L’esercito dei dimenticati/The Army of the Forgotten

Non è mai stato strano e si presume anche intenzionale che le crisi umanitarie che si susseguono nel mondo abbiano un posto non privilegiato nei vari telegiornali pubblici che dedicano qualche minuto e poi via alla politica: è ormai un rito che asfissia gli italiani, specie una certa politica, ma imperterriti si sciorinano notizie di convegni, congressi monopartito che non interessano, dichiarazioni che lasciano poi il tempo che trovano e poi
si ribaltano subito, politici che danno pareri loro che poi sono contestati dallo stesso partito e compagni. Si assiste ad un gioco che ormai è diventato così meschino, il tutto a scapito della popolazione purtroppo non solo italiana, ma di molti Paesi che Medici Senza Frontiere hanno monitorato dal 2006 in avanti fino a giungere nel 2012 a quote che dovrebbero veramente scuotere i capifila politici, ma che sono impegnati in altre e personali guerriglie.
Un magro 4% è lo spazio dato dai notiziari alle crisi umanitarie.Cosa dimostra ciò?
– la scarsa sensibilità di chi dirige o è costretto a dimensionare tali programmi.
– Il tasso di audience che si è riscontrato e che va sempre spinto verso il top.
– Un menefreghismo verso coloro che soffrono, muoiono, fanno viaggi su barconi da paura stivati per giorni interi gli uni contro gli altri, che ricordano i vagoni diretti ai campi di sterminio nazisti.
– Un’innata voglia di non deludere, di non far vedere scene che succedono altrove, ma potrebbero succedere anche qua.
– Bisogno di dare notizie che non deludano particolari sostenitori e finanziatori.
– Notizie lampo di crisi umanitarie che dovrebbero invece essere più particolareggiate e continuative nel tempo.
1) Crisi dimenticate dai media – Medici Senza Frontiere
“I dati sono particolarmente importanti, se combinati con quelli di un’altra ricerca commissionata da MSF all’Eurisko: si rileva, infatti, che il 63% della popolazione italiana desidera ricevere dai media più informazioni sulle emergenze umanitarie. Secondo un sondaggio d’opinione effettuato nel maggio 2013, il 78% del campione considera eccessiva la quantità di notizie sul gossip e il 64% considera sia presente troppa politica, mentre il 60% chiede maggiori informazioni sul lavoro delle organizzazioni umanitarie e sul modo in cui poter dare il proprio contributo.”
Perciò la popolazione comune e media che ha maggiore sensibilità (e che è anche la fornitrice principale del volontariato mondiale) mostra un interesse maggiore per quello che succede nel mondo piuttosto che per le manovre mai eccessivamente chiare della politica se non dopo che è uscita una legge che favorisce fasce di popolazione invece che tutti, specie se non per il bene del Paese, ma per il bene di singoli.
2) 9° RAPPORTO – LE CRISI UMANITARIE DIMENTICATE DAI MEDIA 2012
Fonti: http://www.medicisenzafrontiere.it/immagini/file/crisi%20dimenticate/Rapporto_2012.pdf (diritti riservati agli autori e al sito sopra indicato)
“La nona indagine dell’Osservatorio di Pavia per Medici Senza Frontiere (MSF) sulle “Crisi dimenticate” conferma alcune tendenze già emerse negli anni precedenti e,
contemporaneamente, mette in luce nuovi elementi.
Quest’anno il rapporto si estende, oltre che ai risultati relativi all’informazione italiana, anche ai dati forniti dall’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza relativi ai principali telegiornali pubblici europei di Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna1.
L’analisi delle crisi dimenticate, attraverso osservazioni quantitative e qualitative, consente di  valutare quanto, con quali modalità narrative e con quali protagonisti, l’informazione di prima serata – e dunque di massimo ascolto – abbia acceso i riflettori sui diversi fatti e angoli di mondo nel corso del 2012.”
26/giu/2013 – Italia · Le crisi umanitarie stanno scomparendo dai telegiornali italiani. La denuncia arriva dall’organizzazione Medici senza frontiere, che oggi ha presentato il suo rapporto intitolato Le crisi umanitarie dimenticate dai media nel 2012.
3) Migranti non stagionali, ma ormai fissi
Il governo italiano fornisce i numeri degli sbarchi nel cosiddetto “Rapporto di Ferragosto”. Secondo i dati diffusi dal Ministero degli Interni per quest’anno, dal primo agosto 2012 al 10 agosto 2013 sono sbarcate in Italia 24.277 persone. Un terzo, esattamente 8.932, è arrivato in quaranta giorni, dal 1luglio al 10 agosto 2013.
A bordo dell’imbarcazione 70 migranti, quasi tutti adolescenti
29 agosto, 16:01
“Sono in larghissima parte minori, tutti adolescenti, i settanta migranti sbarcati questa mattina nel porto di Siracusa dopo essere stati soccorsi dalla Guardia costiera a circa 80 miglia a sud est di Capo Passero. I giovanissimi extracomunitari, tutti imbarcati su quello che sulla banchina del molo è stato ribattezzato come ”il barcone dei ragazzini”, hanno detto di essere siriani.”
4) Siria: Caos programmato?  
30.08.2013 John Kerry a una conferenza : “Assad ha ucciso 1429 persone, tra cui 426 bimbi”.  ”Sappiamo che il governo siriano ha ucciso almeno 1429 persone civili, con armi chimiche”. John Kerry. , Segretario di Stato USA.
In questi giorni, si stanno facendo apparire, e anche scomparire (nonostante i video amatoriali ivi girati), le atrocità commesse su bambini e altri civili tramite gas neurotossici con nalpam e/o altri tipi di sostanze in data 21/08/2013.
Non si sa ancora quali siano stati usati veramente e forse non lo sapremo (se il vecchio sarin e/o in combinazione coi più nuovi e già usati in azioni repressive come il VX, (attualmente il termine guerra Nucleare Batteriologica Chimica (NBC) ha sostituito il termine Atomico Batteriologico Chimico (ABC).
Si ricordi il teatro Dubrovka di Mosca, dove il 23 ottobre 2002 i terroristi, preso d’assalto l’edifico, in cui era in corso il popolare musical ‘Nord-Ost’, faceva 916 ostaggi, tra spettatori e artisti, tra cui 100 bambini. Chiedevano il ritiro, senza condizioni, delle truppe russe impegnate nella seconda guerra cecena. L’assedio andò avanti per tre giorni, fino all’intervento delle forze speciali con un gas che ancor oggi non si conosce (fentanyl secondo fonti ufficiali). La maggior parte degli ostaggi fu liberata, ma il costo in vite umane fu altissimo: 130 morti, secondo i dati ufficiali, 174 secondo associazioni indipendenti.
Nell’assalto rimasero uccisi anche 39 terroristi, di cui alcune donne  (asianews. it 27/10/2012, diritti riservati). Poi:
– da Agi. it (diritti riservati) si parla di un video dove è stata bombardata una scuola con altro gas (nalpam o miscela) che descrive poi “bambini, ragazzi che vagano con lesioni simili a quelle provocate dal napalm. E lo stesso terrore negli occhi, che riporta alla mente la fuga disperata e in lacrime di Kim Phuc, la bambina colpita dal napalm che nel giugno del 1972 fu immortalata da una foto poi diventata simbolo della guerra del Vietnam).”
Quello che più impressiona sono le fonti tra loro contraddittorie per ogni evento del genere (a partire dal Vietnam con il nalpam) che danno per certo un ordine partito da vari governi o gruppi o stati:
– I fatti evidenti sono i 1429 morti di cui si vedono in continuazione le riprese fotografiche che ormai non documentano più, ma sembrano destinate a suscitare orrore (giusto) e i sentimenti i più vari, invece di pensare come si possono aiutare per soccorrere chi si può soccorrere.
– Le notizie si accavallano e danno per scontata la propria versione che è in contraddizione con altre.
– Assad (cioè il capo della Siria attuale) è il primo accusato, tramite ufficiali siriani che (intercettati digitalmente) danno ordine di bombardare coi gas quella fatidica zona di Damasco.
– Altri affermano che i guerrieri salafiti avrebbero compiuto il misfatto.
– Satelliti russi avrebbero individuato missili in partenza da aree di resistenza siriana verso la zona di damasco gassata.
– Spunta poi l’affermazione che qualche stato vicino abbia compiuto ciò in base a disegni oscuri di allargamento di territorio e/o di influenza.
Non si sa più a chi credere.
– Fatto sta che sono morti 1500 esseri umani (in un primo tempo si parlava di 350 e via via sono arrivate altre cifre, fino a quella definitiva di 1500) e anche qui i dati si contraddicono gli uni con gli altri, come se si trattasse di patatine o altro: un conto preciso, che includa anche morti collaterali e dipendenti dall’evento, non c’è.
– Medici Senza Frontiere trasmette giustamente le cifre fornite da quelle persone che hanno assistito o hanno constatato la morte o le lesioni da neurotossici ed altro.
– Noti rappresentati di governo indignati dicono che bisogna dare una lezione e poi si tirano indietro, forse spaventati all’idea che erano in diversi gli stati a volere una spedizione cosiddetta punitiva.
– Poi sono arrivate notizie di minacce, questa volta da possibili emittenti di istituzioni siriane di stato, di gassare l’Europa e, anche qui, altri ripensamenti.
– Vendita di maschere antigas in Israele, ma presto arriveranno a macchia d’olio anche in altri Paesi vicini e lontani.
– Iniziano manifestazioni (Roma) contro un eventuale intervento in Siria (31/08/2013).
– Logicamente l’armata siriana non ha alcun interesse a questo utilizzo mediatico: la regione dove sono caduti i due missili è controllata sia dallo stato che dalle resistenze; il tipo artigianale di missili utilizzati farebbe pensare a gruppi armati come AlQaida e ad altri (da investigAction 29/08 – Tutti i diritti riservati alla testata e all’autore).
– Intervento militare in Siria: La strategia del caos – Marc Vandepitte (da investigAction 29/08/2013 – tutti i diritti riservati all’autore).
Mai giochi macabri (se tali sono e non sono) sono stati più in alto e ora sono in molti a tirare indietro la mano e dire che staranno a guardare. Allora dove è la coerenza mondiale?  Possibile che un ente come l’ONU debba attendere così tanto per radunare i vari membri ad esprimersi sul caso che dura ormai da anni?
Giochi di parole, meno i morti che ci sono stati o i lesionati fisicamente e psicologicamente, come i bambini che avranno nel loro subconscio quanto hanno visto o sofferto.
Vergognamoci di essere partiti così in ritardo e di non aver fermato “diplomaticamente” molto prima quanto stava già succedendo, e cioè morti a mazzi, e che si vede non davano noia o altro a nessuno, e vergognamoci di non aver fatto alcuna manifestazione per fermare la mattanza siriana.
Ora tutti si sdegnano! Potevano sdegnarsi un bel po’ prima e mandare ad esempio i politici che viaggiano gratis, perché no?, proprio in Siria, là dove si muore e dove sparano i cecchini, per rendersi conto di quello che succedeva.
Ma forse ne avevano un tornaconto tutti a lasciare le bocce ferme, meno i soliti volontari che non sapevano più chi assistere per primo o per secondo a seconda delle ferite/lesioni, a causa della carenza di mezzi e del fatto che non li volevano in Siria, futuri testimoni oculari.
Profughi senza fine, specie bambini coi genitori o senza di essi, perché morti, che fuggono senza capirne il perché, che ne risentiranno per sempre della guerra vissuta sulla loro pelle e delle conseguenze successive.
Barconi carretta per scappare, esodi verso Paesi che non li vogliono o non sanno più come assisterli, campi di cosiddetta raccolta insufficienti e inaccoglienti per il soprannumero, stati europei (l’A.) che li respingono.
Notare poi che aumenta la media dei bambini migranti, il che è tutto dire, nel senso che per i genitori si vuole salvare il salvabile, il più possibile cioè il futuro dell’umanità.

