Migranti (esclusi gli annegati): metà profughi in Francia e Germania. Nuovi scontri in Ungheria: ritorno al medioevo/Migrants (Those Who Have Drowned Excepted); 50% of Refugees in France and Germany. More Fighting in Hungary: Back to the Middle Ages.

1)  L’ONU fa sapere che 4 milioni di migranti siriani sono pronti a partire e arrivare in Europa se non verrà fornito sostegno e aiuti ai tre paesi confinanti con la Siria – Giordania, Libano e Turchia – dove ora vivono. Intanto la Commissione UE suddivide le quote per la ricollocazione: 70mila tra Germania, Francia e Spagna, 15mila in Italia. http://www.fanpage.it/.

CRONACAULTIME NOTIZIE 7 SETTEMBRE 2015      08:18 di Antonio Palma – Ondata di migranti in Ungheria, segnalati scontri – Esasperati nell’attesa di un autobus, alcuni profughi hanno sfondato le linee della polizia ungherese e si sono messi in marcia a piedi sulla principale autostrada verso Budapest. Alcuni sono stati subiti fermati dagli agenti, mentre altri sono riusciti a far perdere le proprie tracce tra i cavalcavia dell’autostrada. Chi è stato bloccato, è stato poi condotto presso un campo delimitato da filo spinato e reti dove ha rifiutato di entrare.

19.40 – Onu: “Senza aiuti 4 milioni di profughi da Siria verso UE” – Almeno 4 milioni di profughi sono pronti a mettersi in viaggio verso l’Europa se la comunità internazionale non fornirà sostegno e aiuti ai tre Paesi confinanti con la Siria – e cioè Giordania, Libano e Turchia – dove ora vivono. Lo ha detto il capo dell’ufficio di Ginevra delle Nazioni Unite Michael Moeller.

14.00 – Hollande: “Da domani voli di ricognizione francesi in Siria” – “In Siria vogliamo sapere cosa si prepara contro di noi e cosa si fa contro la popolazione siriana. Per questo ho deciso di organizzare questi voli di ricognizione, in collegamento con la coalizione». «Secondo le informazioni che raccoglieremo potremo condurre dei raid” ha annunciato oggi il presidente francese François Hollande, aggiungendo: “Assad deve andarsene, è lui il responsabile della situazione in Siria, è lui che bombarda il suo popolo che bombarda i civili, che ha utilizzato le armi chimiche”

12.30 Piano UE: metà profughi a Germania e Francia. L’UE potrebbe chiedere a Germania e Francia di accogliere più di 55mila rifugiati. Sarebbe questo uno dei punti del piano quote rifugiati ideato dalla Commissione Europea e ora in discussione. La notizia trapela da Bruxelles ed è stata confermata da Parigi. In pratica, secondo il piano, Francia e Germania quindi dovrebbero accogliere quasi la metà dei 120mila rifugiati da ricollocare dopo il loro approdo in Italia e Grecia. Nel dettaglio Berlino ne dovrebbe accogliere 31mila e Parigi altri 24mila, mentre la Spagna altri 15mila. Intanto la Francia ha annunciato che proporrà di organizzare e ospitare una conferenza internazionale sui profughi. Contro le quote invece si sono schierati sia la Gran Bretagna che l’Ungheria, oltre agli altri Paesi del’Est. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-convoglio-di-auto-tornato-in-austria-nuova-tragedia-a-lampedusa/).

2) Emergenza migranti, convocata riunione UE il 14 settembre. In Libia ancora un naufragio

Il 14 settembre è stata convocata la riunione ministeriale d’emergenza dell’Unione europea sull’immigrazione. L’appuntamento è stato fissato con lo scopo di “rafforzare la risposta” dell’UE alla critica situazione dei migranti in fuga dalle guerre che premano ai confini dell’Europa. MONDO ULTIME NOTIZIE 31 AGOSTO 2015 – 08:01 di Susanna Picone (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

Per affrontare l’emergenza migranti i ministri dell’Unione europea si riuniranno il prossimo 14 settembre a Bruxelles. Lo ha reso noto la presidenza UE lussemburghese in un comunicato. “La situazione in tema di immigrazione riguardo le frontiere dell’UE ha recentemente preso delle proporzioni quasi inedite”, è quanto si legge nella nota. “Allo scopo di valutare la situazione sul terreno, le azioni politiche in corso, e di discutere di nuove iniziative mirate a rinforzare la risposta europea il ministro dell’Immigrazione Jean Asselborn ha deciso di organizzare un consiglio Jai (Giustizia e Interni) straordinario”, si legge ancora. La convocazione del vertice UE sui migranti segue di qualche ora l’appello dei ministri dell’Interno di Francia, Germania e Gran Bretagna di organizzare un summit sull’immigrazione straordinario per affrontare l’emergenza. La strada rimane comunque tutta in salita, vista la riluttanza di molti governi, specie del nord Europa, sui migranti. Migranti, la proposta della Gran Bretagna – Intanto il ministro britannico dell’Interno, Theresa May, ha definito l’attuale livello dell’immigrazione “non sostenibile” e ha chiesto una riforma della libera circolazione nell’UE, in modo da autorizzare la permanenza in Inghilterra soltanto a chi possiede un lavoro, chiudendo invece le porte ai disoccupati stranieri dell’Unione, in deciso aumento. Secondo il ministro, l’immigrazione dai paesi UE è più che raddoppiata rispetto al 2010, ed “è per questo che la volontà del governo di rinegoziare la relazione della Gran Bretagna con l’UE è così importante”.

3) L’ultimo naufragio in Libia: almeno 37 morti – Intanto, dopo la strage di migranti di giovedì scorso – dove circa 200 cadaveri sono stati individuati dalla guardia costiera libica davanti alle coste di Zuwara – domenica al largo della Libia vi è stato un altro naufragio. Il bilancio momentaneo è di almeno 37 vittime. In un primo momento era stato segnalato il ritrovamento di 7 cadaveri nella zona di Khoms, città che si trova ad un centinaio di chilometri ad est di Tripoli ma secondo quanto riferito da Mohamad al-Misrati, portavoce della Mezzaluna Rossa a Tripoli, alcuni pescatori hanno poi trovato nelle vicinanze altri 30 corpi. (Continua su: http://www.fanpage.it/emergenza-migranti-convocata-riunione-ue-il-14-settembre/http://www.fanpage.it/).

Ancora annegati che si aggiungono ai precedenti, gli stati si riuniranno dopo anni di aspettative con incremento dei numeri dei morti ufficiali e non ufficiali. Molti politici il 14/09 hanno deciso di usare la forza contro gli scafisti senza specificare cosa vuol dire usare la forza contro criminali, magari cooptati a farlo; di fatto però sembra che l’unica soluzione per fermare i migranti sia alzare muri di cemento, filo spinato, poliziotti che percorrono confini chilometrici. Questa è la soluzione? A cosa ci avvia questa soluzione drastica e senza uno scopo preciso? Ad esempio si potrebbe dire ai migranti di non sporcare il suolo pubblico, ma di radunare in siti stabiliti tutto quanto viene scartato o non usato e lasciato alle intemperie del momento: sarebbe già un mostrare ai migranti un comportamento civile anche in circostanze critiche come le loro.

4) MOSUL, L’ISIS RAPISCE 127 BAMBINI PER FARNE MILIZIANI
I piccoli avrebbero tutti un’età compresa tra gli 11 e 15 anni.
OLTRE IL MEDITERRANEO Manuela Petrini – set 8, 2015 0 da  www.Interris.it (tutti i diritti riservati al l’autore ed alla testata).

Almeno 127 bambini rapiti dall’Isis negli ultimi giorni. È l’ultima sconcertante denuncia che arriva da Mosul, da giugno dello scorso anno diventata roccaforte dell’autoproclamato Califfato nell’Iraq settentrionale. Lo scopo ultimo è quello di inviarli nei campi di addestramento per trasformarli in jihadisti da utilizzare durante le battaglie o in operazioni terroristiche. A riferirlo da Erbil sono i media vicini al Pdk, il Partito democratico del Kurdistan di Massud Barzani, il presidente della regione autonoma curda.

I bambini scelti per questo addestramento forzato avrebbero tutti un’età compresa tra gli 11 e 15 anni. Due di loro, secondo quanto riferito dal sito on-line “Sumerian News” avrebbero provato ad apporsi al reclutamento forzato e per questo sarebbero stati barbaramente uccisi. Secondo le stime del consigliere della guida suprema per gli affari militari, il generale Yahya Rahim Safavi, sarebbero almeno 100.000 gli uomini alle “dipendenze” dell’organizzazione terroristica di Abu Bakr al-Baghdadi. Almeno 5.000 sarebbero ceceni, pagati con un salario mensile di 200 dollari.

Inoltre nell’ultimo periodo i miliziani dell’Isis si sarebbero impadroniti di parte del campo petrolifero di al-Jazal, nella provincia centrale di Homs. I jihadisti avrebbero anche conquistato l’omonima cittadina e rivendicato la sua “piena liberazione” dalla presenza dei governativi.

Se dei bambini sono stati da sempre rapiti per farne dei soldati ossequienti e pilotati vuol dire che si è fatto molto poco per impedire questo rastrellamento che torna a vantaggio dei criminali che li rapiscono. L’Onu che proposte ha fatto? Ha mandato le cosiddette “forze di pace” o caschi blu a difendere le principali città e i principali paesi da questo crimine che poi viene ampliato come se fosse una forza incontrastabile e quindi pazienza… amen!

5) Mortalità infantile dimezzata dal 1990? Ma l’Africa rallenta

16 settembre 2014 – I nuovi dati diffusi oggi da UNICEF, OMS, Banca Mondiale e ONU indicano che i tassi di mortalità infantile (decessi tra 0 e 5 anni) sono scesi del 49% tra il 1990 e il 2013, passando da 12,7 a 6,3 milioni di decessi a livello globale annuo. In termini assoluti, questo calo si traduce nella sopravvivenza di ben 100 milioni di bambini nel periodo preso in esame. Il ritmo della riduzione annua della mortalità infantile ha accelerato negli ultimi anni (in alcuni paesi è addirittura tre volte più rapido rispetto al passato), ma nel complesso i progressi sono ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo globale di riduzione di due terzi della mortalità sotto i cinque anni entro il 2015. Le stime, contenute nel nuovo rapporto congiunto “Levels and Trends in Child Mortality 2014” mostrano che nel 2013, 6,3 milioni di bambini sotto i cinque anni sono morti per cause in gran parte prevenibili: circa 300.000 in meno rispetto al 2012.  Ma ancora quasi 17.000 bambini muoiono ogni giorno. Sempre nel 2013, 2,8 milioni di bambini – ossia il 44% del totale – sono morti entro il primo mese di vita. Circa due terzi di questi decessi neonatali si sono verificati in soli 10 Stati. Sia la mortalità neonatale (0-1 anno) che quella infantile (0-5 anni) sono in flessione continua, ma la prima registra tassi di diminuzione più lenti rispetto alla seconda. Sulle strategie di lotta alla mortalità neonatale si concentra un secondo rapporto, “Committing to Child Survival – A Promise Renewed 2014”, reso pubblico sempre oggi dall’UNICEF. Mortalità infantile, in India e Nigeria un terzo dei decessi.

Dei 60 Stati identificati come “paesi ad elevata mortalità” – con almeno 40 decessi sotto i cinque anni ogni 1.000 nati vivi – 8 hanno già raggiunto o superato l’Obiettivo di Sviluppo del Millennio 4 (riduzione di due terzi della mortalità infantile rispetto al 1990). Questi paesi sono: Malawi (-72%), Bangladesh e Liberia (-71%), Tanzania ed Etiopia (-69%), Timor-Leste e Niger (-68%), Eritrea (-67%).

Asia Orientale, America Latina-Caraibi e Nord Africa hanno già ridotto il tasso di mortalità infantile di oltre due terzi rispetto al 1990.  India (21%) e Nigeria (13%), insieme, registrano più di un terzo delle morti tra i bambini sotto i 5 anni di età.  Nonostante abbia ridotto i tassi di mortalità infantile del 48% rispetto al 1990, l’Africa Subsahariana mantiene ancora i tassi di mortalità infantile più elevati al mondo – 92 decessi ogni 1.000 nati vivi -, quasi 15 volte più della media nei Paesi ad alto reddito.

Un bambino che nasce in Angola, lo Stato che registra il tasso di mortalità infantile più alto al mondo (167 decessi ogni 1.000 nati vivi), ha 84 volte più probabilità di morire prima di compiere il quinto compleanno, rispetto a un bambino che nasce in Lussemburgo, paese che vanta il tasso di mortalità infantile più basso al mondo (2 decessi ogni 1000 nati vivi).Le probabilità di morire in tenera età aumentano ancora se il bambino nasce in una zona rurale, se appartiene a una famiglia povera o se la madre è priva di istruzione.

