Bimbi in fosse comuni – 26 agosto 2012

Alla faccia dei diritti dei bambini, la cui giornata del 20 novembre dovrebbe essere un lungo funerale, quanti sono i morti innocenti dell’anno

Salgono le statistiche dei morti ammazzati in Siria tra cui figurano i soliti bambini uccisi anche come risulta dagli articoli pubblicati e non contestati con fori di proiettile in testa, cioè uccisi volontariamente.

Questa carneficina continua senza sosta; nessuno dei politici internazionali del momento interviene con forza nel fermare il despota e le sue forze. Niente! Solo bollettini su bollettini, ma praticamente ogni giorno decine e decine di morti, tra cui anche i soliti bambini che non hanno né giubbotto antiproiettile, né casco antiproiettile, né protezioni sofisticate: al massimo la mano o il corpo della mamma o di chi li protegge nel momento in cui arriva la morte, facendo scempio, se non in senso fisico, comunque psicologico: futuri soggetti da psicoterapia, se non da somministrazione di farmaci antipsicotici.

Gli esempi precedenti di stragi di civili non bastano a fermare quei cervelli bacati: sembra che i politici abbiano in mente tutt’altro: questi 26.000 morti in un anno e mezzo non bastano.

Intanto aumentano anche i rifugiati presso le nazioni limitrofe, con tutti i disagi prevedibili.

Arrivano volontari, e ce ne sono tanti, ma con mille inghippi e divieti di proseguire, di poter curare e di rendere più vivibile (si fa per dire) l’esposizione giornaliera alla morte (altra pulizia più o meno etnica) e alla lacerazione. Nel mondo continuano le varie elezioni a Miss tal dei tali: nessuna è proposta come Miss Guerra o Miss Morte; continuano le realizzazioni di film da proiettare nell’anno, leggi i futuri soldi da incassare, e avanti. Nessuno piange quei morti: solo dolorosamente si contano.

Preghiamo Chi ci può ascoltare di intervenire Lui a modo Suo a fermare l’esercito degli innocenti che muoiono per far fare soldi anche ai mercanti di morte, cioè ai venditori di armi che di sicuro non piangono.

Centinaia di persone uccise, cadaveri allineati in fosse comuni, bambini e donne vittime di esecuzioni sommarie avvolti in sudari bianchi immersi nel sangue

Sono centinaia, secondo fonti concordanti, i corpi trovati alla periferia di Damasco, nella località di Daraya. Sono centinaia e vengono ‘raccontati’ in filmati contrapposti dei ribelli anti-governativi e dell’esercito siriano. Non ci sono fonti indipendenti a chiarire chi abbia compiuto le stragi e in quanti giorni: l’orrore è l’unica, accertata realtà. Gli uomini, ma anche le donne e i bambini, con fori di proiettile in testa oppure smembrati da colpi d’artiglieria, sono l’evidenza di una o più stragi, presumibilmente in atto nella cittadina a sud-ovest della capitale da martedì scorso, da quando cioè è iniziata una vasta offensiva dei militari determinati a “ripulire” (così dicono) questi quartieri dalla presenza dei miliziani ribelli.

Duecento, trecento, quattrocento morti: le cifre fornite dagli attivisti dell’opposizione aumentano continuamente e le immagini lasciano poco spazio ai dubbi. È una guerra fratricida che lascia sul terreno soprattutto civili inermi, che non sono riusciti a fuggire e che sono impossibilitati a difendersi. Anche la giornalista della TV siriana, che insieme ai soldati si muove in una zona della periferia di Damasco, filma morti e feriti, cadaveri mutilati, bambini insanguinati che urlano il loro dolore. Sono stati i ribelli, dice. Mentre nell’altro video gli oppositori affermano: “Sono stati gli uomini di Assad”. Guerra di immagini, parole e propaganda, oltre che di armi, proiettili e violenze.

