31.01.2010 – Il traffico dei bambini ad Haiti durante e nel post terremoto

31.01.2010 – Il traffico dei bambini ad Haiti durante e nel post terremoto. Dieci americani fermati per traffico illegale di bambini. Ora i bambini accertati dalle varie istituzioni Internazionale salgono a 15 rapiti in ospedale e 33 che espatriavano: queste le cifre ufficiali.

NEW YORK (fonti agenzie varie diritti loro riservati) – Dieci cittadini americani che fanno parte di una organizzazione cristiana dell’Idaho sono stati fermati dalle autorità di Haiti al confine con la Repubblica Dominicana e quindi incarcerati a Port-au-Prince perché sorpresi su un autobus a bordo del quale viaggiavano 33 bambini di una età compresa tra i due mesi e i 14 anni.
Una relazione di”Terres des Hommes”ha tracciato un anno fa una miserevole mappa del traffico dei bambini in cui sono coinvolti tutti i continenti :questi fatti sono un’ennesima conferma di questi “viaggi della disperazione”.
Nel 2007 17 europei erano stati arrestati mentre stavano per portare in Francia 103 bambini da uno a dieci anni di età dal Ciad.
“Arche de Zoe”,era l’Ong che trasportava i bambini ed aveva sostenuto che si trattava di orfani della guerra del Darfur, ma una indagine condotta dalla Croce Rossa, Alto Commissariato per i rifugiati dell’Onu e dall’Unicef ha fatto emergere che quasi tutti i piccoli (per ora 91 su 103) hanno almeno un genitore o una persona adulta che considerano un genitore.

Complessivamente si sono trovati agli arresti nove cittadini francesi (i tre giornalisti e sei membri dell’associazione), sette spagnoli membri dell’equipaggio dell’aereo che doveva trasferire i bambini in Francia, un pilota belga che ha portato con un piccolo aereo una parte dei bambini nel campo di Abeché e quattro cittadini del Ciad che sono accusati di aver aiutato l’Ong nella sua operazione. Poi quasi tutti gli adulti sono stati liberati dopo una preventiva incarcerazione.

Questa attuale è un altra prova reale, dei “maltrattamenti fisici e psicologici” inerenti al traffico dei minori. Nella serata del 31\01\2010, l’ambasciata americana ha precisato all’agenzia France Presse che gli americani sono stati fermati per “violazione delle leggi haitiane sull’immigrazione”. Alcune agenzie americane tra cui la Cnn ha affermato che secondo alcune fonti vicine alla polizia haitiana, si sospetta che si tratterebbe verosimilmente traffico legato ad adozioni illegali negli Stati Uniti.
Un’americana delle donne arrestate, è originaria dell’Idaho e leader dell’associazione umanitaria New Life Children’s Refuge, ha però negato le accuse.
Lei si è difesa dicendo che “Siamo venuti ad Haiti per aiutare coloro che non hanno altra fonte di assistenza”, spiega Laura Silsby, aggiungendo: “Siamo fiduciosi che la verità verrà stabilita”. Gli americani parlano di evidente equivoco e sostengono che le accuse di “furto” dei bambini siano infondate però i bambini erano privi di passaporto ( poichà la legge haitiana impone che chi lascia il Paese è necessario ottenere un’autorizzazione del governo). Quest’associazione voleva solo portare i bambini nella Repubblica Dominicana per essere assistiti, poiché il loro orfanatrofio non esisteva più ad Haiti . Il ministro haitiano della Cultura, Marie Laurence Jocelyn Lassegue, ha raccontato che al confine con la Repubblica Dominicana “la polizia ha visto un autobus a bordo del quale viaggiavano molto bambini senza documenti. Per questo è stato deciso di portare l’autobus a Port-au-Prince”.
Dalle organizzazioni internazioni come l’Unicef ed altre si allerta sul pericolo troppo reale che tra i due milioni di bambini che sono rimasti soli ci sia un pericolo vero : i cacciatori di bambini sono all’opera già dall’inizio del terremoto e non si sa quanti bambini possono essere già scomparsi senza che nessuno se ne sia accorto, proprio come durante tutte le catastrofi naturali o provocate dall’uomo come le guerre. “Dobbiamo fare in fretta, non c’é tempo. Bisogna proteggere i bambini di Haiti dagli sciacalli, dai mercanti di schiavi che si sono messi in caccia subito durante e dopo il terremoto”, spiega Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia, Sul caso interviene anche Valerio Neri di “Save The Children Italia”: “La notizia preoccupa perché prova che in questo momento sia persone in buona fede sia in malafede, che lo fanno per trafficare sulla disperazione e sulla povertà, possono rubare bambini per portarli in altre nazioni con fini diversi”.
I fini diversi di cui parla Valerio Neri sono i più diversi dall’adozione illegale, ad altri più criminosi come verosimilmente il lavoro nero, ed altri e perchè no la possibile e deprecabile, ma vera pedopornografia.
I cacciatori di bambini non hanno mai buone intenzioni : se l’adozione ha già di per sé molti rischi,e lo si sa dopo l’adozione,quelle illegali hanno rischi maggiori sempre per il bambino.
Si sa che ci sono anche forze internazionali già pronte ad accorrere sul posto ed occuparsi solo dei bambini che circolano da soli, ma forse non sono sufficienti come coordinamento.
Le grandi associazioni come l’Uniceff ed altre accorrono subito o sono già sul posto per prevenzione fin dapprima specie nei paesi più indigenti, ma ci deve essere pure un coordinamento più stretto tra le medesime per salvare il più possibile dei bambini. Grazie a loro le segnalazioni fanno vedere anche il lato disumano delle catastrofi a cui tutti dobbiamo contribuire in ogni modo e tempo,ma si sa che anche le altre organizzazioni quelle criminali sono già pronte ad accorrere sotto il pretesto di aiuto che però è solo un ennesimo e redditizio “traffico degli innocenti”.