DIFESA PERSONALE

La maestra è uscita in lacrime dalla scuola ammanettata. OK piangeva, ma perché? Non certo per aver picchiato i bambini, se no doveva piangere ogni volta che li picchiava e non lo ha fatto, se no l’avrebbero detto.

Un’ipotesi: piangeva perché era stata ammanettata e non se lo aspettava; pensava di farla franca, come si suol dire ancora una volta. Ed era stata assunta da poco … voglio dire … nessuno straccio di esame psicologico per sapere cosa avesse in mente, nemmeno un disegnino dell’albero, uomo, donna, famiglia; sembrerebbe nulla di tutto questo, almeno presumo.

Dimentico di dire a tutti i genitori: insegnate o fate insegnare ai vostri bambini DIFESA PERSONALE anche se sono piccoli e prendono sul ridere; ma quando sarà il momento da loro uscirà la tigre che azzanna.

Per Natale, per la Befana, compleanni ecc., non regalate le solite scempiaggini, ma mazze da baseball; forse si chiederanno il perché, ma, se le sapranno usare, capiranno veramente di difendersi, visto che la società interviene sempre DOPO. Se spaccano qualche mobile, pazienza: non le prenderanno sulla loro testa.

Cari bimbi, poche persone vi potranno aiutare come Giuseppe Girolamo nel naufragio della Concordia, morto per salvare un bambino …

Il commissario Gabrielli conclude il suo primo briefing con la stampa, poi va a salutare il presidente del Senato Renato Schifani che ha appena incontrato i parenti delle vittime. Trai parenti ci sono anche i parenti di Giuseppe Girolamo, il musicista della Costa Concordia che quella notte ha lasciato il suo posto sul battello di salvataggio per cederlo a un bambino, prima di sparire nella notte e nelle acque gelide del Giglio. Ricordiamoci di questo amico dei bambini che si è sacrificato per salvare un bambino.

Purtroppo, come Cassandra, le previsioni per voi sono abbastanza brutte: emergono i casi tristi di sempre: asili nido, scuole materne e scuole elementari dove voi siete maltrattati o violentati sessualmente e questo addolora chi vi segue perché è un pus infinito che emerge dai soliti luoghi che voi frequentate e che sono teatro del vostro martirio continuo.

Un’ altra triste storia di due bambine, come al solito portate a forza, quella dello Stato, presso i loro padri in Germania, nonostante avrebbero espresso la determinazione di stare con la mamma; ma i loro pianti e le loro urla non interessano a nessuno, nemmeno ai poliziotti che le hanno accompagnate, e, se piangeranno ancora, come prevedibile, troveranno un terreno lassù piuttosto duro.

Qualche caso finito in vostro favore avrà sicuramente fatto gridare allo scandalo i soliti sostenitori dei falsi abusi, come pure la sentenza della Cassazione che tuona contro le facili adozioni proposte dalle assistenti sociali e comunità dette protette o similari, e lo stato di adottabilità è sempre ratificato dal Tribunale per minori, anche se una presidente è stata recentemente denunciata per la facilità di emettere sentenze, come pure sono state denunciate le assistenti sociali che stilano i verbali dei loro incontri con le mamme che tremano nel timore di vedersi portar via i minori. Qualcuno guarda giù ed ora le mamme dovranno almeno tremare e soffrire meno, perché la Cassazione si è pronunciata contro il processo di appello e la Procura.

Qualche vittoria ed un invito palese a chi crede di avere il potere e non di essere al servizio della giustizia. Anche per certe professioni si dovrebbero fare gli esami di idoneità psicologica seria!

1) Pedofilia, a Monopoli arrestato insegnante per abusi su tre alunni.

13/03/2009 MONOPOLI (BARI) – Un insegnante di lingua straniera di un istituto superiore di Monopoli è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di alcuni suoi allievi minorenni. L’arresto è stato fatto circa un mese fa, ma la notizia è trapelata solo oggi. L’uomo ha 57 anni ed è sposato.

A quanto si è appreso, le violenze si sarebbero consumate nell’abitazione dell’insegnante, dove l’uomo impartiva lezioni private pomeridiane di lingua ad alcuni dei suoi alunni. Le violenze accertate sarebbero tre e riguardano tutti ragazzi minorenni, uno di loro con meno di 14 anni.

L’arresto è stato eseguito dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip presso il Tribunale di Bari su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Dentamaro. (Diritti riservati a Gazzetta del Mezzogiorno 13/3/2009 blog.libero.it/raniero9/6687690.html)

2) Condannata a otto anni la giovane suora peruviana e a un anno e quattro mesi due consorelle per favoreggiamento. Assolti gli altri due imputati. (Diritti riservati a Roberta Lerici)

Dopo sei ore di camera di consiglio, ieri sera (12 gennaio 2012) è arrivata l’attesa sentenza per il caso di pedofilia scoppiato nel 2006 all’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania. Una quarantina i bambini coinvolti e una suora peruviana la principale imputata. Il processo vedeva imputate per favoreggiamento anche altre due suore dell’asilo, un fotografo e un muratore. Condannata a otto anni suor Soledad e a un anno e quattro mesi le due consorelle. Assolti, invece, gli altri due imputati, muratore e fotografo. Gli avvocati di suor Soledad avevano sostenuto la tesi del contagio fra genitori, ma le testimonianze dei bambini hanno convinto i giudici. Ogni volta che alla sofferenza di bambini così piccoli (dai tre ai cinque anni quelli coinvolti), viene resa giustizia, si compie un passo avanti verso quella tutela dei minori tanto invocata ma molto poco praticata.

3) Cassazione, Stato di adottabilità dei minori: alla madre va data una seconda possibilità prima dell’adozione. La Cassazione è contraria a quelle adozioni”facili”.