Termino qui il resoconto di quanto è successo fino ad oggi nella martoriata Siria; quello che succederà o non succederà domani è ancora nella nebbia, ma si spera che possa provocare meno morti, meno danni e più responsabilità, anche in termini di uomini con odio innato, di cultura estremista, per cercare di vivere tutti alla meno peggio su un pianeta e su un sistema che potrebbe riservarci delle sorprese poco gradevoli, questa volta per tutti insieme, senza censo, carica politica, raccomandazioni, corruzione o altro. 

Dal gas naturale al gas nervino (due) (libera traduzione)/From Natural Gas to Nerve Gas Continued (Free Translation)

Questo supplemento segue alla relazione iniziale e vuole tentare di spiegare in un modo abbastanza veritiero quanto è successo in Medio Oriente e quali sono le vere cause che hanno portato alla situazione che ha visto nazioni Mediterranee e circumvicine a guerre il cui significato profondo è in queste poche righe, che possono essere anche criticabili, ma che danno ragione a quanto è già successo in altre regioni, come anche nella ex Iugoslavia: la suddivisione delle etnie corrisponde anche alla prevalenza in uno stato di religioni confessionali differenti che vogliono prevalere sulle altre minoritarie allo scopo di farle fuggire altrove: in altri termini pulizia religiosa fino a che punto????

