Ignobili appartenenti alla razza umana: le reti pedocriminali

Sempre violenze su bambini anche da medici, psichiatri, servizi sociali e religiosi (rapporto Samson): siamo alla deriva e tutto va bene, andiamo avanti a sentire o leggere queste notizie, ma intanto giudici corrotti continuano a perseguitare, chi li difende, chi ha scoperto reti pedocriminali con personaggi altolocati come Marcel Vervloesem, ancora incarcerato per false accuso di abusi su minori tossicodipendenti e prezzolati per denunciare e con un passato tutt’altro che limpido. Continuano gli eccidi delle sette religiose su bambini ed inermi anche in nome del loro dio che cattolico non è, semmai è il loro dio personale e che ha anche un altro nome: male, satana, ingannatore, omicida, nemico dell’umanità. Continuano pure i maltrattamenti ad innocenti che frequentano gli asili nido, le scuole materne e le scuole elementari, maestre che insegnano l’educazione a suon di sberle, maltrattamenti ed altro.

Tanto il nostro governo ha ben altro da pensare e non può dedicare leggi a tutela dei minori e ad operatori verosimilmente animati dal bene dei minori rinchiusi o in affido o presso comunità assurde come l’associazione di Brescia che ora è sotto processo. (si legge di alcuni picchiatori dell’organizzazione che verosimilmente dicevano come questi bambini erano molto resistenti alle botte: nessun commento!!!!!!).

C’è poi una strana tendenza a mettere in piedi comunità per bambini, invece di tentare un recupero della famiglia loro a casa loro od in case più decenti e supportarli decentemente: chissà perché questa spinta ad aumentare le comunità per bambini del cosiddetto recupero sociale…….

1. L’apocalisse africano sommerso dei bambini e loro abusi nei culti religiosi
Sono ormai decenni che qualche media, specie religioso, descrive gli eccidi compiuti da sette religiose africane in cui i bambini superano il 40% dei morti, ma nonostante sono cambiate parte delle sette religiose,le altre continuano a sopravvivere e fin qui nulla di male,il male è che continuano a massacrare, torturare, uccidere in nome del loro dio che spesso è il Dio cattolico, ma ridimensionato alle loro credenze anche se cattolici.

ROMA – Da 20 anni in Uganda e nei Paesi vicini i miliziani dell’Esercito di Resistenza del Signore (Lra), fanatici cristiani, compiono ogni genere di atrocità: massacri, torture, mutilazioni, stupri, saccheggi, rapimento di bambini – costretti, se maschi, a diventare combattenti, se femmine schiave sessuali -, il tutto nella completa indifferenza (e ignoranza) del mondo.

Il leader della milizia, Joseph Kony, dal 2005 è ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l’umanità e una Ong americana per la difesa dei diritti dell’infanzia, Invisible Children, ha girato di recente un film di 30 minuti per sensibilizzare il mondo sulla schiavizzazione dei bambini da parte dell’Lra, un film visto 20 milioni di volte su YouTube, che ha suscitato molte critiche, specie nel mondo dei blog, per la sua presunta inutilità e, di conseguenza, per un uso sbagliato di fondi. Ma oggi a prendere le difese dell’iniziativa di Invisible Children è intervenuto il procuratore capo del Cpi, Luis Moreno Ocampo: il film “Kony 2012”, secondo il magistrato argentino, invece ha “mobilitato il mondo”.

Gli attori del film, dice Ocampo, “sono solo ragazzini della California che potrebbero fare il surf ma non lo fanno. Stanno invece dando voce a persone di cui prima nessuno sapeva e a nessuno importava e per questo sono loro grato”. Parlando dal suo ufficio all’Aja, sede della Corte penale internazionale, citato dalla Bbc, Ocampo spiega, in difesa del film, che “il mondo reagisce giustamente quando Adolf Hitler o Gheddafi commettono crimini, ma nessuno sapeva di Joseph Kony perché lui non uccide le persone a Parigi, a Londra, in Germania o a New York…Ma a Invisible Children la faccenda sta a cuore e ora hanno mobilitato il mondo”.

Ex chierichetto, 50 anni circa, Joseph Kony, poligamo (si ritiene abbia avuto almeno 60 mogli) oggi ricercato numero due della Cpi (dopo il presidente sudanese, Omar Al Beshir) formò oltre 20 anni fa nell’Esercito del Signore in Uganda. Il movimento si ispirò al Movimento dello Spirito Santo Alice (Hsm) fondato negli anni Ottanta da Alice Lakwena, una ex prostituta che si ritiene fosse cugina di Kony, con l’idea di difendere i diritti negletti della popolazione Acholi e di imporre in Uganda uno stato “biblico” fondato sui Dieci Comandamenti. Dopo la sconfitta da parte delle truppe ugandesi del presidente Yoweri Musuveni (salito al potere con un golpe) nel 1988 e la fuga della Lakwena in Kenya, Kony ha fondato il suo movimento, l’Lra, che oggi opera fra Uganda, Congo, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan e compie ogni genere di efferatezza nei villaggi che “visita”.