Oggi è intervenuto anche il presidente Bashar el Assad, con minacciose dichiarazioni rilasciate all’agenzia ufficiale Sana, dopo l’incontro con un emissario dell’Iran, Alaeddin Borujerdi, oggi in visita a Damasco. “Il popolo siriano non permetterà agli stranieri che complottano contro la Siria di vincere”, ha detto Assad, promettendo di sventare “a qualunque costo” il complotto ordito dall’estero.”Quanto sta accadendo non è solo rivolto contro la Siria ma è contro l’intera regione … Perché nella regione la Siria è una pietra miliare e le forze straniere la prendono di mira per portare a termine un complotto in tutta l’area”. Le parole di Assad sono senza spazi di mediazione.

“La Siria continuerà nella sua strategia di resistenza a dispetto della collaborazione dei Paesi occidentali con alcuni Stati della regione per farle cambiare la sua posizione di contrasto contro la dominazione occidentale e israeliana”. Dall’inizio della rivolta, 17 mesi fa, il regime di Damasco accusa i ribelli di essere “terroristi” al soldo degli stranieri, finanziati e armati da Paesi come l’Arabia Saudita, il Qatar e la Turchia, determinati a sovvertire gli equilibri politico-economici nella regione.

Nella guerra di propaganda oggi il regime ha comunque segnato un punto a suo favore: il vice-presidente Faruk al Sharaa, di volta in volta dato per rimosso dal suo incarico, fuggito, imprigionato o espatriato in Giordania, è tornato a farsi vedere in pubblico per la prima volta da settimane. È arrivato in auto al suo ufficio a Damasco e ha partecipato all’incontro con l’inviato iraniano. “Serio in volto”, non ha rilasciato dichiarazioni, ma ha posto fine al mistero sulla sua sorte. Intanto Aleppo, seconda più importante città del Paese, resta il tragico teatro di un’altra certezza: la “madre di tutte le battaglie” continua. E finora nessuna mediazione riesce a ipotizzarne una fine imminente.

Siria: 5 settembre 2012 – Ancora uccisi circa 30 bambini
Siria: in 18 mesi 26.283 vittime, 5.440 solo ad agosto
Siria: Unhcr – Ad agosto oltre 100mila rifugiati

(ANSA,da Leggo tutti i diritti riservati agli autori ed alle testate)

– DAMASCO, 4 Settembre 2012 – Oltre 100mila siriani sono fuggiti nei Paesi vicini in agosto, il numero più alto mai registrato in un solo mese dallo scoppio della crisi in Siria. Lo ha riferito a Ginevra l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr). Il numero totale di rifugiati siriani registrati è ora salito a 235.368. In particolare – precisa l’Unhcr – 77mila sono giunti in Giordania, più di 59 mila in Libano, 18 mila in Iraq e 80 mila in Turchia.

BRUXELLES, agosto 2012 – La magistratura belga ha dato il via libera alla scarcerazione di Michelle Martin, l’ex moglie e complice di Marc Detroux, meglio conosciuto come il “mostro di Marcinelle” per aver rapito e lasciato morire più ragazze in un vano nascosto ricavato nella cantina della sua villetta.

Michel Martin era stata condannata a 30 anni di prigione nel 2004 dalla Corte d’Assise di Arlon per essere stata riconosciuta colpevole, insieme al suo ex marito, del rapimento di sei adolescenti. Avendo però già scontato più della metà della pena, aveva il diritto di chiedere la libertà condizionata, cosa che ha fatto per ben cinque volte. L’ultima richiesta è stata ora accolta dal tribunale di Mons.

L’ex complice di Detroux uscirà quindi dal carcere per ritirarsi nel monastero delle Clarisse a Malonne, località a un centinaio di chilometri a Sud di Bruxelles.

India: donna torturata dai parenti, perché in attesa di una femmina – 24 agosto

2012 (dalla cronaca.it diritti riservati)

Una donna indiana, incinta di otto mesi e madre di quattro figlie, é stata torturata a sangue dal marito e dai parenti di lui come ”punizione” perché era probabilmente in attesa di una quinta femmina. Lo racconta oggi The Times of India. La vicenda risale al 16 agosto scorso ma é emersa solo ora, dopo che un giudice ha ordinato la formalizzazione della denuncia contro i protagonisti dell’incredibile aggressione. È noto che nelle fasce più arretrate della società indiana, la nascita di una femmina è considerata una specie di disgrazia, a maggior ragione se le figlie si moltiplicano.

