L’esercito dei bambini migranti, che purtroppo esiste/The Army of Migrant Children, which Unfortunately Exists

24.10.2013
Sta diventando un vero e proprio esercito il numero dei bambini presenti sulle carrette del mare che lasciano il Nord Africa o altre zone per raggiungere le coste italiane. È ben vero che sono bambini spesso accompagnati dalle loro mamme, ma altrettanto spesso non sono accompagnati: minori soli che sono affidati alla sorte di quelle carrette e alla sorte dei loro compagni; è una nuova e silente transumanza che i loro genitori affidano e che spesso ha conseguenze tragiche e drammatiche come diverse traversate del mare diventate tombe di persone recuperate e di dispersi. Vicino a Malta, l’altro ieri è stato trovato sulle onde il corpo di un bambino di tre anni: il bambino era solo, senza genitori vicino anche se morti, solo come altri dispersi di cui non si conosce il numero e l’età; ma questo bambino di tre anni è un monito troppo severo di questa umanità non più tale, ma regredita ad esseri primordiali. Somali ed altri, richiamati dalla strage, che piangono i loro morti a Lampedusa e vorrebbero rivederli per essere sicuri di piangere sui loro corpo; per questo piccolo bambino senza nome, non c’è nessuno; è stato avvistato e recuperato. Certamente chi lo ha recuperato deve aver vissuto momenti drammatici, inutile dire che non li dimenticherà mai e forse qualche mamma e papà, ascoltando la notizia, si è commosso ed ha pianto lacrime di dolore sulla solitudine di questa ennesima morte solitaria, affogando in un mare che purtroppo non perdona nemmeno i bambini piccoli ed ignari delle elementari nozioni del nuoto e magari urlando il nome di una mamma che non era lì ad accarezzargli la testa nel momento dell’estremo passaggio.
Senza essere troppo pessimista, si legge che 18.000 bambini muoiono al giorno di fame o malattia, cifre che leggiamo senza capire con chiarezza l’enormità di quello che rappresentano. Chiediamoci pure, di questi bambini che muoiono uno al minuto secondo, quanti sono in braccio alle loro mamme sfinite anche loro dalla fame e dal dolore di quello che il loro figlio sta subendo, tanto da decidere con sacrifici di affidarli ai criminali che foraggiano le carrette e i catorci del mare, che hanno la prerogativa di avere qualche guasto mare percorrendo.
Immaginiamoci questi bambini che muoiono, quasi sempre sfiniti dalla fame, e anche gli altri uccisi in attacchi terroristici, mirati solo a far macello di vittime; teniamoli negli occhi anche notturni e cerchiamo di fare qualsiasi cosa per loro.
Basta bambini morti. È il nostro futuro che si assottiglia sempre più, che diminuisce quella lenta evoluzione in homo eufemisticamente chiamato sapiens, ma che è un tirannosauro slatentizzato e nella camera dei bottoni umani. La TV continua i suoi giochi e divertimenti e quei bambini muoiono. Organizziamo spedizioni, per renderci conto di quel dolore e di quelle mamme, che mettono sotto terra, se c’è, i loro figli di cui non disquisiscono il loro gender o meno, né sono genitori n. 1 o 2, solo papà e mamme che piangono.
Altro dramma accertato sono quei tre bambini: due gemelli di tre anni ed uno di dieci mesi; ebbene, secondo quelli che li hanno recuperati in mare i due bambini, diciamo grandi, stavano attorno a quello di dieci mesi per tentare di curarlo e di non farlo piangere; la mamma con cui erano partiti era introvabile se non affogata; si spera solo che vengano adottati, in mancanza dei genitori, da un’unica famiglia, che tratti amorevolmente tre piccoli che sono passati da una speranza di un futuro migliore ad una sindrome certa di abbandono.
Certo che quel bambino solo a tre anni nel mare ormai dalla morte non riceverà nessuna medaglia o riconoscimento, che invece è dato a pioggia ad altri umani. Ricordiamolo noi, e fino alla fine dei nostri giorni: è un modo per tenere in vita l’umanità anche nei ricordi che trasmetteremo ai nostri figli, nipoti, pronipoti, e per urlare al Creatore di far sì che l’uomo metta fine a questa carneficina provocata proprio dallo stesso in mille modi.
12/10/2013
Bravi! Siete un esempio da seguire, e l’umanità, quella seria e futura, vi ringrazia per quello che avete fatto a quei piccoli salvandoli da morte certa. Bravi! Vorrei conoscervi ad uno ad uno e stringervi la mano.
Quattro bimbi sopravvissuti al naufragio in acque Sar di Malta, giunti a Porto Empedocle, sono stati salvati dagli altri naufraghi. I siriani che erano in acqua e che sapevano nuotare sarebbero riusciti ad afferrarli e a tenerli a galla fino a quando non sono arrivati i soccorsi.
Purtroppo non si è mostrato così lo Stato che aveva promesso funerali di stato non fatti, ed aveva promesso al Sindaco di Lampedusa che avrebbe lasciato i bambini morti da mettere nel cimitero dell’isola e invece sono stati caricati e portati via in tombe sconosciute e forse poco frequentate.
Altre notizie
(Queste notizie sono ripetute da molti media. Si ringraziano i giornalisti che le hanno scritte e le testate che le hanno pubblicate, cui vanno tutti i diritti).
