Se questo è il mondo dell’uomo “sapiens”…/If this is the world of Homo “Sapiens” …

1) IRAQ, LA NUOVA BARBARIE: DISABILI MENTALI ADDESTRATI COME KAMIKAZE
Pubblicato il 30 maggio 2014 da http://luciogiordano.wordpress.com/
Di Ennio Remondino (tutti i diritti riservati all’ autore e alla testata).
«Hassan aveva 20 anni, era handicappato mentale dalla nascita ed era stato soprannominato Al Mabruk, ‘il benedetto’, dai proprietari di ristoranti e negozi del quartiere Al Ghabat a Baghdad, che consideravano la sua presenza di buon auspicio. Almeno 7 attentati suicidi dall’inizio dell’anno.
Hassan, nel quartiere Al Ghabat a Baghdad, era conosciuto da tutti come Al Mabruk, ‘il benedetto’. Aveva 20 anni ma era un bambino, era handicappato mentale dalla nascita, benvoluto da tutti. Fino a che dei miliziani qaedisti lo hanno rapito, trasformato in bomba umana e fatto saltare in aria in un attentato in cui sono morti, con lui, quattro soldati e un poliziotto. Hassan, secondo quanto afferma il ministero dell’Interno iracheno, è il settimo disabile che dall’inizio dell’anno è stato usato a sua insaputa come kamikaze dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante, l’Isis, filiazione di al Qaeda.
Secondo la polizia, i carnefici di Hassan ‘Al Mabruk’, “rapiscono malati mentali nelle strade, fanno indossare loro giubbetti esplosivi e li fanno saltare in aria con congegni a distanza”. Bestiale. Ma la violenza che continua a insanguinare l’Iraq 11 anni dopo la caduta del regime di Saddam Hussein e che ha già provocato oltre 123.000 morti, non sembra conoscere limiti. Attentati quotidiani mentre le tensioni interconfessionali tra sciiti e sunniti sono rinfocolate dal conflitto in Siria. E dalla guerra in Siria provengono molti dei combattenti Isis, che sognano di instaurare un nuovo califfato in Iraq.
Nell’Iraq, alle prese con la virulenta ostilità delle milizie dello Stato Islamico e del Levante, è solo parte di un conflitto ben più vasto della Mesopotamia. L’impennata di attacchi e di morti è certo conseguenza anche della guerra in Siria ma, soprattutto, della “guerra dei Trent’anni” tra sunniti e sciiti. Sventolano le bandiere nere di Al Qaeda, ma sono manifestazioni di estremismo sunnita all’ interno della guerra civile che in Iraq e in tutto il Medio Oriente oppone queste due anime, quella sciita -minoritaria, ma al potere in Iraq, Iran e Siria- e quella largamente maggioritaria sunnita.
Il problema è dunque la contrapposizione difficilmente risolvibile che va avanti a fasi alterne da oltre mille anni tra due versioni inconciliabili dell’Islam, la Sunna e la Shia. E che oggi non si contrappongono più con le sciabole, ma con armi sofisticate ed esplosivi capaci di grandi stragi. L’Al Qaeda che conoscevamo – quella di Bin Laden – non esiste più, mentre esiste una frattura all’interno di Paesi le cui frontiere non sono riconosciute dai loro abitanti perché vennero disegnate dalle potenze coloniali senza tener conto delle differenze etniche e religiose, che oggi si scontrano.
Ma torniamo ai poveri disabili mentali mandati a morte. Una situazione che secondo alcuni analisti di cose terroristiche costretti al cinismo, fornisce a suo modo segnali positivi. Di fatto, dice il crudele arruolamento forzato di poveri minorati, in Iraq cominciano a scarseggiare gli aspiranti attentatori suicidi e l’Isis si deve affidare sempre più per queste azioni a miliziani stranieri che provengono da altri Paesi arabi, compresa la Siria”. Episodio ultimo di totale disumanità dei miliziani Isis: ‘giustiziato’ un giovanissimo attentatore suicida che poi si era tirato indietro.»
Lo squallore fetido e ributtante dei miliziani quaedisti ed altri è veramente orrido e satanico: il loro capo ed intendo satana ne gioirà di sicuro. Queste bandiere nere, nerissime di Al Quaeda, funesti labari di una disumanità ormai senza limiti, né pietà, usano l’essere umano da bambino ad adulto a suo piacere e sollazzo: macellai orridi e squilibrati in nome di una religiosità squinternata ed abominevole che non è per nulla quanto recita il Corano, ma una sua degenerazione non approvata nemmeno dai mussulmani che fino a ieri hanno convissuto con le altre religioni pacificamente.
Ora l’odio di satana esulta e spinge ad ogni atrocità che ricorda i campi di Auschwitz ed altri più antichi e più recenti. Non si osa chiamarli bestie perché le bestie sono più umane di loro. Chiamiamoli mostri partoriti da capo del Male: ed ecco che dopo i bambini usati per fare da kamikaze stordendoli di droga e di fantasie perverse, ecco che va di moda usare i disabili, illudendoli nella loro pseudocoscienza delle fantasie emozionali del dopo morte- Crudeli fino all’estremo limite, blandiscono sempre con droghe ed altro questi poveri incoscienti che, bardati come vuole quel tragico rituale, vengono mandati a morire al posto loro. Già! Loro vigliaccamente se ne stanno a spingere il pulsante al momento giusto. Come si possono chiamare questi delinquenti assassini?
E subito si vede il loro modo di operare. Un povero disabile ha capito nella sua innocenza il gioco ed ha detto no, ma questo è valso per la sua condanna: non diventerà un martire dei male, della vile attività di portatore di morte, ma sarà un vero martire della civiltà che ci si sforza di vivere e che immola martiri innocenti, non essendo in grado per le volontà dei grandi ciechi e sordi di essere difesi in qualche modo, ma brutalmente spinti a proseguire nel cammino della nostra autodistruzione, anche di malvagi, assassini, delinquenti in nome di un dio che è solo Il Male.  
Questo mondo si stanno inventando le più raffinate torture ingannevoli a scapito di chi ingenuamente crede agli adulti che, purtroppo, sanno blandire ed accattivarsi la coscienza di disabili che nella loro mancanza di criticità credono in quello che dicono loro, magari esaltati da qualche droga e dalle speranze di diventare dei martiri con tutte le dicerie di benefici dopo il martirio. La disumanità con cui agiscono questi terroristi raggiunge ormai l’apice della crudeltà cinica e perversa: donne, bambini e ora disabili preparati da kamikaze che obbediscono come pecore a chi ha dato loro il contentino e lo spinge ad esplodersi, certamente sorridendo al destino infame di quel disabile.
