Il macello scontato dei civili e bambini della Siria e dintorni/The Slaughter of Syrian Civilians and Children is now Taken for Granted

Si sta assistendo, abbastanza intontiti a una serie di assassini, chiamati fuoco nemico o amico, di civili che hanno avuto la sfortuna di nascere in Siria, di non appartenere all’islamismo estremo, alias ISIS, con numero di morti in salita non importa se da una parte o dall’altra. Dico assistendo, perché è questo quanto leggiamo, ascoltiamo, vediamo, tramite i media, oltre ai relativi numeri delle persone uccise nei vari cosiddetti combattimenti o vigliaccamente chiamati mine, o altri diabolici dispositivi che, se non uccidono, menomano i civili, inclusi i bambini, che ci mettono su i piedi o li prendono in mano. E ricordiamoci che non è Halloween o altra ricorrenza fantascientifica o mefistofelica, ma una realtà di cui non vediamo se non numeri, i soliti numeri in aumento; nessun odore di morte o colore di morte, o urla inumane, e nemmeno visione di feriti e di volontari medici (e non) che cercano di fare l’impossibile per cucire, tagliare, rendere un futuro vivibile a quelle persone che non lo sono già più umane per la situazione psicologica e fisica in cui si trovano da diversi anni.

In un’intervista un volontario diceva che il dolore peggiore è sentire le urla dei bambini da sotto alle macerie da cui non si possono estrarre con le mani ed in mancanza di mezzi, ma noi quelle urla non le sentiamo, né ci svegliamo di notte intontiti dal ricordo di quelle grida che strappano il cuore.

Usa, Russia, Turchia, Peshmerga ed altri nomi meno accessibili per la pronuncia e scrittura che si sparano a vicenda, dittatori criminali che se ne stanno in silenzio e sono da tribunale di Norimberga per crimini contro l’umanità ed invece buoni buoni stanno al coperto o magari compaiono in pubblico con qualche sosia che li sostituisce e rischia qualche pallottola o altro.

In questa marea ormai indistinguibile associazioni di volontario fanno l’impossibile e ci rimettono spesso la pelle, e vanno avanti. Il tarlo che corrode spesso è se in tutte queste associazioni c’è qualcuno che ne approfitta (e ci sono) per i propri interessi, oppure non vogliono saperne di aiutare quelli che fuggono e fanno paurosi viaggi in cui perdono spesso familiari, amici, sottoposti a maltrattamenti da paura, ma vanno avanti.

Ricordo il pianto di padre cui sono sfuggiti i figli di mano in mare ed altre tragedie che restano solo nella mente e nel cuore di chi le ha subite. Il Papa urla il suo dolore e lo dice in faccia a tutti, implora pietà per chi è in quelle condizioni, ma un sorrisetto, una promessa e poi, alé, avanti con le armi comperate in tutte le nazioni possibili, anche quelle che accolgono i profughi dove accogliere è un termine molto ballerino che magari è doppiamente ambiguo e la crudeltà di Paesi che non vogliono i migranti e costruiscono muri di cemento o di filo spinato per rendere difficile la loro fuga o magari semplici blocchi stradali per accogliere festosamente quelle donne coi loro figli e senza marito.

Le immigrate rifiutate a Gorino: “Fuggite da Boko Haram, abbiamo perso i nostri uomini”

Tre delle donne rifiutate dagli abitanti di Gorino hanno raccontato la loro storia. Partite da Nigeria e Sierra Leone, hanno perso i loro uomini durante il viaggio e rischiato la vita pur di arrivare in Italia, pensando che avrebbero trovato finalmente un po’ di pace. (Continua su: http://www.fanpage.it/le-immigrate-rifiutate-a-gorino-fuggite-da-boko-haram-abbiamo-perso-i-nostri-uomini/ – http://www.fanpage.it/).

Un elenco parziale dei siti sul numero di assassinati in questa guerra è in questi articoli che ormai sono plurigiornalieri:

Siria, oltre 230mila morti dall’inizio del conflitto (http://www.adnkronos.com/aki-it/sicurezza/2015/06/09/siria-oltre-mila-morti-dall-inizio-del-conflitto_l3o2pKrBJxnTNBSrFoxbCN.html).

Siria, 5 anni di guerra e 270mila morti. Inizia il rientro del contingente russo

(http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/15/siria-5-anni-di-guerra-e-270mila-morti-mosca-da-il-via-al-via-al-rientro-del-contingente-russo/2547109/)

Guerra civile siriana ( https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_siriana).

Non sappiamo ancora quante persone sono morte nella guerra in Siria (http://www.ilpost.it/2016/03/21/non-sappiamo-ancora-quante-persone-sono-morte-nella-guerra-in-siria/).

Siria: raid aerei vicino scuola,17 morti. In provincia Idlib, tra le vittime molti i bambini (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/10/26/siria-raid-aerei-vicino-scuola17-morti_2eb6d03c-90b7-4ce4-8750-0d51ca9ea1d4.html).

Siria, raid vicino a una scuola: 26 morti, 11 sono bambini (http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2016/10/26/siria-raid-vicino-una-scuola-morti-sono-bambini_z7gsWWuvJZ4NevdOV61YBP.html).

Afghanistan: ribelli uccidono 36 civili (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/10/26/afghanistan-ribelli-uccidono-30-civili_fd35b14a-7125-4d6b-98e6-b97aabbd58fa.html).

Nuova strage in Afghanistan: l’ISIS massacra 30 civili per rappresaglia – BeFan (http://www.newsjs.com/it/afghanistan-lisis-avanza.-30-civili-uccisi-per-ritorsione/dUOu2DQzxzTUnoMf2vIfRodj9YiXM/).

Strage in Iraq, uccisi 500 yazidi «Donne e bambini sepolti vivi»

Quarto round di raid Usa. I Peshmerga hanno aperto una via sulle montagne

Il premier Maliki: «Non mi dimetto» e le sue truppe circondano i palazzi del potere di Ilaria Morani (http://www.corriere.it/esteri/14_agosto_10/iraq-altri-4-attacchi-americani-curdi-salvano-5000-fuga-3aeb6eb4-2074-11e4-b059-d16041d23e13.shtml).

Kenya, strage al campus: uccisi 142 studenti cristiani. Già diffuse nuove minacce di Roberto Bongiorni (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-04-03/kenya-strage-cristiani-campus-063920.shtml?uuid=ABgiswJD).

E avanti così. Se la guerra diventa anche chimica, non importa se assassinati anche così, va bene per i guerriglieri che riprendono con le armi in pugno quasi fossero degli eroi e invece sono dei criminali, quasi sempre impasticcati col flakka o altro per non sentire alcuna emozione nell’uccidere in qualsiasi maniera.

Dei media hanno citato come eroi cittadini italiani che hanno creato blocchi stradali per non far arrivare profughi, tra cui donne e bambini: veramente bravi. Non ci siamo chiesti come sarebbe se tutto questo succedesse a noi? Il domani è imprevedibile e il fare spazio a chi ha sofferto in quei modi inenarrabili è un nostro dovere. Ricordiamocelo bene: “Di doman non c’è certezza”! 

1) La piccola Aya ferita che invoca il papà, il nuovo simbolo della tragedia siriana

Le immagini della bimba di 8 anni colpita durante un bombardamento a Talbiseh testimoniano ancora una volta l’orrore della guerra siriana – 01.10.2016  di A. P.

Una bambina siriana ferita dai bombardamenti, sporca di terra e sangue che invoca il papà mentre medici e infermieri corrono intorno a lei e cercando di curarla in una sala di un pronto soccorso. Sono le immagini di un nuovo e drammatico video diffuso online e divenuto virale in poche ore e che purtroppo testimonia ancora una volta l’orrore della guerra siriana e le violenze a cui sono sottoposti i piccoli nel Paese martoriato da un conflitto che sembra non avere fine. Nel video è ripresa la piccola Aya, una bimba di 8 anni confusa e spaventata che in lacrime continua a chiamare suo padre mentre l’autore del filmato parla con lei per chiedere il suo nomee cosa le sia accaduto. Le immagini della piccola Aya sono state pubblicate on-line dai membri di un gruppo di attivisti dell’opposizione anti Assad, secondo i quali le riprese si riferiscono a lunedì quando la piccola è rimasta sepolta tra le macerie della sua abitazione colpita dai raid aerei a Talbiseh, una grande città nel nord-ovest della Siria, è di circa 10 chilometri a nord di Homs. Gli attivisti riferiscono che negli stessi bombardamenti almeno due persone sono state uccise e 30 ferite tra cui la madre, il padre e tre fratelli di Aya. Lo stesso gruppo ha diffuso online anche un poster composto da due immagini di Aya, una scatta prima e l’altra dopo il bombardamento per testimoniare gli effetti della guerra. Immagini che richiamano alla mente immediatamente altri scatti e altri video della tragedia siriana, come quelli del piccolo Omran, il bimbo di soli tre anni, anche lui coperto di polvere e sangue ma con lo sguardo completamente perso nel vuoto dopo essere sopravvissuto ad un bombardamento ed estratto vivo dalle macerie. ((Continua su: http://www.fanpage.it/la-piccola-aya-ferita-che-invoca-il-papa-il-nuovo-simbolo-della-tragedia-siriana/http://www.fanpage.it/).

Fonti:

Il Califfo si gioca tutto: armi chimiche e stragi di innocenti

Migliaia di persone intossicate, centinaia di civili uccisi. In 600 usati come scudi umani -Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/news/politica/califfo-si-gioca-tutto-armi-chimiche-e-stragi-innocenti-1322262.html).

Barcone affonda nell’Egeo, strage di bambini: morti anche 4 neonati (http://gds.it/2015/09/13/grecia-naufraga-barcone-di-migranti-annegati-anche-14-bambini_409280/).

Siria: Onu accusa Damasco di uso armi chimiche. È la terza volta (euronews)

(http://it.euronews.com/2016/10/22/siria-onu-accusa-damasco-di-uso-armi-chimiche-e-la-terza-volta).

– Migranti: “99 dispersi in naufragio”

Ieri recuperati 12 cadaveri. 29 sopravvissuti giunti a Lampedusa (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/11/03/migranti-99-dispersi-in-naufragio_63b9275d-e2be-4494-9c3b-d15c643a08ec.html).

2) Fabriano, bimbi dell’asilo picchiati e insultati dalla maestra: “Sei un perdente”

I piccoli, tra i 3 e i 5 anni di età, erano oggeto di continui rimproveri, schiaffi e insulti da parte della 50enne arrivata in provincia di Ancona dal Nord Italia, ora sospesa e denunciata per maltrattamenti fisici e psicologici. Lʼindagine è scattata dopo la segnalazione di alcuni genitori preoccupati per il comportamento dei figli. 25 OTTOBRE 2016 12: 05 di Biagio Chiariello

Rimproveri continui, schiaffi, insulti da parte della maestra. È il calvario di una ventina di bambini fra i 3 i 5 anni iscritti ad una classe mista della scuola materna pubblica ‘Anna Malfaiera di Fabriano’ (in provincia di Ancona). Un incubo al quale la polizia di Stato ha messo fine dopo la segnalazione di alcuni genitori, denunciando la donna per maltrattamenti fisici e psicologici. Sono state le telecamere nascoste a filmare le violenze subite dai piccoli, e l’insegnante, una cinquantenne, è stata sospesa dall’esercizio della professione dal Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Ancona. La donna aveva preso servizio nell’istituto marchigiano lo scorso febbraio, come incaricata annuale, proveniente dal Nord Italia. Era stata la mamma di un alunno dell’istituto ad aver i primi dubbi su quanto accadeva tra le mura dell’istituto di Fabriano: il piccolo faceva capricci ogni mattina per recarsi a scuola. Inoltre il bimbo, durante risvegli notturni, apostrofava il proprio peluche con espressioni del tipo: “Non lo fare più. Hai capito? Non te lo dico più. In castigo subito. Vai a riflettere seduto lì. E basta”. Era il mese di aprile. La donna ha avvertito la polizia, che a sua volta ha chiesto ragguagli ad altri genitori. Nel giro di due mesi, tra maggio e giugno, si è così iniziato a fare luce sugli abusi perpetrati dalla maestra. Anche altri piccoli si svegliano la notte urlando disperati. Alcuni hanno raccontato ai genitori che la maestra li apostrofava con parole come: “Imbecille”, ” perdente”, “disgraziato”, “topolino che fa la cacca”. E’ emerso inoltre che gli alunni venivano minacciati di gravi conseguenze se avessero raccontato ai genitori degli insulti e delle botte ricevute a scuola. Le immagini delle telecamere installate dagli inquirenti hanno accertato che i bambini considerati ‘cattivi’ con urla e spintoni venivano costretti a sedersi nel cosiddetto ‘angolo buio’: un punto prestabilito della stanza, causando loro disperazione e pianti a dirotto. “Quanto è purtroppo accaduto deve ricordarci che non bisogna mai sottovalutare i segnali di disagio dei bambini. Siamo e saremo ancora più attenti alla formazione di una consapevolezza condivisa su questi temi, ai quali abbiamo anche dedicato numerosi incontri nelle scuole” ha detto in merito alla vicenda il sindaco Giancarlo Sagramola, che ha ringraziato la Polizia di Stato, il dirigente del Commissariato Michele Morra, il pm Ruggiero Dicuonzo per “un‘indagine esemplare, svolta in tempi strettissimi”.

(Continua su: http: //www.fanpage.it/fabriano-bimbi-dell-asilo-picchiati-e-insultati-dalla-maestra-sei­un-perdente/ – http: //www.fanpage.it/)

3) Orrore a Roma: bidello pedofilo molestava bimbi. Incastrato dalle telecamere

Incastrato dalle telecamere I racconti delle bambine di quattro anni hanno allertato i genitori, che si sono quindi rivolti alla Polizia. L’uomo, di 57 anni, è stato tradotto nel carcere di Regina Coeli: dovrà rispondere di violenza sessuale aggravata. 29 OTTOBRE 2016 13: 26 di Redazione Roma

S.G. ha 57 anni, le sue vittime quattro. Le confidenze delle alunne ai rispettivi genitori hanno inchiodato il bidello all’accusa di violenza sessuale aggravata. Tornate a casa dall’asilo comunale al Nuovo Salario, a Roma, le bambine si sono lamentate con i genitori delle attenzioni continue del bidello. Alcune madri, allertate dai racconti delle figlie, si sono quindi rivolte alle forze dell’ordine, che hanno avviato immediatamente un’indagine. Sono state le registrazioni video e audio, specie quelle rilevate ai danni della vittima di una pesante molestia, a far scattare le manette. L’uomo, residente nella zona di Tivoli, è stato arrestato dagli agenti della IV sezione della Squadra mobile specializzata in reati sessuali e contro i minori. Tradotto nel carcere di Regina Coeli, S.G. sarà giudicato per violenza sessuale aggravata nei confronti delle alunne dell’asilo al Nuovo Salario, ma le indagini proseguono anche per capire da quanto tempo andassero avanti le molestie e se l’uomo possa essersi macchiato dello stesso reato al di fuori dell’edificio scolastico.

(Continua su: http://roma.fanpage.it/orrore-a-roma-bidello-pedofilo-molestava-bimbi-incastrato-dalle-telecamere/ – http://roma.fanpage.it/).

4) Piatti sconditi e porzioni troppo piccole: due cuoche rubavano dalla mensa scolastica

Due cuoche di un istituto comprensivo di Villa Bonelli sono state arrestate a Roma: avrebbero sistematicamente rubato dalla dispensa della scuola. L’inchiesta partita dai sospetti dei genitori dei piccoli alunni.

