Stupri per ragioni umanitarie, come sempre è stato in qualunque guerra/Rapes on Humanitarian Grounds, as it Has always Happened in Whatever War

1) Dossier ONU: Caschi Blu offrivano soldi e cibo in cambio di sesso
Il report, realizzato da un’agenzia investigativa interna alle Nazioni Unite, svela centinaia di casi di abusi sessuali da parte di militari e civili ONU in cambio di cibo, denaro e oggetti di lusso. MONDOULTIME NOTIZIE 12 GIUGNO 2015 di Davide Falcioni http://www.fanpage.it/ (tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate)
Prestazioni sessuali in cambio di denaro, cibo, vestiti, telefoni cellulari e oggetti di lusso: è l’accusa mossa dall’Oios, il servizio di investigazione interna all’Onu, a numerosi Caschi Blu che hanno operato in tutto il mondo commettendo abusi “in modo abituale” nei paese in cui sono stati schierati per operazioni di “pace” o per assistenza a crisi umanitarie. “Le prove emerse in due missioni di peacekeeping dimostrano che le richieste di prestazioni sessuali sono piuttosto comuni ma tenute sotto traccia”, rivela il dossier, che è datato 15 maggio e di cui l’Associated Press è entrata in possesso. Sono ben 480 le denunce di abusi sessuali in un periodo compreso tra il 2008 e il 2013 e riguardano prevalentemente le missioni nella Repubblica Democratica del Congo, in Liberia, Haiti, Sudan e Sud Sudan. Secondo il rapporto, inoltre, un terzo dei casi di sfruttamento e abusi coinvolge minori di 18 anni.
Lo scandalo riguarda soprattutto Haiti, dove 231 persone hanno ammesso di aver avuto “rapporti sessuali” con il personale di peacekeeping ottenendo in cambio “gioielli, scarpe, vestiti, biancheria intima, profumi, cellulari, televisioni e, in alcuni casi, laptop”. Le donne che tentavano di sottrarsi alle relazioni venivano ricattate. A Monrovia – in Liberia – un’inchiesta su 489 donne ha rivelato che più di un quarto della popolazione femminile locale ha avuto scambi sessuali con i peacekeepers.
Il dossier si scaglia anche contro i civili che fanno parte delle missioni Onu: nonostante rappresentino solo il 17% del personale, risultano coinvolti nel 33% delle accuse. Il contenuto finale del report verrà reso noto lunedì e arriva a circa un mese dallo scandalo dei presunti abusi commessi dai soldati francesi sui minori nella Repubblica Centrafricana, accusati di aver stuprato anche bambini di nove anni.
In tutto il mondo operano circa 125mila Caschi Blu, 7mila dei quali solo ad Haiti, paese sconvolto da un violentissimo terremoto nel 2010 e che insieme a Congo, Liberia e Sudan è una delle mete in cui i membri dell’Onu sono più presenti. Le Nazioni Unite non hanno commentato il contenuto del dossier, annunciando che lo faranno a partire dalla prossima settimana: il nuovo dossier arriva a 10 anni di distanza da uno, molto simile e denominato “rapporto Zeid”, che svelò gli abusi dei Caschi Blu e dei funzionari “civili” nelle missioni internazionali.continua su: http://www.fanpage.it/dossier-onu-caschi-blu-offrivano-soldi-e-cibo-in-cambio-di-sesso/http://www.fanpage.it/
2) Onu offre test Dna sui Caschi Blu che chiedevano sesso in cambio di aiuti
La scelta dopo lo scandalo degli abusi sessuali sulle donne dei Paesi che erano andati ad aiutare; i test però non sono obbligatori. MONDO ULTIME NOTIZIE 15 GIUGNO 2015 di Antonio Palma(tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http://www.fanpage.it/)
