Ancora minorenni suicidi, maltrattati, violentati, oltre a 168 milioni di bambini soli

Siamo sempre in lutto per l’uccisione di bambini a Newton
Ancora minorenni suicidi, maltrattati, violentati, oltre a 168 milioni di bambini soli

Si parla di milioni di bambini abbandonati, soli, senza genitori, e di cifre in soldi che assomigliano a quelle percepite da alcuni politici italiani; ma qui si parla di esseri umani abbandonati a se stessi e facile preda di cercatori propri di bambini come oggetto di vendita per mille usi. Non si ferma più la conversione in oggetti di esseri umani di qualsiasi età loro siano: si vende per fame, miseria, ingordigia, brama di sensazioni estreme, voglia di potere, di torturare, comparendo in pubblico come solerti padri di famiglia e magari sostenere la figura del’uomo pro infanzia o umanità.

Non hanno più vergogna di nulla i mercanti di morte degli esseri umani; è caduta ogni soglia di compassione: il dio prevalente è l’odio della razza umana; non di se stessi e della propria progenie, ma degli altri che poi sono quelli che mantengono col loro sudore e fatica questi viscidi mercanti che blaterano anche nella aule dei deputati: non c’è più scandalo, se non di quelli che fanno qualche sbaglio subito ingigantito per distrarre l’attenzione dalle loro vergogne.

In un salmo si grida a Dio di fermare la mano dell’empio e di abbagliare la loro vista. Ma questi continuano imperterriti, bisogna urlare forte a Dio, non perché non ci sente, ma perché vuole una sincera richiesta di aiuto, che sale già silenziosamente da quei 168 milioni di bimbi senza genitori o che muoiono perché non hanno un tozzo di pane. E la richiesta di aiuto la fanno in tanti, che si prodigano a favore di questi bimbi, altrettanto silenziosamente e senza videocamere che riprendono le loro smorfie sorridenti e non credibili; e il loro numero silenzioso cresce di mese in mese, cattolici e non, uomini che difendono altri esseri umani e degni di ogni lode nostra e Tua.

Vergogna italiana che sperpera milioni di euro per pensioni o stipendi che non sarebbero meritati nemmeno se si trattasse di esseri di altri pianeti, ma intanto la gente muore suicida perché non ha più soldi per mantenere se stessa e la propria famiglia. Dio guarda giù ancora una volta. Ricorda Abramo che chiese di salvare una città anche se c’erano pochi giusti; ora di giusti ce ne sono, guarda i martiri per la Tua religione che muoiono sistematicamente nelle chiese ogni domenica in Nigeria o in altri Paesi oltranzisti, abbi pietà e ferma la mano del malvagio, fermala una volta per sempre anche se non lo meritiamo, ma lo meritano quei 168 milioni di bambini che non festeggeranno di sicuro queste feste in arrivo perché non ti conoscono e non possono permettersi di festeggiare. Proteggili, stringili a Te, dà loro anche qualche sorriso su questo terra anche se non sono della Tua Chiesa.

1) Pedopornografia: 10 arresti, perquisizioni in tutta Italia
19 novembre, 10:49 da Crime.blog (tutti i diritti riservati alla testata ed autori)
Una vasta operazione, con la notifica di una decina di ordinanze di custodia cautelare e numerose perquisizioni é in corso in varie regioni italiane al termine di un’indagine svolta dalla polizia postale per la Campania. Gli investigatori hanno scoperto un gruppo di persone insospettabili che si scambiava e divulgava materiale pedopornografico con particolare riguardo a materiale inedito di grande crudezza.
Arresti e perquisizioni sono in corso in Campania, Lazio, Umbria, Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Le ordinanze sono state emesse dal Gip di Salerno, Renata Sessa, su richiesta del PM della Procura Distrettuale della città campana, Francesca Fittipaldi, per le ipotesi di reato di associazione per delinquere e divulgazione di materiale pedopornografico. L’inchiesta della polizia postale per la Campania é scattata sulla base della segnalazione di un utente privato che ha informato gli investigatori dell’esistenza del fenomeno.

Un archivio con oltre 5 milioni di file di immagini e video pedopornografici é stato scoperto dalla polizia postale per la Campania che sta eseguendo ordinanze di custodia cautelare e sta facendo decine di perquisizioni in tutta Italia. L’archivio – secondo quanto accertato dagli investigatori – era utilizzato da un’associazione per delinquere che operava sul Deep web sfruttando l’anonimato garantito da questa sottorete. I reati ipotizzati nell’inchiesta sono associazione per delinquere e divulgazione di materiale pedopornografico.