Le principali cause di mortalità infantile sono:
– complicanze per nascite premature (17%)
– polmonite (15%)
– complicanze durante il travaglio e il parto (11%)
– diarrea (9%)
– malaria (7%).

La malnutrizione è concausa in quasi metà di tutti i decessi al di sotto dei cinque anni.

Il rapporto rileva che i principali miglioramenti nella sopravvivenza infantile sono dovuti a interventi accessibili e sperimentati contro le principali malattie infettive, come la vaccinazione, l’utilizzo di zanzariere trattate con insetticida, la terapia di reidratazione orale contro la diarrea, il ricorso a alimenti terapeutici e alla nutrizione supplementare. Le principali cause di mortalità neonatale, ossia le complicanze per nascite premature (35%) e i problemi durante il travaglio e il parto (24%), richiedono interventi sanitari strettamente legati alla tutela della salute materna.

«C’è stato un significativo e veloce progresso nella riduzione della mortalità tra i bambini, e i dati dimostrano che un successo è possibile, anche per i paesi con poche risorse» commenta i dati Mickey Chopra, responsabile per i programmi sanitari dell’UNICEF. Il rapporto  “Levels and Trends in Child Mortality 2014” è stato realizzato annualmente dal Gruppo inter-agenzie delle Nazioni Unite per le stime sulla mortalità (United Nations Inter-Agency Group for Child Mortality Estimation – UN-IGME).

Il gruppo è guidato dall’UNICEF e include anche Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS9, Banca Mondiale e la Divisione Popolazione delle Nazioni Unite del Dipartimento degli affari Economici e sociali dell’ONU.

Questi dati non sono ancora stati contestati da altre fonti,certo che così presentati sono molto allettanti,manca la solita componente non ufficiale e forse una sottostima,ma si spera in notizie attendibili che risollevano quelle precedenti abbastanza stomachevoli.

6) Medio Oriente, le menzogne dei media sulla carneficina siriana (Fanpage.it – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)

I giornali occidentali ci inondano di informazioni e immagini sul massacro siriano. Ma è proprio quella la realtà dei fatti? A mio parere no. I nostri media ne sanno poco e, soprattutto, giocano sporco sul massacro (verissimo) di civili inermi. Lo scontro, tuttavia, è soprattutto tra occidente vs Russia e Iran (con lo zampino onnipresente della Cina).  

17 LUGLIO 2012 di Francesco Cirillo (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata). Non ci sono prove. Non ci sono testimonianze dirette. Non ci sono immagini contestualizzabili. C’è poco da fare: ciò che sta avvenendo in Siria è lontano dall’essere capito o dall’essere spiegato con ragionevole obiettività, dovizia di informazioni e di particolari. L’unica cosa chiara, purtroppo, è che ancora una volta una popolazione, in questo caso quella siriana, paga il prezzo altissimo per ritrovarsi al centro di un gioco violento in cui può partecipare solo come vittima sacrificale. Purtroppo, però, questa banale osservazione sembra essere del tutto assente dal mainstream informativo che  unidirezionato ha già assegnato personaggi e interpreti in un copione triste che si ripete da tempo e che ha visto nei conflitti in Afghanistan, Iraq e Libia i più recenti precedenti. Le domande più banali, benché inevase, sono: cosa sta succedendo in Siria e perché?In entrambi i casi è possibile compiere solo delle ipotesi inferenziali.
Cosa sta succedendo, dunque, in Siria? Di chi sono le mani insanguinate che, settimana dopo settimana, stanno compiendo abominevoli reati contro la popolazione?Per l’informazione occidentale non c’è alcun dubbio: sono le forze dell’esercito regolare guidate dal presidente Bashar Al-Assad che, attraverso bombardamenti massicci e vere e proprie rappresaglie, avrebbero sterminato intere città e ucciso decine di centinaia di persone. Ora, fermo restando che i massacri – purtroppo – ci sono stati, al momento non ci sono prove evidenti che dimostrino chi si sia macchiato di tali reati. Nessuna. Solo ipotesi, rumors e comunicati stampa di chi sta combattendo contro la fazione di Al-Assad. Dal massacro di Hula a quello più recente di Tremseh non c’è una, dicasi una, prova evidente e chiara di chi abbia materialmente agito sul campo. Persino gli esponenti più aggressivi della diplomazia internazionale, Usa e britannica in testa e che premono da mesi per l’intervento armato, parlano solo di “ipotetico” o “supposto” coinvolgimento delle truppe alawite.

Un po’ pochino, credo, per chiedere l’ennesimo intervento militare d’urgenza e compiuto sempre dai soliti buoni volenterosi che dal 2001 stanno portando pace, lavoro e democrazia in tutto il Medio Oriente (sarebbe ora troppo retorico ricordare cosa è successo in Afghanistan, Iraq e Libia). È paradossale come, anche oggi, le principali testate occidentali spendano aperture e titoli “sparatissimi” sull’ultima carneficina, e poi non diano alcuna dignità di notizia, come si dice in gergo giornalistico, al rapporto dell’Onu secondo cui non è possibile, al momento, identificare chi ha commesso tali orrori (salvo poi utilizzare le stesse Nazioni Unite al momento opportuno…). E se i media indipendenti provano a dare informazioni alternative, le testate “importanti” preferiscono portare avanti una più comoda e tranquillizzante politica di basso profilo, in cui vengono passati i comunicati stampa, provenienti dai palazzi del potere, senza troppa cura nel verificare ciò che vi è scritto. Fanno eccezione, come sempre, i media inglesi. Basti pensare all’opera infaticabile del sito MediaLens o persino alla più ingessata BBC (di particolare interesse sono le poche righe aggiunte dal corrispondente Frank Gardner in cui spiega in poche righe perché l’intervista fatta in esclusiva alla stessa BBC dall’ex diplomatico siriano Nawaf al-Fares e ora rifugiato nel Golfo è da prendere con le molle).

Se, infatti, un paio di settimane fa l’emittente di stato britannica è stata sottoposta ad un fuoco di fila perché ha pubblicato, proprio in relazione alla strage di Hula, una foto che si è scoperta poi essere stata scattata in Iraq in precedenza, o perché ha rimaneggiato un pezzo sullo stesso episodio, allo stesso tempo Jon Williams, senior World News Editor, parla apertamente tramite il suo blog ufficiale delle difficoltà oggettive di poter riportare con accuratezza e obiettività i fatti siriani. Stesso discorso si può fare per i tanto blasonati The Independent e The Guardian.

Nessuno, dunque, al momento sa niente su cosa stia accadendo in Siria. L’unica cosa certa è che i paesi occidentali stanno aumentando la pressione sul regime di Al-Assad affinché questo se ne vada e lasci campo libero, con tutta probabilità, a un esecutivo più “western friendly”. La Siria, è necessario ricordare, seppur brevemente, detiene ancora oggi due pessime caratteristiche per il mondo dominante: è vicina, vicinissima (anche per motivi religiosi) al nemico pubblico numero uno, l’Iran, e nel contempo, è uno dei partner militari e commerciali più affidabili della Russia. Un’accoppiata esplosiva, è proprio il caso di dire, che fa di Damasco lo strumento su cui fare leva al fine di giocare la partita, sempre più in campo aperto, tra Usa & Co. e le potenze regionali del “RussIranistan”. Giusto a titolo informativo, e per far capire perché, ad esempio, è estremamente improbabile che lo Zar Putin getti dalla torre la Siria, è importante ricordare che Damasco ospita l’unica base mediterranea della Flotta del Mar Nero (a Tartus con esattezza), considerato punto strategico per la movimentazione navale della marina militare ex sovietica. A questo si devono aggiungere i continui ordini di materiale militare, elicotteri, aerei e soprattutto sistemi antimissili di ultima generazione (di cui i russi sono leader), che nel corso degli anni hanno ulteriormente rafforzato la partnership strategico-militare tra i due paesi.

Per quanto riguarda l’Iran, invece, i legami sono sia, come si diceva, di natura religiosa (entrambe a maggioranza sciita, in Siria domina la fazione alawita, a differenza del sunnismo più radicato nella penisola arabica, distinzione primaria nel momento in cui si voglia parlare di Medio Oriente) che di natura politica. La Siria, insieme al Libano, alla striscia di Gaza e all’Iraq settentrionale, rappresenta una delle principali diramazioni del potere degli Ayatollah che, anche attraverso la discutibile e dispotica gestione del potere da parte di Al-Assad ha costruito il suo rango di potenza regionale indiscussa (forza derivante dall’utilizzo massivo dei fondi a conio verde e nero, ovvero i petrodollari). Senza voler, almeno per ora, entrare nel merito specifico del conflitto e, soprattutto, della sua analisi geopolitica, risulta evidente persino ad un osservatore superficiale che la battaglia che si sta combattendo in Siria riguarda lo scontro di potere tra Stati Uniti e alleati, contro Iran e Russia, cui si deve aggiungere la Cina, sempre pronta a contribuire al logoramento americano (basti pensare all’imminente esercitazione militare congiunta Russia, Iran e appunto Cina proprio in Siria) e colpisce il tweet attributo al generale israeliano in cui si afferma che la possibile caduta di Al-Assad sarebbe un pericolo per lo stesso paese con la Stella di Davide; d’altronde poi da mesi gli stessi vertici del Mossad stanno facendo di tutto per evitare ogni possibile confronto armato diretto con l’Iran e i suoi alleati). La posta in gioco, per quanto esecrabile, è il possibile o parziale ribilanciamento delle forze in campo a livello internazionale, nel momento di maggiore debolezza economica, finanziaria e sociale della vecchia Europa e, soprattutto, dell’ex golden boy americano. E se, fino ad oggi, non solo l’Iran non è stato ancora attaccato militarmente (si ricorda che le elezioni negli USA sono imminenti e che in molti, soprattutto da destra, hanno già parlato apertamente di soluzioni militari praticabili per detronizzare il potere di Teheran), anche per la Siria i giochi non sembrano fatti – come invece lo furono in Libia, che non aveva le stesse protezioni ed interessi comuni –, è forse possibile ipotizzare che la battaglia, prima politica e poi militare, non sia stata ancora vinta né dall’una né dall’altra fazione, determinando lo stallo politico e il perpetrarsi dei crimini cui assistiamo quotidianamente.

A rimetterci ancora una volta sono i popoli che, fagocitati da presunte ragion di stato superiori, pagano il prezzo più caro per la necessità di dominio di altri. Questo, forse, dovrebbe essere rappresentato con maggiore attenzione dai nostri mezzi d’informazione che, tuttavia, sembrano perdersi a loro volta tra veline, pressioni politiche e superficialità rendendoci, contestualmente, compartecipi di tali abomini. (Continua su: http://autori.fanpage.it/medioriente-le-menzogne-dei-media-sulla-carneficina-siriana-2/http://autori.fanpage.it/  – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

7) (AGI) – Parigi 12 set. – Il governo francese, tra non pochi imbarazzi, è stato costretto a sospendere il proprio console onorario che vendeva barconi ai migranti

Il governo francese, tra non pochi imbarazzi, è stato costretto a sospendere il proprio console onorario nella città portuale turca di Bodrum dopo che un servizio della Tv France 2 l’ha sorpresa a vendere barconi ai migranti diretti alle isole greche. Nelle immagini, riferisce la Bbc, si vede la signora Francoise Olcay vendere in un negozio di sua proprietà imbarcazioni e giubbotti salvagenti. Olcay si è difesa sostenendo che se non lo avesse fatto lei, altri avrebbero venduto l’occorrente per il viaggio ai disperati, ed ha anche chiamato in correo le autorità locali turche, che secondo lei, sono coinvolte nel traffico. Proprio su una spiaggia accanto a Bodrum venne ritrovato la scorsa settimana il corpicino senza vita del bimbo curdo di tre anni Alan Kurdi. 

