Continua la strage degli innocenti. Ma chi ci guadagna?

Ancora minori uccisi o mutilati dagli adulti che molte volte sfuggono alle punizioni che dovrebbero subire e continua invece la mattanza di innocenti che non raggiungono la maggior età. Così il mondo futuro si prepara alla violenza, alla magia/ignoranza/superstizione, oppure non dà ascolto ai minori che esprimono i propri desideri o non si sentono a proprio agio nell’ambiente in cui vivono. Come il 14enne che si è tolta la vita perché desiderava ritornare al Paese di origine dove si sentiva più sicuro e più accettato, oppure il minore albino che sa di essere braccato anche a 7 anni perché un mondo di ignoranza e superstizione crede in virtù magiche di quei poveri disgraziati che sono nati chiari di pelle e per questo sono ricercati per fabbricare pozioni magiche che fanno bene solo a chi le fa, perché guadagnano un mucchio di soldi, e al Male che si diffonde sempre più.

Certo che, dopo le altre tre bambine indiane stuprate ed uccise e l’allungarsi di questa catena di delitti, ci si potrebbe chiedere fino a quando, anche se l’India emette leggi antistupro, ma i suoi bestiali assassini continuano imperterriti e non si fermano, si nascondono, si mischiano alla folla che grida vendetta; tuttavia non arriva sempre la giustizia, le statistiche aumentano e tra poco forse questi delitti potranno anche essere derubricati, se non si interviene con un’educazione seria di rispetto degli/delle altri/altre soprattutto. La donna non è una cosa da battere come un tappeto, o da buttare come uno straccio malridotto; ricordiamoci che la donna è più dotata cerebralmente dell’uomo e speriamo che faccia funzionare presto questa sua superiorità genetica.

1) Ragazzino etiope scappa di casa e si uccide nel Milanese

Ai genitori adottivi un biglietto: «Non ce la faccio più!»

21 febbraio, 08:42 (tutti i dirittti riservati ad Informazione.it)

MILANO – I suoi genitori, il 15 febbraio, si erano subito preoccupati, anche se non era la prima volta che Habtamu, 14 anni, etiope, fuggiva di casa. Era già successo nel gennaio dell’anno scorso. Il ragazzo, che con una cartina geografica aveva percorso tutta la Penisola, era stato trovato a Napoli. Agli agenti aveva raccontato che voleva tornare in Etiopia per riabbracciare i fratelli e gli altri familiari, di cui aveva grande nostalgia. Questa volta e’ stato tragicamente diverso. Habtamu é stato trovato morto stamani, in un campo a Biassono, a pochi chilometri di distanza da casa: si era impiccato. È stato un passante, di mattina, a vedere il suo corpo e a far intervenire i carabinieri. Habtamu con sé non aveva né  il telefono cellulare, né i documenti. Sono quindi state esaminate le denunce di scomparsa e, solo qualche ora dopo i genitori adottivi l’hanno riconosciuto. In casa aveva lasciato un biglietto. Il ragazzino scriveva che non ce la faceva più a vivere in Italia e scriveva chiaramente che intendeva uccidersi. I militari hanno escluso che le cause della morte siano dovute a un intervento di altre persone.

2) Orrore in India: stuprate e uccise tre sorelline

La più grande aveva undici anni, la più piccola sei: le tre bambine sono state rapite, violentate e uccise in un villaggio dello Stato centrale indiano di Maharashtra. I loro cadaveri sono stati trovati due giorni dopo all’interno di un pozzo.

Quella che viene riportata oggi sui giornali indiani è l’ennesima, terribile, storia di stupri e violenze che si trasformano poi in omicidi. Questa volta, secondo quanto scrive il quotidiano The Indian Express, le vittime sono tre sorelline. Tre bambine di undici, nove e sei anni che sono state rapite, violentate e poi uccise in un villaggio dello Stato centrale indiano di Maharashtra. I genitori, secondo quanto riporta la stampa locale, avevano denunciato l’improvvisa scomparsa delle figlie dopo che, giovedì scorso, non erano tornate a casa dalla scuola. Dopo due giorni, la terribile scoperta da parte della polizia: i cadaveri delle tre sorelline sono stati trovati all’interno di un pozzo del villaggio di Murmadi, nel distretto di Bhandara.

