Niente webcam negli asili nido: addio controlli sulla tutela fisico psichica dei bambini, è più importante la privacy. Ed i maltrattamenti negli asili spuntano ancora. No More Webcams Allowed in Playschools: It Will No Longer Be Possible to Check on Children’s Physical and Psychological Safety. Privacy Is More Important. And Further Abuses Are Reported in Nursery Schools.

Il Garante dice no alle webcam negli asili nido da “Il salvagente.it” tutti i diritti riservati all’autore e alla testata – 22/05/2013
“Sulle esigenze di genitori deve prevalere la tutela della privacy dei minori”.
No all’uso indiscriminato delle webcam negli asili nido, chieste da sempre più famiglie per motivi di sicurezza. Il Garante della privacy mette il veto. “Sulle esigenze di genitori e  delle strutture deve prevalere la tutela della personalità e della riservatezza dei minori” chiarisce. Ha vietato l’uso delle telecamere connesse a internet installate in un asilo nido privato di Ravenna. Una decisione che farà discutere e che arriva a pochi giorni dal caso di violenza da parte di alcune maestre ai danni dei bambini in un asilo di Roma. In manette, un’insegnante e la direttrice della struttura. L’impiego della videosorveglianza dev’essere “proporzionata agli scopi che si intendono perseguire”.
Nel suo provvedimento il Garante ricorda, anche in riferimento a quanto precisato dalla Commissione europea, che “l’impiego di sistemi di videosorveglianza deve risultare effettivamente necessario e proporzionato agli scopi che si intendono perseguire, tanto più quando si tratta di dispositivi particolarmente invasivi come le webcam”. A Ravenna, le telecamere connesse a internet, per stessa ammissione dell’asilo nido, servivano più a venire incontro alla tranquillità dei genitori che a salvaguardare la sicurezza dei minori.
C’è il pericolo che le immagini possano essere registrate per fini illeciti.
Il collegamento telematico, inoltre, sempre secondo il Garante – non assicurava sufficienti tutele ai minori: in primo luogo, la visione da parte dei genitori non era limitata alle sole attività del proprio figlio, ma si estendeva anche a quelle degli altri minori e agli insegnanti; in secondo luogo, il sistema non garantiva che anche altri, oltre ai genitori, potessero esaminare le immagini: questa circostanza rendeva possibile il rischio che le immagini potessero essere registrate e usate anche per fini illeciti.
La privacy dei minori, dunque, secondo il Garante prevale sulla possibilità di garantire ai genitori di poter osservare i figli anche da casa. 
Si resta allibiti di fronte a questo provvedimento che in molti altri stati è comune e serve a tutelare non le paure dei genitori, ma la salute fisico psichica dei bambini, che non possono essere maltrattati a piacere da alcune insegnanti. È stato più volte caldeggiato questo metodo deterrente che, su segnalazione dei genitori, i CC applicano. Ma quando lo applicano è troppo tardi per la salute fisico psichica dei bambini maltrattati, che, per essere recuperati, devono rivolgersi a psicologi e psichiatri infantili e quasi sempre a proprie spese.
Telecamere negli asili da oltre 20 anni: in America le prime webcam negli anni ’90
Il dibattito sull’utilizzo delle webcam negli asili si è ormai impossessato di giornali e TV; dunque mi è sembrato giusto riportare qualche testimonianza su quanto avviene all’estero, dove le prime webcam sono state installate ben 13 anni fa. Ecco cosa scrivono sul sito di un asilo nido-ludoteca che ospita bambini dagli 8 mesi ai cinque anni: “Nel 1997 il Cathy’s Kids Club, in California, ha stupito il mondo installando le prime Webcam nelle sue classi, permettendo così ai genitori dei suoi studenti di vedere all’interno della classe e di seguirli quando venivano accuditi. All’epoca il concetto era talmente innovativo che il nostro asilo attirò l’attenzione dei media. La sensazione di sicurezza e tranquillità offerte dalle webcam ai nostri clienti ha fatto sì  che il nostro asilo abbia sempre avuto una lunga lista di attesa.”