Questi vigliacchi non sono loro a lanciarsi come kamikaze, perché sanno che fine fanno e quindi sono doppiamente falsi, bugiardi, crudeli e criminali, ma poco importa. Presumo che Allah non c’entri proprio più e anzi sia un pretesto per il predominio su intere popolazioni che continuano a torturare, uccidere, rapire, vantandosi di quello che fanno. Purtroppo in questo periodo il mondo, meno gli interessati, assiste incollato alla TV ai “cosiddetti” mondiali di calcio che tristemente assumono il ruolo di diversivo, distogliendo l’attenzione mondiale da quello che succede in Nigeria, ma anche da altre parti. Dobbiamo continuamente vergognarci vedendo che i vari stati mandano in giro ambasciatrici che però, non vedendo questa scia di cadaveri in continuo aumento di tutti, bambini compresi, preparano un futuro dell’umanità che si assottiglia sempre di più. Sveglia, politici di ogni stato! Che cosa vi trattiene dal decidere di mettere fine o un freno a questi assassinati o rapiti che ingrossano sempre più l’esercito dei disperati? Sveglia! Noi tutti già ci vergogniamo di quanto succede, ma voi non agite in nome dell’umanità così schiacciata. 
26/06/2014
2) Nigeria, radunati per pregare. Poi il massacro dei Boko Haram
Da InTopic.it (tutti i diritti all’autore e alle testate per la molteplicità dell’argomento)


ROMA – Sono entrati in azione travestiti da soldati o spacciandosi per predicatori. Con l’inganno hanno attirato gli abitanti davanti alla chiesa e poi hanno sparato a raffica, crivellandoli di colpi: brutali esecuzioni di massa compiute a tradimento. Prima di andarsene, hanno appiccato il fuoco alle case, lasciandosi alle spalle una lunga scia di desolazione e cadaveri. Diverse centinaia, forse addirittura 500.Un’ondata di attacchi tra i più sanguinosi, sferrati nei giorni scorsi da Boko Haram, i terroristi nigeriani che, lungi dall’essere indeboliti o spaventati dalla “caccia internazionale” scattata dopo il rapimento delle quasi 300 licealidi metà aprile, sembrano più in forza che mai. I raid sono avvenuti tutti nello stato roccaforte politica e base operativa del gruppo integralista: il Borno, nord est della Nigeria, dove sono state rapite le studentesse ormai oltre un mese e mezzo fa.

Scrive Alessandra Muglia sul Corriere della Sera: L’ultima strage è avvenuta a Barderi, villaggio alla porte di Maiduguri. Due abitanti hanno riferito alla BBC che alcuni uomini sono arrivati sul posto presentandosi come predicatori, hanno invitato la gente a confluire davanti alla chiesa per pregare e, una volta radunata la folla, hanno sparato uccidendo 45 persone. Una tattica infame, che fa leva su un momento di massimo abbandono come la preghiera per colpire. Infame come quella utilizzata i giorni prima nel distretto di Gwoza, sempre nel Borno, dove almeno sei villaggi sono stati rasi al suolo in due giorni da terroristi islamici vestiti da soldati. Gli abitanti li aspettavano, i militari veri: avevano chiesto il loro aiuto perché temevano gli attacchi dei miliziani islamisti. Quando li hanno visti arrivare in divisa a bordo di moto e di Toyota Hilux, pick up usati dall’esercito, è stato un sogno che si avverava. «Ci hanno detto siamo qui per proteggervi tutti» ha riferito il leader di un villaggio riuscito a sfuggire al massacro. La stessa tattica usata dai miliziani nel rapimento delle 300 liceali. Dopo aver radunato con l’inganno tutti gli abitanti «hanno iniziato a urlare Allah Akbar e a sparare a lungo» ha raccontato un altro sopravvissuto all’Ap .Tutto è partito da Attagara, villaggio con una numerosa comunità cristiana. Qui domenica scorsa un commando aveva attaccato i fedeli durante la messa, nove i morti. Il giorno dopo, come ritorsione, alcuni giovani del posto avevano cercato e ucciso una trentina di islamisti. I Boko Haram sono allora tornati nel villaggio e in quelli vicini e per rappresaglia li hanno massacrati. Attagara, Agapalwa, Aganjara, Gosh, Danjara «sono state teatro di uccisioni di massa, ma nessuno può fornire un bilancio certo», ha dichiarato Peter Biye, parlamentare di Gwoza. «Ci sono cadaveri ovunque perché nessuno li può seppellire» ha raccontato un capo di Attagara, che ha lanciato un appello per gli aiuti. Intanto continua la mobilitazione internazionale: dopo il vertice di Parigi di maggio, giovedì a Londra si terrà un nuovo summit sull’emergenza Boko Haram.


Un altro esercito diabolico e al servizio del Male e non di una religione sono i seguaci di Boko Haram, che continuano indisturbati a uccidere loro simili nelle chiese, nei villaggi, per strada, e se ne vantano pure, rapiscono ancora minorenni ed adolescenti femmine per farne delle loro schiave che non progrediscano nella civiltà del mondo attuale, ma restino legate alle teorie di una devianza religiosa assurda, crudele e maschilista. Questi assassini agiscono indisturbati nonostante il mondo faccia vertici di mobilitazione generale  come a Parigi e come a Londra; ma i risultati quali sono?
Contiamo i cadaveri che quotidianamente si accumulano gli uni sugli altri ed allora c’è il sospetto che la mobilitazione internazionale, pur agitandosi, lasci le cose come sono: le varie associazioni internazionali non sono in grado di fermare questi eccidi e questo non è certo un vanto per l’Onu ed altro, ma è come la Siria: si va avanti, denunciando i fatti e poi si volta la pagina per un altro scoop, tanto si sa già che questi colpiscono la gente indifesa e se è indifesa è perché le varie organizzazioni internazionali non sono sul posto a mettere ordine.
Nel Vietnam sono stati usati desfolianti tossici a gogò per scoprire i cosiddetti “nemici”; qui lasciamo che vengano distrutte altre chiese, case, paesi, e che la gente se può si accodi ai flussi migratori per finire non in posti migliori, ma spesso in strutture nazionali in cui l’UE non mette becco e lascia soli gli italiani a depistare valanghe di profughi che diventano violenti per le condizioni poco umane, se non disumane in cui sono messi. Non mi si dica che in questo nuovo “volontariato” non ci sia gente che approfitta sempre della situazione a spese di quei disgraziati di migranti che subiscono di tutto per aspirare non a vivere nel lusso, ma solamente a vivere.
Nigeria: 17/06/2014 – 25 morti per attacco Boko Haram nel nordest (Il Sussidiario.net)
Nigeria, 17/06/2014 – Massacro di Boko Haram in un mercato nel nord-est (Rai Giornale Radio) – http://www.intopic.it/notizia/6674703/?r=WAGJBxroaZBEQ
3) Ancora  sempre Boko Haram – 24/06/21014
Haram ricompare quasi ogni giorno con rapimenti, torture, uccisioni in ogni dove: chiese, mercati, e le cifre dell’umanità violentata in tutti i sensi fino alla morte aumenta sempre, non c’è giorno che questi oltranzisti non compiono quello che vogliono su popolazioni inermi. È vero, sono assassini, delinquenti, ma la domanda è chi fornisce loro le armi? Non combattono con frecce e lance ma con armi sofisticate, armi che sono fornite dai mercanti di morte di ogni paese che ha interesse a vendere e produrre armi per il loro lurido guadagno sul sangue di innocenti che gridano però vendetta a questo loro trattamento. Li  ascolterà senz’altro qualcuno e senza alcun patteggiamento.