È salpata questa mattina la nave Cassiopea della Marina Militare, con 150 bare delle vittime del naufragio di migranti del 3 ottobre scorso al largo di Lampedusa. L’imbarcazione è diretta a Porto Empedocle, dove arriverà nel pomeriggio. Le operazioni di carico è cominciata ieri ma è stata più volte interrotta perché i familiari delle vittime hanno chiesto di poter dare l’ultimo saluto ai feretri, già portati sulla nave, e attaccare una foto dei loro congiunti. Sono più di 200 ancora le bare custodite nell’hangar dell’aeroporto di Lampedusa che dovranno essere portate a Porto Empedocle: le vittime del naufragio sono 359. A queste nell’hangar si aggiungeranno le bare dei 21 morti di un altro naufragio, accaduto l’altro ieri a 60 miglia dall’isola.
Non sono stati ancora celebrati i funerali di Stato per i 359 eritrei annegati nel naufragio del 3 ottobre scorso, davanti alle coste di Lampedusa, che altri morti vengono portati sull’isola. Sono i 21 cadaveri arrivati a bordo delle motovedette della Guardia Costiera e della Finanza (11 donne, 3 uomini e 7 bambini), ma il bilancio dell’ennesima tragedia dell’immigrazione, che si è consumata a 60 miglia dalla maggiore delle Pelagie, potrebbe essere di gran lunga maggiore secondo quanto i superstiti hanno riferito all’Unhcr.
E questa sera in un nuovo intervento di soccorso della Marina militare, la nave Espero ha tratto in salvo 14 migranti su un gommone tra cui una donna al nono mese di gravidanza, trasportata in elicottero a Lampedusa. Vite salvate che si vanno ad aggiungere ai 206 migranti tratti in salvo, ieri, dalle navi italiane e maltesi, ma i sopravvissuti parlano di 400 persone in viaggio sulla carretta del mare, e i conti sono subito fatti per valutare l’ennesimo tributo pagato dai disperati che affrontano la traversata del Canale di Sicilia. La mattanza di questi giorni non ferma, però, i viaggi verso l’Italia: solo oggi sono stati cinque i barconi soccorsi a largo di Lampedusa.
Centonovantaquattro persone (con quelle di questa sera) sono state tratte in salvo dalla Marina, 255 dalla Capitaneria: moltissimi i bambini e le donne. E il centro di accoglienza, che ospita 784 extracomunitari a fronte di una capienza di 300, è al collasso. Il presidente della Repubblica Napolitano ha telefonato al Sindaco dell’isola Giusi Nicolini, “Non c’è dubbio che” a Lampedusa “occorra anche una presenza di coordinamento e di gestione dell’emergenza da parte di un nucleo di inviati del governo che fiancheggi le autorità locali”. Ora intervenga il governo dunque, dice il Capo dello Stato, che sottolinea come il problema urgente ora sia quello delle bare e dell’assistenza ai sopravvissuti. Non è stato possibile neanche sistemare gli ultimi corpi giunti a Lampedusa, perché l’hangar dell’aeroporto trasformato in una mega camera ardente è stracolmo, e resterà pieno almeno fino a sera, quando lascerà l’isola il primo centinaio di bare del naufragio di una settimana fa diretto a Porto Empedocle. Nell’attesa, le nuove vittime sono sistemate in un camion frigorifero. E il bilancio di questa nuova tragedia sarebbe potuto essere più pesante se non fossero intervenute le unità italiane ben fuori dalle acque territoriali in aiuto delle navi maltesi nelle operazioni di soccorso.
E intanto da La Valletta arriva la notizia dell’arresto di un presunto scafista del viaggio della morte, un tunisino che sarebbe stato riconosciuto sai superstiti a Malta. Quest’ultimo dramma del mare chiarisce, se ce ne fosse ancora bisogno, che il problema non si esaurisce nell’accogliere chi fugge dalle guerre e dalla fame, perché – come ha sottolineato il vice premier Angelino Alfano – ”in mare, prima dello sbarco, c’è il rischio che ne muoiano tantissimi”
Ogni giorno, anche oggi, sono arrivati altri barconi/carrette sulle coste italiane e lodevole è la prontezza con cui questi migranti sono intercettati e raccolti. Qualcuno vi renderà merito. Noi assistiamo a questi episodi, ma anche a quelli dei terremoti, attacchi terroristici ed altro, senza poter intervenire se non con l’invio di qualche soldo ed altro aiuto a quelle associazioni che sono sul posto.
Vorrei ringraziare di persona il Sindaco di Lampedusa e altri che si sono sacrificati nell’aiuto o nel recupero di corpi destinati a essere pasto dei pesci del Mediterraneo: grazie ancora per quello che avete fatto e che farete, sostenuti o meno da stati che arrivano, guardano e poi via a casa loro, nella speranza che quanto promettono, poi mantengano anche quando il peggio è passato … Perché quei migranti arrivano, ma dove vanno? Chi li segue per aiutarli nella ricerca di parenti o sistemazione che vorrebbero fare? Giornalisti, dateci anche queste informazioni sul dopo e dateci notizie anche di quelli che vengono respinti una, due, tre, quattro volte e che tentano di ritornare, anche se hanno commesso crimini, come quei nostri che hanno avuto e che avranno futuro indulto o amnistia e vivranno liberi e felici.
MINORI PALESTINESI VITTIME DI ABUSI. UNICEF ACCUSA ISRAELE
Giustizia e Diritti umani da InTOPIC. IT (tutti i diritti riservati agli autori ed alle testate)15/10/2013
Canali: UNICEF, Medio Oriente, Israele, Arresti, Cisgiordania, Palestina.