Un negoziato con il governo di Kampala nel 2008 naufragò quando Kony e i suoi non riuscirono a ottenere l’immunità. Nel 2006 Kony concesse una rara intervista televisiva da un nascondiglio in piena giungla nel nord della Repubblica democratica del Congo. Circondato da centinaia di suoi miliziani pesantemente armati, Kony disse di non essere quel mostro che i media gli dipingevano addosso: “Lasciatevi dire cosa è successo in Uganda. (Il presidente) Musuveni andava nei villaggi, tagliava via nasi e orecchie alla gente, dicendo che era opera dell’Lra. Io non posso recidere l’orecchio di un mio fratello, non posso cavare l’occhio di un fratello”.© Copyright ANSA – Tutti i diritti riservati.

2. Schiaffi ai bambini, arrestata maestra.

Insegnava in una terza elementare della Valcamonica
20 marzo, 13:07(diritti riservati Ansa.news)

Una maestra di 54 anni è stata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Breno con l’accusa di aver maltrattato dei bambini di terza elementare colpendoli con schiaffi, tirando loro le orecchie e i capelli e facendoli oggetto di altri metodi violenti. La storia di maltrattamenti si é verificata in un istituto comprensivo della Valcamonica. La maestra arrestata ha 54 anni, è sposata, con due figli, insegna da molti anni. Le erano affidati 22 bambini che frequentano la classe terza, di un’età quindi tra gli 8 e i 9 anni.

La vicenda è venuta alla luce alla metà di febbraio quando i carabinieri hanno appreso da alcuni genitori che i loro bambini erano soggetti a maltrattamenti. I militari hanno posizionato una telecamera all’interno della scuola ed hanno verificato che effettivamente la maestra era solita usare metodi prepotenti e violenti nei confronti di alcuni bambini. Nella mattinata di ieri si è verificato l’ennesimo episodio di percosse nei confronti di un bambino. La maestra è quindi stata arrestata dai carabinieri e portata nel carcere di Verziano a Brescia.

3. Commissione Samson:

Orrendi risultati di una commissione sui bambini affidati a famiglie e comunità protette in Olanda. Bambini inviati nei Paesi-Bassi: 500 casi di abusi sessuale …
nieuwsarchief.skynetblogs.be/…/bambini-inviati-nei-paesi-bassi-500-…
– http://www.7sur7.be/7s7/fr/1505/Mo. 18:47 Gepost door Hugo in Abusi bambini, Caso di Amsterdam, Caso di Zandvoort | Permalink…

Fonte Jan Boeyken 20/03/2012 Droit fondamental Bambini inviati nei Paesi-Bassi: 500 casi di abusi sessuale 22/06/11. Traduzione libera italiana.

– Nei due terzi dei 500 casi recensiti, gli abusi sessuali presunti sui bambini messi nei centri e famiglie d’accoglienza dopo il 1945 nei Paesi bassi sono stati commessi in modo ripetitivo almeno per un anno, ciò è stato pronunciato da una commissione di inchiesta ad hoc.

“La commission Samson (…) è scoccata dalla natura, la durata e la frequenza dei casi d’abuso sessuale che sono stati segnalati”, ha indicato la commissione, precisando che ” 500 sono i casi segnalati ed analizzati molto bene”.

“Più del 65% dei casi segnalati sono legati a degli abusi compiuti almeno per un anno di fila”, ha sottolineato la commissione. Nel 33% dei casi, questi abusi sono stati commessi per un periodi minimo dai tre ai dieci anni.

Nel 15% di questi casi si tratta anche di sevizie, inflitte da medici, psichiatri, genitori di accoglienza o affido, fratelli o sorelle della famiglia d’accoglienza, dagli impiegati e dei servizi sociali, gli abusi erano quotidiani, secondo la medesima fonte.

“In molti casi, erano egualmente anche minorenni” che “abusavano dei loro compagni o bambini in affido”, ha affermato la commissione, secondo la quale in due terzi dei casi quando le vittime segnalavano l’abuso non è stato fatto nulla a carico degli abusanti.

Trenta sei casi attuali o non prescritti sono stati trasmessi alla Procura Olandese per eventuali prosecuzioni di inchieste, ha dichiarato Margriet van Lith, una rappresentante della commissione,ma con scarsa fiducia.

Nominata dai Ministeri della Giovinezza e della Giustizia, la commissione ha fatto inchieste dal 1945 ai nostri giorni. Una parte dell’ inchiesta è stata pubblicata nella metà del 2010 ed il suo rapporto definitivo è atteso per il mese di luglio 2012. Un’altra commissione, incaricata a sua volta di far luce sugli abusi sessuali presunti commessi dal clero cattolico nei Paesi bassi, è stata informata, dopo marzo del 2012, di quasi duemila casi presunti. (fonte belga).
http://www.7sur7.be/7s7/fr/1505/Mo

Non si hanno parole per commentare i risultati di questa commissione: i pedocriminali sono stati i genitori affidatari,medici, psichiatri che seguivano i casi, i fratelli conviventi, impiegati dei servizi sociali con abusi quotidiani e per anni 33% dei casi,come pure sevizie ed altri maltrattamenti.