Dopo i massacri delle guerre insensate dei nigeriani estremisti, non di meno sono gli scafisti dei migranti dall’Africa, che buttano a mare dei malcapitati senza che questi abbiano colpe particolari, spesso per salvarsi la pelle e per continuare il vile mestiere di trafficanti di esseri umani disperati. Vigliacchi anche questi ,e degni solo di avere il medesimo trattamento.
E la risposta vile e raccapricciante, disumana e lurida non si fa attendere: Migranti e rifugiati abbandonati dopo lo sbarco. UNHCR: “Inaccettabile”
Giovedì, 12 Giugno 2014: Articolo21
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime sconcerto per la maniera in cui sono stati trattati circa 400 migranti e rifugiati di varie nazionalità (provenienti principalmente da Siria, Somalia ed  Africa Sub-Sahariana)… 
Da InTopic.it 10/06/2014
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime sconcerto per la maniera in cui sono stati trattati circa 400 migranti e rifugiati di varie nazionalità (provenienti principalmente da Siria, Somalia ed Africa Sub-Sahariana) dopo essere stati sbarcati ieri a Taranto. Agli operatori dell’UNHCR hanno riferito di essere stati divisi in gruppi in base alla destinazione preferita. Sono stati poi caricati su dei pullman e, dopo aver viaggiato tutta la notte, sono stati abbandonati nei parcheggi di Roma Anagnina e Milano Rogoredo.
È inaccettabile che migranti e rifugiati vengano privati dell’assistenza minima, caricati su dei pullman e abbandonati alle periferie di Roma e Milano. Sono stati trovati scalzi, disorientati, senza che avessero ricevuto né da bere né da mangiare. L’UNHCR è sollevato dall’apprendere che per il gruppo di Roma è stata infine trovata una sistemazione presso una struttura di accoglienza del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
Siamo arrivati a questo, poi magari la colpa verrà senz’altro scaricata su qualche autista, ma l’ordine di fare questo da chi è partito o questa persona va difesa a tutti i costi a parte che l’UE, ma fa ben poco ad affrontare il numero ingente di persone disperate e che affrontano pericoli inimmaginabili tra cui l’ultimo il mare e le carrette che hanno strapagato.
E non si fanno attendere nemmeno gli ultimi annegati nel solito tentativo di cambiar vita: madri, bambini, padri, anche non sapendo nuotare, hanno affrontato l’imprevedibile ed il solito Male ride alla grande, alla faccia di tutti i politici che si interessano a ben altro che a profughi disperati.
4) 6 giugno 2014 – 12:20 SUD DEL MONDO – DECINE DI MIGRANTI ANNEGATI A LARGO DELLO YEMEN Altro (Tutti i diritti riservati agli autori ed alle testate, InTopic.it)
Sessanta migranti somali ed etiopici sono morti annegati al largo delle coste dello Yemen e con loro due yemeniti membri dell’equipaggio. Lo ha riferito da Ginevra l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Acnur/Unhcr), precisando che si tratta del “più grave naufragio” dall’inizio dell’anno. L’Acnur sta raccogliendo informazioni per far piena luce sulle circostanze della sciagura. Dallo scorso gennaio almeno 121 persone, per lo più cittadini della Somalia e dell’Etiopia, hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere lo Yemen attraverso il Mar Rosso e il Golfo di Aden.
Intanto nelle ultime 24 ore la Marina Italiana ha annunciato di aver prestato soccorso a 2500 migranti – provenienti da Libia, Eritrea e Siria – a bordo di 17 diverse imbarcazioni dirette verso la Sicilia. La guardia costiera di Tripoli ha invece bloccato una nave con 114 migranti africani, a destinazione dell’Europa.
5) Barcone affonda: 14 morti, 200 dispersi (tutti i diritti riservati agli autori ed alle varie testate citate, inTopic.it) – 12/06/2014
Barcone affonda: 14 morti, 200 dispersi
Un’imbarcazione sulla quale c’erano circa 400 persone si è rovesciata. Il commissario europeo Agrigento, 12 maggio 2014 – Duecento migranti li hanno salvati le navi italiane e i mercantili dirottati in zona, 17 li hanno recuperati già cadaveri, molti altri, probabilmente altri 200, sono già in fondo al mare se è vero che sul barcone erano in quattrocento: l’ennesima strage di migranti si compie a 40 miglia dalle coste della Libia, a pochi giorni di distanza da un altro naufragio costato la vita a una quarantina di persone partite dalle coste orientali del paese nordafricano.
IL NAUFRAGIO – Cosa sia accaduto lo racconteranno nelle prossime ore i migranti che si sono salvati: quel che è certo è che il barcone è affondato. E non è affatto escluso che si possa esser verificato quel che il direttore dell’ Immigrazione del Viminale Giovanni Pinto aveva riferito poco meno di dieci giorni fa al Parlamento: dalla Libia, disse citando informazioni d’intelligence, partono sempre più spesso imbarcazioni fatiscenti perché i trafficanti di morte sanno che le navi italiane vanno a prendere i migranti fin quasi al limite delle acque territoriali libiche.
INTERVENTO LIBIA – Sempre oggi le autorità libiche hanno intercettato e salvato altri 340 migranti mentre nell’ imbarcazione su cui si trovavano iniziava ad entrare acqua subito dopo la partenza nelle vicinanze della citta’ costiera occidentale di Sabratha. I 340 sono stati trasportati in una scuola vicino Zawiya, ad ovest di Tripoli, prima di essere trasferiti in un centro di detenzione in Libia. Tra i tratti in salvo 40 donne e 13 bambini la maggior parte sudanese ed eritrei. Il portavoce della marina libica, il colonnello Ayub Kassem, ha speicificato che la barca con i 340 è stata intercettata da una pattuglia a 35 km a largo tra Sabratha e Zuwara, vicino al confine con la Tunisia alle 6 di stamane. Ieri un’imbarcazione carica di migranti era affondata al largo delle coste di Tripoli. Il bilancio delle vittime, ha riferito il governo libico, è di almeno 40 morti. I soccorsi sono riusciti a salvare 51 persone, ha detto Rami Kaal, portavoce del ministero dell’Interno.
6) 18/06/2014 Malaysia altri migranti affondati, 66 dispersi. Continua la morte in mare per salvarsi dalla povertà e miseria
7) India. Donna stuprata e poi impiccata ad un albero nell’Uttar Pradesh.