2) Maltrattano compagno credendolo gay
CC convocano cinque studenti in caserma e li convincono a desistere
30 novembre, 20:35

Lo hanno preso di mira per i suoi atteggiamenti, ritenendolo un omosessuale, al punto da non farlo più uscire di casa per la vergogna. È l’odissea, condita di battute e scherzi pesanti, subita da uno studente vicentino di 16 anni, i cui genitori si sono alla fine rivolti ai Carabinieri: i cinque compagni di scuola – quattro maschi e una femmina – sono stati convocati e convinti a desistere dalla persecuzione.
Dalla fine dell’anno scolastico al settembre scorso, come riporta il Giovane di Vicenza, il ragazzo, un sedicenne che vive in una località della provincia, era diventato il bersaglio dei compagni per il suo modo di vestire eccentrico e i gusti considerati troppo femminili.

Lo studente è stato prima chiuso nel bagno delle ragazze, poi gli sono state infilate delle riviste gay nello zaino e infine il suo numero di cellulare è stato apposto alle fermate dell’autobus con profferte omosessuali esplicite. I militari, dopo la denuncia dei genitori, hanno deciso di convocare in caserma i cinque, convincendoli a desistere dalle vessazioni.

“Il caso del ragazzo di Vicenza vittima di azioni di bullismo omofobo che hanno chiamato in causa anche i carabinieri su denuncia dei genitori, è l’ennesimo caso che dimostra come ci sia un’allerta omofoba che riguarda le scuole” afferma Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center. “Questo caso è emblematico di come possano esserci tra i giovani alcune forme di discriminazione verso quei compagni gay o ritenuti tali – sostiene -. È urgente e necessario che sulle scuole si faccia un lavoro di educazione alla diversità e all’affettività”. I sondaggi effettuati dal Gay Center tra gli studenti, rileva Marrazzo, “dicono che c’é una grande maggioranza di ragazzi e ragazze gay che sono state vittime di azioni omofobe a scuola”. “Per questo è importante non abbassare la guardia ed è opportuno che le istituzioni intervengano con campagne adeguate anche a sostegno dell’azione che svolgono le associazioni – conclude -. La lotta e il contrasto all’omofobia può e deve partire anche dai banchi di scuola per favorire una convivenza civile tra i giovani nel rispetto delle diversità”.

La Rete degli studenti, da parte sua, chiede la rapida approvazione di una legge per contrastare il fenomeno. “Apprendiamo a mezzo stampa di un ragazzo vicentino vessato da dei compagni di classe e ‘accusato’ di essere omosessuale. Questo fatto gravissimo si verifica a pochi giorni dal suicidio di un 15enne omosessuale. È solo l’ultimo di tantissimi episodi che negli ultimi periodi si sono susseguiti nelle nostre scuole. Fatti come questi sono la dimostrazione – afferma Daniele Lanni, Portavoce della Rete – che quella malattia che si chiama omofobia è entrata anche nelle nostre scuole. Fatti del genere sono gravissimi e da condannare, ancora di più se avvengono in una scuola che dovrebbe essere il luogo dell’apprendimento, dell’integrazione e della cultura.

L’omofobia non ha nulla a che fare con la cultura ed è un fenomeno da estirpare dalle nostre scuole. Dobbiamo stare molto attenti alle derive culturali che portano a fatti di questa gravità. Il nostro governo – conclude Lanni – dovrebbe dare una risposta forte a questo fenomeno, approvando con urgenza una legge contro l’omofobia, per lanciare un messaggio forte per chiarire che l’omofobia è una malattia e dare l’esempio positivo anche a noi giovani generazioni”. (da leggo.it, tutti i diritti riservati alla testata e all’autore).

3) Bambini tolti ai genitori: Quelle vite inghiottite in un istituto per minori
Quelle vite inghiottite in un istituto per minori Monica Bottino – Dom, 03/07/2011

Andrea ha tredici anni, gli occhi seri di chi non ride per un nonnulla, il fisico ancora da bambino. E vorrebbe stare un po’ con la sua mamma. Ma da solo, in casa con lei, magari dormire una notte nel lettone come faceva quando era piccolo, o farsi fare due coccole sul divano mentre si guarda la televisione. Ma Andrea dalla sua mamma non può andare.