Quello più scoccante è che le vittime segnalavano l’abuso,ma la Polizia Olandese non ha preso alcun provvedimento, nè giudizio. Pure riprovevoli sono gli abusi del clero cattolico Olandese (2000 casi).

E’ il solito iceberg emergente,doloroso, schifoso e tragico che purtroppo nasconde ancora ben altro ed i cui denuncianti scomodi finiscono spesso in prigione condannati da giudici corrotti vedi caso Marcel Vervloesem che ha messo a nudo più di tre reti pedocriminali procurandosi un mare di guai giudiziari e finendo in carcere per aver denunciato reti pedocriminali.

Si ringrazia la Commissione Samson di quanto ha fatto, spaventosa è la partecipazione di medici,psichiatri, servizi sociali,preti ed altri a questa vicenda tragica umana che non ha mai fine, nonostante le leggi dell’Ue che prevedono l’ imprescrivibilità delle violenze sessuali, ma la corruzione ha il sopravvento ed i bambini innocenti pagano un contributo doloroso ad infami adulti che non meritano nemmeno il titolo di bestie, poiché le bestie sono meno crudeli dell’ uomo che non è più sapiens: è l’uomo nuovo.

La bestia umana non cessa di massacrare bambini e innocenti

Marzo 2012

Gli ultimi eccidi o massacri o macelli non sono mai fermati durante le ultime guerre e non hanno mai pagato con la vita generali capi di governo, se non qualche rara eccezione,quindi non aspettiamoci che finiscano,anche se molti volontari(onore e rispetto a ,loro) di tutto il mondo fanno sentire la loro voce ed il loro aiuto a chi muore.

E’ il popolo che paga, sono i bambini che urlano quando sentono le bombe scoppiare o che muoiono di infarto miocardico quando queste scoppiano. Noi leggiamo, ci incavoliamo senza poter fare nulla se non gridare con la massa che si ribella,ma di fatto tutto prosegue, ci indigniamo, ma non facciamo cortei come per difendere i nostri sudati salari o mai ricevuti :vergogna facciamo questi cortei, c’è gente che va a Gaza, tanto per citare una zona martoriata, e vengono respinti, se non imprigionati.

Meraviglia, anzi fanno orrore quei politici ad alto livello che non vogliono fermare questo macello. E’ ben vero che due nazioni non hanno voluto fermare gli eccidi, vergogna a loro, ma la volontà di fermare non doveva fermare tutti gli altri che volevano inviare truppe per fermare alla faccia di chi non voleva o dobbiamo sempre subire le bizze di alcune nazioni che fanno la voce grossa. Tanto i figli dei politici sono al riparo ( soprattutto quelli dei superpolitici ) e i politici pontificano nelle varie sedi dell’ ONU o della CEE e si fanno riprendere tutti sorridenti mentre i bambini dei popoli oppressi sono fatti a pezzi.

Ribelliamo a questo strapotere che fa pagare solo al popolo come le tasse, i balzelli, le leggi per rastrellare ciò che ignobili politici ed istituzioni hanno incassato ed incassano tutt’ora.
Fermiamo quei criminali che sono solo criminali coperti dalle leggi a loro favore o dall’indolenza di chi sta a guardare e potrebbe intervenire ed intanto vende armi e munizioni : avvoltoi della peggior specie e non più esseri umani anche se sembrano tali: Bambini tagliati a fette come salami: invochiamo Chi è sopra all’uomo perché accechi e fermi questi maledetti al servizio del male e del crimine. Si può anche pregare per fermare il male (vedi Bibbia, Deuteronomio).

12/03/2012 SAVE CHILDREN, FERMARE ECCIDIO BAMBINI ( Save the Children, ansa diritti riservati)

“La notizia relativa alle morti senza senso dei 26 bambini siriani ci lascia sgomenti e indignati. Ô arrivato il momento di fermare questo eccidio: molti bambini hanno perso la vita e tanti altri vivono quotidianamente sotto la minaccia della violenza, chiusi in casa, tremendamente impauriti da quello che stanno vivendo e bisognosi di aiuti immediati”: così Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, commenta la notizia del ritrovamento dei cadaveri di almeno 47 tra donne e bambini a Homs. Molte famiglie che hanno lasciato il paese per rifugiarsi in Libano hanno riferito ai membri dello staff di Save the Children , che sta portando loro assistenza al confine, che ormai la popolazione è allo stremo, senza cibo, acqua e medicine. I bambini sono inoltre i più colpititi a livello psicologico dalle violenze a cui stanno assistendo. “Il nostro staff ci riporta quotidianamente il terrore che questi bambini scampati dicono di aver provato, esposti ai bombardamenti e alle sparatorie, molti dei quali sono stati separati dai propri cari o hanno perso i genitori nei combattimenti”, continua Neri. La settimana scorsa Save the Children ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione volta a fermare le violenze e per assicurare che i bambini in Siria abbiano accesso agli aiuti umanitari. “Abbiamo bisogno che tutti si uniscano a noi per chiedere la fine immediata delle violenze, in modo da poter portare aiuto immediato ai bambini in Siria”, conclude Neri. Save the Children chiede a tutti di unirsi al proprio appello per fermare le violenze in Siria e consentire l’accesso alle organizzazioni umanitarie.