12/06/2014 – 10.50 – INDIA, NEW DELHI – Una donna indiana di 44 anni èstata trovata impiccata mercoledì con un sari (il tradizionale abito indiano) ad un albero di guava nello Stato dell’Uttar Pradesh ed i suoi famigliari sostengono che sia stata stuprata da un branco e poi uccisa.(Blitz quotidiano) – Sezione: DALL’ESTERO 
India, violenza senza fine contro le donne.Non sembra cessare l’ondata di stupri e femminicidi che vede l’India quasi ogni giorno protagonista sui giornali. Una donna ha accusato quattro agenti di polizia di averla stuprata all’interno del commissariato di Hamirpur nello stato di Uttar Pradesh, in cui si sono verificate ripetute aggressioni alle donne negli ultimi giorni. (OptiMagazine – 4 minuti fa)
L’infame violenza sulle donne in India Lo stato indiano dell’Uttar Pradesh è diventato “la capitale indiana delle violenze sessuali”. Una brutta fama confermata però ogni giorno dalle notizie che arrivano. Neanche nel momento peggiore della caccia alle streghe in Occidente, le donne – per cui a quei tempi bastava anche il solo sospetto di confidenza col demonio per essere uccise – sono state trattate nel modo vile e violento con il quale sono trattate in India, quella che viene considerata la più grande democrazia del mondo (Il Journal – 6 minuti fa)
India: ennesimo caso di violenza su una donna. Ennesimo episodio di violenza in India: una donna ha accusato 4 agenti di polizia di averla stuprata in un commissariato nell’Uttar Pradesh, lo stato settentrionale indiano in cui solo il mese scorso due ragazzine erano state aggredite in gruppo, violentate e impiccate. (ilgiornaleditalia – 8 minuti fa)
Violenza in India: 44enne stuprata e impiccata a un albero. La donna è stata uccisa nello stesso Stato indiano dove è avvenuto l’omicidio delle due cuginette di 14 e 15 anni. La donna è stata uccisa per vendetta dopo che aveva denunciato alcuni produttori di liquori illegali – di Giacoma Chimenti.(Fidelity News – 10 minuti fa)
India, va a chiedere rilascio del marito: “Violentata da 4 agenti” Lucknow, 12 giu. (TMNews) – Una donna indiana ha accusato quattro poliziotti di averla violentata all’interno dei locali di un commissariato nel nord dell’India, nello stato dell’Uttar Pradesh. La donna ha detto di essere stata aggredita nella notte presso il commissariato del distretto di Hamirpur dove era andata per chiedere il rilascio del marito. (TMNews – 2 ore fa)
Sembra che l’India stia soffrendo di uno stato di esaltazione collettiva con rigurgito di antiche superstizioni e culture degne del solito Satana o Male che sta mietendo vittime al femminile non badando all’età e al numero di uomini che assaltano le vittime in gruppo, vecchio sistema qui nuovamente rispolverato e messo in atto.
È ben vero che molte associazioni locali di donne fanno fiaccolate per questa barbarie che però aumenta di giorno in giorno. E tutto va bene, si va avanti così:la notiziola di turno, lo sdegno momentaneo del mondo e poi alla prossima edizione, tanto l’India è lontana e poi  ci sarà bene qualche donna nota in politica o una vip che partirà come ambasciatricedi non so cosa in favore delle donne; ma in pratica gli organi tipo Onu e Unicefsono fermi,in standby. Cosa aspettano a chiede ai capi dell’India, dellacui giustizia si conoscela lentezza eccessiva (v. caso dei Marò italiani),ad aprire di più gli occhi e fermare quest’ondata di maschi pazzi e scatenati? (tutti i diritti riservati agli autori ed alle testate)
Gli stessi quotidiani danno per scontato che nello stato Uttar Pradesh (stato abbastanza sottosviluppato) una donna ha accusato quattro poliziotti di averla violentata nei locali del commissariato dopo aver rifiutato di pagare una tangente per ottenere il rilascio del marito. L’Uttar Pradesh, sottosviluppato stato del Nord dell’India con 200 milioni di abitanti, è sotto i riflettori in queste ultime settimane per i ripetuti casi di violenza sulle donne, talvolta giustificati dalle stesse autorità. Il governatore Akhilesh Yadav è oggetto di critiche per la sua incapacità ad assicurare la sicurezza degli abitanti.
Siamo al punto che il governatore non è in grado di governare per la sicurezza degli abitanti e non lo rimuovono. Anche in Siria, fatto ben più grave, il capo ha provocato un numero inestimabile di morti e di migranti, ma che cosa si è raggiunto praticamente per gli abitanti siriani, ormai privi di ogni cosa?
8) Terre des Hommes: Home 08/06/2014 (Tutti i diritti riservati agli autori ed alla testata)
BAMBINI MALTRATTATI: IN ITALIA CIRCA 100.000 LE VITTIME E LE PIÙ ESPOSTE SONO LE BAMBINE
L’ indagine pilota di Terre des Hommes e CISMAI dà la prima fotografia dettagliata del fenomeno
Sono quasi 100mila i bambini in Italia vittime di maltrattamenti e abusi e più della metà sono femmine. La stima è per la prima volta possibile sulla base di dati omogenei raccolti da Terre des Hommes e CISMAI nell’ambito di un’indagine quali-quantitativa presentata oggi a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Da dieci anni il Comitato ONU per la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia chiede al nostro Paese di dotarsi di un efficace sistema di raccolta dati per conoscere e contrastare il maltrattamento a danno di bambini”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes.  “Per questo abbiamo voluto dare un contributo in grado di offrire una prima  fotografia della reale incidenza del fenomeno in Italia che tocca lo 0,98% della popolazione minorenne, in maggioranza femmine”.
“Da anni chiediamo l’istituzione di un sistema di monitoraggio sul maltrattamento. Questa prima ricerca, che per bacino di utenza raggiunto e ampiezza della materia trattata ci offre dati omogenei, comparabili e distribuiti su scala nazionale, è un contributo di riflessione epidemiologica da cui far scaturire nuove politiche”, dichiara Dario Merlino, Presidente del Cismai. “I dati raccolti ci indicano finalmente quanti sono i bambini che vengono presi in carico dai servizi per maltrattamento, ovvero i casi che emergono, anche se sappiamo che i casi non emersi sono almeno 20 volte di più. Il maltrattamento è ancora un fenomeno sommerso”.
L’indagine di Terre des Hommes e Cismai evidenzia come il maltrattamento rivesta un ruolo di primo piano tra le cause che comportano l’intervento dei Servizi Sociali, coprendo il 15,46% del totale dei minori presi in carico.