Fonti seguito relazione precedente di Source: Investig’Action – michelcollon.inf tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata

È veramente necessario? Non c’è pronta un’altra soluzione? Prima di questo nuovo progetto per il Medio Oriente, c’era un piano più semplice e meno costoso agli occhi di Washington. Era il piano che studiava di eliminare la resistenza del Libano, dove potevano aspettare le riserve di gas senza definire la soluzione della questione palestinese. Questa questione è diventata un dilemma ed un’equazione difficile da risolvere per il futuro di Washington nella regione. Come risolvere questo dilemma per il controllo della regione? Le opzioni proposte c’erano: sia quella di liquidare la causa palestinese, sia quella di eliminare la resistenza libanese, e tutte e due era ancor meglio! È stato allora che è cominciata la guerra israeliana contro il Libano nel 1996 con il nome ispiratore «I sussulti della collera», per eliminare l’Hezbollah e la sua resistenza, per imporre la pace col Libano e per assicurare l’approvvigionamento del gas. Ma lo smacco dell’attacco ha condotto alla dichiarazione della legalità della resistenza all’occupante e a forzare Israele per la prima volta nella sua storia ad adeguarsi al’intento di aprile. Più ancora nel 2000, la liberazione del sud del Libano il punto cruciale dei due stati Israele ed americano. Nello stesso anno, M. Putin è arrivato al potere in Russia, dopo le dimissioni di Boris Eltsin.

Washington si è reso conto che il gas del Qatar non era più in grado di rivaleggiare con quello russo sul mercato europeo con una influenza della Russia sempre maggiore e una crescente richiesta europea; ciò che ha di colpo messo tutta la media Europa, dai Balcani alla Polonia, in una posizione strategica nell’ambito della concorrenza Russia/Medio Oriente. Questo ha di colpo coinciso con una ripresa economica che ha permesso alla Russia di recuperare le sue posizioni politiche e strategiche. Una corsa contro il tempo spinge Washington a fare qualcosa! Improvvisamente, i cittadini del mondo intero assistono impotenti e in diretta dagli schermi televisivi ad un attacco suicida di due aerei contro il «World Trade Center» a New York e alla distruzione delle Torri Gemelle!!! Washington approfitta dell’occasione e l’indomani sferra un attacco dopo il 11/9 contro l’Afghanistan poi contro l’Iraq per occuparli! Perché? Una risposta al terrorismo? Il mondo non è mai stato unanime sulla questione, e cioè che queste erano mosse sul loro rifiuto e sul rigettare le accuse americane contro l’Iraq, qualunque fosse stata a proposito l’implicazione dell’Iraq nel terrorismo o nello sviluppo di armi di distruzione di massa. Cerchiamo la causa di queste guerre allora. È forse in risposta alla sconfitta di Israele col Libano o l’arrivo di Putin al potere, con la convergenza tra la Cina e la Russia, dopo la tensioni che sono durate dei decenni durante la guerra fredda? È anche perché i Paesi della media Europa che si erano staccati dall’influenza russa non avrebbero più avuto a riprendere i contatti col il loro vecchio protettore? O allora forse in risposta alla caduta di certi contrafforti della sua influenza nell’America del Sud? È chiaro oltremodo che l’occupazione dell’Afghanistan e dell’Iraq rappresenta un vertice geostrategico nell’insieme dei movimenti e delle azioni americane nella regione, un vertice dalle conseguenze amare [15]. Sicuramente, tra gli obbiettivi maggiori di questa azione si cita: tagliare le strade di transito esistenti o potenziali in arrivo e verso la Cina (mercanzie e prodotti energetici), intralciare le sue proposte e le proposte della Russia, quelle dell’Iran e della Siria, che sono i principali supporti e fornitori delle resistenze libanesi e palestinesi.

Nel 2002, Washington firma un accordo con Recep Tayyip Erdogan e Abdullah Gul, che si sono rivoltati contro il loro vecchio maestro Necmettin Erbakan. I due fondano «il partito della giustizia e dello sviluppo», il nuovo AKP, in modo che Abdullah Gul diventi il primo Premier ministro eletto da una corrente «islamista» in Turchia con la benedizione americana. Ciò non è che la ripetizione dello scenario qatariota del 1996, dove, con un colpo di stato bianco sulla motivazione del gas, un figlio ha rimpiazzato suo padre. La stupefacente coincidenza è che le due squadre arrivate al potere in Turchia e in Qatar con le felicitazioni americane si definiscono tutte e due di un’unica corrente islamista detta « i fratelli mussulmani». Lo stesso di quello di Hamas nella resistenza palestinese e lo stesso dei i futuri conduttori della primavera araba, dal Marocco allo Yemen! Con l’emergenza dell’ de l’AKP, Washington h annunciato il progetto del gasdotto Nabucco per incamminare il gas dal Mar Caspio e attraverso l’Iran, l’Azerbaigian, la Georgia e la Turchia, evitando scrupolosamente la Grecia, verso l’Europa, passando dai Balcani più a nord.
La prima nota scorpora l’implicanza dello stato israeliano in questo progetto che concerne il suo nome. Nabucco è il nome di un opera musicale di Verdi che narra, secondo la trama, la storia della deportazione a Babilonia, in Iraq, degli abitanti di Gerusalemme per mezzo di Nabuchodonosor, il re di babilonia dal 605 al 562 a.C.! Appena un anno più tardi le forze americane hanno invaso l’Iraq!

Uno studio che va oltre l’analisi delle interferenze con la semantica, il gas, i colpi di stato bianchi o di tradimento, la resistenza all’occupazione e tutti gli stati del Medio Oriente, ivi compresa la Palestina e Israele, sfiora certamente la verità, ma senza metterla in evidenza! Allora perché Nabucco? Certamente, Washington era incerta di arrivare al gas dell’Asia Centrale. Era egualmente nell’impossibilità di condurre una guerra contro l’Iran alla luce delle circostanze internazionali attuali, che fossero economiche o politiche. Ma l’America ha mal giudicato la reazione brutale di Mosca di fronte al progetto del gasdotto Nabucco. Noi analizzeremo la risposta russa a Nabucco più tardi. Washington progettava di ottenere il gas a partire dall’Egitto e dalla costa orientale del Mediterraneo. La divisione e la distruzione della Siria sarebbero state attuate per mettere in atto uno strattagemma da definire in seguito, per ottenere senza sforzo e senza guerra il gas iraniano. Così Mosca non avrebbe potuto acquistare il gas azéri, e far perdere a sua volta l’influenza della Russia sul Mediterraneo, sull’Europa e sull’Asia Centrale. E Washington avrebbe ottenuto il controllo del mondo per sempre!