(dal blog di Autore Roberta Lerici-tutti i diritti riservati) capo dipartimento infanzia e famiglia idv lazio 15 novembre 2010)
-Mentre In alto Adige sono già in uso telecamere in cinque asili nido di Bolzano: Aquilone (piazza Don Bosco 13), Arcobaleno (piazzetta Anna Frank, 17), Pinocchio (via Rosmini, 44), Girotondo (via Gaismair, 18) e Nikelino (viale Europa, 53) (articolo Valeria Frangipane con tutti i diritti riservati Adige, 12 aprile 2013)
-Ricordiamo anche M. Dutroux. La giustizia olandese sa che questo circuito di produzione di foto di violenze su bebè cerca degli asili nido dopo quanto rivelato da Marcel Vervloesem, nel processo verbale n° 8257/01, registrato il 14 marzo 2001 al tribunale belga di Neufchâteau. Egli attribuisce le rivelazioni di Robert Jan Warmerdam, che ha lavorato nello studio situato al n°111 Admiraal de Ruyterweg ad Amsterdam, per il quale la seconda donna del capo della rete Dutroux ha lavorato come segretaria. Van Warmerdam aveva incontrato Marc Dutroux, che aspettava il suo processo per rispondere del rapimento di 6 ragazze e dell’assassinio di quattro di queste. Dutroux ha parlato a Van Warmerdam di un asilo nido senza video di sorveglianza, dove i bambini potevano essere drogati ed “utilizzati”. (da Zandvoort ritorna con il mostro di ” Riga” Jacqueline de Croÿ – 21/12/2010 Droit Fondamental)
– Da Bambini Coraggiosi “un commento sul blog bambini coraggiosi  0907 2009” Le telecamere sono un gran deterrente per tutti, ma non basta. Comunque è un inizio che c’è già in molti stati e, come ho detto tempo fa, Dutroux, il pedocriminale belga, accennava ai suoi complici parlando degli asili nido dove non c’erano le telecamere e quindi, diciamolo pure, a chiunque sia in grado di legiferare in materia. Non si sta dicendo nulla di nuovo in difesa dei bimbi, perché proprio i pedocriminali cercavano anni fa gli asili senza telecamere; é ben vero che erano persone esterne all’asilo, ma in Olanda un pedocriminale era all’interno dell’asilo nido come educatore e faceva di tutto sui bambini. Poi, sempre in Belgio, un disturbato mentale ha ucciso bambini e assistenti. I problemi si accavallano, ma almeno si cominciano a risolvere quelli più semplici, anche se il costo non sarà irrisorio e anche le problematiche della sorveglianza alle videocamere vanno intese in un modo che altri stati hanno già affrontato, anche dal punto di vista della privacy.
Forse la documentazione non basta a far capire che quando i CC mettono le telecamere in un asilo è già da tempo che i bambini sono maltrattati e, si è visto in che modo: le piccole vittime hanno perciò un retaggio psicologico e anche fisico da ristrutturare. Non è meglio prevenire che curare? Spero che il garante dei bambini sappia e si renda conto che molti stati hanno già accettato questo provvedimento cautelativo, senza farne una questioni di privacy. Cerchiamo di far crescere bene i bambini senza disquisire troppo.

Bambini: allarme, nuovi mostri sono spuntati

Cambiano i cartoni animati per bambini, come per gli strumenti elettronici sempre più piccoli, iPad ecc., per cui c’è la corsa a essere sempre in linea con il nuovo e quindi, in termini attuali e seminascosti di moda, si è all’avanguardia. Ma tutto questo è una fiction ad alto livello, che si insinua nelle menti del bambino che non sa più scrivere e fare di conto, ma si trova ad usare ciò che un tempo faceva la sua mente: questo è il progresso economico anche dei bambini, che in ogni posto hanno in mano i loro strumentini, telefonino per primo, ma anche giochi, e socializzano solo su quanto vedono o sentono sui loro giochetti elettronici, mentre la loro mente, la loro memoria, le loro facoltà deduttive ed induttive ne risentono terribilmente.