CRONACA ROMA ULTIME NOTIZIE 21 OTTOBRE 2016  16:02 di Va.Re.

Rubavano sistematicamente dalla dispensa della mensa scolastica dove lavoravano a Villa Bonelli. Per questo due cuoche di 56 e 52 anni sono finite in manette, fermate dai carabinieri della stazione dell’Eur che hanno cominciato a indagare dopo le lamentele dei genitori che parlavano di piatti sconditi e porzioni troppo piccole. I militari hanno beccato le due donne mentre lasciavano l’istituto comprensivo con il portabagagli pieno di generi alimentari: succhi di frutta, olio pasta e quant’altro.

Le cuoche sono state arrestate con l’accusa di furto aggravato. Le successive perquisizioni domiciliari hanno portato al rinvenimento nelle abitazioni delle addette ai fornelli di altri cibi rubati: carne suina, merendine, pesce, legumi e ortaggi. Le due donne erano dipendenti da una cooperativa a cui era affidata la cucina della scuola.

(Continua su: http://roma.fanpage.it/piatti-sconditi-e-porzioni-troppo-piccole-due-cuoche-rubavano-dalla-mensa-scolastica/ – http://roma.fanpage.it/).

Non bastano più le videocamere ed i test alle insegnanti: bisognerà controllare anche la mensa scolastica ed il personale che vi bazzica. In un ospedale della Brianza si è visto portare via persino la carta igienica da parte di inserviente. Certo che siamo alla cosiddetta frutta o ciliegina, la corruzione dilaga ovunque e il senso della giustizia è sostituito dall’accaparramento a oltranza che è diffuso in molte istituzione per cui i costi dei medesimi sono sproporzionati rispetto al reale consumo.

I controlli devono servire sempre e nessun dipendente può sottrarsi a questo, che è fondamentale per sanare anche i debiti pubblici. Il personale non corretto va allontanato, mandato a fare lavori più pesanti e dove c’è una serietà anche evidente e necessaria. Solo così i conti pubblici ritorneranno ad essere positivi per tutti.

Sembra che le persone implicate in crimini negli asili e similari e che poi hanno avuto sequele giudiziarie non capiscano nemmeno quando è ora di smettere con  i loro crimini: parlo di chi ruba nelle istituzioni tipo asili o picchia i bambini che sono a loro affidati. Abbastanza frequenti sono le segnalazioni di questi crimini, ma, come se niente fosse, le persone che li commettono continuano imperterrite negli stessi senza degnarsi di quanto riportato dai media, dove questi crimini sono citati, discussi, sede di interpellanze e di trasmissioni, se non quando la polizia bussa alla loro porta contestando loro i fatti documentati mediante circuiti video o altre prove. Bisogna essere veramente ottusi per non saper smettere almeno prima dell’arresto, seguendo i media e rendendosi conto che è ora di smettere quanto facevano sulla pelle dei piccoli bambini.

Finalmente poi è arriva la notizia che la legge riguardante questi crimini sta per essere discussa (dopo 45 anni che la si richiedeva, cioè dal 1971, legge 1044.

Ma nulla da fare per quelle persone perché viviamo in uno stato dove più volte al mese vengono imprigionati personaggi politici o impresari per corruzione, falso e altro, e allora esiste anche il modo di pensare che lo stato così implicato e sbriciolato non può interessarsi dei fatti criminali minori, ma fino a un certo punto, poiché finalmente le mamme o i genitori o i parenti si sono svegliati e si interessano di più ai propri figli, rivolgendosi alla giustizia, anche se le leggi attuali prevedono tempi lunghi per gli accertamenti, mentre si dovrebbe garantire maggiore e più pronta tutela ai piccoli e non permettere che subiscano queste situazioni per tempi lunghi.

5) Save The Children: “Ad Aleppo 136 bambini uccisi da bombe a grappolo nell’ultimo mese”

Le bombe a grappolo sono ordigni vietati dal diritto internazionale: all’interno di ciascuna di esse, infatti, si trovano centinaia di esplosivi che anche dopo anni possono colpire civili.

22 OTTOBRE 2016 17: 56 di Davide Falcioni

Centotrentasei bambini sono morti e altri 387 sono rimasti feriti ad Aleppo dal 23 settembre ad oggi a causa delle bombe a grappolo, arma vietata dal diritto internazionale ma – secondo l’ultimo rapporto di Save The Children – utilizzata ancora in modo significativo in Siria. Il dossier, presentato oggi, sostiene che si tratta di una stima per difetto e che quindi le vittime potrebbero essere anche di più, dal momento che non tutti gli ospedali sono ad oggi raggiungibile e di conseguenza non è stato possibile effettuare un monitoraggio esaustivo. A peggiorare la situazione, secondo l’organizzazione non governativa specializzata nella tutela dei minori, il fatto che in tutta la parte orientale di Aleppo siano rimasti solo 35 medici: sarebbero stati proprio loro a raccontare e documentare l’utilizzo dei micidiali ordigni, che non avrebbero risparmiato neanche le abitazioni dei civili.

Per il Centro di documentazione delle violazioni dei diritti umani in Siria, dal 10 settembre al 10 ottobre, sarebbero stati 137 gli attacchi con bombe a grappolo, con un aumento impressionante rispetto agli otto mesi precedenti: si parla del 791 per cento in più, ma non viene specificato chi siano stati i responsabili. Come se non bastasse si spiega che sono numerosissimi i civili in condizioni troppo gravi per essere curati nelle strutture mediche danneggiate dai continui bombardamenti. “Sono stati colpiti scuole e ospedali e, dagli attacchi indiscriminati, non sono stati risparmiati i civili”.

Cosa sono le Cluster Bombs, o bombe a grappolo?

Anche chiamate Cluster Bombs, le bombe a grappolo sono ordigni micidiali vietati dalle convenzioni internazionali per il loro altissimo tasso di pericolosità per i civili, visto che sono micidiali anche ad anni di distanza vista l’importante quantità di materiale inesploso che spesso rimane sul terreno. La bomba è costituita da un contenitore con all’interno non meno di 150-200 ordigni più piccoli: normalmente le cluster vengono sganciate per gravità da un aereo oppure sparate da un pezzo di artiglieria, andando a interessare aree vastissime e quindi provocando danni soprattutto ai civili, dal momento che è impossibile con una bomba a grappolo colpire un singolo obiettivo militare. I costruttori dichiarano che le mancate esplosioni sono il 5% del totale, ma i dati delle bonifiche evidenziano una percentuale del 15-20%, fino a toccare punte del 40-45% in Afghanistan.

(Continua su: http://www.fanpage.it/save-the-children-ad-aleppo-136-bambini-uccise-da-bombe-a-grappolo-nell-ultimo-mese/ – http://www.fanpage.it/).

6) Siriani allo stremo di tutto e bersaglio dei cecchini: il crimine etnico contro l’umanità non è di nessuno criminale.

Iraq nuovo massacro ISIS a Mosul 232 rastrellati e uccisi (http://www.informazione.it/n/325BA5B2-E729-4865-812C-6D21AC44D5C7/Iraq-nuovo-massacro-Isis-a-Mosul-232-rastrellati-e-uccisi).

Mosul, Isis uccide 284 civili. “Uomini e bambini, presi come scudi umani e gettati in una fossa comune” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/22/mosul-isis-uccide-284-civili-uomini-e-bambini-presi-come-scudi-umani-e-gettati-in-una-fossa-comune/3114840/).

Decine di migliaia di ‘scudi umani’ e sfollati nella battaglia di Mosul L’Agenzia Onu per i diritti umani denuncia: 8.000 famiglie utilizzate come ‘scudi umani’. In aumento il numero degli sfollati fuggiti dalla zona di Mosul. Il leader curdo-iracheno Nechirvan Barzani annuncia: “Mosul potrebbe essere liberata in tre mesi” (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Decine-di-migliaia-di-ostaggi-umani-e-sfollati-nella-battaglia-di-Mosul-b0fe5267-d8e4-4b29-9c90-9d06b61b6396.html).

La Russia ha perso il suo seggio nel Consiglio dei diritti umani dell’ONU. L’Arabia Saudita No (http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_russia_ha_perso_il_suo_seggio_nel_consiglio_dei_diritti_umani_dellonu_larabia_saudita_no/82_17667/).

Iraq: L’Isis agli abitanti di Mosul: ‘Chi abbandona la città verrà ucciso’

(http://www.sostenitori.info/iraq-lisis-agli-abitanti-mosul-abbandona-la-citta-verra-ucciso-2/262471#TOwSYjkBWbXJI90O.99).

Iraq, esercito entrato a Mosul. Premier all’Isis: arrendetevi o morirete (http://247.libero.it/focus/37077788/15/iraq-l-isis-agli-abitanti-di-mosul-chi-abbandona-la-citt-verr-ucciso/).

La farsa dell’Egitto nel Consiglio per i diritti umani (Blog di Beppe Grillo, novembre 2016 – http://www.ilblogdellestelle.it/la_farsa_dellegitto_nel_consiglio_per_i_diritti_umani.html).

Iraq. Unicef: ventimila sfollati da Mosul, la metà sono bambini. A ottobre l’Unicef ha distribuito bottiglie di acqua e servizi igienico sanitari per oltre 1.500 famiglie e vaccinato i bambini contro la polio in due comunità riconquistate (http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Iraq-Unicef-ventimila-sfollati-da-Mosul-la-meta-sono-bambini-497b398d-c008-4bba-922a-f00a88bb3a2d.html).

7) Stragi nel Canale di Sicilia, Onu: “Nel 2016 oltre 3.700 morti nel Mediterraneo”

Nella giornata di ieri Medici Senza Frontiere ha effettuato due operazioni di salvataggio nel Mediterraneo, recuperando oltre 200 migranti. Sul fondo di uno dei gommoni sono stati ritrovati 25 cadaveri.

26 OTTOBRE 2016 16: 39 di Charlotte Matteini (http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)

Non c’è fine alle tragedie nel Mediterraneo. Nella giornata di ieri altre 25 vittime sono state ritrovate nel Canale di Sicilia, a 26 miglia dalla costa libica. A darne notizia è stato l’equipaggio di una delle tre navi dell’associazione Medici Senza Frontiere, la Bourbon Argos, che è riuscita a portare a termine il salvataggio di 107 migranti prima e 139 successivamente, ma ha dovuto recuperare anche i cadaveri di 25 persone, trovati morti sul fondo di un gommone sovraccarico di persone. “Arrivati al primo mezzo abbiamo preso a bordo i 107 sopravvissuti, ma non abbiamo potuto recuperare quelli che pensavamo essere 11 cadaveri perché nel frattempo siamo stati chiamati per un altro soccorso urgente nelle vicinanze”, ha raccontato Michele Telaro, capo progetto di Medici Senza Frontiere a bordo della Bourbon Argos. “Dopo aver soccorso le 139 persone del secondo gommone, siamo tornati al primo e abbiamo scoperto che i corpi sul fondo erano 25, probabilmente vittime di asfissia, sommersi da uno strato di benzina e acqua di mare. Ci sono volute tre ore per recuperare 11 cadaveri, perché il mix acqua ecarburante è talmente forte che non potevamo restare sul gommone troppo a lungo. È stato orribile”, ha proseguito Telaro. A causa del buio e delle condizioni climatiche che impedivano la ripresa immediata delle operazioni di recupero, l’équipe di Medici Senza Frontiere ha chiesto la collaborazione dell’organizzazione non governativa Sea Watch per ultimare l’intervento e recuperare gli ultimi 14 cadaveri, non volendo rimandarlo alla mattina successiva. Tra le persone soccorse ieri, 23 hanno avuto bisogno di cure mediche per le ustioni da benzina, 11 di loro in gravi condizioni. “È una tragedia, ma purtroppo non si può dire che sia stato un giorno eccezionale nel Mediterraneo. Le scorse settimane sono state terribili per i nostri team e per le altre navi di ricerca e soccorso, costantemente impegnate in operazioni di salvataggio in cui troppi uomini, donne e bambini hanno perso la vita. Queste attività di ricerca e soccorso stanno diventando una gara in un cimitero marittimo” ha dichiarato Stefano Argenziano, responsabile per le operazioni sulla migrazione di MSF. Allarme Onu: “Oltre 3.700 vittime del Mediterraneo nel 2016” A lanciare l’allarme e porre i riflettori sulla questione delle vittime del Mediterraneo è anche l’Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati, il quale sottolinea che ad oggi, dall’inizio dell’anno 2016, ammonta a 3740 il numero di morti e dispersi nel Mar Mediterraneo, poco meno rispetto ai 3.771 registrati nel 2015. Numeri pressoché identici, nonostante il forte calo complessivo del numero di migranti che quest’anno ha cercato di attraversare il Mediterraneo per giungere in Europa. Finora, sono circa 327.800 i rifugiati e migranti che hanno intrapreso la traversata, a fronte del 1, 015, 078 registrato nel 2015. Dall’inizio del 2016, una persona ogni 88 di quelle che hanno tentato di arrivare sulle coste italiane via mare ha perso la vita, mentre lo scorso anno il tasso di mortalità delle traversare ammontava a 1 ogni 269. Nel Mediterraneo Centrale, invece, sottolinea l’Onu, questo dato è addirittura più alto, con una morte ogni 47 arrivi. Charlotte Matteini (Continua su: http: //www.fanpage.it/strage-nel-canale-di-sicilia-25-migranti-trovati-morti-in-un­gommone-sovraccarico/).

Ed i morti si aggiungono ai morti, nel cimitero del Mediterraneo altri arrivi un po’ alla volta: 11 di qua, 30 di là, annegati per naufragio, oltre a casi isolati di chi non regge quella paurosa traversata… Ma non c’è che aspettare perché ogni settimana il naufragio c’è sempre ed i conteggi degli annegati schizzano sempre più in alto.

8) Migranti, nuova strage nel Mediterraneo: le vittime potrebbero essere 239

Sarebbero almeno 239 i dispersi dopo il naufragio di due barconi al largo delle coste libiche. Lo riferisce Carlotta Sami, portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

3 NOVEMBRE 2016  14:22 di Susanna Picone

Potrebbero essere 239 le vittime dell’ultima strage nel Mediterraneo. Questo il numero dei dispersi fornito dai migranti sopravvissuti a un naufragio avvenuto ieri. Si tratta di ventinove migranti che sono stati salvati da un gommone semi-affondato a 25 miglia a nord delle coste libiche. Insieme ai sopravvissuti erano stati recuperati già dodici cadaveri. A parlare di 239 dispersi è la portavoce dell’Unhcr Carlotta Sami che ha raccolto a Lampedusa la testimonianza di alcuni superstiti che hanno riferito di due naufragi. “I superstiti parlano di due nuovi naufragi. Mancano almeno 239 persone”, ha scritto su Twitter.

(Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-nuova-strage-nel-mediterraneo-le-vittime-potrebbero-essere-239/ – http: //www.fanpage.it/).

