Tra leggi e stragi i bambini pagano sempre un ingiusto ed immorale contributo

 L’avvio verso un mondo sempre meno umano e meno libero ci offre subdolamente leggi e stragi, che vengono accettate in nome di non so quale libertà ed esempio da proporre ai futuri abitanti di questa terra, sempre meno ospitale anche con tutti gli sforzi di altrettanti umani che contrastano il potere e la ricchezza imperante che pensa solo alle sue entrate e all’estensione del proprio dominio.
Poi ai volontari veri e volenterosi, sempre pronti anche a sacrifici enormi per aiutare gli altri, si contrappongono i falsi volontari, specie se politicizzati e al servizio dei cosiddetti VIP, che fanno finta di aiutare, ma che in realtà hanno in vista di un aumento del loro capitale e del loro dominio su aree geografiche che possono poi depauperare alla grande con la corruzione dei funzionari locali.
Si fanno sfilate per stupri di bambinette torturate e morte, monaci che si immolano col fuoco per reclamare un’indipendenza del loro territorio che non avranno più; si riempiono piazze di gente che è stufa di essere repressa al punto di non avere da mangiare o da far crescere i propri figli e poi l’importanza maggiore è data alla moda, alle dicerie e pettegolezzo.
Quando c’è da inviare qualche rappresentante del mondo cosiddetto civilizzato presso popolazioni disagiate, si scelgono le solite chiamate dive o del mondo dello spettacolo come se fossero le/gli esperti maggiori dei problemi mondiali, prova ne sia l’ingresso nella politica di escort ed affini, per pronunciarsi su leggi per la popolazione stessa (succede molto più in Italia, ma non solo qui), fulgido esempio che ci trascina nelle statistiche della corruzione ed altro, verso le più alte vette delle squalifiche internazionali.
Poi la liberalizzazione del sesso ci sta portando verso estremi da paura: il sesso non è più genetico, cromosomico, legato a quei fini meccanismi della vita stessa e delle sue espressioni, di cui sono marchiate le singole cellule dell’organismo, ma ora è qualcosa di culturale, se per cultura si intende ogni improvvisata di menti che partoriscono chimere che chiamano intuizioni e illuminazioni. E il politico, sempre per suo tornaconto personale di dominio e di potere, asseconda anche se dischiude un vaso di pandora che manco sa cosa è.
I media hanno ormai abituato l’uomo a telegiornali che sembrano bollettini di guerra, ad assistere a sceneggiate di politici che farebbero meglio a nascondersi, a consulenze meteo e di finanza che hanno capovolto le direttrici principali della vita umana. Dove stiamo andando? Se vogliamo cambiare aria, come si fa per i locali, attenzione a quali finestre si possono aprire: alcune sono solo dipinte sul muro e allora sono guai seri, l’aria troppo stagnante provoca …
1) Proprio l’altro giorno, il 2 Aprile 2013, si è verificato qualcosa di assurdo quanto inaspettato, che è passato troppo presto in secondo, se non in terzo, piano. “I club pedofili hanno il diritto di esistere”, frase che riassume la sentenza shock della Corte d’Appello olandese.
Fonte: Tutti i idiritti riservati all’autore ed alla testata http://www.nocensura.com/2013/04/olanda-sentenza-shock-i-club-pedofili.html?spref=fbdi barbara maria prete per non censura.com
 2) Almeno 10 bambini uccisi a Qabun. Altri tre piccoli morti nell’est
Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata, www.allovernews.net/…/)
Siria: strage bimbi a Damasco
Lo riferiscono i comitati locali anti-regime. Altri tre piccoli sono rimasti uccisi in un raid aereo ad Haddad, villaggio a maggioranza curda nell’est della Siria. Intanto Brahimi incontra Morsi al Cairo. Sempre oggi un’autobomba è esplosa nella città di Aleppo ferendo 18 persone, tra cui tre giornalisti della tv di Stato, secondo quanto riporta la stessa emittente siriana
 DAMASCO – È destinato ad aumentare il bilancio delle vittime del raid aereo del regime siriano sul sobborgo di Qabun, a Damasco. Lo stima l’Osservatorio nazionale siriano per i diritti umani. I video pubblicati dagli attivisti mostrano decine di case distrutte dalle bombe, con i residenti che scavano sotto le macerie. Strazianti le immagini dei piccoli uccisi, dilaniati dalle deflagrazioni.