Se vi chiedete da quale orecchio qualsiasi umano ascolta il telefonino ne ritrarrete una deduzione forse allarmante: inizia un’era che favorisce un emisfero cerebrale più dell’altro; il procedimento non sarà breve, ma arranca sempre più, e l’uomo sapiens cosa ne avrà in cambio? Non certo dei benefici; ma la tempesta mediatica non avvisa nessuno e tanto meno chi si occupa di bambini seriamente, preoccupato delle martellanti statistiche negative che Unicef, e Save the Children, o Terres des Hommes sfornano basandosi su ricerche serie e non inventate.
Prendiamo un esempio dall’attuale Papa Francesco che, trovando sul suo stemma la stella a cinque punte, che, per lui, rappresentava Maria, ma che è anche un simbolo occulto, lo ha subito cambiato con una stella ad otto punte. Esempio di attività non certo stantia e burocraticamente stentata, come molte attività di stato, ma sollecita per dare la giusta informazione, ha ammesso di non dare esempi di confusione, ma di certezza.
Prendano esempio i nostri cosiddetti politici per accelerare i tempi già lunghi e allungati e non basino il loro lavoro su disquisizioni inutili e personalismi: vadano piuttosto al sodo o solido che sia per il bene comune, non tanto per strombazzarlo, ma per metterlo in pratica, senza badare a quei personaggi che disquisiscono troppo per frenare l’uguaglianza sociale e favorire la casta raggiunta. E tutto ciò in vista del benessere.
 
1) Roma: botte ai bimbi dell’Asilo, arrestate due maestre – 15/05/2013
La polizia ha arrestato una maestra e la coordinatrice di una scuola per l’infanzia di Roma accusate di maltrattamenti e percosse nei confronti dei piccoli. Gli agenti della polizia del commissariato San Basilio hanno eseguito questa mattina due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal Tribunale di Roma nei confronti di due maestre d’asilo accusate di maltrattamenti e abusi sui minori a loro affidati. La misura cautelare per le due insegnanti è scattata dopo una serie di indagini coordinate dalla Procura capitolina a seguito di alcune denunce che hanno portato alla luce diversi episodi di maltrattamenti e percosse ai bambini di una scuola per l’infanzia di Roma in cui le due indagate sono maestra e coordinatrice. Sarebbero diversi i comportamenti violenti e denigratori accertati dalla polizia nei confronti dei bimbi dell’asilo, tutti di età compresa tra i quattro e cinque anni. In un caso uno dei piccoli, colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni, sarebbe stato costretto sotto minaccia della maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia.
INSULTI AD ALUNNI CON PSICO-DISAGI. EPITETI COME ‘SCEMO’ O ‘ZOZZO’ – Le umiliazioni verbali della maestra dell’asilo di Roma, arrestata dalla polizia, riguardavano anche bambini portatori di disagi e difficoltà psicoinfantili, che venivano apostrofati come ‘scemo’, ‘zozzo’ o ‘bastardo’. Secondo l’ordinanza di arresto, sono stati tanti gli eventi in cui la maestra è ricorsa alla violenza per ottenere l’obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. Alcuni bimbi, solitamente i più grandi, erano incitati alla violenza e alla denigrazione nei confronti degli altri.
INCASTRATE DA TELECAMERE IN AULA – Sono state incastrate dalle telecamere la maestra e la direttrice della scuola materna di Roma arrestate per maltrattamenti e percosse ai bambini. Dopo aver ascoltato i testimoni, gli inquirenti avevano disposto un’attività d’indagine tecnica, con telecamere installate in aula, che hanno fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza. Dalle indagini è anche emerso che, nonostante la maestra fosse stata più volte criticata e ripresa anche dalle sue colleghe per i suoi ‘metodi educativi’, continuava nei suoi comportamenti perché coperta dalla direttrice, l’altra donna oggi arrestata dalla polizia. Nel corso del tempo, il personale scolastico, docenti e non, che denunciava i comportamenti dell’insegnante alla direttrice in alcuni casi sarebbe stato emarginato dall’ambiente. La direttrice, infatti, avrebbe cercato di mettere tutto a tacere senza prendere alcun provvedimento e avrebbe fatto ricorso anche a forme di intimidazione e ritorsione nei confronti di chi accusava la maestra.