Per carità non per colpa sua, lui non ha fatto niente, ma il giudice ha stabilito che siccome la sua mamma stava con un uomo violento che la picchiava, i suoi figli non possono vivere con lei. Così Andrea e la sua sorellina di 12 anni, tre anni fa, sono stati affidati ai servizi sociali e quindi a due istituti: divisi pure tra di loro, anche se non è tanto facile nemmeno per i grandi capire perché i fratellini che si vogliono bene debbano essere separati. Intanto la mamma, che vuole loro bene sopra ogni altra cosa, ha denunciato il suo compagno, l’ha lasciato ed è andata a vivere per conto suo, nella zona di Marassi, trovando anche un lavoretto. Le hanno dato una casa dove c’è spazio anche per i suoi figli. Ma non li può riavere indietro.
E vallo a far capire ad Andrea, che ora che la mamma sta bene, è libera, vorrebbe tornare ad essere una famiglia. Mica sempre, magari almeno per il fine settimana. Per stare anche un po’ con la sorella. Niente. Così Andrea ha scritto una lettera al giudice del Tribunale dei Minori di Genova e ha chiesto di poter essere ascoltato. Ha aspettato. Ha aspettato ancora. Niente. Dopo qualche mese, visto che le cose non cambiavano, è scappato dall’istituto e la mamma se l’è trovato davanti alla porta di casa.

Ha stretto forte il suo bambino e l’ha riportato all’istituto, dopo aver telefonato per avvisare che stavano arrivando. Così le assistenti sociali hanno parlato con Andrea. E hanno deciso che per il momento era meglio che la mamma non la vedesse proprio. Nemmeno sentire la sua voce al telefono, per quella chiamata settimanale consentita dall’istituto, era consigliabile. Non importa che la mamma non sia una carnefice, bensì sia stata anche lei vittima di un uomo brutale. Nemmeno importa che i fratellini possano vedersi solo due volte all’anno: per i rispettivi compleanni. Nessuno è preoccupato che quel filo di amore che li lega possa spezzarsi compromettendo il loro futuro. Andrea piange per conto suo. Chiedendo di essere ascoltato dal giudice, che però non lo chiama mai.

La storia di Andrea è vera, anche se naturalmente omettiamo il cognome e altri riferimenti che potrebbero farlo identificare. Ma potrebbe essere la storia di Luca, di Marta, di Lucia, Fabio, Luigi, Matteo, Vincenzo, Fabrizio, Francesca. E dall’altra parte non ci sono solo mamme, ma anche papà che guardano il calendario smarcando i giorni che li separano dal successivo colloquio. Gli istituti per minori allontanati dai genitori sono pieni di storie come questa. Le case famiglia accolgono per sentenza centinaia di bambini che una casa normale non la possono più avere. È una tutela, certo, per i minori che subiscono abusi, o che potrebbero subirne. Ma non dev’essere una strada senza sbocco. Né senza ritorno. In Italia le stime parlano di 20 mila minori in istituto. A Genova sono molte centinaia. Eppure non tutti hanno entrambi i genitori impossibilitati a tenerli. Magari dopo un po’ di tempo le cose cambiano, migliorano. La separazione, come nel caso di Andrea, potrebbe affievolirsi.

Ci sono anche bambini che, come Andrea, una vera mamma, anche se fragile e magari da sostenere, ce l’hanno. A cosa servono sennò i servizi sociali? Anche a guidare il percorso di famiglie come quella di Andrea, di sua sorella e della loro mamma, diciamo noi. Ma è qui che scatta il cortocircuito. Quando gli avvocati non riescono a interloquire con i servizi sociali, che parlano solo con i genitori, spesso nemmeno vengono ascoltati dai giudici che li rimandano alle assistenti, in una specie di triangolo delle Bermuda dove vengono inghiottite tante vite.

Perché? In una recente inchiesta del quotidiano la Repubblica si parla di business delle case famiglia, che ricevono dai Comuni rette dai 70 ai 120 euro al giorno per ogni minore che ospitano. C’è un fatto che deve far riflettere. Il minore resta tale fino al giorno in cui compie 18 anni. La maggiore età significa farsi una valigia e uscire dalla porta della casa famiglia per non farvi più ritorno. Da soli. E a quel punto l’unica salvezza resta quel genitore allontanato che, forse, non si conosce nemmeno più. http://www.ilgiornale.it/news/quelle-vite-inghiottite-istituto-minori.ht… Il Giornale 13 novembre 2012

4) www.unicef.it

Sono 168 milioni i bambini che oggi nel mondo crescono soli, abbandonati, senza una famiglia (stime Unicef). Un numero allarmante, che aumenta ogni anno di 5 milioni e che classifica l’abbandono minorile come la quarta emergenza umanitaria.

