Continua la caccia ai bambini/Children Hunting Continues

1) Caccia alle streghe a Papua, uccise anche due bambine di 5 anni
Cronaca, Mondo di A.P. 17 aprile 2014 – 13:44 Fanpage.it
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Una folla di uomini ha assaltato un villaggio incendiando case e provocando almeno sei morti e decine di feriti. Ancora donne accusate di stregoneria e vittime di violenza in Papua, Nuova Guinea. Diverse centinaia di uomini provenienti dal villaggio di Raicoast hanno letteralmente assaltato il vicino villaggio di Sasiko in una vera e propria caccia alle streghe. La folla inferocita, per l’intera giornata di lunedì, ha messo a ferro e fuoco il piccolo villaggio alla ricerca di donne ritenute streghe e per questo catturate e uccise. Per il momento si contano almeno sei vittime rimaste sul terreno, tra cui anche due piccole bambine sotto i cinque anni. Come raccontano i media locali, citati dalla radio nazionale australiana Abc, durante l’assalto diverse case sono state date alle fiamme e decine di persone sono state ferite. Purtroppo simili episodi non sono nuovi nell’arcipelago del Pacifico, dove credenze sulla stregoneria sono molto diffuse sopratutto nelle regioni più remote.
Atti malefici per giustificare malattie e morte – In molti casi la folla è aizzata da persone che parlano di atti malefici per giustificare malattie o morte. Spesso infatti molti non accettano cause naturali per incidenti o casi sfortunati scatenando le violenze contro le presunte streghe. La crescente frequenza di attacchi e di uccisioni di persone accusate di stregoneria è stata condannata anche dall’ONU, che ha ricordato come in molti casi la stregoneria è un pretesto per mascherare gli abusi contro le donne. Intanto per l’ultimo tragico episodio la polizia locale ha arrestato 180 persone.
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Nel medioevo, o meglio nella preistoria, l’uomo ha sempre accusato i suoi simili di disgrazie che invece erano di origine umana e non diaboliche o demoniache. Leggi Chi voleva fare un patto col diavolo lo faceva, ma non era neppure sicuro che chi l’avesse fatto avrebbe ottenuto dal diavolo quello che chiedeva.
Ma IL male, per prima cosa, l’abbiamo nei nostri centri cerebrali dei sistema limbico o emozionale, che molte volte non critica, non distingue la fantasia dalla realtà, e allora ci trasciniamo un mucchio di nostre paure trasformate in leggende che però fanno più danno che altro.
Sono stufi di leggere notizie di una umanità che soffre, mentre un’altra parte dell’umanità va a prendersi il sole o a fare abbuffate: siamo tutti uguali e le nostre credenze culturali dobbiamo metterle in un cassetto chiuso a chiave ed aggiornarci.
Due bambine di cinque anni e la storia si ripete, non si corregge.Nel Mendrisiotto, all’epoca della caccia alla streghe, due genitori denunciarono i loro figli come stregoni e il tribunale civile di allora  condannò i genitori a sopprimere i loro figli che avevano denunciato. Sono passati trecento e più anni, ma l’animo umano non cambia. Le tradizioni uccidono ancora, come l’intransigenza religiosa e la stupidità criminale umana crocifigge ancora i propri simili.
Il Papa urla all’umanità di amarsi e lo venerano come una star, ma non lo seguono in quello che dice, perché parla un linguaggio difficile da mettere in atto, sebbene sia semplice, ma tocca l’interesse dell’uomo, che è quello di star bene in qualità di singolo, ma non ha reale interesse per la restante umanità.
Vergogna, vergogna: quante torture leggiamo al giorno d’oggi che non risparmiano neppure i bambini, eppure la “catastrofi” umane sono passate in silenzio; anche i morti che si accumulano nei vari stati quali Nigeria, Centro Africa, Siria, Somalia non valgono un gioco a quiz serale dove si possono vincere soldi o monete d’oro indovinando una parola, mentre quegli esseri umani coinvolti in catastrofi come i campi di raccolta tipo Yamanuk in Siria pagano il riso al mercato nero circa 70 dollari al chilo.
La belva umana  quando ha saziato il proprio istinto di sopravvivenza momentaneo non lascia spazio agli altri.
Mi vergogno sempre di più che non si metta freno a queste epidemie di fame, di sete, di paure, di stress, di malattie, cui si potrebbe rimediare.
Se dei ribelli o dei governativi non permettono di rifornire quelle gente che soffre, si impegni l’ONU o chi per essa a sbloccare la situazione; non fateci sempre leggere o vedere miserie umane che si possono evitare. Una cosa che manca a queste notizie circolanti sono le urla e le grida di questa gente che soffre, l’odore che i loro corpi martoriati o affetti da malattie emanano. Dovrebbero inventare questi modi di dare in pieno una notizia e non di vedere uomini con le mascherine per evitare o diminuire questi particolari che noi tutti provochiamo con la nostra avarizia e stupidità, e che fanno da piedistallo a tanti criminali politici e capi di governo da schifo.
Non bastano i volontari che talvolta ci lasciano la pelle, mandiamo a rotazione tutti quelli che stanno bene in quei posti anche se restano impietriti di quello che vedono e sentono, mandiamoli, facciamo queste leggi umanitarie e non affidiamo ai servizi sociali coloro che devono scontare una pena inflitta: mandiamoli in questi campi di raccolta umana, mandiamoli sui barconi malconci che attraversano il Mediterraneo per sapere cosa vuol dire attraversarlo non su navi da crociera, ma su carrette da demolire. E poi impariamo ad amare anche gli altri, tutti indistintamente.
Mi ha commosso quella mamma mussulmana cui è stato ucciso il figlio che è salita dove stavano impiccando l’uccisore, gli ha dato una sberla, ma gli ha tolto la corda dal collo. Brava, mamma! Non ti daranno il Nobel, ma hai dato una lezione di umanità a tutti noi, nella speranza che altri seguano la tua strada. Brava, mamma! Grazie della lezione pratica che ci hai dato: l’umanità esiste ancora e nella gente comune di tutti i giorni.

