La sopravvivenza dei bambini e delle risorse alimentari sono la questione prioritaria del futuro/The Survival of Children and of Food Resources Are of Overriding Importance for the Future


Gates Vs Zuchkerberg: Internet non salverà il mondo, i vaccini e le risorse alimentari sì.
sabato 2 novembre 2013 (tutti i diritti riservati agli autori ed alla testata Clandestinoweb-02/nov/2013)

Bill Gates in una lunga intervista rilasciata al Financial Times parla della sua filosofia di vita, in particolare sul futuro del mondo e una partita tra il bene e il male.
“Internet non salverà il mondo. Qualunque cosa ne pensino Mark Zuckerberg e gli altri miliardari tecnologici della Silicon Valley. Eliminare le malattie, quello sì che può fare la differenza. Ne é convinto”, queste le parole del fondatore di Microsoft. Amo l’IT ancora, ma, se vogliamo migliorare le nostre vite, dobbiamo occuparci di questioni ben più elementari, come la sopravvivenza dei bambini e le risorse alimentari.

Così Gates risponde alle domande del giornalista del Financial Times, Richard Waters.

Il dibattito sulla tecnologia ed in particolare sulla rete Internet viene affrontato da molti illustri personaggi del monto dell’IT; anche Mark Zuckerberg ha espresso la volontà di voler trasportare la rete ad altri cinque miliardi di individui nei prossimi anni. Uno sforzo, questo, che il fondatore di Facebook ha definito “una delle più grosse sfide della nostra generazione”. Su queste ultime considerazioni Gates ha da ridire, affermando: “Una priorità? È uno scherzo”. Poi: “Cos’è più importante: la connettività mondiale o il vaccino per la malaria? Se qualcuno pensa che la connessione al web sia la chiave, ottimo, buon per lui. Io non condivido.”
Finalmente un esperto conoscitore del futuro mediatico ed anche sociale si esprime nel modo più giusto con cui possa rispondere qualsisia autorità politica nazionale o mondiale che fatica a pensare al futuro mondiale.
Bill Gates ci dà la sveglia anche se siamo già in ritardo. Troppi sono i politici cui stanno a cuore i problemi loro e di adesso e forse del futuro vicino, ma quasi nessuno pensa a quello che verrà lasciato ai bambini del futuro ed alla loro sopravvivenza quando tutti i politici attuali e del futuro prossimo saranno già tramontati e lontani nel tempo vicino.
È ben vero che diversi esperti del settore lanciano da tempo l’allarme in questo senso, ma c’è qualcuno che li ascolta seriamente oltre a batter loro le mani quando fanno conferenze su questo tema che riguarda i figli dei nostri figli ed anche dei loro?
Diverse sono anche le lodevoli associazioni di volontariato: quelle veramente tali, che lanciano da tempo questo allarme, sebbene sembri che le orecchie delle persone che dovrebbe sentire siano tappate; si fanno cerimonie di ogni tipo, con spiegamenti di mezzi non agricoli ma di morte.

E la gente comune viene imbesuita dalle manifestazioni ufficiali, dai discorsi che promettono e poi si scopre che non mantengono o tirano in lungo per far passare o meno determinate leggi; ma è il contentino per tirare avanti fino all’inverosimile: quante terre dei fuochi ci sono al mondo che deteriorano il prodotto ora e nel futuro e faranno morire i malcapitati che non possono fare esami tossicologici su quello che mangiano? Quante sono in tutto il mondo, e non solo in Calabria, le vittime nel fondo del mare, cioè dei mari? Le tasche dei criminali che hanno accelerato questo processo di contaminazione sono strapiene di soldi ed altro, ma non porteranno una lira nell’altro mondo o, se non c’è, quando moriranno. Ma una giustizia super nos è presente e certi debiti verso l’umanità si pagano sempre, volenti o nolenti, anche se si é abili simulatori e facce d’angelo.
2) Crisi. I bambini spagnoli senza cibo, le scuole restano aperte per garantire i pasti – da intop.it (diritti riservati all’autore ed alla testata)

La crisi in Spagna sta colpendo in special modo i bambini, vittime di malnutrizione. Per questo, alcune scuole hanno deciso di restar aperte anche durante l’estate, per garantire un pasto sicuro al giorno, attraverso il servizio mensa.