E così i massacri dell’ISIS non cessano e i numeri degli assassinati sono sempre molto alti. Il 25 ottobre sono stati massacrati 323 civili, ma sono solo una parte delle vittime di un giorno, perché le cifre non sono mai esatte: sempre meno per chi spara. L’uso dei percorsi scavati nel sottosuolo dall’ISIS è stato anche un passaggio per i civili per di fuggire, anche se purtroppo questi non sanno che l’ISIS, al corrente di questo stratagemma, prepara per loro all’uscita autobombe esplosive che decimano coloro che, tentando quella che credevano una strada sicura, diventano nuove vittime di questo continuo eccidio. Anche i cosiddetti canali di salvataggio dei migranti sono sotto controllo dei cecchini della criminale ISIS, che non lascia salvare e rifornire nessuno. Non c’è possibilità di fuga ed anche di rifornimento di viveri per i civili ancora presenti, specie ad Aleppo, che attendono solo di andar via da anni di bombardamenti per assistere impotenti parenti o amici squarciati dalle bombe o dalle mine o da altri marchingegni. Tra i massacrati dall’ISIS aumentano esponenzialmente i soliti bambini tra le braccia delle mamme o di parenti, che cercano riparo dove riparo non c’è, poiché trovano solo esposizione ad essere squartati o presi come scudi umani per difendere gli yadisti. Oltre all’uccisione delle vittime civili c’è anche il sadismo nei confronti delle vittime, che vengono sotterrate anche se ancora vivi/feriti in fosse comuni poiché non c’è tempo di restituirli ai parenti o metterli in fosse separate. No, via come spazzatura di cui disfarsi alla svelta.

Dovremo aspettare che si muovano i privati (forse già si muovono, magari) per opporsi in modo massacrante come fanno loro… ma chi li guida? Possibile che non si trovi nessuno all’interno della città che sappia guidare i “partigiani-termine adusato troppo” ad opporsi a quelli criminali dell’ISIS? Ma a quanto mi risulta le bombe sganciate dagli aerei e dai mortai non colpiscono i bersagli ma hanno una vasta zona attorno dove si trovano civili e bambini da massacrare a loro volta, anche se lo chiamano fuoco amico, che amico non è per chi si spaventa, è ferito o muore.

Ricordiamo però che c’è un passo della Bibbia (Deuteronomio 28, 15-20) che parla della maledizione di Dio:

«[15]Ma se non obbedirai alla voce del Signore tuo Dio, se non cercherai di eseguire tutti i suoi comandi e tutte le sue leggi che oggi io ti prescrivo, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste maledizioni:

[16]sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna.

[17]Maledette saranno la tua cesta e la tua madia.

[18]Maledetto sarà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore.

[19]Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci.

[20]Il Signore lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvagie per avermi abbandonato».

Perciò mentre si invoca per la propria salvezza si può anche ricordare a Dio quanto sta scritto nel sopracitato passo del Deuteronomio, che non vuol dire non amare i propri nemici, ma salvarsi dai nemici irretiti dalla droga e dall’angelo del male.

Mentre i grandi della terra si accusano a vicenda, il massacro degli innocenti continua/While the Major World Powers Bandy Accusations, the Mass Murder of Innocent People Continues

1) Siria: Usa e Russia si scambiano accuse. Intanto ad Aleppo si continua a morire
Nel corso della notte decine di attacchi aerei hanno colpito Aleppo. “Quello che la Russia sta sponsorizzando in Siria non è lotta al terrorismo, ma barbarie”, ha detto intanto l’ambasciatrice americana all’Onu Samantha Power. 26 Settembre 2016 di Susanna Picone (http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
Decine di attacchi aerei hanno colpito Aleppo nel corso della notte. Lo riferisce l’Osservatorio siriano sui diritti civili secondo cui gli attacchi hanno riguardato metà della città, quella controllata dalle forze ribelli che si oppongono al presidente Assad al Bashir. I nuovi bombardamenti fanno seguito a un’escalation di attacchi dopo l’interruzione del coprifuoco di una settimana. Bearsi Mishal, addetto alla difesa civile nella zona controllata dai ribelli, ha detto a Reuters che i bombardamenti sonocontinuati fino alle 6 di questa mattina: “È la stessa situazione. Specialmente la notte, i bombardamenti si intensificano, diventano più violenti, con l’uso di tutti i tipi di armi, cluster bomb, fosforo e napalm”. L’Osservatorio ha registrato finora 237 morti, tra cui 38 bambini, negli attacchi aerei su Aleppo e dintorni in una settimana. Accuse alla Russia – Intanto è dialogo tra sordi al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito d’urgenza per discutere della situazione in Siria. Gran Bretagna e Francia hanno accusato la Russia di crimini di guerra e Mosca ha difeso la “moderazione invidiabile” di Damasco constatando comunque l’impossibilità della pace. Le parole più dure sono arrivate dall’ambasciatrice statunitense all’Onu, Samantha Power: “Ciò che la Russia sostiene e fa ad Aleppo non è lotta al terrorismo, è barbarie”, “una carneficina”, ha accusato la diplomatica Usa, secondo la quale Mosca “abusa del privilegio storico” di essere membro permanente del Consiglio Onu con diritto di veto. Il suo omologo russo Vitaly Churkin ha respinto le accuse di responsabilità di Mosca per l’impasse, attribuendole a sua volta alla coalizione internazionale guidata da Washington.“Giorni agghiaccianti” – L’inviato dell’Onu Staffan de Mistura parla di “giorni agghiaccianti, tra i peggiori da quando è iniziato il conflitto in Siria. Il deterioramento della situazione ad Aleppo sta raggiungendo nuove vette di orrore”. De Mistura ricorda che ad Aleppo “270 mila persone sono di fatto sotto assedio da 20 giorni” e avverte che sono rimaste solo “piccole finestre di opportunità” per evitare che il conflitto peggiori ancora.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Dopo Siria e Somalia il mese degli O/Errori degli Stati Uniti si conclude con l’uccisione di 15 civili in Afghanistan
Per concludere “degnamente” un mese di atrocità, dopo aver ucciso più di 80 soldati siriani a Deir Ezzor, 22 soldati somali, 8 poliziotti afghani, oggi, un drone statunitense ha ucciso almeno 15 civili in Afghanistan.
– Aleppo martoriata: quasi due milioni senz’acqua e senza luce, oggi consiglio d’emergenza all’Onu (RaiNews24)
Siria: Assad e la Russia non intendono fermare i raid su Aleppo
L’Oms chiede l’apertura di corridoi umanitari. Secondo l’Unicef in città 100mila bambini usano acqua contaminata. Tensione Mosca-Washington (Panorama)
– Bombardati due ospedali ad Aleppo Est.
http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/bombardati-due-ospedali-ad-aleppo-est
– Dramma Siria, UNICEF: Portati aiuti urgenti ai bambini di quattro città – 28/09/2016
http://www.lavocedelpopolo.net/59457/dramma-siria-unicef-portati-aiuti-urgenti-ai-bambini-di-quattro-citta/
– Il massacro (dimenticato) di bambini
http://www.occhidellaguerra.it/il-massacro-dimenticato-dei-bimbi-in-guerra/
– Kerry, basta bombe su Aleppo – Medio Oriente – ANSA.it 29/09/2016
John Kerry, il segretario di stato americano, minaccia di tagliare tutti i contatti con la Russia sulla Siria a meno che i bombardamenti di Aleppo non finiscano.
– Mosca, ‘niet’ a tregue 7 giorni a Aleppo. ‘Siano di 48 ore, altrimenti terroristi si riorganizzano’ – ANSA –
(ANSA) – MOSCA, 29 SET – La Russia ritiene “inaccettabili” tregue di sette giorni ad Aleppo, in Siria, perché si tratta di “un lasso di tempo sufficiente per i gruppi terroristici per prendere le misure necessarie a reintegrare le provviste, e riordinare le forze”: lo dichiara il vice ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Riabkov. “Noi – ha detto Riabkov, citato dalla Tass – abbiamo ripetutamente suggerito pause di 48 ore, ma gli Usa, per ragioni che sanno solo loro, sono rimasti attaccati alla richiesta di tregue di sette giorni.
– Nigeria. Unicef, 75 mila bambini rischiano di morire di fame
http://www.intopic.it/notizia/10629226/
– Yemen. Dramma umanitario: bambini ridotti alla fame
http://it.radiovaticana.va/news/2016/10/06/yemen_dramma_umanitario_bambini_ridotti_alla_fame/1263256
– Siria: bombe senza tregua su Aleppo, per l’Onu è una “catastrofe umanitaria” (euronews)
http://it.euronews.com/2016/09/30/siria-bombe-senza-tregua-su-aleppo-per-l-onu-e-una-catastrofe-umanitaria
Da queste fonti si può capire come non ci sia alcuna voglia di lasciar vivere i residui di abitanti di Aleppo. Li vogliono schiacciare proprio tutti e definitivamente nonostante una voce – “vox clamantis in deserto” – che è la voce del Papa, Vescovo di Roma, che grida di smettere di assassinare gli inermi, i bambini: ma nessuno gli dà retta, non si fermano e continuano a bombardare o a mandare avanti truppe che facciano piazza pulita di Aleppo.
Ci si chiede il perché lo facciano: non si sa, ma lo fanno! Niente umanità né pietà per una città massacrata da anni che non ha più da vivere minimamente. Aggiungiamo alla lista dei genocidi anche Aleppo. Il Papa, giustamente ha detto che c’è un giudizio anche per chi persiste nel distruggere l’umanità, e certo non saranno sorrisi di cortesia. L’UNICEF aggiunge che da venerdì scorso sono stati trucidati 98 bambini da vendicare non secondo la giustizia umana, ma la giustizia Divina.
2) Palermo, schiaffi e calci ai bambini: arrestate tre maestre –
pubblicato il 28 settembre 2016
I finanzieri di Partinico, Palermo, hanno arrestato tre maestre di una scuola elementare della cittadina per maltrattamenti sugli alunni, compreso anche un bambino disabile. Dopo la segnalazione dei genitori, sono state avviate le indagini.
Fonte (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
3) Parma: calci, schiaffi e spinte ai bambini: arrestata educatrice di un asilo – pubblicato il 26 settembre 2015
A Collecchio, in provincia di Parma, un’educatrice di 55 anni è stata arrestata e posta i domiciliari dopo la denuncia di alcune colleghe per maltrattamenti verso gli alunni della struttura. La donna è stata incastrata dalle telecamere poste dai Carabinieri della stazione di Salsomaggiore Terme.
Fonte (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
4) Maltrattavano alunni, sospese maestre
A Borgorose nel Reatino. “Fai pena”, “ti appiccico al muro”, alcuni anche derisi
(ANSA) – RIETI, 4 OTT – Due maestre sono state sospese per presunti maltrattamenti su alunni di una scuola di Borgorose, in provincia di Rieti. Le indagini, iniziate nell’aprile scorso, sono scaturite dalle denunce presentate da alcuni genitori a seguito delle confidenze ricevute dai loro figli che a un certo punto hanno iniziato ad accusare crisi di pianto, mal di pancia, vomito e difficoltà ad addormentarsi e la paura delle maestre e il rifiuto di andare a scuola. I militari, alla guida del comandante della Compagnia, capitano Emanuela Cervellera, hanno effettuato intercettazioni ambientali, realizzate installando telecamere nascoste nell’aula, che hanno consentito di documentare i maltrattamenti, consistiti soprattutto in schiaffi, spintoni, offese. I minori, ascoltati con l’ausilio di una psicologa, hanno confermato gli episodi di maltrattamento che consistevano in umiliazioni (“fai pena”, “no capisci niente”), minacce (“ti appiccico al muro”) e derisioni in pubblico come nel caso di un bimbo con i piedi piatti”.

Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
http://247.libero.it/rfocus/27248174/15/maltrattavano-alunni-sospese-maestre/
Non bastano le notizie della città di Aleppo martoriata e bombardata, anche se qualche aiuto è riuscito a passare la frontiera e portare quello che poteva ai civili ridotti a più di 200.000 e che muoiono in continuazione per i bombardamenti ed assalti con armi; ci vuole ancora che altre maestre italiane continuino a picchiare chi dovrebbero educare, ma i ministri ed i garanti non fanno un controllo generale, un’ispezione a sorpresa: devono sempre aspettare che le mamme dei bimbi picchiati si rivolgano ai carabinieri che immortalino le scene pietose e criminali di adulti che picchiano i bambini. Ma in che Italia stiamo cadendo? Ci sono maestre da lodare, ma altre devono essere allontanate dai bambini e da chi ha necessità di qualunque genere.
Speriamo che la giustizia italiana arrivi a dare la giusta punizione a queste donne e magari madri che si approfittano della loro posizione di superiorità per esercitare un potere da carnefici. Mandiamole via dalla scuola, fuori dai piedi! Altro che insegnamento a suon di botte e altro! Mandiamole invece a spaccare pietre o lavori simili. Basta che si sveglino i loro superiori e facciano controlli sempre o dobbiamo aspettare che il menefreghismo dilaghi a macchia d’olio e l’Italia si metta in testa alla classifica negativa della scuola dei bambini. Non si fa aspettare un’altra denuncia di maestre che maltrattano i bambini. In Italia continua a rivelarsi la tragica realtà di bambini maltrattati dalle loro maestre.
Ma cosa aspetta il Ministro della Pubblica Istruzione ad indagare seriamente su tutte le scuole, dai nidi d’infanzia, alle scuole materne e anche primarie, con riscontri a sorpresa per bloccare questa attività che sembra avere un consenso più ampio di quello che non si vorrebbe ci fosse. Il ministro aspetta altre prove sulla pelle dei bambini? Cosa aspetta a mettere in atto provvedimenti seri e non da ridere per regolamentare l’assunzione delle maestre e vigilare sui loro comportamenti, incluso quello delle loro direttrici, perché non è possibile che queste maestre indegne della loro qualifica possano agire indisturbate da qualsiasi controllo in situ da parte dei loro superiori.
Menefreghismo e incuria: è questo che consente a questo reato che emerge così spesso anche in Italia.
Controlliamo anche le varie direzioni didattiche, ma non aspettiamo la prossima denuncia: sarebbe ridicolo e disonorante quel Ministero che non mette in atto controlli seri sulle maestre/insegnanti.
Ma l’Italia è quasi ultima in classifiche importanti per colpa di questi reati, mentre volontari seri fanno di tutto per rendere l’umanità più educatrice se non salvatrice, rimettendoci talvolta la vita, come succede in Siria, Africa centrale e molti altri Paesi.
«Maltrattavano alunni, sospese le maestre…» Ci si chiede se queste non leggono nemmeno il giornale e non smettono, almeno per un po’, di perseguitare i bambini a loro affidati. Oltre al resto, i soggetti in questione sembrerebbero davvero ottusi a giudicare dal clamore che sta emergendo contro gli abusi a scuola da parte delle maestre.
Non si vuole ripetere quello che c’è scritto per le maestre di Partinico, ma è ora di denunciare anche quei superiori che poi dicono di non essere stati a conoscenza dei fatti: allora erano consenzienti o non si interessavano. Ma che scuola è e da chi è diretta se continuano ad emergere questi reati? Licenziamo i superiori diretti ed indiretti fino ad arrivare anche ai ministeri che di solito mandano i loro ispettori dopo che i fatti diventano pubblici. Vergognamoci per loro di appartenere ad una razza cresciuta nel cuore dell’educazione dei bambini.
Non si vogliono con questo addossare colpe a quelle maestre che con abnegazione compiono il loro dovere seriamente e con sacrificio e vengono trascinate in quest’ondata di crimini: a loro va il plauso per la dedizione con cui tengono alto lo sforzo di vivere con stipendi piuttosto magri, dando il massimo della loro preparazione. A voi grazie e si vuole chiedere al Ministero della Pubblica Istruzione cosa aspetta a istituire regole di controllo più severe delle attuali, non solo a parole, ma anche coi fatti.
5) Milano, bambina di tre anni veglia per una notte e un giorno la madre morta in casa
I minori ci insegnano sempre cosa è l’umanità. In questo caso è una bambina di tre anni che ha assistito la madre che moriva per 24 ore senza chiedere nulla a nessuno: lei sola e la mamma. Atti come questi ce ne sono tanti e sono sempre i bambini a farci lezione di vita. Auguriamo a questa piccolina di crescere bene e di avere una vita degna dei suoi primi atti di umanità. Brava! Che Dio ti accompagni sempre. Noi dobbiamo far uso di questa lezione per essere umani e giusti con tutti: non fare solo finta, ma cambiare veramente nell’essere più umani.
6) Guerra in Siria: in cinque anni, 1500 morti per attacchi con armi chimiche
È quanto rivela un nuovo rapporto dell’associazione Syrian American Medical Society che ora chiede a gran voce l’intervento dell’Onu e alla comunità internazionale al fine di identificare i responsabili di questo massacro e di incriminarli.
NOTIZIE 14 MARZO 2016 10: 02 di Biagio Chiariello (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http: //www.fanpage.it/ )
Nel corso dei 5 anni di guerra siriana, le armi chimiche sono state usate almeno 161 volte e hanno provocato la morte di quasi 1.500 persone. I dati sono contenuti in un nuovo rapporto della Syrian American Medical Society (Sams), che ha basato le sue ricerche sulle testimonianze dirette di medici e operatori sanitari che lavorano sul terreno. Secondo quanto emerge dal rapporto inoltre gli attacchi con armi chimiche sono in aumento e oltre 14.500 persone sono rimaste ferite. Cifre drammatiche che spingono la Syrian American Medical Society a rivolgersi al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e alla comunità internazionale al fine di identificare e incriminare i responsabili. Il governo siriano è accusato di aver utilizzato armi chimiche contro il suo popolo anche dopo che nel 2013 le Nazioni Unite ne ordinarono l’eliminazione dal suo programma. Lo stesso Consiglio Onu, lo scorso anno, ha accusato Bashar al-Assad di aver usato sostanze chimiche tossiche come il cloro. Il regime ha sempre respinto le accuse.
7) La guerra in Siria: oltre 270mila morti
La guerra siriana ha preso il via nel marzo 2013. Da allora l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh), che dispone di una vasta rete di fonti sul territorio, ha accertato 271.138 morti. Tra loro ci sono 79.106 civili, cifra che comprende – secondo un bilancio aggiornato al 23 febbraio 2016 – 13.500 bambini e 8.760 donne. Ma nelle tragiche cifre di quest’eccidio, non sono state considerate le migliaia di dispersi, gli oppositori nelle carceri del regime e i membri delle forze lealiste catturati dai ribelli e dai gruppi jihadisti, tra i quali lo Stato Islamico. Secondo una ong umanitaria siriana, 177 ospedali sono stati distrutti e circa 700 membri del personale sanitario uccisi dal 2011. L’organizzazione francese Handicap International ha calcolato di un milione di feriti (dati aggiornati al 7 marzo 2016). Dei 23 milioni di abitanti prima del conflitto, 13 milioni e mezzo avrebbero avuto ripercussioni o perso la casa a seguito del conflitto, secondo l’Onu (dati aggiornati al 12 gennaio 2016 (Continua su: http: //www.fanpage.it/guerra-in-siria-in-cinque-anni-1500-morti-per-attacchi-con-armi-chimiche/ – http: //www.fanpage.it/ )
– Siria, barili bomba su principale ospedale in zona ribelle Aleppo
(…) Secondo l’Ong, i missili hanno colpito i quartieri di Al Aziziya, Al Midan e Al Izaa. Ieri l’agenzia ufficiale siriana Sanaaveva parlato di quattro morti per alcuni razzi caduti nel quartiere di Al Midan. È salito, invece, a 17 il bilancio dei morti per i bombardamenti aerei nei quartieri di Al Helik, Al Zeitunat e Al Sheij Fares.
(Continua su: http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/01/news/siria_barili_bomba_su_principale_ospedale_in_zona_ribelle_aleppo-148878586/)
Non facciamoci illusioni: si continuano a bombardare gli ospedali. Quest’ultimo era il più grande con reparti di psichiatria. Un volontario ha estratto una piccola bambina ferita, ma viva. Altri bambini invece sono morti con altri adulti. Le grandi potenze e il solito Assad si rimpallano le accuse: di fatto sull’ospedale sono stati sganciati barili bomba, e nessuno urla che si smetta di martoriare gli inermi, coloro che non si possono difendere, chi è lì ad aiutare la gente: anche un medico è morto, ma ci si passa sopra.
Cosa vogliono infine quel dittatore ed i suoi amici/nemici? Rispolveriamo un vecchio termine – “bombardamenti a tappeto” – di qualche anno fa, quando gli americani distruggevano le nostre città. Chi si ricorda? Vico ha ragione: “La storia si ripete”. È ciò che fanno ora: distruggere e basta, a chi tocca tocca, poi si chiede scusa.
No comment!!!
 
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
Siria: all’Onu si tratta per una nuova tregua ad Aleppo (Radiovaticana)
8) Naufragio migranti in Egitto, sale il bilancio delle vittime: recuperati 148 corpi
Ha raggiunto 148 morti il bilancio provvisorio delle vittime del ribaltamento di un barcone con circa 400 migranti a bordo avvenuto due giorni fa nel Mediterraneo, davanti alle coste egiziane. NOTIZIE 23 SETTEMBRE 2016 17: 34 di Susanna Picone
Sono almeno 148 i corpi restituiti dal mare dopo il naufragio di migranti avvenuto mercoledì scorso davanti alle coste egiziane. Lo rendono noto funzionari egiziani, secondo cui il numero dei dispersi resta molto alto e quindi il bilancio dei morti è destinato ancora a salire. Le autorità, dopo il naufragio avvenuto al largo di Burg Rashid, nel nord dell’Egitto, avevano riferito che sul barcone viaggiavano circa 400 persone e che di queste ne erano state salvate 165. Alcuni sopravvissuti avevano invece raccontato che a bordo c’erano oltre 550 persone. Tanti, dunque, coloro che ancora mancano all’appello. Il premier egiziano Sherif Ismail ha ordinato di destinare tutte le risorse e le strutture necessarie ai salvataggi. Secondo le informazioni filtrate dalla stampa locale, il barcone di migranti si sarebbe capovolto a causa dell’alto numero di passeggeri a bordo. Sull’imbarcazione c’erano fra gli altri cittadini egiziani, sudanesi, siriani, eritrei e somali. Le ricerche dei migranti vanno avanti – Intanto, mentre le operazioni per cercare altre eventuali vittime del naufragio vanno avanti, il quotidiano locale “Shorouk” ha pubblicato delle foto che ritraggono presunti sopravvissuti ammanettati ai letti di ospedale. I migranti, secondo quanto si apprende, sono accusati di aver cercato di lasciare illegalmente il Paese, anche se non esiste una legislazione specifica in merito all’immigrazione clandestina. Nei giorni scorsi il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi ha detto che il governo sta lavorando per realizzare un disegno di legge sull’immigrazione clandestina che abbia effetto il prima possibile. (Continua su: http: //www.fanpage.it/naufragio-migranti-in-egitto-sale-il-bilancio-delle-vittime-recuperati­148-corpi/ – http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
9) Migranti, almeno 9 morti nel Canale di Sicilia. In 24 ore salvate oltre 6mila persone
Nel giorno del ricordo del naufragio del 2013 circa seimila migranti sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia dalle navi della Guardia Costiera, della Marina Militare e di organizzazioni non governative. NOTIZIE 4 OTTOBRE 2016 09: 20 di Susanna Picone (Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
Circa seimila migranti sono stati soccorsi nelle ultime ore nel Canale di Sicilia, nelle ore in cui si celebrava la Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza istituita dopo il tragico naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa. Dopo alcuni giorni di maltempo, il mare è tornato calmo e così le favorevoli condizioni meteorologiche hanno determinato la ripresa delle traversate. Sono 6055 in particolare i migranti soccorsi i poche ore dalle navi della Guardia Costiera, della Marina Militare e di organizzazioni non governative a bordo di 39 tra barconi, gommoni e zattere. Recuperati anche i corpi di almeno nove migranti – I soccorritori hanno recuperato anche i corpi di almeno nove persone morte durante la traversata. Sette vittime erano su uno stesso barcone, una su un’altra imbarcazione, mentre un’altra persona è morta mentre veniva trasportata verso la terraferma con un’unità navale della Guardia Costiera. Dalla nave di Medici senza frontiere sono state trasportate in ospedale, prima con una motovedetta della guardia costiera, poi con un elicottero, dove un medico volontario dell’ordine di Malta ha prestato i primi soccorsi, anche una donna incinta e una bambina disidratata e con problemi respiratori a causa dei fumi tossici dei motori nei barconi.
Forse non abbiamo ancora capito che i vari bollettini sui migranti sono da prendere molto seriamente aldilà delle chiacchiere e dei programmi da venire: nella drammatica Siria il rimpallo delle responsabilità è reciproco ed ormai si sa chi sono le potenze internazionali in gioco: i morti ammazzati invece sono siriani o volontari dei vari ospedali, perché ancora ultimamente c’è stato un ennesimo bombardamento vergognoso e criminale su un altro ospedale, strutture erette per curare e guarire, ma ormai prese di mira come se fossero punti strategici invece che centri aiuto di aiuto per chi è stato ferito, se è ha avuto la fortuna di non essere ammazzato.
La tecnica ormai è risaputa e vigliacca: gli aerei bombardano una prima volta, poi aspettano che arrivino i volontari ad aiutare e ripassano una seconda volta sempre bombardando, così sono sicuri di aver decimato quasi tutti. Infatti è vero: molti medici e altri sanitari sono uccisi, così come altri volontari,  ammalati o feriti (un volontario piangeva perché aveva estratto dalle macerie una bimba piccolina di meno di un anno) e così ora giornalmente si uccide. Molte volte gli aerei non si riconoscono neppure, ma le bombe che cadono sì, a mazzi arrivano giù. Ma le vittime dello stress psicologico e fisico, se non dell’assassinio o delle ferite, sono persone vive; per chi bombarda o è mandato a bombardare si tratta di una formalità da eseguire e basta: di chi c’è sotto non importa nulla a nessuno e se non trova più ospedali ancor meglio… non si cura e basta. Le grandi associazioni serie continuano ancora ad essere presenti in qualche modo, ma la distruzione degli ospedali ora è massiccia ed i convogli che sono arrivati ben pochi: non si parla più dei convogli umanitari… fanno parte del passato.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
–  Emergenza migranti: 6mila salvati in mare, nove le vittime
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/10/03/migranti-vittime-soccorsi.html
– La dichiarazione ONU sui rifugiati è un fallimento. Ecco il perché in 7 esempi
http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/68314
10) Libia, 28 migranti morti a bordo di 33 gommoni. Salvati più di 4mila profughi
Intanto ieri una nuova tragedia al largo della costa libica: in un barcone di legno con mille persone a bordo anche i corpi di almeno 22 migranti morti. AFRICA ULTIME NOTIZIE 5 OTTOBRE 2016 07: 33 di Davide Falcioni
A meno di 24 ore dalla “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione” un’altra tragedia coinvolge decine di migranti: 22 persone sono morte a bordo di un barcone sovraccarico al largo della costa libica. A renderlo noto è stato un fotografo dell’agenzia France Press che si trovava a bordo della nave Astral, secondo cui su una vecchia imbarcazione di legno erano stipate circa mille persone, almeno 22 delle quali sono state trovate senza vita nella stiva. Il bilancio, tuttavia, è tutt’altro che definitivo e il rischio concreto è che le vittime siano molte di più. Bassem al-Gharabli a capo dell’ufficio per il contrasto alle migrazioni a Sabratha ha fatto sapere che le imbarcazioni trasportavano numerose famiglie di migranti, non menzionando però quante persone ci fossero a bordo. Nel naufragio sono deceduti uomini e donne di nazionalità libica, marocchina e siriana. Nel frattempo il portavoce della Marina libica, Ayoub Qassem, ha aggiunto che i guardiacoste sono riusciti a “salvare altri 139 migranti a Tadjoura (banlieue est di Tripoli) e 150 a Gasr Garabulli, ma con un bilancio di 11 morti“, tra cui donne e bambini. I profughi soccorsi stanno ricevendo le cure necessarie mentre le ricerche in mare proseguino da parte dei guardiacoste. Solo nella giornata di ieri 6.000 disperati sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia. E mentre ancora si tenta di fare chiarezza sulla tragedia a bordo di un barcone a largo della Libia altri 28 cadaveri sono stati recuperati nel Canale di Sicilia nel corso di 33 operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa di Roma della Guardia Costiera. In tutto sono state tratte in salvo 4.655 persone. I profughi stavano navigando a bordo di 27 gommoni, 5 piccole imbarcazioni e un barcone, raggiunti tutti al largo delle coste della Libia.
(Continua su: http: //www.fanpage.it/libia-almeno-22-migranti-morti-nella-stiva-di-un-barcone-con-mille­persone-a-bordo/ – http: //www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati agli autori e alle testate)
Altre tragedie meteo e non, in cui i bambini sono sempre ai limiti della sopravvivenza se non sotto.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Haiti, 900 le vittime di Matthew. Unicef: 500mila bambini a rischio (Radiovaticana)
– 10/10/2016 – Uragano Matthew, Unicef: allarme colera e malattie trasmesse dall’acqua ad Haiti (Meteo Web)
– ONU, crisi Siria: Russia invita Londra a rinunciare alla sua tradizione coloniale
http://www.intopic.it/notizia/10665159/
– Siria, Unicef: Aleppo senza medici, bimbi lasciati morire
La rappresentante in loco: “Penso che questa sia la peggior crisi umanitaria di sempre”
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/siria-unicef-aleppo-senza-medici-bimbi-lasciati-morire_3035750-201602a.shtml
11) Siria, bombe su una scuola elementare: morti almeno 5 bambini
Almeno cinque i minori uccisi in un bombardamento su una scuola a Daraa, nel sud della Siria, in una zona controllata dalle forze governative. Altre vittime per un attacco kamikaze nella zona di Aleppo.
Ennesima giornata di sangue in Siria. Almeno cinque minori tra bambini e adolescenti sono rimasti uccisi nel sud del Paese da un lancio di razzi su una scuola elementare nella città di Daraa, in una zona controllata dalle forze governative. Lo riferiscono l’agenzia ufficiale Sana e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). “Cinque bambini sono periti nel lancio di razzi dei terroristi su una scuola elementare nel quartiere di Sahari” a Daraa, ha confermato anche la televisione di Damasco. Le fonti affermano che il bombardamento con mortai è partito da una zona controllata dai gruppi armati delle opposizioni. Ci sarebbero anche diversi feriti, di cui alcuni in gravi condizioni e tra questi ci sarebbero altri bambini. Ma quelle di Daraa non sono le uniche vittime della giornata. Altre dieci persone sono morte in un attacco kamikaze compiuto in un villaggio vicino alla città di Manbech, nel nord della provincia settentrionale di Aleppo. I morti sarebbero per la maggior parte membri della famiglia del parlamentare siriano Diab al Mashi, che si trovava in visita nel suo villaggio natale, quello di Al Mashi. Il kamikaze – l’attacco sarebbe stato compiuto dall’Isis – avrebbe provocato anche un numero ancora imprecisato di feriti. Hollande: “Se Mosca ferma bombe, sì a dialogo” – Intanto, sul fronte diplomatico, il presidente francese Hollande ha detto di poter incontrare “in ogni momento” l’omologo russo Vladimir Putin per “fare progredire la pace”. Quando “la Russia sarà realmente decisa a far cessare i bombardamenti a cui partecipa sostenendo il regime siriano – ha detto il francese – sono pronto in tutti i momenti a prendere il cammino del dialogo”. “Putin doveva venire a Parigi nei prossimi giorni per alcune inaugurazioni e cerimonie – ha spiegato Hollande – Io vedevo questa visita solo come momento per parlare della Siria e solo della Siria, e ho fatto sapere al Presidente Putin che non lo avrei accompagnato alle cerimonie ma che ero pronto a continuare il dialogo sulla Siria. Lui ha preferito rimandare questa visita”. Ma questo, per Hollande, “non impedirà che vi siano altre occasioni per discutere, ma non verrà a Parigi”.
(Continua su: http: //www.fanpage.it/siria-bombe-su-una-scuola-elementare-morti-almeno-5-bambini/ – http: //www.fanpage.it/ tutti i diritti riservati agli autori e alle testate)
  