Test del Dna sui Caschi Blu per risalire alla paternità dei bambini nati dopo i rapporti sessuali che le truppe Onu chiedevano alle donne dove erano stati inviati in missione in cambio di aiuti. È quanto hanno disposto le Nazioni Unite senza troppo clamore dopo lo scandalo dei Caschi Blu che sfruttavano le donne delle popolazioni locali che dovevano soccorrere chiedendo prestazioni sessuali in cambio di aiuti. La scelta dell’Onu arriva al termine di un lungo percorso di consapevolezza interna del problema da parte delle Nazioni unite. Dopo diverse denunce da parte delle organizzazioni non governative, lo stesso Oios, il servizio di investigazione interno dell’Onu, in effetti aveva accertato che i Caschi Blu hanno commesso “in modo abituale” abusi nei Paesi in cui sono stati schierati. In particolare i militari dell’Onu avrebbero preteso prestazioni sessuali dalle popolazioni locali in cambio di varie utilità che potevano essere il denaro, ma anche cibo, telefonini, scarpe e profumi. Del resto i bimbi nati da quei rapporti sono in una situazione finanziaria disperata, come ha tenuto a sottolineare il capo dei diritti umani dell’Onu, Zeid Raad al-Hussein. Per questo il test del dna per stabilire un’eventuale paternità potrebbe consentire ai piccoli di ricevere un aiuto per la loro crescita. Per il momento comunque il test del dna non è obbligatorio ma spetta ai Paesi che hanno contribuito a fornire i soldati Onu accogliere o meno la richiesta. Una pratica difficile anche perché confermerebbe gli abusi da parte dei militari con ovvie conseguenze. Per evitare altri casi analoghi in futuro, però, l’Onu sta pensando ora di creare una banca dati del Dna per tutte le truppe fornite dai Paesi membri come Caschi Blu. (continua su: http://www.fanpage.it/onu-offre-test-dna-sui-caschi-blu-che-chiedevano-sesso-in-cambio-di-aiuti/http://www.fanpage.it/)
Gli strascichi delle guerre sono sempre stati molteplici, ma quello più triste ed eclatante è sempre stato il numero di bambini nati da stupri degli invasori sulle donne vittime d’invasione: e quanto sottolinea il Capo dei Diritti Umani dell’Onu non è da meno rispetto alla dichiarazione che i bambini nati da quegli stupri vivono e vivranno delle situazioni sempre opprimenti ed indegne: la storia soprattutto delle ultime grandi guerre, ma anche delle altre ce lo dimostra costantemente, anche se i media evitano spesso questi argomenti qualora possano essere coinvolti (di solito) i vincitori.
Ma se ora si arriva a farsi dare dai soldati il loro DNA per il mantenimento di eventuali figli, vuol dire che qualcosa sta cambiando: qualcuno si prende a cuore anche la vita disperata cui andranno incontro quei bambini considerati esseri non umani e spesso disconosciuti anche dai loro stessi padri biologici. Se poi consideriamo che i “Caschi Blu” sono dei militari al servizio dei popoli oppressi siamo proprio ai livelli di invasioni barbariche di un tempo con un timbro particolare “ indifesa dei popoli oppressi”. Bel finale che si cerca di nascondere e che mostra la faccia che sempre hanno avuto le invasioni anche a difesa e contro le cosiddette “pulizie etniche”; i risvolti negativi si perdono nella notte dei tempi.
Wikipedia cita alcuni testi come:
Fabrizio Carloni – Il corpo di spedizione francese in Italia, 1943-1944 – Milano, Mursia, 2006, ISBN 8842535524.
A. Riccio – Etnografia della memoria, storie e testimonianze del secondo conflitto mondiale nei Monti Aurunci – Roma, Edizioni Kappa, 2008, ISBN 8878909408
M. Lucioli, D. Sabatini – La ciociara e le altre: il corpo di spedizione francese in Italia: 1943-1944 – Frascati, Tusculum, 1998.
Gigi Di Fiore, Controstoria della Liberazione: Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del Sud. BUR Editore, 2012.
Michele Strazza, Senza via di scampo – Gli stupri nelle guerre mondiali – Collana “Un archivio della memoria”, CONSIGLIO REGIONALE DELLA BASILICATA Commissione Regionale per la Parità e le Pari Opportunità, 2010.