Raid su villaggio curdo
Un raid aereo dell’esercito siriano ha fatto strage nel villaggio a maggioranza curdo nel nord est della Siria. Lo riporta l’Osservatorio siriano per i diritti umani spiegando che l’attacco al villaggio di Haddad ha ucciso 16 persone, tra cui tre bambini e due donne.
Sempre oggi un’autobomba é esplosa nella città di Aleppo ferendo 18 persone, tra cui tre giornalisti della TV di Stato, secondo quanto riporta la stessa emittente siriana. L’attacco avrebbe avuto luogo vicino a un checkpoint militare nel distretto di Furgan.
3) Ancora una giornata di sangue in Siria, il bilancio odierno supera le 500 vittime
21 aprile, 23:53 (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata www.afnews.info/…/)
Sono “oltre 450 i cadaveri” a Jdaidet Fadel, il sobborgo a sudovest di Damasco, teatro “di un orrendo massacro da parte del regime”: lo denunciano gli attivisti locali anti-regime, portando a 521 il bilancio degli uccisi oggi in Siria.
In precedenza i comitati locali anti-regime avevano denunciato una nuova strage di bambini innocenti nel villaggio di Maghara, nella provincia di Idlib, dove colpi di artiglieria hanno preso di mira una scuola. Uccisi 9 scolari e 5 insegnanti.
Le altre vittime si registrano a Homs, Dayr az Zor, Hama, Daraa e Aleppo.
KERRY, A RIBELLI 123 MLN DLR AIUTI ‘NON LETALI’  – Il segretario di stato Usa, John Kerry, ha annunciato stanotte che Washington destinerà altri 123 milioni di dollari di aiuti “non letali” all’opposizione siriana. In una conferenza stampa al termine della riunione degli Amici della Siria Kerry ha precisato che il totale di aiuti Usa ai ribelli arriverà a 250 milioni di dollari.
La priorità in Siria, ha affermato Kerry in una conferenza stampa al termine della riunione, è di “arrivare a una transizione pacifica”, che apra la strada a un processo elettorale per il post-Assad. Dopo le tensioni suscitate negli ultimi giorni dalla conferma dell’affiliazione ad Al Qaida del Fronte al Nusra, punta di lancia della ribellione, Kerry ha sottolineato che la Coalizione nazionale siriana “respinge il terrorismo e l’estremismo”.
New Delhi, 19 aprile 2013 (da informazione.it tutti i dirittti riservati all’autore ed alla testata)
     India ancora sotto choc: una bambina di cinque anni lotta tra la vita e la morte dopo essere stata brutalmente violentata e mutilata a New Delhi. Ne danno notizia oggi le televisioni indiane. Solo ieri, nello stato dell’Uttar Pradesh, un’altra bimba di sei anni era stata trovata morta in una discarica con segni di strangolamento e di sospetto stupro.
Con molta apprensione si apre alla mattina l’ANSA e similari, perché si spera che, oltre alle cattive notizie, ce ne sia almeno una buona, una buona azione, una legge più umana e per tutti, non solo per quelli che fanno le leggi e si sono fatti eleggere per tutelarsi il cosiddetto deretano.
Intanto i bambini pagano per tutti e pagano con la loro vita, spesso finita in modo atroce sempre per mano di adulti indifferenti agli occhi dei bambini che li guardano e li temono, piuttosto che amarli e far amicizia con essi, loro possibili educatori. Si i bambini si educano anche a botte per uccidere gli altri come i bambini soldato o schiavi, ma che generazione avremo tra un po’? Si ha voglia di introdurre nelle scuole elementari, dove ci sono, la difesa personale o altre arti marziali, ma il piccolo è sempre piccolo di fronte ad un adulto che vuole trarre soddisfazione e guadagno proprio da lui.
Mi domando spesso perché moltissimi telefilm attuali hanno come tema comune criminali, spari, polizia, morti ammazzati o seviziati, lunghe sequenze di elementi che finiscono per trovare quasi sempre il colpevole. Perché? Che messaggio riceviamo se poi la stessa polizia presente spesso ed in tutto il mondo ha elementi di corruzione, falsificazione di prove e quant’altro?