Emessa una sentenza che farà discutere: no alle adozioni “facili”, alla madre va data una seconda possibilità. Lo rileva la Cassazione nel bocciare il ricorso del Procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma che chiedeva il ripristino dello stato di adottabilità nei confronti di un bambino figlio di una madre straniera, nato a Roma nel febbraio 2006, sulla base delle “intemperanze comportamentali” della madre H. A. che negli anni aveva mantenuto una “condotta altalenante tra eccessiva dedizione al figlioletto e arbitraria delega della funzione genitoriale”, data anche la giovane età e la “necessità di crescere e maturare”.

Per la Suprema Corte, una madre che si affranca dal passato attraverso un percorso di “maturazione” seguito dai servizi sociali, ha diritto di occuparsi del figlio. A dichiarare lo stato di adottabilità del bambino, riconosciuto dalla sola madre, era stato il Tribunale per i minorenni di Roma nel gennaio 2009. Il giudizio era stato ribaltato dalla Corte d’Appello della capitale un anno dopo. Contro il verdetto si è opposta senza successo in Cassazione la Procura.

4) Abusi su baby calciatori, a processo allenatore. Baggio lo caccia dalla FIGC

Abusi sessuali su tre baby calciatori: processo a un allenatore padovano. Le vittime hanno 4, 5 e 10 anni, l’imputato ha già ricevuto una condanna sportiva: Roberto Baggio lo ha cacciato dalla FIGC

Padova – L’accusa è di atti sessuali con minori. E l’imputato è un insegnante Isef, allenatore FIGC in due scuole di calcio della cintura urbana. E gli atti sessuali li avrebbe compiuti su un ragazzino di dieci anni e su altri due bambini di cinque e quattro anni. Davide Zago, trentaseienne, residente a Limena (Padova), è davanti al giudice dell’udienza preliminare Sonia Bello. Il pubblico ministero Benedetto Roberti ha chiesto per l’imputato cinque anni e sei mesi di reclusione, con lo “sconto” del rito abbreviato.

Nella prossima udienza, il 26 aprile, parlerà il difensore dell’imputato, l’avvocato Paolo Marson. C’è già una sentenza nei confronti di Davide Zago. L’ha emessa la Procura federale della Federazione Italiana Gioco Calcio. La sentenza è firmata da Roberto Baggio. A Davide Zago è stata inflitta l’ inibizione fino al 24 febbraio 2016, nonché la preclusione della sua permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC. (Diritti riservati a Roberta Lerici).

5) Schiaffi, calci, insulti e umiliazioni: casa famiglia “lager” per sei ragazzini. Chiesto il rinvio a giudizio per la direttrice dell’Opera Pj Elda Masi: quattro anni di maltrattamenti, poi la denuncia di Roberto Ortolan (diritti riservati e Roberta Lerici)

Treviso – Più che una casa famiglia, l’istituto protetto per minori “Opera Pj” era un lager nel quale la direttrice E. Masi sembrava esercitare poteri assoluti, da despota, sui ragazzini che le erano stati affidati dal Tribunale dei minorenni: sono le agghiaccianti contestazioni che emergono nella richiesta di rinvio a giudizio formalizzata dal pm Barbara Sabbatini.
Sulla base delle prove raccolte dai carabinieri, gli inquirenti hanno contestato l’accusa di maltrattamenti a E. Masi perché, dal dicembre 2007 all’agosto 2010, avrebbe sottoposto sei bambini, tra i 6 e 13 anni, a un regime di vita fisico e psicologico tremendo.

Sconcertanti le accuse mosse dalla Procura ad E. Masi, 65 anni, direttrice della struttura protetta “Casa Famiglia Opera Pj”, con sede in via Zermanese a Treviso. La direttrice Masi, che è assistita dagli avvocati Fabio Pavone e Federico Cecconi, avrebbe sottoposto sei ragazzini, tutti ospitati all’Opera Pj in affidamento extra familiare, a minacce, violenze, vessazioni fisiche e psicologiche. Li avrebbe maltrattati a tal punto – secondo l’accusa – da trasformare la loro vita in un autentico inferno.

6) “La bambina ha diritto di scegliere se stare con il padre o con la madre. E ha scelto la mamma”. L’avvocato del padre: “La bambina deve essere restituita al genitore, non è vero che è denutrita”. A Roccastrada, però, gli abitanti sostengono la madre (diritti riservati di Franca Selvatici ).

“La bambina ha diritto di scegliere se stare con il padre o con la madre. E ha scelto la mamma”. Ne sono convinti gli abitanti di Roccastrada che si sono mobilitati in massa attorno a una bambina di 8 anni contesa fra i genitori, il padre tedesco che vive in Germania e la mamma che abita a Roccastrada.

Il tribunale di Kempten ha affidato la piccola al padre e il tribunale dei minori di Firenze, applicando l’articolo 28 della convenzione dell’Aja sulla sottrazione di minori; ha ratificato gli atti dei colleghi tedeschi, ritenendo che eventuali ricorsi debbano essere eventualmente valutati dall’autorità giudiziaria tedesca superiore, e cioè dal tribunale di Monaco, e ordinando per intanto l’immediato ritorno della bambina in Germania presso il padre.

Il Tribunale tedesco affida la bimba al papà, mamma si barrica in casa. Ma la madre si oppone, sostiene che la bambina non vuole tornare dal padre, e il paese si è stretto intorno a lei e appellandosi al presidente Napolitano, a papa Benedetto XVI, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al presidente del tribunale dei minori di Firenze.
Decine di mail sono state inviate alla Bild, il più diffuso quotidiano tedesco, e messaggi sono arrivati all’avvocato di Monaco Bernd Oostenryck, che assiste il padre e che precisa: “Non è vero che stando con il padre la bambina è denutrita, né che è trascurata. E chiarisco che è stato il tribunale dei minori di Firenze a riconoscere che la bambina deve essere restituita al padre”. http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/01/18/news/bimba_contesa_dai_genitori_il_paese_si_mobilita-283874 ( diritti riservati Repubblica.it ).

6) C’è dell’altro pus ancora: Rovigo – Figlia violentata dal padre a 11 anni.