E se è ben vero che il sito citato può evidenziare delle carenze a livello informativo, sono ormai troppi i libri che citano le violenze sessuali subite dagli invasori con vittime tra donne, bambini e anziani e non con la prevalenza di uno a uno, ma spesso con stupri nei confronti di più persone.
Le testimonianze ineccepibili sono anche le medaglie date ai singoli comuni italiani che cercarono di difendere le loro donne, i loro bambini e i loro anziani.
La convenzione di Ginevra recita che: «Con stupri di guerra si intendono gli stupri commessi da soldati, altri combattenti o civili durante un conflitto armato, una guerra o un’occupazione militare che vanno distinti da violenze sessuali commesse tra soldati in servizio attivo.[1][2][3] Nella categoria ‘stupri di guerra’ rientrano anche le situazioni nelle quali le donne sono costrette a prostituirsi o a diventare schiave sessuali dalle forze occupanti, come nel caso delle comfort women durante la seconda guerra mondiale. Durante le guerre e i conflitti armati, gli stupri sono usati di frequente come strumento di una guerra psicologica nel tentativo di umiliare il nemico e minare il suo morale. Le violenze sessuali sono spesso sistematiche e complete, e i comandanti possono realmente incoraggiare i loro soldati ad usare violenza con i civili. Queste violenze possono accadere in diverse situazioni, incluso l’istituzionalizzazione della schiavitù sessuale, stupri associati a specifiche battaglie o massacri e atti individuali o isolati di violenza. Gli stupri di guerra comprendono anche violenze sessuali di gruppo e violenze con obiettivi specifici, sempre durante un conflitto armato e con soldati come autori delle violenze stesse. Lo stupro di guerra e la schiavitù sessuale sono oggi riconosciuti dalle convenzioni di Ginevra come crimini contro l’umanità e crimini di guerra.[4] Lo stupro oggi è anche affiancato al crimine di genocidio quando commesso con l’intento di distruggere, in parte o totalmente, un gruppo specifico di individui. In ogni caso, la violenza sessuale rimane diffusa in zone di guerra.»
Dal 1949, l’Articolo 27 della Quarta Convenzione di Ginevra esplicitamente proibisce lo stupro e la prostituzione forzata in tempo di guerra nei confronti delle persone protette dalla Convenzione, ovvero coloro che durante un conflitto si trovano prigionieri di uno stato di cui non sono cittadini o sono sotto il controllo di una potenza occupante.[31] Nel 1977 il Primo Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione estese la protezione dell’Art. 27 della Quarta Convenzione a tutte le donne che si trovano nell’area interessata dal conflitto.[32] Il Secondo Protocollo Aggiuntivo, a differenza delle Convenzioni e del Primo Protocollo, si applica ai conflitti interni e all’Art. 4.2.e stabilisce che sono proibiti “gli oltraggi alla dignità della persona, specialmente i trattamenti umilianti e degradanti, lo stupro, la prostituzione forzata e qualsiasi offesa al pudore”[33]. [vedi Wikipedia: stupri di guerra e relativa letteratura o citazione 2015^ II Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1949, (1977)]. Nota: si sono lasciati i riferimenti citati da Wikipedia per un maggiore aggiornamento.
Ora se è intervenuta l’ONU sugli stupri effettuali dai Caschi Blu, il fatto ripetitivo è ancora in atto ed anche le varie autorità che soprassiedono ai Caschi Blu non hanno insegnato loro a provvedersi di (purtroppo) prostitute per soddisfare i loro istinti sessuali; e la storia è sempre la stessa, ed è quella che si osserva tutt’ora con l’ISIS ed i paesi che conquista: uccisioni, torture, violenze, stupri, rapimenti di bambini per addestrarli alle loro metodiche e poi reinserirli nei paesi di origine dopo averli indottrinati ed ammorbiditi con le droghe che usano. Si possono citare anche i bambini di Lebensborn, quei bambini figli di SS e di donne norvegesi ed altre che dovevano dare alla luce i cosiddetti figli della razza pura di Hitler secondo le sue teorie genetiche; però alla fine della guerra le madri e i figli furono perseguitati, odiati e rinchiusi in orfanatrofi. Da adulti fecero causa al governo norvegese dove era alta la concentrazione le donne “germanizzate”. Il 10 marzo 1948 si tenne il Processo di Norimberga in cui vennero processati e condannati i membri dell’Ufficio Centrale della Razza e del Popolamento e del Progetto Lebensborn,[38] ma le conseguenze sulle madri che parteciparono al progetto ed i figli nati all’interno di esso proseguirono per lungo tempo.