È UNA SCUOLA PUBBLICA. I MALTRATTATI HANNO 4 ANNI . È una scuola pubblica materna di San Romano, l’istituto dove a Roma sono state arrestate la coordinatrice, di 63 anni, e una maestra, di 57, con le accuse di maltrattamenti e percosse. Le vittime hanno quattro anni. A segnalare per primi gli episodi sono stati alcuni colleghi delle arrestate e alcuni genitori dei bimbi.
Botte a bimbi asilo a Roma, arrestate due maestre 15 maggio, 10:35
 http://www.fanpage.it/roma-Tuttii diritti riservati all’autore ealla testata.
2) Orrore in Cina: bimbe uccise dalla preside della scuola “rivale” – 1505/2013
Il delitto è avvenuto in un villaggio della provincia dello Hebel, vicino Pechino. Le vittime sono due sorelline di 5 e 6 anni avvelenate con uno yogurt da una donna il cui unico scopo sarebbe stato quello di screditare una scuola rivale. Due bambine di 5 e 6 anni uccise da uno yogurt che conteneva veleno per topi e la loro nonna, avvelenata come le piccole, ancora in ospedale. È quanto accaduto in Cina, in un villaggio della provincia dello Hebel, vicino Pechino. La terribile storia è stata raccontata dal Corriere.it: la responsabile della morte delle due sorelline cinesi è la direttrice di un asilo che, col suo folle gesto, voleva screditare la scuola “rivale”. Secondo quanto è stato ricostruito le piccole stavano tornando a casa con la nonna quando fuori dal cancello della scuola hanno trovato uno zainetto con dei quaderni e uno yogurt. La nonna ha pensato di prenderlo e portarlo con sé, in modo tale da restituirlo il giorno successivo. Ed è a quel punto che si è consumata la tragedia: le due bambine non hanno resistito alla tentazione di mangiare lo yogurt. Era amaro e per questo l’hanno fatto assaggiare anche alla nonna. Una delle piccole è morta poco dopo, in ambulanza, sua sorella dopo qualche giorno di agonia. E la nonna, che come le nipotine è stata subito assalita dai crampi, è ricoverata in ospedale.Tutti i Diritti riservati all’autrice ed alla testata http://www.fanpage.it/orrore-in-cina-bimbe-uccise-dalla-preside-della-scuola-rivale
3) Busto Arsizio (Varese), donna lancia due figli piccoli dal 3° piano: era depressa
Sul posto sono arrivati i soccorritori del 118 e la Polizia di Stato. I bambini sono gravi; la mamma, 40 anni, è stata fermata: soffriva di depressione.                                             
4)Venerdì un poliziotto ha sparato al figlio e poi si è tolto la vita, questa mattina i medici hanno dichiarato la morte cerebrale del piccolo, che aveva sette anni da Intopic.it, il fatto quotidiano.it (tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate)
5) Olanda, morti i fratellini scomparsi – 20/05/2013http://www.net1news.org/cronaca/bambini/olanda-ritrovati-morti-fratellini-scomparsi.htmldiritti riservati all’autore ed alla testata.(ClassTv)
Bruxelles. Ritrovati morti i due fratelli scomparsi in Olanda, di 9 e 7 anni; erano spariti il 6 maggio. Il padre era stato trovato suicida in un’auto.
6)  Save the children lancia un grave allarme sui bambini specie in Italia, ma anche in tutto il mondo.
L’ Italia compare nelle statistiche al 20° posto per più carenze: VERGOGNA! Si corre a vedere una partita di calcio o una gara qualsiasi e poi, alla sera, guardiamo i bambini che ci infastidiscono con le loro domande o altro e non si pensa che i bambini hanno il diritto di imparare ciò che serve nella vita e non le sfilate di moda infantile o altre invenzioni degli adulti che creano solo immagine e lasciano un vuoto educativo enorme e uno spirito competitivo superficiale.
