59 milioni di bambini vivono in condizioni di emergenza/59 Million Children Live in an Emergency Situation

Dall’ Unicef (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata) Mondo di Susanna Picone21 febbraio 201415:44http://www.fanpage.it (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
L’agenzia delle Nazioni Unite ha presentato il Rapporto sull’intervento umanitario 2014 lanciando un appello: è necessario assicurare aiuti umanitari salvavita a 85 milioni di persone.
Cinquantanove milioni i bambini di 50 Paesi che rischiano di non farcela.
Siria, Afghanistan, Mali, Congo, Haiti: sono solo alcuni dei Paesi che ospitano milioni di bambini che vivono in condizioni di emergenza.
Sono 59 milioni i più piccoli che rischiano di non farcela, secondo l’Unicef. 59 milioni di bambini che vivono in 50 Paesi del mondo in emergenza a causa di conflitti e disastri naturali.
È quanto denuncia l’agenzia delle Nazioni Unite nel Rapporto presentato oggi sull’intervento umanitario 2014. L’Unicef ha lanciato un appello per raccogliere 2,2 miliardi di dollari necessari per assicurare aiuti umanitari salvavita a 85 milioni di persone tra cui, appunto, 59 milioni di bambini.
 A raccontare la drammatica situazione Ted Chaiba, direttore Unicef del Programma di Emergenza: “Sono appena tornato dal Sud Sudan, l’ultimo dei conflitti su vasta scala, che sta distruggendo la vita di milioni di bambini. Circa 400 mila bambini e le loro famiglie sono sfollati e oltre 3,2 milioni hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. La stagione delle piogge sta per cominciare, per questo abbiamo urgente bisogno di fondi per prevenire una catastrofe”.
Per la Siria e la regione occorrono 835 milioni di dollari.
Le risorse che l’Unicef raccoglierà nel corso dell’anno permetteranno di continuare il lavoro svolto nel 2013, che è stato un anno durante il quale – ad esempio – è stato possibile vaccinare contro il morbillo 24,5 milioni di bambini, in 20 milioni hanno ricevuto accesso ad acqua potabile e 935mila bambini hanno ricevuto sostegno psicosociale. 
Tra i Paesi dove sono in atto gravi crisi umanitarie che colpiscono i più piccoli: l’Unicef segnala trai tanti il Mali, dove si stima che circa 450mila persone siano sfollate dentro e fuori il Paese; l’Angola dove 1,8 milioni di persone sono colpite dalla siccità o le Filippine, dove il tifone Haiyan ha colpito 14 milioni di persone. Drammatica la situazione in Siria: qui l’Unicef ha lanciato un appello per 835 milioni di dollari per distribuire aiuti salvavita che comprendono vaccinazioni, acqua, servizi igienico-sanitari, istruzione e protezione, e per favorire la coesione sociale e la pace.
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Le cifre che si leggono sulla morte o mancata assistenza o fame ed altri servizi ai bambini che sono citati nel decreto di legge dei diritti dei bambini sono sempre assordanti, anche se non giungono in pieno alle nostre orecchie riparate (per modo di dire) dalla coltre delle politiche interne e dal nostro vivere quotidiano diventato problematico.
Bambini che muoiono, e sempre ci balza la cifra 18.000 bambini morti di fame o altro al giorno, cioè ogni 24 ore, da quando ci alziamo dal letto al giorno dopo. Una lunga catena di bambini è scomparsa nei plotoni dei bambini invisibili o che stanno per diventare tali.
Accorati sono gli appelli di molte associazioni internazionali e nazionali che spingono all’aiuto di questi bambini sfortunati , psicologicamente distrutti dalle guerre, piagati o distrutti in parti del loro corpo innocente e non colpevole di quanto succede per opera di disegni criminali forse internazionali, che legano tra loro uomini indegni di appartenere al genere umano, veri mostri di interessi personali e solo dei loro tornaconto: soldi e potere. È sempre la solita canzone funebre “degli altri non me ne importa nulla, anzi uso le guerre degli altri per arricchirmi ancora di più.” Molte sono le voci che si alzano in difesa dei bambini, voci locali, voci nazionali o internazionali. Leggiamo anche di quei volontari uccisi nella difesa dei bambini ed il quadro è completo:
l’uomo cerca di aiutare ora più che mai i più deboli, ma non ci riesce in modi che rispettino i diritti dei bambini.