Nonostante abbia deciso di adottare ‘trattamenti alternativi’ per i minori palestinesi che vengono arrestati in Cisgiordania, su pressione della Comunità internazionale, l’esercito israeliano continua a maltrattare i giovani palestinesi soggetti ad arresti e detenzioni. A formulare l’accusa, contenuta in un rapporto è l’Unicef, secondo cui nonostante tutto “le violazioni persistono”.
Già in un rapporto del marzo del 2013 il Fondo Onu per l’Infanzia aveva descritto i maltrattamenti subiti dai giovani detenuti nelle carceri israeliane in seguito al quale l’esercito israeliano aveva adottato ‘misure alternative’ tra cui quella che prevede la convocazione dei ragazzi, invece degli arresti presso la loro abitazione, e la riduzione a 24 ore del tempo massimo di detenzione per giovani fino ai 13 anni prima che vengano condotti davanti a un tribunale.
Malgrado l’impegno preso, Unicef insiste che le violazioni sono tuttora “molto diffuse, sistematiche e istituzionalizzate” e cita almeno 19 casi di abusi su minori compiuti nei primi quattro mesi del 2013.
Negli ultimi 10 anni le forze del’ordine israeliane hanno interrogato e perseguito circa 7000 ragazzini tra i 12 e i 17 anni, per lo più maschi, per una media di due al giorno.
Queste affermazioni lasciano allibiti per il numero di minori che sono intercettati, arrestati imprigionati, giudicati e poi con condanne di cui non si legge sui media, ma che sono nondimeno inflitte.
Come cresceranno questi minori trattati da criminali? I riscontri psicologici non presentano certo una situazione di speranza e di serenità di crescita futura, anzi lasciano presumere che aumenterà esponenzialmente il dissidio ed il rancore tra i due popoli,. Tuttavia, c’è anche la debole speranza che i giovani siano stufi di questi trattamenti e si rappacifichino con i loro simili della controparte. Ricordo una foto della guerra jugoslava a Mostar: sotto il ponte distrutto della città due giovani di etnia differente si incontravano di sera lungo gli argini dei fiumi e lì furono uccisi da cecchini, tutti e due, ma riuscirono ad abbracciarsi prima di morire costituendo così un simbolo futuro di pace; i loro corpi furono indecentemente rimossi solo dopo diversi giorni.
Se le accuse di maltrattamento anche grave, così lampanti, fossero parzialmente vere, avremmo già un quadro molto nefasto. Abbiamo già letto come sono trattati i minori respinti, che arrivano coi traghetti dalla Grecia e sbarcano ad Ancona, la seconda Lampedusa: anche qui la stampa dice molto poco, perché tanto quei minori non fanno scoop; fuggono, sono ripresi, rispediti indietro sugli stessi traghetti, e, arrivati in Grecia, rinchiusi in recinti e baracche e, se ce la fanno, fuggono di nuovo, sempre cercando di raggiungere con un traghetto l’Italia per poi raggiungere qualcuno di loro conoscenza. Sì, perché l’Italia è conosciuta come zona di passaggio e questa non è una bella nomina che abbiamo sulla pelle. Talvolta hanno nelle loro tasche solo un numero di cellulare da chiamare.
Questo è un ennesimo dramma che ci riguarda da vicino e di cui ogni tanto compaiono due righe sui media; una foto che mostra un ragazzo che scavalca il recinto portuale e sulla sfondo il traghetto da cui lui e i suoi compagni sono scappati e su cui non vogliono tornare, conoscendo il trattamento a loro riservato. Esseri umani trattati alla pari delle bestie infette, ma che sono il futuro dell’umanità non tanto lontana e che spero ricorderanno il trattamento ricevuto, affinché siano più umani di quelli come loro e molto più duri con quelli che li hanno maltrattati, ostacolandone la crescita promessa dalla carta dei diritti dei bambini. Tale carta è stata sottoscritta da più di cento Paesi, ma all’atto pratico non vale proprio nulla: chi sta bene sta bene e chi sta male si arrangi, il tutto col beneplacito delle istituzioni, che assistono impreparate ad esodi di massa e non hanno mezzi sufficienti per accogliere tutti decentemente. Lo stato, anch’esso poco incline agli aiuti umanitari perché sono una spesa,  si allerta quando i morti arrivano galleggiando anche in porto o compaiono sulla superficie del mare, per cui è impossibile evitarli, come negli ultimi naufragi. E allora, oltre ai volontari, si allerta anche lui, promettendo e non mantenendo, come la storia dei funerali di Stato. Il Sindaco di Lampedusa ha parlato all’assemblea dell’UE. Si muoverà qualcosa oltre agli avvistamenti per tempo delle carrette dei criminali che guadagnano sul traffico umano?
La casa di accoglienza attuale è inferiore alle stime, impossibili da prevedere. Costruiamo altre case di accoglienza: se no i naufraghi ed i fuggitivi che chiedono rifugio politico si troveranno a litigare con altri loro simili in strutture da paura ed indecentemente inidonee, anche se i volontari e gli abitanti fanno di tutto per far convivere decorosamente con quei disperati con quelle disgrazie provocate dai criminali della guerre e dai venditori di armi, che spesso sono le stesse persone. 

Bambini da seppellire nelle menti dei loro genitori, se ci sono ancora!/Children to Be Burried in the Minds of their Parents. Assuming They Are still Alive!