“L’importanza di questo lavoro è duplice. Infatti da una parte fa emergere che quello dell’abuso è un problema reale con il quale decine di migliaia di bambini devono fare i conti quotidianamente e, dall’altra, evidenzia quanto sia necessario realizzare una mappatura sul maltrattamento sui bambini” dichiara Vincenzo Spadafora, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. “Il lavoro di Terre des Hommes e del CISMAI ci racconta di un’infanzia abusata con preoccupante sistematicità in ogni zona del nostro Paese ed il monitoraggio di tutte le facce del maltrattamento è fondamentale anche per individuare le misure più idonee, sia a livello politico che culturale, per contrastarlo.”
Passando a un’analisi più dettagliata dei casi rilevati di minori maltrattati, troviamo che il 52,51% sono femmine. La trascuratezza materiale e/o affettiva è la tipologia preponderante di maltrattamento (52,7%), seguita da violenza assistita (16,6%), maltrattamento psicologico (12,8%), abuso sessuale (6,7%), patologia delle cure (6,1%) e maltrattamento fisico (4,8%).
L’indagine “Maltrattamento sui Bambini: quante le vittime in Italia?” è stata condotta su un campione di 31 Comuni italiani diffusi su tutto il territorio nazionale, attraverso un questionario che chiedeva di fotografare la situazione al 31/12/2011. La popolazione intercettata è pari a quasi 5 milioni di abitanti, dei quali 758.932 minori. I minori in carico ai Servizi Sociali erano 48.280, dei quali 7.464 per maltrattamento. Questa cifra, che è pari allo 0,98% dei minori residente, consente una plausibile stima di quasi 100.000 minori maltrattati se proiettata su scala nazionale.
“Sapere che 1 bambino su 100 finisce presso i Servizi Sociali per maltrattamento implica creare intorno al Servizio sociale una rete di prevenzione e protezione per tentare di curare al meglio i bambini già purtroppo danneggiati dal maltrattamento e di porre in essere tutte le azioni per diminuire drasticamente tale numero”, dichiarano i promotori dell’indagine.
“Che la metà circa dei bambini siano vittime di trascuratezza deve oggi farci riflettere sulla necessità di una serie di misure che il nostro Paese dovrà adottare anche per il contrasto alla povertà e alla deprivazione, specie durante questi cicli economici negativi.
Ma anche sapere che sono 6 bambini su 1000 a subire abusi sessuali è un dato che deve indurci a ripensare le misure di prevenzione e che la violenza assistita colpisce 16 bambini su 1000 ci indica che troppo spesso la conflittualità familiare sfocia nella violenza”.
Il progetto fa parte della Campagna “indifesa” di Terre des Hommes, nata per garantire alle bambine di tutto il mondo istruzione, salute, protezione dalla violenza e dagli abusi, con azioni di prevenzione e contrasto di alcune tra le peggiori forme di discriminazione che colpiscono le bambine nel mondo, dalle “bambine domestiche” del Perù e dell’Ecuador, alle “spose bambine” del Bangladesh, alle “mamme bambine” della Costa d’Avorio alle “bambine salvate dall’infanticidio” dell’India e alla prevenzione degli abusi sulle bambine in Italia.
Proprio per aprire un dibattito nazionale su questi temi, CISMAI ha organizzato per il 2013 gli Stati generali sul maltrattamento all’infanzia in Italia, che si concluderanno a Torino il 12 e 13 dicembre prossimi con una conferenza nazionale dal titolo: “Proteggere i bambini nell’Italia che cambia”.
Anche in Italia il maltrattamento è molto sommerso, talvolta nascosto ed occultato a seconda dei personaggi che ne sono gli autori.
Anche la prevenzione si è buttata a capofitto nell’ambito della “identità di genere  e la pedocriminalità è stata in parte messa nel dimenticatoio”: ma qui gatta ci cova e la gente non ignorante e che viene invogliata ad ingozzarsi col polpettone sa perfettamente che ben presto a seguito di leggi e leggine sull’omofobia e su omofobisti , si scivolerà verso una pedocriminalità educativa che già grandi società mondiali spingono un insegnamento ambiguo già dalla scuole materne.
Siamo proprio a questi livelli: un conto è rispettare gli omosessuali, gay, trans ecc.,un conto è farsi valere con quei problemi per l’avanzata della pedocriminalità.
Pubblicato il 6 giugno 2014 10:53 | Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2014 10:53 (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – Da Topic.it))
9) IRLANDA, DUBLINO – Amnesty International ha chiesto l’apertura di un’inchiesta dopo le rivelazioni di pochi giorni fa sulla sepoltura in una fossa comune di circa 800 bambini a Tuam, figli di donne nubili ospitate da suore della Chiesa cattolica irlandese nell’ospizio delle Bon Secours Sisters più di 50 anni fa.
La tomba comune trovata in Irlanda si trova vicino a una vecchia casa per ragazze madri gestita da suore: ci sarebbero una ventina di scheletri, mentre altri 796 bambini morti nella struttura in quegli anni  e di cui abbiamo i nomi non risultano sepolti da nessuna parte  (tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate citate – 5 giugno 2014).
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<![endif]–>A Tuam, nella contea di Galway, nell’Irlanda nord occidentale, è stata riscoperta una fossa biologicain disuso vicino a una vecchia casa per ragazze madri gestita dalle suore del Buon Soccorso in cui si trovano diversi scheletri. La fossa era coperta con una lastra di cemento senza alcuna lapide e alcun nome inciso sopra. Inizialmente è circolata la notizia che le ossa appartenessero ai corpi di 796 bambini di età compresa tra i due giorni e i nove anni, morti tra il 1926 e il 1961 (periodo in cui la struttura, che oggi non esiste più, rimase aperta).

In realtà, dopo qualche giorno, la notizia è stata raccontata con maggior precisione: il numero dei bambini fa riferimento a un elenco dell’ufficio registri della contea richiesto da una storica locale, Catherine Corless, che durante i suoi studi ha voluto sapere quanti bambini fossero morti nella ex casa per ragazze madri: sul registro c’erano quasi 800 nomi ma quasi nessuno di loro si trovava nelle sepolture del cimitero. Si pensò dunque che i corpi si trovassero nella fossa. In realtà, nella fossa si troverebbero solo una ventina di scheletri. Gli abitanti di Tuam, infatti, erano a conoscenza della tomba dal 1975, da quando due ragazzini, giocando, spostarono la lastra e scoprirono le ossa: uno di loro testimoniò che gli scheletri erano venti. Nella fossa non ci sono dunque i corpi dei 796 bambini, ma questo non significa che i loro corpi non abbiano comunque ricevuto una sepoltura e non risultino in alcun cimitero.