Non usiamo i bambini per soddisfare in ogni senso gli adulti. Denunciamo le vergogne che Save the Children ha denunciato, ma non voltiamo pagina per passare ad altro. La crisi sociale è anche una gravissima crisi educativa, ma sembra che ai politici questo non interessi affatto: continuano i tagli ed ecco perché il 20 maggio 2013 quel rapporto ci sbatte in faccia che: l’Italia é agli ultimi posti in Europa – peggio solo Grecia e Bulgaria – per “povertà di futuro” di bambini e adolescenti, deprivati di opportunità, prospettive e competenze (14 maggio 2013).
L’ Infanzia, Italia: dal 20 maggio al via campagna di Save the Children per lanciare l’allarme sulla preoccupante condizione di bambini e giovani in Italia.
Ci saranno manifestazioni in tutte le città, nella speranza che qualche politico prenda sul serio l’allarme lanciato e, tra le misure urgenti, come altre, si parla all’infinito di IMU ed altro fino alla nausea. Ma interessiamoci anche dei bambini che ci guardano, aspettandosi di essere accompagnati non in un baratro educativo e sociale da dove usciranno future leve di persone arrabbiate cui hanno rubato l’infanzia e l’ adolescenza; e allora non lamentiamoci dei crimini che possono compiere.
C’è solo un mea culpa che ormai ci schiaccia da decenni, ma senza rimorsi, tanto andiamo avanti come fece qualche presidente, facendo le cosiddette corna al vaiolo incombente a Napoli tempo fa.
Oltre a questi crimini anche statali, perché il maltrattamento dei bambini è un reato, anche se commesso da ministri, un tornado ha distrutto una scuola ad Oklahoma City e fatto morire una ventina di bambini; si sa che le cifre oscillano e vedremo alla fine quale sarà il bilancio.
Insomma anche la natura se la prende con adulti a bambini indistintamente, e la schiera degli invisibili “missing” aumenta di giorno in giorno incessantemente e senza sosta. La canzone “son morto ch’ero bambino” bisognerebbe farla udire di più agli adulti, che sembrano sordi. È ben vero che non si può piangere in eterno, ma ricordare i bambini che muoiono tragicamente in qualsiasi modo sì: i bambini sono il nostro futuro, e che futuro è se se ne assottigliano sempre più le fila, senza riguardo al censo o alla ricchezza? È anche vero che i bambini dei VIP sono meno esposti alle tragedie familiari, sociali e naturali, perché i loro papà “possono” …  ma fino a quando? Non certo per sempre “è scritto” .
Grazie sempre a quei volontari che aiutano veramente i bambini in difficoltà; la ricompensa non spetta a noi.

Massacro dei bambini: una storia interminabile che non finisce mai

Casi isolati come il feto trovato a Viterbo morto in un cassonetto della spazzatura verso i primi di maggio, o di bambini uccisi serialmente con azioni continue di stragi in Siria durante un omicidio statale senza fine, ove le Nazioni Unite non hanno ancora trovato il modo per fermare un dittatore colpevole di crimini contro l’umanità e quindi pluriomicida, e che sembra essere arrivato all’uso di armi chimiche per sterminare più alla svelta, la fame, che in Somalia e non solo, uccide un bambino sotto i cinque anni (Unicef) ogni 3 secondi.
Queste cifre, o semplici rapporti ormai finiti negli archivi storici dei vari quotidiani, sembrano notizie uguali ad un partita di calcio malgiocata (o corrotta) e quindi da dimenticare alla svelta, per non sottrarre l’attenzione alla crisi che ormai angoscia tutto il mondo e che è foriera di altre morti per fame, stenti o qualsiasi altro modo di non vivere decentemente, non ultima l’impennata dei suicidi di coloro che sono travolti dalla miseria che chiamano povertà, ma che è ancora più terrificante della povertà, perché non fa vedere alcuna via di uscita, nessuna possibilità di continuare a vivere sia come soggetto, sia come padre o madre di figli che aspettano da loro cibo e possibilità di inserimento nella società attuale. Anche l’aumento di padri o madri che uccidono i propri figli denota una regressione a livello animale.
Non è pessimismo citare queste attuali tendenze di molti, troppi soggetti in cui l’istinto di morte ha il sopravvento su ogni altro sentimento dell’uomo chiamato “sapiens”.
