Fino a quando la mattanza degli innocenti?

La nostra epoca è l’epoca schizofrenica del dire e del fare, presentarsi mediaticamente come esperti di ogni settore con espressione compunta e falsamente all’altezza dell’argomento e poi scadere praticamente in un circuito di leggende urbane o presentate come tali facendo passare per hoax fatti crudeli e macabri. Il tutto poi cancellato dalle competizioni sportive del calcio che fanno persino spostare orari di ufficio, negozi e persino S. Messe, ed intanto la mattanza degli innocenti continua indisturbata e senza fine, e le vittime sono sempre i minori senza difese o che non sono aiutati per nulla nella loro crescita emozionale a discernere quelle pulsioni che sono ancora incapaci di ridirezionare. Tutto questo in aggiunta ai soliti bambini silenziosi che muoiono nelle varie guerre, o di fame, ogni 3 secondi nel mondo. Questi casi dovrebbe scuotere la crosta non metaforica che c’è sul cuore dell’uomo e che il male spinge ad indurirsi sempre più. Di loro rimane una traccia leggera negli archivi dei quotidiani o in riviste specializzate, perché le centinaia di pagine mediatiche parlano spudoratamente di politici, quasi sempre denunciati per tornaconto personale, e loro riforme che altro non sono che aumenti di tasse per i cittadini comuni e che si stressano tutti i giorni a vivere in un mondo sempre più invivibile, anche se hanno confermato che la particella di Dio esiste, anche se non fa parte dell’uomo psicologico, almeno una. 1) “Addio a tutti quelli che mi hanno voluto bene” Ragazzino di 13 anni si uccide. (fonte Blog di Roberta Lerici,diritti riservati) Ha annunciato il suo suicidio su Messenger e giornali lo hanno chiamato “figlio di un boss”, perché suo papà era un criminale. Ma era un bambino (il suo nome è Vittorio da ricordare) che non si era mai più ripreso dall’uccisione di suo fratello quattordicenne, “giustiziato” da una banda di dieci ragazzini che volevano vendicare il furto di un motorino. Dicono che, prima di uccidersi, questo bambino abbia lasciato una lettera piena di rancore per suo padre che, forse, riteneva responsabile della strada che, giovanissimo, aveva preso suo fratello. Una strada che gli era costata la vita. “”Me ne vado, non ti scoccio più”, ha scritto da qualche parte come messaggio a suo padre che, riportano i giornali, pare affiliato ai Casalesi. Non voglio dire nulla riguardo la camorra, mi piacerebbe soltanto che quando un bambino compie un gesto così forte e definitivo, si avesse almeno il rispetto di chiamarlo “bambino” o “ragazzino” e non “figlio di un boss”. Perchè questo bambino è un piccolo grande eroe di un mondo che non gli ha dato la possibilità di cambiare. La mamma era a fare la spesa quando lui compiva l’estremo gesto. Nessun commento Che un ragazzino termini la sua vita con un suicidio,vorrei trovare un nome più dolce che non c’è, deve far rabbrividire quel giornalista che ligio al suo scoop lo definisce figlio di Boss, cioè aveva un padre sbagliato. Ma al giornalista non gliene frega nulla di aver rispetto di un ragazzo che dice addio alla vita ed a coloro che gli hanno voluto bene, ed al padre criminale un ultimo urlo di dolore e rabbia “me ne vado ,non ti scoccio più”:queste due frasi sono due grida di aiuto che spero molti che leggono capiscano. Lui voleva vivere, voleva un papà differente , amorevole nei suoi riguardi, e ringrazia la cerchia di amici che gli volevano bene anche se non spassionatamente. Sembra il Piccolo Principe che si fa mordere da un serpente per ritornare nel mondo di sorrisi e amici anche se erano pochi e non sinceri,senza eccessive disillusioni. Caro amico, mi spiace il gesto che ti ha spinto a non valutare che qualcuno poteva ancora volerti