Più sotto possiamo leggere di altri bambini uccisi intenzionalmente nelle scuole (i posti dove trovano più bambini). Cosa c’è di più demoniaco di questo? L’ingannatore, l’omicida per eccellenza, ride per il male che i suoi operai spargono per il mondo, anche se la sua battaglia finale è perduta e sono tanti i piccoli Davide che scagliano pietre come possono contro quell’infame Golia (Bibbia 1 Samuele 17) che se la ride oscenamente per i corpi smembrati e mutilati dei bambini che sono il futuro dell’umanità di oggi e che sistematicamente mutila fisicamente e psicologicamente. Spuntano ora le slot machine per bambini, tanto per preparare il terreno della loro rovina da grandi. Ma chi sono questi esseri se non i servitori del male? Coloro che vogliono accelerare la distruzione dell’umanità o la sua riduzione in schiavi subumani?
L’ amore vero per l’altro non esiste più, schiacciamo quotidianamente ogni sentimento che ci fa appartenere alla specie dell’homo sapiens.
Più sotto leggiamo di altre uccisioni di minori in Africa e più sotto ancora di bambini mutilati intenzionalmente o addirittura decapitati. Quei soldati che sono dei criminali non hanno figli anche loro e cosa vedono quando tornano a casa? Nessun rimorso per quello che hanno fatto in nome di quale dio e per che scopo; già un certo Hitler voleva sfoltire l’umanità per ottenere la razza ariana pura, ma si sa che fine ha fatto e aveva dato credito a un’altra pseudoscienza come quella di Hanns Hörbiger (Atzgersdorf, 29 novembre 1860 – Mauer, 11 ottobre 1931), che è stato un ingegnere, scrittore e astronomo austriaco. La notorietà gli deriva dalla sua teoria del Ghiaccio Cosmico (Welteislehre o WEL, esposta nel libro Glazial-Kosmogonie del 1913) che ebbe vasta notorietà in Germania prima e durante il Nazismo, tanto che la accettò persino Adolf Hitler. La teoria del Ghiaccio Cosmico trovò all’epoca una vasta eco popolare e diede origine ad un vero culto pseudoscientifico (WEL) da parte di milioni di persone; promossa dal regime nazista per le sue implicazioni razziali, è oggi totalmente screditata.
2) Escalation di violenza nel Paese africano
da inTopic (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) 25/02/2014
Nigeria, decine di studenti uccisi in scuola assaltata da Boko Haram
Drammatico il bilancio dell’attacco condotto dai fondamentalisti islamici contro il Federal Government College a Buni Yadi, nello Stato di Yobe, frequentato da ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 18 anni. Stando alle informazioni che giungono dal luogo, sarebbero stati uccisi solo maschi. La scorsa settimana gli ultimi due blitz con decine di vittime. Distrutto un intero villaggio
3)Unicef lancia allarme per il Centrafrica: bambini mutilati e uccisi
Da fanpage e altri – tutti i diritti riservati agli autori della testata e alle testate medesime
pubblicato il 14 febbraio 2014 alle ore 18:52
La tragedia umanitaria che sta colpendo il Centrafrica rischia di trasformarsi in una vera e propria ecatombe per i bambini del Paese.
A lanciare l’allarme è l’Unicef, secondo cui ci sono stati livelli di violenza senza precedenti contro i bambini, uccisi e mutilati in seguito ad attacchi e rappresaglie da parte delle milizie anti-Balaka e dei combattenti ex-Seleka.
