 Di Maria Romano (tutti i dirittti riservati all’autore ed a alla testata)
www.clandestinoweb.com
 Il 2014 è stato definito l’anno del terrore e della disperazione per molti, anzi moltissimi bambini, che hanno dovuto fare i conti con l’aumento dei conflitti che si sono manifestati nel mondo. Il rapporto Unicef stima come ben 15 milioni di minori siano stati direttamente coinvolti nelle guerre in corso in Centrafrica, Iraq, Sud Sudan, Palestina, Siria e Ucraina.
Bambini Palestina Israele
La stima cresce se si guarda al numero complessivo, e dunque a livello globale: sono 230 milioni i bambini che vivono attualmente nei Paesi e nelle aree in cui sono in corso conflitti armati. “E’ stato un anno devastante per milioni di bambini. Molti di loro sono stati uccisi mentre erano a scuola, e durante il sonno, o sono rimasti orfani, sono stati rapiti, torturati, reclutati come soldati, violentati e venduti come schiavi. Mai nella storia recente così tanti bambini sono stati sottoposti ad una tale brutalità”, ha spiegato il direttore di Unicef, Anthony Lake. In Siria ad essere stati colpiti dal conflitto oltre 7,3 milioni di bambini, negli Stati Uniti si sono verificati almeno 35 attacchi contro le scuole, che hanno ucciso 105 bambini e ne hanno feriti altri 300. Infine in Iraq 2,7 milioni di piccoli sono vittime del conflitto, e 700 minori sono stati mutilati, uccisi o giustiziati nel corso di quest’anno.
5) Cina, neonato scaricato nel water dalla madre: si salva miracolosamente
È un ennesimo caso (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) – Fanpage.it 09/12/2014
Un neonato è sopravvissuto dopo essere finito nello scarico di una toilette poco dopo essere venuto alla luce. Il fatto è avvenuto nel nord-ovest della Cina, a Suide County, nella provincia di Shaanxi. Un passante ha sentito le grida del bimbo e ha chiamato i servizi di emergenza che l’hanno rinvenuto in una pozza di acqua sporca. Xiaoxiao (‘piccolissimo’) se l’è cavata con pochi graffi, ed è ora ricoverato in ospedale, mentre la polizia sta cercando sua madre. “E’ stata davvero una corsa contro il tempo perché il bambino sarebbe potuto finire con la faccia nell’acqua sporca e annegare, ha detto Li Zhi, caposquadra dei vigili del fuoco di Suide Conty, al Daily Mail. I medici dicono che Xiaoxiao è perfettamente sano e che non si aspettano che possa soffrire di eventuali complicazioni a causa della sua particolare venuta al mondo. Il suo caso ricorda in maniera drammatica quello del maggio 2013, sempre in Cina, dove un neonato è stato miracolosamente salvato dopo essere rimasto incastrato per ore in un tubo di scarico di dieci centimetri di diametro. Il bambino era stato gettato dalla madre nel water in un appartamento al quarto piano di una palazzina di Jinhua, città nella provincia orientale cinese di Zhejiang.
6) Nigeria: Boko Haram compie stragi, decine di morti. Arrestata 13enne con cintura esplosiva.
Pubblicato l’11 dicembre 2014 22:01 | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2014 22:01 di Redazione Blitz Quotidiano(tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate)
 Ancora orrori in Nigeria. È una scia di sangue quella che segna il Paese africano, martoriato da attentati e attacchi che si susseguono senza sosta, quasi tutti con la firma dei jihadisti di Boko Haram. Un doppio attentato in un mercato a Jos, nel centro del Paese, ha causato oggi 11 dicembre 31 morti, mentre ieri sera due attentati suicidi, entrambi compiuti da donne, in un mercato di Kano, avevano fatto quattro morti.
E sempre a Kano, è stata evitata un’ennesima strage con l’arresto di una ragazzina di 13 anni che indossava una cintura esplosiva. Si tratta dello stessa città, nel nord del Paese, in cui il 29 novembre un sanguinoso attacco aveva causato 120 morti. Mentre ieri un ulteriore raid attribuito ai miliziani islamici di Boko Haram nella non lontana Gajiganna ha lasciato sul terreno 11 morti. Le esplosioni che oggi hanno colpito Jos sono avvenute in un mercato dopo le 18.00, vicino al luogo dove lo scorso maggio un attacco simile aveva già ucciso almeno 118 persone. Le vittime tuttavia, sottolineano le autorità, potrebbero aumentare: “Attualmente sono stati individuati 31 corpi, ma i soccorritori sono ancora sul posto”, ha detto Pam Ayuba, portavoce del governatore dello stato di Plateau, Jonah Jang, di cui Jos è la capitale.