Si è già detto degli esempi di associazioni, volontari che abbandono la società industrializzata e ormai irreggimentata da particolari direttive delle “alte sfere” (se così si possono chiamare) e vanno in terre da terzo o quarto mondo a dare il loro aiuto specializzato a quelle popolazioni. Sono il cosiddetto sale o lievito dell’umanità che sta tentando di rimediare all’incoscienza di molti altri che hanno per scopo i soldi e il potere. Ma queste vite in aiuto di altri sono spesso nascoste ai grandi media che parlano e sparlano quasi sempre di politica; la loro lotta contro la miseria e le malattie locali avviene senza strombazzamenti da baracconi  politici, esempi da seguire e da scrivere nel libro dell’umanità che non esiste in questo mondo.
Anche il nuovo Papa Francesco parla di difesa dei bambini e di lotta alla pedocriminalità e lo dice senza mezzi termini, convinto di quello che dice e che vuole diffondere e difendere.
1) Bimbi sottratti a madre, ‘Ci uccidono?’ ‘Chi ci aiuterà a fare i compiti?”
Nel Salernitano la mamma riprende la scena con il cellulare
21 aprile, 15:25
BATTIPAGLIA (SALERNO)  – Durano una manciata di minuti, con il drammatico pianto di due bambini in sottofondo a rendere ancora più triste la storia, i momenti del prelievo forzato da parte della polizia di due fratellini di 7 ed 8 anni destinati dal Tribunale dei Minori ad una casa famiglia. Un video choc effettuato dalla madre, un’insegnante di 46 anni di Battipaglia (Salerno), proprio nei pressi della sua abitazione, dove i bimbi stavano tornando e dove ad attenderli vi erano alcuni agenti, un’assistente sociale ed una psicologa del Comune. Lei, la madre, è accusata dalla sezione minorile della Corte d’Appello di Salerno, di PAS, acronimo che sta per ‘Parental Alienation Syndrome’, un disturbo attraverso il quale la donna, agendo sulla psicologia dei bambini, tenterebbe di metterli contro il padre, dal quale è separata. Di qui, la decisione del tribunale minorile di sottrarre i fratellini alla potestà della madre per affidarli temporaneamente ad una casa famiglia, in attesa di una vera e propria adozione. La vicenda è diventata pubblica con il video del Corriere del Mezzogiorno.
Un caso molto simile a quello registrato alcuni mesi fa in provincia di Padova, dove un bimbo di 10 anni, sempre su disposizione del tribunale, venne prelevato a forza da scuola. Simile, ma per certi versi meno drammatico.
Qui, infatti, i fratellini rischiano di “perdere” entrambi i genitori. Il curatore dei minori, infatti, ha richiesto al tribunale anche la sospensione della potestà del padre per molestie sessuali, che sarebbero emerse dalla testimonianza degli stessi bambini durante un colloquio con uno psicologo. “Ci uccideranno?”, chiedono i bambini alla mamma. “Chi ci aiuterà a fare i compiti?”, è la domanda che rivolgono ai loro interlocutori. Una vicenda, insomma, sulla quale è tornata proprio la madre dalle pagine di Facebook, a più di un mese dal trasferimento dei figli nella casa famiglia. “C’é purtroppo chi si arroga il diritto di decidere di sottrarre un figlio alla madre per chissà quale futile ed insensata motivazione”, ha scritto, chiedendo che i fratellini possano tornare a casa al più presto, e annunciando la presentazione di un ricorso per ottenere la sospensione del provvedimento di assegnazione dei figli alla casa famiglia. E intanto, mentre si attende la decisione del tribunale, il video continua a circolare in rete e a provocare reazioni. Effettuato dalla donna con un telefonino cellulare, in esso, più che le immagini, poche e a volte sfocate, è soprattutto il sonoro a colpire: la richiesta disperata di aiuto dei bambini rivolti alla madre, e le parole di quest’ultima che tenta di rassicurarli (da www. Fanpage.it,tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
2) Siria, rapporto UNICEF: generazione perduta, 2 milioni i bambini colpiti 12/03/02013
(tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata di Taggatore di web di Antonio Caperna)
Secondo un rapporto lanciato oggi dall’UNICEF, la violenza incessante, i massicci spostamenti di popolazione e i danni alle infrastrutture e ai servizi essenziali causati dal conflitto siriano rischiano di lasciare un’intera generazione di bambini segnata per tutta la vita. 