In Irlanda fino a meno di vent’anni fa le donne non sposate che avevano avuto dei figli, o che avevano una condotta considerata “peccaminosa”, venivano spesso rinchiuse in istituzioni gestite dalla Chiesa e finanziate dallo Stato, dove lavoravano per espiare le loro colpe (con la complicità della famiglia, per evitare il “pubblico scandalo”). È stato calcolato che circa 30mila donne siano state ospitate da strutture del genere nel corso dei 150 anni di storia di queste istituzioni, conosciute come Case Magdalene. L’ultima Casa Magdalene in Irlanda è stata chiusa il 25 settembre del 1996. La storia di queste donne è stata raccontata anche in diversi documentari e film: Sex in a Cold Climate del 1998, Magdalene del 2002 e Philomena del 2013.
Non è finito l’elenco delle malvagità umane e delle vittime  che non avranno giustizia e che saranno ricordate di sfuggita dalla cronaca: l’elenco non si ferma oltre all’assassinio di bambini dovuti al loro padre che non è più un essere umano ma il Male che si estende nel mondo sempre più largamente e sempre più intaccando i principi fondamentali della famiglia e del vivere, se veramente ci sono trecento scheletri di bambini in una fossa comune in Irlanda perché figli di povere donne sfruttate come lavandaie da istituti religiosi e provenienti da ceti molto umili, e con figli cui hanno appioppato lo sfregio di illegittimi, termine che lo stato ha vietato, ma che continua a circolare senza essere punito. Diamo onore, a modo nostro, a quei trecento bambini che devono aver vissuto, come le mamme carcerate, una vita grama, senza sorrisi, ma solo botte, fame e malattie. I bambini hanno diritto di vivere,anche se adulti aguzzini li perseguitano fino ad estremi inimmaginabili.

Pensiamoli questi bambini, come i 18.000 che muoiono ogni giorno di fame ed altro. Non addormentiamoci senza un pensiero per loro e per chi deve vendicarli come ha promesso.

Il mattatoio ed Il ricatto sono la nuova legge criminale internazionale//Slaughter and Blackmail are the New International Criminal Law

Nigeria, l’esercito: “Abbiamo localizzato le 300 ragazze rapite da Boko Haram”
Il capo di stato maggiore delle forze armate nigeriane ha dichiarato di sapere dove si trovano le quasi 300 studentesse.
Nigeria, l’esercito:
Il capo di Stato maggiore della Difesa aerea nigeriana Alex Badeh ha reso noto che le forze armate avrebbero individuato il luogo in cui si trovano le quasi 300 ragazze rapite dall’organizzazione terroristica Noko Haram. “La buona notizia – ha dichiarato Badeh ad Abuja – è che sappiamo dove sono le ragazze, anche se non possiamo dirlo. Lasciateci lavorare e le riporteremo a casa”. Il capo di stato maggiore ha spiegato che la riservatezza sulle informazioni è resa necessaria dalla volontà dell’esercito non effettuare un blitz armato e usare la forza, ma di preferire l’intavolamento di una trattativa con i guerriglieri. Tutto ciò allo scopo di evitare eccessivi pericoli per le 300 donne: “Sappiamo cosa stiamo facendo – ha aggiunto il capo di Stato maggiore – e non possiamo rischiare che qualcuna di loro rimanga uccisa per liberarle. Quindi ci stiamo lavorando”.
Per la liberazione delle ragazze il governo nigeriano ha accettato l’aiuto degli Stati Uniti, che già dai primi di maggio hanno inviato in Africa un team di esperti per offrire consulenza. E mentre la soluzione del caso sembra avvicinarsi, lo scorso 9 maggio Amnesty International ha attaccato le forze di sicurezza nigeriane: “Abbiamo ricevuto informazioni credibili da numerose fonti in Nigeria – denuncia Amnesty International, attraverso la sua portavoce Susanna Flood – i militari erano stati allertati che Boko Haram stava per attaccare la scuola Chibok. Il rapimento delle oltre 200 studentesse avrebbe potuto essere evitato. Sapevano che la scuola era in pericolo e nulla è stato fatto per salvare queste ragazze”.
continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-l-esercito-abbiamo-localizzato-le-300-ragazze-rapite-da-boko-haram/#ixzz330xGIDVm – http://www.fanpage.it
Per smuovere questo ennesimo ricatto, che stavolta è massiccio, tutti governi hanno smosso le istituzioni nazionali e internazionali.
Ora sul posto chiamato Nigeria ci sono esperti, superesperti militari “di pace” che aspettano.
Non meravigliamoci più che, se a compiere l’eccidio di Auschwitz fu una nazione governata da un pazzoide, qui in Nigeria a dirigere la schifosa contrattazione (schifosa perché avviene sulla pelle di molte minorenni) è un gruppo dedito al fanatismo e alla guerra facile, quando si presenta l’occasione, e che, mentre contratta le ragazze come se fossero bestiame, continuano a giocare alla guerra con morti uccisi che si contano giorno per giorno.
Ma nessuno lo ferma questo gruppo di fanatici, che ormai si mostrano orgogliosamente in TV con i loro acconciamenti e soprattutto con la tracotanza di sapere che hanno il coltello dalla parte del manico.
Nessuno li ferma:  perché?
Dal corriere.it (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) si legge la definizione di questa SETTA FANATICA (qui non si può disquisire sul termine “setta criminale”, anche se sostenuta da una religiosità alquanto estremista) che approfitta di situazioni disperate senza un freno internazionale, come si è fatto quando stava per scattare un’ennesima incursione in Siria per l’utilizzo di gas neurotossici.
“L’odio fanatico DI BOKO HARAM – Questo posto (Nigeria) è oggi una delle zone ad alto rischio dell’Africa, e per certi versi la peggiore. Qui non è guerra, non ci sono linee, bande o fazioni identificabili, non puoi dire «ecco, qui sono al riparo, al sicuro»; qui è terrorismo della peggiore specie, strisciante, continuo, violenza primitiva, che usa il coltello più delle armi sofisticate, si muove al buio, quando la paura allunga le grinfie, nei vicoli dei quartieri di città come nei villaggi isolati delle campagne. Siamo nel cuore delle zone infestate dall’odio fanatico di Boko Haram, la setta integralista che ha steso su tutto un velo pesante, palpabile, di terrore soffocante, difficile da raccontare.”
E i tamburi di guerra continuano a diffondere crimini su crimini: gli ultimi dei giorni scorsi sono (27.5 tratto dal Corriere della Sera cui vanno tutti i diritti riservati):
– Stato di Yohe Kano, scuola, uccisi 42 studenti: le cifre sono approssimative, come sempre, e sembrerebbe che alcuni bambini sono stati bruciati vivi (sì, avete letto giusto: bambini bruciati vivi).
– Chiesa del nord orientale, Nigeria e mercato villaggio di Borno: 74 morti.
Davanti a questi ulteriori eccidi non si può lasciare, come è stato fatto fino ad ora, fare il proprio comodo e, se si è intervenuti da altre parti con mano dura, anche qua quelle tribù vanno fermate. ONU o Centro Africa, non si può assistere indifferenti al massacro di un popolo che ha già subito l’inverosimile.