Gasdotto Nabucco

Il gasdotto Nabucco porta il gas regionale in Turchia, per poi esportarlo in Europa senza attraversare la Grecia. Questo progetto trasforma così la Turchia in un Paese ricco con i diritti di transito. Nabucco avrebbe dovuto raggiungere 45 miliardi di metri cubi con velocità di crociera del 50%  per gli azionisti e il resto in affitto di transito se si presentavano dei clienti! Cioè in tutto circa il 10% del consumo europeo attuale [16] ed il 37% della capacità dei gasdotti russi «Nord Stream[17]» già operativi e «South Stream[18]» operativo nel 2015.

Fin dal progetto di Nabucco, Erdogan si rese conto che l’arrivo del gas dell’Asia Centrale era impossibile a causa della Russia. Allora lui stesso aveva supervisionato la firma al Cairo dell’accordo Nabucco [19]. Hosni Moubarak non si era reso conto all’epoca che stava firmando il documento che sanciva la fine del suo potere!

L’accordo tra Erdogan, Abdullah Gul e gli Americani, includeva diritti e doveri. Erdogan e Gul dovevano formare un partito che si definiva islamista per tenere le redini del potere della Turchia laica. Loro avranno il diritto al sostegno americano e alla sua protezione, mentre venivano accettate le seguenti condizioni:

1) Dividere l’Egitto in tre domini, l’Iraq in tre e la Siria in quattro. Tutti monoconfessionali o monoetnici!
2) Mettere i nuovi domini non-sunniti sotto l’influenza israeliana.
3) Aiutare gli Stati Uniti in Afghanistan, in Iraq e nei nuovi domini che Washington caldeggiava di formare!
4) Permettere agli Stati Uniti di costruire una rete di gasdotti e metterli sotto l’influenza di Washington.

In contropartita, i seguenti impegni sarebbero stati onorati da Washington:

1) Mettere i nuovi domini sunniti sotto l’influenza turca.
2) Trasformare la Turchia in un nodo centrale di gas mondiale.
3) Non far passare il gasdotto in Grecia, al fine di assicurare la dipendenza di Cipro dalla Turchia e la sua entrata nell’Unione Europea a scapito della Grecia.


Una possibile variante di suddivisione degli stati del Medio Oriente (Michel Collon)

«Dal gas naturale al gas Sarin. il Il motivo del conflitto siriano è la supremazia del gas naturale da vendere ». /«From Natural Gas to Sarin Gas. The Reason for the Syrian Conflict is Supremacy over the Sale of Natural Gas».

Ed allora le Centinaia di bambini con morte orribile per vendere gas all’Europa: Immagini che non si vorrebbe vedere e che servono vilmente per comperare il gas. /Hence the Hundreds of Children Suffering a Horrible Death because of the Gas to be Sold to Europe: Pictures which One Wound Never Want to See and which Are the Vile Means to Purchase Gas.
… ma che sono lì davanti ai nostri occhi sullo schermo: in alcuni video i bambini fanno fatica a respirare e non sono montature di propaganda; i bambini ancora vivi hanno le vene del tono inturgidite ed il torace in ispirazione forzata per introdurre aria e tutti mostrano il fungo mucoso più o meno accentuato dell’edema polmonare cui stanno soccombendo. Ricompaiono le scene lontane dei campi di sterminio e anche quelle più recenti sempre per una guerra crudele che colpisce la gente comune.
Bambini uccisi per quale tragico movente, con tutti i sintomi di una morte dovuta a gas letali, tra cui la paralisi spastica chiamata anche tetanica per similitudine, probabilmente nervini, e l’ombra del Sarin e dei più recenti Soman o VR55 o VX (che stiamo imparando a conoscere sulla pelle di popolazioni inermi) già usati diverse volte negli ultimi decenni. Anche se non proprio quelli, ma similari, ritorna con la visione di una morte soffocante da paura e il terrore per chi subisce, che si sente morire e si sforza di sopravvivere invano senza possibilità di farcela. Maledetto in eterno il boia, chiunque sia.
Questa è la martoriata Siria dell’altro ieri, colpita nella sua crescita, in una guerra civile o genocidio volontario che non ha ancora svegliato per bene la comunità mondiale, che fino ad ora ha mandato aiuti possibili di volontari (veri esseri umani e stati), ma non è intervenuta decisamente a fermare quei paranoici spietati.
Chi sono quei bambini avvolti dal lenzuolo bianco e di cui si vedono le lesioni invisibili e le macchie ipostatiche declivi, che sono segni del tempo e dell’effetto di quanto usato ancora nel 2013? Chi l’ha uccisi? Solo adulti che piangono vicino a loro e che di lacrime ormai non ne hanno più: sono finite, asciugate dal dolore senza fine.
 L’opposizione dice che sono morti in un bombardamento dell’esercito governativo nei sobborghi di Damasco Goutha. Bombe e razzi, ma anche proiettili al Sarin, tanto per fare un nome ormai sulla bocca di tutti, che non hanno ancora appreso i nome delle altre peggiori e più recenti sostanze, e sempre in evoluzione. Stranamente quei cadaveri non mostrano né ferite né perforazioni, strappi squarci o altro: perciò la morte di un possibile migliaio di esseri umani è dovuta ad inalazione.
Il governo di Assad nega ed il suo macellaio lo si vede sorridente in giro, troppo sicuro dell’inedia internazionale che sembra svegliarsi solo ora.
Sono stati inviati gli ispettori dell’ONU solo ora, anche se, già prima di parlare di eccidi al gas, dovrebbero essere esperti nell’uso di armi chimiche e perciò captarne i segnali sui corpi e nell’ambiente: sono arrivati nella capitale siriana domenica.
Ora tutti si chiedono chiarezza che non hanno chiesto prima. Per una volta c’è la speranza e possibilità di averla, non mascherata dal soliti segreti militari che quasi sempre sono segreti di morte.
Tutti devono fare qualcosa per questo massacro inutile, feroce e pazzesco. Torna in mente una canzone passata, ma presente e futura : “Son morto con altri cento, son morto ch’ero bambino … nel vento tante persone, ma un solo grande silenzio, non riesco ancora a sorridere qui nel vento … io chiedo come può l’uomo uccidere un suo fratello, eppure siamo a milioni qui nel vento … e ancora non è contenta di sangue la bestia umana. . . . . (diritti riservati all’autore della canzone, che ringraziamo, e che ci ricorda questi eccidi di nostri simili, bambini che crescevano per il futuro del mondo e che saranno i giudici delle nostre bestialità – brutto termine non riferito alle bestie, ma all’uomo).
  