È per questo che la donna, di nome Ganga ed originaria del villaggio di Golia nello Stato del Rajasthan, viveva già separata insieme a quattro bambine in una casa della Balotra Housing Board Colony. La settimana scorsa, indica il giornale, il marito di Ganga, Chain Singh Rajpurohit, l’ha riportato nella casa del villaggio dove, in presenza dei parenti, l’ha rimproverata di accingersi a partorire ancora una volta una bambina (un dato che in India per legge é proibito accertare prima della nascita, ndr.).

Passando a vie di fatto l’uomo ha cominciato a picchiarla, sostenuto da sua madre e da due altri parenti, utilizzando anche una spranga di ferro arroventata. Per le grida strazianti della donna, una figlia di dieci anni ha cercato di difenderla, ma invano e procurandosi anche lei gravi ustioni al corpo. Al giudice, che si accinge a processare l’uomo e i suoi familiari, la donna ha detto che la tortura doveva servire a facilitare la rescissione del matrimonio e a permettere al marito di sposarsi nuovamente, come desideravano i suoi genitori.

Afghanistan, due bambini di 6 e 12 anni trovati decapitati il 31 agosto 2012

Pubblicato da Redazione Il Fatto Quotidiano
31 agosto 2012 (diritti riservati all’autore ed alla testata di riferimento)

Due bambini, un maschietto di 12 anni ed una bimba di 6, sono stati decapitati. I due episodi, riferisce la polizia, non sono collegati tra loro. Il bambino è stato rapito e poi ucciso mercoledì scorso nella provincia meridionale di Kandahar, mentre la bambina è stata decapitata nella provincia orientale di Karpisa. Il portavoce del governo provinciale di Kandahar, Jawid Faisal, ha detto ai giornalisti che sono stati i talebani a decapitare il bambino, per vendicarsi del fatto che il fratello maggiore si fosse arruolato nella polizia afghana. Lo stesso Faisal ha detto che il bimbo è stato bloccato mentre, dal distretto di Zherai, si stava recando a quello di Panjwai. Il suo cadavere è stato abbandonato sul ciglio della strada.

Intanto, sul caso più misterioso della bimba di sei o sette anni, decapitata nella provincia di Kapisa, è stato Abdul Hakim Akhundzada, capo del distretto di Tagab della provincia di Kapisa, a fornire gli scarni elementi disponibili. Il corpo della bambina, di cui non è nota l’identità, ha detto, è stato trovato in un giardino del villaggio di Jalu Khel. Oltre ad avere la testa staccata dal corpo, ha infine detto, il cadavere aveva subito anche la mutilazione delle due gambe. Non è ancora possibile dire, ha concluso Akhundzada, chi è responsabile dell’assassinio di questa bambina.

L’orrore per questo duplice omicidio si somma a quello ancora non spento del massacro di 17 persone, fra cui due donne, sgozzate giorni fa durante una festa nella provincia di Helmand. La responsabilità di esso è stata attribuita ai talebani, che però l’hanno respinta.

La fiera degli orrori non è finita: alle morti in guerra, si aggiungono le uccisioni macabre che avvengono per ogni dove. C’è da dire che ora si sanno solo dopo: non è molto, anzi è poco, ma almeno qualcuno che può intervenire può decidersi a farlo. La prevenzione, in questi casi, si basa sul conoscere quei fatti ed eventuali moventi. C’ è anche la telenovela belga finale di Michelle, moglie di Dutroux, che entrerebbe in convento dopo aver scontato una minima dose della pena comminata (condannata a trent’anni dal 2006): ben cinque volte ha richiesto di uscire per aver raggiunto la quota di anni previsti con sconto!