Nel dopoguerra, oltre ai bambini germanizzati, anche le madri che li diedero alla luce subirono nei paesi scandinavi dolorose ripercussioni. Esse furono chiamate “donne di Hitler” e considerate dai connazionali come “traditrici della Patria”.[39]
Ancora in anni più recenti non si sono spenti gli effetti del progetto Lebensborn: nel marzo 2007, 154 norvegesi, 4 svedesi ed un tedesco, figli del Lebensborn, hanno presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo accusando il governo norvegese di aver messo in atto nei loro confronti una grave discriminazione. Infatti dopo che una commissione governativa aveva stabilito che i Lebensborn Kinder potessero rimanere in Norvegia, per quello che veniva definito il “vergognoso” comportamento delle madri, che si erano accoppiate con soldati nazisti, i bimbi germanizzati vennero in parte rinchiusi in orfanotrofi o lasciati nelle famiglie di adozione senza che mai potessero conoscere la verità sulla loro nascita; altri infine, picchiati e maltrattati, furono internati in istituti psichiatrici.[44]
Al governo norvegese che, in passato, come tacita ammissione della sua politica discriminatoria, senza mai averla dichiarata apertamente, aveva offerto parziali indennizzi, ora le vittime del Lebensborn chiesero risarcimenti fino a 250.000 euro come prezzo della loro infanzia cancellata.
La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che doveva decidere se il ricorso fosse ammissibile, per sanare in qualche modo un doloroso passato, si è pronunciata nel 2007 in appoggio al governo norvegese, ponendo fine ai ricorsi giudiziari. [44] (tratto da Wikipedia). Dal tutto di i figli germanizzati da madri norvegesi e le stesse madri ebbero una vita molto travagliata.(b le notizie sono tratte da riferimenti di wikipedia come Lebensborn e l’eugenetica razziale nazista, lager.it 2014, Verosimilmente Il contenuto di quanto è accennato segue nel testo di F. M. Battaglia,Operazione «Lebensborn», gli innocenti sacrificati alla follia della razza ariana, Il Giornale, 6 luglio 2007,diritti riservati all’autore ed alla testata). Altri stupri organizzati dai soldati includono il massacro di Nanchino.
Ma in ogni guerra gli stupri delle vittime che subirono l’invasione sono descritti nei singoli eventi e nei dossier dei Tribunali Internazionali che li hanno giudicati e la cui portata è sempre dubitativa, anche nei molti casi in cui sono intervenuti i tribunali Internazionali. Il Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente ha calcolato che vennero stuprate 20.000 donne, Paragrafo 2, pag. 1012, Judgment International Military Tribunal for the Far East – dal Massacro di Nanchino -Wikipedia).[22]19/06/2015.
3) SIRIA, ESPLODE UNA CISTERNA VICINO ALL’OSPEDALE. STRAGE DI BAMBINI
Da Stefano Cicchini – giu 1, 2015 WWW IN TERRIS.IT (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
L’incidente è avvenuto nel nord-est del Paese, a Qamishli, città vicina alla Turchia. Una strage di bambini per cause ancora non chiarite in una Nazione dilaniata dalla guerra come la Siria. Tre esplosioni hanno provocato un incendio presso una struttura ospedaliera di Qamishli, nel nord-est del Paese. Almeno 27 persone, in gran parte minori, ma anche medici, sono rimaste uccise dalle fiamme. I bambini stavano ricevendo il vaccino contro la poliomelite quando la deflagrazione di una bombola del gas sembra che abbia fatto scoppiare una o più bombole di ossigeno.