Le zie tacquero per salvarlo e vengono assolte; gli eventi sono del 2008; anche la madre sembra verosimilmente abbia partecipato ai filmini del padre. Genitori che chiudono la bambina sul balcone e le danno da mangiare dalla spazzatura. Bambina di 4 anni presunta violentata e la storia continua all’infinito, altro che luminarie per le feste, chi sono contente sono solo le amministrazioni che pensano di far divertire la gente coi soldi della gente stessa e invece l’opprime di più. Altri innocenti diventati adulti, ma in che modo: mettiamoci in testa che quei bambini cresciuti devono essere recuperati nel silenzio e non mediaticamente, nonostante i processi che più o meno sono mediatici; se no avremo adulti spenti e incapaci di far progredire la povera umanità.

7) Un articolo arriva da un’associazione russa che afferma che ogni anno in Russia circa 10 mila donne sono uccise dai mariti o dai loro partner: lo rende noto il quotidiano del governo Rossiskaia Gazeta, citando l’ong russa Anna, che lotta contro le violenze familiari. Secondo l’organizzazione, con tale numero – il triplo di quello rilevato negli Usa – il ritmo delle uccisioni delle donne russe é di circa una all’ora. Il commento è superfluo: quel pus maledetto dell’uomo senza controllo non ha più limiti, né si ferma il massacro: è infinito ed indistinto. Che futuro abbiamo? Solo morti che la televisione ci somministra quotidianamente anche nelle finction della solita polizia che punisce sempre il colpevole mediaticamente????

Con la bocca molto amara concludiamo questo ennesimo grido in favore e pro, non solo, dei bambini; ed i bambini che guardano sempre con occhi innocenti il mondo degli adulti non si illudano che sia sempre così; anzi è vero il contrario, ma i bambini non lo sanno fino a quando qualcuno non apre loro gli occhi sullo schifo dell’adulto che non sa educare, ma solo egoisticamente cercare il guadagno, proprio con bambino; ed il guadagno è di qualsiasi tipo, ma implica sempre una violenza fisica, psicologica, esistenziale proprio su bambino.

Da allora il bambino cambia il modo di vedere gli adulti, li teme più o meno inconsciamente, non sa ancora bene tanti perché, ma si chiude in se stesso, si sente inferiore agli altri, spesso si mette la maschera del bullo,che è una maschera per coprire il volto di un bambino che piange e si dispera, ma si innescherà l’ennesima violenza ed il bambino allo diventato bullo cercherà di fare sui minori a lui quello che l’adulto o il bullo ha fatto su di lui.

I genitori, troppo spesso, si accorgono tardi dei cambiamenti, anche perché nel bambino è stimolato un benessere fatto di iniziazioni di ogni tipo, per diventare parte di un gruppo dove non si trova, ma che deve starci se no verrà isolato, preso in giro se non malmenato. Occhi innocenti che gridano e non sono ascoltati, piangono e si nascondono, imparano con grande fatica ad adattarsi a darsi l’aria da adulti consumati e che possono far tutto. Gli sparvieri gli sono sempre fianco a fianco e offrono loro stimolanti, gli intontimenti del senso di onnipotenza. Anche se si ritrovano col solito pugno di mosche che mosche sono e mosche resteranno, o viscidi insetti simili; allora è tardi: la crisalide si è trasformata in un insetto, non in una farfalla, ma in un insetto che si trascina nel fango e tra la sterpaglia come forse vogliono i cosiddetti potenti o illuminati che manovrano dietro le quinte i nostri destini umani??????

Il massacro fisico e fisiologico dei bambini costituisce tuttora una bilancio tristemente positivo

I riferimenti ormai hanno dello stomachevole perché si ripetono sempre e nemmeno i diretti interessati che li attuano sono all’altezza di variare alcune componenti per renderli diversi: si maltratta, si violenta sessualmente, si uccide, si attuano procedimenti crudeli (per i bambini si intende) con il potere e non con la giustizia.
I dipendenti che sono al servizio della giustizia stroppo spesso si servono della giustizia per opprimere e fare i propri comodi sulla pelle della gente comune Ma la gente agguerrita è sempre resa più forte. Poi avvocati col pelo sullo stomaco non hanno paura a procedere in difesa dei minori maltrattati anche dallo Stato e così sono denunciati Presidenti /esse di tribunale per minori, servizi sociali che fanno i loro comodi e danno ai giudici giudizi non corretti, dirigenti scolastici che coprono i loro dipendenti e via via. Anche i maltrattamenti compiuti dai vari stati emergono da documenti storici ineccepibili e poi le vittime diventate adulte non si vergognano più di denunciare quello che hanno subìto anche anni fa.
Si formano, per fortuna comitati pro vittime e che trovano, certo non con donazioni statali o politiche, anche i soldi per far arrivare i propri protetti più volte violentati in ogni modo anche al Tribunale dei Diritti dell’uomo a Strasburgo. Internet, facebook ed altri avvisano, coordinano anche se talvolta scompigliano, ma lasciano tracce di quanto la legge dell’oblio vuole coprire con i pedocriminali qualunque violenza abbiano compiuto.
E’ ben vero che ci sono anche infiltrati in tutti i campi e prezzolati che giocano a favore dei pedocriminali.
E’ ben vero che la legge sull’oblio colpisce alla grande e succedono guai a chi osa ricordare pedocriminali di qualche decennio fa, ora detti “redenti”.
Redenti perché magari occupano posti strategici od importanti e non si può ricordare quanto hanno compiuto sui minori anni prima.
Ora per fortuna la legge pronunciata dall’UE, per tutti gli stati membri Italia inclusa, terrà sempre in caldo alcune notizie che ora fanno parte solo dell’archivio storico di qualche testata mediatica.
E gli avvocati che li difendono sanno bene che minacciare chi ricorda fa sempre bene ai clienti!
Ma la strage dei bambini continua indisturbata .Speriamo che tutto l’iceberg emerga nella sua totalità coinvolgendo chi deve essere coinvolto e non i soliti falsi positivi o negativi che purtroppo inciampano facilmente nelle trappole tese per depistare o per far passare le solite lanterne per lucciole.