Redazione-22 agosto 2013- La crisi che la zona euro sta patendo viene subita soprattutto dai bambini. Sono loro che stanno pagando maggiormente l’assenza di certezze economiche.
Se in Grecia la situazione è sotto gli occhi di tutti, con l’aumento di abbandono di minori e casi di malnutrizione, non spesso si è sentito parlare della Spagna che, ugualmente, non naviga in ottime acque. Anzi! Nelle scuole è già da tempo allarme per le condizioni degli alunni, che svengono durante le lezioni o sono costretti al ricovero a causa della malnutrizione. Per questo, quest’estate, gli istituti hanno deciso di restare aperti, con il fine di poter offrire ai bambini un pasto dalla mensa, gratuito per i meno abbienti.

La crisi, infatti, ha mutato completamente le abitudini alimentari dei cittadini iberici: niente frutta e verdura, niente carne e pesce. Si consuma in grande quantità riso e pasta, cibi che, se riempiono lo stomaco, non riescono però ad offrire il fabbisogno energetico che i piccoli richiedono.

I dati sono inquietanti: nella sola Catalogna, i bambi malnutriti sono cinquantamila, come rivelato da un rapporto stilato dal Sindic de Greuges. A Madrid, i piccoli che vivono nella povertà sono invece 2,3 milioni, secondo l’Unicef. Proprio per questo, quest’estate, in alcune zone della penisola iberica, come sulle isole Canarie, le scuole hanno deciso di restar aperte. La scusa è quella di tenere corsi d’approfondimento o formazione, ma la realtà è che si vuole offrire ai ragazzini un pasto sicuro al giorno, attraverso il servizio mensa, durante l’anno scolastico disertato dai più poveri, le cui famiglie non sono in grado di pagare la quota.

“Non ci sono giustificazioni perché questo Paese non possa alimentare i suoi cittadini, specialmente i bambini”, ha tuonato al riguardo il responsabile delle Politiche infantili di Unicef  Spagna,  Gabriel González-Bueno, il quale si è scagliato violentemente anche contro i tagli alla scuola pubblica: è colpa di questi, infatti, se gli aiuti per la mensa scolastica sono crollati e anche le famiglie povere si sono ritrovate a dover rinunciare al servizio. Inoltre, ha reso noto come l’Unicef stia attendendo che il governo iberico adotti delle misure urgenti, per esempio il fondo sociale di 60 milioni promesso per le famiglie a rischio. Ma, nel frattempo, i bambini continuano a non mangiare.

ATTENZIONE ALLE SORPRESE: questa notizia della Spagna arriva di sorpresa e non si è diffusa nemmeno su tutti i quotidiani.