1) Ancora kamikaze, ancora guerre e, dagli ultimi naufragi a Lampedusa, spuntano i corpi ghermiti dalla morte per annegamento di bambini che non urlano più dalla paura, e dell’angelo della morte che se li stringeva al petto; dai racconti emerge anche il non volto di un bambino di meno di un giorno partorito dalla mamma che stava annegando e che lo dava ad una luce troppo triste di un fondale marino. dove anche lui metteva fine ai suoi giorni di una vita mai cominciata. Ma i volontari non lo dimenticano e lo hanno contato come persona umana. “Quel che è certo – dicono quasi con orgoglio dall’hangar – é che quel piccolo “è stato considerato a tutti gli effetti un individuo, conteggiato nel computo delle vittime della tragedia e disposto in una bara accanto alla mamma e che avrà anche lui  i funerali di stato come gli altri”. Bravi! Bravi: sì, è un essere umano e penso che sia già Su al sicuro, alla luce del sole immenso per chi crede”.
É un macello di bambini senza fine, una umanità futura che “va sotto terra”. Le notizie sono scarne, quasi non si volessero pubblicare: tot adulti, tot donne e tot bambini, e il numero dei morti aumenta ogni giorno; siamo per l’ultimo naufragio a quota 358 (conta definitiva?) di morti per la speranza di una vita migliore su questa terra troppo sfruttata da maledetti criminali che fanno soldi con la morte degli altri; maledetti che probabilmente hanno anche loro figli e che li portano a spasso coi soldi della mattanza continua degli altri, esseri schifosi che sorridono ai loro complici politici ed istituzionali corrotti. Gente che sparisce per la criminalità organizzata o singola, ma che sta sempre compiendo e inventando nuove modalità di uccidere, magari e non magari con le mani degli altri.
Guardiamo un po’ le carrette con le quali arrivano gli immigrati, stipati all’inverosimile sui bordi dei barconi, che sopportano giorni di mare, di fame, di sete, di liti tra gli altri sventurati come loro per un po’ di posto in più per loro o per i loro figli, e che devono fare i loro bisogni fisiologici in mezzo agli altri, come pure dormire a qualche maniera e magari morire pure in mezzo agli altri come è successo e come succederà ancora. E i bambini costretti a vivere scandalosamente pigiati e con o senza i loro genitori che li possono difendere o perlomeno rendere loro il viaggio meno crudele, perché ci sono anche loro, il loro futuro in cui credere e far riferimento.
Dopo la tragedia ultima, altri barconi continuano ad arrivare, altri soccorritori che per portare a galla dei corpi di esseri umani avranno incubi ed immagini di bambini, di piccolini che scuotono l’immaginativo di militari impreparati o già adusi a quelle scene, ma sempre strazianti, perché si è abituati a scene meno o più tragiche. E anche per questi militari, quando si spegneranno i riflettori su questa ennesima tragedia, il cervello, la mente, l’immaginario, resteranno sempre traumatizzati, nonostante l’attenzione degli psicologi che ormai sono presenti in tutte le disgrazie mondiali, ma che attenueranno solo in parte i fantasmi notturni dei soccorritori.
E anche il direttore del poliambulatorio di Lampedusa si ribella a quanto succede: il mare separa le famiglie, distrugge gli affetti e lascia lutti nelle famiglie; bimbi lasciati soli dai genitori annegati, fratelli pure annegati, mamme che lasciano bambini da soli o che partoriscono laggiù in fondo al mare cadaveri di neonati e via via l’orrore non manca in queste separazioni di famiglie che si erano imbarcate assieme nella speranza naufragata anch’essa.
Intanto continuano gli sbarchi in Sicilia. All’alba hanno attraccato al porto di Pozzallo una nave francese con a bordo 29 siriani e un mercantile africano con 171 migranti che avevano soccorso in mare due barconi in difficoltà. Sul mercantile vi erano anche 45 minorenni e 28 donne. I migranti sono stati condotti nel centro di accoglienza di Pozzallo, che ospita 380 persone, compresi i 62 eritrei arrivati con un volo da Lampedusa tra i superstiti del naufragio delle isole delle Pelagie.
E i battelli in difficoltà sono proprio le caratteristiche dei mezzi che trasportano questi umani che pagano fior di dollari sudati per non spegnare il lumicino della speranza in loro e nei loro figli. Bambini anche senza genitori, che vengono affidati a qualche amico o conoscente perché non ci sono i soldi anche per i loro genitori: insomma una disgrazia senza fin, e che solo alla sfilata delle bare fa muovere qualche politico che non può esimersi da farsi notare a Lampedusa e che promette quello che poi non mantiene per mille motivi.
Si invoca sempre lo stesso Dio che fermi la mano degli oppressori di qualsiasi genere e che accechi chi vuole colpire ancora gli innocenti: quante lacrime di mamme e papà e fratelli o sorelle che non vedranno o sentiranno più chi con loro ha condiviso una vita talmente tremenda da fuggirne o far fuggire chi poteva sopravvivere. 
2) Kamikaze contro la scuola elementare in Irak
È di nuovo strage di bambini inermi ed indifesi in Iraq, e anche qui colpiti sono i bambini che andavano a scuola il primo giorno, spensierati, scontenti o contenti, si affacciavano alla vita e sono stati subito fermati, squartati dagli scoppi delle bombe. Giustizia, reclamiamo giustizia da Colui che può aiutare tutti.
E le cifre dei migranti tra cui anche cadaveri ritrovati e non.