 Allora è vero: il doppio messaggio contraddittorio è schizofrenico e questo non mi sembra troppo un fine per migliorare l’umanità, ma per schiavizzarla, incutere paura e mettere la legge al servizio non del cittadino, specie se squattrinato, ma di chi ha più soldi per pagare più difensori anche di fronte alle evidenze che poi sono contraffatte o devono ripercorrere sequenze legali infinite.
I dati che ci forniscono le grandi associazioni come l’Unicef sono piuttosto preoccupanti: se non si cambia rotta, ci ritroveremo davanti a una ripida cascata nel vuoto esistenziale, morale, e con sempre più notizie di carneficine che di benemerenze, non ai portaborse dei potenti (queste sono già scontate, per modo di dire) ma al semplice cittadino che vive, nonostante le difficoltà che si moltiplicano.

Cina: in 40 anni oltre 330 milioni di interruzioni di gravidanze obbligate e/o volontarie

1) Cina: in 40 anni oltre 330 milioni di interruzioni di gravidanze obbligate e/o volontarie
23:41 16 MAR 2013
(AGI) – Londra, 16 mar. – La politica del figlio unico, introdotta dal 1971 in Cina, ha portato in 40 anni i medici cinesi ad eseguire oltre 330 milioni di aborti. Questi i dati diffusi dal ministero della Salute di Pechino. Le autorità cinesi hanno sempre difeso la misura sostenendo che, senza di essa, oggi ci sarebbe rispetto agli attuale 1,3 miliardi di cittadini, un ulteriore 30% di cinesi.
Tutti i Diritti riservati all’autore ed alla testata)
Leggete giusto, è la Cina stessa che informa che in 40 anni hanno strappato dal grembo materno 330 milioni di esseri umani a vario periodo di formazione. Ognuno è libero di accettare come meglio crede questa funebre notizia che è già scomparsa dai giornali; mai cimitero così grande era stato pubblicato. No, cimitero no, perché nel migliore dei casi li bruciano: altro che esercito di innocenti … un continente intero di esseri umani uccisi dallo Stato. Volenti o nolenti, le mamme subiscono, e poco importano le lacrime delle medesime nel vedersi mettere vicino al letto il bambino ucciso; così hanno deciso e così è stato. Il mondo non si è fermato ad onorare la morte di quei bambini: i programmi video TV, le partite di calcio sono continuate come prima, i quiz a soldi pure, cosa mai volete?
Solo 330 milioni di futuri uomini ed il conto è sempre meno della realtà. Con questo si vuole dire che, oltre la Cina, ci sono tutti gli altri stati che praticano l’interruzione volontaria di gravidanza ed allora a quale spaventosa cifra arriveremo noi umani che ci reputiamo l’elite del pianeta? Ma i metodi usati qui e in molti altri campi fanno impallidire tutte leshoah, anzi precedono di gran lunga le cifre di quelle shoah (la shoah ebraica e non solo ebraica della grande guerra); almeno di quella shoah, anch’essa dettato da un paranoico dittatore, ha delle testimonianze vive nei vari campi di sterminio che testimoniano, ma di quei milioni di bambini resta una scarna notizia da mandare presto nell’archivio storico del giornale, sepolta tra tante altre e rintracciabile malamente.
“Panem et circenses” chiedevano e ricevevano i romani; ora il pane è all’arsenico e i giochi ti rincretiniscono la gente, distogliendoli da altre modalità di affrontare la vita, pensando un po’ anche agli altri, come quei bambini in formazione. Un piccolo microscopico granello di sabbia marcia che si sta autodistruggendo e non si sa bene in quale maniera ciò accadrà. Un poeta ha detto che la terra è “un atomo opaco del male”.  Anche gli articoli che seguono non sono più allegri: la bestia umana che è impazzita e non è più paragonabile ai mostri preistorici, li ha superati in ferocia e malvagità.
2)  L’ennesima strage di bambini in Siria in un video choc de’ The Guardian
Una terribile sequenza che emerge da un filmato degli attivisti pubblicato dal quotidiano inglese. I corpi senza vita dei bimbi mostrano i segni inequivocabili di colpi di arma da fuoco alla fronte, alla gola, oppure di coltellate. Il massacro è stato compiuto due giorni fa ad Homs (13/04/2013).