Con l’escalation delle violenze etniche e religiose, soprattutto nella zona della capitale Bangui, sono almeno 133 i bambini uccisi o mutilati, alcuni addirittura decapitati intenzionalmente.
Secondo i dati dell’Unicef, nella città di Boali, a nord ovest della capitale, una vittima su quattro è un bambino; dagli inizi di dicembre, 22 sono stati uccisi e 42 feriti.
Le violenze sono state commesse da tutti i gruppi.
L’ultimo obiettivo della popolazione musulmana è stato l’evacuazione di tutte le comunità, con un incremento significativo del numero di bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie durante l’evacuazione.
In ragione di questo, l’organizzazione Onu che si occupa della tutela dei diritti dell’infanzia, chiede alla comunità internazionale un impegno maggiore per mettere fine alle violenze in Centrafrica e azioni concrete per tutelare i piccoli e perseguire gli autori dei crimini.
“Gli attacchi contro i bambini devono essere denunciati dalla società civile, dal Governo di transizione, dalle organizzazioni internazionali e dai media – ha scritto in una nota Manuel Fontaine, direttore regionale Unicef per l’Africa occidentale e centrale – le impunità devono finire”.
Da inTOPIC.it 26/02/2014 (tutti i diritti sono riservati agli autori e alle testate)
L’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), l’Unicef, Mercy Corps, Save the Children e World Vision, che hanno lanciato un appello affinché si esprima “sdegno per il devastante impatto avuto sui bambini e le preoccupanti conseguenze a lungo termine di una generazione perduta, ora che il conflitto in Siria sta per entrare nel suo quarto anno”.
Oltre alla protezione immediata dei bambini, l’appello all’azione sottolinea l’importanza di rompere il ciclo della violenza e di garantire ai bambini e ai giovani il sostegno di cui hanno bisogno immediato per giocare un ruolo costruttivo nel futuro per la pace e la stabilità della Siria e della regione.
E si sono espresse con  cinque richieste che  riguardano:
1.La fine della violenza contro i bambini della Siria. Tutte le parti coinvolte nel conflitto devono rispettare pienamente il diritto umanitario, porre fine al reclutamento di bambini e impegnarsi per una soluzione pacifica di questo conflitto.
2.La fine del blocco degli aiuti umanitari. Le organizzazioni umanitarie devono poter raggiungere in sicurezza tutti coloro che soffrono.
3.La fine degli attacchi agli operatori umanitari e contro le infrastrutture – soprattutto scuole e ospedali.
4.Un rinnovato impegno per la riconciliazione e la tolleranza condotto da tutte le comunità colpite dal conflitto che comprendono bambini e giovani.
5.Maggiori investimenti nell’istruzione e nella tutela psicologica di tutti i bambini colpiti dal conflitto. I bambini hanno bisogno di aiuto per riprendersi dai traumi che hanno affrontato e per acquisire le competenze di cui avranno bisogno per contribuire a ricostruire il loro paese e rafforzare la stabilità della regione.
I milioni di bambini Siriani stanno per diventare una generazione perduta, che cioè non esisterà nella storia dell’umanità: i sostegni che ricevono non bastano e sono  pochi perché molti aiuti sono fermati alle frontiere e non raggiungono chi ha bisogno di quegli aiuti.
 Perché i nostri politici, intendo quelli italiani, si sono dati un gran da fare per abbattere od opporsi a governi lampo, ma che lasciano il segno nelle tasse, lavoro e altro e non si interessano di questa piaga internazionale.
Non ci sono solo i marò,  poveracci anche per le pressioni fisiche e psicologiche che devono subire, da portare a casa dopo una vergognosa attesa di un processo che si profila sempre meno all’orizzonte. È un esempio chiarissimo di come si muovono certi governi. Certo che anche il nostro non brilla: solo nuovi ricambi, almeno in parte, che poi iniziano il gioco del politico ormai scontato e le leggi come il numero dei deputati o le pensioni d’oro assomigliano ai processi indiani, sempre rimandati.