Anche i bambini Spagnoli (cittadini Ue) hanno fame o mangiano male a tal punto che le scuole sono rimaste aperte anche d’estate per dar da mangiare ai bambini: non è tanto una gran bella crisi ed anche i pasti che i bambini ricevono non sono adeguati alle necessità globali dei bambini in crescita.
Si deve anche all’abnegazione delle maestre sensibili alle loro creature e che vogliono che anche i bambini spagnoli crescano giustamente e non con carenze attuali e future: grazie, maestre, maestri, direttori tutti di quanto state facendo silenziosamente, nonostante i tagli attuati dai vostri politici per stare nei PIL che fantapolitici elaborano in continuazione ma mai nelle loro tasche: quelle sono a posto.
Non sarebbe ora che l’Ue fosse sostituita da Gente più umana e che pensa alle loro tasche oltre che pensare allo spread e ad altre distorsioni sociali senza senso e lasciano i bambini affamati ed in preda ad uno squilibrio alimentare? Ma non allarmiamoci: è solo un inizio, nonostante il fatto che i vari governi si affanno in “tutt’altre faccende affaccendati”e lasciano ai soliti volontari il compito di riempire le loro continue carenze e mancanze.
Da Intopic.it 11/11/20132
Una tragedia nella tragedia.
Più del 40% dei 4 milioni di persone stimate colpite dal supertifone Haiyan, sono bambini sotto i 18 anni di età. È quanto ha rilevato in una nota l’Unicef, esprimendo preoccupazione per le famiglie colpite che, secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council (Ndrrmc), sono 944.586, pari a 4,28 milioni di persone. «Le Nazioni Unite, insieme con l’Unicef», è scritto nella nota, «stanno collaborando con il governo attraverso la Ndrrmc per effettuare operazioni di soccorso e di risposta alla popolazione colpita. L’Unicef condurrà una rapida valutazione ed è pronto a guidare la risposta insieme ai partner e alle ONG. Lo staff verrà dedicato agli interventi di emergenza e si sta organizzando un supporto di emergenza anche da altri uffici».
Ormai tutti i telegiornali ne parlano, anche se non è mai la prima notizia, ma segue costantemente le solite manfrine politiche e si vedono solo le solite facce che dicono che faranno, ma non si sa quando. Si notano soliti enormi e biasimevoli strascichi di sentenze che non sono attuale e bla bla bla, ormai diventato il sottofondo dei telegionali.
Intanto quello che si consuma nelle Filippine è un disastro che si ripete ogni anno o anche due volte all’anno.
Non sappiamo  bene i nomi dei vari cicloni:

whashi 2011
bopha
neshah
ma si sono contate le centinaia di morti che ciascuno di loro lascia dietro di sé.
Ci si domanda spesso: enormi società studiano i lanci nel cielo verso mete tuttora da raggiungere, sempre se ne varrà la pena, magari per spedirci tutto l’inquinamento che produciamo e chi inquina intenzionalmente; e perchè non si studia qualcosa (oso dire una bomba da sganciare al centro del ciclone) per non fare le solite migliaia di vittime che, se non morte, sono dei disperati sopravvissuti che non sanno come vivere?
Solo che le società vogliono un tornaconto per loro e le loro tasche e perciò certi problemi non le sfiorano nemmeno; ricordiamoci quel famoso vaccino per i popoli africani in cui c’era occultato un ormone femminile (hCG) che iniettato in una bambina produceva anticorpi verso il feto, cioè era un vaccino anche abortivo.
(Dalla la scienza marcia e la menzogna globale) 2009  Vaccini abortivi per il controllo demografico. Congresso 2009

Dall’ottimo sito thinktwice.com, che denuncia i danni causati dai vaccini, traggo e traduco questo approfondimento sulla storia dei vaccini per il controllo demografico distribuiti (durante gli anni ’90 del secolo scorso) solo alle donne in età fertile di alcune nazioni povere sotto la supervisione dell’Organizzazione Mondiale per la Salute(OMS, ovvero in inglese WHO – World Health Organization).

Tale ente sovranazionale, che adesso preme per la vaccinazione contro l’influenza suina, si è già quindi mostrato in un recente passato colpevole di un pesantissimo reato (per il quale nessuno ovviamente è stato punito).


Durante i primi anni ’90 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) ha supervisionato una massiccia campagna di vaccinazioni contro il tetano in una serie di nazioni, tra le quali il Nicaragua, il Messico e le Filippine. Nell’Ottobre del 1994, HLI [Human Life International, organizzazione cattolica per la difesa della vita e contro l’aborto – N.d.T.] ricevette una comunicazione dall’affiliato Comite’ Pro Vida del Messico riguardo ad una campagna di vaccinazione anti-tetano. Sospettoso dei protocolli della campagna, tale comitato ha ottenuto diverse fiale del vaccino e le ha fatte analizzare da parte di alcuni chimici. Si è così scoperto che alcune delle fiale contenevano la gonadotropina corionica umana (hCG), un ormone naturale che è essenziale per portare a termine la gravidanza.