Immigrati, 200 profughi soccorsi in Canale Sicilia: 70 i bambini … Sbarchi, quasi 800 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia …25/09/2013
Sono 263 i migranti recuperati da un mercantile e sbarcati all’alba nel porto di Catania 79 minori.
500 gli ultimi arrivi 10/10/2013 arrivati per lo meno dal mare salvi.
60 minori non accompagnati che da Lampedusa, dicesi minori NON ACCOMPAGNATI.
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3) News Violenza sessuale: triplicati i casi su minori in un anno

Dati 2012 Forze ordine; nel 78% riguardano bambine e ragazze
10 ottobre 2013 – Sono triplicati in un anno, dal 2011 al 2012, i reati di atti sessuali coinvolgenti minorenni. Il 78% dei 505 bambini che li hanno subiti (166 nel 2011) è di sesso femminile. In Italia le bambine e le ragazze risultano più vulnerabili, di fronte alla violenza, rispetto ai loro coetanei maschi: in 6 casi su 10 la vittima di reati commessi e denunciati su minori nel 2012 è una giovane donna. È un quadro allarmante quello che emerge dal dossier ”indifesa”, presentato oggi a Roma da Terre des Hommes, che riferisce dati delle Forze dell’Ordine.
Nel 2012 sono stati 5.103 i minori vittime di reati, una cifra superiore a quella del 2011 (4.946). Secondo i dati forniti dalle Forze dell’Ordine e rielaborati dall’organizzazione, nel 2012, 689 minori hanno subito violenza sessuale (femmina è l’85% delle vittime). A questi vanno aggiunte le 422 vittime di violenza sessuale aggravata (79%). Tra i reati a sfondo sessuale, a registrare l’aumento più drammatico in un anno – sottolinea Terre des Hommes – è la pornografia minorile: +370%, a danno di 108 minori, il 69% dei quali femmine. In generale, tra i reati commessi e denunciati su minori, quelli che mietono più vittime sono i maltrattamenti in famiglia: i bambini che li hanno subiti nel 2012 sono 1.246, 82 in più del 2011.
I casi di violazione degli obblighi di assistenza familiare denunciati nel 2012 sono stati 985 (882 nel 2011), di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina 207 (182), di sottrazione di persone incapaci 263 (220), di abbandono di persone minori o incapaci 426 (429), di prostituzione minorile 77 (104), di corruzione di minorenne 422 (434). I bambini uccisi sono stati 18, 17 nel 2011.
Femminicidio: 140 vittime tra minori in 12 anni – In Italia, tra il 2000 e il 2012, sono state 140 le bambine e le ragazze vittime di femminicidio. Nei primi sei mesi del 2013, ricorda l’ONG, ”in Italia sono state uccise 81 donne, il 75% nel contesto familiare o affettivo. Tra queste una minorenne, Fabiana Luzzi, bruciata viva dal ‘fidanzatino’. Il femminicidio quindi non tocca solo le donne adulte: il rapporto Eures sull’omicidio volontario in Italia evidenzia che dal 2000 al 2012 nel nostro Paese 140 bambine e ragazze sono state vittime di questo tipo di violenza estrema”. In 94 su 140 casi si trattava di figlie uccise da un genitore. In generale, il 20,1% delle vittime aveva meno di un anno; consistente, osserva Terre des Hommes, risulta anche la quota delle bambine uccise in età prescolare (25 bambine tra uno e 5 anni, pari al 18,7%) e nella fascia di età successiva (24 bambine tra 6-10 anni, pari al 17,9%), mentre un numero di vittime progressivamente più contenuto riguarda le fasce di età superiore. Domani l’Onu celebra la Giornata delle bambine.
Anche questo articolo ci da un’idea forse riduttiva di quanto avviene nella penombra delle notizie che rivelano delitti, ma non affiorano alla superficialità dei media:
  • Triplicate le violenze sessuali su minori in un anno ed altri crimini sempre contro i minori, nonostante le varie associazioni di volontariato che cominciano a crescere anche nei Paesi cosiddetti del terzo e quarto modo: il tirannosauro continua la sua violenza proprio nella testa dell’uomo erede del cervello del rettile e malamente controllata dal cervello dell’uomo chiamato evoluto, ma che è più criminale che altro;criminale sotto ogni punto di vista, col colletto bianco o col fucile a pompa in mano. 
Se poi leggiamo bene che 94 bambine sono state uccise dal proprio genitore/genitrice, altro che celebrare la Giornata delle Bambine … Ci vuole l’anno dei bambini, il quinquennio. Desolanti sono i commenti che fanno i bambini quando riescono a leggere questi drammi “Papà non mi ucciderai anche tu,vero?” “Mamma non mi metterai anche tu in lavatrice?” ed i loro sogni si popolano dei soliti uomini o donne nere che spaventano, che terrorizzano e creano le solite e future devianze ormai abituali.
Basta coi film di criminali, polizia che mette tutto a posto; ritorniamo a qualche film comico, emozionante, non sconcio per i nostri figli, ormai abituati ad ogni trasgressione, e parliamo loro di quell’unica genetica riscontrabile in ogni cellula umana, maschile o femminile, di cui sono fatti gli umani e che non potrà mai essere sostituita, anche se stanno tentando di reprimere con buffonate di scienza patologica, che diventano leggi, e guai a chi ci ride sopra e denuncia la scienza patologica, misconoscendo la realtà genetico/cromosomica di cui siamo permeati, volenti o nolenti.