Ma torniamo ai bambini. Più volte ci siamo detti che non volevamo essere la loro cronaca nera ed invece lo siamo sempre e i modi sono sempre più perversi; mutilare, forse decapitare i bambini, è vero lo hanno sempre fatto nei tempi chiamati “bui”, ma questi tempi non sono bui, sono nerissimi, maligni e perversi. Possibile che qualche deputato non legga bene il decreto dei diritti dei bambini che sono allo sbando e anche investiti da teorie assurde, ascientifiche che li costringeranno, se non interviene qualcosa, a non chiamare più “papà” il loro vero padre, ma genitore uno, e a non chiamare la loro madre “mamma”, ma genitore 2. Abbiamo fatto passi avanti con questo o si tenta di far inghiottire il solito polpettone per favorire teorie di comodo e fortemente frustanti psicologicamente per i bambini anche se proclamate e sostenute da emeriti (?) universitari che propongono una umanità cosiddetta “culturale con l’identità di genere e basta” e non la vera umanità geneticamente e cromosomicamente valida?

Proviamo qualche sera a contare i 18.000 bambini che muoiono al giorno di fame o altro e a visualizzarli … non so se ci riusciremo, eppure succede ogni giorno aldilà del nostro contare.

Stragi ordinarie familiari e statali di bambini, ma i bambini continuano a far vergognare gli adulti/Ordinary Family and Government Slaughters of Children, but Children Continue to Put Adults to Shame

Si continua a leggere notizie di uccisioni di civili in Siria con bombe in barili sganciate sui soliti civili, tra cui i bambini. Nulla di nuovo sul fronte internazionale; si sprecano le critiche ufficiali, si mandano aiuti  tanto per non perdere la faccia, ma la situazione non cambia di molto. Fuggono i siriani e vengono bombardati nella fuga verso paesi dove arrivano con quasi nulla, e oltre alla       morte d’arma da fuoco si aggiunge la fame e il freddo e il cibo insufficiente.
A ciò si aggiungono ancora le stragi familiari, come il padre che sgozza due figli di otto e due, diconsi due, anni. Preceduto da altre tragedie familiari con esiti sempre di morte violenta per i bambini, poi minorenni invitate sul web a suicidarsi e lei – quattordici anni – si suicida gettandosi da un albergo in disuso.
E molti si domandano perché succedono questi fatti, senza rendersi conto che il male che è dentro di noi prende spesso il sopravvento come un papà che uccide un figlioletto di due anni: possibile che non vedesse i suoi occhi che lo guardavano? Che chiedevano non morte, ma amore? Troppo comodo poi il tentativo di suicidio più o meno riuscito, perché ha perso il controllo; anche se i figli erano di due donne differenti, nessuno ha mai pensato a farlo curare decentemente, a toglierglieli, magari, i figli?
Ogni volta si resta allibiti vedendo le scolaresche dei bimbi più piccoli, cioè ancora innocenti, sfilare per le strade mano nella mano, e ci si domanda se tra di loro ci sono anche questi innocenti, magari, in spirito che continuano a ricordarci che c’erano anche loro nel crescere alla vita, anche se il male li ha fermati inesorabilmente in questa vita, ma non nell’altra dove sono già felici e che ci guardano, magari anche proteggendo i loro carnefici o aiutandoli a cambiare.
Onore e rispetto a quella giornalista che sul numero dei primi di febbraio di Panorama ha ricordato Cocò, ucciso e bruciato qualche settimana fa. Grazie di tutto cuore per averlo ricordato e non perso nel dimenticatoio. Grazie per aver espresso dei sentimenti verso quest’altra piccola vittima che appartiene alle 18.000 che muoiono di fame ogni giorno, grazie perché con questo ricordo si dà un nome al piccolo e all’episodio crudele che lo ha fermato; non mi aspettavo un ricordo così non strappalacrime, ma serio e che ci deve seguire nel nostro camino e spingerci ad aiutare magari chi non pensiamo debba essere aiutato in qualche modo: solo così meriteremo di essere chiamati esseri umani e  non belve, anche se non facciamo nulla per migliorare noi e gli altri, perché anche l’ignorare gli altri è crudele per chi stende la mano e nota l’indifferenza dell’altro.