2) Il Centrafrica nella guerra civile: almeno 30 morti a Bangui, da fanpage.it

pubblicato il 1 febbraio 2014 alle ore 15:28 – Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata
Centrafrica: sempre più nel gorgo della guerra civile. L’organizzazione umanitaria “Medici senza frontiere” sta provvedendo a fornire aiuti umanitari nei campi profughi allestiti a Bangui, la capitale del paese. Secondo le stime, almeno mezzo milione di sfollati si sono diretti nella città dopo i combattimenti settari scoppiati alla fine. Nigeria: attentato a stazione bus Abuja provoca almeno 70…
www.informazione.it/…/Nigeria-attentato-a-stazione-bus-Abuja-provoca-…‎
9 ore fa – Doppio attentato in Nigeria, si temono 200 vittime…  Attentato alla stazione degli autobus di Abuja nell’ora di punta, distrutti 30 veicoli… Circa 100 i morti, ma ci sono anche tanti feriti… Nigeria, attentato alla stazione del bus: oltre duecento morti… NIGERIA/ Settanta morti in un attentato nella capitale Abuja, del 2013. La situazione sta diventando sempre più incandescente.  A Bangui, la Croce rossa ha denunciato la morte di almeno 30 persone e il ferimento di altre 60 in tre giorni di scontri. L’annuncio è giunto pochi giorni dopo che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha accordato il mandato a una futura forza europea che aiuti gli africani e i francesi a ristabilire l’ordine nella Repubblica Centrafricana. Mentre la Croce Rossa si dice “estremamente preoccupata” per il degrado della situazione, sottolineando il “livello di violenze senza precedenti” raggiunto nel paese. I leader dell’Unione Africana riuniti ad Addis Abeba per un summit hanno lanciato un appello per evitare che il Centrafrica “sprofondi nell’abisso” e promuovere una campagna di aiuti a favore della missione di peacekeeping. Sabato 19 Aprile 2014

3) “I Cristiani che non si convertono all’Islam sono crocefissi”: Il racconto shock dalla SIRIA – 22/04/2014 da inTopic.it (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)

ROMA – Cristiani siriani crocefissi se rifiutano di abiurare la loro religione e di abbracciare l’Islam; jihadisti che giocano a pallone con le teste delle loro vittime fra cui dei bambini. A denunciarlo è una suora siriana in un’intervista a Radio Vaticana in francese, in cui racconta di atrocità commesse dai ribelli jihadisti nelle città e nei villaggi da loro occupati nel conflitto siriano.
«Nelle città o nei villaggi occupati dagli uomini armati – si legge nell’intervista di suor Raghida, che vive in Francia -, i jihadisti e tutti i gruppi musulmani estremisti propongono ai cristiani la ‘shahadà (la professione di fede musulmana, ndr) oppure la morte. Alcune volte chiedono solo un riscatto, e in questi casi si offrono l’abiura, un riscatto o la morte. Ma è impossibile per loro rinnegare la loro fede, dunque subiscono il martirio. E si tratta di un martirio terribilmente disumano, di una violenza indicibile. Se volete degli esempi, a Maalula hanno crocefisso due ragazzi perché non hanno voluto recitare la shahada.
Allora (i jihadisti) hanno detto “allora voi volete morire come il vostro maestro nel quale voi credete? A voi la scelta: o recitate l’abiura, oppure sarete crocefissi”. Uno è stato crocefisso davanti al suo papà, che poi è stato ucciso a sua volta. È successo, per esempio ad Abra, nella zona industriale, alla periferia di Damasco: appena entrati in città, – aggiunge Raghida – hanno cominciato a uccidere gli uomini, le donne e i bambini. E dopo il massacro, prendevano le teste e ci giocavano a calcio. Per quanto riguarda le donne incinte, prendevano i loro feti e li impiccavano agli alberi con i cordoni ombelicali. Per fortuna la speranza e la vita sono più forti della morte».
Nessun commento a questa ennesima violenza contro l’umanità. Bambini uccisi per la loro fede. E quei disgraziati che uccidono si divertono a giocare con le teste dei giustiziati. Perché non si fanno vedere questi video, si offende qualche anima che trema agli shock che gli altri subiscono in silenzio lontano da noi? O non si devono turbare i giochi televisivi, le partite di calcio e altro?
Siamo proprio un mondo di ipocriti, senza scrupoli. Certo se hanno crocefisso il Figlio di  Dio, cosa ci si può aspettare da questa umanità se non quello che è successo a Sodoma e Gomorra o il diluvio universale? Sono poi tanto lontani questi tempi del passato?
4) La Laogai Research FoundationItalia Onlus
La Laogai Research Foundation U.S.A. Note legali. COSA SONO I LAOGAI?
Chi è Harry Wu? Cosa significa la parola Laogai?Quanti sono i Laogai? Cosa è il Laojiao? Cosa si intende per lavaggio del cervello? Qual è l’impatto economico dei Laogai? Quali sono le condizioni di vita nei Laogai? Che si può fare? (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
CINA: Politica discriminatoria contro i bambini dei lavoratori migranti. Milioni di bambini non sono scolarizzati – 20/04/2014
Secondo un rapporto della HRC (Human Rightsin Cina), la più importante delle organizzazioni di difesa dei diritti umani che si occupa della Cina, viene rivelato come le regole restrittive imposte dal governo per il controllo della migrazione interna abbiano un impatto drammatico sulla situazione di milioni di bambini.
I lavoratori migranti che si muovono per le città a cercare lavoro nelle fabbriche sono spesso trattati come intrusi sgraditi e di avere poco accesso ai servizi pubblici come l’istruzione, assistenza sanitaria, ecc rispetto a coloro che sono nati lì.
Dati rilasciati dal National Bureau of Statistics riportano che il salario medio di un migrante è di 1.600 yuan al mese (circa 199 euro), oltre mille yuan in meno di un lavoratore residente. Un migrante lavora in media 11 ore al giorno, 26 giorni al mese. Al 79 per cento dei migranti non vengono pagati gli straordinari, molto spesso neanche gli stipendi.
A causa della complessa legislazione cinese, i migranti sono di fatto cittadini di serie B. Secondo un’indagine del 2004, solo il 12,5 per cento di loro lavora con un regolare contratto di lavoro, solo il 12,9 per cento ha un’assicurazione sugli infortuni. Secondo un’altra del 2011, meno del 30 per cento può accedere alla sanità.
I media ufficiali riferiscono che in Cina ci sono circa 20 milioni di bambini sotto i 14 anni di età che hanno seguito i loro genitori migranti-lavoratori nelle città, citando dati del Fondo dei Bambini e Adolescenti Cinese
Gruppi dei diritti umani rivelano che spesso ai bambini migranti viene impedito di frequentare la scuola o sostenere gli esami nelle città dove lavorano i genitori e spesso finiscono per essere sfruttati come mano d’opera minorile.
In virtù dell’HUKOU, il dispositivo di registrazione del domicilio familiare,ogni persona è obbligata a essere registrata in un luogo di residenza specifico, e solo le istituzioni locali dell’HOKOU da cui proviene il bambino sono incaricate di assicurargli gli anni di scuola dell’obbligo stabiliti dalla legge.
I bambini rurali nelle città, condizioni di vita
Nel 2007 il numero dei figli di lavoratori migranti nelle città cinesi si aggirava intorno ai 20 milioni, anche se è da tenere a mente che una piccola percentuale di figli di migranti è registrata, vale a dire solo ed esclusivamente coloro che sono nati nelle città.
La volontà da parte di molte famiglie di non lasciare le città, infine, fa pensare ad un loro continuo aumento.
I figli dei migranti sono ancora considerati “stranieri” nelle città e discriminati in vari aspetti della società.