Neanche un’ora prima, un’adolescente di 13 anni era stata bloccata a Kano dalla polizia alla periferia della città mentre cercava di introdursi in un ambulatorio con l’armamentario esplosivo d’una piccola terrorista kamikaze (o più probabilmente di una bomba umana inconsapevole). “È arrivata in compagnia di un uomo di 30 anni”, ha riferito un infermiere della clinica. L’arresto della ragazza segue di poche ore due attentati suicidi che hanno causato la morte di quattro persone. Attentati compiuti entrambi ieri sera da donne nel mercato di Kantin Kwari a Kano e poi rivendicati da Boko Haram. Le donne kamikaze, che nascondono esplosivi sotto il loro lungo hijab, o a volte portandoli negli zaini, sono del resto sempre più spesso coinvolte in attacchi attribuiti alla sanguinaria setta islamica. Kano, grande città di 10 milioni di abitanti a maggioranza musulmana del nord della Nigeria, era stata investita appena il 29 novembre da un altro sanguinoso attacco (almeno 120 i morti) condotto da un commando terrorista nella Grande Moschea locale, per colpire il simbolo di un Islam tradizionale e non integralista.
7) Bullismo: bimbo picchiato a scuola da coetanei, gli insegnanti non reagiscono
di Stefania Arpaia del 25/11/2014 in Cronaca ed in Topic.it (tutti i diritti riservati alle testate ed autori)
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Bari. È stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Bari, in seguito alla denuncia sporta dai genitori di un bambino, vittima di bullismo. Il piccolo, di 7 anni, era in palestra quando sarebbe stato preso di mira da due o tre coetanei che avrebbero iniziato a malmenarlo. La scena sarebbe accaduta davanti agli occhi degli insegnanti che non avrebbero fatto nulla per fermare la violenza dei ragazzini. Si potrebbe pensare ad una banale lite tra bambini, ma la vicenda ha avuto conseguenze molto più gravi. Colpito alla testa con calci, pugni e birilli di legno, il bambino ha riportato un trauma cranico ed ecchimosi su tutto il corpo. In base a quanto riferito da alcuni testimoni, sembrerebbe che il piccolo abbia perso i sensi per pochi minuti. Tornato a casa, non ha raccontato l’accaduto ai genitori, ma era palesemente impaurito e aveva difficoltà ad addormentarsi. Continuamente colto da crisi di panico, il mattino seguente è stato portato all’ospedale Giovanni XXIII, dove ha confidato gli atti di violenza subiti ad uno psicologo. Il medico legale che lo ha visitato ha riscontrato sulla sua schiena lividi compatibili con l’impronta di scarpe di bambini di 7-8 anni. La vicenda è accaduta lo scorso 21 ottobre 2014, in un istituto scolastico di Mola di Bari. I genitori vogliono giustizia e, assistiti dal legale Nicola De Feudis, chiedono un risarcimento all’istituto. Nel frattempo, il piccolo sta compiendo un percorso terapeutico ed è stato trasferito in un’altra scuola.
8)Accusati di pedofilia, erano innocenti: assolti dopo 16 anni, ma famiglia distrutta
Di Redazione, il 6 dicembre 2014 Bassa Modenese. Non erano pedofili e satanisti | Tempi.it Giuseppe Furlanetto ed inTopic.it (tutti i diritti riservati alle testate ed autori)
 Il 12 novembre 1998, in piena notte e tra urla disperate, i loro quattro bambini erano stati portati via dalle forze dell’ordine. L’accusa per i due genitori, Lorena e Delfino Covezzi, era di far parte di una banda criminale di pedofili satanisti. Per sedici anni da quel giorno non hanno più potuto vedere i loro figli (la più piccola aveva 3 anni, la più grande 11) cui nel frattempo è stato raccontato di quei due genitori orchi, responsabili di violenze inaudite, orge nei cimiteri, profanazioni, abusi su decine di bambini, persino decapitazioni delle piccole vittime. Ieri la giustizia di questo Stato ha ammesso l’errore: assolti definitivamente per non aver commesso il fatto. Una sentenza che Lorena, 55 anni, ha potuto accogliere da sola, perché nel frattempo suo marito è morto, di infarto. Come don Giorgio Govoni, parroco amatissimo nella Bassa Modenese, presunto capo dei satanisti pedofili, assolto e riabilitato dopo il crepacuore che se l’è portato via nel maggio del 2000 nello studio del suo avvocato. E come altre sei persone di questa orrenda storia che da 17 anni sconvolge i tranquilli paesini della Bassa (un’altra delle mamme accusate si suicidò), e conta una ventina di bambini tolti all’epoca ai loro genitori.