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Siria: ‘5 bimbi uccisi da bombe ribelli’ – Tv russa, ‘colpo mortaio Aleppo’. Unicef, 9 bimbi morti 2 giorni
(ANSA) – MOSCA, 13 OTT – Almeno cinque bambini sono morti ad Aleppo in un bombardamento a colpi di mortaio perpetrato dalle forze ribelli: lo sostiene un giornalista della tv filo-Cremlino Russia Today che si trova all’ospedale Al Razi.
Secondo l’emittente russa, un colpo di mortaio è esploso vicino a una fermata dei mezzi pubblici nel quartiere di al-Hamadaneyah, controllato dalle truppe di Damasco, colpendo sette bimbi e un adulto.
Da parte sua l’Unicef dichiara: “Solo negli ultimi due giorni” in Siria “sono stati uccisi almeno 9 bambini, a scuola o che stavano andando a scuola”. Lo ha detto la rappresentante per il Medio Oriente e l’Africa del Nord dell’agenzia Onu, Juliette Touma, in un’intervista a Russia Today ripresa dall’agenzia Ria Novosti.
Indagato anche della loro morte come causa di un altro reato – Italia – ANSA.it  http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2016/10/15/migranti-18-dispersi-in-mare-fermato-scafista-gommone_d186207f-c1b7-4d8b-b4f0-1d31b55d12ca.html.
12) LE BUONE AZIONI DEI BAMBINI: ESEMPIO QUASI MAI SEGUITO ED IMITATO
Camion con a bordo un papà e i figli prende fuoco: bimbo di 5 anni salva il fratello di 2
Il drammatico incidente stradale in Texas: l’uomo è morto sul colpo davanti ai suoi figlioletti, che sono rimasti feriti. Sarebbe stato il bambino più grande a estrarre dalle fiamme il fratellino. NOTIZIE USA 14 OTTOBRE 2016 22: 38 di S. P.
Nella notte di venerdì nei pressi di Houston, in Texas, c’è stato un tragico incidente stradale che ha provocato la morte di un uomo. Un uomo che stava viaggiando con i suoi figlioletti di 5 e 2 anni con un camion verso Galveston, dove la famiglia si stava trasferendo. La mamma dei bambini non era con loro perché, da quanto è emerso, stava viaggiando verso casa con un’altra auto. Probabilmente per un colpo di sonno il camion dell’uomo ha colpito il guard rail e si è capovolto, prendendo fuoco. Nello schianto l’uomo è stato catapultato fuori ed è morto sul colpo. Il figlio maggiore, ferito lievemente, sarebbe stato in grado di estrarre dal seggiolino il fratellino di due anni e allontanarlo dalle fiamme salvandogli la vita. Era notte, e sulla strada non c’era nessuno per aiutarlo. “Il bambino è un eroe, ha salvato il fratello dalle fiamme” – La prima persona a intervenire sul posto dopo l’incidente è stato il figlio del proprietario di un hotel vicino, attirato dal gran rumore. “Erano sulla strada, piangenti e sanguinanti. Il corpo del padre era accanto, senza vita. Il calore che emanava dalle fiamme era insopportabile”, ha raccontato il giovane che ha poi atteso con i bambini l’arrivo dei soccorsi. Alla polizia è stato lo stesso bambino di 5 anni a raccontare ciò che ricordava. “È un eroe – ha detto il sergente James Roque – Nessuno sarebbe riuscito a salvare il fratello”. Le immagini del luogo dell’incidente sono spaventose: il camion su cui viaggiava la famiglia era ridotto a una massa di ferraglia. I due bambini sono stati poi portati in ospedale: il più piccolo ha delle ustioni mentre il più grande solo lievi ferite. Si sono salvati, ma come confermato anche dal sergente della polizia sicuramente non dimenticheranno mai quello che è successo questa notte.
(Continua su: http://www.fanpage.it/camion-con-a-bordo-un-papa-e-i-figli-prende-fuoco-bimbo-di-5-anni-salva-il-fratello-di-2/– http: //www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
Come sempre gli atti più umanitari (non uso la parola “eroici” perché ormai sono eroi tutti e lo si vede dai media che esaltano chi non andrebbe esaltato perché gioca una fiction. Ma questo è un fatto vero: un bimbo di cinque anni che salva, strappandolo alle fiamme, un suo fratellino di due anni, in un atto di amore che poteva costargli la vita come è successo al padre.
Ancora una volta i bambini ci bagnano il naso: si dimostrano ancora liberi dalle convenzioni sociali e compiono gesti incredibili e che svergognano gli adulti. Ma, attenzione, molti adulti non si vergognano ed usano questi gesti  per aumentare le vendite derivanti dal business mediatico e sono quindi doppiamente ignobili. Vanno sì esaltati questi bambini (e molti casi non li conosciamo), ma con moderazione, portandoli ad esempio di molto malcostume degli adulti che se ne infischiano alla grande di quello che succede al prossimo.
Bravo, bambino! Non lasciarti affascinare da qualche adulto che vuole speculare su di te per guadagnarci su con uno scoop mediatico. Hai fatto un gesto che supera di gran lunga il tentativo umano di andare a vivere su altri pianeti (veramente quelli che ci arrivano o che muoiono per strada facendolo sono anche loro molto superiori a tutti noi, perché rischiano ogni momento la vita).
Sei grande e che Dio ti ricompensi anche per il fatto che tuo padre è nell’altro mondo a proteggervi!
13)  Aleppo, 35 medici rimasti: “Ci muoiono davanti, ci serve tutto. Anche garze non sterili”
La situazione ad Aleppo est peggiora giorno dopo giorno. Medici senza frontiere lancia l’allarme sanitario: ad assistere le vittime dei bombardamenti sono rimasti solo 35 medici, di cui solo sette in grado di operare ferite di guerra. Dal marzo 2011 ad oggi 757 tra camici bianchi, infermieri e operatori sono deceduti in 380 attacchi a strutture sanitarie
14 OTTOBRE 2016  di Mirko Bellis
Sono rimasti solamente 35 medici nella zona orientale di Aleppo e di questi solo sette sono in grado di effettuare interventi chirurgici su feriti di guerra. “I pazienti hanno accesso limitato alle cure sanitarie nei pochi ospedali ancora attivi e parzialmente funzionanti. I medici sono esausti, lavorano tutto il giorno per far fronte all’enorme afflusso di feriti”, afferma Carlos Francisco, il capo missione in Siria di Medici senza Frontiere (Msf). E le bombe non cessano di colpire. Secondo gli attivisti locali, i raid aerei hanno ucciso almeno 99 persone solo negli ultimi due giorni. I residenti di Aleppo Est non hanno nemmeno la possibilità di fuggire, perché sono intrappolati in una città che simboleggia gli orrori della guerra civile siriana, dove vengono utilizzati tutti i tipi di armi letali.
Il capo della Direzione della sanità di Aleppo est, Ahmed Laila, racconta che ormai durante i pesanti bombardamenti “i pazienti feriti dormono davanti agli ospedali, perché le sale e i corridoi sono pieni”. “Circa 250.000 persone sono sotto assedio, senza alcuna possibilità di essere aiutate o di fuggire”, denuncia Francisco. “Prima sono state colpite le aree circostanti, poi le strade che portano in città, poi gli ospedali, le forniture idriche, i quartieri residenziali e anche i mezzi dei soccorritori. Stiamo parlando di una città sfinita da cinque anni di guerra – prosegue – che non riceve aiuti da luglio, una città che è stata distrutta, rasa al suolo, di fronte ai nostri occhi”. Francisco, che coordina i progetti di Msf in Siria dal gennaio 2015 assiste impotente al peggioramento della sanguinosa guerra civile e lancia un grido di dolore: “Sono stati abbandonati dal mondo. Il mondo intero sta assistendo alla distruzione della città, ma nessuno sta facendo qualcosa per fermarla”.
Carlos Francisco si trova a Gaziantep, nel sud della Turchia, e assieme alla sua équipe è continuamente in contatto con gli otto ospedali supportati da Medici senza Frontiere nella parte est di Aleppo. “Quando gli ospedali vengono danneggiati dai bombardamenti aerei – ci sono stati 23 attacchi solo negli ultimi quattro mesi – ci mettiamo subito in contatto per capire l’entità dei danni e come possiamo aiutarli. Adesso loro hanno bisogno di tutto. Ci dicono ‘mandate tutto ciò che avete, garze sterili o non sterili, prenderemo tutto, abbiamo bisogno di tutto’. Ma in questa situazione noi non siamo in grado di aiutarli”, afferma sconsolato Francisco.
L’est della città è totalmente sotto assedio da luglio, poco dopo la fine del mese del Ramadan. “Molti medici, data la propria condizione economica, avrebbero potuto scappare dalla guerra molto tempo fa e trasferirsi in Turchia o in Europa ma hanno deciso di non farlo”, prosegue il capo missione di Msf. “Il loro grado di dedizione, verso le persone, al proprio lavoro e nei confronti degli ospedali e di Aleppo è ammirevole, soprattutto se consideriamo che sia loro sia le famiglie affrontano la morte quotidianamente”.
Medici senza Frontiere chiede la fine della campagna di bombardamento aereo indiscriminato su Aleppo est per consentire l’evacuazione dei feriti e dei malati. La situazione è drammatica anche per quanti sono riusciti ad abbandonare le aree più colpite dai combattimenti. Sono circa 100.000 infatti i residenti della regione di Aleppo cacciati dalle proprie case dallo Stato Islamico e dalle forze governative che spingono i siriani a fuggire a nord verso Azaz, al confine turco, o verso la regione di Idlib. “È difficile sapere quanti sfollati ci siano. Alcuni vanno verso Idlib, che ha più campi per sfollati, ma lì molti vivono per strada e dormono sotto gli alberi”, afferma Msf.
Nonostante il blocco totale di questa parte di Aleppo da parte dell’esercito siriano e dei suoi alleati, se sarà garantito un passaggio sicuro, molti medici che lavoravano nella zona est di Aleppo sono pronti a tornare nella città siriana devastata dal conflitto per cercare di salvare la vita delle molte persone che vengono ferite ogni giorno. “Ciò che è chiaro è che, nella maggior parte dei casi, abbiamo perso la capacità di aiutare” dichiara Francisco. Prima del conflitto in Siria ad Aleppo lavoravano circa 6 mila medici. Dal marzo 2011 ad oggi 757 tra camici bianchi, infermieri e operatori sono deceduti in 380 attacchi a strutture sanitarie. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli ospedali e le organizzazioni mediche sono preoccupati per le scorte di carburante, essenziali per il funzionamento dei servizi e delle 21 ambulanze che attualmente stanno lavorando in una zona di circa 250.000 persone. “Il blocco ha portato, tra le altre cose, alla mancanza di carburante che ha paralizzato la città. Le strutture mediche sono sul punto di rimanere senza elettricità, il che potrebbe bloccare la loro attività salvavita”, aggiunge Pablo Marco, coordinatore delle operazioni di MSF in Medio Oriente.
Da quando si è interrotta la tregua a settembre, l’intensità della campagna di bombardamento aereo delle forze siriane e russe minaccia di radere al suolo la zona assediata della città. Un residente di Bustan al-Qasr – uno dei quartieri più colpiti – ha raccontato che la situazione è diventata “orribile”. “La gente non dorme più”, ha dichiarato ad Al Jazeera. “I bombardamenti russi non smettono un secondo”, ha aggiunto Ibrahim al-Hajj, uno dei volontari dei Caschi bianchi di Aleppo.
“Siamo davanti all’ennesimo scandaloso capitolo della storia delle violazioni del diritto umanitario nella guerra siriana”, dichiara Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Medici senza Frontiere. “Colpire indiscriminatamente le strutture sanitarie o prenderle di mira è totalmente inaccettabile. Si tratta di uno dei principi fondamentali del diritto comune internazionale e noi non resteremo in silenzio ogni qual volta l’assistenza medica diventa essa stessa una vittima del conflitto”, ha aggiunto.
“I medici che non possono tornare ad Aleppo e il nostro personale qui – dichiara Francisco –  parlano delle persone e dei colleghi di Aleppo est con la stessa sofferenza”. E conclude: “Loro soffrono lì, noi piangiamo qui”.
14) Consiglio dei “Diritti Umani” dell’ONU: la Russia fuori, l’Arabia Saudita dentro.
ONU: La Russia perde il seggio nel Consiglio dei “Diritti Umani”.
Il sorprendente esito della votazione per la riconferma dei membri del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU sembra quasi una punizione inferta alla Russia per la sua azione contro il terrorismo.
Nella votazione svoltasi ieri per il rinnovo del seggio nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC), la Federazione Russa ha ottenuto 112 voti che non sono bastati per la riconferma. Con 114 voti a favore, la Croazia ne prenderà il posto.
In un organismo sempre più screditato, l’Arabia Saudita ha ottenuto ben 152 voti nell’area asiatica, e siederà insieme a Cina, Giappone e Iraq per i prossimi tre anni. Nonostante Ryad sia una monarchia assolutista islamista (wahabita), dove sistematiche sono le violazioni dei diritti umani, e con una politica estera a sostegno del fondamentalismo islamico (operante in Siria e Iraq, ma non solo) e di aggressione manu militari contro lo Yemen, con 157 esecuzioni nel solo 2015, essa potrà comunque vantare la presenza di Faisal bin Hassan Trad come capo dell’équipe che monitorerà il rispetto dei diritti umani in giro per il mondo.
Fonte (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):

 

http: //www.nonlosai.it/consiglio-dei-diritti-umani-dellonu-la-russia-fuori-larabia-saudita-dentro/)

Massacri senza fine ad Aleppo, Mossul e altre città. Lo stesso vale per i migranti annegati nel Mediterraneo o che sbarcano ignari del loro destino/The Endless Slaughter Continues in Aleppo, Mossul and Other Towns. The Same Fate is Suffered by the Migrants Drowning in the Mediterranean Sea or Landing Unaware of their Destiny