Vaccini abortivi per il controllo demografico

Notevole è anche la maniera in cui l’OMS ed il Ministero della Sanità hanno negato l’evidenza fornendo una prima risposta denigratoria (i test non sono stati eseguiti da laboratori affidabili), poi di fronte a nuove analisi si sono barricati dietro nuove scuse (si tratta quantità insufficienti per produrre anticorpi contro l’ormone della gravidanza) ed infine a fronte del rilevamento diretto degli anticorpi nel sangue delle donne vaccinate hanno tirato fuori dal cappello l’ennesima scusa (si tratta solo di falsi positivi). Anche questa storia ricorda molto da vicino l’atteggiamento negazionista dell’OMS e dei vari Ministeri della Salute riguardo alla pericolosità dello squalene presente nei vaccini per l’influenza suina. La storia si ripete, ancora una volta.

E guarda caso, nel tentativo di tranquillizzare la gente rispetto alla presenza dello squalene nei vaccini, le autorità sanitarie insistono nel dire che lo squalene è una sostanza normalmente presente all’interno del nostro corpo e che si trova anche in alcuni cibi che ingeriamo e quindi non potrebbe arrecare alcun danno all’organismo umano. Ma come l’ormone naturale hCG è presente naturalmente nel corpo femminile e la sua inoculazione assieme a degli elementi estranei (tossoide del tetano) causa la creazione di anticorpi contro di esso, lo squalene è naturalmente presente nel corpo umano ma la sua inoculazione (che è ad ogni modo cosa differente dall’ingestione attraverso il cibo) assieme a degli elementi estranei (proteine del virus e composti chimici contenuti nel vaccino) può ingannare il sistema immunitario e fare sì che esso crei anticorpi contro lo squalene. Essendo tale sostanza naturalmente presente nel corpo umano, questo vuol dire che, una volta creatisi gli anticorpi contro lo squalene, il sistema immunitario aggredisce lo stesso corpo che lo ospita originando della malattie autoimmuni.

I nuovi vaccini sono addizionati con farmaci per il controllo demografico?
Durante i primi anni ’90 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Salute) ha supervisionato una massiccia campagna di vaccinazione contro il tetano in una serie di nazioni, tra le quali il Nicaragua, il Messico, e le Filippine.Nell’Ottobre del 1994, HLI [Human Life International, organizzazione cattolica per la difesa della vita e contro l’aborto – N.d.T.] ricevette una comunicazione dall’affiliato Comite’ Pro Vida del Messico riguardo ad una campagna di vaccinazione anti-tetano.

Questi vaccini per l’influenza suina hanno già causato decine di aborti, anche se ovviamente le autorità sanitarie, colpevoli di questo e di altri passati crimini, non incrimineranno mai se stesse per quanto successo, e negano ogni collegamento fra gli aborti ed i vaccini; al contrario le madri che hanno vissuto in prima persona l’esperienza non hanno dubbi sul fatto che il vaccino abbia causato l’aborto.


D’altronde anche i vaccini per l’influenza suina contengono sostanze (in particolare squalene e polisorbato) che fanno parte della formulazione di vaccini anticoncezionali brevettati per gli animali. La storia si ripete.
Ho aggiunto appositamente questo squallido paragrafo sul comportamento di enti mondiali che proprio nelle Filippine hanno avviato l’interruzione di gravidanza per motivi di sovrappopolazione con metodi scientifici che non venivano usati nei campi di concentramento tempo fa.

(Diritti riservati all’autrice dell’articolo ed alla testata)

Spero che questi esempi servano per aiutare quel popolo che è stato ed è martoriato dalla natura e dall’uomo.

L’esercito giornaliero di 20.000 minorenni bambine che diventano mamme/The Daily Army of 20,000 Under-Age Girls Who Become Mothers