Onu da In Topic (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata): almeno 10.000 bambini uccisi, stuprati, torturati, arruolati o usati come scudi umani.
Pubblicato il 5 febbraio 2014 alle ore 16:37
Bambini stuprati, torturati, arruolati nei combattimenti e usati come scudi umani. Questi gli orrori “indicibili” documentati dall’ONU nel suo primo rapporto sull’impatto sui minori di quasi tre anni di guerra in Siria, in cui si stima siano almeno 10.000 quelli rimasti uccisi.
Le Nazioni Unite denunciano “gravi violazioni contro i bambini” commesse “da tutte le parti coinvolte nel conflitto”. “Indicibile” è l’elenco dei maltrattamenti e delle torture a cui sono stati sottoposti: “Percosse con cavi metallici, fruste e bastoni di legno o di metallo; ricorso a elettroshock, anche ai genitali; unghie di piedi e mani strappate; violenza sessuale, tra cui stupro o minacce di stupro; finte esecuzioni; bruciature di sigarette; privazione del sonno; isolamento e costrizione ad assistere alle torture inflitte a parenti” (Decenni fa nazioni europee cosiddette civili facevano questo ad esempio in Algeria). Duro il commento del segretario generale dell’ONU, Ban Ki-Moon: “Le sofferenze patite dai bambini in Siria dall’inizio del conflitto, documentate in questo rapporto, sono indicibili e inaccettabili”.
Purtroppo l’ONU ci ricorda scene che continuano da anni, ma se ne sono accorti solo ora e cosa fanno per far finire tutto questo, e non solo, per inviare soccorsi alle vittime vive e disturbate fisicamente e psicologicamente che fuggono verso l’ignoto che non sanno cosa serba loro?
E finalmente una luce di speranza futura e di vergogna e lezione, ci viene da un altro bambino ancora. Ricordiamoci che questi sono i casi che leggiamo sui media, ma presumo che ce ne siano altri che non conosceremo magari mai, ma che vedono ancora i bambini protagonisti di atti encomiabili, di valore, di aiuto reciproco, come anche tra i bambini soldato e altri bambini sottoposti a violenze gratuite dagli adulti.
Eroe a 9 anni: salva la sua famiglia dalla fuga di gas, grazie alla lezione a scuola (7 febbraio 2014, 16:06)
Alessio Sanda si è ricordato di un corso che spiegava cosa fare in caso di emergenza radon. Ha riconosciuto il pericolo, mettendo in salvo papà, mamma e sorelle. È successo a Monfalcone.  Quando Alessio Sanda, 9 anni, è uscito dal bagno e ha visto i genitori e la sorellina a terra svenuti, privi sensi, deve aver avuto paura. Ma solo per qualche istante: dopo aver capito che nella sua casa di Monfalcone c’era una fuga di gas, non ci ha pensato su due volte a mettere in atto la lezione imparata a scuola. Il ragazzino ha riconosciuto il pericolo e ha salvato il papà, la mamma e le due sorelline, chiamando i soccorsi. La storia a lieto fine è raccontata dal Corriere della Sera. È il padre di Alessio, Cristian, 36 anni, a spiegare come il bambino ha scongiurato una tragedia. È un lunedì come tanti; c’è però una fuga di gas di cui nessuno si accorge. A sentirsi male per prima è la piccola Noemi, di soli tre anni. La bimba comincia a schiumare sangue. Il papà chiama subito il 118 non rendendosi conto di quanto stesse succedendo. Poco dopo, infatti, è lui stesso a stare male, insieme alla moglie. In pochi attimi sono tutti a terra.