1) Il martirio di Aleppo, e non solo di quella città, non ha fine.
Si continua a tormentare quella popolazione, che nonostante tutto resiste, ridotta di numero contro il dittatore e nazioni amiche. I racconti più coinvolgenti si trovano sui media della zona (riportati con cautela alcuni particolari non documentati, ma presumibilmente coloro che resistono ancora non sono in grado, né hanno i mezzi loro per descriverli).
Però le urlanti richieste dei volontari vivi che sono ancora sul posto o nelle vicinanze parlano chiaro: si muore e basta, hanno tolto anche l’acqua. Cosa resta da togliere ancora? Cosa vuole quel delinquente di dittatore? Nessuno lo dice, ma è chiaro che vuole schiacciare tutto quello che lo ostacola ancora, sostenuto ancora da nazioni che fanno il rimpallo per darsi vicendevolmente la colpa.
Nessuna pietà per chi cade e nessuna pietà per chi non si può difendere: questa è l’umanità odierna non solo in Siria, anche se ora si manifesta pesantemente proprio là. Per quello che non sappiamo, non usiamo più la parola genocidio, poiché l’umanità passa da un genocidio all’altro così come se niente fosse.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Siria, ancora bombe su Aleppo: 25 morti, molti bambini
Unicef: 2 milioni senza acqua e luce (La Repubblica)
https://alganews.wordpress.com/2016/09/24/siria-ancora-bombe-su-aleppo-25morti-molti-bambini-unicef-2-milioni-senza-acqua-e-luce/
– Aiuti sotto le bombe nell’inferno di Aleppo. Andato in onda il: 24/09/2016. http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1dadfd6d-1637-44e0-881b-f42fa52ec2c0-tg1.html
De Mistura all’Onu “in Siria giorni agghiaccianti”
Nella Damasco che pregusta la vittoria: “Niente tregua, schiacceremo Aleppo”
http://www.ilterziario.info/component/content/article/1-news/3323957-nella-damasco-che-pregusta-la-vittoria-qniente-tregua-schiacceremo-aleppoq.html
Se non è morta, la tregua in Siria sembra comunque avere le ore contate. Damasco ha già annunciato la “fine del regime di calma” e Mosca, suo alleato, ha sostenuto la scelta del governo siriano, affermando che se i ribelli non rispettano il cessate il fuoco non ha senso che il governo lo rispetti unilateralmente. Le opposizioni in esilio avevano già detto nel pomeriggio che la “tregua è clinicamente morta”.
(Continua su: http://www.huffingtonpost.it/2016/09/19/tregua-siria_n_12085332.html)
Tutte le vicende che stanno succedendo ad Aleppo non sono le più tranquille: continuano i bombardamenti che erano però presenti anche durante la tregua; i morti non si contano più: uomini, donne, bambini. Gli aiuti hanno cominciato ad entrare in Siria e lasciano i vari generi dove possono, ma sembra che non raggiungano Aleppo senz’acqua e tutto il resto: orribile il comunicato riportato da alcuni giornali: “niente tregua, noi schiacceremo Aleppo”. E le varie nazioni si accusano a vicenda di fuoco amico e non, di bombe chimiche. L’ONU manda messaggi che lasciano il tempo che trovano. La gente si ammassa alle frontiere soprattutto col Libano, ma i morti per bombardamento e mancanza di viveri aumentano, le varie associazioni (cito Medici Senza Frontiere, ma anche tutte le altre) lanciano appelli disperati: non si parla di urgenza, ma di una fine prossima per mancanza di tutto. Se l’inviato dell’ONU parla di giorni agghiaccianti vuol dire che la situazione è una delle peggiori che si siano verificate anche se sembrano tutte uguali; ma questi giorni sono i più terribili perché la gente intrappolata dai bombardamenti non ce la fa più a resistere col poco o col niente che hanno fisicamente e psicologicamente.
2) Aleppo. Sotto le macerie c’è un bambino: si salvano ancora i civili intrappolati dalle macerie.
Il salvataggio disperato pubblicato il 24 settembre 2016 alle ore 13:34, grazie a quei soccorritori che rischiano la loro vita e grazie (si spera) per un futuro uomo che auspicabilmente crescerà con altri sentimenti verso i propri simili.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Aleppo, sotto le macerie c’è un bambino: il salvataggio disperato
Finita la tregua, sono ricominciati i bombardamenti sulla città di Aleppo; il bilancio è terribile: circa 80 i morti, tra i quali molti bambini. La protezione civile siriana però non si è arresa alla disperazione e pattugliando la zona ha estratto vivo dalle macerie della sua casa un bambino di circa 5 anni.
pubblicato il 24 settembre 2016 – youmedia.fanpage.it/video/aa/V-Zj6eSwakqx2iJs
Finita la tregua, sono ricominciati i bombardamenti sulla città di Aleppo; il bilancio è terribile: circa 80 i morti, tra i quali molti bambini. La protezione civile siriana però non si è arresa alla disperazione e, pattugliando la zona, ha estratto vivo dalle macerie della sua casa un bambino di circa 5 anni. E le mamme si accalcano alle frontiere per mettere in salvo i loro bambini//parenti, non più uomini combattenti, perché non ce ne sono quasi più, si salva il salvabile, altro che Olimpiadi: si muore in molte maniere là in Siria e molti se ne fregano altamente, tutti intenti alle partite di calcio più importanti. Bene! Continuiamo così: prima o poi succederà quello che non ci aspettiamo, ma che si prepara nell’aria e allora sarà troppo tardi per tutti, anche per noi. Terribile però la frase di schiacciare i propri fratelli: siamo ritornati al tirannosauro che ormai è nel nostro cervello e che ha sostituito i sentimenti anche più infinitesimali di fratellanza e di misericordia che si stanno propagandando invano.
3) Siria, denuncia di Amnesty International: “Bombardamenti con armi chimiche”; indaga l’Onu.
Amnesty International denuncia bombardamenti al Cloro sulla popolazione civile di Aleppo chiedendo un immediato stop ai raid. Se confermato, l’attacco costituirebbe un crimine di guerra. Sul caso indaga anche l’Onu
12 AGOSTO 2016 10: 26 di Antonio Palma
Nonostante la tregua per gli aiuti umanitari annunciata da Mosca, in Siria la guerra infuria incessantemente non risparmiando ospedali e obiettivi civili. Ta le città più colpite c’è Aleppo ormai ridotta ad un cumulo di macerie dai raid aerei e dai cannoneggiamenti. Nei giorni scorsi infatti un’offensiva disperata dei gruppi ribelli ha rotto l’assedio delle truppe governative che proseguiva da mesi ma il regime di Assad, spalleggiato dai caccia russi e in attesa di un controffensiva, sta bombardando incessantemente le posizioni appena perse. Bombardamenti durante i quali, secondo la denuncia di Amnesty International, sarebbero state usate anche armi chimiche contro la popolazione civile L’attacco sarebbe avvenuto prima del cessate il fuoco nel quartiere di al-Zibdiye, causando la morte immediata di almeno quattro persone ma soprattutto intossicando decine di persone tra cui molti bambini. Secondo la Ong si sarebbe trattato di un attacco con cloro da parte delle forze governative. A confermarlo alcune fonti mediche locali secondo le quali in ospedale sarebbero arrivate almeno 60 persone, tra cui 40 bambini, con sintomi caratteristici di un attacco con gas chimici. Secondo i medici le persone intossicate presentavano tutte difficoltà di respirazione e tosse e l’odore di cloro sui loro vestiti era evidente. “Chiediamo l’immediata cessazione dei raid aerei sugli obiettivi civili di Aleppo. Gli attacchi chimici e altri crimini di guerra devono finire. Chiediamo inoltre che gli aiuti possano arrivare senza incontrare ostacoli alle decine di migliaia di persone intrappolate nella zona orientale della città” ha dichiarato Magdalena Mughrabi, vicedirettrice del programma locale di Amnesty International. Sul caso sta indagando ora l’Onu, come ha confermato l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura. “Se l’attacco venisse confermato costituirebbe un crimine di guerra e come tale dovrebbe essere affrontato immediatamente” ha spiegato de Mistura ammettendo che ci sono prove in tal senso. L’Onu sta anche trattando con i russi per estendere il cessate il fuoco di tre ore al giorno annunciato da Mosca. “I russi ci hanno ascoltato e sono pronti a discutere per migliorare la loro proposta originale”, ha spiegato De Mistura ricordando che per poter soddisfare i bisogni umanitari della popolazione servirebbero almeno 48 ore per poter far entrare un numero sufficiente di camion (Continua su: http: //www.fanpage.it/siria-denuncia-di-amnesty-international­bombardamenti-con-armi-chimici-indaga-l-onu/ – http: //www.fanpage.it/ ; tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Amnesty, in Darfur usate armi chimiche
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/africa/2016/09/29/amnesty-in-darfur-usate-armi-chimiche_41b39868-19fe-49e5-ad38-dbd5e005470d.html
– Siria, Unicef: “Ad Aleppo numeri da genocidio. Da sei anni bambini intrappolati in un incubo”
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/29/siria-unicef-ad-aleppo-numeri-da-genocidio-da-sei-anni-bambini-intrappolati-in-un-incubo/3064882/
Lo spettro delle armi chimiche lo denuncia ora Amnesty citando fonti e relazioni sull’uso delle armi chimiche in Darfur, con decine di morti tra cui molti bambini, che come al solito pagano con la vita la pazzia criminale degli adulti.

False tregue e massacri multietnici continuano/False Truces and Multiethnic Slaughters Continue


1) Siria – Cento vittime in bombardamenti dall’annuncio dell’accordo tra Usa e Russia per la tregua
In Siria, la diplomazia porta avanti delle proposte che dovrebbero essere operative lunedì 11/09, e perciò i siriani che rimasti sotto i bombardamenti e bisognosi di tutto gli aiuti che sono ancora fermi ai confini e non sono lasciati entrare soprattutto dove c’è più bisogno, la cui vittima principale è la città di Aleppo, che le grandi associazioni umanitarie mandano appelli di continui per la sopravvivenza di quegli abitanti (anche se non solo loro) che non riescono nemmeno a fuggire e a sopravvivere con il niente che si trovano a gestire per loro ed i loro figli. 
Ciò che è stato deciso tra Russia e Usa però non è così tranquillizzante poiché in un mercato c’è stato un bombardamento con ancora sessanta morti e ad Aleppo altri 45 morti sempre per bombardamenti quindi siamo alle solite: il doppio messaggio altamente patologico “si farà così” scusate, ma ora è “cosà” e le statistiche dei morti civili e bambini aumentano, non si specifica bene il numero di bambini che sono spariti poiché le cifre sono discordanti, di fatto per ora tutto è come prima morti, gente affamata, assetata, disidratata che necessita di assistenza di base che è sparita quasi del tutto anche con le grandi associazioni di volontariato o di medici e personale medico locale che attendono oltre il confine il permesso di entrare ed aiutare. 
Si è a questo punto che ormai dura da anni e che ha spopolato intere città chiamiamole pure martiri perché lo sono e che hanno superato e di gran lunga lo stress da paura della guerra e sono a livelli di patologia psicologica e di non essere più in grado di reagire: teniamoli presenti anche se ci sono altre calamità meteorologiche mondiali altrettanto disastrose, ma ci sono anche i continui appelli di vescovi, associazioni rimaste che urlano quello che possono per mettere fine ad una ennesimo massacro che dura da anni e che non si sa quando finirà ed in che stato sarà quella gente bisognosa nei prossimi mesi. Altre notizie, poi, non sono delle migliori e riportate nelle fonti ci sarebbero stati altri bombardamenti chimici, si parla di “cloro”, ma le notizie non sono molto chiare nei dettagli. nei tempi stabiliti starebbe iniziando la tregua anche se le voci sono discordanti. Di più affidabile e sostenuto da più media è che i militari di Assad si stanno ritirando lasciando però ordigni e mine, inoltre i mezzi pronti alla frontiera per entrare e portare gli aiuti ad Aleppo hanno intoppi burocratici alle frontiere e la tregua è solo di non bombardamenti, ma niente aiuti, secondo i media del 16/09. Si spera che gli intoppi burocratici vengano superati con l’aiuto della Russia ed Usa, se non tutto resta come prima se non peggio. 
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate): 
– L’esercito siriano impedisce ai convogli umanitari di raggiungere Aleppo. Mercoledì, 14 Settembre 2016 Internazionale http://www.intopic.it/notizia/10558229/? r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha
– Ad Aleppo scontri nonostante la tregua. Attacco con “gas tossici”: 4 morti e feriti – Esteri 11 ago 2016
http://www.lastampa.it/2016/08/11/esteri/attacco-con-gas-tossici-ad-aleppo-morti-e-feriti-ACkOS1UxBGsE6sIS8nMAXN/pagina.html
– Testimonianza da Aleppo: “Qui è la catastrofe, nessuna tregua”, ESTERI – 11.08.2016
– GAS ALLEGEDLY USED BY SYRIAN GOVERNMENT FORCES IN LATEST ALEPPO BOMBING – Last updated 06/09/2016
MONDO 13 SETTEMBRE 2016
I caccia e i bombardieri B-52 americani sono entrati in azione in Iraq per bombardare un sito dove l’Isis produrrebbe armi chimiche a base di cloro e gas mostarda. Armi usate per colpire i civili – Continua su: 
– Siria, cento vittime in bombardamenti dall’annuncio dell’accordo tra Usa e Russia
MONDO – ULTIME NOTIZIE – 11 SETTEMBRE 2016 di C. T.
A riportare la notizia è la BBC, che cita attivisti dell’opposizione. In particolare, ieri ci sono state sessanta vittime e novanta feriti in un attacco di contro un mercato a Idlib; mentre nella provincia di Aleppo sono morte altre quarantacinque persone. La tregua pattuita tra Usa e Russia dovrebbe entrare in vigore domani al tramonto.
Da quando nella notte tra venerdì e sabato è stato annunciato l’accordo tra Stati Uniti e Russia per una tregua in Siria, i bombardamenti aerei contro le zone in mano ai ribelli hanno provocato la morte di oltre cento persone. A riportare la notiza è la BBC, che cita attivisti dell’opposizione. In particolare, ieri ci sono state sessanta vittime e novanta feriti in un attacco di contro un mercato a Idlib; mentre nella provincia di Aleppo sono morte altre quarantacinque persone.
La tregua pattuita tra Usa e Russia dovrebbe entrare in vigore domani al tramonto. L’intesa, a cui ha collaborato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, è arrivata al termine di una lunga maratona negoziale di oltre tredici ore a Ginevra. Secondo Lavrov, il regime dell’alleato Bashar al Assad, a questo punto è “pronto a collaborare”. Per ora la Casa Bianca e il Cremlino hanno deciso di lavorare su azioni aeree contro i terroristi, a condizione che Mosca e il regime di Assad, oltre che i gruppi ribelli arabi e curdi sostenuti da Washington, rispettino la tregua per almeno sette giorni. Previsto anche il ritiro delle forze siriane dalla città di Aleppo, per permettere l’accesso degli aiuti umanitari.
L’idea generale è comunque quella di combattere in nemico “uniti”. Su questo punto Kerry e Lavrov hanno detto che le due super-potenze “non andranno più in ordine sparso”, ma dovranno “condividere i dati d’intelligence militare” e contro l’Isis e “coordinarsi nelle operazioni dall’aria”. Lavrov assicura che “il governo di Assad è stato informato dell’accordo e che è pronto a rispettarlo”. Per l’ex sottosegretario Staffan de Mistura l’accordo di Ginevra è “una finestra che apre opportunità”. L’inviato speciale delle Nazioni Unite nei prossimi giorni sarà al Palazzo di Vetro di New York per parlare dei nuovi sviluppi col segretario generale Ban Ki-moon.
Altre fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Siria: anche Iran e Hezbollah aderiscono alla tregua (Radiovaticana) http://www.intopic.it/notizia/10546161/? r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha

2) Migranti e annegati: Barcone di migranti arenato a Catania, 6 morti nel tentativo di salvarsi – settembre 2016 

Sembra che tutti noi accettiamo passivamente quanto si legge sui vari media o veniamo a sapere dai vari relatori TV: non cambia nulla nella sequenza dei naufragi nel Mediterraneo e nemmeno nell’arrivo dei migranti provenienti da ogni parte nei vari porti o sulle coste italiane, anche se principalmente in Italia e Grecia arrivano in scaglioni già preordinati dai trafficanti di carne umana che è in attesa (magari da anni) nelle vie del traffico e poi si trova sbattuta su barconi, gommoni strapieni in partenza attraverso un mare che nasconde insidie a non finire. E così un periodico dice che ogni giorno muoiono 6 migranti e i conti sono presto fatti: dal 2014,10000 morti annegati per difetto e di conta, perché quelli che muoiono durante i viaggi in terra e nelle stamberghe in cui stazionano in attesa di partire non sono contati, come pure quelli che non possono pagare… e allora botte, lavoro, espianto di organi sono la fine di questi malcapitati, bambini compresi. 
Ma l’Europa, che continua a diramare comunicati sul fatto che si sta facendo e che ci si riunisce per stabilire, che propone canali umanitari che ancora sono nelle parole di chi le dice o su una carta sostenuta sul momento dall’UE o dall’ONU, che alla fin fine si limitano a proporre, si ritrova davanti quale costante risultato solo e sempre quei migranti, che psicologicamente arrivano stressati e lo saranno per un gran pezzo, oppure una conta degli annegati o dei morti in altro modo. 
Ormai, direi, che ci hanno abituati a questi risultati e se anche certe TV affrontano il problema, presentando anche le lamentele degli abitanti dove questi arrivano, non certo col sorriso sulle labbra come era agli inizi, solo ora che la Merkel ha perso consistenza politica e rischia di tramontare dalla scena si inizia a dire che il problema degli immigranti aumenterà e non si sa fin dove. 
I volontari seri fanno di tutto per alleviare l’alleviabile, ma questo certo non può essere sufficiente per chi vuole una vita nuova da vivere e si trova gomito a gomito con altra gente che vuole vivere decentemente.
I problemi sono conosciuti ed affrontati come possono o non possono. Inviando nei posti più disparati questi disperati non si risolve granché, a meno che non ci sia supporto logistico che insegni loro tutto quanto, incluse le circostanze del mondo in cui si inseriscono, se no vedremo sempre stazioni ferroviarie o altri luoghi simili pieni di questa gente che non sa dove andare, e tutto continuerà a risolversi in un gran caos che gli addetti alla tutela della normalizzazione conoscono bene e talvolta non sanno come gestire: e allora la rabbia e la violenza si manifestano sia in chi arriva sia in chi accoglie, e lo stato panifica, ma risolve ben poco; gli arrivi aumentano, i morti pure e le incomprensioni locali incrementano di conseguenza. 
Ringraziamo sempre chi aiuta in ogni modo questi nostri fratelli e lo fa bene.
Purtroppo questo non è sufficiente: i problemi sembrano quelli di anni fa, quando cominciavano ad arrivare le prime barcaccie stracariche di persone che non avevano nemmeno il posto per le loro necessità fisiche e chi moriva nella traversata era gettato in mare e finiva lì… avanti fino a Lampedusa o altri porti più o meno conosciuti. 
Gli esempi si moltiplicano: i corridoi umanitari sono ancora nella mente e nelle parole di chi li ha proposti, ma in realtà non esistono. Ci sono corridoi-trappola a senso unico, che tanti sventurati imboccano a proprio rischio e pericolo, finendo spesso per pagare con la vita quei tentativi non riusciti, se non vengono uccisi dalle guardie di frontiera. 
Chi scrive non sa più cosa aspettarsi se non questo continuo arrivare, morire, essere violentati, espiantati da tutti i preposti scafisti e collaboratori di ogni razza, trafficanti e polizia lungo il calvario.
Le cifre che le grandi associazioni ufficiali e serie attualmente ci forniscono circa la sorte dei bambini nel mondo sono cifre da paura: diciotto milioni di bambini non vanno a scuola e così prepariamo il nostro domani e un governo per l’umanità. 
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):   
Nel 2014 le vittime della sono state 3.500, salite a 3.771 lo scorso anno, nei soli primi 5 mesi del 2016 sono già 2.814. E cresce il numero di migranti minorenni, soprattutto senza famiglia  http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-Onu-piu-di-10.000-morti-nel-Mediterraneo-dal-2014-5b2153d0-40ee-4a53-a7aa-0a85f23566fa.html
– Barcone di migranti arenato a Catania, 6 morti nel tentativo di salvarsi (VIDEO) – CRONACA – ULTIME NOTIZIE – 10.08.2013
Le telecamere di Fanpage.it questa mattina hanno documentato uno scenario raccapricciante: un barcone di migranti provenienti da Siria ed Egitto è arenato a Catania, 6 sono morti alla disperata ricerca di raggiungere a nuoto la riva. Subito le autorità locali li hanno soccorsi
 Guerra in Siria: «È ora di dire basta. Insieme» (Avvenire, 02.09.2016) http://www.intopic.it/notizia/10509186/?%20r=WAGJBxroaZBEQ&utm_source=alert&utm_medium=email&utm_campaign=alpha  
– Unhcr: a un anno dalla morte di Aylan aumentano le vittime nel mediterraneo (euro news – 02.09.2016) http://it.euronews.com/2016/09/02/unhcr-a-un-anno-dalla-morte-di-aylan-aumentano-le-vittime-nel-mediterraneo
– UNICEF: 18 milioni di bambini non vanno a scuola (La Voce del Popolo), 03.09.2016
– Le ferite invisibili e ignorate dei migranti in Italia – Annalisa Camilli (giornalista internazionale), 15.07.2016
“Uno dei casi che mi ha colpito di più è quello di un ragazzino eritreo che ho visto quando era appena arrivato in Italia.(…) Continua sua:
– Su profughi e migranti ora si fa (o si disfa) l’Europa – Fanpage (28.01.2016)
La decisione della Svezia di rimpatriare 80.000 rifugiati è l’ultimo prodotto di una fabbrica di segnali di scoraggiamento che in Europa ogni Paese sta facendo in difesa di sé stesso, noncurante delle regole generali. La crisi provocata dall’immigrazione è il test stress di un Europa che sembra incapace e inadeguata nel vigilare il rispetto delle regole comuni. Ma questa volta il piano è delicato: si tratta della forma che si vuole dare all’etica.
http://www.fanpage.it/).
– Migranti: affonda gommone davanti a Libia, 12 morti
(http://www6.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/libia/2016/11/02/migranti-affonda-gommone-davanti-a-libia-12-morti_df05cf47-0d8e-4d68-bb46-92f9c74291e3.html)
3) Siria: Ong, 54 uccisi di cui 34 civili in ultime 24 ore
Accuse reciproche violazioni tregua, tra vittime 11 bambini, 16.09.2016
(ANSAmed) – BEIRUT, 16 SET – È di 54 uccisi nelle ultime 24 ore il bilancio delle violenze che continuano in Siria nonostante la tregua in vigore da lunedì scorso. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) secondo cui 34 sono civili e 20 sono miliziani di varie sigle. Tra i civili uccisi si contano undici minori, tra cui una bimba uccisa da insorti nel sud della Siria e un bambino ucciso da un cecchino governativo ad Aleppo est, nel nord. Il bilancio più sanguinoso proviene da Mayadin, nell’est del Paese controllato dall’Isis, dove ieri sono morti 27 civili, tra i quali 9 bambini, in un raid aereo compiuto da non meglio identificati aerei militari.
Le parti si accusano a vicenda di non rispettare il regime di “calma” in vigore da lunedì sera. Secondo l’Ondus nelle ultime ore si registrano attacchi aerei e di artiglieria governativi nella Siria centro-occidentale (Idlib), nella Siria centrale (regioni di Homs e Hama), dentro e fuori Damasco (nella Ghuta orientale e nel quartiere di Jobar), nel sud del Paese (nelle regioni di Daraa e Qunaytra). L’agenzia ufficiale Sana dal canto suo denuncia violazioni della tregua da parte di insorti a Jobar, quartiere della capitale fuori dal controllo governativo.
(ANSAmed).
E così la tregua partorita dalle due nazioni principali è stata altamente snobbata dalle diverse parti che hanno la pancia piena: bambini uccisi da cecchini, gli aiuti sono fermi sotto il sole e Aleppo non riceve se non altri bombardamenti (“Parturient montes, nascetur ridiculus mus”, significa: “I monti avranno le doglie del parto, nascerà un ridicolo topo”, Orazio, Ars poetica, verso 139).
Una presa in giro alla grande, grottesca e crudele per chi aspetta da anni aiuti di ogni tipo e non riceve che altre bombe ed insulti. Questo non è proprio tutto, perché gli aiuti ONU sono riusciti a entrare dal confine di Cilvegozu con la Turchia. Le altre nazioni che stanno giocando alla diplomazia si defilano alla grande, e restano, come sempre, i volontari che nei vari punti cruciali sono ancora presenti e attivi a misura di cosa hanno da distribuire, i bambini non vanno a scuola e le famiglie, ancora una volta, tentano di fuggire per cadere in mano ai criminali della tratta umana, che sono sempre sul posto ad accalappiare i disperati che riescono a vedere in loro una soluzione che però non sanno con precisione quale sarà. 
4) Tregua finita in Siria, su Aleppo tornano le bombe 
Le forze armate siriane hanno annunciato la fine del cessate il fuoco deciso dall’accordo Usa-Russia. I ribelli, si legge in una nota, “hanno sabotato l’accordo”.
MONDOMEDIO ORIENTEULTIME NOTIZIE 19 SETTEMBRE 2016  22:05 di Susanna Picone
Le forze armate siriane hanno annunciato unilateralmente la fine della tregua umanitaria in Siria siglata a Ginevra con l’impegno diretto di Washington e Mosca. La Russia ha sostenuto la scelta del governo siriano, affermando che se i ribelli non rispettano il cessate il fuoco non ha senso che il governo lo rispetti unilateralmente. Le opposizioni in esilio avevano già detto nel pomeriggio che la “tregua è clinicamente morta”. Poche ore dopo l’annuncio della fine della tregua, nuovi bombardamenti si sono abbattuti su Aleppo. Gli attacchi hanno preso di mira Sukkari e Amiriyah, due quartieri orientali della città. Lo riferisce la tv panaraba al Jazira citando il proprio corrispondente ad Aleppo est. Anche l’Osservatorio siriano dei diritti umani ha riferito che proiettili di artiglieria stanno piovendo sulla città siriana. Reciproci scambi di accuse – Il cessate il fuoco era entrato in vigore il 12 settembre scorso ed è stato quasi subito messo a rischio da scontri e reciproci scambi di accuse. Secondo quanto emerge da un rapporto pubblicato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, un totale di 92 civili sono rimasti uccisi negli ultimi sette giorni proprio nelle zone dove era in vigore il cessate il fuoco. 
Tra le vittime, vi sarebbero almeno 29 bambini e 17 donne. Accordo Russia-Stati Uniti – Mentre a Ginevra è ancora previsto un incontro tra rappresentanti militari russi e americani, a New York, a margine dell’assemblea generale dell’Onu, il segretario di Stato americano John Kerry ha detto di avere ancora qualche speranza perché regga la tregua. Il Dipartimento di Stato ha ricordato che l’accordo è stato sottoscritto da Russia e Stati Uniti, e gli americani sono pronti a lavorare con i russi per estendere la tregua e l’invio di aiuti umanitari. Sulla stessa lunghezza d’onda si è posto anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan De Mistura, affermando che solo Mosca e Washington possono dichiarare terminata la tregua in Siria.
(Continua su: http://www.fanpage.it/tregua-finita-in-siria-su-aleppo-tornano-le-bombe/
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Sembra che le nazioni interessate alla guerra in Siria ed ai loro interessi per quel martoriato paese stiano mettendo in atto una distruzione totale del medesimo. Sono martellanti i comunicati che danno il numero di bombardamenti, di ospedali o ambulatori distrutti, di civili, di bambini uccisi crudelmente dopo averli storditi da anni con scoppi di bombe e abituati alla paura e alla mancanza di viveri e di generi di prima necessità, che ormai hanno prezzi fuori misura e la gran parte della gente o mangia quello che trova (comprese le foglie degli alberi e l’erba) o aspetta deperendo ogni giorno che passa gli aiuti che non arrivano, perché fermi alle varie dogane che non li lasciano entrare. Qualcuno cerca di fuggire anche se non sa dove va e come finirà, ma il mondo politico e i rappresentanti delle nazioni continuano ad invocare tregue che non arrivano, che vengono sbandierate e poi violate dai soliti bombardamenti, cui si aggiungono (sembrerebbe) agenti chimici come il fosforo, tanto per cambiare. Siamo proprio allo sbando più assoluto e alla non voglia della pace, tanto declamata, ma non attuata. 
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– SIRIA, LA TREGUA È FINITA COLPITO CONVOGLIO DI AIUTI UMANITARI: «ALMENO 12 MORTI» – 19.09.2016
Diciotto camion del convoglio di aiuti umanitari sono stati colpiti in Siria. Lo rende noto l’Onu, che non al momento in grado di verificare se ci siano morti e feriti. Secondo quanto riporta la Bbc l’Osservatorio siriano per i diritti umani conferma invece che le vittime sono almeno 12 e che il raid stato compiuto dalle forze governative e russe.
http://www.bcrmagazine.it/201631530/siria-la-tregua-e-finita-colpito-convoglio-di-aiuti-umanitari-almeno-12-morti.php
5) Siria, bombardato convoglio di aiuti umanitari dell’Onu: almeno 12 operatori uccisi
20 SETTEMBRE 2016 10:42 di Davide Falcioni (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
A poche ore dalla fine della tregua un convoglio umanitario delle Nazioni Unite è stato bombardato: 36 persone sono morte, 12 erano operatori che trasportavano aiuti alla popolazione. 