 A due anni dall’inizio del conflitto in Siria, secondo il nuovo rapporto “Syria’s Children: A Lost Generation?” (Bambini della Siria: una generazione perduta?), i bambini stanno pagando il prezzo più alto delle violenze:
– oltre 2 milioni di essi sono colpiti dal conflitto;
– di questi, più di 1.800.000 all’interno dei confini siriani e
– oltre 500.000 rifugiatisi in Libano, Giordania, Iraq, Turchia ed Egitto.
Il rapporto – che fa il punto della situazione a due anni dall’inizio della crisi in Siria – sottolinea che nelle zone in cui i combattimenti sono stati più intensi, l’accesso all’acqua è diminuito di due terzi, con conseguente aumento di malattie respiratorie e della pelle, mentre una scuola su cinque è stata distrutta, lesionata o adibita a ricovero per le famiglie sfollate.
 Ad Aleppo, per esempio, solo il 6% dei bambini attualmente frequenta la scuola. Le classi che funzionano ancora sono composte in alcuni casi da oltre 100 alunni. Ospedali e ambulatori sono stati distrutti e il personale sanitario qualificato è fuggito. Nel frattempo, i bambini soffrono il trauma di vedere i membri della famiglia e gli amici uccisi e sono terrorizzati da rumori e scene di scontri.
3)   Dal commento al 14° Rapporto di “SAVE THE CHILDREN”
(tutti i diritti riservati all’autore del blog Doriana Goracci e alla testata Il Taggatore)
Si ricavano solo alcuni dati importanti. Il 14° Rapporto di Save the Children, elenca gli indici di benessere
– salute materna e
– rischio di morte per parto,
– benessere dei bambini e
– tasso di mortalità entro i 5 anni,
– grado di istruzione,
– condizioni economiche e
– Pil procapite (????),
– partecipazione politica delle donne al governo.
Il Congo è il peggior Paese per madri e figli, la Finlandia, la Svezia e la Norvegia i migliori,
– L’Italia al 17° posto,
– Gli Usa al 30°.
le finlandesi possono contare su ben 17 anni di istruzione,
le donne congolesi su 8,
le somale solo su 2.
Se il tasso di mortalità dei bambini entro i 5 anni nella Repubblica Democratica del Congo è di 167 su mille nati vivi,
In Finlandia il tasso precipita a 3 su mille.
Per quanto riguarda l’Italia, le condizioni di salute delle mamme e dei bambini raggiungono livelli alti (il tasso di mortalità femminile per cause legate a gravidanze e parto è pari a 1 ogni  20.300, quello di mortalità infantile è di 3,7 ogni 1000 nati vivi),
Come abbastanza alto è il livello di istruzione delle donne, pari a 16 anni di formazione scolastica.
Benché la scarsa percentuale media di partecipazione politica delle donne fotografata dal Rapporto (20,6%) abbia subito un deciso incremento in occasione delle ultime elezioni (28,6% al Senato e 31,3% alla Camera), siamo ancora distanti perfino da paesi comel’ Angola (38%) e Mozambico (39%).
Il documento mette a fuoco le morti precocissime dei neonati:
Ben 1 milione di bambini ogni anno non sopravvive al primo giorno, e anche in questo caso il triste primato spetta ai Paesi africani,
Somalia in testa (18 bambini morti su 1000 nati).
A livello numerico, invece, è l’Asia del Sud la regione in cui si verifica ben il 40% delle morti durante il primo giorno di vita.
Nonostante l’incredibile crescita economica degli ultimi anni, l’India guida questa classifica con 309.300 bambini morti nel primo giorno, pari al 29% del totale mondiale, ed è in questo Paese che si conta il maggior numero di mamme che muoiono per gravidanza o parto.