Nuove proteste in India – Sui lori corpicini è stata effettuata l’autopsia che ha confermato che le piccole sono state appunto violentate prima di essere uccise. La polizia sta attualmente conducendo le indagini seguendo soprattutto la pista di eventuali nemici della famiglia delle vittime. Quattro persone sono state al momento fermate e interrogate. E l’ennesimo terribile delitto non ha potuto che innescare, ancora una volta dopo la vicenda della studentessa stuprata e uccisa a dicembre su un autobus, un’ondata di proteste delle donne (e non solo) in tutta l’India. Uno stupro e omicidio, quello relativo alla studentessa di New Delhi, che ha portato alla sbarra sei persone: cinque di loro (il sesto è minorenne) rischiano la pena di morte.(tutti i diritti riservati ad http://www.fanpage.it/orrore-in-india-stuprate-e-uccise-tre-sorelline/#ixzz2LWIoZlT7).

3) AFRICA: Bambini – Cronaca

Inviato da Mariangela Princi il 18-02-2013 09:40

Tanzania, tagliano la mano a un bimbo albino per un rito magico

In Tanzania un bambino di soli 7 anni è stato vittima di una brutale aggressione. Gli è stata amputata la mano perché albino. In Africa c’è ancora la credenza che mischiare gli arti degli albini con altre sostanza per rituali magici possa far diventare ricchi e fortunati.

TANZANIA – Mwigulu Magessa, un bambino africano albino di sette anni è stato vittima di una brutale e raccapricciante aggressione. Mentre il piccolo tornava a casa da scuola insieme ad altri quattro compagni, è stato aggredito e gli è stata amputata una mano. Tutto questo perché è albino e in Africa, secondo le credenze popolari, gli arti delle persone albine, mischiate con altre sostanze, avrebbero dei poteri magici tali da far diventare molto ricchi e fortunati. Per questo motivo gli albini africani sono spesso vittime di pratiche di stregoneria. Apolinary Macheta, che è il capo del governo della regione di Milepa, nella Tanzania sudoccidentale, ha raccontato che il bambino si trova ricoverato in ospedale. Possiamo solo immaginare che dolore stia provando e quanto possa essere sotto shock.

Stando a quanto riferisce Kijo Bisimba del Centro per la Legalità ed i Diritti Umani ( tutti i diritti all’autore ed alla testata ad Informazionelibera.net ), sembra anche che pochi giorni prima, una donna di 39 anni, madre di quattro bambini, sia stata aggredita e abbia subito l’amputazione di un braccio sempre per lo steso motivo: perché era albina. Una barbarie davvero inaudita e inaccettabile. Inoltre, sempre secondo la stessa fonte, negli ultimi tempi ci sarebbe stato un aumento preoccupante di questi attacchi contro gli albini.

Ma non meravigliamoci: è recente la notizia giunta dall’India di una condanna ai genitori di una bambina di cinque anni, uccisa nel 2009, per un rito propiziatorio consigliato da uno stregone locale per placare una maledizione: i genitori sono stati condannati all’ergastolo. Nel nord dell’India, e in particolare nell’Uttar Pradesh, lo Stato più popoloso del Paese, pratiche medioevali come i sacrifici umani sono un fenomeno ancora ricorrente. Quindi l’esercito degli innocenti è sempre più numeroso di quello che si pensa.
Leggete, e chi legge mediti anche queste nuove orride notizie per capire l’uomo rettile primordiale,  cioè l’uomo tirannosauro che uccide non per vivere, ma per uccidere, e questa favola non si fermerà  tanto facilmente.

Si ha la netta impressione contraria che ci stanno abituando a tante modifiche sociali accentratrici di potere per cui di qua a poco tempo saremo dei numeri da spostare da una parte all’altra.

Queste espressioni luride di potere delinquenziale potrebbe essere una modalità coperta per accentrare il potere mondiale su un gruppetto che usa la lunga mano criminale per dominare, con delinquenti comuni, rituali preistorici e pedocriminalità.

Che si voglia rendere le persone insensibili ai drammi che i media ci propinano scegliendo tra notizie brutali e di umanità e dando largo spazio per stordirci con versioni politiche che nessuno vuole leggere? Cambiano i nomi dei politicanti, ma la corruzione è sempre quella ingigantita dalla moneta nuova dell’euro, che ci fa diventare sempre più poveri nonostante la pubblicità frastornante di tutto a buon mercato per chi i soldi ce li ha, ma non per chi si trova senza lavoro e con gli occhi dei figli puntati su di loro, occhi inespressivi, più volte notati nei bambini che subiscono, perché diventati tali da quello che vedono, sentono, provano sulla propria pelle.

Crimini di religiosità estremista e omicida?