«Il mio secondo pensiero è andato a mio marito – racconta in lacrime Lorena dopo l’assoluzione –. Il primo è andato ai nostri quattro figli, che ormai hanno dai 20 ai 27 anni e che non vogliono più nemmeno sentire nominare la loro mamma». È lo stesso copione tragico nel quale ci imbattiamo ogni volta che incontriamo un caso di falso-abuso: negli anni disperati della separazione i bambini, allontanati a forza dai genitori, si convincono non solo della loro colpevolezza, ma soprattutto di essere stati abbandonati. E non perdonano. «Quando la maggiore ha compiuto i 18 anni, la zia paterna ha provato a parlarle, ma lei l’ha scacciata urlando che da 7 anni aspettava almeno una cartolina e che l’avevamo abbandonata», spiega Lorena. Ci parla per telefono dalla Francia in cui vive: «Quando i servizi sociali di Mirandola seppero che aspettavo il quinto figlio, avvertirono il Tribunale dei minori, così scappai a partorire all’estero, non certo per sottrarmi ai processi, tant’è che Delfino è rimasto in Emilia a difendersi, ma per salvare almeno Stefano», il quinto figlio, l’unico che le è rimasto. C’era infatti un precedente, un’altra delle coppie accusate aspettava un bimbo e appena nato le fu tolto…
Innocenti, dunque. Ma Agnese, Enrico, Paolo e Valeria non lo sanno, non vogliono nemmeno saperlo, ormai cresciuti in famiglie affidatarie che si sono succedute al loro fianco, ma soprattutto sempre in contatto con quei servizi sociali e psicologi che combinarono il guaio: «Tutto iniziò nel 1997, quando la nostra nipotina, una bimba di 8 anni con forti disagi psichici e quindi già in carico ai servizi sociali, prese a raccontare di orchi e uccisioni. Non c’era altro che i suoi racconti, ma venne creduta e man mano la valanga si ingigantì». Il vero problema è il metodo utilizzato da psicologi e assistenti sociali, che interrogarono sempre più bambini con una tecnica americana oggi inconcepibile, allora ritenuta all’avanguardia: una suggestione progressiva del bimbo cui, a partire da sogni o da frammenti di colloqui, si suggerivano le risposte che da loro ci si aspettava.
Oggi la Carta di Noto e il Protocollo di Venezia impediscono questo scempio e i periti vengono formati a raccogliere le testimonianze dei piccoli senza suggestionarli, filmando e registrando ogni colloquio. Nel caso della Bassa Modenese, invece, i video sono un’eccezione e dai pochi che restano si vede bene come si arrivò a don Giorgio Govoni: Piccolina, chi era quell’uomo? Un dottore? Risposta: sì. Ma poteva anche essere un sindaco? Sì. Anche un prete? Sì. Poteva chiamarsi Giorgio? Hai mai sentito questo nome? Ovvio che sì.