L’unico che riesce a prendere in mano la situazione è Alessio che, al Corriere della Sera, racconta la sua esperienza. “Venivo da una stanza pulita. Mi sono tappato il naso, ho aperto le finestre, ho portato fuori dalla cucina l’altra mia sorellina, Sabina, di tre mesi”. Il bambino chiama subito l’ambulanza, poi esce fuori ad aspettare. “Mi sono solo ricordato di quello che ci aveva detto la preside in classe, a quella lezione”. In realtà in quell’occasione aveva sentito parlare di radon, gas tossico e radioattivo. “Allora mi sono tappato il naso, ho aperto la finestra e ho portato fuori dalla cucina l’altra mia sorellina, Sabina, che ha tre mesi ed era ancora nel passeggino”, racconta.  Noemi è stata portata via dal soccorritore quando era già in shock cardio-respiratorio, spiega la mamma, Elisabetta, di 31 anni. Susanna Tessaro, laureata in Fisica e preside dell’Istituto, si dice orgogliosa del suo alunno: “A dire il vero la lezione era sul radon, un gas tossico e radioattivo che scaturisce da certi tipi di roccia ed è molto comune sulle nostre montagne. Alessio però è stato così bravo da fare il collegamento e ha capito che il malessere dei suoi familiari veniva dall’aria“.
Biagio Chiariello, 7 febbraio 2014, 16:06
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Questi ricordi che si recensiscono: devono servire a ricordarci che non siamo soli e che è nostro dovere aiutare l’altro che soffre, anche se è solo un lavavetri che ci infastidisce perché è il secondo o il terzo che fa quel mestiere alla nostra vettura. Spesso, dietro quei bambini che oso chiamare disperati, c’è un magnaccia, un adulto che li sfrutta e li picchia se non guadagnano abbastanza. Osserviamoli quando passiamo loro vicino: non hanno mai un sorriso vero sul volto, non sono protetti da nessuno, spesso qualche automobilista mette in moto i tergicristalli per allontanarli e loro se ne vanno, certamente senza reagire, perché non ne hanno più la forza, merce da macello e da sfruttamento. Osserviamoli e chiediamoci cosa hanno fatto per essere umiliati fino a quel punto, mentre noi siamo immersi nei nostri pensieri belli o brutti  magari su come tirare avanti, su come mantenere la famiglia, e lasciamo che loro si arrangino così come hanno fatto fino ad ora: tanto, non saranno né i primi né gli ultimi a subire.

Le tragedie infantili e il coraggio degli innocenti/Childhood Tragedies and the Courage of the Innocent

Bimbo eroe, salva 6 persone da un incendio e poi muore soffocato.
Pubblicato il 22 gennaio 2014 alle ore 19:31 (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata da Fanpage.it http://www.fanpage.it)
New York, un bimbo di 6 anni, Tyler Doohan, aveva avuto il permesso di trascorrere la notte di domenica a casa del nonno, ma durante la notte è scoppiato un incendio a causa di una coperta andata in fiamme. Tyler si accorto subito di quanto stava succedendo ed è riuscito a mettere in salvo i suoi cuginetti e il nonno, ma quando è tornato in casa per salvare lo zio infermo bloccato sul letto è morto soffocato dal fumo dell’incendio. Li hanno ritrovati tutti e due, mano nella mano, rivolti verso la finestra, nel tentativo di aprirla. Purtroppo però anche il nonno poco dopo è deceduto nonostante Tyler lo avesse accompagnato verso l’uscita.
Le lezioni di portata enorme che ci vengono dai bambini sono veramente solenni e grandiose: l’umanità che si affaccia su questa terra martoriata ha in sé il germe della bontà e dell’aiuto reciproco; è solo in seguito all’inaudito trattamento fisico e psicologico dei bambini che diventano adulti che essi mettono in mostra la loro selvaggia cattiveria che fino allora era rimasta sopita.