La scienza patologica (Non ultima frontiera di menti umane distorte).
Oltre all’esercito dei bambini morti e scomparsi, si aggiungono teorie distruttive che hanno percorso e percorrono gli anni della nostra vita.
A queste teorie attuali sui nostri geni e cromosomi sessuali possiamo aggiungere quella di Horbinger o del ghiaccio universale. Il culto si diffuse con 1’abbreviazione WEL, le iniziali di Welt-Eis-Lehre (Teoria del Ghiaccio Cosmico). “I nostri antenati nordici crebbero forti nel ghiaccio e nella neve; la fede nel Mondo di Ghiaccio è perciò l’eredità naturale dell’Uomo nordico” dichiarava Hitler. Così come ci voleva un figlio della cultura austriaca – diceva Hitler! – per mettere i politicanti ebrei al loro posto, ci voleva un austriaco per liberare il mondo dalla scienza giudea.” I nostri antenati nordici crebbero forti nel ghiaccio e nella neve; la fede nel Mondo di Ghiaccio è perciò l’eredità naturale dell’Uomo nordico.” Una teoria utilizzata da Horbinger per descrivere le sue allucinazioni; Hitler ne fu talmente sedotto che cercò di utilizzare il ghiaccio universale che circonderebbe e circondava la terra per scoprire le navi inglese nel porto di Scapa Flow.      
     
Il risultato fu una grosso flop, una spesa inutile e uno smacco da capogiro per Hitler ed Horbinger. (da Martin Gardner, Nel nome della scienza, Transeuropa 1998). Scienza patologica è il termine coniato dal premio Nobel per la chimica Irving Langmuir durante un incontro allo Knolls Research Laboratory, avvenuto il 18 dicembre del 1953, a proposito di teorie strampalate che si accumulano giorno a giorno, e declamate e sostenute dai politici del momento.

Il bambino come problema secondario, non essere umano ma solo oggetto di statistica/Children as a Secondary Problem, Dealt with not as Human Beings but as Statistical Data

1) da Net1news Inviato da Angelica Rossi il 31-08-2013 18:47 SOCIAL: Bambino Rapito, I Genitori lo Ritrovano Senza Occhi (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Cina – Donna rapisce bambino di 6 anni e gli strappa gli occhi. Si tratterebbe di una trafficante d’organi. Ha rapito per strada il piccolo che si era allontanato dai genitori. La polizia ora offre 100 mila yuan (12 mila euro) per notizie utili a rintracciarla. Le autorità cinesi della provincia settentrionale dello Shanxi hanno offerto una taglia da 100mila yuan (circa 12mila euro) per trovare la donna che ha cavato gli occhi ad un bambino di 6 anni della città di Linfen. Si tratterebbe di una trafficante di organi. Il piccolo ora è ricoverato in un ospedale di stato: ha perso la vista e ha un’estesa infezione alle orbite, dovuta alla rimozione dei bulbi oculari. Gli occhi infatti gli sono stati strappati con strumenti non idonei e non sterilizzati. A raccontare l’allucinante episodio sarebbe stato lo stesso bambino. Stava camminando con i genitori a pochi metri da loro, quando una donna lo ha rapito e portato via in un vicolo, senza che mamma e papà si accorgessero di nulla. “Se non gridi, non ti farò del male” gli avrebbe detto. Dopo di che lo ha drogato e gli ha rimosso gli occhi. L’avvenimento ha scioccato l’intera Cina. continua su: http://www.fanpage.it//#ixzz2gAcyVHuz
http://www.fanpage.it
2) Destinati a essere venduti, arrestate 301 persone
28 settembre, 08:24 (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
mondodi Biagio Chiariello28 settembre 201317:35http://www.fanpage.it
Cina: salvati 92 bambini rapiti. Erano destinati ad essere venduti. In un’imponente operazione che ha riguardato 11 diverse province del Paese gli agenti hanno salvato anche due donne e arrestato 301 trafficanti. In Cina, la politica del figlio unico alimenta questo traffico: nel 2011 sono stati strappati ai rapitori 13mila bambini. 92 bambini, pronti per essere venduti da una rete di trafficanti di esseri umani, sono stati tratti in salvo dalla polizia cinese. Nell’ambito dell’operazione, riferiscono i media locali, sono state arrestate 301 persone in 11 diverse regioni del Paese, tutte coinvolte nel racket. Secondo le autorità i trafficanti sequestravano i piccoli nelle province sud-occidentali dello Yunnan e del Sichuan per venderli in altre zone della Cina. In un Paese dove vige la legge figlio unico il traffico dei bambini, specialmente femmine, è altissimo. C’è peraltro da dire che il Governo di Pechino non è ancora riuscito a varare una normativa forte in materia di adozioni.