12/03/2012 (ansa, diritti riservati) Gaza – Un ragazzo palestinese di 15 anni e’ stato ucciso stamane mentre si recava a scuola a Sudanya ( nel nord della Striscia di Gaza ) dal fuoco di un drone israeliano. Lo riferiscono fonti locali. In Israele questa notizia non e’ stata ancora commentata. Secondo le fonti la vittima si chiamava Tamer Azzam. Cinque suoi compagni sono rimasti feriti.
Due palestinesi sono rimasti uccisi in un raid condotto dalla aviazione israeliana a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, in una località da dove in precedenza erano stati sparati razzi verso Israele. Sale a 5 il bilancio dei palestinesi uccisi da stanotte. Fonti locali affermano che le vittime erano marito e moglie. Salgono a 22 i palestinesi uccisi da venerdì scorso nell’ultima ondata di violenze tra la Striscia di Gaza e Israele.
D’altra parte un milione di israeliani residenti nel Sud sono costretti a restare nelle immediate vicinanze dei rifugi mentre da Gaza continuano ad essere sparati razzi in loro direzione. In mattinata sirene di allarme sono risuonate a Beer Sheva, Ashqelon ed Ashdod. In un villaggio israeliano a ridosso della striscia di Gaza, Nir Yitzhak, un asilo nido è stato centrato da un razzo palestinese. In questi attacchi non si sono avute vittime. Nel frattempo da Gaza si è appreso che i due palestinesi uccisi in mattinata presso Khan Yunes in un raid israeliano erano “esponenti di spicco” della Jihad islamica.

12/03/2012 SOLDATO USA FA STRAGE DI DONNE E BIMBI – ( Il fatto quotidiano. it diritti riservati ) Una carneficina, compiuta a sangue freddo, porta per porta, di donne, bambini di due-tre anni e vecchi, mentre in piena notte dormivano nell’ intimità delle loro case; sangue dappertutto, almeno 16 corpi (17 secondo una fonte) crivellati di pallottole e poi cosparsi di benzina e incendiati. Questo è accaduto in due villaggi della provincia afghana di Kandahar ; questa la scena che si è presentata ai testimoni dopo l’incursione notturna di un (o più d’un) soldato americano. Un nuovo macigno sui difficili rapporti fra Stati Uniti e Afghanistan, con il presidente Hamid Karzai che grida all’ “omicidio deliberato”, chiedendo spiegazioni a Usa e Nato.
Una strage con due diverse versioni dei fatti: è opera di un soldato americano in forza all’ Isaf, un killer solitario, forse in preda a un esaurimento nervoso, uscito di nascosto dalla vicina base in piena notte e poi riconsegnatosi a essa, dove ora é sotto custodia, per gli Stati Uniti e per la forza di coalizione Nato; il lavoro di un gruppo di soldati americani “ubriachi” che “ridevano” e “sparavano all’impazzata” secondo i testimoni locali, fra i quali un uomo, un anziano del villaggio, Haji Samad. Il quale era fuori casa e che, rientrando, ha trovato i cadaveri di undici membri della sua famiglia, fra cui figli e nipoti. I soldati “hanno versato liquido infiammabile sui corpi e tentato di dare loro fuoco”, racconta in lacrime. Quattro le case “visitate” dall’assassino, nei due villaggi di Alokozai e Garrambai, entrambi nel distretto de Panjwayi, culla spirituale ed ex roccaforte dei talebani, a 500 metri da una base Usa. Sul luogo del massacro si è precipitato un cronista della France Presse, che ha fornito una preziosa testimonianza di prima mano, che mostra analogie con la descrizione di Samad: “Sono entrato in tre case e ho contato 16 morti, inclusi bambini, donne e uomini anziani”, racconta. “In una delle abitazioni c’erano i corpi di dieci persone, fra cui donne e bambini, che erano stati tutti uccisi e bruciati in una stanza. Un’altra donna invece giaceva morta all’entrata della casa. Sono stati uccisi e bruciati. Ho visto almeno due bambini di età fra i due e i tre anni, che erano stati bruciati”. “In un’altra casa”, in un secondo villaggio, “c’erano quattro persone morte. Ho visto i loro cadaveri stesi in una stanza. Fra loro c’erano due uomini anziani e una donna”. Ci sono inoltre almeno cinque feriti, che vengono curati in una struttura Isaf. L’efferatezza del massacro rischia di far precipitare i rapporti, già tesi, fra Kabul e Washington e di far deflagrare l’ostilità popolare nei confronti delle truppe straniere, già esacerbata dal rogo del Corano e da uno stillicidio di episodi di gratuito disprezzo e di civili morti, vittime di azioni militari fuori bersaglio. E ora gli americani temono una nuova ondata di violenze e hanno invitato i concittadini a stare all’erta per possibili rappresaglie. “Abbottonato” e laconico il commento della Forza Nato: “Uno dei nostri soldati ha ucciso e ferito un certo numero di civili in un villaggio adiacente alla sua base”, ha dichiarato il vicecomandante dell’Isaf, gen. Adrian Bradshaw, che ha detto di non essere “in grado di spiegare le ragioni del suo gesto”, aggiungendo che “Un’inchiesta è in corso”. Sull’identità, il corpo d’appartenenza o anche il grado ( é solo trapelato che si tratterebbe di un sergente maggiore ) non esce una parola. Il governo afghano per bocca del ministro per gli affari tribali nelle sue dichiarazioni mostra di aver metabolizzato la “verità” ufficiale del killer solitario, mentre quello della difesa sembra invece aver fatto sua la versione dei fatti fondata sui testimoni locali. Ed è senza appello la condanna lanciata nel pomeriggio dal presidente Hamid Karzai, che pure non si pronuncia sul numero degli esecutori: “Il governo ( afghano) ha condannato a più riprese le operazioni condotte sotto la denominazione di ‘guerra al terrorismo’ e che causano perdite civili. Ma quando gli afghani vengono uccisi deliberatamente dalle forze americane, si tratta di un assassinio e perciò di un’azione imperdonabile”, ha dichiarato il presidente afghano in un comunicato, nel quale si chiedono quindi “spiegazioni al governo americano”.
Preghiamo tutti insieme per fermare il male, per accecare chi combatte guerre ingiuste e le usa per crimini personali o per il solito odio tra popoli. Nel canto dell’Olocausto “Son morto ch’ero bambino” si canta “Ancora non è contenta la bestia umana, … ancora non ho imparato a sorridere qui nel vento”.
Uomini al servizio del male, uomini servitori fedeli del male che è il nemico primo dell’uomo e che chiede in continuazione sacrifici umani nei teatri più devastanti del vivere umano. La bestia uomo o l’uomo rettile preistorico che alberga ancora nei nostri neuroni del cervello emozionale aumenta sempre più le sue connessioni interneuronali.
Fermiamolo con la volontà di aiutare gli altri in ogni modo, come fanno quei volontari che si sacrificano e muoiono per aiutare gli altri. Non tutti andremo sui campi del terrore, ma a distanza aiutiamo le organizzazioni serie che ci vanno e magari gratuitamente, senza trombe e senza video riprese. Onoriamo queste persone che sperano nel futuro dell’uomo e che aiutano per questo gli altri. Vergognamoci ed urliamo il nostro sdegno verso quei politici che non muovono un dito ed aspettano che siano gli altri a farlo, vergognamoci anche per questi e non votiamoli più, appartengono a razze antiumanità e danno solo false illusioni, mentre i soliti bambini soffrono e muoiono in milioni all’anno per fame, guerre, catastrofi inimmaginabili e viste in tv , ma lontano, senza odore di morte e di sangue, con silenziose radiazioni mortali e senza lo scoppio dei proiettili ed con la solita vile presenza dei ladri degli aiuti umanitari che depredano coloro che non sono così soccorsi. Che Dio ci aiuti dove noi non arriviamo a salvare quell’umanità da Lui creata.