1) Australia,arrestati due religiosi: Abusi per 29 anni nel collegio.

È salito a cinque il numero di sacerdoti e religiosi, ex insegnanti e dipendenti di un esclusivo collegio cattolico in Australia, accusati di più di 130 reati di pedofilia, commessi fra il 1963 e il 1992 su ragazzi fra 10 e 15 anni. Padre Phil Robson di 60 anni, ex insegnante e membro del consiglio di amministrazione, è stato arrestato ieri e imputato di cinque reati da agenti della task force che da mesi indaga su denunce di ex alunni del collegio di St. Stanislaus, nella città rurale di Bathurst, 200 km a ovest di Sydney. Gli altri incriminati finora includono un ex preside, un ex vice preside, un cappellano ed un capo dormitorio.
Tutti e cinque dovranno comparire in tribunale a Sydney venerdì prossimo. Finora sono state individuate 16 vittime e la polizia ha raccolto più di 100 deposizioni. Se si faranno avanti altre vittime, vi potranno essere altri arresti, ha detto il commissario Mick Goodwin che guida la task force. Gli ex alunni affermano di aver subito molestie e di essere stati costretti a commettere atti sessuali fra loro durante “ipnotiche” sessioni di preghiera in piena notte. Leggo online 17 dicembre 2008 fonte.Il Blog di Roberta Lerici

2) 04/01/2012. Associazione il Forteto, nuove rivelazioni choc. Costituito comitato “Vittime del Forteto”
Violenze, sesso con minori, famiglie dilaniate: ecco le accuse Violenze in comunità Costituito il comitato “Vittime del Forteto”
Il gip: ”Le incredibili regole del Forteto sono state incentivate per anni” Fiesoli, arrestato nel caso Forteto
Firenze, 4 gennaio 2012 – «Tanti hanno subìto violenze, abusi sessuali, maltrattamenti, e questo è accaduto sotto l’egida e l’imprimatur delle autorità preposte, in nome di alcune assurde, addirittura incredibili ‘regole’ vigenti all’interno della comunità ‘Il Forteto’. ‘Regole’ che anziché essere combattute, giacché erano contrarie a qualsiasi principio e suscettibili di valutazione in sede penale, specie laddove venivano imposte a giovani vite innocenti e incapaci di difendersi, sono state per anni tollerate, se non addirittura incentivate e sovvenzionate attraverso il meccanismo dell’affidamento di minori in difficoltà».
E’, questo, solo uno dei tanti durissimi passaggi delle 75 pagine di ordinanza di custodia cautelare i con cui il gip Paola Belsito demolisce il sistema Forteto e il suo ‘Profeta’, il settantenne Rodolfo Fiesoli, arrestato giorni or sono per violenza sessuale e maltrattamenti.
Un’ordinanza enorme per la durezza e la convergenza plurima delle accuse a Fiesoli, ‘deus ex machina’ di un meccanismo perverso che per anni ha ingannato chi doveva controllarlo. O, peggio, ha fatto sì che non fosse controllato in virtù di presunti rapporti amicali: Fiesoli e alcuni suoi ragazzi, è agli atti, accompagna un magistrato della procura dei minori a trovare la moglie in un Paese straniero; Fiesoli millantò in passato anche la conoscenza di un magistrato della corte d’appello che lo avrebbe potuto aiutare nel precedente procedimento a suo carico. «Non vi è in atti — sigilla il gip Belsito — elemento alcuno per affermare o anche solo dubitare che si sia trattato di un complotto, di falsità, di accuse ingiuste e infamanti concordate fra le parti per porre in cattiva luce il Fiesoli». Il precedente giudiziario del ‘Profeta’ è un capitolo dolorosissimo per chi ha fiducia nella giustizia, sopratutto quella chiamata a proteggere i più deboli, i bambini.
Fiesoli viene condannato a due anni di reclusione nel 1985 per maltrattamenti a una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. La motivazione di quella sentenza, sostiene ancora il giudice, «contiene tanti spunti per affermare che quel che oggi si imputa al Fiesoli, sulla base delle tante voci concordanti raccolte, accadeva già nel novembre 1978, allorché accaddero i fatti per cui Fiesoli è stato condannato». E allora c’è davvero qualcosa che non va, che non è andato nel ‘sistema’, se è lo stesso gip Belsito a scrivere che «la lettura di quella sentenza, che in parte descrive situazioni analoghe e talvolta sovrapponibili a quelle descritte oggi da decine di testimoni, desta stupore, giacché non ci si può non chiedere come sia potuto succedere che, dopo quella sentenza, Fiesoli possa ancora essere stato il soggetto normalmente deputato a mantenere i rapporti con i servizi sociali e con l’autorità giudiziaria per la gestione dei minori dati in affido a terzi appartenenti alla comunità».
L’incredulità del giudice è palese: «E’ quasi come se, anche fuori dal Forteto, gli fosse stato riconosciuto un potere carismatico tale per cui poteva parlare in nome e per conto di altri, anche se forse il suo passato non glielo avrebbe consentito». Fiesoli si era eretto a «Dio in terra, imponendo punizioni per chi non si adeguava al suo verbo e concedendo gratificazioni a chi lo faceva; e non bastava neppure questo, giacché con la scusa di dover guarire dall’omosessualità o togliere ‘la merda’ che molti degli ospiti si portavano dall’infanzia, dalle esperienze drammatiche a cui erano stati esposti, in quel clima di sudditanza psicologica che era riuscito a imporre, alterava le pulsioni sessuali, abusava di molti di loro, reiterando per anni e anni dette condotte».
E come fosse Fiesoli lo spiega benissimo Marco M., un altro bambino finito nelle sue mani: «Davanti agli altri mi elogiava e mi faceva sentire importante agli occhi di tutti: avere rapporti sessuali con Rodolfo ti poneva al vertice della comunità. E lo facevamo ovunque: nei bagni, in auto. Ero ‘innamorato’ di Rodolfo Fiesoli. Avevo compiuto 14 anni e nella mia famiglia precedente non avevo mai avuto affetto».
Fonte (con diritti riservati agli autori):Roberta Lerici e http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2012/01/04/646980-forteto_nuove_rivelazioni

Si vuole qui aggiungere parte della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo che ha condannato l’ Italia al risarcimento ed ha redarguito le istituzioni italiane sulla conduzione del caso
(per la sentenza completa di oltre 120 pagine si consulti coi dati più sotto scritti.