Così succede che numerose famiglie comprano le piccole vittime per darle in sposa ai propri figli non sposati, anche e sopratutto a causa dello squilibrio tra i sessi provocato dalla politica di controllo delle nascite. In altri casi, molti di questi bambini vengono venduti per essere utilizzati come manodopera a basso costo. Secondo dati della polizia cinese, nel 2011 sono stati liberati 13mila bambini destinati al “mercato nero”, mentre le donne salvate negli ultimi due anni sono circa 23mila. Secondo un rapporto diffuso dalla China National Radio, ogni anno in Cina scompaiono circa 200mila bambini.
continua su: http://www.fanpage.it/cina-salvati-92-bambini-rapiti-erano-destinati-ad-essere-venduti/#ixzz2gI2cd6Fc
3) La Spezia, bimba di 3 anni dimenticata sullo scuolabus per 4 ore
Cronaca di A. P.27 settembre 201310:35 (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
La piccola, ritrovata in lacrime dall’autista, fortunatamente non ha subito conseguenze. Molta paura ma fortunatamente nessuna conseguenza seria per una bambina di 3 anni di Lerici in provincia di La Spezia dimenticata per oltre quattro ore a bordo dello scuolabus che doveva accompagnarla all’asilo. L’episodio è accaduto giovedì, quando la piccola in lacrime seduta sui sedili in fondo è stata notata al termine del giro dall’autista di un altro mezzo. La piccola molto impaurita è stata così subito consegnata alla polizia municipale che ha rintracciato i genitori ignari di tutto, riaffidando loro la bambina. La piccola successivamente è stata trasportata all’ospedale di La Spezia per precauzione ma i medici hanno accertato l’assenza di lesioni. Sul caso indaga la polizia per accertare eventuali responsabilità, anche perché ancora non è chiaro come la piccola si sia ritrovata sola a bordo di un mezzo che aspettava che i ragazzi delle medie uscissero da scuola. Secondo una prima ricostruzione sembra che la piccola sia salita sul mezzo accompagnata dai genitori e sarebbe stata presa in carico da un’accompagnatrice, ma poi il pulmino si è fermato per un cambio del mezzo e la piccola sarebbe stata affidata ad un’altra accompagnatrice.
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4) TORINO – 02/10/ 2013  Sono gravi le condizioni di un neonato di due settimane, ricoverato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino dopo essere stato scosso dal padre esasperato dal suo pianto. Il piccolo ha riportato emorragie che potrebbero comportare danni permanenti al cervello, ma per valutare le conseguenze servirà un periodo molto lungo. Il caso – riportato oggi sulle pagine locali del quotidiano La Stampa – è stato segnalato dai medici dell’ospedale alla procura di Torino, che ha indagato il padre per lesioni (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).
5) “Nel mondo 18 mila bambini muoiono ogni giorno
Di Davide De Amicis – 17 settembre 2013 Postato in: Cronaca da La porzione.it (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Lo conferma un rapporto diffuso dall’Unicef [Fondo d’Emergenza delle Nazioni Unite per l’Infanzia], che metterebbe a rischio l’Obiettivo del millennio di ridurre di due terzi il tasso di mortalità infantile sotto i cinque anni d’età
Nel 2012 circa 6,6 milioni di bambini in tutto il mondo, 18 mila bambini ogni giorno, sono morti prima di aver compiuto 5 anni. È quanto emerge dal nuovo rapporto presentato nei giorni scorsi dall’Unicef, Organizzazione mondiale della sanità, Banca mondiale e Dipartimento degli affari sociali ed economici della Nazioni Unite. Questa cifra rappresenta circa la metà del numero di bambini, al di sotto dei cinque anni d’età, morti nel 1990, che in quell’anno è stato di 12 milioni: «Questa tendenza è positiva. Milioni di vite sono state salvate – ha spiegato Anthony Lake, direttore generale dell‘Unicef -. E noi possiamo fare ancora meglio. La maggior parte di questi decessi possono essere evitati, utilizzando misure semplici che molti paesi hanno già messo in atto, ma ciò di cui abbiamo bisogno è di agire con molta più urgenza». Anthony Lake, direttore generale Unicef.
Le principali cause di morte dei bambini sotto i cinque anni sono polmonite, nascite premature, asfissia neonatale, diarrea e malaria. A livello mondiale, comunque, circa il 45% dei decessi sotto i cinque anni sono legati alla malnutrizione, mentre circa la metà dei decessi di bambini al di sotto dei cinque anni si verifica in cinque Paesi: Cina, Repubblica Democratica del Congo, India, Nigeria e Pakistan. In particolare l’India, con il 22%, e la Nigeria, con il 13%, fanno contare oltre un terzo di tutte le morti di bambini al di sotto dei cinque anni d’età. Proprio per questo, l’Unicef ha lanciato l’allarme in quanto, se l’attuale tendenza del tasso di mortalità infantile continuerà di questo passo, il mondo non raggiungerà l’Obiettivo di sviluppo del millennio consistente nel ridurre il tasso di mortalità infantile al di sotto dei cinque anni d’età di due terzi entro il 2015, rispetto al 1990. Wu Hongbo, Sottosegretario generale Affari economici e sociali ONU.
Infatti, se il trend attuale proseguirà, l’obiettivo non sarà raggiunto prima del 2028: «Il costo di un’azione troppo lenta – avverte l’Unicef – è allarmante: se la comunità internazionale non agirà immediatamente per velocizzare i progressi, 35 milioni di bambini in più potrebbero morire per cause prevenibili tra il 2015 e il 2028». Nell’Africa subsahariana, specialmente, con un tasso di 98 morti ogni 1.000 nati, un bambino corre un rischio 16 volte maggiore di morire prima del suo quinto compleanno, rispetto ad un bambino nato in un Paese ad alto reddito.
Ciononostante, l’Africa subsahariana ha registrato una forte accelerazione nel suo progresso, con un tasso annuale di riduzione delle morti cresciuto dallo 0,8% nel periodo 1990-1995 al 4,1% nell’arco temporale 2005-2012: «A questo proposito – ha concluso Wu Hongbo, Sottosegretario generale per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite – è fondamentale che i governi nazionali e i partner per lo sviluppo raddoppino gli impegni fino alla fine del 2015 e oltre».