Siria, gli attivisti: dopo la strage con il gas l’esercito bombarda Damasco
Secondo gli attivisti, 1300 persone sono state uccise ieri in un attacco al gas nervino e in seguito le forze del presidente Assad hanno nuovamente bombardato i sobborghi a est di Damasco. L’ONU vuole “chiarezza” sulle accuse dei ribelli ma non trova l’accordo per un’inchiesta.

È altissima la tensione in Siria in seguito alla denuncia di ieri dell’opposizione al presidente Bashar al Assad. Gli attivisti hanno fatto riferimento alla morte di circa 1300 persone – tra di loro tante donne e bambini le cui immagini devastanti hanno fatto il giro del mondo – uccise dall’esercito di Damasco con il gas nervino. E in seguito al presunto attacco con armi chimiche l’esercito avrebbe continuato a bombardare i sobborghi della Capitale che sono in mano ai ribelli. Razzi lanciati da diversi lanciamissili e artiglieria pesante hanno colpito le zone di Jobar e Zamalka, aree vicine a quelle coinvolte dagli attacchi precedenti. Attivisti dell’opposizione hanno riferito che dei razzi sono esplosi anche nel distretto di Qaboun.
L’ONU convoca il Consiglio di Sicurezza – Intanto, in merito alle accuse di un attacco con armi chimiche, Damasco ha smentito ogni notizia e l’UE ha chiesto un’indagine immediata. Anche il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si è riunito d’urgenza in serata e ha fatto sapere di voler chiarire tutte le accuse dei ribelli. L’ONU ha espresso “forte preoccupazione” per le accuse sull’uso di armi chimiche e ha apprezzato la “determinazione” del Segretario Generale Ban Ki Moon per assicurare una inchiesta “rapida e imparziale” su quanto accaduto.
Continua su: http://www. fanpage. it/siria-gli-attivisti-dopo-la-strage-con-il-gas-l-esercito-bombarda-damasco/#ixzz2cg37J2eU http://www. fanpage. it (diritti riservati alla testata ed all’autore).
 Thursday, August 22, 2013 3:36 PM
Soggetto: “Nabucco” : il gasdotto US e Quatar mentre la Siria muore (newsletter del 22. 08. 2013) traduzione libera
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La strategia del caos « Dal gas naturale al gas sarin. Il fondo del conflitto siriano»
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-KHALED ABDELHAFIZ,
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-MICHEL COLLON : E se il “problema siriano” venisse dal gas? Non il gas Sarin (è curioso come le armi chimiche vengano fuori sempre al momento opportuno), ma il gas naturale. Khaled Abelhafiz, Palestinese vissuto in Siria e che attualmente vive a Parigi, analizza per noi i retroscena del famoso progetto del gasdotto Qatar Nabucco e i retroscena segreti di questo mercato molto rimaneggiato dove si sono affrontate diverse strategie, ivi compreso nel campo occidentale. Chi controllerà il mercato del gas europeo? Quatar, Turchia e qualche altro stato vicino alla Siria. e Siria, Libano, Resistenza Palestinese e Russia anche. Le carte che permettono di capire
(fonte non accertata sembra che l’accordo di questo strano gasdotto che parte dalla Cecenia sia stato firmato da Pu e Be negli anni attorno al 2000, pur essendoci un altro gasdotto più diretto anche per l’Italia, ma non funzionava, mentre questo, ricordate be. )
20 agosto 2013
Article en PDF :
Esageriamo noi quando affermiamo che la coppia gas petrolio è solamente il sangue del nostro pianeta e che le altre vie e gasdotti che lo trasportano sono le arterie del di questo globo, della nostra terra blu! E che una crisi cardiaca è più dannosa, leggi mortale! Si può affermare il contrario?
Noi stiamo dunque assistendo a bocca aperta a una specie di crisi cardiaca terrestre che si sta svolgendo sotto i nostri occhi impotenti. Nessuno spera di subire le crisi catastrofiche, pertanto di vari Paesi, soprattutto di bambini, di donne, di anziani, che sotto i nostri occhi stanno pagando col loro sangue i danni collaterali di questa crisi. Dove? In Siria, in Machrik [1] ma anche altrove!
La crisi siriana è al centro della crisi del gasdotto Nabucco [2]
La data del progetto Nabucco, 2002, segue pari pari l’inizio della guerra étasunienne circa l’Afghanistan! Le date riscontrate successivamente [3] alla fine dei lavori di Nabucco 2009, 2012 e 2014 seguono scrupolosamente e rispettivamente le date delle due guerre israeliane contro il Libano e Gaza, l’annata detta « l’annata della primavera araba » e la resistenza inattesa della Siria agli obbiettivi della «primavera araba». È là che le relazioni tra Medio Oriente, Russia e la Media Europe médiane si annodano strategicamente. Attualmente la data proposta per la fine dei lavori, secondo i nostri informatori, è ormai il 2017. Perché gli americani non cessano di respingere la data critica della fine dei lavori del loro gasdotto, quando i russi finiscono, placidamente dei progetti simili gli uni dopo gli altri? Per comprendere questo dilemma, bisognerebbe entrare nel groviglio siriano con le numerose biforcazioni sotto gli impianti del gas medesimo!
Cominciamo subito i nostri sforzi, riflettendo sulle risposte a tutte le questioni suscettibili di essere sollevate da ogni essere umano che si occupa della crisi siriana che si mette al centro di quattro regioni: Medio Oriente, Russia, Occidente, con l’Europa del mezzo al centro.
– Perché la crisi siriana va aggravandosi con l’aumentare di conflitti interni ed esterni?
– Quale è la natura e la portata degli interessi che si incrociano nello spazio siriano?
– Perché questa rivolta delle posizioni turche e qatariote verso la Siria e perché l’alleanza del Doha e Ankara contro Damasco?
– Perché l’appoggio della Russia a Damasco?
– Perché le reticenze tedesche verso la politica delle altre potenze dell’OTAN?
– E perché il silenzio dei Paesi della media Europa che ne avevano la maggior parte prendendo fragorosamente parte alla guerra verso l’Iraq?
– Quale è il segreto del voltafaccia dell’Emiro del Qatar su suo padre e d’Erdogan sul suo signore Necmettin Erbakan?
– Quale è il segreto della dichiarazione americana sul nuovo Medio Oriente?
– In qual senso vanno sviluppandosi gli avvenimenti in Siria?
– Quali sono gli indicatori del futuro alla luce dei documenti di WikiLeaks?
– Le fughe di WikiLeaks sono involontarie o ben programmate?
– Tutti i giorni ci sono più «BOUAZIZI» arabi. Perché questo Tarek BOUAZIZI tunisino in particolare? Quale è la storia segreta della primavera araba?