L’immagine del corpo riverso sulla battigia, un pugno nello stomaco all’Europa ma non solo, ha dato il via alle nuove iniziative di accoglienza Ue. Ad imbarazzare ulteriormente il governo di Parigi, nel video di France 2 si vede che sull’ingresso del negozio di materiale nautico della Olcay e’ esposta la targa ufficiale “Agence Consulaire de France” con tanto di tricolore e il motto “Liberté-Egalité-Fraternité“. stemmi ufficiali. Il tutto accanto gommoni identici a quelli usati dai migranti e ritrovati sulla spiaggia di Bodrum. Il ministero degli Esteri francese – sottolinea France 2 – ricorda che l’incarico di console onorario e’ volontario, non retribuito e compatibile con lo svolgimento di altre attovita’ incluse quelle commerciali. Il reporter di France 2, Franck Genauzeau, con una telecamera nascosta pone alcune domande alla ormai ex console onorario, dopo aver fatto con lei un giro nel suo negozio. Quando le chiede: “Lei è consapevole che questa gente che va a morire con questi oggetti che lei vende?”. La replica è: “Assolutamente”. E quando il reporter le fa notare, “Lei è console onorario di Francia e sta alimentando il traffico (di esseri umani)”, la signora alza le spalle e risponde “sì” salvo poi aggiungere che “il sindaco alimenta il traffico, la capitaneria di porto alimenta il traffico, il viceprefetto alimenta il traffico”. “In che senso?”, chiede Genauzeau. “Che lasciano fare, lasciano passare” i migranti, conclude la ‘signora’ Alcoy. (AGI).
(www.ilnotiziaio.it/…/7183-migranti-console-francese-a-bodrum-in-turchia-vendeva-barconi-sospesa – tutti i diritti all’autore ed alla testata).

Fa capolino la solita corruzione ed anche criminalità di un rappresentante di una nazione che fa mercato nero sui migranti e lo giustifica dicendo che anche altre autorità lo fanno. A questo punto ci si chiede di chi ci si deve fidare e se i migranti che sono in mano a criminali sono più protetti che non da personalità ufficiali. La verità è purtroppo molto selezionata e viene a galla proprio in circostanze particolari; per il resto resta sott’acqua e non si vede, ma c’è ed è molto diffusa e coperta da altri criminali col colletto bianco.

8) ATENE. Un barcone pieno di migranti si è rovesciato in mare al largo dell’isola greca di Fermakonissi, nell’Egeo meridionale, e 34 dei passeggeri sono morti; si teme che ci siano dei dispersi – Dalla Grecia.
È salito dunque il bilancio delle vittime (in un primo momento si era parlato di 28 morti), fra le quali vi sono 11 bambini oltre a 4 neonati. Il numero dei morti è comunque ancora provvisorio e potrebbe aumentare ancora, almeno 28 migranti morti in Grecia: è strage di bambini: altri 14 Aylan non sulla spiaggia, ma la  tomba di alcuni di loro è senza fiori in fondo al mare; tra le vittime bambini e neonati. Almeno la metà di 34 (dicono) che sono giù in fondo al mare, trascinati dalle correnti che li spinge verso altri mari, verso altri fondali, dove non avranno sepoltura se non come catena alimentare.
Ma vi ricorderemo, bambini, sempre: come Aylan, tre anni, annegato e spiaggiato, che ha risvegliato quello che voi facevate già, senza nessuna foto, senza nessuna notizia mediatica, ma solo sotto forma di cifre associate a una disgrazia.
In noi voi siete vivi e, quando ci addormentiamo, vi pensiamo ancora e ci colleghiamo con la vostra Nuova Vita che senz’altro c’è e vi farà sorridere e ridere come non mai, in braccio all’amore dei vostri e soprattutto nell’amore di Colui che ci ha messo su questi sentieri, proteggendoci  alla meglio, ma non dandoci in mano solo ad angeli, ma anche a delinquenti e criminali con la coscienza da mostro.
– Stando a quanto riferiscono fonti di agenzia, tra le 28 vittime vi sarebbero almeno 4 neonati e altri 8 bambini. Sei vittime sono state trovate nella stiva del barcone, che si sarebbe capovolto probabilmente a causa del peso eccessivo. Al largo dell’isola di Farmakonisi, intanto, i soccorritori sono ancora al lavoro: all’appello mancano circa 15 persone, stando ad una prima stima fatta grazie alle segnalazioni dei migranti scampati al naufragio. Mentre non accenna a rallentare il flusso di profughi attraverso la frontiera ungherese, le acque della Grecia sono teatro dell’ennesima tragedia del mare. A quanto trapela in questi minuti il barcone viaggiava con circa 100 persone a bordo e si sarebbe inclinato proprio a causa del peso eccessivo: circa una cinquantina di persone sono state scaraventate in acqua e tra queste avrebbero perso la vita anche 14 bambini.
Resta altissima, intanto, la tensione lungo la rotta balcanica: solo oggi in 4mila hanno attraversato la frontiera ungherese, mentre nei campi profughi in Serbia si rischia il collasso e l’emergenza umanitaria. Di pari passo, il premier ungherese Orban continua nella linea dura e sembra intenzionato ad andare fino in fondo nella costruzione del muro e nella volontà di “arrestare” chiunque oltrepassi irregolarmente il confine. Nel frattempo, la polizia austriaca ha comunicato di aver trovato ben 42 migranti nascosti in un camion frigo. I due autisti del mezzo, iracheni, sono stati arrestati. I migranti sono in buone condizioni ed ora saranno trasferiti in un centro di accoglienza (Continua su: http://www.fanpage.it/ennesima-tragedia-del-mare-almeno-28-migranti-morti-in-grecia/http://www.fanpage.it/).

Non si voleva arrivare a questa conclusione spietata, che però è sempre presente in tutti i naufragi: i bambini sono i primi a morire, perché più sprovveduti degli adulti da cui si aspettano aiuto e perché nessuno ha fatto loro imparare a nuotare.

Ancora un naufragio tra Turchia e Grecia.

MONDOULTIME NOTIZIE 15 SETTEBRE 2015 – Ancora bambini annegati ed in fondo al mare – 08:10 di Susanna Picone (tutti idiritti riservati all’autore ed alla testata).

Ore 10.55 – In Ungheria 9.380 migranti bloccati, 16 arresti – La polizia ungherese ha bloccato nella giornata di lunedì 9.380 migranti entrati dalla Serbia. Dopo la mezzanotte sono state arrestate 16 persone, per aver violato la nuova legge che prevede fino a tre anni di carcere per chi entra illegalmente nel Paese. Lo riferisce un portavoce. Ore 10.45 – Si aggrava il bilancio del naufragio avvenuto all’alba nelle acque tra Grecia e Turchia: secondo il sito di Hurriyet, i corpi recuperati dalla guardia costiera turca sono almeno 22, tra cui quelli di 4 bambini, mentre 211 persone sono state tratte in salvo.

Ore 9.50 – Nuova tragedia di migranti nelle acque tra Turchia e Grecia: secondo i media ellenici e turchi, almeno 13 persone, tra cui quattro bambini, sono morte nel naufragio della loro imbarcazione al largo delle coste sudoccidentali della Turchia davanti a Datca. Secondo queste fonti, sono state tratte in salvo 205 persone. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-da-ue-accordo-a-meta-in-ungheria-completato-il-muro/http://www.fanpage.it/).

Altri bambini che aumentano l’esercito degli innocenti assassinati e che gridano vendetta alla terra, al cielo, all’umanità, a Dio. Perché morire così, quando i politici non sanno decidersi o ritornano a fare i caporali sulla pelle degli altri, specie dei bambini? Basta con l’assassinio consenziente politico del rimandare le decisioni e non avere il coraggio di imporre la salvezza degli altri esseri umani!

È veramente triste osservare le faccine di tutti i bambini migranti da ogni terra e portati dai loro padri e madri e pensare quale tra questi non sarà più presente per vivere al prossimo imbarco o esodo a piedi e scomparirà nell’esercito degli innocenti che non ha nome, ma è simbolo degli adulti vigliacchi che pensano solo ai soldi e basta. Tanti sorrisi infantili si vedono anche se sgambettano vicino ai loro adulti, corrono sulle linee ferroviarie, offrono biscotti ai poliziotti, ma poi piangono se la polizia da manganellate ai loro genitori o c’è ressa soffocante che li costringe a respirare male.

Ma seguono lo stesso i loro genitori, non li abbandonano, portati sulle spalle, sulle braccia, si addormentano pure stanchi delle camminate in ogni clima, se non sopraggiunge disidratazione, fame, mare che non conoscono e quant’altro.

Ma appena possono si rimettono a giocare, a correre, a saltare, a giocare con il più strapazzato giocattolo che tengono come sacro nelle loro tasche e si formano i gruppettini che si rincorrono. Poi quando disegnano le barche o carrette che affondano, i corpi degli altri bambini che sono stati uccisi, disegnano anche teste senza corpo e madri che piangono, cimiteri… e allora i fantasmi che avevano sepolto nel loro subconscio riaffiorano nella loro violenza: allora piangono, si disperano. Se poi sono rimasti soli sono come fiori cui è stato tagliato il gambo: i loro occhi non ridono più, sono persi altrove, e le paure che subentrano li spingono o a rinchiudersi in se stessi  senza compiangersi, specie se ci sono fratelli ed avviene che iniziano a farsi forza, pensare al cibo, al buco dove ripararsi, inconsapevoli ancora degli sparvieri che li possono notare e straziare nelle loro prede da vendere o da sfruttare comunque.

Ringraziamo sempre di cuore quei volontari che aiutano questi disperati e cercano di impostare loro una vita possibile vivibile, volontari che spesso non hanno le divise cariche di contrassegni, hanno abbandonato il loro lavoro e la loro casa e sono giù, silenziosi ad aiutare chi ha necessità di superare qualche ostacolo. Grazie! Siete il frumento che sta crescendo e che renderà molto per questa umanità tanto disastrata ed egoista, rendendola forse un po’ migliore, anche se i bambini morti assassinati aumentano di giorno in giorno!
Altro che miglioramento dei bambini sotto i cinque anni: orrende bufale. La realtà cerchiamola in fondo ad ogni mare e lungo le vie di esodo.

Migliaia di migranti scuotono gli Stati europei e le loro frontiere/Thousands of Migrants Shake the European States and their Borders

Ormai non c’è più ritegno: gli scafisti sono anche minorenni reclutati all’ultimo momento per il pagamento del viaggio. Perciò l’esperienza di navigazione è zero, ma questo non conta per i trafficanti degli umani via mare (anche perché i criminali trafficanti hanno tentato altre vie come Turchia, e ora Grecia e Ungheria). Ma questi sono solo una parte dei migranti mondiali: altri li conosciamo molto poco, ma esistono eccome.
Tutti si accorgono ora di intervenire e l’unica proposta concreta l’ha lanciata il Papa dicendo di accogliere una famiglia per ogni parrocchia; le altre istituzioni cincischiavano, mentre i volontari rischiavano di tutto, anche la tratta umana (Ungheria). Amnesty International ha denunciato la peggiore crisi di profughi (…) 15 giu 2015 – Quella in corso è la peggiore crisi di profughi dalla seconda guerra mondiale. A denunciare la situazione è Amnesty International, in un rapporto pubblicato in vista della giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno, secondo il quale l’emergenza riguarda un milione di profughi tra Siria, sudest asiatico, Africa subsahariana e mar Mediterraneo.(…) http://www.internazionale.it/notizie/2015/06/15/profughi-rapporto-amnesty
E  gli annegati aumentano di giorno in giorno: l’ultimo naufragio è di 70 persone, con qualche recupero.. NO! Ce ne è un altro di 20 persone più recente ancora.
La scena impressionante e che ci fa vergognare è quella di Aylan bambino di 3 anni morto annegato assieme alla mamma e a un fratello, sospinto su una spiaggia e recuperato da un soldato turco. Grazie di aver compiuto l’ultimo gesto che si può fare: seppellirlo con la mamma e un fratello; è restato solo il padre a compiere quell’ultimo gesto di umanità.

Nell’UE grideranno alla vergogna, ma non si muovono ancora: un’ennesima riunione e di fatto pochissimo, mentre gli annegati in mare, in terra e sull’asfalto aumentano. Vergogna, UE:  i migranti aspettano da anni ormai qualcosa di decoroso e  di umano.

Budapest, gas contro i migranti. «Respingeremo chi non è rifugiato» http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_01/caos-budapest-stop-circolazione-treni-migliaia-migranti-arrivo-de8ce400-5082-11e5-ad2e-795b691a3a45.shtml I migranti arrivati in Ungheria sono passati dalla rotta dei Balcani, attraverso la Turchia, il Mar Egeo e la Grecia, la Macedonia e la Serbia, riuscendo a entrare nel paese nonostante una barriera di 175 chilometri costruita nel mese di agosto lungo il confine meridionale. (…)

«Essere umani in Austria»: migliaia in piazza a Vienna. E anche la polizia sfila per i rifugiati (http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_agosto_31/essere-umani-austria-migliaia-piazza-vienna-anche-polizia-sfila-rifugiati-178d3618-501c-11e5-8a95-dfd606371653.shtml)

Berlino: «Non ci sono corresponsabilità»

Non è tardata ad arrivare la replica di Berlino. Durante una conferenza stampa congiunta insieme al premier spagnolo Mariano Rajoy, Angela Merkel ha spiegato di non vedere «corresponsabilità» nella situazione che si sta verificando in Ungheria, dove migliaia di migranti chiedono di andare in Germania. La cancelliera ha sottolineato che le regole di Dublino in Europa valgono ancora, anche se la Germania ha annunciato che di fatto rinuncerà a mandare indietro i siriani in arrivo nel Paese. Merkel ha poi sottolineato che, per gestire l’emergenza, «abbiamo bisogno che i centri di registrazione per i migranti in Grecia e Italia vengano velocemente realizzati».