Un nuovo, straziante documento video su quanto sta accadendo in Siria arriva da The Guardian. Mostra dei bambini barbaramente giustiziati, come si evince dalle ferite mortali – colpi di arma da fuoco alla fronte, alla gola, oppure di coltellate – mostrate nella drammatica sequenza. Degli undici cadaveri che si vedono nel filmato, almeno 6 sono quelli dei bimbi, tra i quali forse anche uno di pochi mesi, avvolto in un sacco che ne cela il corpicino. All’inizio del video, un uomo accusa gli shabbiha alawiti (i miliziani filo-regime) dei villaggi vicini: “Erano nostri vicini ma sono venuti qui con i coltelli e hanno trucidato queste famiglie, donne e bambini”. La strage sarebbe stata compiuta a Khirbat Altin (Homs) 2 giorni fa. L’uomo, circondato da altri adulti, grida “noi avremo la nostra vendetta prima o poi”, con gli altri che intonano “Allah u akbar” come forma di approvazione. E intanto le violenze in Siria non si fermano. 57 persone sono state uccise nel sud del Paese, nelle città di  Sanamin e Ghabagheb, da una serie di violenti attacchi portati dal regime di Assad. A rivelarlo è stato l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, che ha specificato che tra i morti ci sono anche sei bambini, sette donne e 12 soldati dell’esercito regolare.
Tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate (continua su: http://www.fanpage.it/l-ennesima-strage-di-bambini-in-siria-in-un-video-choc-del-guardian/#ixzz2QLrjtvsP http://www.fanpage.it)
3)        Gb, dà fuoco alla casa: padre uccide sei dei figli
Da Informazione.it tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) 02/04/2013
Pensava di salvarli, uscendo da eroe, e vincere l’affidamento.
Come la trama di un film con il peggiore degli epiloghi: sei bambini, tra i 13 e i cinque anni di età, sono morti, rimasti intrappolati nella loro casa avvolta dalle fiamme, a Darby, centro dell’Inghilterra. Peccato che l’incendio era stato appiccato dal padre. Sperava di riuscire a salvare i ragazzi venendone fuori come un eroe. Gli serviva per la causa sull’affidamento dei figli avuti con l’ex amante e il relativo assegno di sussidio familiare.
Attesa per la pena. Invece i ragazzi sono tutti morti: cinque asfissiati mentre dormivano, il sesto in ospedale tre giorni dopo. La verità è emersa dopo un lungo e drammatico processo, conclusosi il 2 aprile i con il verdetto di colpevolezza per M P, la moglie M e l’amico e complice P M. Per il 3 aprile è attesa la pena decisa dai giudici per il reato di omicidio colposo.
4)   Guinea, due ‘streghe’ torturate e decapitate
Una folla aggressiva presente all’esecuzione ha impedito alla polizia di intervenire 09 aprile, 08:32 (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata.In TOPIC.it) la’Caccia alle streghe’, anche in India mobilitazione contro le credenze nella stregoneria.
Continuano a fare vittime le credenze nella stregoneria, diffuse in parti della Papua Nuova Guinea, nel Pacifico. Due donne anziane sono state torturate per tre giorni e poi decapitate nell’isola orientale di Bougainville, riferisce il quotidiano nazionale Courier Post. La polizia, chiamata per tentare di liberare le donne, era presente all’uccisione, ma una folla numerosa e aggressiva ha impedito agli agenti di intervenire.
“Non abbiamo potuto fare assolutamente nulla”, ha detto al quotidiano il capo della polizia locale, Herman Birengka, aggiungendo che degli uomini avevano tentato di liberare le due vittime, ma invano. Le donne erano state catturate e fatte prigioniere martedì scorso da familiari di una persona morta da poco. Vi sono credenze diffuse nella stregoneria nell’arcipelago, specie nelle regioni più remote, dove molti non accettano cause naturali per sfortuna, malattie, incidenti o morte. Solo poche settimane fa, secondo notizie di stampa, sei donne accusate di praticare la stregoneria sono state torturate con ferri roventi durante un sacrificio di Pasqua nella provincia degli altipiani meridionali. E in febbraio una giovane di 20 anni, anch’essa accusata di stregoneria e della morte di un ragazzo, era stata denudata, cosparsa di benzina e bruciata viva negli altipiani occidentali. Questo mese Amnesty International ha fatto appello al governo di Port Moresby perché combatta con più vigore le credenze di stregoneria e le violenze che esse alimentano contro le donne.