– Le rivoluzioni arabe sono prefabbricate a Washington?
– Come ha funzionato il legame tra Otpor serbo, le rivoluzioni di colore nello spazio euroasiatico e la primavera araba?
– Quale è l’obbiettivo del gasdotto siroiraniano attraverso l’Iraq e verso l’Europa via la Grecia?
– La frammentazione di ciò che è stato diviso è il titolo del nuovo Medio Oriente?
– L’occupazione dell’Iraq sarà l’apertura ufficiale del progetto del nuovo Medio Oriente?
Un piano è forse stato elaborato nei corridoi del potente G7 (evidentemente sotto la pressione delle grandi società finanziarie ed energetiche transcontinentali) nel1992 [4]? Questo riscontro è avvenuto quasi il parallelo, con la bufala di dare l’impressione di una democrazia mondiale, con il famoso summit della terra [5] e con altri summit dei poveri dell’UNCED, filiale dell’Organizzazione delle nazioni Unite, che si è tenuto a Rio de Janeiro in Brasile e che ha dato l’avvio al protocollo di Kyoto. Questo protocollo imponeva la riduzione delle emissioni di gas inquinante nell’atmosfera per limitare l’aggravamento del riscaldamento terrestre. E ciò è lodevole. Aimè, è proprio là dove iniziano i grandi conflitti mondiali del futuro! L’Unione Europea ratifica questo accordo nel 1994. Così il gas naturale è diventato la più grande fonte di energia al posto del petrolio, che ha cominciato a declinare di importanza strategica per scendere al secondo posto. Ci vuole allora molto gas all’Europa, la più grande consumatrice mondiale di gas! Ora questo gas è disponibile in Iran e in Russia a profusione (Russia o Cecenia)? Gli alleati politici e diplomatici di fronte all’Iran conducono l’Europa direttamente in una posizione scomoda di fronte allo pseudomonopolio russo [6]! Col tempo l’Europa soffre di insicurezza quanto all’approvvigionamento di questo bisogno energetico. Questo problema rende indispensabile l’intervento degli strateghi americani! Washington permetterà l’espansione dell’influenza russa in Europa dopo il fallimento del patto di Varsavia e la probabilità della scomparsa della ragion d’essere dell’Otan? Ciò sembra essere reclamato da certi europei! Di passaggio, noi solleviamo una contraddizione importante, gli USA sono uno dei pochi Paesi a non aver ratificato il protocollo di Kyoto, mentre le grandi società americane si fregano le mani per realizzare il progetto Nabucco e incanalare così il gas in Europa!
Nel 1995 un accordo col Qatar ha portato al potere il figlio con un colpo di stato (bianco) contro suo padre.  Accordi rapidi hanno allora permesso la ridefinizione della frontiera con l’Iran e l’inizio dell’estrazione del gas al Qatar per tentare di coprire la domanda europea e ridurre l’impatto della dipendenza dell’Europa verso il gas russo. L’impossibilita del trasporto del gas del Qatar verso l’Europa con un gasdotto ha reso necessario liquefare il gas malgrado il costo elevato di questa operazione. La Siria ha rifiutato il passaggio di tale gasdotto poiché il Qatar imponeva il trasporto del gas israeliano [7]. Questa posizione siriana resterà operante finché il problema palestinese non sarà risolto. La stupefacente ironia è che gli stati vicini, il Bahrein [8] e il Sultanato d’Oman [9] comprano il gas da Paesi lontani, mentre il gas qatariota è più vicino! In effetti, Washington ha deciso di privilegiare il gas qatariota per il mercato europeo per fare della concorrenza al gas russo. A Doha l’ultima parola spetta a Washington. Forte della sua super base militare [10] in nome di codice ricordando una dolce Disneyland «Camp Snoopy», quando invece le sue enormi componenti dicono il contrario 1) l’aeroporto internazionale di Doha 2) il campo militare del Saliyah 3) la base aerea dell’Al Udeid e soprattutto il comando centrale americano della regione centrale chiamato «CENTCOM [11] ». Parallelamente Washington sembra nel passato aver aiutato a far insorgere le regioni della Cecenia e della Iugoslavia utilizzando mercenari arabi ed afgani in nome di un fumoso djihad »!
La sociétà di gas russo «Gazprom [12]» è stata trasformata in società di stato per azioni (РАО) nel 1993, dal capo di governo russo Viktor Tchernomyrdine ed il suo partito, NDR, dove Putin era il responsabile regionale a Saint-Pétersbourg. Quando Putin è riuscito nel marzo 2000 ha distruggere senza ritardi, la situazione in Cecenia, Gazprom è diventato rapidamente il centro reale del potere in Russia come le compagnie americane similari che reggono gli Stati Uniti e che sono dietro al progetto del Nuovo Medio Oriente. Washington ha realizzato l’importanza pratica della ripartizione geografica del gas nella regione [13]: il Turkménistan, l’Azerbaïdjan, l’Iran, l’Egitto e i serbatoi del gas, ben identificati prima da Washington, sulla costa orientale del mediterraneo tra la Syria e Cipro e soprattutto sotto la Siria. Loro hanno realizzato che il controllo di queste riserve significa la conservazione di una posizione monopolista incontestata e la gestione del mondo in funzione dei loro interessi. Ma bisogna neutralizzare l’impatto dell’influenza russa, che controlla il transito del gas delle regioni dell’Azerbaïdjan e del Turkménistan. Il mezzo per arrivarci è il controllo del gas mediterraneo in modo da assicurare l’approvvigionamento del gas all’Europa. Così la Russia non sarà obbligata a comperare il gas dall’Asia centrale, ma potrà venderlo all’Europa. Questi Paesi dell’ Asia centrale saranno dunque obbligati forzatamente a restare nell’orbita di influenza americana. Ma L’accesso al comando del gas a partire dalla riva orientale del Mediterraneo deve portare a termine il processo di pace della regione, per arrivare alla pace della regione, ma secondo la giustizia internazionale. Lo Stato Israeliano è pronto per questo? O preferisce un «nuovo Medio Oriente» più facilmente controllabile con dei compartimenti stagni religiosi e nuovi stati settari che non dicono no al Qatar o piuttosto al suo maestro? La liquidazione della causa palestinese per frammentare la patria e rimpiazzarla con qualche parte del reame della Transgiordania sarà eventualmente un rimedio in questo ultimo caso! Questo è il cantiere del secolo, ci saranno enormi perdite umane e qualche cosa che assomiglia alla primavera araba!