bene e che spero ti sia stato vicino quando hai armato la corda. Ti mando dei fiori mentalmente per ricordarti e ti prometto di ricordarti quando ricordo tutti i dimenticati dal mondo che ha fretta e vuole imbesuirsi di calcio e di spettacoli. Ciao,Piccolo Principe, ti mando un abbraccio e spero che molti si vergognino di aver lasciato fare quel gesto a te che non sapevi altro che piangere su quanto di cattivo ti circondava. Ciao. Questo fatto così enorme per un ragazzino di 13 anni non può e non deve lasciarci indifferenti Quel bambino urlava contro le ingiustizie di cui è stato spettatore, ad un papà che non lo amava e lo menava di sicuro. Una rabbia così manifesta non ha fatto dimenticare a nessuno del suo circondario l’odio che vi cresce ingrandendosi sempre più. Per il giornale è una notizia, poi si gira la pagina e via, qualche raro commento, ma c’è la crisi che domina ed allora il suicidio di un bambino passa in quarta linea. Ma poi c’è dell’altro di questa ingiustizia umana che coccola solo politico o similari e distrugge i poveri, gli scoraggiati, i bambini cresciuti nell’odio e a fianco del crimine più o meno evidente. 2) Cure negate. Senza tessera sanitaria muore a 13 mesi bimba nigeriana. (diritti riservati ad autore e testata) Una bambina di 13 mesi è morta per la burocrazia: portata all’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio e dimessa dopo sei minuti senza essere visitata. La bambina del Niger è stata liquidata con alcune medicine e vai che vai bene. Ma il papà l’ha riportata perché al bambina stava male ed allora gli hanno chiesto la tessera sanitaria che era scaduta: niente tessera, crepi pure, e così è stato. Le urla del padre e della madre non hanno scalfito i medici del pronto soccorso; hanno solo commosso i carabinieri che l’hanno fatta ricoverare (onore a loro), ma era troppo tardi. Ora si muoverà la macchina ospedaliera e tutto risulterà essere stato fatto in base alle leggi e senza ombra di carenza e di umanità. Bravi operatori sanitari che non curate più l’uomo, ma le regole burocratiche; speriamo che succeda anche a voi di incappare in qualche cavillo burocratico che provochi quello che avete lasciato succedere in quella famiglia che aveva bisogno di aiuto. Non so auguravi altro. Ho letto di un altro bambino di 18 mesi: è stato lasciato morire allo stesso modo; scrivete sugli ospedali all’entrata: niente tessera, niente cure. Così uno non perde tempo inutile. 3) A Bologna l’anno scorso un altro neonato È morto di stenti e per il freddo, ma dietro questa diagnosi addomesticata c’è l’inevitabile burocrazia che miete vittime e l’incoscienza dei genitori cui era stato offerto aiuto, ma loro si preoccuparono di andare al cenone di capodanno. La vicenda del piccolo David, morto a 23 giorni di vita, suscitò un enorme scalpore mediatico. La coppia viveva per strada con tre bambini piccoli sotto gli occhi di tutti, passando molta parte del tempo in Sala Borsa, la frequentatissima biblioteca e piazza coperta, spesso rifugio nelle giornate di freddo di molti senza tetto. Il 4 gennaio 2011 un’autoambulanza del 118 raccolse un neonato febbricitante nella centralissima piazza Maggiore lì di fronte. Trasportato d’urgenza al Policlinico Sant’Orsola, il bambino era stato ricoverato in gravissime condizioni e, nonostante le cure intensive, il giorno successivo morì. E la burocrazia stava a guardare senza che si prendesse alcun provvedimento veramente doveroso per chi vive per la strada, senza ripari come quella disgraziata famiglia, nata da genitori fuori di testa. 