5)        Un branco di 29 persone che abusano di una tredicenne – 11/04/2013
Uno stupro choc sta scuotendo la Turchia, che già nelle scorse settimane aveva dovuto fare i conti con un caso simile. La storia, avvenuta a Golcuk, nella parte occidentale del paese, è venuta alla luce grazie all’intervento di un insegnante che ha convinto la bambina a parlare: secondo le prime ricostruzioni, 29 persone, tra cui un poliziotto, avrebbero abusato sessualmente della minorenne (da Globalist.it tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
In Turchia i reati di natura sessuale sono in costante aumento da ormai 10 anni: nel 2011 sono stati denunciati 33mila casi, contro gli 8mila del 2002, per un aumento nell’ultima decade pari al 400%. A riprova di quanto affermato dalle statistiche, lo stupro di gruppo della tredicenne segue di poche settimane un altro episodio simile, questa volta avvenuto nell’Anatolia sud-orientale: qui una bambina di 12 anni è stata stuprata da un branco di 26 persone. A fare ancora più scalpore era stata però la decisione, dopo l’arresto degli uomini, di rimettere in libertà 23 dei 26 imputati alla prima udienza del processo. Dopo una lettera della bambina al ministro della Giustizia turco, in primo grado una corte di Mardin ha condannato 23 imputati a pene che vanno da uno a sei anni, accogliendo però la tesi della difesa secondo cui la bambina sarebbe stata “consenziente”: la Corte Suprema ha però annullato la sentenza e ordinato la ripetizione del processo.
Per ora la lunga serie è sospesa in attesa delle altre che arriveranno e stupiranno sempre meno: il bello è che tutto il mondo parla di crisi e per crisi si intende la mancanza cronica di cibo e soldi.
Nessuno dà il nome di crisi a questi scempi compiuti per religioni differenti, per politiche differenti, per odio interrazziale o di vicinato. Ci atterrisce un leone, non essendoci più il tirannosauro a quattro zampe, che sbrana la preda uccisa per fame in un ecosistema che prevede questo, ma queste uccisioni brutali tra uomini ci sfiorano appena, magari qualche parolaccia alla faccia di chi ha commesso il fatto e tutto lì.
La crisi morale non esiste, tanto meno pensarci fratelli che vivono gomito a gomito: si è già detto che un certo istinto che sta scollegandosi dai centri superiori critici sta assumendo le redini del comando: cioè ridurre ai minimi la razza umana, qualunque sia il sistema usato. Ma ridurre al minimo sembra una chimera: ci stiamo sterminando, siamo sull’orlo del baratro, il mondo non ci regge più. Che la terra diventi un pianeta desolato e ricco solo di resti irriconoscibili della creazione umana schiacciata da se stessa, unici monumenti di una vita intelligente e diventata  una fogna delle peggiori?  

L’infinita colonna di neonati verso il calvario

Non è una grande e nuova notizia, perché purtroppo i neonati è da decenni che sono stati usati per torture e uccisioni, ma è una notizia troppo cinica e da urlo,da spavento e da terrore, già presente nelle reti di Spartacus, di Zandvoort,Toro Bravo,Orchidea e tante altre reti pedocriminali scoperte e dove ci si incontra con foto e video di neonati torturati e poi uccisi, sempre con la stessa violenza, dal mostro umano che gode nel vedere soffrire, nel sentire urlare dei bimbi non difesi nemmeno da un subumano pedocriminale.
É ben vero che la catena di cinici criminali non si ferma sull’utente, ma va oltre, per raggiungere il  trafficante, le reti pedocriminali, i criminali che pagano per portar via o fanno scomparire neonati: ho detto neonati. Bambini che cercano solo il seno materno per crescere e si trovano spaventosamente immessi in giochi crudeli dove il seno materno è sostituito da sofisticati metodi di tortura che fanno sempre più urlare e piangere per il godimento di mostri umani che sono spesso papà, nonni, mamme e nonne che hanno altri figli che vezzeggiano e coccolano; ma quei poveri bimbi destinati al macello godereccio … per loro nessuna pietà: solo sofferenza e morte.