Da inTopic.it e Fanpage.it (tutti i diritti riservati alle testate ed agli autori)
7,3 mln under 18 partoriscono ogni anno in Paesi in via sviluppo
30 ottobre, 14:54
1) Sono 20 mila le ragazze sotto i 18 anni che ogni giorno partoriscono nei Paesi in via di sviluppo, -7,3 milioni ogni anno. Di queste,
-2 milioni hanno meno di 15 anni.
-Nove nascite su 10 avvengono all’interno di un matrimonio o di un’unione stabile. Se le tendenze attuali proseguiranno,
-il numero di nascite da ragazze under 15 potrebbe salire a 3 milioni l’anno nel 2030.
É quanto emerge dal rapporto dell’Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) ”Lo Stato della popolazione nel mondo 2013”, diffuso oggi in tutto il mondo e presentato in Italia da Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo).
Secondo i dati, il 95% delle nascite mondiali da mamme adolescenti si verifica nei Paesi in via di sviluppo. Nei Paesi sviluppati ogni anno partoriscono circa 680 mila ragazzine; quasi la metà risiede negli Stati Uniti. Nei Paesi in via di sviluppo si contano circa
-3,2 milioni di aborti non sicuri l’anno tra le ragazzine di 15-19 anni;
-70 mila sono invece le giovanissime che muoiono per complicazioni durante la gravidanza e il parto.
Le mamme under 15 nei Paesi a basso e medio reddito hanno il doppio del rischio di morte materna e fistola ostetrica delle donne più grandi, soprattutto nell’Africa sub-sahariana e in Asia meridionale. Secondo il rapporto, l’istruzione, la provenienza da zone rurali e la povertà incidono sulle gravidanze precoci.
Ad esempio le ragazze che rimangono a scuola più a lungo hanno meno probabilità di restare incinta; l’educazione scolastica è inoltre il ”miglior deterrente” per evitare i matrimoni precoci, -fenomeno che riguarda circa 39 mila minorenni ogni giorno (questo il numero dei matrimoni con spose bambine stimato quotidianamente nel mondo).
Infine – si legge nel rapporto – il costo opportunità-vita relativo alle gravidanze adolescenziali, misurato dal reddito annuale perso dalla madre durante tutta la sua vita, va dall’1% (ossia 124 miliardi di dollari in Cina) al 30% del Pil annuale (15 miliardi di dollari in Uganda).
Questa notizia dovrebbe scuotere le coscienze della gente, poiché siamo ad una svolta imponente:
circa sette milioni di bambini nasceranno da mamme giovanissime ed impreparate per lo più ad essere mamme educatrici di futuri uomini, ma quei bambini e quelle mamme dovranno essere aiutate in ogni modo,
– primo per non morire durante o dopo i parti e periodi successivi,
– secondo per non riportare ferite fisiche e psicologiche permanenti che le faranno crescere certamente in modo inferiore rispetto alle altre mamme che partoriscono più tardi, in Paesi più evoluti.
Ma il fatto di queste mamma ancora considerate bambine avvia un problema che ancora non sappiamo che conseguenze (e le avrà) può avere. Non possiamo aspettare per sapere cosa succederà tra 5/10 anni e se l’educazione scolastica, fondamentale, si espanderà. Incrementiamo quella ed alla svelta, poiché sappiamo anche il tasso di malattie sessuali trasmissibile che esiste tra le popolazioni di molte zone e tra i più giovani. Le cifre sembrano fuori da ogni comprensione:
39 000 minorenni al giorno si sposano ed avranno precocemente figli; inoltre le mamme bambine che partoriscono hanno il doppio di probabilità di rischio di morire per parto o residuare qualcosa di grave.
2) Sfortunati Migranti di Terra.
31/10/2013 notizia che però è già di circa 10/15 giorni fa, ma altrettanto importante.
Chi si stacca dalla propria terra sia per salvare la famiglia sia per la speranza di un lavoro lo fa con la paura di un viaggio che non sa come finirà e questo lo prova già dai primi giorni che è in mano a quelle organizzazioni criminali a più compiti che avviano così i loro guadagni senza umanità alcuna per chi trasportano.