4) LAVACA (TEXAS) – Ha sorpreso lo stupratore mentre abusava sessualmente di sua figlia di 5 anni e l’ha massacrato di botte, tanto da ucciderlo (giovedì 21/06/2012, Lavaca TEXAS) Quel papà texano non è stato arrestato dalla polizia, convinta che abbia agito per difendere la figlioletta. E ieri quel papà ha avuto la conferma che per aver ucciso a pugni lo stupratore non verrà neppure incriminato. È stato il procuratore distrettuale di Lavaca County, in Texas, a riferire la decisione del Grand Jury. E su quella decisione gli americani si dividono. Tutto è accaduto la settimana scorsa durante un meeting organizzato in un ranch texano per vedere dei cavalli. In un batter d’occhi, la bimba è sfuggita al controllo del papà e s’è allontanata verso un granaio per giocare con le galline. Poco dopo il padre della piccola ha sentito le urla della bambina, ed è corso da lei, trovando lo stupratore, un immigrato messicano di 47 anni, che la stava violentando. Il papà non c’ha più visto, e si è scagliato contro quell’uomo, massacrandolo di botte. Ha colpito talmente tante volte quell’immigrato alla testa da lasciarlo senza vita. Poi, ha chiamato la polizia, e piangendo ha detto: «Ho bisogno di un’ambulanza. Quest’uomo stava stuprando mia figlia, e l’ho picchiato. Non so cosa fare». Quel papà, nonostante quanto avessero appena visto i suoi occhi, ha tentato di rianimare lo stupratore. Ma non c’è riuscito. Leggo.it (diritti riservati all’autore ed alla testata) 5) 13-06-2012 Leader di una setta uccide bimbo di 4 anni ritenuto omosessuale Peter Lucas Moses, leader della setta “Black Hebrew”, ha ucciso un bimbo di 4 anni perché ritenuto omosessuale. Uccisa anche la madre del piccolo, colpevole di aver tentato di difendere il figlio. SOCIAL:NORTH CAROLINA – Peter Lucas Moses, leader della setta “Black Hebrew”, ha ucciso Jadon Higganbothan, il figlio di 4 anni di una sua compagna, ritenuto un potenziale omosessuale. Il gesto che ha scatenato l’ira dell’uomo, che si ritiene un messaggero di Dio, è stata una innocente pacca sul sedere data dal bimbo ad un suo coetaneo. Moses ha compiuto il folle gesto per impedire che tendenze omosessuali si sviluppassero all’interno della sua casa. L’uomo aveva fondato un culto poligamo e conviveva, nella sua abitazione, con più donne e i loro figli, tutti tenuti in condizione di semi schiavitù e che lo chiamavano “Signore”. Il bambino ucciso era l’unico a non essere figlio biologico del leader della setta, elemento che ha probabilmente influito sulla decisione. Oltre al piccolo Jadon è stata uccisa anche sua madre, la 28enne Antonietta Yvonne McKoy, che si era opposta alle violenze contro il figlio. Di fronte alle resistenze della donna, Moses ha preferito togliere la vita ad entrambi, con un colpo di pistola alla testa. I due cadaveri sono stati rinvenuti all’interno dell’abitazione della setta avvolti in sacchi di plastica. L’uomo ha ammesso le sue responsabilità nel corso del processo, così da evitare la pena di morte e ottenere uno sconto di pena. Inviato da Giusy il 13-06-2012 12:12 SOCIAL (diritti riservati all’autore ed alla testata): 6) Maltrattamenti all’asilo: Arrestate due maestre di Cirò Marina Le maestre causavano ai piccoli “continue sofferenze fisiche percuotendoli ripetutamente con reiterati colpi e umiliazioni morali, cagionando loro penose condizioni di vita e costringendoli a vivere in un clima di paura e insicurezza, che si evince dagli atteggiamenti monitorati di alcuni bambini i quali sembravano visibilmente terrorizzati al solo avvicinarsi delle insegnanti”. (Di Roberta Lerici,diritti riservati) Umiliazioni, percosse e continue vessazioni sugli alunni di una scuola materna. Dopo la prima denuncia, i carabinieri hanno installato telecamere nascoste che in tre mesi hanno registrato almeno 40 episodi di violenza fisica e psicologica. L’esperienza della prima indagine condotta in modo esemplare all’asilo Cip e Ciop di Pistoia ha dato i suoi frutti e oggi è possibile fermare le maestre violente salvando tanti bambini da un futuro fatto di ansie, paure, ferite del corpo e dell’anima. Complimenti alle forze dell’ordine di Cirò Marina per non aver sottovalutato quella prima denuncia isolata. Botte ai bimbi dell’asilo. Arrestate due maestre a Cirò Marina 13 giugno 2012, 12:42 Crotone Cronaca Arrestate maestre a Cirò. Marziale: “indignazione, magistratura sia inflessibile”. Nella giornata del 12 giugno, i Militari del N.O.R.M.