Ma le notizie scavalcano le precedenti e così anche queste oscenità restano solo nell’archivio storico del giornale e, se si citano i nomi dei pedocriminali, qualche avvocato/avvocatessa scrivono sventolando denunce, denunce anche al garante dei bambini (forse?) e, se ci lascia prendere dalla paura di difendere dei neonati, è finita ed intanto la rete pedocriminale si allarga: pedofili che cambiano cognome, specie se hanno cariche pubbliche; perbenismo trasverso e di facciata.
Solo sventurate alla gogna: mamma che avvelena bimba di tre anni e poi tenta il suicidio, papà che frusta il bambino con un cavo elettrico spesso. Ma chi ha aiutato questi genitori ad essere veri genitori e a non copiare l’educazione ricevuta e trasmessa tale e quale, spesso educazione di violenza e di abbandono fisico e psicologico; e la mannaia legale si abbatte su di loro indiscriminatamente, specie se sono indigenti e non hanno rose di avvocati a difenderli e psicoterapeuti che li aiutino a vivere e a far vivere senza violenza, abbandono fisico e psicologico.
L’unica morale sono i soldi che ormai, pilotati da un gruppo ristretto, manovrano per il potere sugli umani: le loro azioni sono nascoste, ma non meno efficaci, coperte da altre scuse e raggiri che cambiano completamente il loro ultimo fine. Non per nulla i suicidi aumentano, ed è una legge di natura scritta nei cromosomi animali: quando la popolazione aumenta (leggi:  l’uomo non ha di che vivere) allora questi meccanismi non li ferma più nessuno, nemmeno il neocervello, perché viene superato dal paleocervello del rettile, cioè dei mostri preistorici che solo la natura ha fermato con mezzi extraterrestri.
Aveva 105 mila video pedofili, arrestato. Nei filmati c’erano molti neonati.
da informazione.it (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
20/03/2013
Un “grossista” di video scoperto nella provincia di Roma: è un impiegato di banca di 52 anni.
Una collezione di 105.000 filmati pedopornografici, dove c’erano anche immagini di neonati. La polizia postale del Lazio e quella della sezione di Viterbo hanno arrestato in provincia di Roma uno dei maggiori “condivisori” di immagini pedopornografiche in Italia, considerato una sorta di “grossista” nella rete.
L’uomo, un impiegato di banca romano di 52 anni, sposato ma senza figli, “custodiva” il materiale nei suoi due PC e in un centinaio di CD e DVD, con tanto di audio. Le indagini erano partite nel maggio del 2011, quando l’uomo era stato già perquisito per aver messo in condivisione ed essersi procurato file pedopornografici, con cinque immagini che ritraevano minori in atti sessuali.
Poi il sequestro dei computer e i pedinamenti, fino alla banca dove lavorava e nella quale si intratteneva oltre l’orario di lavoro, ma dove non è stato accertato alcun incontro con minori. Il sistema attraverso il quale otteneva i file, era il “download” e l’“upload”, era il “peer to peer”, che permette di acquisire una maggiore quantità di file man mano che aumentano le immagini e i video condivisi nella propria cartella digitale.
Gli investigatori stanno ora vagliando le migliaia di immagini e tentando di identificare eventuali vittime dei pedofili. I file ritraggono minori soprattutto stranieri. Per questo, grazie ad appositi software collegati ad un circuito internazionale, si tenterà di risalire ai bambini.
2) Un feto morto é stato ritrovato all’interno di un cestino in un bar del centro di Roma,
in via del Circo Massimo. Secondo i carabinieri, che indagano sulla vicenda, potrebbe trattarsi di un prematuro.
Da giornalettismo.it 21/03/ 2013 (diritti riservati all’autore ed alla testata)
IL RITROVAMENTO – A trovare il feto é stato il gestore dello stesso bar-bistrò, che ha subito allertato i carabinieri. A quanto si é appreso il corpicino avrebbe la grandezza di un pugno ed é stato trovato nel cestino all’interno del bagno del bar. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo Roma Centro e la sezione Rilievi. (ANSA).
3) Marocco, domestica quattordicenne bruciata viva, punita dai suoi “padroni”.