Dicembre 2012 Lake (UNICEF): “In Siria 1 milione di bambini da soccorrere”

L’UNICEF sta ampliando la sua azione in Siria e nei Paesi investiti dalla crisi siriana per far fronte alle crescenti esigenze di bambini e famiglie. Circa un milione di bambini sono stati colpiti dal conflitto all’interno della Siria e più di 100 mila bambini siriani sono fuggiti in Libano, Giordania, Turchia e Iraq.
Con l’inverno che si avvicina, l’UNICEF sta aumentando le operazioni per sostenere le famiglie con aiuti che comprendono stufe, vestiti per bambini e aule prefabbricate. Il mese prossimo l’UNICEF prevede di sostenere una campagna di vaccinazioni per proteggere fino a un milione di bambini contro il morbillo e altre malattie.

L’UNICEF lavora con i funzionari della Sanità e dell’Istruzione, la Mezzaluna Rossa Siriana e decine di Organizzazioni non governative (ONG) e associazioni locali in tutta la Siria.

«Vi è la percezione che le cose vanno così male in Siria e che non si può fare nulla» ha detto Anthony Lake, Direttore generale dell’UNICEF nel corso di una missione al campo profughi di Za’atari, vicino al confine siriano. «Siamo stati sul campo prima e durante la crisi, abbiamo già raggiunto centinaia di migliaia di bambini. Adesso in Siria ci sono molte più opportunità per raggiungere un numero maggiore di bambini che risorse per aiutarli.»

Durante la sua missione in Giordania, il Direttore dell’UNICEF ha parlato con bambini e famiglie costrette a fuggire dalle violenze in Siria. Ha inoltre incontrato le autorità giordane, le Agenzie partner delle Nazioni Unite e le ONG locali e internazionali, e ha partecipato insieme al presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, alla festosa distribuzione di materiali didattici ai tantissimi bambini siriani iscritti alla scuola del campo profughi.

L’UNICEF – che sta intensificando la sua risposta all’emergenza per raggiungere centinaia di migliaia di bambini – è impegnata nei settori Acqua, Sanità e Igiene, Salute e Nutrizione, Protezione dell’Infanzia e Istruzione. Ma la mancanza di fondi sta limitando seriamente quanto può essere fatto.

L’UNICEF ha lanciato un appello internazionale di raccolta fondi per 91 milioni di dollari, necessari per portare avanti le sue operazioni.

Come puoi aiutare i bambini nella Siria?

Anche tu puoi contribuire a salvare la vita dei bambini con una donazione online oppure con uno degli altri modi per donare:
– bollettino di c/c postale numero 745.000, intestato a UNICEF Italia, specificando la causale “Emergenza Siria”
– carta di credito online sul nostro sito oppure telefonando al Numero Verde UNICEF 800 745 000
– bonifico bancario sul conto corrente intestato a UNICEF Italia su Banca Popolare Etica: IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051, specificando la causale “Emergenza Siria”
– donazione presso il Comitato UNICEF della tua città

5) 81 e diversi minorenni/e tibetani che si danno fuoco

SHANGHAI, 10 DIC. 2012 – Una studentessa diciassettenne tibetana si é auto-immolata a Dokarmo, nell’area di Tsekhig (Zeku in cinese). Con questa, le immolazioni salgono a 81 dal primo gennaio del 2012 e 95 dal febbraio 2009, da quando sono cominciate (tutti diritti riservati alla testata ed all’autore).
15 nov. 2012 – (ANSA) – SHANGHAI, 15 NOV – Un ragazzino tibetano di 14 anni si é dato fuoco.. altre 2 immolazioni, 76 dal 2009 • Tibet: giovane donna si da’ fuoco e…(ANSA tutti diritti riservati alla testata ed all’autore).