Corte Europea dei Diritti dell’Uomo CASO SCOZZARI e GIUNTA contro ITALIA SENTENZA del 13 luglio 2000 Ricorso n° 39221/98 et 41963/98 La sentenza così motiva GRANDE CAMERA Sentenza del 13 luglio 2000 sul ricorso n° 39221/98 e 41963/98 presentato da SCOZZARI E GIUNTA contro l’Italia
Nel caso SCOZZARI e GIUNTA c. Italia,
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, riunita nella Grande Camera composta dai seguenti giudici: Sign. L. WILDHABER, presidente, Signori J.-P. COSTA, L. FERRARI BRAVO, GAUKUR JÖRUNDSSON, L. CAFLISCH, I. CABRAL BARRETO, W. FUHRMANN,K. JUNGWIERT, M. FISCHBACH, B. ZUPANCIC, Signora N. VAJIC, Sign. J. HEDIGAN, Signora M. TSATSA-NIKOLOVSKA, Signori T. PANTÎRU, E. LEVITS, K. TRAJA, giudici; C. RUSSO, giudice ad hoc; e dal Sign. M. DE SALVIA, cancelliere, Dopo aver deliberato in camera di consiglio il 26 gennaio 2000 e il 5 luglio 2000, Pronuncia la seguente sentenza , adottata in tale ultima data (diritti riservati alle fonti Giustizia):

Alcuni stralci della sentenza attestano quanto si legge più sotto:

176. Quindi, dopo un attento esame, da parte della Corte, del materiale visivo relativo al primo incontro (paragrafo 91 sopra), lo svolgimento e i risultati di quello si presentano sotto una luce decisamente meno negativa di quella che il rapporto dei servizi sociali presenta. Eppure questi ultimi hanno avuto libertà piena nel fissare il secondo incontro a solo quattro mesi più tardi. Del resto il materiale sonoro relativo al secondo incontro (paragrafo 94 sopra) conferma che i servizi sociali hanno goduto di un ampio margine di manovra nel decidere se e quando gli incontri si sarebbero svolti.

177. In questa materia, è da tenere conto dell’alto rischio che una interruzione prolungata dei contatti tra genitore e figlio o degli incontri troppo distanziati nel tempo compromettano ogni seria possibilità di aiutare gli interessati a superare le difficoltà intercorse nella vita familiare e di riunirli (rischio ancora più presente nel caso del figlio minore avuto riguardo alla sua giovane età al momento della separazione).

178. Nelle circostanze del presente caso, quindi la Corte giudica inaccettabile che i servizi sociali possano, come si sta verificando nella specie, modificare nella pratica la portata delle decisioni dei tribunali che prevedono il principio degli incontri. Gli incontri organizzati fino ad ora, praticamente episodici se si considera il loro numero e la loro distanza nel tempo (due in circa tre anni), non hanno molto senso alla luce dei principi che derivano dall’articolo 8.

179. Il fascicolo di causa mostra infatti che a partire dal primo incontro i servizi sociali hanno giocato un ruolo eccessivamente autonomo nell’attuazione delle decisioni del tribunale per i minorenni e hanno dato prova nei confronti della prima ricorrente di un atteggiamento negativo che, secondo la Corte, non si basa su alcun fondamento oggettivo convincente. In realtà il modo in cui i servizi sociali hanno condotto la situazione fino ad ora contribuisce ad accentuare la separazione tra la prima ricorrente e i suoi figli con il rischio di renderla irreversibile. Gli elementi che scaturiscono dall’ultimo rapporto dei servizi sociali d’altronde non fanno che confermarlo (paragrafo 96 sopra). Rispetto a una tale evoluzione della situazione il tribunale per i minorenni, tenuto in principio a controllare la attuazione delle sue decisioni, ha confermato il modo di procedere dei servizi sociali senza tuttavia sottoporlo ad una verifica approfondita.

192. Infine, i metodi del “Forteto” sembrano avere come finalità quella della rottura delle relazioni tra i bambini e la loro famiglia biologica, cosa che non sembra conforme allo spirito dell’affidamento familiare così come è inteso dall’articolo 8 della Convenzione.

206. La Corte ritiene che questi elementi testimonino chiaramente il ruolo attivo di queste due persone nel controllo dei figli della prima ricorrente. Ora, la circostanza che nell’ambito dell’affidamento di bambini da parte dei pubblici poteri, due persone condannate, certamente venti anni prima, per maltrattamenti e abusi commessi su persone che a quell’epoca erano loro affidate all’interno della stessa comunità possano svolgere un ruolo tanto attivo suscita delle serie riserve.

252. Quanto al danno morale, la Corte ritiene che la prima ricorrente ne abbia subito uno a causa del numero insufficiente di incontri organizzati con i figli fino ad oggi, del ritardo con il quale quelli si sono svolti, dell’assenza di spiegazioni riguardanti la scelta delle autorità di
collocare i bambini presso il Forteto e inoltre per gli ostacoli al riallacciamento dei rapporti derivante dalla condotta delle persone che hanno l’affidamento dei bambini all’interno del Forteto La Corte nota inoltre che dal loro allontanamento, il 9 settembre 1997, quindi da due ani e dieci mesi, la ricorrente non ha visto i bambini che due volte e che nessun altro incontro è stato organizzato dal 9 settembre 1999. Si può ragionevolmente presumere che l’insieme di queste circostanze abbiano provocato in lei uno stato di ansietà e di sofferenza notevole e
crescente con il passare del tempo. Decidendo secondo equità la Corte assegna alla prima ricorrente lire italiane 100.000.000.