Ormai non si contano più sulle dita della mano e dei piedi le morti innocenti di infermiere e volontarie che sono uccise nel compimento del loro dovere e non, perché molte sono volontarie, nel tentativo aiutare, con le vaccinazioni antipolio, la salute dei bambini già segnati da guerre e stragi gratuite compiute dai soliti adulti oltranzisti.
Il 18/12/2012 in Pakistan 6 + 3 volontarie in due attacchi differenti sono state uccise mentre somministravano il vaccino antipolio a bambini innocenti.
Sembra che L’OMS abbia sospeso per ora la vaccinazione in quel paese, ma è meglio leggere che  i bambini contrarranno ancora la polio con gli esiti paralizzanti ad essa legati, mentre le nazioni Unite staranno a discutere sul cosa fare.
Curiosamente se uno cerca queste notizie deve farlo col microscopio, perché sono pochi i siti che citano queste barbarie in nome di qualche esaltato che ben organizzato pianifica anche le stragi.
E le organizzazioni mondiali cosa fanno, quelle che possono legiferare ed imporre regole fondamentali e nel caso contrario imporre sanzioni?
Ma queste notizie hanno pochi strascichi, e già ora l’Italia è impegnata nelle fatidiche e rompi di elezioni politiche dove tutti quanti quelli che vogliono il cadreghino si fiondano in ruggiti, insulti e altro. E quei bambini, lasciamoli nel loro brodo, o meglio nel brodo diffuso in quei Paesi di crescita dei virus della polio; tanto, se milioni e milioni di bambini muoiono ogni anno di fame, anche se muoiono di altro poco importa. Questo è l’andamento normale italiano che pensa di dare il bollino blu a chi non è iscritto agli albi professionali ed allora entreranno tutti, anche quei mestieri che finora sono stati ostracizzati, perché appartengono a teorie olistiche o alternative non sufficientemente chiare e scientificamente provate.
Ma l’importante è diffondere le teorie più strane, e chi le difende tra gli ex-onorevoli (vedi “I ciarlatani della salute”, libro scomparso nel 2000) e dà loro il bollino siamo anche noi operatori della salute; così “todos caballeros”, anche se ci va di mezzo la salute di tanti italiani illusi di benefici che forse non avranno.
08/02/2013
da Giornalettismo e wwwaqvariuscom.blogspot.com/
(tutti i diritti riservati a giornalisti e testate)
LAGOS (Nigeria) – Nove vaccinatrici antipolio sono state uccise in due sparatorie in centri sanitari nel nord della Nigeria. Nel primo attacco a Kano le infermiere sono state uccise da alcuni uomini armati che trenta minuti dopo hanno preso di mira una clinica fuori Kano città dove si stava  per iniziare a lavorare.
Alcuni leader musulmani nigeriani si sono opposti alle vaccinazioni contro la poliomielite, sostenendo che potrebbero causare infertilità. Giovedì  un religioso islamico controverso ha parlato contro la campagna di vaccinazione contro la polio, affermando che i nuovi casi di polio sono stati causati dai vaccini contaminati. Tale opposizione è una delle ragioni principali per cui la Nigeria è uno dei soli tre Paesi in cui la polio è ancora endemica.
Alcuni residenti a Kano hanno detto che molti feriti nel primo attacco sono stati portati in ospedale. Un ufficiale sanitario ha confermato  che le vittime nel secondo attacco in Hotoro erano operatrici sanitarie e forse qualche paziente in attesa.
Gli analisti ritengono che gli attacchi possano essere opera del gruppo militante islamico Boko Haram. Il gruppo – il cui nome significa “l’educazione occidentale è proibita” – dice che sta combattendo per rovesciare il governo e imporre la sharia. È stato accusato della morte di circa 1.400 persone nel centro e nel nord della Nigeria dal 2010.
Secondo il Global Polio Eradication Initiative, ci sono stati 121 casi di polio in Nigeria lo scorso anno, rispetto ai 58 in Pakistan e ai 37 in Afghanistan.
Il mese scorso, infermieri vaccinatori sono stati presi di mira e uccisi in Pakistan, dove i talebani hanno accusato gli operatori sanitari di lavorare come spie degli Stati Uniti sostenendo anch’essi  che il vaccino rende i bambini sterili.
Il blog “All’attacco, Bambini” continuerà ad esistere e a denunciare quello che i media lasciano perdere perché dà fastidio e non è uno scoop dove si sta delle ore a discutere su ipotesi e realtà che non cambiano. Pensiamo ancora un pochino a quelle volontarie – e se si dice volontarie si dice non pagate che esercitano un mestiere che, ora come ora, è un pericolo per la vita. Con la vita hanno pagato un sacrificio enorme, che ci dovrebbe far vergognare, ma la vergogna oggi non esiste più, uno/a diventa rossa perché ha ingoiato del pepe  o peperoncino e basta.
Speriamo che il sacrificio di ormai una ventina di operatrici sanitarie, mi si perdoni se non hanno il bollino blu che si potrebbe dare loro ad honorem, sia un deterrente enorme affinché si ponga fine a questi vaneggiamenti mortali di esaltati e maniaci di una religiosità che nemmeno i loro stessi concittadini condividono più.
Come ho detto all’inizio, tutto è e non è in mano nostra, cioè degli uomini, e soprattutto, purtroppo, di quelli di governo. E’ ben vero che qualche voce si alza in difesa dei bambini, ma sono sempre voci di volontari che a volte ci rimettono la salute o la pelle per fare i volontari proprio in aiuto di quei bambini innocenti, e che si aspetterebbero voci e fatti in loro difesa, proprio come il martirio di quelle volontarie.
Dio, o Altri per chi crede in altro, ci aiuti e vi accolga con la giusta ricompensa dei martiri.