La piccola raccontava di bimbi decapitati e poi buttati da don Giorgio nel fiume, così, anche se in paese nessun bambino mancava all’appello, fu dragato il Panaro, un’operazione da 280 milioni di lire…
La psicosi si diffuse, decine di bambini aggiunsero racconti a racconti, sempre interrogati col metodo “americano”, e 17 adulti finirono inquisiti, oltre a 7 preti poi risultati del tutto estranei. Sette persone morirono di crepacuore (la cognata di Lorena, madre della bimba psicolabile, perì in cella a 36 anni), ma soprattutto nessuno di quei venti piccoli allontanati vuole più rivedere i genitori… «Se io e Delfino non siamo impazziti è solo grazie alla fede e alla totale solidarietà del paese, che ha sempre sostenuto la nostra innocenza – conclude Lorena –. Ora però vorrei tanto riuscire a farmi ascoltare dai miei figli, spiegare loro che li ho sempre cercati. Ho saputo dove vivono solo un anno fa, alla morte di mio marito, per la successione, perché i pochi averi li ha lasciati a loro… ma hanno rifiutato anche questo. Mi affido allo Spirito Santo, che mi aiuti». «La Corte d’Appello nella sentenza di assoluzione critica fortemente l’operato della Asl di Mirandola e parla a chiare lettere dell’impreparazione degli psicologi – sottolinea l’avvocato Pier Francesco Rossi –. Ora saranno verificate le responsabilità per avviare un’azione civile: qualcuno deve pur pagare». «Ma nessuno restituirà la vita a questa famiglia, che era bellissima», nota don Ettore Rovatti, autore anche di un ampio volume su tutta questa storia, scritto nel 2003 e giudicato dal Tribunale ineccepibile nei contenuti. «Ammiro la loro forza, hanno sempre avuto fiducia nel bene, anche nei momenti peggiori. Io mi chiedo: qual è il potere che ha il diritto di strappare per 16 anni i figli ai loro genitori? Lo Stato ha abusato del suo potere, questi quattro ragazzi sono rovinati per sempre». «Uno Stato che assolve una famiglia dopo averla distrutta», conferma Carlo Giovanardi, che già nel 1998 come vicepresidente della Camera chiese al ministro della Giustizia Diliberto di intervenire…
Chiudiamo questo ennesimo scorcio del male nel mondo con una sentenza che in Italia viaggia a tempi di lumaca, cioè 16 anni, che assolve una famiglia dichiarandoli non pedofili; certo che la storia soprassiede a quanto realmente successo (la corte d’appello critica l’operato dell’Asl e degli operatori ufficiali con due infarti di accusati ed un suicidio, gogne mediatiche non da ridere, ma  su SOS GIUSTIZIA dicembre 2014 si legge infatti:
Consulenti del PM di cui si può leggere il loro operato come:
Dott.ssa C. R. (psicologa). Denunciata per esercizio abusivo della professione perché all’epoca non era ancora iscritta all’Ordine degli Psicologi. Un dettaglio: è nota per aver affermato di trovare conferma ai suoi sospetti guardando negli occhi la signora Covezzi e osservando il “suo sguardo minaccioso e aggressivo nei confronti dei periti”, scambiando la rabbia di una madre a cui hanno tolto i figli con un sintomo di colpevolezza, dott.ssa S F (psicologa).
Assolti i genitori , ma i figli cui 16 anni fa sono stati “strappati a forza” non riconoscono più i loro genitori biologici (la madre perché il papà è morto) e questo è il risultato delle perizie poi non riconosciute e contestate oltre abusi più sopra accennati. Importanti sono le fonti di questo articolo che ognuno potrà leggere e rendersi conto del dissesto giudiziario durato 16 anni ed i danni fisici e morali sono a carico dei figli  non vittime di pedofili e dei genitori alla gogna, oltre alla vita distrutta a diverse famiglie in nome anche della mala scienza citata dalla stessa Corte.
9) Asilo a Portici, telecamere nascoste inchiodano maestre violente
Redazione di Napoli (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – 20 dicembre 2014)
In un asilo privato nel quartiere Bellavista di Portici, a Napoli, due maestre sono state registrate mentre maltrattano i piccoli ospiti e li costringono a mangiare senza piatto. La proprietaria precisa: ho acquistato l’asilo dopo i fatti.
I bambini venivano presi a pizzichi, spintoni, schiaffi e subivano vere e proprie percosse, talora all’improvviso, senza alcuna causa scatenante. A testimoniare gli abusi sono le immagini riprese nell’asilo privato del quartiere Bellavista di Portici (Napoli) da telecamere nascoste ed installate dagli agenti del Nucleo Investigativo della Polizia Locale, coordinati dal colonnello Gennaro Sallusto e dal tenente Emiliano Nacar. Le riprese, che vengono proposte in apertura da un video del Mattino di Napoli, sono state effettuate nel mese di aprile del 2013.