Quanti giorni staranno vagando per terre sconosciute fino ad arrivare ai luoghi di partenza? Su che cosa si imbarcheranno? Come viaggeranno sia loro che i loro figli? Chi sopravvivrà? E le notizie che arrivano non sono rassicuranti. Sulla scia delle strade, deserti, mare ed ancora terre sconosciute, il numero dei morti aumenta sempre più e per fortuna le autorità locali anche di partenza danno delle informazioni più o meno attendibili, ma che informano che il rischio è molto alto ed hanno trovato e trovano spesso cadaveri di uomini, donne, bambini che non ce l’hanno fatta, anche perché in mano a criminali che vogliono solo guadagnare fino a spremerli all’inverosimile.
Siamo continuamente aggiornati, ora, sui vari incidenti che capitano in mare alle carrette che trasportano i migranti, parola semplice, ma che rinchiude una speranza esasperata di salvare loro stessi ed i loro figli, in mano ai cosiddetti trafficanti di umani e scafisti delinquenti, che talvolta sembrerebbe buttano a mare umani troppo invadenti, impauriti o in sovrappeso.
C’è di tutto in questa organizzazione criminale che affiora pezzetto per pezzetto: organizzatori locali che raccolgono coloro che vogliono fuggire dalle loro terre natali ed andare alla ventura o alla sventura,  poi il pagamento se non in denaro in oggetti di valore, e successivamente inizia l’avventura dove la sete, la fame, la disidratazione e gli stenti accompagnano questi sventurati. Una volta arrivati in porto o sbarcati, magari a pedate, sul lungo mare o buttati a mare senza sapere se sanno nuotare o meno, la fuga verso chi li prende in carico per portarli in Paesi europei specie del nord Europa, ed ecco altri scafisti che guidano i camion, bus ed altri mezzi per portare a destinazione quelle persone. Ed anche qui il viaggio non è gratuito, ma si dà fondo a tutto pur di raggiungere una meta, sarà quel che sarà.
Ultimamente sono avvenuti arresti fra coloro che governano questo secondo traffico, ma è la punta emergente dell’iceberg, perché quei migranti hanno l’indirizzo a cui rivolgersi per questa seconda avventura, che non é certo una passeggiata, e non è priva di quello che hanno sofferto nelle prime tappe nell’entroterra e sul mare o via terra, intercettati su bus, treni ed altri mezzi di fortuna da polizia che spesso ha l’ordine di respingerli e di rimpatriarli.
Si pensa raramente a quanto devono subire questi migranti nel primo tratto che li porta in riva al mare, ma si sa che partono in molti ed arrivano con qualche o tante persone in meno che non hanno resistito alle sofferenza tragiche del viaggio, specie i bambini, se piccoli, che stanno dolorosamente aumentando nelle ultime migrazioni.
Questo oltre alle bizze e manie dei conduttori cui sono abbandonati dagli organizzatori, che una volta preso il denaro se ne fregano di cosa succede in viaggio, che di solito non è breve, ma fa giri lunghi per evitare controlli di polizia ed altro che potrebbe rivelare l’ origine e situazione dei viaggiatori.
È di ieri la notizia che una novantina di persone sono state trovate morte per disidratazione vicino al confine di Algeri; sembra che i camion si siano rotti, gli scafisti scappati e loro abbandonati al loro crudele destino nel deserto.
Secondo le notizie pubblicate (diritti riservati alle testate ed agli autori, ed anche secondo A. Alhacen, responsabile dell’ong Aghir Inman) gli immigrati, forse un centinaio, erano partiti dal Niger, prima da Agadez e quindi da Arlit, a bordo di due vecchi camion, con passaggi pagati a caro prezzo. La destinazione finale era Tamanrasset, città dell’Algeria meridionale. Ma le notizie si integrano l’una con l’altra, in realtà sono stati abbandonati in pieno deserto e morti per disidratazione pochi uomini ed una ottantina tra donne e bambine (7 uomini, 38 donne 48 bambini/e, una stima che varia secondo le varie fonti) troppo deboli per affrontare un deserto, il sole, la sete e la fame.”A dare la tragica notizia è stata Rhissa Feltou, sindaco di Agadez, la principale città nel nord del Paese africano”. Ma quanti altri sono sotto la sabbia dei vari deserti e non si sa nulla di loro e della loro fine?