12 mila islandesi vogliono accogliere i siriani

Intanto arrivano anche notizie dalla lontana Islanda. Dopo che il governo di Reykjavik si era limitato ad offrire ospitalità a massimo 50 profughi siriani, oltre 12.000 islandesi si sono impegnati su Facebook ad accogliere altrettanti disperati in fuga da Damasco, martoriata da oltre 4 anni di guerra civile (…). (http://www.corriere.it/esteri/15_settembre_01/migranti-12000-cittadini-islandesi-si-offrono-ospitare-rifugiati-siriani-62628650-50aa-11e5-ad2e-795b691a3a45.shtmlsettembre 2015 – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

 

L’Ungheria insegna, assieme agli altri stati, un comportamento messo in atto da sempre: il pennarello che marchia i migranti è presente  oltre che disumanizzante; essi sono segnati  come bestie al macello: doppia vergogna per chi ha dato quell’ordine.
Ma è ben peggio la denuncia con video che la polizia ungherese ha usato spray urticanti contro donne e bambini: nel video i bambini hanno gli occhi rossi e piangono (…). (Migranti, polizia ungherese usa spray urticanti contro donne e bambini … Spray urticanti contro donne e bambini alla frontiera tra Ungheria e Serbia. È la denuncia del New York Times, che documenta tutto attraverso un video. L’episodio è accaduto nella notte del 30 agosto quando un gruppo di profughi siriani è stato respinto dagli agenti di Budapest mentre supplicava l’ingresso in Ungheria. (…) (http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/migranti_ungheria_polizia_usa_spray_urticanti_donne_bambini/notizie/1548472.shtml).
Le scene che ormai si vedono sono quello che sono: gente quasi catatonica che cammina per camminare senza badare ad altro se non a quello; chi resta per strada resta lì, chi scende nella stiva è destinato al macello previsto. Non si sa più cosa dire, mentre le riunioni degli stati dell’UE, ma anche da altre parti del mondo, non riescono a controllare questo fenomeno gigantesco, come fece Belgrado (un tempo ha fermato i mussulmani, ma ora lascia passare quello che può). I volontari ci sono sempre e anche la gente comune aiuta con quello che può chi passa  senza un bagaglio di prima necessità e questo riaccende la speranza il molti, anche se la generazione dei bambini sta creando un vuoto immenso nel futuro dell’umanità: i bambini che crescono in occidente avranno ben presto a che fare coi bambini appartenenti ai migranti, cresciuti a colpi di pallottole, torture, quadri di uccisione nei loro occhi che ormai sono spenti alla gioia, anche se ci auguriamo che possano ristrutturarsi una volta arrivati dove vogliono e soprattutto dove li accettano come esseri umani, fratelli che necessitano di tutto.
Negli ultimi giorni Germania ed Austria hanno aperto ai migranti le loro frontiere e queste due nazioni stanno assorbendo migliaia di persone, mentre la gente comune per strada aiuta quelli che possono.
Grazie, Austria e Germania, della vostra umanità. Speriamo anche in altre nazioni che usavano spray lacrimogeni contro donne e bambini (Ungheria) o manganellate (Kos,Grecia). Sono ancora molte le nazioni europee che accettano malvolentieri questi richiedenti asilo per loro ed i loro figli: ricordiamoci di quando i nostri antenati italiani si spostavano in America. L’esodo c’è sempre stato, più o meno contestato e violentato (esodo Armeni,campi di concentramento nazisti e via via, abbiamo poche notizie dei media sugli esodi che avvengono nei paesi dell’America settentrionale e meridionale,  Indonesia, Nuova Zelanda, Australia, e sui trattamenti nel Bangladesh  (Rapporto “La Comunità Bengalese in Italia” 2013. “Il Bangladesh ha una lunga storia di migrazioni, legate a questioni di carattere economico e sociale, ma anche alle ricorrenti emergenze di carattere naturale.(continua su  http://www.integrazionemigranti.gov.it/archiviodocumenti/aree-di-origine/Pagine/Rapporto-Comunita-bengalese-2013.aspx – Rapporto “La Comunità Bengalese in Italia” 2013).
Poi i bambini sono quelli che più risentono ora e nel futuro di questi spostamenti violenti; e chi lo sa come resteranno fisicamente e psicologicamente disturbati? Secondo l’Unicef “106mila bimbi chiedono asilo UE” (www.lettera43.it/ultima/unicef-106mila-bimbi-chiedono-asilo-ue_43675185548.htm), perciò siamo in un periodo in cui è importante che i politici non aprano gli occhi e pensino al mondo intero e non alle loro parentopoli e portafogli vari. Speriamo che la gente comune stia bene attenta, nelle prossime elezioni, a lasciare a casa coloro quelli che vogliono solo qualsiasi loro tornaconto anche con leggi insensate e, come stanno facendo Austria e Germania, aiutino veramente chi è rimasto senza nulla o quasi, cercando una vita vivibile, senza illusioni di sorta come successe a Budapest.
Ricordiamoci che sono molti i bambini come Aylan che giacciono sotto terra, sul fondo del mare (come il suo fratellino di 5 anni), sepolti nella sabbia, nei propri villaggi, decapitati, torturati… Ricordiamoci anche di loro: ne hanno tutto il diritto, anche su questa terra, oltre che a una accoglienza festosa nell’altra vita (per chi ci crede, ma dovuta).
1) Migranti morti nella stiva, fermati 8 presunti scafisti: “Cinghiate a chi usciva”.
Fermati otto presunti scafisti a Catania: erano arrivati insieme ai superstiti della traversata e alle 49 salme dei migranti morti soffocati nella stiva. Tra i fermati anche un ragazzo di 17 anni, gli altri sono poco più che maggiorenni. 18 AGOSTO 2015, 15:46 di Susanna Picone  (tutti i diritti riservati agli autori ed alla testata).