(continua su Investig’Action) 

Bravi quei bagnanti che hanno aiutato i migranti a salvarsi! How Nice Those Bathers Who Helped Save the Immigrants!

1) Catena umana in spiaggia per salvare i profughi
Pachino (Siracusa) cronaca, italiadi redazione16 agosto 2013: i bagnanti soccorrono decine di migranti stremati dal viaggio su un barcone. Napolitano: “Gesto che fa onore all’Italia”.
“Le immagini trasmesse ieri dalla TV delle decine di bagnanti, sulla spiaggia di Morghella – Pachino (Siracusa) che si sono spinti generosamente in mare per aiutare profughi provenienti dalla Siria, in gran parte bambini, a raggiungere la riva mettendosi in salvo, sono di quelle che fanno onore all’Italia”. A parlare è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in una nota esalta il gesto dei bagnanti che ieri, sulla spiaggia di Monachella, a Pachino nel Siracusano, con una catena umana hanno soccorso i migranti, stremati dal viaggio e li hanno trasportati a riva a nuoto. Si tratta di 159 cittadini extracomunitari, tra cui 64 uomini, 28 donne e 67 minori, di presunta nazionalità siriana che erano a bordo di una imbarcazione di legno che si è arenata a pochi metri dalla costa. La maggior parte dei migranti, rimasta sul barcone, è stata poi presa a bordo delle unità di soccorso e trasferita a terra. Ora donne, uomini e bambini sono stati trasferiti al centro di Priolo e al centro Umberto I di Siracusa. (Continua su: http://www.fanpage.it/catena-umana-in-spiaggia-per-salvare-i-profughi-video/#ixzz2cCqxAOuF http://www.fanpage.it– diritti riservati all’autore ed alla testata).
Finalmente una notizia che fa onore e dimostra che ci sono ancora esseri umani tali che aiutano i loro simili in difficoltà. Giorni fa è morto un comandante durante le operazioni di salvataggio, ieri dei bagnanti hanno visto un barcone carico  di povera gente in difficoltà e si sono dati da fare per aiutarli come potevano in attesa delle istituzioni. Esistono ancora coloro che aiutano e lo fanno senza televisione, pompa magna e rilascio di interviste: lo fanno e basta. È un esempio che dovrebbe far arrossire quei politici che disquisiscono su futilità, rilasciano interviste sempre negative e non collaborano per nulla al risollevamento di un’Italia depredata, vilipesa e trattata con ingiustizia. È logico che queste ingiustizie sono per la massa, non per i figli, nipoti, ecc. di politici o di istituzioni statali: per questi c’è sempre un occhio di riguardo, se non due. Anche se compaiono liste interminabili di corrotti, prezzolati, bugiardi e anche criminali, il fermento è sempre arginato e i media cercano di tenere buona la gente comune con notizie alternative che cercano si sviare l’attenzione dai problemi più importanti.
Ringraziamo chi si è dato da fare per salvare quei migranti in difficoltà: anche questi si ricorderanno di coloro che li hanno aiutati e non sono stati con cineprese o altro a riprenderli. È la foresta che cresce senza far rumore e, crescendo, ridona quella speranza che i governanti hanno più volte deluso e abbruttito.
La notizia seguente è abbastanza emblematica e ancora non chiara: prima i media parlano di ragazzo con problemi di identità e come tale deriso dai compagni e spinto perciò a soluzioni estreme, poi “contrordine compagni” … non è vero nulla, i compagni di scuola lo difendono e negano che avesse atteggiamenti di diversa identità. È la solita, ambigua e disonorante storia proposta da quei media che sbattono notizie in prima pagina, che poi non risultano vere.
Affianchiamoci a quei genitori che non hanno saputo intervenire sui problemi del loro figlio, e qui la colpa anche di molti cosiddetti esperti menzionati e intervistati come oracoli viventi su problematiche come la  sessualità e che così diffondono notizie incomplete, non suffragate da riscontri scientifici, e rendono tali problemi ambigui al punto che giovani con problemi psicologici o fisici particolari restano sconvolti e danno per scontato parole vacue e teorie senza senso, ma determinanti in quel momento.
Meglio stringere amicizie vere con quei giovani, meglio se lo fanno altri giovani, meglio non isolarli mai e indirizzarli a una vita attiva, sana e far loro comprendere che i problemi non vanno ingigantiti, ma semplicemente affrontati.
2) Suicida 14enne (problemi personali?) a Roma,
Deriso ed emarginato, ragazzo si lancia nel vuoto da terrazzo
11 agosto, 19:01cronaca di Antonio Palma13 agosto 201314:24
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Morte del 14enne gay: la Procura indaga per istigazione al suicidio. Proseguono le indagini sul 14enne che si è tolto la vita a Roma. Al vaglio degli inquirenti la lettera lasciata dal ragazzino prima di suicidarsi. Annunci Google Windows Server 2012
La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio in merito alla vicenda del ragazzino di 14 anni che nella notte tra il 7 e l’8 agosto scorso si è tolto la vita lanciandosi dal tetto del palazzo dove abitava nella Capitale.  Proprio quella lettera è uno dei punti chiave della vicenda per capire se il 14 enne sia stato istigato al suicidio da amici e compagni di scuola, ed è ora al vaglio degli  inquirenti. A quanto si apprende, oltre al messaggio su carta, il ragazzo ne avrebbe lasciato un altro su una memoria elettronica in cui il giovane fa il nome di dodici amici, 10 ragazze e due ragazzi, a cui i genitori avrebbero dovuto comunicare la notizia della sua morte.
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3) Catania: sbarco tragico di migranti, sei cadaveri sulla spiaggia
Erano su un peschereccio arenatosi a 15 metri dalla riva. Alcuni di loro hanno provato a raggiungere la spiaggia a nuoto, ma sono annegati. A bordo anche donne e bimbi. Annunci Google
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Non si arrestano gli sbarchi di migranti sulle coste del Meridione e, purtroppo, nemmeno le tragedie del mare. Un’imbarcazione con una settantina di migranti è sbarcata questa mattina all’alba a Catania, dopo essersi arenata a un quindicina di metri dalla riva. Sei di loro erano morti. Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire le dinamiche dell’accaduto e prestare soccorso agli altri. Sembra, però, che i profughi siano annegati dopo aver tentato di raggiungere la riva a nuoto, affogando nel canale profondo alcuni metri che c’è prima della battigia. Sulla barca c’erano anche minorenni e alcune donne. I migranti sbarcati sono stati poi soccorsi dalle forze dell’ordine e dalla Guardia Costiera e trasferiti nel porto di Catania per l’identificazione e i soccorsi.
continua su: http://www.fanpage.it/catania-sbarco-tragico-di-migranti-sei-cadaveri-sulla-spiaggia/#ixzz2bvTxXA3F