253. La Corte ritiene poi che anche i bambini abbiano subito un danno personale. La Corte infatti ha considerato che il rischio crescente di una rottura irreversibile dei legami con la loro madre e il pericolo che il collocamento prolungato al Forteto impedisca loro di trovare un giorno una vita familiare al di fuori della comunità non concordano con lo scopo prefisso
dalle autorità di salvaguardare gli interessi dei bambini. La Corte ritiene dunque di dovere tenere conto di questo pregiudizio nel riferirsi alla posizione dei bambini in quanto ricorrenti e, decidendo secondo equità decide di assegnare personalmente a ciascuno dei due la somma di lire italiane 50.000.000 .

PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE ALL’UNANIMITÀ

1. Respinge l’eccezione preliminare del Governo Italiano;
2. Dichiara che non vi è stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione a causa della sospensione della potestà genitoriale della prima ricorrente e dell’allontanamento dei suoi figli;
3. Dichiara che vi è stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione per il ritardo con il quale si sono svolti gli incontri tra la prima ricorrente e i suoi figli e per la insufficienza del loro numero;
4. Dichiara che vi è stata violazione dell’articolo 8 della Convenzione a causa della collocazione dei figli della prima ricorrente nella comunità Il Forteto;
E l’Italia è stata condannata a versare i danni patrimoniali alla famiglia ed ai fi
gli interessati.

3) Bimba sottratta alla mamma, l’avvocato: “Si perpetua una strage di bambini”
Bimba tolta alla madre: ricorsi e denunce
Roma – “Si perpetua una strage di bambini”. Così l’avvocato Giuseppe Lipera ha esordito nella conferenza stampa sul caso della bimba tolta alla madre alla vigilia di Natale. Il legale ha ripercorso la vicenda della figlia di una donna di 31 anni di Milano, ma che da tempo vive a Roma. Lipera ha definito “abnorme” la decisione con cui i giudici del tribunale dei minori hanno stabilito il trasferimento, il 14 dicembre, della bambina nella casa famiglia “Il Ciliegio” a Roma, “per conflittualità nella coppia dei genitori”.
La difesa nelle memorie ha sottolineato come “persiste un rischio per la bambina, e quando parliamo di rischio, conoscendo l’esatto significato e l’intuizione del linguaggio, ci riferiamo al quod ad vitam della piccola”. Sempre nelle memorie si evidenzia come “il Ciliegio è un appartamento che si trova in un palazzo e che deve essere composto, da due camere da letto, un bagno, la cucina e una sala, ambiente cioè assai ristretto, dove sono ammassati più bambini di diversa età a quanto pare”. Sotto accusa sono in primis “le relazioni dei servizi sociali, del curatore e del tutore” consegnati ai magistrati, e relativi all’esame della bambina. Un parere sul provvedimento del tribunale è stato chiesto ed ottenuto dal dottor Bruno Calabrese, consulente tecnico presso il tribunale di Roma. Da questa relazione emergerebbe “l’errore commesso dal tutore, dal curatore e dai cosiddetti servizi sociali”.
Fonte: Roberta Lerici diritti riservati

4) Ancora asili e scuole elementari sotto inchiesta per maltrattamenti.

– A Cagliari una maestra è stata sospesa per aver minacciato di sgozzare un alunno.

-All’istituto Borsi elementare di Milano 20 ragazzi non vanno a scuola per i maltrattamenti che la maestra compie su di loro tra cui non lasciarli andare i n bagno peri loro bisogni fisiologici e spintonarli fino a farli cadere.

5) Pedofilia/Caso Francese Ferreri, Don Di Noto (diritti riservati)
Chi ha ucciso Francesco è’ libero, mangia, beve e non sembra rodersi la coscienza.
Avola (SR), 3 dicembre 2011 —— “Non dirò ‘non rispettiamo le sentenze’, non esprimerò velate
preoccupazioni nel sapere che chi ha ucciso Francesco è libero, mangia e beve, si gode la vita: e in silenziosa e omertosa apparenza non sembra rodersi la coscienza sporca e fallita. Uomini senza umanità, perché un vero e autentico uomo è tale se riesce ad assumersi le proprie responsabilità, accetta e dichiara gli errori e chiede giustizia e misericordia per se e per la vittima. Chi non è conosce non è un uomo! E non c’è niente da ridere con sorrisi cinici di fronte a queste considerazioni”. E’ con queste parole che don Fortunato di Noto, sacerdote fondatore dell’Associazione Meter (www.associazionemeter.org) apre un editoriale sul settimanale della
Diocesi di Piazza Armerina dedicato all’assoluzione, nei giorni scorsi, dei presunti assassini e di Francesco Ferreri, il 13enne di Barrafranca (EN) ucciso con 20 colpi di chiave inglese nel 2004.
Poi il sacerdote passa a parlare al bambino: “Non mi sento di dire che abbiamo fallito, né sento di essere fallito nell’azione di promozione e difesa dei bambini, e di te Francesco, da quando ti abbiamo conosciuto nelle tragiche vicende che hanno colpito anche la tua famiglia, non ci stancheremo oggi e domani di ricordarti come una delle vittime di una società e cultura fatta di violenza, sopraffazione, indifferenza e omertà. Dove tutto si dimentica, dove tutto deve cadere nell’oblio, dove l’assenza strappata di un bambino ad una famiglia è considerata con questa sentenza “caso irrisolto”, inserito in un database della giustizia umana e nelle pagine dei giornali”.
Il sacerdote continua: “Tutti ti hanno ucciso! Scarna consolazione di chi fatica a crede nell’efficacia di un sistema giudiziario che garantisce i garantiti, e dimentica le vittime, negando a chi è stato colpito e soppresso di ricevere giusta soddisfazione a chi è stato individuato come autore di delitti e reati. Perché è negazione del fatto che tutti negano. Nessuno conosce la verità, nessuno è capace di dire la verità, e chi conosce i fatti ha la doppia responsabilità di essere partecipe di un omicidio. Un omicidio di un bambino. Di questo si tratta, e non dobbiamo mai dimenticarlo”.
“Le urla di questo ragazzino, scrivevo nel 2010, ammazzato come ricordiamo con vari colpi alla testa, continuano e continueranno a risuonare nelle coscienze di chi ha compiuto questo gesto infame e in quelle di chi non farà il massimo per assicurare alla giustizia gli assassini di Francesco. Ci sono mostri della porta accanto, che frequentano le nostre case, le nostre piazze, le nostre scuole, le nostre chiese con i volti coperti di cera e di bronzo, ma dentro il putridume e il fetore lo percepiscono da lontano gli avvoltoi loro simili: cadaveri che hanno disseminato cadaveri. Il giusto e il piccolo, anche se calpestato, deriso, sprangato, denudato, non muore mai e interpella le nostre deboli coscienze”, conclude il sacerdote chiedendo ai bambini di “Indignarsi, ribellarsi, agire con amore contro l’oblio della giustizia, della politica, della cultura, della fede”.
Diritti riservati ad Associazione Meter Onlus “dalla parte dei Bambini contro la pedofilia”
Sede Nazionale – Via Ruggero Settimo, 56 – 96012 Avola (SR)
Numero Verde 800 455 270 www.associazionemeter.org