Otto giovanissimi, tra loro c’è anche un minorenne, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato e Guardia di finanza di Catania perché ritenuti gli scafisti del barcone con 312 migranti e 49 cadaveri soccorso dal pattugliatore della Marina Militare Cigala Fulgosi nel Canale di Sicilia nel giorno di Ferragosto. Gli otto fermati – giunti ieri a Catania insieme ai superstiti della traversata e alle salme – sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio volontario plurimo. I presunti scafisti sono il comandante del barcone e i componenti dell’equipaggio. Secondo quanto accertato, questi ultimi si occupavano della distribuzione dell’acqua, della disposizione dei profughi e, in considerazione dell’elevato numero di persone, anche del mantenimento dell’ordine a bordo che veniva esercitato con violenza con pugni, calci, bastoni e cinghie. Gli scafisti bastonavano chi cercava di uscire dalla stiva. Così, segregati con la violenza in uno spazio angusto trasformato dai vapori dei motori in una camera a gas, sono morte 49 persone su un barcone salpato dalla costa libica di Zwara e soccorso dalla nave della Marina militare. Verosimilmente le persone che hanno trovato la morte nella stiva avevano pagato un prezzo inferiore accettando di viaggiare sotto coperta. Presunti scafisti sono stati individuati in base alle testimonianze dei sopravvissuti, tra cui anche familiari delle vittime.
I sette fermati maggiorenni sono stati portati nel carcere catanese di Piazza Lanza, mentre il minorenne è stato affidato a un centro di prima accoglienza. “Fra i 416 migranti per la prima volta abbiamo individuato un gruppo consistente di marocchini, che non sono profughi”, ha detto il questore di Catania Marcello Cardona nel corso della conferenza stampa in Procura a Catania sull’arresto degli 8 presunti scafisti. Nei loro confronti è stato emesso un provvedimento immediato di respingimento. I 116 marocchini sono stati portati al Cie di Trapani e nei prossimi giorni saranno riportati nel loro Paese con un volo ad hoc continua su: http://www.fanpage.it/migranti-morti-nella-stiva-fermati-8-presunti-scafisti-cinghiate-a-chi-usciva/ http://www.fanpage.it/ – tutti i diritto riservati all’autore ed alla testata).
2) Austria: 50 migranti muoiono asfissiati nel cassone di un Tir.
A bordo di un camion parcheggiato lungo l’autostrada orientale A4, tra il Burgenland Neusiedl e Parndorf, sono stati trovati circa 50 profughi morti. 27 AGOSTO 2015       13:33 di Davide Falcion i(tutti i diritti all’autore e alla testata – http://www.fanpage.it/ 27/08/2015).
UE: “Ora ci vuole unità”. Dopo la tragedia del tir da parte della Commissione UE è arrivato un appello all’unità. In una nota si invocano “azioni comuni e solidarietà tra tutti”: “C’è la necessità urgente che tutti gli Stati membri sostengano le proposte avanzate dalla Commissione, anche chi sinora è stato riluttante”. Viene anche sottolineato come ci si trovi di fronte “non a una crisi italiana, greca, franco-tedesca ungherese, ma europea”. “Siamo tutti sconvolti dalla notizia agghiacciante dei profughi morti nel tir. Questo è un ammonimento all’Europa a offrire solidarietà e a trovare soluzioni”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Vienna alla conferenza sui Balcani occidentali. “Troveremo il modo di distribuire il carico e le sfide in modo equo”, ha aggiunto la Merkel.
– Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha espresso la sua solidarietà al cancelliere austriaco Werner Faymann. “Una morte assurda, che sconvolge la coscienza di ognuno di noi e che sottolinea, una volta di più se ce ne fosse ancora bisogna, la centralità e l’urgenza del tema dell’immigrazione in una Europa dove tornano ad erigersi muri”.
– Le autorità austriache hanno reso noto che negli ultimi due giorni sono stati intercettati dalla polizia dei tir carichi di migranti: uno di loro ne trasportava 34 nel rimorchio, tra cui anche dieci bambini, che appena scesi dal camion hanno riferito della difficoltà nel riuscire a respirare a causa dello scarsissimo ricambio di aria.
– Stando a quanto riferiscono i media austriaci il camion è rimasto parcheggiato per ore lungo una corsia dell’autostrada finché non è arrivata la polizia ed ha effettuato un controllo, scoprendo nel cassone i 50 cadaveri di profughi. Immediatamente sono scattate le ricerche del conducente, che dopo aver abbandonato il camion ha fatto perdere le sue tracce. Il Ministro degli Interni austriaco ha confermato la presenza “di un numero tra 20 e 50 vittime” parlando di “giorno buio per il paese”. Il governo ha invocato la tolleranza zero “nei confronti dei trafficanti di esseri umani complici di questa tragedia”.
3) Nuova tragedia dell’immigrazione, stavolta non su un barcone a largo della Libia bensì su un camion in Austria: a bordo di un tir parcheggiato lungo l’autostrada orientale A4, tra il Burgenland Neusiedl e Parndorf, sono stati trovati 50 migranti morti, molto probabilmente asfissiati all’interno del cassone. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Krone. Davide Falcioni.
Nel frattempo la rotta balcanica continua ad essere interessata da un massiccio numero di transiti e le previsioni delle Nazioni Unite, che nei giorni scorsi avevano parlato di 3mila passaggi al giorno attraverso la Serbia, hanno trovato piena conferma. Nelle ultime 24 ore infatti migliaia di migranti hanno raggiunto il confine con l’Ungheria, dove non è ancora stata ultimata la barriera metallico-spinata al confine che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe ostacolare in modo determinante il flusso migratorio.
Dall’inizio dell’anno oltre 140mila persone sono transitate da Budapest (settembre 2015), più del doppio rispetto al 2014, e ciò ha convinto il premier Orban a schierare un massiccio numero di poliziotti alle frontiere in attesa che la barriera venga ultimata, prevedibilmente nel giro di qualche settimana. Oltre 2mila agenti sono stati inviati per dare supporto ai colleghi e potranno avvalersi anche di unità cinofile, cavalli ed elicotteri. Uno schieramento di forze dell’ordine incredibile, che potrebbe essere ulteriormente integrato con l’arrivo di soldati di leva, poco o per nulla addestrati ma considerati importanti nell’ostacolare il flusso migratorio. E’ convinzione del partito di Orban, di destra nazionalista, che i profughi siano intenzionati a raggiungere Budapest e che solo una parte di essi intenda proseguire il viaggio nel resto d’Europa. In realtà è proprio la costruzione del muro al confine tra Serbia e Ungheria a spingere migliaia e migliaia di rifugiarsi a raggiungere il paese nel più breve tempo possibile. (Continua su: http://www.fanpage.it/austria-50-migranti-muoiono-asfissiati-nel-cassone-di-un-tir/ http://www.fanpage.it/).
BELGRADO, 27 AGO – Altri tremila migranti e profughi hanno raggiunto l’Ungheria nelle ultime 24 ore secondo quanto riferito dalla polizia magiara. Di essi, è stato precisato, 700 sono bambini. Si tratta del numero maggiore di arrivi in un solo giorno in Ungheria, dove dall’inizio dell’anno sono entrati 140 mila migranti della rotta balcanica, più del doppio rispetto all’intero 2014 (tutti i diritti all’autore ed alla testata).
4) ANSA – ROMA, 28 AGO – Altri 163 bambini – tra cui 5 ragazze – sono stati rilasciati da un gruppo armato nella Repubblica Centrafricana. I bambini sono stati rilasciati dalla milizia anti-Balaka durante una cerimonia nella città di Batangafo. Da maggio il numero dei bambini liberati è salito a 645. A renderlo noto è l’Unicef che stima che nel Paese dal 2013 tra 6.000 e 10.000 bambini sono stati associati con le fazioni armate.
Questa è l’unica notizia buona che fa sperare, sebbene non si sappia in che stato tornino e che intenzioni siano state loro inculcate. D’altro canto leggiamo il 31 agosto 2015 la notizia che “Nigeria, Boko Haram fa strage di civili in un villaggio: 68 morti” (http://www.intopic.it/notizia/8773138 – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata). Tra quei 68 morti quanti bambini hanno aumentato l’esercito degli innocenti e le notizie buone sono sommerse da quelle drammatiche specie per i bambini?
Nei capitoli precedenti si citano gli scafisti che sono minorenni o appena maggiorenni: quindi nessuna preparazione alla guida di un barcone stracarico e destinato pertanto a grossi problemi, come la morte di gran parte degli emigranti, soprattutto quelli rinchiusi nella stiva e non fatti uscire a respirare: il numero degli occupanti le carrette e dei morti ormai è quello che si presume e viene raccontato dagli scampati, se ce ne sono. Forse 200 in due giorni vicino alle coste libiche in parte recuperati, in parte ancora in mare in balia delle onde e dei pesci. Anche la statistica degli arrivi è carente perché si controlla quello che si può con l’aiuto di Frontex e dei soliti volontari che mettono a rischio la propria vita ed il loro futuro per aiutare i loro fratelli.
La statistica ufficiale parla di 2375 morti dall’inizio dell’anno. Senza essere tragici, questi numeri sono in difetto, più che in eccesso, e ad essi si aggiungono quelli che arrivano in Grecia, in Spagna, in Ungheria, via terra e tir, rimanendo uccisi come mosche: 70 morti su un tir rinchiusi in un comparto senz’aria e poi altri su un altro tir, esclusi quelli di cui non sappiamo nulla, dal’Indonesia, dall’Australia, dal Messico e via discorrendo; esseri umani che vogliono solo vivere, non essere braccati né alla mercé di delinquenti militari e non.
Non si sa più cosa aggiungere a quei numeri senza fine, che continuano a incrementare specie per bambini non accompagnati da nessuno, facili prede di altrettanti delinquenti che come sparvieri seguono le orme dei migranti e si mescolano tra loro per agire meglio.
Poi ci sarebbero due notizie del 2014 molto compromettenti:
5) Spari sul barcone dei migranti: è caccia all’autore del video. 14 mag  2014 – Il video girato a bordo della nave militare Aliseo mostrava le raffiche di artiglieria sparate contro un peschereccio carico di migranti. Ora scatta l’inchiesta interna, ma non per fare luce sul comportamento dei militari. È caccia a chi girò quelle immagini così compromettenti. (Continua su: http://www.fanpage.it/spari-sul-barcone-dei-migranti-e-caccia-all-autore-del-video/
Immigrazione, parla un testimone: “400 morti in un naufragio, molti minorenni”
Il dramma dell’immigrazione avrebbe fatto nuove vittime. E’ quanto emerge dalle testimonianze raccolte da Save the Children tra i 150 superstiti, sbarcati oggi a Reggio Calabria dalla nave Orione. (Continua su: http://www.fanpage.it/immigrazione-parla-un-testimone-400-morti-in-un-naufragio-molti-minorenni/)
Tutte notizie da controllare e da lasciare alle autorità competenti per saperne qualcosa in più.
Inizia il mese di settembre ed anche alcune riunioni di ministri degli interni per stabilire delle regole (meno male: era ora!) per questi emigranti (“E’ stata fissata per il 14 settembre la riunione ministeriale d’emergenza dell’UE sull’immigrazione“, auspicata dai ministri dell’interno di Francia, Gran Bretagna.  Lo annuncia la presidenza lussemburghese, precisando che l’incontro di terrà a Bruxelles nel pomeriggio del 30/08/2015”. (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – fanpage.it ).
Si spera di non dare più notizie di assassinati dal mare o dal trasporto via terra, ma intanto gli emigranti continuano a correre verso mete di speranza: aiutiamoli a trovare una soluzione buona e non a sperare invano.
6)  In 6 anni in Italia 610 casi di minori scomparsi
Ogni anno sono 100 i casi di minori scomparsi in Italia: a lanciare l’allarme è uno studio del Telefono Azzurro.ITALIA ULTIME NOTIZIE 24 MAGGIO 2015 – http://www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
Dal 2009 ad oggi sono 610 i nuovi casi di minori dei quali si sono perse le tracce perché sottratti al coniuge, rapiti o fuggiti da casa e ogni anno in Italia si registrano circa 100 casi, con un trend in aumento nell’ultimo triennio. È questo il dato più rilevante che emerge dallo studio realizzato da Telefono Azzurro in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi, sui dati ricavati dalle segnalazioni al numero unico europeo per i minori scomparsi, affidato in Italia a Telefono Azzurro. L’Adnkronos anticipa così i dati che sono stato diffusi nel 2014 a Roma nel corso del convegno “Bambini non accompagnati, scomparsi, sfruttati: il dramma silenzioso”.
La stima su base mondiale parla di circa 8 milioni di bambini che scompaiono ogni anno, 250mila dei quali in Europa. Dati inquietanti che, per i responsabili di Telefono Azzurro, devono spingere ad una riflessione di senso: “Il silenzio che condanna le vittime all’abbandono e all’oblio può e deve essere rotto innanzitutto prendendo coscienza di un fenomeno sommerso, socialmente rilevante, ma difficile da monitorare”. Del resto, continuano, “i dati indicano che occorre riflettere sulla tempestività delle ricerche e ripensare le procedure da attivare nelle primissime ore successive alla scomparsa di un bambino”, soprattutto per quel che concerne la capacità di coordinamento e di gestione dei primi interventi.
Come detto, le segnalazioni in Italia (ricordiamo che il numero per le segnalazioni è il 116000, servizio gratuito e raggiungibile da telefonia fissa e mobile di tutta Italia) sono state circa 1200, con 610 casi di scomparsa di minore. La maggior parte dei casi afferiscono alla cosiddetta “sottrazione parentale” e bambini di età inferiore ai 10 anni, mentre gran parte delle rilevazioni arriva da Lazio e Lombardia (circa il 45% del tot –  continua su: http://www.fanpage.it/in-6-anni-in-italia-610-casi-di-minori-scomparsi/).
Qui mancano spesso i dati dei bambini degli emigranti di cui molto spesso si sa poco o nulla, a meno che siano scomparsi coi loro genitori nel mare o lungo i viaggi dell’orrore. Il numero allora si allunga, fino a dove non si sa, per mancanza di dati obbiettivi, ma veri,  perché l’esercito del silenzio si allunga, aumenta, fa paura. Il dramma poi dei bambini che arrivano non accompagnati spaventa ancora di più: in che mani finiranno, cosa subiranno se non c’è un’associazione seria e morale che li prende in carico o li affida a famiglie moralmente solide e coscienti di fare i genitori a costo di sacrificarsi personalmente per allevare questi  orfani, sbandati socialmente ,in cerca di un amore ed affetto familiare che spesso non trovano?
Ringraziamo però chi si dà da fare per questi bambini e procura loro una vita vivibile attraverso un inserimento che non sia l’ennesimo schiavismo che spesso questi minori lasciano al loro paese di provenienza.
Le segnalazioni in Italia (ricordiamo che il numero per le segnalazioni è il 116000, servizio gratuito e raggiungibile da telefonia fissa e mobile di tutta Italia) sono state circa 1200, con 610 casi di scomparsa di minore. La maggior parte dei casi afferiscono alla cosiddetta “sottrazione parentale” e bambini di età inferiore ai 10 anni, mentre gran parte delle rilevazioni arriva da Lazio e Lombardia (circa il 45% del totale.  (Continua su: http://www.fanpage.it/in-6-anni-in-italia-610-casi-di-minori-scomparsihttp://www.fanpage.it/).
Ci sono altre notizie sui bambini scomparsi non meno preoccupanti. Le cifre, allarmanti e drammatiche, sono state rese note dal Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse del Ministero dell’Interno, Vittorio Piscitelli. Uno schiaffo a chi crede di essere al sicuro e poter controllare tutto. Che fine fanno? Non si sa esattamente, risposta che fa correre un brivido lungo la schiena. Probabilmente finiscono in pasto agli orchi, adulti senza scrupoli che non fanno altro che sfruttare la loro innocenza, con violenze, soprusi, addirittura per il traffico degli organi.
Un piccolo esercito, dunque, che è sparito senza lasciar traccia di sé, che da solo rappresenta il 51,7% del totale delle persone scomparse o rapite. La maggior parte è composta da bambini stranieri, che sono circa 13.489 contro i 1.628 italiani. Facile pensare, sottolinea Piscitelli, che questa maggioranza sia dovuta al fatto che “quando arrivano in Italia magari sui barconi, spesso non sono accompagnati e sono quindi più vulnerabili. Dati alla mano, si potrebbe pensare che la mobilitazione per contrastare questo fenomeno sia totale, invece no. “Il 116.000, numero telefonico europeo per i bambini scomparsi – attualmente aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 –, rischia di chiudere a causa dei tagli della Commissione Europea”, denuncia Ernesto Caffo, presidente del Telefono Azzurro, il quale sottolinea che in Europa scompaiono ogni anno 270.000 bambini, “cioè uno ogni due minuti”.
Unicef: sempre più donne e bambini tra i rifugiati sulla “rotta balcanica” (http://videozer.us/unicef-sempre-piu-donne-e-bambini-tra-i-rifugiati-sulla-rotta-balcanica_ad4430bc3.html).
13 ore fa – ALTRE INFORMAZIONI: http://it.euronews.com/2015/09/01/unicef-sempre-piu-donne-e-bambini-tra-i-rifugiati-sulla-rotta-balcanica euronews: (tutti i diritti riservati alla testata) il …
Quindi il problema è attualissimo, solo che pochi se ne interessano veramente, e poi i tagli della Commissione Europea rischiano di far chiudere una finestra di questo mondo malvagio dove i bambini sono pacchi, che possono essere aperti e buttati via, dopo un loro uso indiscriminato, e i pedocriminali sono sempre dietro la porta. Ricordiamo le babydoll, ovvero le cliniche fatiscenti dove i bambini rubati sono adattati alle voglie dei singoli e che molti volontari, a costo della loro vita,s egnalano quando possono, a polizie non corrotte per stroncare quel traffico, soprattutto nei paesi dove sono individuati.
7) Io, buonista pentito, vi chiedo una mano: aiutatemi a dire la verità sui migranti (…)1 settembre 2015 – Come posso convincere gli altri del fatto che diamo asilo a tutti, malgrado i dati dicano che accogliamo meno richieste della media europea?  (…)Come faccio a continuare a ripetermi che i profughi li ospitiamo nel lusso con tutti i confort, mentre loro si lamentano del cibo e del servizio in camera? (…)Come è possibile giustificare la sospensione di Mare Nostrum dicendo che non possiamo spendere 110 milioni di euro l’anno? (…) (continua su: http://www.fanpage.it/io-buonista-pentito-vi-chiedo-una-mano-aiutatemi-a-dire-la-verita-sui-migranti/http://www.fanpage.it/). Adriano Biondi (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
Se si segue l’esodo attuale verso la Grecia e verso l’Ungheria ci si accorge che c’è in atto un qualcosa che non era previsto, ma che potrebbe ancora di più destabilizzare le nazioni impreparate, non quelle che hanno chiuso le frontiere e non vogliono sentire parlare di emigranti. Le scene che si vedono sono raccapriccianti: nugoli di persone di ogni genere che riempiono le piazze e il posti di controllo, scontri con la polizia lungo il muro/antiemigranti, la polizia che avrebbe usato bombe assordanti, lacrimogeni ed altro, governi che non sanno più cosa fare e il flusso tra cui molti bambini impreparati a queste manifestazioni e climi sociali che si stringono alle loro mamme, se ci sono, o bambini che corrono dietro agli adulti e non si sa la loro fine quale sarà nel breve e lungo termine. E giustamente il giornalista si chiede:
– Come si fa a restare indifferenti di fronte al dramma di migliaia di persone? Come si fa a voltarsi dall’altra parte e non provare compassione, empatia, sofferenza?
– Come si fa a distinguere tra migranti economici, profughi, rifugiati, disperati? Come si può pensare che un’etichetta basti a lavare la nostra coscienza?
– Come faccio a bollare come “clandestino” chi ha la sola colpa di cercare un rifugio da guerra, povertà, carestie?
– Come si fa a spiegare ad un bambino che non ha diritto ad una vita dignitosa, o anche soltanto ad una vita, solo perché è nato dall’altra parte del Mediterraneo?
– Come si fa a dire “non c’è posto”, se arrivano 100mila persone in una nazione che ha 60 milioni di abitanti?
– Come faccio a ripetere che “vengono tutti qui”, malgrado il numero dei rifugiati in Italia sia in proporzione molto più alto in Paesi come la Francia, la Svezia, la Germania?
– Come posso convincere gli altri del fatto che diamo asilo a tutti, malgrado i dati dicano che accogliamo meno richieste della media europea?
– Come posso sostenere contro ogni evidenza statistica che “la stragrande maggioranza” dei migranti finisce per delinquere?
– Come si riesce a strumentalizzare ogni episodio di cronaca nera, in un senso o nell’altro, senza provare un minimo di vergogna?
– Come posso sostenere che qui arrivano solo baldi giovani in buona salute e pochissime donne e bambini, senza un appiglio reale o la benché minima aderenza alla realtà?
– Come faccio a continuare a ripetermi che i profughi li ospitiamo nel lusso con tutti i confort, mentre loro si lamentano del cibo e del servizio in camera?
– Come devo fare a parlare di allarme terrorismo, malgrado i fatti dicano tutto il contrario?
– Come posso rilanciare allarmi inconsistenti su malattie, epidemie e collassi del sistema sanitario senza avere un po’ di rimorso?
– Come posso continuare a prendermela con l’Europa che non fa niente e allo stesso tempo incazzarmi perché l’Europa approva l’agenda Juncker?
– Come faccio a non pensare che quella dei campi profughi in cambio di quote – elemosina sia una pessima idea?
– Come posso prendermela con i tedeschi cattivoni, anche quando decidono di accogliere i rifugiati siriani?
– Come posso cominciare a pensare che sparare ai migranti sui barconi sia una soluzione umanamente accettabile?
– Come faccio a far finta di non sapere che persino per le operazioni di contrasto agli scafisti in acque internazionali serve il via libera dell’Onu? E che non esistono mai soluzioni semplici, semplicistiche ed immediate a problemi dannatamente complessi?
Certamente la situazione non è delle più allegre per tutti, ma si possono lasciare dei bambini sotto la pioggia, con scarsa acqua da bere, scarso cibo, scarsa possibilità di avere un tetto dignitoso per proteggersi, mamme che lavano i loro figli in mezzo alla piazza, che li fanno dormire come e dove possono).
Ci voleva proprio la fotografia del cadaverino di Aylan per svegliare la coscienza comune ed anche politica?
Personalmente esprimo le mie condoglianze e la mia amicizia al papà di Aylan (che sembra non aver trovato il figlio annegato di 5 anni e la moglie). Speriamo che non sia un fuoco di paglia! Il fatto certo che la foto si Aylan spiaggiato dopo l’annegamento sia un monito continuo per tutta la popolazione mondiale, non solo riguardo alla sorte di Aylan, ma di tutti quei bambini morti, uccisi e di tutti i migranti che subiscono violenze durante i loro penosi e violenti trasferimenti.