Nigeria: kamikaze-bambina si fa esplodere e provoca 10 morti MONDO 24 GIUGNO 2015 09:59 di Biagio Chiariello http://www.fanpage.it/
Ha solo 12 anni la giovane che martedì si è fatta saltare in aria in un mercato, in Nigeria nord-orientale, uccidendo 10 persone e provocando il ferimento di un’altra trentina. L’ha riferito un familiare di uno dei feriti e un operatore sanitario. L’esplosione ha avuto luogo alle 11 del mattino al mercato settimanale di Wagir, nel quartiere di Gujba del capoluogo regionale dello stato di Yobe, Damatru. “E’ stato un attentato suicida di una bambina di circa 12 anni”, ha detto Hussaini Aisami, che avrebbe il figlio tra feriti. “È venuta al mercato – ha aggiunto – ed è andata diritta alla sezione del grano. Ha azionato l’esplosivo in mezzo ai venditori e ai clienti”.L’attentato potrebbe essere stato compiuto dai jihadisti di Boko Haram, che già in passato si sono serviti di giovani donne e bambine come bombe umane, e tradizionalmente attaccano obiettivi civili come i mercati.Solo lunedì una ragazza di circa 17 anni si è fatta esplodere, uccidendo almeno 20 persone al mercato del pesce di Maiduguri. Una altra giovane più o meno della stessa età è invece rimasta uccisa sullo stesso posto, quando si è fatta saltare in aria senza causare fortunatamente altre vittime. Nonostante le promesse del nuovo presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, che aveva assicurato che il terrorismo di Boko Haram sarà presto debellato, il gruppo islamista sembra aver solo aumentato nelle ultime settimane le proprie incursioni e gli attentati-kamikaze. (continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-kamikaze-bambina-si-fa-esplodere-e-provoca-10-morti/)
E di donne kamikaze o bambine kamikaze l’ISIS fa ancora uso come si legge sui quotidiani troppe volte e le cifre si sommano alle cifre degli stupri e delle torture ed uccisioni.
4) Polizia di stato (Italiano)
Ci sono persone di ogni età ed estrazione sociale tra i 17 arrestati ed i 92 indagati nell’Operazione Aygor della Postale di Roma. (www.poliziadistato.it/articolo/view/39107/  – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
Pedopornografia: oltre cento persone nella rete della Postale
Poliziotto della postale su internet. Ci sono persone di ogni età ed estrazione sociale tra i 17 arrestati ed i 92 indagati nell’Operazione Aygor della Postale di Roma. Al centro delle indagini, un traffico di materiale pedopornografico scambiato in Rete negli spazi del cosiddetto deep web, dove gli utenti sono normalmente sconosciuti grazie ad un sistema di anonimizzazione; anche il sistema di file sharing era molto utilizzato: le foto ed i filmati erano cioè messi in condivisione attraverso una rete strutturata di computer.
L’indagine, iniziata nel 2013, è stata conclusa grazie anche alla collaborazione con il Bundeskriminalamt, l’ufficio federale della Polizia criminale tedesca. Tra le persone coinvolte nell’indagine ci sono pensionati, disoccupati, professionisti, impiegati, operai artisti ed anche un sacerdote ed uno psicologo.
Migliaia i file sequestrati sui dispositivi più diversi: computer, telefonini e tablet. 19/06/2015 (modificato il 20/06/2015).