- Aliquota Operativa hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa oggi dal GIP del Tribunale di Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica di Crotone, nei confronti di due maestre di una scuola per l’infanzia di Cirò Marina. I Fatti | La misura è frutto di un’attività di indagine condotta dal N.O.R.M.- Aliquota Operativa e scaturita a seguito di una denuncia-querela per lesioni presentata, il 20 gennaio scorso, presso la Stazione Carabinieri di Cirò Marina, da parte della madre di una bambina di tre anni. La donna, infatti, andando a prendere la figlia all’uscita della scuola, aveva notato sul volto un forte arrossamento e chiesto spiegazioni alla bambina ha ottenuto, per tutta risposta, che era stata la maestra a picchiarla. Nella stessa data un pediatra ha riscontrato ufficialmente ecchimosi e arrossamenti sulla guancia della piccola, su cui era anche visibile l’impronta di una mano. Le Indagini | A seguito della denuncia, i militari hanno voluto chiarire se si trattasse solo di un episodio o, sebbene l’unico caso ad essere stato denunciato, fosse la spia di una serie di violenze su minori. Pertanto, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria i militari hanno deciso di effettuare indagini più approfondite con l’ausilio di videocamere installate all’interno della classe gestita dalle due insegnanti. La captazione dei video è stata effettuata nel periodo tra il mese di aprile e di maggio 2012. La Misura Cautelare | L’attività investigativa ha consentito di monitorare numerosi episodi, circa 40 nell’arco di tutta l’attività, nei quali sono state registrate varie percosse ed umiliazioni subite dai piccoli. La misura, emessa dal GIP del Tribunale di Crotone, Russo Guarro, recepisce pienamente le risultanze investigative dei Carabinieri. Nel provvedimento si legge che “le insegnanti hanno sottoposto i minori a continue sofferenze fisiche percuotendoli ripetutamente con reiterati colpi ed umiliazioni morali, cagionando loro penose condizioni di vita e costringendoli a vivere in un clima di paura e insicurezza che si evince dagli atteggiamenti monitorati di alcuni bambini i quali sembravano visibilmente terrorizzati al solo avvicinarsi delle insegnanti”. 7 ) Maxioperazione antipedofilia, 141 paesi nel mirino (Ansa.it diritti riservati all’autore ed alla testata) 04 luglio, 18:10 (diritti riservati all’autore e testata) VIENNA – Un’operazione di polizia mondiale anti-pedofilia in 141 paesi ha consentito l’identificazione su Internet di centinaia di pedofili. Lo ha annunciato la polizia federale austriaca. C’e’ voluto quasi un anno per smascherare la rete di pedofili attiva sul web, ma alla fine con ‘Carole’, nome in codice dell’operazione, nella sola Austria sono stati identificati 272 pedofili. L’enorme quantitativo di informazioni e video raccolti e’ al vaglio degli inquirenti. Secondo quanto reso noto dall’Ufficio federale di polizia criminale a Vienna citato dall’agenzia Apa, si tratta della maggiore operazione anti – pedofilia svoltasi finora nel Paese. Solo in Austria sono finite nel mirino della giustizia 272 persone di tutti i Laender. I sospetti pedofili hanno diffuso in fori internet immagini e video di bambini vittime di abusi. Alla mega operazione internazionale, durata circa un anno e denominata ‘Carole’, hanno partecipato le forze di polizia di 141 paesi. Enormi quantità di materiale porno-pedofilo sono state sequestrate. In mattinata è attesa una conferenza stampa al ministero degli interni a Vienna. 