Siamo umani o siamo mostri di falso perbenenismo, che andiamo a toccare e a far toccare Papa Francesco dai figli e poi a casa ci vantiamo di quel gesto, esprimendo nel contempo rabbia contro i migranti che occupano spazio dove possono o dove li mette una gestione nazionale forse non super partes? Guardiamo bene in faccia i bambini che lasciamo in quelle situazioni e pensiamo a cosa saranno in futuro e sul come si sono sistemati: stiamo bene attenti ad aiutarli con umanità; quello che facciamo oggi potrebbe un domani ritorcersi proprio contro i nostri figli. Optiamo per umanità e condivisione anche se dobbiamo restringere il nostro spazio, che ci sembra sempre piccolo, anche quando non lo è.

Migranti e bambini senza genitori, aspettate ancora: si sta discutendo su di voi, c’è tempo./Migrants and Children without Parents, Continue Waiting: Discussions Are Taking Place about You; There’s Time!


1) Adozioni Congo,“rapiti” 22 bimbi adottati dall’Italia? Ma la CAI (Commissione Adozioni Internazionali) smentisce.

22 bambini destinati a coppie italiane sarebbero stati prelevati con la forza dall’orfanotrofio da tre uomini con accento francese. Ma la Commissione per le Adozioni Internazionali smentisce tutto.

Però dal 28 maggio 2014 i genitori adottivi, dopo le pratiche necessarie assolte nei due paesi, aspettano ancora che quei 150 bambini vengano rilasciati, come era stato stabilito. I bambini intanto, come sempre, aspettano che i signori politici o istituzioni si decidano a mantenere gli accordi che ad oggi non hanno trovato consenso. Bambini, state tranquilli: loro non hanno fretta e le vostre condizioni e speranze sono solo vostre e deivostri genitori adottivi in regola con le megaburocrazie; non con gli umori di istituzioni che presiedono lo sblocco. N ci si preoccupi, la notizia sparirà dai media molto presto ed i genitori adottanti aspetteranno ancora.

La situazione non è ancora risolta, anche se promessa si legge anche su:
Sblocco adozioni Congo – Ai.Bi. Amici dei Bambini http://www.aibi.it/ita/adozioni-rdc-bond-sottosegretario-usa-ecco-i-risultati-dei-miei-incontri-con-le-autorita-di-kinsahsa/ 13 ago 2015 – Archivio : Sblocco adozioni Congo. Adozioni Rdc. Bond (sottosegretario Usa): “Ecco i risultati dei miei incontri con le autorità di Kinshasa”(…) (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).

Italianotizie20 Gennaio 2015, di Biagio Chiariello (http://www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) Aggiornamento – La smentita delCai: “Con riferimento alle notizie riportate da alcuni media riguardanti le procedure adottive in Repubblica Democratica del Congo, la Commissione per le Adozioni Internazionali precisa che si tratta di notizie false e calunniose strumentalmente fatte veicolare nel non mascherato tentativo di pregiudicare il positivo esito delle procedure pendenti in RDC e nel deprecabile intento di allarmare i genitori adottivi in attesa dei propri figli dal Congo.

La Commissione conta sulla responsabilità degli enti operanti in RDC, che hanno già manifestato la loro posizione di appoggio all’operato della CAI nei comunicati di novembre 2014, affinché siano isolate inaccettabili e ingiustificate posizioni di pregiudizio degli interessi dei minori adottati dalle famiglie italiane. La Commissione conferma gli ottimi rapporti con le autorità della RDC nel perseguire la tutela dei diritti dei bambini e, certa della piena consapevolezza e responsabilità dei genitori adottivi, conferma il massimo impegno e la massima fiducia nel positivo esito delle adozioni in Repubblica Democratica del Congo”. Quella foto della bimba congolese impegnata a fare le treccine al ministro delle Riforme Maria Elena Boschi era il simbolo della la fine di una brutta storia. Una storia fatta di fame e povertà per quei piccoli, e di ansia e sgomento per i genitori pronti ad accoglierli.

La storia però non ha ancora un lieto fine e, anzi, ora si tinge di giallo. Perché secondo quanto riportato oggi dal Fatto Quotidiano, che riprende il giornale congolese “Le Potentiel”, la sera dello scorso 29 dicembre 22 bimbi già destinati a coppie italiane sarebbero stati prelevati con la forza dall’orfanotrofio di Kinshasa, Maison Familiare Ange Gabrielle. Dopo aver assicurato di essere stati inviati dalla Commissione adozioni internazionali dell’Italia “tre uomini con accento francese” hanno caricato i piccoli in lacrime. “Con indosso un pigiama, i bimbi avrebbero opposto resistenza ai loro accompagnatori, avrebbero lanciato urla per opporsi al trasferimento e sono stati caricati su un veicolo dagli intermediari dei loro genitori adottivi”. Dalle prime, frammentarie informazioni – si legge sul Fatto Quotidiano – sembra che i tre uomini abbiano giustificato il “prelievo” dei bimbi con lo spostamento in un altro orfanotrofio, ma non c’è nulla di ufficiale. “Secondo le testimonianze raccolte – scrive il quotidiano di Kinshasa, che cita come fonte un attivista dei diritti umani – ad agire sarebbero stati 3 congolesi, collaboratori della fondazione Rafael (agenzia italiana)”.Una vicenda che dovrebbe portare ad aprire una indagine da parte del ministero congolese del Genere, della Famiglia e del Bambino. Anche la Farnesina starebbe cercando di capire cosa sia successo: L’episodio rischia di aggravare ulteriormente i rapporti tra Congo e Italia, sul versante delle adozioni internazionali. Da quando, nel 2013, il Congo ha sospeso le adozioni, circa 150 famiglie italiane che hanno adottato un bambino congolese attendono una risposta dalla CAIsullo stato delle trattative per sbloccare la situazione; lacentralina della Commissione presieduta dall’ex magistrato Silvia Della Monica risponde rimandando a un altro numero. (Continua su: http://www.fanpage.it/congo-rapiti-22-bimbi-adottati-dall-italia-portati-via-in-pigiama/http://www.fanpage.it/) e su un ultimo comunicato dell’ADI c’è ancora confusione e diffidenza di una veloce risoluzione anche se L’ADI afferma che “La Commissione, assicurando ancora una volta che ha provveduto, sta provvedendo e provvederà ad ogni attività utile e necessaria al perseguimento della soluzione positiva della vicenda congolese, rinnova l’appello, nell’esclusivo interesse dei minori,al senso di responsabilità di tutti, e fa affidamento sulla capacità genitoriale delle famiglie e sulla competenza e professionalità degli enti.”

– ADOZIONI IN RDC – Comunicato (06/08/2015) LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE COPPIE E GLI ENTI AUTORIZZATI SI DISSOCIANO DALL’INIZIATIVA SVOLTASI IERI ALLA CAMERA: INGIUSTIFICATO E PERICOLOSO CLAMORE MEDIATICO, CHE NON GIOVA AI MINORI (da Commissione per le Adozioni Internazionali Italiane – http://www.commissioneadozioni.it/it/notizie/2015/adozioni-in-rdc-.aspx  (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

2) L’Unicef lancia l’allarme: in Yemen è ormai emergenza infanzia –  La notizia (da Fanpage.it – inTopic.it (http://www.lettera43.it/attualit/l39unicef-lancia-l39allarme-in-yemen–ormai-emergenza-infanzia—la-notizia_43675183627.htm– tutti i diritti riservati alle testate ed agli autori).

19 Agosto 2015

Sanaa – In Yemen, il paese più povero del mondo arabo, ogni giorno una media di otto bambini viene uccisa o gravemente ferita a causa del conflitto che oppone ferocemente i ribelli sciiti huthi appoggiati dall’Iran alle forze filogovernative. Queste il drammatico quadro disegnato da un recente studio dell’Unicef. I dati del rapporto ‘Yemen: Childhood Under Threat’, ‘L’infanzia minacciata dello Yemen’, rivelano che dall’inizio a marzo dell’escalation della guerra civile almeno 398 bambini sono stati uccisi e 605 feriti. Il numero di bambini reclutati o impiegati a vario titolo nel conflitto è più che raddoppiato passando da 156 nel 2014 a 377 nel 2015 mentre 15,2 milioni di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base, con 900 strutture sanitarie chiuse dal 26 marzo. In questo scenario desolante dove oltre 1,3 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case, già entro la fine dell’anno 1,8 milioni di bambini rischiano di soffrire forme più o meno acute di malnutrizione mentre circa 3.600 scuole hanno chiuso i battenti, spingendo sulla strada oltre 1,8 milioni di bambini. Il rapporto dell’Unicef sottolinea che il conflitto è devastante per la vita dei bambini ma avrà conseguenze potenzialmente ancora più gravi per il loro futuro. Anche per questo negli ultimi sei mesi, l’Unicef ha offerto sostegno psicologico a oltre 150mila bambini, costretti ad affrontare gli orrori del conflitto. Eppure, nonostante le esigenze sempre più pressanti, l impegno dell’Unicef rimane gravemente sottofinanziato, con solo il 16% dei fondi raccolti su un totale stimato di quasi 183 milioni di dollari.