Una vittoria faticosamente realizzata con uomini che vedono di tutto e che devono anche essere sostenuti psicologicamente per evitare il burn out per le scene antiumane, vergognose, violente, cui devono assistere per le loro relazioni. Il parlare oggi di lodi alla Polizia è quasi fuorviante, perché la pedopornografia e la criminosa ed indegna tratta umana hanno addentellati comuni e difficili da districare, ma intanto alla stazione Termini di Roma la prostituzione minorile ci è già sbattuta in faccia (e la stazione Termini è solo un esempio). In questi giorni di giugno e ci deprime ancora di più l’estendersi di questi complicati rompicapi non affrontati significativamente, come la tratta e l’accoglienza dei migranti, i disastrosi rapporti con altri stati che li fermano alle frontiere e li lasciano qui in Italia che brancola nel buio per trovare sistemazioni supportate da associazioni di volontari e di singoli che fanno quello che possono sostituendo parzialmente quello che lo Stato non fa nonostante le raccomandazioni delle istituzioni che restano ancora lettera morta e quasi presa in giro.
Non tutti gli uomini di Polizia, ammessi pure casi isolati imprevedibili e violenti, sono uguali tra loro, poiché nel mondo troviamo stati dove la corruzione della polizia è abbastanza diffusa e segnalata, ma ci sono anche persone serie e ligie ai doveri universali del senso dell’onore e del dovere, come hanno dimostrato i nostri poliziotti ora in questo caso.
Negli USA succede di tutto ed in diretta si vedono poliziotti sparare alla schiena di negri disarmati ed anche falsificare le circostanze (maggio/giugno 2015). In Europa si sono visti ad esempio a video televisivi recenti poliziotti francesi prendere a calci extracomunitari che scavalcavano la rete autostradale perché gli extracomunitari non vogliono restare né in Italia, né in Francia, dove arrivano con le nostre navi (in prevalenza): solo il 7% vuole restare in Italia, gli altri vogliono andare al nord dove sono trattati da persone e non da pacchi da scaricare.
I migranti ci considerano per quello che lo Stato Italiano dimostra di essere (grandi riunioni, nessuna decisione umana e nulla di concreto ancora definito praticamente); anzi scelte da paura, come mandare pullman carichi di migranti in stazioni ferroviarie periferiche e poi scaricarli lì senza che nemmeno le autorità locali sapessero cosa succedeva. Oppure lasciare i migranti su scogli come a Ventimiglia ad arrostire al sole, come se non ne avessero già preso abbastanza (bambini compresi). Non si è capaci di decisioni più attinenti a quanto c’è da fare, anzi si evidenziano anche (Roma mafia) operazioni di corruzione scandalose sulla pelle dei migranti (si vedono nei dibattiti pubblici liti tra politici e le figuracce mondiali che facciamo sono da vergogna, a parte il sacrificio delle nostre navi ed altre civili che accorrono a prenderli e dei volontari in associazioni o semplici cittadini che danno l’aiuto che possono, salvo per quelli che iniziano a lamentarsi per invasioni in luoghi di villeggiatura e relative loro perdite di guadagno).Tendopoli vergognose che si vedono anche a Calais (Francia) e in altre parti dove arriva questa fiumana di persone e di bambini in fuga.
Una voce si alza e chiede pietà per questi disperati: è il Papa attuale Francesco, che ci chiede di trasformare l’egoismo umano e di casta in aiuto fattivo per questi soggetti che devono essere assistiti. Come al solito in Italia si prende tempo (grandi discussioni e litigiosità sempre presenti) per lasciare che le cose si sistemino da sole col tempo e questa è una vergogna nazionale, ma di cui i nostri politici ed istituzioni sembrano fregarsene. Dai primi tempi di qualche mese fa, quando i vari ministri parlavano di andare in Libia a distruggere i barconi (una TV nazionale diceva che sono stati verosimilmente distrutti 400 barconi?). Ora alla Camera litigano sulle quantità di stranieri da suddividere con la Francia e l’Inghilterra (sempre grandi riunioni e decisioni che hanno da venire nonostante i sorrisi e le pacche sulle spalle), che non vogliono persone da loro o da altri stati che vogliono costruire muri (la tv 3 ha verosimilmente detto 45 muri in progetti tra cui inizia l’Ungheria; la Spagna ha già costruito il suo muro e anche alcuni stati del Medio Oriente si stanno dando da fare in questo senso per impedire l’accesso a questi disperati disorientati che hanno già passate le loro peripezie lasciando morti lungo i percorsi di mare e di terra (in una città tedesca oggi 19/06/2015). Le campane hanno suonato migliaia di volte un rintocco per migrante morto (32000 in quanto tempo ???).