La notizia non deve passare per scontata e accrescere solo le statistiche circa gli incidenti in mare. Perché non si ha un monitoraggio dei vari barconi più o meno sgangherati che lasciano le coste africane, e non gratuitamente, e affrontano un’incognita che spesso finisce male per molti. Non c’è nessun accordo per monitorare questi poveracci che si affidano a criminali, che oltre a depredarli dei loro pochi averi, li metto a serio rischio e pericolo?
Non è forse l’uovo di colombo che potrebbe razionalizzare, ammesso che i vari governi ne prendano almeno atto, gli esperti, o meglio aiutare nelle loro terre quelli che ne fuggono per fame e povertà??
4) Ricoverato in condizioni disperate ad Ancona dopo volo da balcone
 – Ancona, 12 Ago (www. Fanpage.it ) tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata) –
È ricoverato in condizioni disperate nell’ospedale regionale di Torrette un ragazzino di 14 anni che ieri sera, intorno all’ora di cena, si è gettato dal balcone di casa sua, al terzo piano di una palazzina a Osimo (Ancona), dopo un diniego del padre che non voleva farlo uscire perché era tardi. Il ragazzo si è chiuso in camera e poi si è lanciato nel vuoto, facendo un salto di un decina di metri e riportando gravissime fratture multiple. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
5) Siria: ong, a luglio 2464 morti, 293 sono bimbi
Osservatorio dei diritti umani, minori uccisi rappresentano il 16% del totale delle vittime
(diritti riservati all’autore ed alla testata inTopic.it)
 ROMA – Oltre 90 vittime al giorno per un totale di 2464 morti nel solo mese di luglio. A fornire il tragico bilancio delle vittime del conflitto siriano è stato oggi l’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani, una ong con sede nel Regno Unito e vicina all’opposizione.
Tra i morti si contano anche 293 bambini e 173 donne. La ong precisa che sono almeno 10 i bambini uccisi ogni giorno dalle forze del regime di Damasco, che rappresentano il 16% del totale delle vittime. Almeno 173 le persone torturate a morte, fra cui un bambino e una donna.
6) 04/08/2013
Una bambina indiana di undici anni, gravemente ustionata da un uomo che voleva violentarla
È morta oggi in un ospedale di Kolkata (India orientale) dopo quattro giorni di sofferenze. Lo scrive l’agenzia di stampa Ians (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
A quanto ha riferito la polizia, la vittima é stata attaccata poco lontano dalla sua abitazione del villaggio di Salkia, nel distretto di Howrah dello Stato di West Bengal, da uno sconosciuto che ha tentato di usarle violenza.
Di fronte alle sue resistenze, l’aggressore non ha trovato di meglio che cospargere il corpo della piccola di cherosene appiccandovi il fuoco, causandole gravi ustioni sul 70% del corpo. Gli agenti, precisa l’agenzia, hanno arrestato un giovane che é il principale sospettato di aver causato la tragedia e che sarà presto presentato davanti ad un giudice (www. Fanpage.it diritti riservati all’autore ed alla testata).
Queste due notizie allungano la serie di bambini e giovani che muoiono per colpa di criminali (coloro che organizzano i barconi migratori) e di delinquenti singoli che non hanno capito il rispetto che si deve ai bambini.
È per questo che si afferma che la carta dei diritti dei bambini è solo scritta, anche se numerose associazioni di volontariato (la foresta che cresce in silenzio) si danno da fare facendo vergognare quegli stati che stanno a guardare, se non favoriscono quei crimini.
La notizia della bambina ustionata è chiara: ha sofferto per quattro giorni, per quattro giorni ha avuto dolori sul 70% del corpo: una bambina di undici anni.
Per quanto tempo leggeremo ancora non le notizie gonfiate di morti durante le guerre o sgonfiate come per la martoriata Siria che assiste impotente ai suoi bambini che muoiono (gas nervini?) per fame o per il piombo delle pallottole non vaganti, ma mirate a colpire (cecchinaggio, cioè crimine volontario)? Possibile che quei cecchini, ogni tanto, non vedano in chi stanno per colpire un loro fratello/sorella minore e non fermino il dito che hanno sul grilletto?
Mi rivolgo ancora a Colui che può fermare i massacri dei bambini nel modo che ritiene più Opportuno e più di Sua Competenza, specie per quelle vite spezzate che sono violentemente fermate nella loro crescita di esseri umani.
7) Presunti abusi in un asilo di Anversa: in un asilo indagini approfondite per presunte molestie sessuali: i pro e i contro.
( le  notizie provengono dai siti internet citati quindi diritti riservati ai vari autori e testate giornalistiche )
18-06-2013
 Presso la scuola materna e scuola elementare ‘De Pinguïn’ e il ‘Blokkendoos’ al ‘Kiel’ di Anversa, la Brigata per la Gioventù (protezione minorile o simile sarà) e l’Unità ‘Diversità’ della polizia sono dovuti intervenire lunedì 17 giugno perché si erano riscaldate le anime di più genitori in relazione a un presuntocaso di molestie sessuali da parte di una maestra d’asilo 23enne.
20-06-2013
La città di Anversa decide di chiudere la scuola con una settimana d’anticipo, fino a dopo le vacanze estive.
I genitori vogliono che la maestra venga licenziata. Il Pubblico Ministero d’Anversa preme sul fatto che non ci siano prove che la maestra abbia fatto realmente qualcosa di male.
Il tutto è cominciato quando un bambino di 5 anni tornò a casa con i racconti di abusi sessuali. I suoi genitori sono andati alla scuola e da lì sono arrivate altre lamentele.
La maggior parte dei genitori è contenta che la scuola chiuda fino a dopo le vacanze estive, ma un’altra parte è arrabbiata perché convinta che vogliono insabbiare la questione.
I genitori vogliono più chiarezza su ciò che era successo con i figli.
Altri dialoghi con la polizia ed enti scolastici.
La protesta viene da madri musulmane che ritengono che le loro accuse non sono prese sul serio.
13-07-2013
Ufficialmente il dossier non è stato ancora chiuso, ma non sarebbero stati trovati fatti incriminanti nei confronti del team scolastico.“Non esiste alcuna ragione per pensare che la polizia, il pubblico ministero e i servizi urbani non abbiano condotto le loro indagini in maniera accurata ed imparziale.
Quando si tratta di bambini vulnerabili, la nostra società utilizza gli standard etici più elevatipossibili. Abbiamo davvero imparato dal caso Dutroux.”
Quest’ultima notizia già valutata da organi ufficiali dà la dimensione della notizia e quanto circonda la notizia stessa e quanto ha suscitato nelle due parti: la denuncia di una maestra e le madri dei bimbi che hanno dato la notizia allarmante. Certo che fino ad ora non sono emerse prove inconfutabili sulla maestra e sul suo operato; è anche vero che, se non fosse successo, la maestra incriminata non avrà vita facile per il futuro.
Quello che accade in Italia, accade in tutte le nazioni.

Gli interrogativi si accavallano e purtroppo non hanno finora risposte definitive.