Un convoglio delle Nazioni Unite carico di aiuti umanitari è stato bombardato nelle vicinanze di Aleppo a poche ore dalla fine del cessate il fuoco concordato da Russia e Stati Uniti: almeno 36 persone sono state uccise nell’attacco, 12 dei quali sono operatori umanitari. Il numero delle vittime è stato reso noto dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, mentre l’Onu ha confermato che sono stati raggiunti dalle bombe 18 dei 31 camion del convoglio nei pressi di Urum al-Kubra, a nordovest di Aleppo. Sempre l’Onu – che proprio ieri ha tenuto la sua assemblea generale a New York – ha fatto sapere che sta indagando per individuare i responsabili del raid. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon nel frattempo ha duramente attaccato Assad: “Tanti gruppi hanno ucciso molti civili in Siria, ma nessuno ne ha uccisi di più del governo siriano, che continua a bombardare quartieri e torturare migliaia di detenuti”. Il numero uno delle Nazioni Unite ha definito l’attacco “ripugnante, selvaggio e apparentemente deliberato. Gli operatori che consegnavano aiuti erano eroi: quelli che li hanno bombardati sono codardi. Quando pensavamo che non potesse andare peggio, si è scesi ancora più in basso”. In attesa che venga fatta piena luce su quanto accaduto una fonte dell’amministrazione statunitense non ha risparmiato accuse alla Russia. “Si è trattato di un raid aereo e non è stato condotto dalla coalizione”, ha detto la fonte, spiegando che al momento non è possibile affermare se l’azione sia da attribuirsi ai caccia russi o del regime di Damasco. “In ogni caso – ha accusato – i russi hanno certamente la responsabilità di astenersi da queste azioni ma anche di evitare che le compia il regime”. Sempre da Washington un altro alto funzionario americano ha detto che il raid di ieri ha dato “un duro colpo ai nostri sforzi di portare la pace in Siria e sta ai russi dimostrare la serierà delle loro intenzioni, non solo attraverso le parole, ma anche attraverso azioni che dimostrino che questo processo resta fattibile”. Le Nazioni Unite, tramite il responsabile per gli Affari umanitari Stephen O’Brien, si sono dette “disgustate e inorridite” dal “vergognoso” attacco, spiegando che nel bombardamento sono stati danneggiati anche un deposito della Mezzaluna siriana ed una struttura sanitaria. “Non ci possono essere giustificazioni né scuse, nessuna ragione per attaccare operatori umanitari coraggiosi ed altruisti che cercavano di raggiungere i loro concittadini che hanno un disperato bisogno di assistenza. Sia chiaro, se si scoprirà che questo attacco orrendo è stato deliberato, sarò considerato un crimine di guerra”.Davide Falcioni 
Continua su: http://www.fanpage.it/siria­bombardato-convoglio-di-aiuti-umanitari-dell-onu-almeno-12-operatori-uccisi/ – 
http://www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati all’autore e alle testate).
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate): 
– Siria, bombe sulla clinica di una Ong, uccisi quattro operatori in un raid vicino ad Aleppo (http://www.repubblica.it/esteri/2016/09/21/news/siria_quattro_medici_di_una_ong_uccisi_in_un_raid_ad_aleppo-148212649/)
– Siria: raid su centro medico, almeno 13 morti – Tra vittime quattro tra infermieri e paramedici e 9 ribelli, Mondo, ANSA, 21.09.2016
– Altro che giornata della pace: ecco tutte le guerre dimenticate. Angola, Nigeria, Birmania: scontri armati al limite tra guerra, proteste e terrorismo. Nella Giornata internazionale della pace un’occasione per prendere coscienza delle migliaia di morti silenziose, di Lorenzo Giarelli, 21.09.2016
http://www.linkiesta.it/it/article/2016/09/21/altro-che-giornata-della-pace-ecco-tutte-le-guerre-dimenticate/31839/
– Siria, utilizzo di cluster bomb e fosforo bianco: cosa c’è di vero? 28.06.2016
I ribelli additano i russi, tuttavia non hanno mai accettato di dissociarsi dai terroristi con i quali uccidono decine di civili ogni giorno. Da parte sua, Mosca non ha mai ammesso di aver usato le cluster bomb ma visto che ha diffuso il video che pubblichiamo in questo articolo (che documenta un attacco a forze ISIS), l’ammissione è implicita. di Patrizio Ricci – LPLNews24
http://www.vietatoparlare.it/siria-utilizzo-cluster-bomb-fosforo-bianco-cosa-ce-vero/
Ed ecco che le tregue non sono nemmeno cominciate, che vengono violate con bombardamenti ed altro: insomma civili che muoiono e bambini pure, esito che è la vera intenzione dei vari combattenti. Mentre le associazioni di volontariato gridano al mondo queste infamie e cercano cibo e generi di prima necessità che non ci sono, la gente è in catalessi, non si muove più, cerca solo di sopravvivere in qualche modo. Si è già detto che cercano di scappare dall’inferno che li circonda, ma molti si aggiungono alle solite statistiche dei morti giornalieri. 
Aleppo è un esempio di quanto succede, ma non è l’unica città o borgo distrutto e seviziato coi bombardamenti che le varie nazioni si accusano a vicenda di fare. 
Per carità cerchiamo di non indire più giornate di alcun genere, giornate che lasciano il tempo che trovano: aiutiamo, alziamo la voce, urliamo per questo massacro senza fine di cui la Siria è un esempio. 
Si è vista la storia ignobile della tregua iniziata e subito cessata con i bombardamenti, oltre all’abominio dei generi di prima necessità fermi alle dogane, oppure mandati avanti e come da satanici ordigni sono stati pure bombardati e uccisi i volontari che li accompagnavano: questo il risultato della diplomazia di chi non vuole fermare la guerra e di chi vuole distruggere la gente inerme con le bombe o facendo loro mancare i generi più basilari per la sopravvivenza.
Che ironia stomachevole e terrificante quella di far avanzare i convogli umanitari, illudere la gente che stanno arrivando cibo, acqua ed altro e poi bombardare quei convogli che aspettavano tanto… Ma di questo i capi di stato raccontano quello che vogliono, incolpandosi a vicenda e lasciando la gente a morire. 
Se c’è il vero Nobel da distribuire quest’anno bisognerebbe darlo ad Aleppo o a tutta la Siria, per la sua costanza nel cercare di sopravvivere a quel cumulo di bugie dette dai vari stati e alla mancanza di tutto. 
Preghiamo Dio che non lasci andare avanti il martirio di chi muore cercando  solo di lasciar sopravvivere i propri figli e loro stessi col nulla offerto dalla varie nazioni. 
INTANTO A CASA NOSTRA…
6) Bambini sbattuti a terra come pupazzi: tre maestre d’asilo sospese a Potenza.
La sospensione delle tre educatrici arriva in seguito alla denuncia di una mamma, che aveva notato dei lividi sulle braccia della figlia. http://www.fanpage.it/ (Tutti i diritti riservati agli autori e alla testate)
ULTIME NOTIZIE 22 SETTEMBRE 2016 
Tre educatrici della scuola materna “Il Delfino” di Potenza sono state sospese dal pubblico ufficio e dal servizio di insegnante dopo l’accusa di aver maltrattato con “violenze fisiche e verbali” alcuni bambini di età comprese tra i 3 e i 5 anni, che erano stati a loro affidati presso l’istituto scolastico. I provvedimenti – emessi dal giudice per le indagini preliminari di Potenza – sono stati emessi alla fine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo lucano ed effettuate dal Reparto Operativo-Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Potenza dei Carabinieri. Le indagini sono scaturite dalla denuncia di una madre, che aveva notato alcuni lividi sulle braccia della figlia riscontrando anche un suo preoccupante cambiamento d’umore. Si sono rivelate determinanti le immagini e gli audio acquisiti attraverso telecamere e microfoni nascosti all’interno delle classi, che hanno documentato come effettivamente le educatrici facessero ricorso ad abusi (Continua su: http://www.fanpage.it/bambini-sbattuti-a-terra-come-pupazzi-tre-maestre-d-asilo-sospese-a­potenza/ http://www.fanpage.it/ )
Come se non bastassero i fatti che succedono in Siria, dove sono bombardati i convogli umanitari che lasciano disperati alla fame e senza alcun cibo o assistenza e continuano i bombardamenti che dovevano essere sospesi, possibile che nel nostro Paese, nel XXI secolo, queste educatrici, non solo non si documentano circa quello di cui si sta parlando, ma pensano solo a picchiare i bambini che non sono immobili come statue? Che coraggio hanno di maltrattare chi anche si ribella ai loro metodi? Dove hanno imparato a essere educatrici? Ma non c’è nessun controllo e devono essere i genitori che si accorgono che il bambino è picchiato o ha subito altri abusi, perché la vita di quei bambini non sia un altro inferno, oltre a quelli che già conosciamo. 
Certo che questo non sarà l’unico posto dove picchiano i bambini, ma apriamo tutti gli occhi per non lamentarci poi di bullismo o di ciberbullismo giovanile, se da bambini quei giovani hanno subito violenze nascoste o rivelate nei vari asili. Le famose opportunità per fermare queste terribili e odiose botte si possono evitare e non ci stanchiamo di ripeterlo: cineprese di controllo ed esami preliminari di chi si appresta ad esercitare questa delicata professione. Non limitiamoci ai test d’ingresso, somministrati ai giovani prima di iniziare a studiare per diventare educatori, ma monitoriamo negli anni lo stato psicologico dei soggetti cui i nostri bambini vengono affidati.
7) L’innocenza dei bambini che si scontra con l’indifferenza e perfidia degli adulti
Alex, a 6 anni scrive a Obama: “Porta da noi il piccolo Omran, giocherà con me”
22/09/2016
La lettera del piccolo che fa riferimento al bimbo estratto vivo dalle macerie causate da un bombardamento, ha commosso Obama che ne ha condiviso il contenuto nel recente summit sui rifugiati
Quella drammatica foto in cui si vede il piccolo Omran Daqneesh sporco e insanguinato in un’ambulanza, dopo essere stato estratto vivo dalle macerie causate da un bombardamento, è diventata uno dei simboli della guerra in Siria rimanendo indelebile nella mente di chi l’ha vista. Tra loro c’è anche Alex, un bambino di 6 anni di New York che dopo aver visto la scioccante immagine in tv, insieme ai genitori ha deciso di scrivere una commovente lettera al Presidente Usa Barack Obama pregandolo di portare il coetaneo negli Stati Uniti e offrendo la sua casa per ospitarlo.
“Caro Presidente, ricordi il bambino ripreso nell’ambulanza in Siria dopo un bombardamento? Potresti farlo andare a prendere e portarlo a casa mia?” chiede nella missiva il piccolo Alex che vive a Scarsdale, nello Stato di New York. “Lo accoglieremo con bandiere e palloncini, gli daremo una famiglia e lui sarà nostro fratello” ha assicurato il bimbo, aggiungendo: “Nella mia scuola, ho un amico dalla Siria, Omar, e tutti noi possiamo giocare insieme. Lo possiamo invitare alle feste di compleanno e lui ci insegnerà un’altra lingua. Mentre noi gli insegniamo l’inglese.
“Grazie mille! Non vedo l’ora che voi arriviate a casa mia” ha concluso Alex. Una missiva che ha colpito molto Obama che per questo ha deciso di condividere il messaggio durante il recente summit per i rifugiati che si è tenuto a New York facendo poi pubblicare sul portale della Casa bianca il video in cui è lo stesso Alex a leggere la lettera. “Dovremmo tutti essere più come Alex, immaginate come sarebbe il mondo se fossimo così. Immaginate la sofferenza che potremmo risparmiare e le vite che si potrebbero salvare” ha sottolineato commosso il presidente Obama.
(Continua su: http://www.fanpage.it/alex-a-6-anni-scrive-a-obama-porta-da-noi-il-piccolo-omran-giochera-con-me/  http://www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati agli autori e alle testate)
Immagino che chi legge questo articolo ormai preda del web, si commuove per l’innocenza del bambino che chiede al presidente della nazione di portare da lui il bambino che ha visto in TV caricato sull’ambulanza ed immobile come una statua: lui vuole fargli ricuperare la parte di età infantile che ha perso, anzi lo terrebbe come un fratello. Certo che sono esempi da seguire, anche se le difficoltà non sono solo quelle del bambino che scrive, perché ha visto realmente e forse provato internamente la sofferenza dall’altro bimbo e vuole rimediare a questo. Certo che quando il presidente Obama ha letto questa lettera, molti avranno battuto le mani e saranno stati (forse) commossi, ma poi si passa ad altro e ci si augura che lo spunto dato da quel ragazzino non resti lettera morta. 
Bravo, Alex! Sarai un uomo di principi sani se continui così e non ti lasci accalappiare dal malvezzo degli adulti di pensare solo per sé, nemmeno per la famiglia. Ciao e un abbraccio!
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
Nigeria, liberati 566 ostaggi di Boko Haram, tra cui 355 bambini (La Repubblica) 
8) Siria, nuovo raid su Aleppo. Almeno 80 morti, molti sono bambini 
Il bombardamento è stato effettuato dall’aviazione siriana con il sostegno di quella russa. 
NOTIZIE 23 SETTEMBRE 2016 18:44 di Davide Falcioni 
Nuova strage di civili ad Aleppo: nelle ultime 24 ore i caccia dell’aviazione militare siriana hanno effettuato decine di raid sulla città causando almeno 80 vittime. Tra queste, stando a quanto riportano fonti locali, molti sarebbero bambini. I bombardamenti sono stati autorizzati dal presidente Bashar Al Assad e supportati dalla Russia, che starebbe ipotizzando un intervento delle truppe di terra. L’inizio dei raid è stato annunciato nella notte dal Comando delle operazioni militari ad Aleppo, che ha chiesto ai civili di tenersi lontani dalle zone controllate dai “gruppi terroristi”. Le bombe hanno sventrato case nei quartieri di Al Kalasa, Al Qateryi, Bab al Nairab, Al Maadi y Al Ferdus. Gli ufficiali del governo sarebbero stati intenzionati a prendere il controllo del distretto di Al Sukari e di tutte le aree che restano in mano ai ribelli di Al Ameria y Al Sheij Said. La carneficina segna un’importante battuta d’arresto degli sforzi della diplomazia statunitense e russa di istituire un nuovo cessate il fuoco che consentisse il passaggio di aiuti umanitari. Nelle prossime ore il segretario di stato americano Kerry e il suo omonimo russo Lavrov dovrebbero incontrarsi nuovamente dopo che la riunione di una ventina di Paesi del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria, che si è tenuta questa notte a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, è finita con un nulla di fatto. Il vertice ha avuto fine senza che Washington e Mosca riuscissero a raggiungere un accordo sulla ripresa della tregua, tanto che lo stesso inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, non ha esitato a parlare di colloqui “dolorosi e deludenti”, mentre Serghei Lavrov ha candidamente ammesso che “non è successo niente”. “Ci siamo scambiati idee con i russi e prevediamo di tornare a consultarci domani”, ha confermato il segretario di Stato. (Continua su: http://www.fanpage.it/siria-nuovo-raid-su-aleppo-almeno-80-morti-molti-sono-bambini/ http://www.fanpage.it/  – tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
La fine di questa relazione è penosa, irritante e rabbiosa all’inverosimile, se si loda col cuore quel bambino che vuole portare a casa sua l’altro bimbo Omran che ha visto soffrire silenziosamente e si valuta il rilascio di bambini che erano stati rapiti e non si sa come trattati. Per il resto si è alle solite ignobili manifestazioni della razza umana e dei pochi che la comandano da paranoici mitomani. Non è cambiato nulla. La guerra non cessa. Le bugie che raccontano i vari stati mostrano che non si prendono sul serio quegli esseri umani, adulti e bambini che muoiono, che vivono di stress più che di cibo ed acqua. Presumo che anche i prossimi articoli saranno uguali: bombardamenti, cibo e prime necessità alle frontiere, diplomatici che discutono partorendo i soliti topolini, civili e bambini uccisi, altri annegati nel tentativo di sopravvivere.  
Smettiamola di prenderci in giro, di deprimere i volontari che assistono a scene terribili senza poter aiutare perché non hanno più i mezzi. Cerchiamo di essere più umani: potrebbe anche invertirsi l’andazzo e magari potremmo venire a trovarci noi in quelle condizioni; solo così comprenderemmo cosa soffrono non solo in Siria, ma in tutti i posti dove ci sono guerre più o meno palesi.