Vivendo nelle città più importanti e più ricche in questo modo vengono privati, dalle istituzioni locali, del loro diritto all’educazione, con il pretesto che non sono in possesso dei documenti necessari.
La popolazione migrante in Cina si aggira tra i 150/200 milioni.
Pechino permette al sistema scolastico di escludere i figli dei lavoratori migranti dalle loro scuole, imponendo loro delle tasse scolastiche più elevate di quelle dei bambini residenti nelle città.
Queste misure discriminanti hanno una loro logica: le autorità cittadine cercano di dissuadere i lavoratori temporali con famiglia a carico dall’ insediarsi nelle città dove lavorano.
I bambini che sono relegati in scuole di seconda classe (private) ricevono in ogni caso un basso livello di educazione, vista la mancanza di risorse economiche e insegnanti qualificati. Sono spesso strutture pericolose, le classi sono sovraffollate, gli insegnanti sono dequalificati e mancano di materiale didattico. Non stupisce quindi che, mentre la media nazionale di iscrizioni all’università sia in aumento, la proporzione di studenti universitari migranti diminuisce.
La separazione sociale, geografica e culturale a cui sono sottoposti i bambini migranti nelle città favorisce il fatto di renderli scarsamente fiduciosi in se stessi, depressi, vittime di crimini o candidati a entrare nel giro della delinquenza, rispetto ai bambini residenti.
I principali ostacoli alla loro educazione vanno ricercati in vari atteggiamenti del governo cinese.
La parte del bilancio dello Stato riservata all’educazione è estremamente bassa (circa 4% del PIL, fonte Stato e Potenza, 2013): si tratta di uno dei tassi più bassi dei Paesi emergenti.  Per fare un confronto, secondo i dati Eurostat (2005), l’Italia, con una spesa per l’istruzione pari al 4,4% del PIL, si situava al 21° posto tra i paesi UE, subito dopo la Bulgaria (4,5%).
Il governo ha la tendenza a presentare questi bambini come un peso supplementare per i servizi scolastici municipali.
Le autorità locali favoriscono i migranti più agiati e più istruiti a stabilirsi in alcune città, offrendo posti nelle scuole per i loro figli e altri incentivi. Per cui, chi ha impieghi più remunerati (uomini di affari, investitori), può usufruire di sovvenzioni per il pagamento delle tasse scolastiche.
Le file dei discriminati, dei disagiati, dei senza identità sono ingrossate dal gran numero (imprecisato e imprecisabile) di cinesi-fantasma, persone che sono sfuggite alle stragi perpetrate dalla politica del figlio unico.
Costoro, non essendo registrati all’anagrafe, non hanno nome, né capacità giuridica, sono dei “nessuno”. Se i diritti fondamentali di libertà non sono garantiti ai cittadini normali, è facile immaginare cosa può accadere a questi disperati se si imbattono in qualche controllo della polizia.
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Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation,19/04/2014
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5) Più di un milione di persone è sfollato a causa del conflitto nel Sud del Sudan.
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Secondo l’Unicef, decine di migliaia di persone fuggite la scorsa settimana dalle violenze etniche mirate a Bentiu, ricevono un solo litro di acqua potabile al giorno nella base delle Nazioni Unite, disperatamente sovraffollata. Per l’Unicef questo afflusso – più di 10.000 persone arrivate la scorsa settimana, che portano la popolazione del sito della Missione di Protezione dei Civili delle Nazioni Unite a circa 23.000 persone – unito alla continua insicurezza e all’inizio della stagione delle piogge – ha creato una pressione insostenibile sulla risposta di emergenza. (da inTopic.it – Tutti i diritti riservati all’autore e alle testate). Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/articolo.asp?c=792999 del sito Radio Vaticana (diritti riservati all’autore e alla testata) 23 aprile 2014 – ore 06:59
6) I massacri etnici in Sudan del sud, da inTOPIC.it
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Tutta l’Africa esplode per i conflitti di religione e razza. Dov’è l’ONU?
Quando lo scorso fine settimana Toby Lanzer, alto funzionario dell’ONU per le questioni umanitarie nel Sudan del sud, è entrato a Bentiu, una città petrolifera nella zona nord del paese, dentro alla moschea e dentro all’ospedale ha trovato “mucchi e mucchi di cadaveri” abbandonati gli uni sugli altri, uccisi dai ribelli antigovernativi che erano arrivati in città qualche giorno prima. I ribelli non hanno ucciso a caso. Sono entrati nella moschea dove i civili cercavano rifugio e hanno ucciso gli uomini e le donne di etnia Nuer, perché, secondo un comunicato emesso dall’ONU lunedì, non erano usciti a festeggiare l’ingresso dei ribelli a Bentiu, appena conquistata.
7) “I recenti scontri tra forze governative e i ribelli Kachin (Kia) con il conseguente spostamento di migliaia di persone, tra cui circa un migliaio di minori, ha aumentato in modo significativo il rischio che bambini e adolescenti vengano assunti nelle forze di combattimento o cadano vittime delle mine”: lo denuncia Bertrand Bainvel, rappresentante Unicef in Myanmar Birmania (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate) 24/04/2014.www.intopic.it/notizia/6410086/‎)
“I combattimenti e lo spostamento delle famiglie aumentano i rischi per la salute dei bambini, inoltre, lo Stato Kachin e Shan settentrionale, sono tra le aree con maggior presenza di mine. Gli ordigni antiuomo abbandonati o piazzati intenzionalmente – osserva l’agenzia – continuano a causare vittime tra la popolazione, bambini compresi, così come ad ostacolare l’arrivo degli aiuti umanitari per far soffrire di più chi è già in miseria per la fuga dalla propria abitazione ed il rifugio in campi di raccolta dove lo spettro principale sono la fame, la sete e le malattie”.
È come una campana funebre che con i suoi rintocchi ci avvisa che molti umani adulti e bambini stanno morendo, si avviano verso una catastrofe senza fine, ma chi ci guadagna sono sempre quei trafficanti di armi che non hanno scrupolo di vendere a chiunque armi di distruzione: l’importanza è la condanna dell’umanità. Il denaro, i soldi, mammona. Ed anche le mine posate intenzionalmente per uccidere o rendere disabili adulti e bambini, che ignari fuggono dai luoghi della guerra … Ma chi produce le mine e le introduce nei singoli stati smontate e rese operative nei luoghi della guerra è un criminale del traffico sporco e lurido della guerra, che intenzionalmente vuole massacrare civili e bambini che ignari percorrono piste di fuga sconosciute.