Conteranno sì le Elezioni Europee, ma contano anche questi assassinati giornalieri che sono pochissimo citati dalla stessa UE, senza che si vada oltre la notizia e il disappunto che può far inorridire al momento e poi tutto torna come prima.
Poi la domanda fondamentale è un’altra:
“Oltre ai soliti mercanti di morte (leggi “marcanti d’armi internazionali”), chi è che paga per le armi che quell’accozzaglia di fanatici possiede? Nessuno dà niente per niente, e allora perché non si cominciano, per lo meno, a identificare che armi sono, così almeno si ha una prima traccia sul luogo in cui vengono fabbricate, e magari poi si scopre la nazione che fornisce le medesime, e non deve essere una nazione onesta, ma criminale e magari lo scopo è ottenere il possesso del sottosuolo della Nigeria che fa gola a molti senza scrupoli.
Perché anche tutti i politici del mondo si accorgano di questo eccidio senza fine si riporta quanto scritto sul messaggero.net
TRAGEDIA SENZA FINE
Da Notiziario.it (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
16/03/2014 – 17.32 – Almeno 100 persone sono rimaste uccise in una serie di attacchi contro tre villaggi nella Nigeria centrale la notte tra venerdì 14 e sabato 15 marzo. Lo hanno riferito autorità locali domenica 16 marzo.
ARMATI DI MACHETE. Gli attacchi sono stati sferrati da «uomini armati», hanno aggiunto le fonti, ma non c’è stata ancora nessuna rivendicazione.
Secondo quanto raccontato dalle autorità locali a colpire sono stati una quarantina di uomini armati di fucili e machete. Presi di mira gli abitanti di Angwan Gata, Chenshyi e Angwan Sankwai, nel distretto di Kaura, stato di Kaduna, che sono freddati nel sonno dentro le loro case.
Alcuni sono stati uccisi a colpi di machete, altri bruciati vivi. Gli assalitori hanno rubato del cibo e appiccato il fuoco ai villaggi.
Nigeria: villaggi saccheggiati, 100 morti ad Angwan Gata, Chensyi e Angwan Sankwai, nello stato di Kaduna, nel centro-nord della Nigeria, sono stati presi d’assalto durante la notte tra venerdì e sabato. Si tratta di attacchi brutali da parte di uomini armati che hanno freddato gli abitanti dei villaggi.
Massacro in Nigeria. Attaccati tre villaggi, oltre 100 morti. Una carneficina, compiuta in piena notte da uomini con armi da fuoco, benzina e machete, che ha lasciato in terra i cadaveri, molti dei quali bruciati, mutilati o fatti a pezzi, di almeno 100 abitanti di tre villaggi del centro della Nigeria. Massacro in Nigeria. (Articolotre – 74 giorni fa).
Nigeria: attaccati tre villaggi nel nord del Paese, oltre 100 morti. Il 16 marzo, la polizia nigeriana ha affermato che nella notte tra il 14 e il 15 marzo, tre villaggi di Kaduna, nel nord della Nigeria, sono stati presi d’assalto da uomini armati, causando più di 100 morti. La polizia ha avviato una massiccia caccia ai responsabili … (Radio Cina Internazionale – 74 giorni fa)
Siamo ad una svolta del massacro?
Roma, 29 mag. (TMNews) – Il presidente della Nigeria, Goodluck Jonathan, si è impegnato a guidare una guerra totale contro il gruppo armato islamista Boko Haram. Parlando in occasione del 15esimo anniversario della fine del regime militare in Nigeria, Goodlack Jonathan ha detto che il terrorismo internazionale minaccia le conquista democratiche del suo Paese.
“Con l’appoggio dei nigeriani, dei Paesi vicini e della comunità internazionale, rafforzeremo le nostre difese, libereremo le nostre ragazze e faremo piazza pulita dei terroristi in Nigeria”, ha affermato il presidente in un discorso televisivo per la Giornata della Democrazia. Tutti i diritti riservati all’autore ed alla fonteNewsAutore 29/05/2014 12:56di TMhttp://www.firstonline.info/a/2014/05/29/presidente-nigeria-giura-guerra-totale-a-boko-hara/7aeb2097-b4eb-4b77-9976-ce5dc8141a56
Speriamo che questa dichiarazione ufficiale sia veramente l’inizio di una fine del massacro che ha ritmi ormai giornalieri e tragici.
Orrore in India: branco stupra due ragazzine e poi le impicca
Dall’India arriva l’ennesima e terribile storia di uno stupro di gruppo: di un rapimento, uno stupro collettivo, e della morte di due ragazzine di 14 e 15 anni. Sono i media locali a riportare quanto accaduto in un villaggio dell’Uttar Pradesh, nell’India nord-orientale. Le vittime sono due cugine adolescenti “dalit”, cioè senza casta, che sono state violentate da una banda di balordi e poi sono state impiccate a un albero di mango. I media indiani scrivono anche che sette persone, tra di loro ci sarebbero due agenti, sono state denunciate. L’agenzia di stampa Pti ha fornito ulteriori dettagli su quanto sarebbe accaduto: la violenza nei confronti delle due adolescenti sarebbe avvenuta nel villaggio di Katra dopo che le ragazzine, che vivevano nella stessa casa, sono misteriosamente
scomparse ieri sera. Gli abitanti del villaggio hanno allora avviato una caccia all’uomo per trovare le tracce delle due giovani indiane ma purtroppo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa, sono arrivati solo in tempo per scoprire i cadaveri che pendevano da un mango nell’area di Ushait.
Denunciate sette persone per lo stupro di gruppo
A quanto pare inizialmente la polizia è sembrata restia a registrare la denuncia della scomparsa delle due ragazze, ma poi per la pressione popolare è stata costretta a farlo. Le indagini hanno rapidamente consentito di ricostruire quanto avvenuto: dal rapimento allo stupro e la denuncia di sette persone. Uno degli accusati è stato arrestato, ma molti altri sono latitanti. Per qualche ora la popolazione ha bloccato la strada Ushait-Lilawan attraverso cui i due cadaveri dovevano transitare verso l’obitorio, poi la situazione si è calmata e il traffico è stato ripristinato. La violenza di gruppo ai danni delle due giovani dell’Uttar Pradesh è solo l’ultima avvenuta in un Paese dove da mesi, nonostante l’attenzione della comunità locale e internazionale, si susseguono episodi simili. Episodi che spesso, come nel caso della studentessa 23enne violentata su un autobus di New Delhi nel dicembre del 2012, e morta dopo giorni di agonia, hanno portato a numerose e violente proteste di piazza.
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Come se non bastasse gli stupri di massa in India stanno emergendo in tutta la loro violenza e crudeltà: stavolta si tratta di un bambino di dieci anni. Casi isolati di stupri sono segnalati e per fortuna la gente inizia a ribellarsi anche se minacciata. Ma questo risveglio è il risveglio da un mondo sommerso che inizia ad emergere come il pus che esce da un ascesso profondo: parliamo di adulti che sembrano non capire. Anzi, sta producendosi l’effetto fotocopia: quello che fanno in tanti, lo possiamo fare anche noi. In India la giustizia è alquanto lenta – vedi la triste telenovela dei due fucilieri italiani che non hanno ancora avuto un processo dopo due anni dal fatto.