E il numero di bambini missing aumenta,affidati a barconi,a gruppi che disperatamente corrono verso la dorsale balcanica e fanno quello che possono,ma se un bambino non regge l’andatura degli adulti,si fa male,non sempre arriva il volontario per dargli aiuto anche solo da bere e qualcosa da mangiare e coprirsi dal freddo e dalla pioggia,resta lì e fine del suo peregrinare. Chi lo piangerà????????
3) Nigeria, nuova strage di Boko Haram Oltre 150 morti – 20/08/2015

Il massacro sarebbe avvenuto il 13 agosto scorso, ma la notizia è stata diffusa solo in seguito al racconto dei sopravvissuti. Alcune persone sarebbero morte annegate mentre tentavano di scappare dalle violenze. (Continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-nuova-strage-di-boko-haram-oltre-150-morti/Fanpage.it (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)

Ennesima strage degli estremisti islamici di Boko Haram in Nigeria. Almeno 150 persone sarebbero morte, uccise dagli estremisti o annegate in un fiume a nordest della Nigeria mentre tentavano di scappare dalle violenze. La strage sarebbe avvenuta qualche giorno fa, il 13 agosto scorso, ma la notizia è stata diffusa solo in seguito al racconto di alcuni testimoni che sono riusciti a mettersi in contatto con le autorità dopo che i terroristi avevano distrutto ogni mezzo di comunicazione. Testimoni secondo i quali il massacro sarebbe avvenuto nel remoto villaggio di Kukuwa-Gari, nello stato nord-orientale di Yobe. Gli integralisti islamici di Boko Haram avrebbero attaccato il villaggio a bordo di moto e di un’auto e avrebbero costretto gli abitanti a scappare via. A quel punto i terroristi avrebbero aperto il fuoco e molte persone sarebbero morte cadendo nel fiume nel tentativo di fuggire ai colpi.Le offensive dell’esercito nigeriano contro Boko Haram – I testimoni hanno riferito che i corpi di diverse persone sono stati recuperati a diversi chilometri di distanza dal villaggio attaccato. Il bilancio del massacro finora non è stato confermato dalle autorità locali che hanno parlato di circa 50 vittime. L’assalto nel villaggio di Kukuwa-Gari sarebbe solo l’ultimo di una serie che ha falcidiato centinaia di persone nelle ultime settimane. Se la notizia di quest’ultimo massacro raccontato dai sopravvissuti venisse confermata si tratterebbe del più sanguinoso attacco portato da Boko Haram dopo l’insediamento, il 29 maggio scorso, del presidente Muhammadu Buhari, musulmano del Nord che ha fatto della lotta agli islamisti la priorità assoluta del suo mandato. Negli ultimi mesi l’esercito nigeriano ha compiuto diverse offensive per distruggere i campi di Boko Haram, liberando centinaia di persone prese in ostaggio dagli estremisti. (Continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-nuova-strage-di-boko-haram-oltre-150-morti/http://www.fanpage.it/– tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

È del 29/08/2015 la notizia che Boko Haram avrebbe rilasciato 123 bambini, ma in che stato li ha rilasciati? Di cosa avranno senz’altro bisogno per reinserirsi nel loro mondo di prima? Troveranno genitori, parenti pronti ad occuparsi di loro?

4) UNICEF: 400 bambini sono morti da un conflitto in Yemen (http://lainfo.es/it/2015/08/19/unicef-400-bambini-sono-morti-da-un-conflitto-in-yemen/– Tutti i diritti riservati all’autore ed alla fonte)

n.19 agosto, 2015 Il mondo

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF, per il suo acronimo in inglese) ha rivelato che almeno 400 bambini sono morti e 600 sono rimaste ferite in Yemen dal coalizione Arabia Saudita guidata lanciato un’offensiva contro il paese alla fine di marzo .Un recente rapporto ha rilevato che circa otto bambini muoiono o vengono mutilate ogni giorno. Esso prevede inoltre che 1,8 milioni soffrono di malnutrizione piccolo fine dell’anno. Da parte sua, l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) ha annunciato che il numero delle vittime civili del conflitto armato in questo paese è aumentato.

Dal momento che l’escalation dei combattimenti sono registrati almeno 4271 morti e 950 civili feriti.”Questo conflitto è una tragedia per i bambini in particolare (…) vengono uccisi dalle bombe o missili, e chi sopravvive deve affrontare una minaccia crescente da malattie e malnutrizione”, ha detto il rappresentante dell’Unicef ​​in Yemen, Julien Harneis citato per Hispan TV.Lunedi ‘, il inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Ismail Ould Cheikh ha annunciato che è stato raggiunto un accordo sulla uscita del conflitto interno nello Yemen, attraverso il quale il cessate il fuoco è stato stabilito, e il ritiro dei ribelli e gruppi Armati di città conquistate.

IN CONTESTO

Le Nazioni Unite stimano che dal conflitto armato ci sono più di 100.000 sfollati, mentre più di 10 milioni di yemeniti che soffrono la carenza di cibo. Dal mese di marzo, l’Arabia Saudita guida una coalizione che ha lanciato un’offensiva che è andata aumentando costantemente contro viciles in Yemen. L’ultimo di questi attacchi si è verificato Domenica quando l’alleanza guidata da Riad ha causato la morte di 12 membri della stessa famiglia nella provincia di Al-Jawf di. Gli esperti dicono che l’obiettivo dell’intervento militare nello Yemen è quello di difendere gli interessi di Arabia Saudita e gli Stati Uniti nella regione e avere il controllo Mandeb traversata dello stretto di circa quattro milioni di barili di petrolio al giorno, e il Golfo Aden, un passaggio strategico tra Europa e Asia e l’Oceano Pacifico.

Ogni commento è sempre un grido di rabbia verso gli assassini della guerra in Iran: l’Unicef, laconicamente, perché non si sa più cosa urlare, commenta con una statistica da capogiro otto bambini al giorno assassinati o mutilati. Cerchiamo bene di capire cosa vogliono dire queste vite spezzate inutilmente per scopi di terrorismo e di conquiste terroristiche che aumentano irrimediabilmente l’esercito dei missing, giovani menti che sono cancellate dalla terra e dal numero di umani che potrebbero aiutare l’umanità… ma non c’è spazio per loro, carne da macello della mattanza crudele e perversa.

5a) Migranti, accordo Francia-Gb per Calais. E la Macedonia chiude la frontiera con la Grecia

Macedonia, migranti rompono il blocco: ​la polizia lancia granate

Migranti, Onu Tremila arrivi al giorno in Serbia, emergenza (…) (http://www.fanpage.it/migranti-onu-tremila-arrivi-al-giorno-in-serbia-emergenza-umanitaria/)

Migranti, Onu: “Tremila arrivi al giorno in Serbia, emergenza umanitaria”. Secondo le stime delle Nazioni Unite almeno 3mila migranti al giorno stanno raggiungendo la Serbia dalla Macedonia: alle loro porte l’Europa, ma prima c’è da attraversare la barriera di filo spinato dell’Ungheria. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-onu-tremila-arrivi-al-giorno-in-serbia-emergenza-umanitaria/– http://www.fanpage.it/).

Si possono consultare anche i siti sottocitati per una visione generale del grave problema sociale:

– Macedonia, migranti rompono il blocco: ​la polizia lancia granate assordanti. Migliaia di migranti bloccati al confine tra Grecia e Macedonia hanno oltrepassato i blocchi della polizia e sono entrati nel Paese balcanico. (Continua su http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/macedonia_migranti_bloccati_polizia_granate/notizie/1527258.shtml).

Oltre 23 mila persone arrivate in 2 settimane nel Paese balcanico. Arrivati nella notte altri 70 bus di migranti. Naufragio a Lesbos (ANSA www.ansa.it/…/macedonia-lacrimogeni-contro-migranti_5e741b59-61a6-45e7-93cc-2f97c35b3bdb.html)

Centri di raccolta, docce e wifi. Belgrado si apre ai profughi 25/08/2015. Un altro passo importante lungo la rotta balcanica l’hanno fatto. Un altro paese è stato attraversato da sud a nord nel lungo … ha finalmente fatto marcia indietro permettendogli di arrivare in Serbia, … E loro arrivano a migliaia: le autorità di Belgrado hanno contato 23 mila rifugiati nelle ultime due settimane. (ilmanifesto.info/centri-di-raccolta-docce-e-wifi-belgrado-si-apre-ai-profughi/)

– MIGRANTI: ARRIVATA AD AUGUSTA NAVE CON 320 PERSONE, A BORDO IL CORPO DI UN 14ENNE SOMALO – (Continua su: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-arrivata-ad-Augusta-nave-con-320-persone-a-bordo-il-corpo-di-un-14enne-morto-6a5c340b-50b8-431d-a15c-deb53b36a387.html) A bordo anche un ragazzo immigrato di quattordici anni, somalo, morto nella notte per un attacco cardiaco. Testimoni: ripetutamente e brutalmente picchiato in Libia. Il ragazzo era stato trasferito a bordo della Dignity I, la nave di ricerca e soccorso di Msf, domenica 23 agosto dopo essere stato portato in salvo dalla marina militare italiana con altre 302 persone. Secondo quanto racconta la ong, il minore di origine somala viaggiava da solo e quando è arrivato a bordo era in condizioni critiche con difficoltà di movimento. Era evidente per il team medico che presentava malattie croniche. Le persone che viaggiavano con lui hanno riferito che era stato ripetutamente e brutalmente picchiato in Libia, tre settimane prima. Da quel momento la sua salute era peggiorata e senza nessun tipo di cure, è stato costretto a continuare ad un pesante lavoro fisico, spesso senza cibo e acqua. Trasferito nella clinica di bordo della Dignity, in un primo momento ha risposto bene ai farmaci e alle cure mediche del team sanitario di Msf, tanto che le sue condizioni sono migliorate notevolmente nelle prime 24 ore. Mentre la nave stava facendo rotta verso l’Italia, è però deceduto all’improvviso per arresto cardiaco. – Continua su at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Migranti-arrivata-ad-Augusta-nave-con-320-persone-a-bordo-il-corpo-di-un-14enne-morto-6a5c340b-50b8-431d-a15c-deb53b36a387.html.

Ungheria usa lacrimogeni contro migranti – Europa – ANSA.it

www.ansa.it › Mondo › Europa3 ore fa 26 08 2015 – La polizia ungherese è intervenuta lanciando lacrimogeni contro un gruppo di 200 rifugiati che volevano parlare con un giornalista della Tv …
Londra e Parigi hanno trovato un accordo per cooperare sulla gestione dei migranti a Calais. Intanto la Macedonia ha deciso di bloccare l’ingresso dei migranti al confine con la Grecia e ha dichiarato lo stato di emergenza. MONDOULTIME NOTIZIE 21 AGOSTO 2015 http://www.fanpage.it/ 08:28 di Susanna Picone
I ministri dell’Interno di Francia e Gran Bretagna, Bernard Cazeneuve e Theresa May, hanno firmato un accordo in risposta all’emergenza migranti a Calais. L’accordo raggiunto tra i due Paesi prevede mezzi supplementari per la sorveglianza dell’Eurotunnel e per il trattamento delle domande d’asilo e misure di lotta al traffico di esseri umani. Il potenziamento della sorveglianza verrà realizzato con “nuove squadre di perquisizioni 24 ore su 24 e 7 giorni su 7” per individuare chi tenta di attraversare clandestinamente e con la creazione di un centro comune di comando e controllo. Allo stesso tempo verrà intensificata “l’osservazione del fenomeno migratorio” per individuare i soggetti più a rischio sfruttamento da parte dei trafficanti, in particolare donne e bambini, per cui si cercheranno alloggi sicuri e forme di tutela specifiche. Un altro dei punti dell’accordo siglato da Londra e Parigi prevede che il governo britannico destinerà 10 milioni di euro su due anni per contribuire alla gestione dei migranti a Calais. Una parte di questi soldi, secondo indiscrezioni del Daily Telegraph, verrà utilizzata per finanziare voli di sola andata per rimpatriare tutti coloro che non hanno le carte in regola per chiedere asilo. Londra fornirà inoltre interpreti, traduttori e mediatori culturali e porterà avanti un piano informativo a Calais dedicato agli irregolari “per aggiustare ogni errata interpretazione dello stile di vita nel Regno Unito”.