Che terribile lezione ci danno sempre i bambini; tutti noi adulti dovremmo vergognarci di essere quello che siamo ed ascoltare il detto che “dai bambini si impara sempre”. Sono le nostre leggi di razza, di casta, di corruzione, di maltrattamenti che spengono l’innocenza negli occhi dei bambini, che quando ci guardano sono la vera umanità in cammino. Tuttavia non dura a lungo: troppi sono gli esempi perversi, le guerre, le torture che molti di loro subiscono e che li trasformano e li degradano a belve malrepresse come la gran parte di noi adulti.
La tragedia umana attuale ha fatto un ennesimo martire: un bimbo di tre anni.
Papa Francesco, oggi, domenica, ha liberato due colombe: per Cocò, il bimbo nato in un ambiente già sbagliato (il carcere), con tutte le conseguenze di quei luoghi, e poi bruciato nel rogo col nonno. Caro Cocò, assieme a Tyler, sappiate che non siete morti invano: anche se le vostre storie esemplari e di terrore scompaiono presto dai media, c’è chi vi ricorda per sempre e vi darà la ricompensa che meritano gli eroi e i martiri e aiutate noi a sapervi guardare e a vincere il tirannosauro demoniaco che è in noi.
Cronaca di B. C. – 20 gennaio 201416:39
Cassano, la triste storia di Cocò: nato in carcere e bruciato col nonno.
È morto a soli 3 anni, Nicola Campolongo, affettuosamente chiamato Cocò. Nato dietro le sbarre, ha vissuto i suoi primi mesi di vita accanto alla madre in galera. È stato ucciso nelle campagne di Cassano Allo Ionio (CS) insieme al nonno e alla compagna di quest’ultimo. È una storia agghiacciante quella raccontata dal quotidiano online locale Mnews.it. Il corpo di un bambino di 3 anni, Nicola ‘Cocò’ Campolongo, sarebbe stato ritrovato carbonizzato all’interno di una auto, una Fiat Punto, nelle campagne di Cassano allo Ionio, nel cosentino. Nella stessa vettura, completamente bruciato, c’era anche il nonno 52enne, Giuseppe Iannicelli, e la sua compagna marocchina, Ibtissam Touss, di 27 anni. Quella di Cocò è una storia fatta di sofferenza malgrado la tenera età. Nato dietro le sbarre, il bimbo ha trascorso i suoi primi mesi di vita accanto alla madre, Antonia Maria Iannicelli, vivendo di fatto da detenuto nel penitenziario di Castrovillari. Nel corso dei mesi, ha dovuto assistere anche alle udienze del processo antimafia che vede imputata la donna in qualità di affiliata ad una presunta organizzazione dedita al traffico di droga. C’è da dire che alla Iannicelli, proprio in virtù del suo status di madre di tre figli – di due, tre e quattro anni – furono concessi gli arresti domiciliari. Beneficio che le è stato poi revocato, a seguito delle diverse violazioni delle restrizioni imposte in riferimento alla misura cautelare meno dura. La donna è stata così fatta tornare dietro le sbarre. Successivamente il piccolo Cocò è stato affidato al nonno.
E proprio insieme all’anziano parente ha trovato la morte. Secondo le prime rilevazioni, il bambino, il nonno e la sua compagna sarebbero stati uccisi e poi bruciati all’interno della loro vettura. All’interno i carabinieri hanno rinvenuto solo gli scheletri: uno dentro il cofano, gli altri due nell’abitacolo. È probabile che i tre siano stati ammazzati altrove e poi portati sul luogo del ritrovamento. “Come si fa ad uccidere un bambino di tre anni in questo modo? Si è superato ogni limite. È qualcosa di inaudito, di orrendo. In tanti anni di lavoro credo che questo sia uno degli omicidi più efferati di cui mi è toccato occuparmi” commenta  il procuratore della Repubblica di Castrovillari, Franco Giacomantonio, che coordina le indagini in relazione al triplice omicidio.