Le ingiustizie contro i bambini o esseri umani non si fermano più: compagni che deridono un loro compagno perché è o sempre non conforme alla stupideria del superbullo macho, meglio marcio internamente, ed intanto quegli esseri fragili e spaventati dai loro desideri che originano dal loro profondo e che li sconvolge, si suicidano piuttosto che diventare la barzelletta o la presa in giro di qualche scolaresca moderna, che si ubriaca, che si fa le canne, che ricorre al sesso come se dovesse salvare il declino dell’uomo, che in gruppo hanno il sorriso degli stupidi ma che invece declinano il verbo essere sconci ed imparano presto a sfottere gli altri: giovani e che si vantano solo delle loro bevute in compagnia delle loro ammucchiate e dei loro disturbi mentali di cui potranno essere preda, dimenticavo anche coi vari regalini del sesso comune come aids, sifilide, condilomi ecc. ecc.

È ben giusto che strafare porta con sé il germe che non perdona come il retrovirus, purtroppo spesso poi le compagne, mogli, fidanzate, amiche incinte e col pacco/regalino di essere curate a vita, per colpa dei bulli adolescenti o adulti che non sanno frenare le loro voglie.

L’ombra del suicidio continua a ghermire vittime in tutti i continenti: in Cina, dove si sono rifugiati i tibetani, sono 81 i suicidi dall’inizio dell’anno, persone che si sono date fuoco, e tra loro anche minorenni, per esprimere la loro rabbia contro i cinesi; possibile che non ci sia un altro metodo per evitare questa sciagura che aumenta le statistiche mondiali? Sono come i minorenni che sono invogliati ed essere kamikaze e lo fanno perché spinti a diventare morti, non martiri, perché non risolvono le questioni di fondo, trascinano altre morti con loro, anche se li incitano a farlo con la promessa che avranno ricompense celesti che poi non sono tanto precise, ma descritte come meravigliose: lo scenario che poi si ritroveranno non è quello descritto dai loro disgraziati istruttori.

Una buona notizia che illumina questo squallido elenco di bambini colpiti dalla falce della morte é che è stato arrestato un pornografo molto popolare nel mondo per i suoi siti porno.

Re dei siti porno arrestato a Bruxelles per sospetta evasione fiscale
10 dicembre 2012

Il proprietario di Youporn e di altri noti siti pornografici, Fabian Thylmann, è stato arrestato all’aeroporto di Bruxelles per sospetta evasione fiscale su mandato della procura tedesca di Colonia.

“Il signor Thylmann si trova ora in custodia per l’estradizione”, hanno dichiarato fonti giudiziarie al quotidiano Die Welt. Già la settimana scorsa le autorità in Germania avevano perquisito e sequestrato materiale in un ufficio di Amburgo legato alle attività del 34enne, originario di Aquisgrana. Dal Lussemburgo, attraverso la Manwin Holding Sarl, lo sfuggente imprenditore tedesco delle luci rosse su web controlla oltre 35 consociate, tra cui le aziende che gestiscono alcuni tra i siti pornografici più ‘frequentati’ al mondo, come youporn, pornhub, mydirtyhobby. Il portavoce della procura ha spiegato che è ancora da definire se e quando Thylmann sarà estradato in Germania (bitcity.it tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).

È ben vero che i clienti restano e vogliono ancora il pacco loro tolto e presto verranno accontentati, ma intanto si taglia qualche tentacolo della piovra che ci perseguita e rovina tutti gli esseri umani che cadono vittima delle sue seduzioni che rendono gli esseri umani sempre meno umani ed anche più abbruttiti.
Questo blog riporta un po’ tutto quanto accade attorno al mondo dei bambini, cento notizie brutte, letali, una o due buone di freno o di volontari veramente degni di quel nome: speriamo che siano i granelli di senape che danno alberi molto grandi e grossi: solo così potremo metterci una pezza, se così si può chiamare il nostro scendere sempre più in basso, nella spirale della nostra stessa scomparsa.

Mi vergogno di pubblicare ancora notizie di morti di minorenni.
13/12/2012
Un suicidio di un quindicenne

14/12/2012
18 bambini + 9 adulti uccisi in una scuola elementare nel Connecticut

Non ci sono commenti a questa pazzia che stronca la vita a 18 bambini così come per un gioco crudele, senza spiegazioni, ma con morti veri. Chi ci crede li raccomandi a Dio, assieme ai loro genitori; chi non crede in un Essere Supremo, alzi pure le spalle ed aumenti queste schifose statistiche che riempiono ormai i notiziari. Domani sarà un altro giorno; i 168 milioni di bimbi sono sempre lì in aumento e ci guardano inebetiti, soli, prede ricercate di trafficanti di esseri umani: il più marcio mestiere.