– I migranti uccisi lungo una ferrovia in Macedonia

14 persone agfhane e somale sono morte mentre percorrevano una delle vie più frequentate dagli immigrati per entrare in Europa (Continua su http://www.ilpost.it/2015/04/24/migranti-uccisi-ferrovia-macedonia-rotte-terra/).

5b) Caos in Macedonia per l’afflusso dei migranti dalla Grecia

Intanto, nel giorno in cui Papa Francesco ha invocato per i migranti una risposta basata sull’accoglienza, la Macedonia ha dichiarato lo stato d’emergenza sul confine meridionale con la Grecia, lasciando almeno 1.500 migranti bloccati su una terra di nessuno davanti a Gevgelija, dove migliaia di migranti sperano di prendere un treno per la Serbia. La Macedonia, aprendo al coinvolgimento dell’esercito per affrontare il flusso crescente, ha annunciato che “a causa della pressione crescente sul confine meridionale”, c’è bisogno di un “controllo maggiore e più efficiente nella regione dove sono stati registrati in maniera massiccia ingressi clandestini dalla parte greca”. Il portavoce del ministro dell’Interno ha detto che il governo si aspetta “che il coinvolgimento dell’esercito porterà due effetti desiderati, aumenterà la sicurezza tra i nostri cittadini in queste due regioni e permetterà un approccio più completo verso le persone che vogliano chiedere asilo”. Il portavoce ha sottolineato che “i varchi ufficiali al confine non sono chiusi” ma il coinvolgimento dell’esercito punta a impedire il passaggio lungo rotte illegali alle migliaia di persone che ogni giorno attraversano la frontiera nel loro viaggio verso nord. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-accordo-francia-gb-per-calais-e-la-macedonia-chiude-la-frontiera-con-la-grecia/http://www.fanpage.it/).

Certe volte si accede a internet con una certa paura di trovare notizie sempre più allarmanti, e nel campo emigranti/criminali del traffico di bambini e adulti è proprio così. Ad esempio l’episodio ormai dimenticato che in Macedonia in aprile un treno ha investito una cinquantina di migranti e ne sono morti una ventina è ormai nel dimenticatoio, perché gli emigranti, bambini e adulti, anche se i bambini sono in maggior numero, sono ormai sostituiti dalla notizia di altri assassini in mare o in terra di questi disperati e, siccome le notizie sono ormai settimanali o giornaliere e i morti sono ormai nell’ordine delle decine e delle centinaia, mentre più difficilmente sono sotto la decina, ci si fa poco caso dopo le quotidiane imprecazioni ed arrabbiature contro quei vigliacchi di mercanti d’uomo e di mercanti di morte. Si seguono le statistiche che tutte le grandi organizzazioni serie ci sfornano e le cifre ormai superano di gran lunga i tre zeri (Immigrazione, Oim: “Oltre 2.000 morti nel Mediterraneo nel 2015 …; 4 ago 2015 … Nello stesso periodo del 2014 ci furono 1607 migranti morti assassinati dal traffico umano ormai pluriorganizzato. 

6) Bambini – Notizie 19 Agosto 2015 Vengono organizzati pullman per portarli in Serbia, presa d’assalto la stazione a Gevgelija … Maxi operazione di recupero immigrati al largo e fin sotto le coste libiche. … Sei scafisti arrestati a Palermo, donne e bambini chiusi sotto coperta e. … Canale di Sicilia, migliaia di migranti alla deriva su decine di barconi. (notizie.italia24live.it/search.html?q=bambini&page=).

Se vogliamo soffermiamoci pure nel leggere dove finiscono sulle carrette le donne e i bambini: giù nelle stive dove ci sono i motori, così sfoltiranno il gruppo dei trasportati:morti per soffocamento, inalazione di monossido di carbonio, difficoltà a respirare aria che è scarico di motori e soprattutto chiusi dall’esterno in modo da non poter uscire. Se non lo fanno, botte ed altre torture su tutti, bambini compresi, e poi via verso i porti collaudati e non. Chi arriva, arriva, in che maniera arriva agli scafisti non importa e poco importa anche l’’UE e la dimostrazione è il numero di cadaveri chiusi nelle stive, carrette che scaricano in mare 100/200 morti anche due volte al giorno. E le soluzioni a questo scempio quando si troveranno? Quanti morti ci vorranno ancora? Tanto la gente si è abituata, meno i soccorritori che tirano in salvo chi possono: li sogneranno in eterno specie se sono bambini. I politici dell’UE e dell’ONU sono sempre sul “partiam” e non partono mai?

Anzi nazioni che respingono gli emigranti si sono già citate ,qualche rimbrotto, ma i migranti continuano a forzare coi bambini i muri di ferro spinato e le angheria di molta polizia che li tallona per rimandarli indietro, inclusi i bambini tra le braccia dei loro genitori oppure in corsa per i campi coi loro genitori finché possono e finché reggono. Grazie sempre a quei volontari spontanei che soccorrono coloro che non ce la fanno più! Grazie sempre e che Dio vi protegga!

7) Migranti, Onu: “Tremila arrivi al giorno in Serbia, emergenza umanitaria”

Secondo le stime delle Nazioni Unite almeno 3mila migranti al giorno stanno raggiungendo la Serbia dalla Macedonia: alle loro porte l’Europa, ma prima c’è da attraversare la barriera di filo spinato dell’Ungheria. MONDOULTIME NOTIZIE 25 AGOSTO 2015     14:42 di Davide Falcioni http://www.fanpage.it/(tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

Oltre 2mila migranti in sole 24 ore sono transitate attraverso il confine serbo per proseguire il loro viaggio in Europa. Non solo a Lampedusa, non solo sull’Isola greca di Kos, ma anche i Balcani devono fronteggiare l’emergenza, un autentico fiume in piena che ha visto in un solo giorno l’arrivo di 2.093 persone, con un trend segnalato in crescita dell’Alto commissariato per i rifugiati, l’Unhcr, che si aspetta per i prossimi giorni non meno di 3mila arrivi al giorno. I dati delle autorità frontaliere serbe parlano di oltre 23mila migranti transitati nelle ultime due settimane, 90mila dall’inizio del 2015. Tra venerdì e sabato scorsi 10mila persone sono passate attraverso la Serbia, nella regione meridionale di Presevo, un’area a maggioranza albanese e musulmana. Tra loro intere famiglie, ma anche molte donne sole o con i figli, pronte a percorrere a piedi sotto il sole centinaia di chilometri pur di sperare in una nuova vita, lontana dalle barbarie di guerre, schiavitù, persecuzioni, povertà.

La situazione in Serbia si fa di giorno in giorno più difficile: solo la scorsa notte sono arrivati nella capitale Belgrado 70 autobus carichi di migranti, per lo più provenienti da Siria, Afghanistan, Iraq, ma anche da altri paesi africani e asiatici. Si tratta di un flusso continuo che sta mandano in tilt il sistema di accoglienza del governo, che non è ancora membro dell’Unione Europea ed ha a disposizione fondi limitati, ma comunque sembra fronteggiare bene l’emergenza umanitaria, memore probabilmente del passato recente che ha visto decine di migliaia di cittadini serbi emigrare, anche in Italia, per salvarsi dalla guerra in ex Jugoslavia. Naturalmente l’obiettivo dei migranti non è quello di rimanere in Serbia: la stragrande maggioranza intende proseguire il proprio viaggio verso Germania, Austria, Svezia, Francia. Impresa non facile, però, vista la necessità di transitare dall’Ungheria e superare il muro metallico, circondato da filo spinato, fatto costruire dal governo di destra guidato da Orban: i lavori di costruzione della bariera, lunga 175 chilometri, termineranno nelle prossime settimane. Da quel momento per migliaia di persone raggiungere l’agognata Europa sarà un’impresa ancor più complicata. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-onu-tremila-arrivi-al-giorno-in-serbia-emergenza-umanitaria/– tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

L’afflusso di profughi via mare e terra sta invadendo le vie principali verso il nord Europa in Ungheria che, a quanto riferito, comincia anche ad usare i lacrimogeni contro gli emigranti,non facendosi scrupoli per donne e bambini. Chi è nel posto dove non dovrebbe essere ne subisce le conseguenze; ormai siamo alla vigilia di una guerra tra emigranti e polizia locale: muri, filo spinato, tutto quanto serve per respingere quella che ora è proprio una valanga umana, anche se questa confusione potrebbe essere fomentata da istituzioni che mandano proprio via gli altri abitanti (ricordiamo Stalin e la deportazione in terre inospitali come la Siberia di alcuni decenni fa).
Proviamo a pensare ad un bambino che può camminare, che deve percorrere queste strade come il padre adulto o altri adulti se arriva senza genitori: che tipo di aiuto può avere se sta male? Ricordiamoci che anche lui ha percorso inumanamente migliaia di chilometri, guardiamo i suoi occhi: non sorridono quasi mai, se disegna, disegna le scene tragiche che ha visto e che ha depositato nella sua memoria, altro che psicologi: la fame, la sete, il dormiveglia dove capita, l’accoglienza di disperati volontari che non sanno più come proteggere quei migranti e vanno in crisi psicologica e fisica anche loro e le conseguenze si riproporranno anche per loro tra diversi anni con incubi, ansia e paure ingiustificati.

E il tragico è il tutto che coglie i politici impreparati e che non fanno quello che dovrebbero istituzionalizzare per inquadrare il fenomeno senza danneggiare né gli abitanti, né gli emigranti che sono in cerca di una terra dove vivere con la loro famiglia o dove arrivano i bambini senza genitori allo sbando completo. Ormai siamo arrivati ad un non ritorno, una terra bruciata dove aldilà non sappiamo più cosa troviamo. Cerchiamo di portare amore ai nostri fratelli umani che fuggono indistintamente senza sapere dove arrivare se non in qualche nazione che tra un po’ sarà stata riempita anche quella: Olanda, Svezia, Germania. Ringraziamo ancora i volontari che aiutano questa fiumana di gente come possono, anche se qualche criminale potrebbe nascondersi anche tra loro, senza però screditare i volontari perché i criminali ci sono da tutte le parti e sono quelli che fomentano la gente alla confusione e a scontri che finiranno sempre nel sangue per ambo le parti.

Non è perché si vedono scene strappalacrime, come dicono certi giornalisti che giustificano tutto. I video amatoriali e non, fatti in laboratorio, mostrano i padri o madri con in braccio bambini che urlano contro uomini delle varie polizie locali sono veritieri e molti volontari tacciono o denunciano, tacciono per poter continuare ad assistere senza essere mandati via, denunciano quando possono questi maltrattamenti che si aggiungono alle violenze fisiche e psicologiche di far fare viaggi chilometrici in vista di un mondo migliore da quello da cui fuggono.

Quello che succede non ha più nulla di umano, ma va contro ogni giustificazione: è vero, quegli emigranti affollano i valichi di frontiera, le rive semideserte, cercano di salire sui treni e poi sono messi in vagoni speciali chiusi da cui non si può uscire… peggio di così cosa deve succedere? Riapriamo i forni crematori? Che dove c’è l’Isis che funziona ci sono già anche bambini bruciati vivi, sotterrati vivi, decapitati? Perché assistiamo a queste scene, notizie da orrore e lasciamo solo che molti volontari si scannino ad aiutare in ogni nazione quelli che possono, magari poi rimettendoci la pelle? La politica mondiale non dà segni di vita e sono in molti che lo dicono, e il tutto continua da anni. A tutto questo si aggiungono le stragi chimiche con iprite o altre sostanze neurotossiche (sarin e altro) e di bambini con la bava alla bocca se ne sono visti tanti e non preparati per sceneggiate, anche se qualche infiltrazione da spettacolo ci può essere.
Mi domando: se succedesse nei nostri paesi e sulla pelle dei nostri bambini, resteremmo impalati, rabbiosi, impotenti a salvare i figli, nipoti,stretti in un abbraccio di salvataggio quasi inutile talvolta? Questi politici cosa aspettano a implementare soluzioni, mentre microsoluzioni le trovano la gente comune, che accoglie questa gente nelle loro case, dà loro cibo e acqua, senza pensarci su due volte o venti come stanno facendo le istituzioni. Rispettiamo quelle istituzioni che si danno da fare nel senso vero della parola e condanniamo la crudeltà di coloro che su questo traffico ci guadagnano, direttamente o indirettamente. Vergogna schifosa per un mondo che è diventato peggio dei mostri preistorici!