DUE NOTIZIE BUONE: UN’ALTRA OPERAZIONE INTERNAZIONALE CONTRO I PEDOCRIMINALI E LA SVIZZERA CHE EMANA UNA LEGGE …

… PER NON FARE MAI CADERE I TERMINI DI PRESCRIZIONE DEGLI ABUSI SESSUALI SU BAMBINI E DISABILI

Altri pedocriminali che sono stati bloccati, arrestati, fermati per un po’ di tempo nel loro lurido divertimento e una legge mannaia giusta che in Svizzera i crimini di abuso sessuale su minori o disabili non cadranno mai in prescrizione.

L’imprescrittibilità di questi reati era da tempo caldeggiata e proposta perfino alle Nazioni Unite Europee ed all’ONU, ma quei signori non avevano tempo di pensare a questo, e gli interrogativi non sono solo di negligenza, trascuratezza, ma anche di pressioni per affossare perché amici di amici sono coinvolti e vogliono un gioco libero e tranquillo: sono i Vip che si dedicano a questi sport di inseguire, catturare o noleggiare i minori e violentarli nei modi che il loro inconscio suggerisce, sono i perversi che hanno di umano solo le fattezze esterne, e forse nemmeno quelle, deformate dal peggiore dei vizi, e che ritroviamo anche in posti molto alti e compaiono sui media per qualche loro gioco andato male, sanno subito confondere le realtà coi loro prezzolati avvocati che digeriscono ogni schifezza.

Purtroppo a queste due vittorie si aggiunge una ennesima sconfitta: secondo il rapporto don Noto 2012 l’età delle vittime dei pedocriminali sta scendendo sotto i cinque anni e questo non è certo un buon segno ma un’ennesima sconfitta di una umanità con gentaglia squallida che fa di tutto per farla degenerare e creare sempre più bambini e futuri adulti disadattati, vittime /carnefici, i cui frutti si stanno già cogliendo ora e preparandosi in un futuro problematico.