I 18.000 bambini e quanti adulti che muoiono ogni giorno di fame ed altre calamità non fermano i divertimenti degli altri umani che girano per le città impettiti e con abiti firmati per dimostrare che valgono. Povera umanità, destinata a soccombere a quelle timide reazioni più spesso singole di persone che si ribellano a questo modo di pensare e lo dimostrano coi fatti. Ricordo ancora quella mamma che toglie la corda dal collo dell’uomo che ha ucciso suo figlio. La vera umanità è questa. È uno schiaffo in faccia a tutti quei criminali capitalisti dei vari traffici illeciti e a coloro che non si muovono e stanno a guardare, poi dormono il sonno che non è un sonno dei giusti, ma dei criminali veri e propri per inedia e inumanità e troppi di noi siamo inerti contro le guerre degli altri o come li chiama quel Dante Alighieri “ignavi”.
Canto 3 – Inferno:
“E fu allora che capii con certezza
che quello era il partito degli ignavi,
spiacenti a Dio e ai suoi nemici.”

«Non uccideteci come gli scarafaggi»/«Not a Bug Splat»

«Non uccideteci come gli scarafaggi»: gigantografia di bimbi in Pakistan contro i droni killer (foto http://notabugsplat.com/ di Laura Bogliolo (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate)
La gigantografia di una foto di un bambino stesa su un prato accanto ad alcune case. Siamo nel nord del Pakistan, area soggetta ad attacchi militari da parte di droni americani. Vogliono ricordare che le vittime civili sono molte, che quelli che sembrano insetti fuggire ritratti dagli obiettivi dei droni potrebbero essere bambini.
L’iniziativa è stata denominata not a bug splat: “a bug splat” è il termine con cui si indica il gesto di spiaccicare un insetto.
Il progetto è stato lanciato e messo in atto da un collettivo di artisti nella regione di Khyber Pukhtoonkhw che ha creato il blog Notabugsplat per diffondere l’iniziativa a cui ha preso parte anche l’artista francese Jr’s.
Su Twitter la campagna di sensibilizzazione si sta diffondendo con l’hashtag #notabugsplat
Il nome del bimbo non è stato diffuso, ma sembra che sia un orfano: i suoi genitori sono stati uccisi durante gli attacchi dei droni. Tempo fa Amnesty International diffuse un rapporto sull’uccisione dei bimbi da parte dei droni in Pakistan. I droni vengono usati dagli Usa nella lotta contro Al Qaeda.
twitter: @l4ur4bogliolo.
Siamo arrivati alle armi teleguidate di distruzione e senza guida umana che distrugge e uccide. La solita lezione per adulti che hanno inventato ed usano senza che nessuno intervenga a fermare quelle carneficine sempre guidate dall’uomo, ma che terrorizzano di più, tanto che i bambini hanno capito che contro i droni non c’è nulla da fare; quelli colpiscono indiscriminatamente e non c’è rimorso alcuno da parte dell’uomo che colpisce, ma i bambini, già psicologicamente distrutti, capiscono che ormai sono considerati degli scarafaggi, degli insetti da schiacciare, ed il paragone è presto servito: dall’alto della visuale dei droni, gli umani che fuggono sembrano punti neri che corrono in tutte le direzioni, proprio come si potrebbero osservare dall’alto scarafaggi mentre li si rincorrono per ucciderli.
È bruttissimo e di un sapore nefasto il fatto che quei bambini non si sentono più futuri uomini che devono crescere e armonizzarsi con il resto del mondo per far sopravvivere l’umanità. No, sono degradati al ruolo di insetti da schiacciare e la loro mentalità ormai è regredita oltre l’uomo rettile, ma all’evoluzione primordiale della vita, anche se non si sono paragonati ai trilobiti (primi esseri invertebrati viventi), ma a forme di insetti che l’uomo teme e considera esseri che sono schiacciati dall’uomo come loro.
Il paragone ha anche una morale alienante e disumana: noi bambini qui in Siria siamo diventati insetti da schiacciare, senza la minima dignità di risparmio di esseri viventi; per noi non c’è più speranza: “siamo scarafaggi” e come tali siamo eliminati.
Questa è un’ennesima denuncia di noi adulti disumanizzati e che sono già verso la nuova evoluzione umana in regressione mentale verso una vita non più degna dell’uomo “sapiens”, ma della distruzione della vita. Il loro grido “non uccideteci come gli scarafaggi!” dovrebbe accompagnarci ogni sera quando ci addormentiamo, affinché pensiamo un attimo agli scarafaggi che vengono schiacciati dai droni e vediamo che non sono scarafaggi ma esseri umani e bambini che implorano, non la tecnologia, ma un briciolo di vita.
Siria: ONG, settemila bambini in carcere, molti sono neonati
Roma, 7 apr. – (Adnkronos/Aki) – “Vi sono più di settemila bambini nelle carceri del regime siriano”. È questo il bilancio tracciato dalla Lega siriana per i diritti umani, secondo cui di questi settemila “2.500 sono rinchiusi nel tristemente noto carcere militare di Saidnaya”. Come spiega ad Aki-Adnkronos International il presidente della Lega,  Abdel Karim Rihawi, una parte di questi bambini “sono neonati dati alla luce in carcere in seguito agli stupri commessi dalle forze del regime, molti altri sono stati messi in prigione assieme alle loro mamme”.
Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate Da Metronews 8/04/2014 e  Ninofezzacinereporter.blogspot.com/.
Emergono fatti passati ed anche recenti. Come può un adulto, magari sposato con figli, torturare altri bambini che sono bambini come i suoi figli? Possibile che sia talmente ubriaco di droga e di odio da non capire più la differenza? Molte sono le associazioni Onlus o ONG che parlano di torture ai  bambini e si sa che non vanno per il sottile: la tortura non è una carezza è fare il più male o dolore possibile. Noi che siamo lontani non ci immaginiamo nemmeno cosa può succedere in quelle carceri, dove ci sono anche neonati; non ci si rende conto della bestialità che emerge in quegli uomini, assoldati proprio per far del male alla gente, per uccidere o far morire in modi sempre più esaltanti per loro, e per quei disgraziati che li comandano.
Non è bastata anche la dimostrazione che non sembra unica dell’uso dello ziclon b, sarin, ecc., ed assistere impietriti all’agonia orrenda di quei bambini che tentavano di respirare mentre morivano cercando quell’aria che i loro polmoni non riuscivano più a far entrare. Siamo ai limiti o sotto i limiti dell’umano. È una storia che si ripete da sempre e che non si ferma, anzi aumenta: mamme costrette a veder torturare ed uccidere i propri figli, stuprate poi più volte e torturate a loro volta in modi inumani. Sì, Dio esiste anche per loro e la sua mano speriamo si faccia sentire presto come ha promesso.