6) “L’Unicef é sconcertato dalla notizia delle morti di 12 bambini a Raqqa in un attacco aereo su una scuola secondaria a Raqqa, nel nord est della Siria, lo scorso 29 settembre”.
È quanto afferma Maria Calivis, direttore regionale dell’Unicef per il Nord Africa e il Medio Oriente. “Il resoconto sull’accaduto – prosegue Calivis – ha riportato che in totale 14 persone, la maggior parte delle quali studenti, sono state uccise nell’attacco sull’Ibn Tufail Commercial Secondary School attorno alle 8 del mattino di domenica, il primo giorno di scuola del nuovo anno scolastico”.
Quest’ultima notizia è veramente sconcertante ed avvalora la non condizione umana dei bambini che vegono sgozzati, maltrattati a morte e bombardati proprio il primo giorno di scuola: non andavano ad imparare ad usare i gas tossici o ad apprendere notizie di guerra biologica; andavano semplicemente ad acculturarsi, e proprio là qualche vigliacco li ha colpiti, li ha stroncati, li ha privati della vita, anche se dubitativamente bella ed amorevole.

Perché l’odio tra gli adulti si risolve in un mattatoio per i bambini che stanno guardando in alto, verso il cielo, e sperano, anche se lo studio non è un gioco, ma un preparasi alla vita?
Hanno preparato loro la via per il cimitero, per andare sottoterra e non diventare uomini che possono salvare il mondo dall’ignominia che si vive quotidianamente tra corruzione, arricchimento illegale, vendita di armi distruttive, invece di cibo per chi non ne ha.
Invochiamo ancora Colui che può, perché fermi la mano che vuole distruggere, ma urliamolo di fermare quei criminali contro l’umanità, persone che si arricchiscono sempre sulla pelle della gente povera e disperata.
03/09/2013 – Brucia un barcone di migranti, 93 morti accertati. Nuova Ecatombe in Sicilia, molti bimbi e donne a Lampedusa (tutti i diritti riservati all’autore ealla  testata)
Parole del sindaco di LAMPEDUSA: “Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo” dice il sindaco Nicolini. “Le dimensioni non le conosciamo ancora – dice Nicolini -. Se è vero che erano 500 sul barcone e in salvo già sul molo ce ne sono soltanto 130, è davvero un orrore”.
Migranti che sfidano il mare e muoiono e vari attacchi terroristici di questi giorni nel medio oriente. I bambini occupano un posto prevalente e l’esercito degli invisibili aumenta sempre di più, anche se scompare il giorno dopo dalle testate mediatiche e resta solo come spada nel cuore della mamma o altro parente prossimo, ammesso che non siano morti anche loro.
I media seguono ansiosamente le buffonate intracamerali: i no, i sì, i forse, i ma, non sono più importanti di questi disgraziati che ci lasciano la pelle, bambini che non urlano vendetta contro tutti perché sono morti affogati e per i quali l’Italia, l’Europa e il mondo non fanno il minimo gesto di cambio di modalità di accoglienza:  guai a noi che ci comportiamo così!
Si ringraziano i membri dei vari corpi militari, i volontari delle associazioni e i volontari  improvvisati, che soccorrono come possono. Nulla è fatto invano.
La decadenza di questo potere del governo italiano, che oggi qualcuno cerca di fermare, si accompagna a notizie circolanti di tagli di personale, di aiuti non più stanziati perché i politici già citati non si sentono responsabili di ciò che accade e i loro subalterni obbediscono, tranne qualcuno, a comandi di scuderia avvilenti per lo Stato, che sprofonda sempre più agli occhi internazionali.
E i bambini morti, migranti o no? Abbandonati a tre anni su un pulmino per la scuola, venduti a regioni inospitali e che cercano future mogli o braccia lavorative, con continua ricerca per il traffico d’organi anche se abolito dallo Stato. Lo strazio continua su internet a tutto volume e anche le violenze e i maltrattamenti sottaciuti o deformati.
Le urla di questi bambini fanno parte del back round giornaliero e non si sentono più, ci si abitua a tutto.
Quei 18.000 che muoiono ogni giorno non hanno ore anche minime di fermo attività lavorativa; si sa, ce lo ricordano, ma si passa oltre. Il “Non ti curar di loro, ma guarda e passa” è un classico di attualità spaventosa e rivoltante. Si guardano le foto di bambini che non sorridono e che sono implacabilmente accusatori nei loro sguardi, anche se la loro pubblicazione, forse, dovrebbe fare il solito effetto strappalacrime e non avvilente, ma che getta in faccia a tutti la carta dei loro diritti che é seppellita con loro.
Questa moria è un’altra shoah che non ci tocca e che molti ed encomiabili volontari cercano di contrastare come e quanto possono, in silenzio, senza ampollosi comunicati stampa che rivelano storie ancora più sconcertanti e che chiedono aiuti che sono impossibilitati a dare.
Le parole sono sempre quelle che non si vorrebbero ripetere: ma non ci rendiamo conto che i bambini superstiti di questi drammi saranno i non lontani accusatori e vendicatori dei loro diritti calpestati, ridicolizzati e derisi e presto dimenticati? E questo, assieme al degrado della terra che erediteranno da noi adulti incoscienti e preoccupati del nostro oggi accogliente, e non del domani loro pauroso che speriamo sia anche per i criminali di ora e del dopo.