1) CONSIGLIO NAZIONALE SVIZZERO: abusi sessuali su bambini mai in prescrizione
Gli autori di delitti sessuali su fanciulli saranno perseguibili penalmente per tutta la loro vita. Senza opposizioni, il Consiglio nazionale è entrato oggi in materia sulla legge d’applicazione dell’iniziativa ” per l’imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile ” approvata dal popolo nel 2008. Le discussioni saranno oggi incentrate sulla definizione di “fanciullo impubere” presente nell’iniziativa. La Commissione preparatoria propone di fissare un limite a 12 anni.L’associazione Marche Blanche, all’origine dell’iniziativa, vorrebbe portare questo limite a 14 anni.
Al Nazionale questa proposta è sostenuta da UDC, Verdi Liberali, e PBD. I demo centristi sarebbero favorevoli ad innalzare la soglia a 16 anni. Altro principio che rimane da chiarire è la definizione di “reati sessuali o di pornografia”. Qui il governo propone l’imprescrittibilità dei seguenti quattro reati: atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, violenza carnale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere. La maggioranza della commissione preparatoria vorrebbe estenderla anche ai reati commessi con persone ricoverate, detenute o imputate, nonché quelli con persone in stato di bisogno. (fonte ats, bambini coraggiosi)

2) PEDOPORNOGRAFIA: stroncata rete mondiale. Dieci arresti; il capo fermato a Milano (fonte diritti riservati a Il fatto quotidiano.it del 08/03/2012)
Operazione coordinata dalla Procura di Firenze in 28 Paesi, il server era in Texas. Ci sono 112 indagati, 14 sono italiani: sarebbero state scambiate migliaia di fotografie e centinaia di video. Secondo l’inchiesta il sito aveva almeno 700 utenti abituali
La Procura di Firenze ed Eurojust stanno coordinando una vasta operazione internazionale contro la pedofilia on line condotta in 28 Paesi. Dieci gli arresti in Italia, Usa, Francia e Portogallo, in tutto gli indagati sono 112. Il promotore del sodalizio criminale, secondo gli inquirenti, è un italiano, arrestato a Milano. L’operazione ‘Nanny’ ha stroncato una rete mondiale di pedofili che, usando social network in Internet, sfruttava sessualmente bambini.
Perquisizioni sono in corso in Italia, in Francia e in Portogallo e sono già state eseguite in Belgio e negli Stati Uniti, in particolare negli Stati di Texas, California, Illinois, Washington, Missouri, Virginia e Ohio. Gli italiani coinvolti sono 14, fra cui il promotore dell’organizzazione, arrestato a Milano: sono in corso in queste ore perquisizioni in abitazioni in Lombardia, Lazio, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli, Toscana, Sicilia e Puglia sono in corso in queste ore le perquisizioni dei carabinieri e della guardia di finanza disposte dalla Procura di Firenze. Il reato contestato è associazione per delinquere finalizzata alla produzione e diffusione di materiale pedopornografico.

L’inchiesta è nata un anno fa da dettagliate denunce di Telefono Arcobaleno ed è stata svolta su scala internazionale dagli investigatori specializzati del Nucleo interforze investigativo telematico di Siracusa in collaborazione con i colleghi statunitensi di Ncis, coordinati dal procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi e dal sostituto Vincenzo Ferrigno. Congelati i dati informatici nei server statunitensi del social network, oscurato, cui aderivano numerose comunità di pedofili che reclutavano nuovi adepti e raccoglievano materiali pedopornografici. Il tribunale di San Diego (in California) ha ordinato le prime perquisizioni negli Usa, poi eseguite con successo dagli investigatori di Ncis in collaborazione con i colleghi italiani del Nit.
Successivamente i dati acquisiti negli Usa ed elaborati a Siracusa dagli specialisti del Nit hanno confermato la matrice italiana del sodalizio criminale nonchè la presenza di oltre 700 adepti sparsi in tutto il mondo, anche in Paesi come Arabia Saudita, Messico, Cile, Argentina, Qatar, Israele. Fittissimo lo scambio di migliaia di fotografie e centinaia di video a carattere pedopornografico, con bambini fino a 11 anni, ma anche neonati. I 700 pedofili aderivano attivamente al social network, che aveva il server a Dallas (Texas) immettendo foto e video pedopornografici, anche prodotti da loro, e si erano registrati fornendo generalità personali, account di posta elettronica, nonchè sottoscrivendo un documento in cui accettavano consapevolmente di iscriversi e partecipare ad una rete dedita alla pedopornografia. Sul social network agivano poi usando ‘nickname’. Il Nit di Siracusa ha rintracciato tutti gli ‘ip’ dei computer da cui era stato pubblicato il materiale illegale, risalendo così ai titolari. Oltre ai 700 adepti, il social network conta migliaia di frequentatori che hanno visionato le sue pagine.