Ruanda 20 anni dopo: nel Villaggio della Riconciliazione

Pubblicato il 2 aprile 2014 alle ore 19:45 Fanpage (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Ruanda: vent’anni dopo il genocidio che nel 1994 provocò ottocentomila morti, Tutsi e Hutu – per anni acerrimi nemici – vivono ora insieme, nel villaggio della Riconciliazione. L’idea è di una Organizzazione non governativa cristiana che getta un seme di speranza in una terra martoriata da anni di scontri e conflitti.”Veniamo aiutati per trasportare acqua e per costruire le nostre case – dice questa donna, Cecile, abitante del villaggio – non diciamo tu sei un Hutu o tu sei un Tutsi”.La famiglia di Cecile è stata sterminata a colpi di machete. Solamente lei si è salvata; è scappata allo sterminio rifugiandosi nel vicino Burundi. Ora Cecile vive in questo villaggio, accanto agli assassini della sua famiglia. Come Frederick, giudicato colpevole dell’uccisione di nove persone da un tribunale popolare istituito per processare gli autori del genocidio.”Prima di scusarmi – dice Frederick – il mio cuore non era in pace. Davanti ai miei occhi scorrevano sempre i volti delle persone che avevo ucciso. Ora non li vedo più”.Lo sforzo delle autorità è di costruire una identità nazionale comune a tutti i ruandesi.”Hanno la stessa cultura, la stessa lingua, la stessa fede in Dio. Ciò che gli Hutu, i Tutsi e i Twa hanno in comune è molto più importante di ciò che li divide”, ha detto il segretario generale della Commissione Nazionale per l’Unità e la Riconciliazione in Ruanda. Ma il Villaggio della Riconciliazione resta purtroppo un’eccezione, in un Paese che ancora vive nell’ombra dello scontro e delle divisioni.
Questa relazione segue l’altra ed ad un genocidio come quello sopra descritto ora gli stessi nemici si riavvicinano,vivono assieme dopo ottocentomila morti e morti non con un colpo, ma con fendenti e torture. Si descrivevano anche bambini cui si tagliava la testa davanti alle loro mamme ed altro. Ora c’è il villaggio della riconciliazione, i nemici che si aiutano a vicenda per sopravvivere comunemente, un esempio di umanità che dovrebbe diffondersi nei territori non solo del Ruanda, ma in quasi tutto il mondo ancora sconvolto dall’odio. Questo villaggio non è opera di cristiani cui è insegnato il perdono, ma governativa. Credo che vada bene anche così. Se il bene è spontaneo, evviva anche a quel governo che riavvicina i nemici culturali e diffonde segni di ripresa umana. Si può ancora sperare nell’uomo futuro.
Leishmaniosi Aleppo – Testimonianza del dottor Naser Abuljud, podologo del campo di as-Salama, da  Sebastiano Fezza (diritti riservati all’autore e alle sue relazioni) 08/04/2014
L’allarme sulle drammatiche condizioni medico-sanitaria al campo di as-Salama, ad Aleppo, si ripete in molte altre località della Siria. Leishmaniosi, poliomelite, tifo, colera e altre malattie stanno dilagando tra la popolazione. L’unica speranza arriva dagli aiuti umanitari portati dalle ONG internazionali, ma neppure queste riescono a raggiungere le zone più isolate e quelle tenute sotto assedio.
Se si pensa che ormai in molti paesi del Mediterraneo la Leishmaniosi colpisce solo i cani, mentre in Siria sta devastando i visini e i corpi dei bambini, senza risparmiare adulti ed anziani, si comprende a che livello allarmante sia ormai arrivata la situazione e quanto siano drammaticamente urgenti interventi umanitari, su più livelli. Associazioni medico-sanitarie e ONG internazionali sono impegnate a portare in Siria aiuti, ma finché non si riuscirà ad ottenere un cessate il fuoco e a garantire l’apertura di corridoi umanitari, ci saranno intere aree del paese che rimarranno isolate e continueranno a diffondersi epidemie e ad aumentare i casi di malattie pericolose.
La leishmaniosi è una malattia parassitaria diffusa nei paesi tropicali, subtropicali e nell’Europa meridionale. È causata dall’infezione dei parassiti del genere Leishmania, che si diffondono con il morso dei pappataci (flebotomi) infetti, che sono piccoli insetti volanti più piccoli delle zanzare. Esistono diversi tipi di leishmaniosi, principalmente umana ed animale (in grado di colpire sopratutto i cani): le tipologie più diffuse tra gli uomini sono
la leishmaniosi cutanea, che provoca ferite alla pelle, e quella viscerale, che colpisce diversi organi interni (di norma la milza, il fegato e il midollo osseo)
da Farmaco e cura (diritti riservati agli autori e testata)
Certo che sarebbe solo una malattia comune nei cani, ma che si trasmette anche all’uomo in condizioni particolari e nei campi di raccolta profughi le condizioni igieniche non sono le migliori. È però una malattia che ha cura specifica, e se trascurata ha conseguenze gravi.
Certo che non è l’unica malattia presente nel campo accennato ed anche negli altri e ringraziamo proprio tanto quei medici che sono là a curare l’umanità che soffre per il solito odio, guerra, traffico di armi e di umani.
Siria, le torture nel libro di Mustafa Khalifa
di Shady Hamadi | 24 febbraio 2014
Più informazioni su: Bashar Al-assad, Damasco, Domenico Quirico, Fratelli Musulmani, Guerra in Siria, Siria, Torture.
Come molti siriani, Mustafa Khalifa aveva lasciato il Paese per studiare all’estero. Sono i primi anni ottanta. Mustafa, dopo diversi anni d’assenza, vuole tornare in Siria. È in un caffè dell’aeroporto di Parigi con Suzanne, la donna per la quale ha dei sentimenti. Sono giovani. Pensa di andare in Siria e, forse, dopo un po’, di tornare e trascorrere la vita con lei. Purtroppo non sa che gli anni più belli gli verranno rubati a cominciare dalle prossime ore: passerà tredici anni, tre mesi e tredici giorni nelle carceri siriane.
Appena sceso dall’aereo a Damasco viene arrestato. Un informatore dei servizi segreti siriani – onnipresenti in tutti i paesi dove c’è una comunità siriana – a Parigi ha mandato un rapporto, denunciando Khalifa di essere un Fratello Musulmano.
Khalifa è condotto alla sede dei servizi segreti. Portato nella stanza degli interrogatori, cominciano a picchiarlo: lo flagellano sui piedi, scorticandogli la carne. Khalifa si difende, disperato, dice “Sono cristiano, per giunta ateo. Come posso essere un Fratello?”. Niente, le torture continuano. Dopo la “festa di benvenuto” – così viene chiamato il primo ciclo di torture – Mustafa viene spedito al carceri di Tadmur, Palmira, dove la famiglia Assad ha eretto l’inferno in terra.
Khalifa, nel suo libro autobiografico “La conchiglia. I miei anni nelle prigioni siriane. Ed. Castelvecchi”, tradotto da Federica Pistono, racconta nei minimi dettagli le torture subite e viste. Ci fa entrare con lui nella cella di venticinque metri dove, con altre cento persone, è stato rinchiuso per anni. Una cella che è diventata un mondo assestante per quegli uomini trattati come bestie.