8) Della domenica contro i cristiani in Nigeria e simili Anche se quest’ultima notizia da un certo sollievo, la bilancia pesa sempre dalla parte della violenza ed il male si gloria delle sue battaglie che vince: è di oggi la ormai solita notizia che di domenica in molti paesi orientali ed africani come la Nigeria, alla domenica la chiesa cristiana celebra la S Messa e l’uccisione di molti dei suoi aderenti per mano si sette mussulmane che proprio approfittano del fatto che sono riuniti per ucciderli. Il teatro più grande è la Nigeria e le notizie sono da paura oggi 90 cristiano morti e trovati i resti di una cinquantina bruciati e seppelliti in massa perché irriconoscibili. Si vedrà nel corso della settimana quali nazioni spendono due parole per questo massacro ormai che accompagna la domenica che per i cristiani di quei paesi è diventato un incubo andare alla S. Messa cioè ad un precetto da compiere. Questa mattanza si somma a quella descritta più in alto,differente ,ma eguale per la violenza indiscriminata ormai diventata di moda ed alla portata di chi la pensa o crede differentemente da noi.. 9) Le sette non esistono, parola di esperti italiani e non “I am” era un’associazione libera e aperta a tutti (05/07/2012, News notizie esteri 09/07/2012). Svizzera – E’ stata trovata morta nella sua villa di Arosa, nel cantone dei Grigioni, ed è subito giallo. Si tratta di Alexandra Spruengli, ex moglie e oggi vedova del defunto Rudolph, il fondatore del famosissimo marchio di cioccolatini Lindt. La compagna del re del cioccolato svizzero, a cui era stata lasciata la casa produttrice, è morta ben 6 mesi fa, esattamente il scorso 6 gennaio, ma la notizia è stata diffusa dai media solo oggi La regina del cioccolato – La stampa parla di decesso dovuto a cause naturali, ma qualcosa non è stato detto. Alexandra infatti aveva solo 63 anni e godeva di ottima salute. Da giovane era stata una squillo e dopo aver sposato Rudolph era diventata una guaritrice e apparteneva ad una setta segreta svizzera. Nel 1992 aveva sposato il miliardario re dell’industria dolciaria elvetica che era ben 28 anni più vecchio di lei con una cerimonia segreta senza invitati. La setta segreta – Gli investigatori stanno indagando sul rapporto fra la morte improvvisa della donna e l’appartenenza alla setta segreta. Secondo la stampa scandalistica la setta di si chiamava “I am” e per gli adepti era sconosciuta la vera identità di Alexandra che si faceva chiamare Heidi Gantenbein. Testimonianze affermano come la Spruengli stesse cercando di convincere insistentemente alcuni membri dello staff dell’azienda Lindt ad entrare nella setta.( Tutti i diritti riservati Michela Santini e testata giornalistica) 10) Disabili sempre al centro dei maltrattamenti peggiori – 28/05/2012 – 19:24 – A | A | AStampa PDF Vescovo spagnolo: “Il 90% dei bambini handicappati hanno genitori impuri” ( Michela Santini e testata media diritti riservati,News notizie esteri.it)) Spagna – E’ scandalo per le parole pronunciate dal vescovo spagnolo Javier Echevarria Rodriguez. “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio“. La frase, pronunciata dal vescovo nel 1997, oggi è stata diffusa sul web scatenando nuove polemiche e l’ira di molte persone nei confronti dell’uomo di Chiesa. Sieropositivi – Il vescovo Javier Echevarria Rodriguez è un prelato cattolico dell’Opus Dei. Nel 1997 la frase fece infuriare le associazioni di bambini e persone disabili che lo accusarono di fare del vero “terrorismo religioso”. Lechevarria giustificò le sue affermazioni in un’intervista all’Avvenire smentendo che la frase fosse riferita ai disabili e affermando che stava parlando dei sieropositivi. Ma questo scatenò solo altre polemiche. 