3) 24/02/2012
I Carabinieri della Compagnia di Montesilvano hanno arrestato un uomo di 58 anni, coniugato, in servizio come collaboratore scolastico in una scuola primaria di secondo grado dell’area Vestina, nel pescarese. L’uomo è accusato di aver abusato, nei locali dell’istituto scolastico, di due ragazzine di 13 anni. In più occasioni l’uomo ha bloccato queste alunne e le ha palpeggiate, toccandole in particolare al seno. (fonte bambini coraggiosi diritti riservati).

4) febbraio 2012 (fonte Roberta Lerici,diritti riservati)
Napoli, Case Famiglia Sotto Inchiesta:Bambini in cambio di fondi.
In azione gli agenti della polizia municipale del comandante Sementa: sequestrati atti negli uffici comunali. L’assegnazione dei minori veniva pilotata dai funzionari pubblici a favore di alcune strutture che lucravano sui finanziamenti. Bambini usati come merce di scambio per lucrare sui fondi del Comune di Napoli destinati all’accoglienza residenziale dei minori provenienti da famiglie disagiate della città.

Questo il sistema criminale che emerge dalle indagini della polizia municipale, in cui risultano coinvolti funzionari del Comune, impiegati negli uffici per le Politiche sociali, e titolari di case famiglia della città. Sequestrati – su iniziativa del generale della polizia municipale partenopea Luigi Sementa – atti e documentazione negli uffici comunali del Servizio per le Politiche sociali. Un’attività di controllo decisa per delineare la vastità del fenomeno e l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nell’affare. Numerosi i casi scoperti di fatture presentate più volte a saldo di una singola prestazione, come numerose sono anche le manomissioni alla documentazione contabile presentata per l’erogazione dei fondi.
Le indagini hanno anche appurato che l’assegnazione dei minori nelle varie strutture sarebbe stata pilotata a favore di alcune strutture: canali privilegiati offerti a specifiche case famiglia costituiti dai funzionari comunali indagati per trarne benefici. In più è stato accertato che l’offerta educativo/assistenziale praticata era stata diversa e comunque inferiore a quella poi documentata per l’ottenimento dei fondi. L’assessore alle Politiche sociali di Napoli, Sergio D’Angelo, ha ricordato che le indagini hanno preso inizio da una denuncia dell’amministrazione partenopea: “Abbiamo offerto alla magistratura massima collaborazione – ha detto – e continueremo a farlo” affinché “si faccia piena luce sulla vicenda – aggiunge l’assessore – che, però, non deve offuscare il prezioso lavoro sociale che tanti operatori pubblici e del Terzo settore hanno svolto e continueranno a svolgere”.

“Da anni chiediamo chiarezza e trasparenza – dicono i rappresentanti del comitato ‘Il welfare non è un lusso’, a cui fanno riferimento oltre duecento organizzazioni di settore – il paradosso consiste nel fatto che mentre c’è chi lucra sulla pelle dei minori i nostri centri d’accoglienza non percepiscono finanziamenti dal novembre del 2009”. “Molti centri sono stati costretti a chiudere i battenti e altri hanno accumulato debiti ben oltre le loro possibilità di sopportazione – proseguono – quanto sta emergendo dalle indagini non rappresenta di sicuro il nostro settore fatto di gente che, anche senza stipendio, assiste da anni i più deboli, a partire proprio dai bambini”. (La Repubblica Napoli 23 febbraio 2012)