Siria, le torture nel libro di Mustafa Khalifa – Il Fatto Quotidiano (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate) www.ilfattoquotidiano.it/2014/…di-mustafa-khalifa/891715/
Questo libro che denuncia quanto ha subito l’autore è un ennesimo grido oltre ha quelli che ha urlato quando lo torturavano e quanti vedeva torturare: non ci sono parole, solo urla contro quel regime che li tiene schiavi e li tratta da oggetti, contro quella comunità politica che non sa imporsi. Lo ha fatto Obama schierandosi con le sue navi quando molti siriani sono stati sterminati coi gas nervini già citati, ma il pericolo era di uccidere anche chi era nel posto dove non doveva essere. Cosa aspetta l’ONU e chi comanderebbe a far cessare questi orrori? Orrori sono pure quei disgraziati che dalle loro terre si ammassano sul litorale della Libia per attraversare il mare con l’incognita di come andrà a finire una volta che si arriva dall’altra parte del continente che non riserva le aspettative che hanno. Aiutiamoli come possiamo, hanno tutti troppa rabbia o disperazione in corpo e molte volte non possono essere aiutati perché chi comanda impedisce di portare gli aiuti per una sopravvivenza anche indecente.
Si suicida a 15 anni con un cocktail di farmaci, era vittima di bullismo
Aggiunto da Redazione il 5 aprile 2014.
Categoria Cronaca, Mondo (tutti i diritti riservati agli autori e alla testata)
Tags: 15 anni, bullismo, cocktail farmaci, simon brooks, suicidio FacebookTwitterGoogle1EmailYahoo – Fonte www.solonotizie24.it/…/
Per un anno intero ha sofferto poi ha deciso di farla finita. Simon Brooks aveva solo 15 anni e si è suicidato assumendo un cocktail letale di farmaci. La mamma ha dato la colpa del tragico gesto al bullismo che il ragazzo ha subito fin da bambino tanto da costringerlo a cambiare per ben tre volte la scuola elementare. La mamma negli ultimi tempi lo vedeva particolarmente ansioso e parla della sua paura di andare a scuola: “Gli attaccavano le gomme da masticare addosso, lo fermavano nei corridoi. La domenica mi pregava di non mandarlo a scuola il giorno dopo”.
Anche in Italia non siamo da meno: un altro episodio di bullismo (Parma) su un altro ragazzo di 15 anni da parte di quattro bulli che vengono ricercati (speriamo). Ma non è l’ora di finire di leggere questi episodi che non sono edificanti e che denotano solo che nel sistema educativo dei ragazzi e dei giovani c’è una grave carenza? È ben vero che molti insegnanti si prodigano a parlare di bullismo e ad istruire, ma non basta; presumo che vadano applicate leggi e pene più severe alla faccia di quei genitori che nascondono le malefatte dei loro figli.
La piovra del male è sempre in agguato, ma perché vogliamo il male degli altri? Non siamo capaci di stendere la mano anche con chi non ci fa vivere in pace. Qualcuno lo riceverà ora gli farà anche capire che c’è chi lo ama e forse c’era anche nella vita travagliata da studente, ma lui non sopportava più di essere preso in giro da cretini ed imbecilli che se ne trovano a mazzi ed in ogni campo e che godono nel vedere gli altri che soffrono e subiscono. Fino a  quando leggeremo queste cronache di perfidia umana e di morte per dispiacere, per paura ed umiliazione, fino a quando?

Pensiamo tutti assieme agli scarafaggi in cui si sono identificati quei bambini: non hanno le uova di Pasqua, né le colombe, né la loro testa è rintronata da auguri insulsi e vuoti; si sono identificati in quelli insetti che infestano le nostre case, perciò anche loro si sentono infestanti, ma si ribellano a quell’idea perché nella loro anima c’è l’embrione dell’essere e della vita umana che i droni non hanno, e gli scarafaggi possono essere chi  fabbrica e chi  usa i droni per il fine di distruggere, di ridurre l’umanità crescente a livelli di sopravvissuti.

Adulti da temere e bambini da salvare/Adults to Be Feared and Children to Be Saved

Bambino autistico deriso in classe e ripreso con il cellulare dall’insegnante
pubblicato il 27 febbraio 2014 alle ore 12:32
Un video che lascia davvero perplessi sul ruolo e sulla professionalità di Nicole McVey, un’insegnante della scuola elementare di Goodrich, nel Michigan e del rappresentante di istituto Michael Ellis, i quali hanno deriso e sbeffeggiato un alunno affetto dalla sindrome di Asperger. Durante una lezione in classe dell’insegnante McVey, il bambino autistico di 11 anni era rimasto incastrato con la testa nella sedia, e la donna piuttosto che aiutarlo, decide di riprenderlo con un cellulare, deridendolo in classe, davanti a suoi compagni. La rappresentante di istituto Michael Ellis vedendo il filmato, decide di inoltrarlo a colleghi ed amici, perseverando nell’intento denigratorio ai danni del giovane alunno. A liberarlo è dovuto intervenire un uomo addetto alla manutenzione dell’istituto scolastico. Un episodio agghiacciante, per il quale i responsabili rischiano l’allontanamento dal posto dalla scuola. Un pessimo esempio invece per gli alunni. (da Fanpage.it – Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Certo che è un esempio pazzesco questo bullismo che parte proprio dall’insegnante e che giocoforza si propaga alla classe. Agghiacciante è dire poco: i ragazzi non hanno più il senso dell’umanità perché alcuni loro insegnanti li aizzano contro i disabili. Mi sembra un invito ormai scontato ad eliminare dalla vita (la chiamano eutanasia) i più deboli, quelli che non ce la fanno più a vivere. Ciò lo si legge nella recente legge, già firmata dal re del Belgio, secondo la quale i bambini terminali (quasi sempre oncologici) chiederebbero la propria eutanasia/soppressione (i genitori dove sono?) e non si dica che non ci sono farmaci antidolorifici capaci di contenere i dolori più acuti come le infusioni continue di morfina in aggiunta ad altri farmaci. È ben vero che è uno strazio udire per ore un bambino che soffre e che urla a chi gli è vicino il suo dolore, che stordisce ogni umanità, anche la più calibrata. Siamo sicuri che l’eutanasia dei minori oncologici o comunque terminali non diventi poi un altro metodo per eliminare malati che costano parecchio allo stato? Non si vorrebbe essere in quei frangenti che mettono a dura prova chiunque è presente, perché chi non vive quelle esperienze, non le conosce: le suppone, ma non le vive in prima persona e si è sempre impreparati a vedere soffrire e morire un bambino di qualsiasi età. È un’umanità che scompare, che ci lascia sempre impreparati perché l’uomo, portento cromosomico e neuronale, si trova spiazzato dagli occhi inesprimibili di quei bambini che stanno morendo, e allora meglio cancellare il tutto e al più presto. Ma è proprio questa la strada giusta di assistenza all’umanità? Dove è finito l’amore inteso come protezione? E la carta dei diritti dei bambini prevede questo o si devono fare aggiunte/soppressioni sempre più sconcertanti?