continua su: http://www.fanpage.it/cassano-la-triste-storia-di-coco-nato-in-carcere-e-bruciato-col-nonno/#ixzz2rW7PFHbf  http://www.fanpage.it
Cronaca, Mondo di Susanna Picone – 24 gennaio 201416:04http://www.fanpage.it/india-stuprata-per-ordine-del-villaggio-interviene-la-corte-suprema/#ixzz2rWAaqHRH Tutti ii diritti all’autore ed alla testata
India: stuprata per ordine del villaggio, interviene la Corte Suprema
La terribile violenza sessuale di gruppo di una 20enne ordinata dai leader di un villaggio nel nord est dell’India ha attirato l’attenzione della Corte Suprema, il massimo organo giudiziario di New Delhi. Per lo stupro sono state arrestate 13 persone. Ieri dall’India è arrivata la notizia di un terribile stupro di gruppo subito da una giovane di 20 anni “per punizione”. A ordinare la violenza sessuale erano stati i leader di un villaggio nel nord est dell’India. Gli anziani avevano deciso che la donna doveva essere punita perché era stata sorpresa insieme a un giovane di un altro clan. Lo stupro era dunque la punizione alternativa a una ammenda di circa 300 euro che la vittima non era in grado di pagare. Si tratta di una vicenda terribile che oggi ha attirato l’attenzione della Corte Suprema, il massimo organo giudiziario di New Delhi. Una sezione presieduta dal capo giudice P. Sathasivam ha chiesto alle autorità del West Bengala di presentare un rapporto sulla notizia dello stupro “che ha provocato molto turbamento nel Paese”, secondo quanto scrive l’agenzia di stampa Ians.
“Stupro che ha provocato molto turbamento”. È una parziale verità perché è lo stupro emergente; gli atri sono più sottacqua e non emergono ancora segnale positivo/negativo,
– negativo per quanto è successo di esecrabile e fuori da ogni tipo di civiltà umana, ma preistorica dei temi dei dinosauri che di certo non avevano la ragione, perché il loro cervello non aveva le aree associative dell’uomo cosiddetto sapiens sapiens, che attualmente pur avendole non le usa proprio;
– positivo perché la gente inizia a condannare pubblicamente queste ferocità e quindi un piccolo passo verso una presa di coscienza che si spera diventi una realtà molto presto.
Inoltre, da quanto si apprende, la Corte Suprema ha ordinato a un magistrato locale di andare nel villaggio teatro dello stupro per accertare quanto accaduto e di riferire entro una settimana. In seguito al racconto della giovane vittima, che è finita in ospedale ma ha avuto il coraggio di denunciare i suoi aggressori, la polizia ha arrestato 13 uomini per violenza di gruppo, sequestro di persone e intimidazione. Tra gli arrestati c’è anche il capo del villaggio. Continua su: http://www.fanpage.it/india-stuprata-per-ordine-del-villaggio-interviene-la-corte-suprema/#ixzz2rWAaqHRH
Altre bambine in India sono state ancora stuprate ed uccise. La belva umana non si ferma; la demoniaca belva uccide ancora ed ucciderà ancora, troppo individualismo e agire in base a convinzioni ormai superate come le varie caste, che in alcuni paesi portano ad uccisioni o torture di chi non la pensa come loro; in altri paesi le caste sono manovre di potere che isolano alcuni personaggi che per il loro status pensano di poter governare il mondo in base alle loro convinzioni. Esiste ed è stata provata una malascienza, esiste ed è operante una malapolitica troppo allentante per molti.
L’uomo pensa troppo ai suoi piaceri di qualsiasi perversità o bassezza siano, li avvalora con teorie, le più strampalate, e le fa anche diventare leggi, che poco alla volta si estendono ad altri paesi.

L’uomo non ha più controllo, ma attenzione! che siamo in una palude psichiatrica dissociativa, che tende sempre più a una psicosi da cui non ci libereremo tanto facilmente perché è una spirale che ci avvolge sempre più e ci spinge verso la “disumanizzazione dell’uomo”, come scriveva Thomas Szasz già anni fa, a meno che non siamo già disumanizzati e pensiamo di non esserlo.