L’indagine della polizia locale è iniziata dopo la denuncia sporta da alcuni genitori e, in attesa di giudizio, ha portato la dirigenza della scuola a sospendere dal servizio una delle due maestre inquisite, mentre l’altra è stata trasferita presso una scuola in Toscana. La violenza delle due maestre ha interessato undici bambini di età compresa tra i sei mesi e i due anni di età. Oltre agli spintoni, ai pizzichi e agli schiaffi, si è registrato anche il caso di un bambino messo a testa in giù nel passeggino.
Le condizioni minime di igiene non venivano rispettate: dai pasti serviti senza piatti sui banchetti su cui i bambini giocavano, fino all’attesa dei piccoli, seduti sul pavimento del bagno, per il cambio di pannolino. Maria Giudizioso, proprietaria della scuola solo di recente, ha riferito a Il Mattino: “quando ho acquisito la nuova struttura non ero a conoscenza dei fatti. Ho fatto un gran lavoro per riorganizzare la struttura. Ora mi cade il mondo addosso. Sono molto arrabbiata con chi mi aveva nascosto tutto. Ci tengo a precisare che si tratta di fatti del 2013. Io ho acquisito l’asilo soltanto nel settembre 2013. Comprenderete la mia amarezza” (continua su: http://napoli.fanpage.it/asilo-a-portici-telecamere-nascoste-inchiodano-maestre-violente/#ixzz3MW6gbKwB http://napoli.fanpage.it)
10)  Enna ancora maltrattamenti ad una scuola materna
(diritti riservati all’autore ed alla testata – di Susanna Picone 20/11/2014)
Una insegnante di scuola materna dell’Ennese è stata sospesa per due mesi dal servizio perché accusata di maltrattare i suoi piccoli alunni. Le indagini avviate dopo la denuncia di alcuni genitori.
Una maestra di una scuola materna della provincia di Enna è stata sospesa dal servizio perché accusata di aver maltrattato i bambini. L’indagine è svolta dai carabinieri e coordinata dalla Procura di Enna, che ha emesso il provvedimento di sospensione dell’insegnante violenta per la durata di due mesi. Le indagini nei confronti dell’indagata sono state avviate dopo la denuncia dei genitori di alcuni bambini di età compresa tra i 4 e i 5 anni. I carabinieri hanno quindi piazzato delle videocamere della scuola nel piccolo centro dell’Ennese dove lavorava la donna: videocamere che, per circa un mese, hanno registrato in audio e video le punizioni che la maestra infliggeva ai bambini per motivi futili.
I metodi violenti utilizzati dalla maestra a scuola – Spesso la maestra avrebbe utilizzato metodi violenti con i bambini, avrebbe preso a schiaffoni i suoi alunni e si sarebbe rivolta a loro con insulti. Da quanto è emerso, gli alunni in classe sarebbero stati umiliati e mortificati dalla loro insegnante. Sulla base degli elementi raccolti, il Gip del tribunale di Enna Luisa Bruno ha dunque emesso la misura cautelare della sospensione dal servizio, notificata anche agli organi amministrativi scolastici della provincia. (continua su:  http://www.fanpage.it)
L’anno 2014 finisce e le storie sono sempre quelle:  i piccoli subiscono sempre, leggasi quanto successo sul traghetto incendiato Norman Atlantic, dove diversi uomini, che dire regrediti ad esseri  bestiali costituirebbe un insulto per le bestie, hanno picchiato donne e bambini per prendere il loro posto sulle scialuppe di salvataggio, dando la solita dimostrazione di vigliaccheria egoistica e criminale nei riguardi nei più deboli.

Atti di coraggio e di  aiuto ai piccoli, è stato ricordato: un sacerdote ortodosso stava salendo sull’elicottero, ma ha lasciato il suo posto al una donna con un bambino e poi è scomparso tra le onde del mare che non perdona; probabilmente lo piangeranno i suoi, presto verrà dimenticato, ma il suo Padrone l’avrà già premiato per quella generosità pagata con la vita. Atti come questi sono stati sempre compiuti proprio da uomini che appartengono all’umanità degna di ogni rispetto (es.: Titanic, campi di concentramento nazisti e ovunque c’è odio ed il solito Male omicida) e che progredisce alla faccia degli esseri meschini ed egoistici di cui è troppo pieno il mondo.