Sembra che qualcuno si sia salvato, soccorso da gente di passaggio poiché si era avviato verso Paesi vicini, ma i più sono stati trovati cadaveri smembrati o essiccati dal sole e dove la polizia ha trovato nei giorni precedenti altri cadaveri (sembra una trentina) di persone morte nelle stesse circostanze e vicini a quel luogo che non è vicino a Lampedusa, ma in pieno deserto. Quelli che arrivano a Lampedusa sono il rimanente di una folla mai ben conosciuta come numeri, purtroppo, ed anche loro hanno pagato quello che è stato un funerale e non una speranza malriposta di fuga. Sembrerebbe che certe volte gli scafisti abbandonino la gente proprio nel deserto, così per vigliaccheria e perché non li considerano loro pari, ma gente da macello tipo Auschwitz, esodo degli Armeni, cioè macelleria umana sanguinaria o meno, ma altrettanto mortale.
Ironia della sorte, alcuni salvati dal deserto (secondo alcune fonti una ventina) sono stato portati al sicuro e poi rispediti nel Niger, da dove sono partiti e non si sa quale accoglienza riceveranno.
3) 31/10/20013 Traffico di minori (continua continua)
È stata identificata una banda specializzata in sequestri di bambini contesi, di minori di vari Paesi (Tunisia, Cipro, Egitto, Libano, ecc., ma sembra non solo in questi Paesi ma anche in altri Europei ed Extraeuropei) che aveva sede nei dintorni di Palermo. L’operazione è stata condotta in collaborazione da diversi comandi di Carabinieri (Carini, Palermo, Trapani, Brescia). Il recupero del bambino era di 200 000 euro.
4) 31/10/20/13 Complessivamente lungo le coste del Siracusano nei primi 10 mesi dell’anno (tutti i diritti riservati all’ Ansa.it, in Topic), sono approdati circa 11 mila migranti, quasi 4 mila dei quali sono minori non accompagnati; quindi il problema dei minori sta diventando una nuova e gravissima emergenza perché non si sa se fanno parte di un nucleo familiare già residente nell’UE, se sono inviati da genitori che li vogliono poi raggiungere e riunirsi o se sono profughi minorenni soli e quindi da prenderseli in carico come dovuto e non rinchiuderli in campi di raccolta, stivati e non educati. Serve poco per individuare le carrette, che anche sfuggono come quella di oggi ai controlli mirati (i migranti di terra sono poi quelli che si imbarcano), ma anche agire a livello dei governi africani o del Medio Oriente che permettono queste partenze senza badare a chi affronta questo viaggio.
5) Quale cerimonia funebre avranno i migranti morti recentemente nel deserto?
Domanda: Questi migranti morti essiccati dal sole,  smembrati da qualche bestia, non annegati, ma morti di sete, riceveranno delle esequie decenti o verranno seppelliti in una fossa comune, se la sabbia non ha già provveduto a coprirli? Ci sono anche loro che hanno perso la vita e non sono esposti in bare (sembrerebbe) con fiori; ma che funerale avranno? Avvoltoi ed altri carnivori? Pensiamo anche a loro, specie a quella cinquantina di bambini, che si aggiungono all’esercito degli innocenti invisibile che aumenta di giorno in giorno, ed invochiamo presso qualsiasi istituzione statale ed europea anche giustizia per loro.
Ma ora c’è Halloween, poi ci saranno le cosiddette feste natalizie e di capodanno, e allora ci pensiamo dopo; questi giorni si devono trascorrere in pace. Altri bambini non riceveranno nemmeno un regalo (laddove chi li riceve già li trascura il giorno dopo), e moriranno di fame o di sete e di stenti in traversate da incubo per i grandi e da terrore per loro, esposti a tutte le intemperie, meteorologiche ed umane.

Inoltre invochiamo Chi li ha creati di dar loro pace e di aiutare quelli che seguiranno quelle vie di fuga tanto devastanti e pericolose. E perché non facciamo un esposto comune per onorare anche la loro memoria, magari istituendo una giornata per loro – “La Giornata dei Migranti Ignoti”? Già, ma quali e quante autorità, che si sprecano per altre manifestazioni, ci sarebbero ad onorare la memoria dei nostri fratelli?