E con questa ultima sentenza di tribunale che ribalta completamente le precedenti gli assassini imputati e condannati anche in Appello diventano per la legge Italiana “sconosciuti”.La violenza sessuale e l’omicidio appartiene ora alle “persone scomparse”,ai fascicoli che si archiviano e la polvere del tempo copre fino a farli scomparire, altra applicazione futura della legge dell’oblio alla grande, Francesco Ferreri, molti non ti dimenticano e cercheranno ancora una giustizia tale del nome. Non so se qualcuno ricorrerà per te alla Corte di Strasburgo, dei Diritti dell’Uomo, ma l’Italia ha (2007) il primato del maggior numero di verdetti a favore delle vittime e a disonore delle istituzioni statali italiane coinvolte.

2012: Anno nuovo, crimini vecchi. Attenzione alle celebrazioni e ai discorsi pomposi: sono tutte trappole!

Sta iniziando un nuovo anno o ciclo o altra serie di giorni in cui si spera che qualcosa cambi e migliori,ma le notizie che arrivano non sono certo promettenti, dopo la maestra che minacciava gli alunni di sette anni con una mazza chiodata e li insultava con titoli da scaricatore di porto c’è anche una presidente del tribunale dei minori che con decreto del 07/12 manda un mezzo reggimento,circa 20 persone sembra, a portare via, meglio verosimilmente strappare dalle braccia della mamma una bambina di sette anni per metterla in comunità ( e giorni fa era successa la stessa cosa). Chissà se quella presidentessa è stata mamma ed ora nonna di bambini, ma è meglio non pensarci: la legge non è uguale per tutti. Intanto i minori della gente comune pagano psicologicamente e fisicamente i maltrattamenti di Stato e non.

Per fortuna qualche adulto, esponendosi a rischi ben noti di ritorsioni più o meno visibili ha denunciato quella presidentessa di tribunale per minori. Come si nota l’anno finisce bene con un ennesima violenza di Stato, presagio o pronostico del futuro anno già piuttosto nero per le tasse aggiunte frutto di latrocini precedenti, ma anche con gente che ha il coraggio di denunciare i cosiddetti tutori della legge.

Ma il governo italiano attuale è assillato dai soldi, soldi da spremere e dei minori non gliene frega nulla, tanto che in un primo tempo una proposta aveva cancellato il garante dei bambini. Ma allora chi si fida più di questo governo proposto come il toccasana di una Italia che non si sa più quale è, non certo quella di tutti i nostri morti per difendere l’Italia o per obbedire a scelte discutibili.

1) Bimba sottratta alla mamma dal tribunale per Minori: La scuola, tramite una suora, chiede tutela per la piccola. (diritti riservati alle fonti più sotto citate)

La scuola: «Tutela per la bimba in affido».E la mamma va con una supplica dal Papa
LA DECISIONE IL 10 GENNAIO AL TRIBUNALE DEI MINORI La religiosa che dirige una scuola romana dove studia la bimba di sette anni affidata dal Tribunale dei minori a una casa famiglia chiede «giustizia». Mentre la madre chiede udienza al pontefice
ROMA – «Sia fatta giustizia e sia tutelata la piccola che ha il diritto di vivere la sua infanzia». L’appello al Tribunale dei minori di Roma era arrivato da una religiosa che dirige una nota scuola romana dove studia la bimba di 7 anni, al centro di un conflitto tra i genitori, che è stata allontanata dalla madre e portata in una casa famiglia a pochi giorni dal Natale. Non solo. La battaglia è sostenuta con forza anche dalla mamma che venerdì andrà dal Papa con «supplica di intervento» affinché sua figlia le possa esserle restituita. E questo perché il provvedimento di affido è considerato dal legale della donna, Giuseppe Lipera, frutto di una decisione sbagliata e così ha deciso di denunciare lo stesso presidente del tribunale dei minori di Roma, Carmela Cavallo.
LETTERA – «In tutta coscienza e per amore della verità», le suore che dirigono l’istituto frequentato dalla piccola allieva, si schierano dalla parte della mamma. «Ho appreso con dolore e rammarico che la nostra alunna, in data 14 dicembre è stata collocata presso una casa famiglia dal tribunale per i minorenni», scrive la direttrice. Nella lettera, resa nota dalle agenzie di stampa, la suora testimonia che la bambina è «ben curata, serena, bene educata, allegra e socievole, molto attaccata ai suoi compagnetti di scuola», ed «ha maturato importanti amicizie, e un ottimo rapporto di stima ed amore reciproco con il corpo insegnante». Le suore hanno anche annunciato di voler rinunciare alla «retta scolastica offrendo, almeno noi, il nostro aiuto, amore e competenza gratuitamente e genuinamente».