Le notizie della Polizia che fa il suo dovere per il bene dei nostri bambini deve essere riconosciuta ed apprezzata, anche se continua lo sbando di migliaia di profughi in tutto il mondo (si parla di 60.000.000 di persone allo sbando) e il pericolo che parte di questi possano imboccare la strada della prostituzione aggrava con altre problematiche la situazione diventata esplosiva.
Grazie a tutti voi poliziotti impegnati nel far emergere questo marcio che aumenta e grazie anche per l’aiuto che date nel coordinare la raccolta di profughi assieme a veri volontari umanitari. Grazie ancora: continuate sempre, anche se non ci sono ringraziamenti di cuore per quello che fate. Molti italiani vi apprezzano e disprezzano le liti politiche o certe affermazioni che fomentano la non accoglienza ed altre forme di persecuzioni prevedibili verso questi migranti adulti, donne e bambini che domandano anche quello che non possono avere;  si deve cercare di aiutarli a vivere da uomini e non da esseri inferiori e cercare di trovare le vie giuste per avere al fianco uomini che si affermano come tali.
5) Birmania: in centinaia scappavano da un ciclone, la loro barca affonda
http://www.fanpage.it CRONACA 14 MAGGIO 2013 10:39 di Susanna Picone (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) – MYANMAR-BANGLADESH-WEATHER-CYCLONE
Tragedia al largo della Birmania, dove un barcone che trasportava poco meno di 200 persone si è ribaltato dopo essersi schiantato contro degli scogli. A bordo c’erano delle persone di etnia Rohingya, fede musulmana, che venivano evacuati perché le zone costiere dello Stato Rakhine rischiano nei prossimi giorni di venir inondate dall’arrivo del ciclone Mahasen. Ma, mentre venivano evacuati, la loro imbarcazione si è schiantata su alcune rocce a pelo d’acqua di fronte la città di Pauktaw ed è affondata dopo qualche minuto. Il timore è che i profughi possano essere affogati ma per ora neanche l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari ha saputo dire quante siano le vittime. In particolare un portavoce dell’Onu, James Munn, ha confermato la presenza di “meno di duecento persone” a bordo del barcone, ma non è in grado di stabilire il numero preciso delle vittime e quello dei sopravvissuti. La scorsa settimana l’Onu aveva avvertito che l’arrivo del ciclone tropicale avrebbe messo a rischio migliaia di persone che vivono nei campi profughi allestiti dopo che le loro case sono state distrutte dagli scontri tra i buddisti e la minoranza musulmana. L’evacuazione della zona era iniziata lunedì. (continua su http://www.fanpage.it/birmania-in-centinaia-scappavano-da-un-ciclone-la-loro-barca-affonda/#ixzz3buFuqvvh)
Si è molto riconoscenti ai giornalisti che fanno conoscere anche le tragedie dei migranti degli altri mari o confini. Non è solo il Mediterraneo il cimitero dei migranti, ma ogni terra sta diventando un cimitero di persone che scappano da guerre e che cercano rifugio presso altre nazioni percorrendo magari migliaia di chilometri per raggiungere nazioni specie del Nord Europa. Tutto questo è un fatto grave e delittuoso, perché quasi sempre c’è un’organizzazione criminale che contatta i singoli fuggitivi, li depreda dei loro averi, li fa viaggiare nei modi più stucchevoli: insomma la tratta dall’uomo non è mai finita, ma diventa sempre più sofisticata e troppo spesso mortale.
Ringraziamo tutti coloro, singoli o associazioni di volontariato vero, che aiutano come possono questi loro fratelli in fuga e bisognosi di tutto: vi siamo riconoscenti anche se non ci si conosce, ma si sa che esistete e che non vi approfittate di chi ha bisogno. Grazie e mille auguri per il vostro lavoro. Qualcuno senz’altro vi ricompenserà per la vostra abnegazione.