La voce dell’Unicef e la violenza continua sui bambini

Non si vorrebbe scrivere sulle violenze sessuali e di altro tipo che emergono ogni tanto e forse, anzi sicuramente, sono inferiori a quelle che succedono quotidianamente, ma non sono scritte, perché la gente ha paura delle autorità e istituzioni e non crede nella propria tutela se ci si espone troppo.
Ad esempio in una nota città piemontese:
– Una maestra di una rinomata scuola elementare spennella sulla faccia di un bambino di prima elementare della colla in stick; la maestra di supporto minaccia di fare altrettanto allo stesso bambino.
– Sempre nella stessa classe, una bambina cade in un teatro dal balconcino del piano di sopra, per fortuna senza farsi male. L’insegnante commenta: «Ben ti sta; sei caduta come un sacco di patate!» e la diffida dal parlarne con i genitori per evitare ulteriori rimproveri.
– Un altro bambino di 5 anni e mezzo, sempre nella stessa classe, piange perché gli si è slacciata la scarpa e la maestra gli dice che non ha tempo di allacciare la scarpa ad “un moccioso” come lui e che lo farà eventualmente alla fine della lezione, se ha tempo.
A dispetto di ripetuti comportamenti analoghi, ivi inclusa l’abitudine di sbattere violentemente le forbici sulla cattedra e la regolare sottrazione dei giochi ai bambini i cui genitori osano lamentarsi con la direzione, l’insegnante resta al suo posto.
Altri esempi sono ormai coperti dalla polvere de tempo, ma quei bambini non avranno delle conseguenze psicologiche derivanti da quei maltrattamenti da parte di insegnanti che dovrebbero anche accudirli, ammesso che li educhino almeno verbalmente se non con l’esempio?
L’Unicef ogni anno ci dà il quadro dell’andamento sociale dei bambini di ogni luogo e cerca di sensibilizzare tutti a trattare i bambini secondo la loro convenzione sottoscritta, ma molte volte non applicata, dagli stati per centomila motivi.
Quei bambini crescono e porteranno con loro le proprie ferite psicologiche che poi trasformeranno in comportamenti anche antisociali; magari verranno puniti per colpa di quegli insegnanti poco professionali e poco umani e soprattutto discriminanti.
Una notizia, consolante a metà, è il ritrovamento di un bimbo appena nato in un cassonetto, non in Nigeria, ma a Bologna (Italia). C’è ancora quel qualcuno che è pronto a soccorrere chi ha bisogno e necessità di cure; quel qualcuno l’ha fatto senza strombazzare e senza farsi intervistare secondo la moda politica. Bene: grazie, mille grazie a quel qualcuno. Presumo che ci sarà un altro Qualcuno che lo ringrazierà a tempo debito.
Perché non si fa una statistica dei bimbi salvati dal cassonetto e la si distribuisce alle scuole perché possono comprendere la nostra umanità ancora criminale, ma che è controbilanciata da atti isolati di vera umanità?
1)        India, bambina di 7 anni violentata a scuola
inTOPIC.it 15/01/2013 (tutti i diritti riservati alla testata ed all’autore)
 Caccia all’aggressore, un 20enne, sulla base dell’identikit fornito dalla vittima.
 – Ancora un episodio di violenza contro le donne in India. Una bimba di 7 anni è stata violentata da un uomo di 20 nel bagno della scuola a Vasco, nello Stato di Goa. La polizia ha arrestato per ora la direttrice dell’istituto per aver ritardato la denuncia. Da quando a dicembre un brutale stupro su un bus si è concluso con la morte di una 23enne, i media hanno cominciato a riportare i numerosi casi di abusi che avvengono in tutto il Paese.
La bambina sarebbe stata attirata con uno stratagemma durante l’intervallo mattutino nel bagno delle ragazze, che si trova vicino all’ufficio della direttrice, e poi violentata dal ragazzo. Poco dopo la piccola si è lamentata con un’insegnante di avere dolori al basso ventre, per cui è stato richiesto l’intervento dei familiari, che sono così venuti a conoscenza di quanto era accaduto. Due medici dell’ospedale cittadino dove la bambina è stata esaminata in serata hanno confermato la violenza sessuale.