Nel Paese 60 mila baby-schiave.

Da informazione.it (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
di Diego Minuti
Fatima aveva 14 anni e, da quando avrebbe dovuto giocare con le bambole, è stata mandata a lavorare come domestica in una casa di borghesi di Agadir. Fatima è morta, bruciata viva dai suoi ‘padroni’, che in questo modo l’hanno voluta punire per chissà quale colpa.
Quando l’hanno portata nell’ospedale di Agadir, i medici hanno subito capito che difficilmente ce l’avrebbe fatta, perché le fiamme le avevano bruciato gran parte del corpo.
UNA BREVE AGONIA. Semmai fosse possibile dirlo, per fortuna, la sua agonia è durata lo spazio di poche ore. Fatima è l’ennesima protagonista di un fenomeno, le baby domestiche, talmente radicato in Marocco che, secondo le ultime stime, interessa circa 60 mila tra ragazze e bambine, perché la tradizione vuole che siano mandate ‘a padrone’ nell’età in cui per il mondo sarebbero bimbe e invece nel Regno sono già abili a lavorare.
ABITUDINE RADICATA. La società civile marocchina ha cercato di reagire a queste vicende, ma è un percorso difficile perché l’abitudine delle famiglie agiate o anche solo benestanti di avere per casa queste piccole schiave è difficile da rimuovere. Nel caso di Fatima, i suoi datori di lavoro erano una insegnante e un poliziotto, ovvero i rappresentanti di due categorie che dovrebbero aiutare la società a crescere o che la stessa società dovrebbero difendere. E invece sono stati i suoi carnefici. Chissà come cercheranno ora di giustificare questo crimine che, per le organizzazioni di difesa della donna o dei minori, grida vendetta.
LAVORO VIETATO FINO AI 15 ANNI. Un fenomeno consolidato, nonostante, per il Codice marocchino, il lavoro per i minori sia vietato sino all’età di 15 anni e chi assume una ‘petite bonne’ sia passibile fino a tre mesi di reclusione. La pena esiste, è vero, ma la sua applicazione è rarissima e il mercato delle piccole schiave resta fiorente, perché l’offerta è enorme. Si tratta di bambine che vengono in gran parte dalle zone rurali (se non diventano domestiche vanno a lavorare nei campi), nella maggioranza dei casi analfabete e provenienti da famiglie indigenti che di fatto le affittano, incassando poi il loro stipendio. Lavorano in casa, dall’alba alla sera, non sanno cosa sia uscire, se non per fare la spesa o accompagnare la ‘signora’ per le compere: 12 ore al giorno per sette giorni alla settimana, e con paghe mensili di poco superiore ai 10 dollari.

Che per le loro famiglie sono uno stipendio vero e proprio e poco importano la condizioni di vita di queste schiave-bambine che, in questo stato, diventano ragazze, ma con il fisico e la mente distrutti. Come la 17enne che, lo scorso gennaio, a Casablanca, disperata si è gettata dalla finestra della casa del suo padrone, uno stimato medico. Con lei è morto anche l’uomo che ha tentato di prenderla a volo, deceduto sul colpo.(Ansa) Giovedì, 28 Marzo 2013
L’elenco dei bambini torturati ed uccisi, sì uccisi nei modi più sofisticati, si allunga: l’esercito degli innocenti si allunga sempre più: bambine bruciate dai padroni/schiavisti, bambine che si defenestrano perché non resistono ai lavori pesanti imposti dai loro padroni schiavisti anche se medici.
Una nota amara riguardo all’ultimo caso è il fatto che un uomo ha tentato di prenderla al volo, ma è morto a seguito dell’urto. GRAZIE, comunque, a quell’uomo che si è sacrificato per una vita umana in crescita; GRAZIE! Anche Qualcun altro lo ringrazierà del suo gesto non richiesto. Si tratta in ogni caso di un contributo, per cercare di arginare il numero dei troppi bambini che subiscono, rimettendoci la propria stessa vita.
Ricordiamolo, magari scriviamo il suo non-nome nella nostra agenda e, quando rileggeremo i nostri appunti, soffermiamoci un attimo a visualizzare e ringraziare questo essere umano veramente tale e che forse ci fa vergognare della nostra pigrizia mentale.