SECONDO GRADO – «Mi sento di appellarmi alla Corte affinché sia fatta giustizia e sia tutelata la piccola. Nella sua vita strappata non vi era nulla che giustificasse un allontanamento», conclude la religiosa rivolgendosi ai giudici di seconda istanza che, il 10 gennaio, dovranno pronunciarsi sull’allontanamento deciso dal Tribunale dei minori di Roma. «Pur prendendo atto del lodevole tempismo del Tribunale farò di tutto perché possa anticiparsi l’udienza – ha detto l’avvocato Lipera – constatando che ogni istante che quella bambina passa lontano dalla mamma, dai nonni, dalla sua scuola, dalle sue maestre, dalle sue compagnette, subisce danni psicofisici irreversibili e permanenti».

BIMBA DIVISA – In base alla denuncia depositata il 24 dicembre ai carabinieri della stazione San Pietro di Roma, la vicenda della bimba ha origine nel 2005, quando per dissidi, la giovane mamma e la piccola si trasferirono a Milano. In breve arrivano le denunce e le accuse reciproche. Con decisioni successive del tribunale dei minori lombardo era sempre stata la madre a svolgere il ruolo di “collocataria”. Ma quando la donna si è trasferita a Roma, dove vive anche il padre, il trasferimento degli atti ad altro giudice ha fatto ricominciare da capo tutto. L’avvocato Lipera ritiene, perciò, l’allontanamento della piccola una decisione sbagliata.

Fonti Blog Roberta Lerici e diritti riservati a Carlotta De Leo e redazione online 29 dicembre 2011 | 19:56 http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_29/bimba-diritto-infanzia-1902691884009.shtml#id=I1_1325174001015&parent=http://roma.corriere.

2) Picchia, insulta e minaccia alunni con bacchetta chiodata: sospesa maestra elementare di Messina

Maltrattamento Bambini Scuola. Insegnante messinese di anni 62 interdetta dal pubblico ufficio
fonte Roberta Lerici diritti riservati sue fonti. http://www.zazoom.it/blog_rsc/post.asp?id=4271
La mattina dell’1.12.2011 la Squadra Mobile di Messina ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della “misura cautelare dell’interdizione dal pubblico ufficio o servizio dell’insegnamento in qualunque scuola pubblica, per la durata di mesi due”, emessa nei confronti di un’insegnante messinese di anni 62, docente di matematica presso la scuola elementare “Luigi BOER” di Messina, sita in via Palermo.

L’insegnante è ritenuta responsabile del reato di maltrattamenti in quanto minacciava gli alunni con una bacchetta chiodata, insultandoli con epiteti ingiuriosi, quali “pecorone, deficiente, mongolo, handicappato e cretino”, nonché tenendo atteggiamenti aggressivi e violenti quali prenderli a sberle in volto e sulla testa, tirarli per le orecchie e per i capelli, sbatterli sui banchi e colpirli in faccia con i quaderni. Le indagini sono state avviate nell’aprile del 2011 ed hanno tratto origine dalle denunce rese dai genitori di tre alunni della seconda elementare, esasperati dai comportamenti vessatori e violenti che l’insegnante di matematica metteva in atto nei confronti dei loro figli.
In precedenza, i genitori avevano tentato, invano, di risolvere il problema, interessando le autorità scolastiche.

L’attività di indagine arricchita dalle testimonianze dei minori – che hanno raccontato e ricostruito il loro sofferto nei minimi dettagli – ha trovato riscontro nelle operazioni di video registrazione effettuate in classe all’insaputa dell’insegnante. Nel corso delle video riprese è emerso che la docente, più volte, è ricorsa a condotte lesive in danno degli alunni, presi a schiaffi, sculacciate, spintonati, strattonati e colpiti al capo.

I bambini, tutti di sette anni – ascoltati con l’ausilio di una psicologa infantile – hanno descritto i comportamenti dell’insegnante e la loro paura nel recarsi in classe per affrontare la lunga giornata con la docente. Infine, i piccoli hanno rappresentato la negatività dell’insegnante anche in alcuni disegni, descrivendola urlante e con i canini di fuori. Al momento della notifica del provvedimento interdittivo la docente si trovava in classe ed ha negato ogni addebito. Sabato 3 dicembre 2011

3) A questo punto di fine anno, si vorrebbe lanciare un augurio generale a tutti i bambini che stanno soffrendo,a quelli che non sentono più perché ogni 4 secondi in Somalia ed anche altrove muoiono di fame ed altro, a tutti quelli violentati e che restano inebetiti del trattamento degli adulti, ma ci si sente troppo snobbati, anzi considerati non normali per l’insistenza di attuare una difesa dei minori fatta nemmeno a parole e tanto meno con leggi più idonee a loro. Se ad esempio la scuola non educa più a dovere tutti gli alunni per le solite leggi togli stipendi e taglia posti ( non certo quello dei ministri e deputati ) per mancanza di personale, per precariati umilianti,con chi avremo a che fare tra diversi anni, ammesso che i ministri deputati ultrasettantenni si scollino dai loro seggi per lasciar posto a persone più giovani e più grintose? Si vuole far salire la produzione, ma non risanare dei terreni a rischio, torrenti che provocano catastrofi, costruzioni abusive, ma doverosamente costruite con mazzette varie che ne garantiscono la stabilità (monetaria di chi riceve la mazzetta.

“L’unica speranza dei vinti è non sperare in niente” l’aumento di produzione è per far spendere a gente che di soldi ce ne ha sempre meno.

Andiamo avanti chi vuole ribellarsi a questo osceno tran tran con un briciolo di coscienza e consapevolezza che troppi non hanno, ma che hanno ville sparse in tutta la penisola proprio alla faccia del popolo. Ma la natura si sta già ribellando, a modo suo, all’avidità dell’uomo e chissà cosa ci aspetta il nuovo anno se aumenterà la sua rivincita! Teniamoci visti e per carità non credete a tutto quello che i media devono per forza scrivere o depistare, ma leggete tra le righe che non ci sono più.