5)Abusi all’asilo, Procura di Milano apre inchiesta
Gli episodi risalgono alla scorsa estate. Le conferme dell’incidente probatorio Abusi sessuali in asilo del Comune Aperta inchiesta su una dipendente Toccamenti e minacce: denuncia dei genitori di una bimba di 4 anni e di un maschietto. La donna è stata prepensionata MILANO – Abusi sessuali in una scuola materna comunale. Il Tribunale di Milano ha aperto un’inchiesta che vede come vittime due minori, una bimba e un maschietto e che ha come indagata una donna, all’epoca dei fatti dipendente della scuola stessa. Il 31 gennaio scorso si è svolto l’incidente probatorio sotto la guida del pm Luca Gaglio e del gip Chiara Valori, durante il quale sono state confermate le circostanze degli abusi e sono emersi ulteriori particolari agghiaccianti. La prima denuncia è del 2 agosto. Una coppia di genitori milanesi si presenta nella caserma di carabinieri più vicina a casa, allarmata dalle confidenze che la loro figlia, di soli quattro anni, ha appena fatto, due giorni dopo che si è concluso il centro estivo organizzato dalla scuola materna frequentata. Carezze molto spinte, minacce, abusi che si svolgono nelle aule della scuola, dove ogni mamma è convinta che il proprio piccolo sia al sicuro. Un racconto tristissimo e terrificante nel suo squallore, che i genitori mettono nero su bianco davanti ai carabinieri per proteggere la propria figlia e tutelare anche gli altri piccoli iscritti alla materna. Inizialmente, non succede nulla: i genitori contattano la dirigente della scuola che cerca di minimizzare. A metà settembre, però, durante un’assemblea convocata su altre questioni, alla presenza del vicesindaco e assessore all’Educazione Maria Grazia Guida, una mamma chiede chiarimenti sulla denuncia, perché la voce ha cominciato a circolare e a creare legittime preoccupazioni nelle famiglie. La Guida, che non era stata informata dalla dirigente della vicenda perché coperta da segreto istruttorio, cerca di approfondire e contatta la famiglia della bimba che ha subito gli abusi. Di lì a poco, un’altra mamma si presenta ai carabinieri per denunciare episodi analoghi che hanno avuto come vittima il figlio. Le indagini dei carabinieri, attraverso diverse testimonianze di insegnanti e amministrativi della scuola, individuano nel giro di poco tempo la persona che poi viene formalmente indagata. La stessa persona che ha avuto occasione di accompagnare le bambine in bagno, che si è coricata con loro nella sala nanna al momento del riposo, quando le insegnanti erano altrove. La donna, più volte sentita dai carabinieri che raccolgono la sua e tutte le dichiarazioni in un faldone passato all’esame del Tribunale, firma nel frattempo il proprio prepensionamento. Nelle deposizioni nega le accuse, parla di un episodio in base al quale si potrebbero collegare gli abusi alla presenza nella scuola di un uomo (anche perché una delle vittime dà un nome maschile alla persona che ha abusato di lei) che in realtà non esiste, poi ammette davanti agli inquirenti di avere inventato l’intera circostanza. Siamo a metà ottobre e bisogna fissare la data dell’incidente probatorio: i genitori dei bambini, seguiti ciascuno da un legale, vorrebbero si svolgesse rapidamente per poter iniziare un percorso di terapia psicologica che aiuti i figli a superare il trauma e a vincere le paure che si manifestano con disturbi del sonno, capricci anomali, atteggiamenti inusuali. Finalmente la seduta viene convocata e si svolge il 31 gennaio: da allora la parola è nelle mani del pm. IL VICESINDACO – «Il procedimento è coperto da segreto istruttorio, pertanto eventuali dichiarazioni nel merito provocherebbero un inquinamento delle indagini. Come assessorato all’Educazione abbiamo adottato, nell’ambito delle nostre competenze, i provvedimenti necessari a tutela dei soggetti coinvolti e di tutti i bambini della scuola. È nostra intenzione costituirci parte lesa, qualora avessimo comunicazione formale, da parte della magistratura, di eventuali rinvii a giudizio». Questo il comunicato del vicesindaco e assessore all’Educazione Maria Grazia Guida in merito alla vicenda dell’inchiesta su presunti abusi sessuali in un asilo comunale. Elisabetta Soglio] Gli episodi risalgono alla scorsa estate. Le conferme dell’incidente probatorio Abusi sessuali in asilo del Comune Aperta inchiesta su una dipendente Toccamenti e minacce: denuncia dei genitori di

6) Montesilvano (PE): Violenza sessuale Scuola area Vestina, Arrestato un bidello. Sabato 25 Febbraio 2012 09:50 I Carabinieri della Compagnia di Montesilvano arrestano un 58enne accusato di violenza sessuale ai danni di due 13ENNI avvicinate in una scuola dell’area VESTINA. Carezze,baci,e inviti ad appartarsi.

I Carabinieri della Compagnia di Montesilvano hanno arrestato un uomo di 58 anni, coniugato, in servizio come collaboratore scolastico in una scuola primaria di secondo grado dell’area Vestina, nel pescarese. L’uomo è accusato di aver abusato, nei locali dell’istituto scolastico, di due ragazzine di 13 anni. In più occasioni l’uomo ha bloccato queste alunne e le ha palpeggiate, toccandole in particolare al seno.

L’elenco continua, ma abbraccia anche le scuole elementari che non sono oggetto di queste comunicazioni anche se riguardano minori,ma non in età prescolare elementare.
Non ci spinge la routine ordinaria di questi fatti,ma la voglia di stimolare tutte le persone,anche quelle che potrebbero diventare pedocriminali, a confrontarsi con lo sguardo dei bambini che vorrebbero violentare. Guardiamo sempre di più negli occhi i bambini e ci accorgeremo sempre di più di quella nostra innocenza perduta nel corso degli anni, innocenza che ci deve spingere ad aiutare l’umanità nel migliore dei modi e in ogni modo. Tralasciamo le mode attuali transgenderiane di considerare la sessualità un elemento culturale, ricordiamo che una vita umana che cresce ha in sé dei cromosomi in ogni cellula maschili o femminili con eccezioni tutte da rispettare, e quindi rispettiamo la natura che ha in sé l’istinto della vita ed il piacere collegato a questo istinto che non può e non deve avere altre vie di fuga che non rispettano l’istinto di conservazione e riproduzione della specie. Rispettiamo chi ha idee differenti, ma non diffondiamo e non orientiamo verso forme degenerative i piccoli che si affacciano a questo mondo degli adulti alquanto infido e bugiardo. Attenzione che l’orientamento attuale di crescita dei pedocriminali e di altri similari non è un gran bel segno della vita umana e del suo istinto di conservazione e riproduzione della specie, forse sta cambiando qualcosa che ancora ci sfugge, ma che non tarderà a manifestarsi.