Sebbene dal 1990 il tasso di mortalità dei bambini entro i 5 anni di vita e la mortalità delle mamme siano calati rispettivamente del 40% e 50%, ogni giorno nel mondo 800 donne muoiono ancora per cause legate alla gravidanza o al parto,
 Mentre sono quasi 7 milioni i bambini che muoiono prima di compiere 5 anni,
Di cui 3 milioni non superano il mese di vita.
 La quasi totalità delle morti di neonati e delle loro mamme si verifica nei Paesi in via di sviluppo, dove è fatale la mancanza di servizi sanitari di base e di assistenza al parto.
 Salta all’occhio nel Rapporto il trentesimo posto occupato dagli Usa per lo stato di benessere delle mamme e dei loro figli.
Tra i Paesi industrializzati, gli Stati Uniti addirittura guidano la classifica per mortalità dei neonati: ogni anno più di 11.000 bambini americani muoiono durante il loro primo giorno di vita. Nonostante le condizioni dell’istruzione ed economiche siano soddisfacenti, collocandosi tra i 10 migliori Paesi, altrettanto non emerge per quanto riguarda la salute delle madri, il benessere dei bambini e la partecipazione politica.

4) ricordiamo anche che nel Cleveland USA tre adolescenti scomparse dieci anni fa sono state ritrovate grazie ad una di loro che è stata liberata da un uomo di colore (Ariel Castro con due complici, i pedocriminali che fecero  abortire una di loro Michelle cinque volte a furia di pugni sulla pancia). Permisero ad Amanda di partorire, ma in una piscina gonfiabile, per non sporcare. Questo orrore nascosto e finalmente emerso ci fa capire come vivono i cosiddetti “missing” ancora vivi e schiavi di esseri disumani, di pedocriminali che si fanno passare per gente comune.  
Le ultime due pubblicazioni, segnalate da altre testate e relativi autori, cui vanno tutti i diritti, mostrano un quadro non certo attraente della situazione mondiale dei bambini e anche delle madri, sebbene alcuni stati abbiano la medaglia d’oro, altri muoiono per mancanza di viveri o per sete, muoiono senza scalpore, senza processioni di cosiddetti vip che vanno a rendere non so cosa alle spoglie mortali uguali a quelle delle mamme e dei bambini. Hanno funerali privatissimi perché spesso restano sul posto dove vivono e non sono gettati nei cassonetti che non ci sono, ma da qualche parte senza nessun segno del loro passaggio su questa terra o assieme ad altri disgraziati in fosse o altre discariche comuni, anche loro morti così, con l’unica aggravante di voler vivere da persone, in condizioni anche subumane, ma che lasciano vivere, se quello è un vivere piuttosto che un anticipo della morte che li tallona ovunque e se li prende così come sono nati.
I loro occhi però non si spengono mai, perché si aprono nell’infinito da cui provengono e sono riconosciuti da Colui da cui sono partiti. Sì, tutti gli occhi si aprono in qualche aurora infinita, specie quelli che non hanno avuto niente se non dolori, sofferenze, e non si riempiranno più di lacrime che talvolta non c’erano nemmeno perché non avevano liquidi in corpo.
Ringraziamo ancora quei veri volontari che sono lì con loro, che li accompagnano e cercano di rendere loro una vita vivibile o un trapasso meno disumano: un grazie senza limiti.
Se milioni di bambini siriani saranno segnati a vita per quello che hanno visto e vissuto, aggiungiamoli a quelli di Gaza, dell’Egitto, della Cina, dell’olocausto Armeno, Russo ecc., ed auguriamo loro non un altro olocausto, ma qualcosa o Qualcuno che metta fine a tutte queste ingiustizie.
Se guardi un bambino piccolo negli occhi, li vedi spalancati anche verso l’adulto, spalancati per dire che c’è anche lui ed è lì per amare come si aspetta dall’adulto; ma quando non sorridono più, il loro mondo è finito, il loro sguardo è spento e perduto e non è più riacquistato.
Ecco perché facciamo guardare i bambini sempre verso il cielo: da Lassù deve venire la loro gioia che gli adulti vili e bastardi hanno loro tolto.
Grazie di nuovo a quelle associazioni e volontari che fanno sorridere i bambini. Grazie!