11) Cina: scoperto un orfanotrofio dove bambini affetti da malattie mentali venivano legati ai letti– 07/07/2012 – M.R.Tamborrino News Notizie esteri (diritti riservati agli autori ed alla testata – In Cina scoperto un orfanotrofio lager – È stato scoperto, nella contea di Cangan, nella provincia cinese dello Zhejiang, un orfanotrofio al cui interno erano tenuti, stretti in catene, e quindi prigionieri, alcuni bambini, vittime ignare delle violenze più atroci. Le condizioni disperate in cui erano costretti a vivere decine di bambini cinesi, portati in questo orfanotrofio perché oramai senza nessuno che potesse accudirli, sono state scoperte da alcuni volontari che, facendo violentemente irruzione nella struttura, hanno ritrovato questi piccoli innocenti incatenati ai letti e in condizioni miserabili. Bambini affetti da malattie mentali tenuti legati ai letti – Il direttore dell’orfanotrofio lager è stato subito rimosso dal suo incarico, mentre gli inquirenti hanno scoperto che l’orfanotrofio era gestito in malo modo e soffriva di carenza di personale che si occupasse correttamente di 21 bambini, di cui 19 sofferenti di patologie psichiche o mentali. Le uniche infermiere, addette alla cura di questi poveri piccoli che venivano ospitati nell’orfanotrofio, erano quattro anziane senza alcuna conoscenza né capacità di curare dei ragazzi con tali problemi. La maggior parte dei bambini ospitati in questa struttura soffriva di patologie molto gravi a livello psico-fisico. Bambini mentalmente instabili, sordomuti, epilettici, schizofrenici con tendenze violente, per lo più al di sotto dei sei anni di età, erano tenuti come prigionieri, legati ai loro letti, per evitare che facessero i loro bisogni ovunque e in più venivano picchiati qualora il loro comportamento fosse troppo aggressivo. Altri casi di maltrattamenti a minori in orfanotrofi lager in Cina – In Cina realtà come quella dell’orfanotrofio di Cangan non sono di certo isolate. Da quando il governo ha ceduto in mano a privati la gestione degli asili nido e degli orfanotrofi, sempre un maggior numero di casi di maltrattamenti sono venuti a galla. Un esempio lampante, pari a quello dell’orfanotrofio di Cangan, è successo nel 2010 in un orfanotrofio di Shenzhen, dove un dipendente aveva chiuso la bocca dei bambini con il nastro adesivo per farli stare zitti. Qui non termina l’elenco orrido dei maltrattamenti verso i minori, minoranze e disabili: il nominarli può dare fastidio, ma sono avvenimenti veri, misconosciuti o subito relegati negli archivi dei singoli giornali. Spesso spariscono rapidamente anche dalle pagine web, come la recentissima notizia del padre in Afganistan che seppellisce viva una bimba appena nata perché aveva lineamenti del viso malformati. Queste notizie da valutare bene sono accantonate perché non sono il calcio e il pallone che rotola e che dà tanto orgasmo da impazzire, scientificamente pianificato da chi ci guadagna soldi o potere, e legano la massa mondiale a quel pallone che rotola e viene preso a calci. Ma il sottoscritto non capisce questo nuovo dio dietro cui si nasconde il male, che orienta dove vuole lui le masse e le trasforma in pecore pronte alla tosatura e al macello. Ma c’è chi dirà che non capisco nulla … Sarà: stiamo un po’ a vedere quando Qualcuno perde la pazienza e cancella quel granello di micropolvere che è il nostro mondo perso tra miliardi di stelle di ogni tipo.