Speriamo che le associazioni locali ed internazionali smuovano i loro politici come per quella moglie iraniana cui è stata concessa la grazia di non essere impiccata perche di religione differente dal marito.
Si vorrebbe scrivere solo notizie di atti di bontà e giustizia, ma purtroppo il male e il suo vigliacco diffondersi sembrerebbe prevalere. Speriamo che non sia così, anche se altre notizie di morti violente di minori si susseguono a ritmo incessante.
Qualche giorno fa a New York un bimbo è stato ucciso in ascensore mentre andava a comprarsi un gelato. Di bene in meglio. Psicopatici e violentatori sembrano aumentare, anche se sul mondo marcio sommerso c’è ancora molto da scoprire.
Ritorniamo ad educare alle scuole i bambini ad essere migliori, anche se si può istruirli sull’identità di genere con cautela e perizia pari alle varie età, tanto portata in palmo di mano come una scoperta geniale già riportata dai primi libri di medicina, in modo congruo all’età ed infischiandosene dei programmi lenzuolo istituzionali che affermano tutt’altro e darebbero istruzioni molto discutibili e devianti.
I bambini devono crescere e non essere deviati da chi vuole un mondo appiattito di idee e di sentimenti, privo di emozioni e con la testa in confusione per le informazioni che non capiscono, ma che stimolano in loro non saggezza, ma istinti che devono essere direzionati secondo l’età loro, non quella degli adulti che si sentono maestri indiscussi di teorie tutt’altro che educative: si tratta infatti di informative molto parziali e che spingono l’essere umano solo a determinati piaceri naturali, sempre esistiti, in tempi che non sono quelli della crescita dell’uomo adulto stesso. Gli organi mondiali stanno spingendo verso un qualunquismo che sa molto di schiavitù fisica e mentale, per la paranoia e mitomania di qualche potente pieno di soldi che manovra anche le istituzioni. Attenzione a non trovarsi in mano a scienziati come Horbinger, che, farneticando di un mondo coperto da strati di ghiaccio universali, spinse Hitler a mandare onde particolari verso la base inglese di Scapa Flaw, nell’intento di sapere le navi ivi alla fonda: quella teoria costò soldi e tempi inutili ed allucinanti; il tutto finì in un insuccesso, perché le basi di mala scienza su cui si basavano erano proprio basi di mala scienza.
India: bambino di dieci anni violentato da otto uomini
Bambino attirato in trappola e poi minacciato per non rivelare l’accaduto.
Un nuovo e agghiacciante episodio di violenza sessuale di gruppo sconvolge l’India già alle prese con una serie di violenze che sembra non avere mai fine. L’ultima vittima in ordine di tempo è un bambino di appena dieci anni, stuprato da otto uomini a Geeta Colony, un quartiere a est della capitale indiana New Delhi. Secondo quanto raccontano le cronache locali, il bambino avrebbe taciuto la violenza subita per diversi giorni, intimorito dalle minacce degli uomini che avevano promesso gravi conseguenze per lui e la sua famiglia se avesse rivelato quanto accaduto. Il bambino però non ha retto e sarebbe crollato rivelando tutto ai genitori e ai parenti. I familiari con il piccolo hanno deciso così di rivolgersi alle autorità di polizia locali, ma a quanto si apprende, durante il tragitto verso il commissariato di polizia per denunciare l’aggressione, uno dei partecipanti alla violenza ha anche attaccato il gruppo.
Piccolo attratto in trappola e violentato
Secondo l’agenzia di stampa Pti, la denuncia raccolta dalla polizia spiega che “il piccolo è stato bloccato dalla banda il 27 maggio scorso mentre si recava in un negozio”. Secondo la denuncia uno dei violentatori avrebbe attratto il piccolo in casa sua proponendogli di vedere la gabbia con i piccioni di sua proprietà, ma una volta arrivato il bambino si è trovato di fronte ad otto persone pronte a violentarlo. A quanto si apprende, la violenza sessuale di gruppo sarebbe stata anche filmata da uno dei partecipanti all’aggressione. Per il momento solo uno dei presunti responsabili è stato arrestato, mentre gli altri sono ricercati dalla polizia indiana.
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I tutto il mondo c’è un fermento di donne che si associano per difendere molte volte solo ragazze assassinate.
Purtroppo si sono varate leggi, giornate della donna, ma i quotidiani suonano la loro funebre campana di violenza, stupri e morti di ogni tipo. In India tra gli indiziati ci sono anche poliziotti, e non solo in India.
Il commento è un grande sconforto per la donna, che è ancora indifesa e non ha modo di farsi valere, nonostante le varie associazioni in gran parte del mondo che sorgono in difesa della donna.
Ma molti stati fanno ancora orecchie da mercante: si vuole impiccare una donna che ha sposato un cristiano e gli stupri cosa sono? Patrimonio comune: l’uomo ha ancora lo strapotere di essere bullo? Criminale? Tutto questo odio contro la donna, che ancora non va in giro con la pistola o altra arma da usare, anche perché ormai gli stupri sono di massa e anche due ragazzine non possono affrontare 7 uomini decisi a stuprare e poi ad assassinare.
Che regole seguono quei disgraziati?
 Perché non ci sono leggi più severe, se per essere impiccata basta essere sposata ad uno di religione diversa?
Il passato non insegna proprio nulla. Svegliamo tutti i politici che corrono ai seggi e alle varie camere che esistono ancora, nonostante le prolusioni dei mesi e governi scorsi in merito alla diminuzione dei politici bicamerali.
La legge 120 a favore delle donne del 2010 (Italia) non sembra fare grande effetto: il mattatoio continua e le foto delle vittime (a colori) occupano ancora il loro posto sui media.
Mi permetto di dire che, alla base di tutto questo, c’è un’educazione genitoriale e istituzionale molto carente: gli ideali stessi proposti dalla società sono l’affermazione sociale, in termini di ricchezza e indipendenza, anche se gli arrivi dei migranti ci stanno mettendo di fronte ad un mondo nuovo (provato dalle guerre, dalle ingiustizie e dagli assassini e che bussano alle nostre porte), migranti che si rivelano impreparati a questa valanga di sofferenza e che vogliono essere perlomeno trattati bene.
Questo è indice che in Italia, pur dando molte volte l’impossibile, c’è un’impreparazione recettiva che fa sì che i migranti fuggano verso i Paesi nordici più preparati ad accoglierli e questo non è un bel vanto per l’Italia, anche se molti soccorritori sono persone da medaglia per l’abnegazione con cui svolgono il loro compito molte volte straziante.