Bimbo autistico discriminato, mamme in corteo con i figli: “I bambini sono tutti uguali”
pubblicato il 27 settembre 2013 alle ore 16:35
“La scuola è di tutti e per tutti”. Questo è uno dei tanti slogan pronunciati ieri da un folto corteo di mamme, papà e bambini, a Mugnano, in provincia di Napoli. Ciò che ha portato in piazza tante persone è un caso eclatante di discriminazione. L’apertura dell’anno scolastico ha portato una sorpresa alla scuola elementare Gennaro Sequino. Il motivo? La presenza, in una delle classi, di un bambino disabile. La circostanza, incredibilmente, deve aver scatenato una reazione a catena perché, stando a quanto ha raccontato la dirigente Maria Loreta Chieffo, “diverse famiglie hanno chiesto di spostare i loro figli per portarli in un’altra sezione, poiché è stata verificata la presenza di un bambino diversamente abile”. Tra le persone che hanno fatto pressioni, alle quali la preside non ha ceduto, anche un consigliere comunale. (Da Fanpage.it – Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).
Altro esempio di umanità disumana: un bambino disabile crea sconcerto, disperazione tra genitori e figli che si credono normali e che lo dimostrano proprio bene, portando in altre classi di “normali” i loro pargoletti da proteggere contro la vista ed il comportamento di un disabile equiparato a mostro. Ho conosciuto delle maestre di seconda elementare che avevano in classe un bambino con un leggero ritardo nell’apprendimento e per zittirlo (parlava rarissimamente perché temeva tutti e tutto) gli mettevano delle cuffie sulle orecchie e musica a tutto volume per tutto il tempo della scuola, costringendolo a stare con la testa appoggiata sul banco. Che brave maestre, vero? Forse pensavano di aver trovato il metodo migliore di insegnamento nella loro testa ? Ligie (si fa per dire) al loro dovere di insegnare e non anche di proteggere chi non ha avuto il brevetto di normalità dato da un comportamento che al momento sembra tollerabile.
Poi è tutto da vedere, ma il cosiddetto “normale” non ha il marchio della disabilità attuale visibile e da detestare subito immediatamente, come proprio insegna La Convenzione dei Diritti dei Bambini. Anche un consigliere comunale ha fatto pressioni per risolvere la situazione a favore degli eletti normali. Ringraziamo quella preside che ha avuto la fermezza e il coraggio di opporsi a quanto chiedevano i genitori e il politico. Grazie! L’umanità si avvale anche di persone come lei, proprio perché si mostra con la vera umanità e non con il proprio egoismo e faciloneria che rasenta spesso l’ambito che ha diversi aggettivi tra cui anche disumano e criminale.  
Giovedì 27 Marzo 2014
RiO DE JANEIRO – Francisco das Chagas Brito, il meccanico di biciclette, considerato il peggior serial killer della storia brasiliana, è stato condannato ieri a 108 anni di carcere.
Tra il 1991 e il 2002, l’uomo avrebbe ucciso almeno 42 bambini, di cui avrebbe anche mutilato i corpi, poi ritrovati senza gli organi genitali. Tutte le vittime – che venivano attratte con la scusa di ricevere un regalo – avevano le stesse caratteristiche: un’età massima di 15 anni e provenienti da famiglie povere, la maggioranza in regioni sottosviluppate del nord-est del Paese, come Maranhao e Parà.http://www.intopic.it (tutti i diritti riservasti agli autori e alle testate).
In questo trafiletto si legge una storia di bambini uccisi per il gusto insano e fuorviante di uccidere: 42 bambini morti, e forse non si è sicuri di quella cifra. La domanda semplice è: non ci si è accorti prima della criminalità che dominava in quella mente distruttiva?
Ma si legge anche che i bambini provenivano tutti da famiglie povere ed aree sottosviluppate e non è forse questo il movente che ha ritardato il freno da mettere a quel criminale? Se spariva o era trovato il cadavere di un bambino di una famiglia di quelle che contano, la conta orribile dei bambini torturati e uccisi si sarebbe ridotta di molto. Piangiamo un’altra fetta di umanità che doveva crescere come siamo cresciuti noi e che se ne è andata in modo terribile e sconvolgente. Questa modalità di convivenza diventa sempre più disastrosa e foriera di future sciagure.
Notizie “Naufragio tra Uganda e Congo, sale a 251 il bilancio dei morti”
Giovedì, 27 Marzo 2014: RaiNews24 – Argomenti relativi alla tua ricerca da inTOPIC.it
Decine di bambini tra le vittime. Secondo i dati dell’Unhcr, a fine febbraio l’Uganda ospitava complessivamente più di 328.900 rifugiati e richiedenti asilo, di cui quasi 175.500 congolesi.  
I battaglioni dei bambini/futuri uomini si stanno assottigliando sempre più, e anche per cause  quasi sempre dipendenti dall’uomo per incuria, guerra e altro.
Possibile che solo i volontari che soccorrono veramente i bambini se ne accorgono di questa moria?
Cosa aspetta tutto il resto dell’umanità a svegliarsi? Quando magari  sarà troppo tardi accorgersene? Andiamo pure avanti invece con l’identità “culturale” (non genetica) di genere come battaglia suprema dei diritti imprescindibili e vedremo cosa succede, come se i cromosomi sessuali maschili e femminili fossero da manipolare al punto di creare un uomo senza orientamento grazie all’imponente contributo economico delle più potenti lobby. Si potrebbe pensare alla scoperta dell’acqua calda già nota, ma da incrementare.
I nostri cromosomi sessuali esisteranno sempre, nonostante qualsiasi manovra di chirurgia genetica si voglia fare; esisteranno anche se assieme al maschile e femminile appare già su testi, leggi, documenti il sesso “altro” o sesso X. C’ è da chiedersi il perché.
Questo è l’arrivo spasmodico di una certa umanità futura che tanto oggi si sta scalmanando per farci ingoiare l’identità di genere, come se  fosse novità assoluta e talmente essenziale da spiegare ai bambini che uno può diventare quello che si sogna di diventare, non tenendo conto dalle fonti della vita e dal retaggio genetico cromosomico da cui è sempre partito ogni essere vivente.  Forse è anche un mezzo per sdoganare la pedofilia (302.2 o F65.4), come altre voci già desuete dall’elenco delle “parafilie” (vedi DSM IV,  Manuale diagnostico dei disturbi mentali) e che presto spariranno nelle riedizioni del Manuale.
Già il disturbo dell’identità di genere compare in più DSM precedenti; nell’ultimo si trova già senza numero a pag. 215 del Manuale DSM IV T.R. del 2000.
Ma allora non c’era quella frenetica ossessione di educare i bambini fin dalla più tenera età (mesi non anni) ai risvolti di questa identità come fatto nuovo ed importantissimo da far imparare alla pari o primariamente (visto che si è scomodata anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità con un programma di 85 pagine) delle altre materie scolastiche. Dagli esempi riportati prima si nota come anche gli insegnanti non sono tutti uguali, anzi tra di loro si alligna uno squallido stile di vita che colpisce i più deboli.
Si ricordi che secondo una recente indagine inserita nel programma di Channel 4 “Dispatches”, e comparsa su Il Foglio del 27/03/2014 (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata), in Inghilterra si brucerebbero i bambini abortiti (e quindi “rifiuti da smaltire”) per riscaldare gli ospedali. No comment in ogni senso: rigiriamo la notizia fondata o meno, e quindi soggetta a ogni tipo di manipolazione. (Foetal incinerations at hospitals are ‘the fruit of fifty years of legal abortion in the UK,’ says MP_ By Madeleine Teahan on Tuesday, 25 March 2014  Catholic Herald.co.uk).
Cronaca di S. P. 19 marzo 2014, 12:51
Molestava le alunne della sua classe, arrestato maestro elementare a Milano
Le molestie sarebbero avvenute quando le bambine si avvicinavano alla cattedra. Il maestro, in quelle occasioni, avrebbe toccato le loro parti intime. A far scattare le indagini la madre di una delle presunte vittime. Un maestro della scuola elementare “Gianni Rodari” di San Giuliano Milanese, in provincia di Milano, è stato arrestato questa mattina dai carabinieri perché accusato di molestie su alcune delle sue alunne. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe toccato le parti intime di alcune bambine durante le lezioni, quando queste si avvicinavano alla cattedra. Il fermo è stato disposto dalla Procura di Lodi dopo la denuncia della mamma di una delle bambine della scuola che avrebbe subito delle molestie da parte del maestro. La donna, ricevuta la confidenza di sua figlia, si è immediatamente recata dai carabinieri per cercare di far luce su quanto accaduto. Per l’uomo si sono dunque aperte le porte del carcere milanese di San Vittore. Le indagini dei carabinieri per ricostruire quanto accaduto nella scuola elementare sono tuttora in corso sotto la direzione della Procura di Lodi.
L’ira dei genitori: “Dovevano avvisarci”. Sorpresi e arrabbiati i genitori degli alunni della scuola elementare “Gianni Rodari” di San Giuliano Milanese dopo aver appreso dell’arresto del maestro accusato di aver palpeggiato gli alunni in classe. Padri e madri dei piccoli infatti erano all’oscuro della vicenda e si chiedono perché non siano stati avvisati dell’inchiesta. Comprensibilmente preoccupati per quello che è potuto accadere ai loro figli nel frattempo, i genitori oggi davanti all’istituto scolastico lamentano di esser stati avvisati o dalla scuola o addirittura da televisioni e giornali. “Dovevano avvisarci se avevano aperto un’inchiesta su quel maestro e darci l’opportunità di ritirare i nostri figli da scuola se lo ritenevamo opportuno: in questo modo mio figlio ha fatto da cavia”, ha dichiarato una mamma di un piccolo tra stupore e rabbia. Molti i genitori che, appresa la notizia e sconvolti, sono andati a riprendersi i figli o non li hanno più riaccompagnati dopo la pausa pranzo per le lezioni pomeridiane. (Continua su: http://www.fanpage.it/molestava-le-alunne-della-sua-classe-arrestato-maestro-elementare-a-milano/#ixzz2waKurfUi http://www.fanpage.it – Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata.
Suona male quest’ultima relazione in coda ad altre molto più importanti e che ci mostrano bambini che lottano per la vita, ma teniamo presente le nuove modifiche che ci stanno proponendo le varie istituzioni, come l’OMS e altre, dove si sta cambiando radicalmente il termine sesso col termine identità di genere, che è ben tutt’altra cosa (e che non è stata scoperta ora, ma esiste dai primordi della psichiatria).
Ci si sta portando verso un qualunquismo anche in campo sessuale, in cui papà e mamma saranno visti come il fumo negli occhi e ci si sta orientando verso anonimi “genitore uno” e “genitore due” e a diversi sessi (che ci sono sempre stati e che vanno aiutati ad essere, se vogliono, quello che sono) come se nelle cellule di tutti gli animali sessuati non ci fossero i geni e i cromosomi maschili e femminili (XX,46 ed XY,46 e loro anomalie).
Come nelle culture OGM si va inevitabilmente verso una sterilità permanente; sembrerebbe che questa nuova era potrebbe essere vicina a quella degli OGM: sfornare individui più deboli, enormi, ma che non reggono i prodotto naturali, non infettati da retrovirus o similari, e che richiedono cure e terapie ben più aggressive che con i prodotti naturalmente selezionati in base alla loro resistenza che ormai dobbiamo mettere nella preistoria della razza umana che ci ha preceduti.
L’Ordine Nuovo Mondiale (che non è fantascienza), che supporta per motivi suoi questa campagna di genere, avanza anche nel mondo della pedofilia che, tra qualche tempo, sarà un modo di vivere la sessualità o l’identità di genere (proposta) e già moltissimi stati si sono adeguati e si stanno adeguando per non perdere i soldi, ovvero le sovvenzioni mondiali, da chi propone queste modifiche (alle persone si lascia ancora, molto limitatamente, la facoltà di ragionare).
Bambini e sesso.L’OMS raccomanda (Vedi Testo integrale OMS ed altri)  e nei giornali appaiono titoli come: “A 4 anni il gioco del ‘dottore’, a 9 il preservativo”.
Già all’asilo i bambini devono conoscere il piacere della masturbazione e scoprire il corpo dell’altro sesso. A 9 anni devono sapere come usare il preservativo e a 15 essere ben consapevoli del diritto di abortire. A stabilirlo il documento sugli Standard per l’educazione sessuale elaborato dall’OMS Europa e dal Centro per l’educazione alla salute di Colonia.
Non si commentano i titoli dei giornali, perché troppe volte esagerano in un senso e poi arriva la smentita, ma i segnali ci sono già a livello di scuola elementare, dove tentano di infiltrarsi questi nuovi orientamenti che arrivano non da gay, che hanno tutto il diritto di esistere e di essere quello che vogliono e di essere rispettati come esseri umani, ma da quelle lobby omosessualiste che non difendono i gay, ma i padroni che fanno queste manovre con la scusa di favorire i gay e magari lo fanno come scudo rispettabile, ma con il reale scopo dell’uniformismo/appiattimento  mondiale, per poter meglio dominare i popoli (ammesso se ci riusciranno: la torre di Babele insegna).

Tra poco, presumo, la pedocriminalità sarà una forma di sessualità, o meglio di identità di genere, tollerata, e allora cadranno tutte le difese dei bambini, perché nelle scuole stesse avvieranno le lezioni sessuali impartite da maestri di educazione sessuale, che se arriveranno anche al pratico non commetteranno alcun crimine, o meglio sarà impossibile un distinguo tra pedofilia ed educazione di genere prevista ( ma questi sono dettagli facilmente superabili per i lobbisti mondiali).