Intanto, non appena la notizia si è diffusa a Vasco, decine di persone si sono riunite per protestare davanti alla scuola, impedendo per ore l’uscita del personale insegnante, che è poi stato scortato a casa dagli agenti. Una squadra speciale sta ricercando il responsabile dello stupro sulla base di un identikit preparato grazie alle informazioni fornite dalla vittima.
Sempre in India una donna di 45 anni è stata trovata con segni di violenze sessuali subite da più persone in una piantagione di mango nello stato di Bihar e trovata impiccata col suo stesso sari.
2)        14/01/2013 Scuola bombardata, nuova strage di bambini in Siria
L’UNICEF condanna l’assassinio di 29 studenti e un insegnante, avvenuto ieri in una scuola di un campo profughi presso Damasco a causa del bombardamento a colpi di mortaio che i mezzi d’informazione governativi hanno attribuito a “terroristi” (definizione normalmente usata dal regime per indicare i ribelli armati).
«Dall’inizio delle violenze in Siria», ha dichiarato la direttrice dell’UNICEF per il Medio Oriente, l’italiana Maria Calivis, in un comunicato inviato all’ANSA «le scuole sono state saccheggiate, devastate e bruciate. Questo è inaccettabile. Le scuole sono, e devono rimanere, zone di pace.»
«L’UNICEF», ha aggiunto la responsabile regionale dell’organizzazione, «rinnova il suo appello a tutte le parti in conflitto perché rispettino i loro obblighi nell’osservanza della legge umanitaria internazionale e assicurino che tutti i bambini siano protetti in qualsiasi momento.»
Il bombardamento, secondo l’organizzazione Human Rights Watch, ha colpito una scuola nella provincia di Damasco nel campo profughi di Wafedin, che ospita circa 25.000 sfollati provenienti dalla regione delle alture del Golan. (14/01/2013 Unicef, diritti riservati alla testata)
3)        Neonata in un cassonetto a Bologna; é grave
19 gennaio, 14:11
 uiamteam.forumcommunity.net/?t=53517338(tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata)
BOLOGNA – Una neonata é stata trovata, viva, dentro un cassonetto dell’immondizia in via Carbonara, un vicoletto nel centro storico di Bologna. La piccola, una femmina di pelle bianca, era avvolta in una sorta di sacchetto ed é stata portata in gravi condizioni all’ospedale Sant’Orsola. A chiamare i soccorsi é stato un passante, che ha sentito dei lamenti provenire dal cassonetto. L’uomo pensava che si trattasse di un gattino, ha spiegato alla polizia, poi con l’aiuto di un altro passante ha guardato nel bidone e ha scoperto la piccina. La neonata è stata raccolta e portata in un vicino garage fino all’arrivo dell’ambulanza.
La polizia ha avviato subito le ricerche per trovare la madre. Del fatto si sta occupando la squadra Mobile. È stato avvisato anche il PM di turno, che aprirà un fascicolo d’inchiesta per abbandono di minore, mentre per valutare altri reati bisognerà attendere di conoscere le condizioni di salute della bambina. La piccola era dentro una sorta di sacca chiusa con una cerniera, avvolta in coperte e altri stracci, sporchi di sangue. Le sue condizioni hanno fatto ritenere che fosse stata partorita da pochissimo. Per questo gli agenti hanno iniziato a perlustrare le viuzze circostanti. Il cassonetto si trova in via Carbonara, un vicoletto a pochi passi dalla sede della Caritas, in via Sant’Alò, e dal cancello posteriore della Curia. Ci sono diverse telecamere nella zona.
4)        “IO COME TU” L’AZIONE DELL’UNICEF (tutti i diritti riservati all’autore e testata)
L’ultimo rapporto annuale dell’UNICEF sulla condizione dell’infanzia nel mondo
“Adolescenza. Il tempo delle opportunità” riporta che 33 milioni di bambini piccoli e
di giovani al di sotto dei 20 anni sono emigrati. Sempre nel rapporto si legge che le cifre
contenute nel Database delle migrazioni mondiali delle Nazioni Unite mostrano che nei paesi
industrializzati gli adolescenti di età compresa tra i 10 e i 19 anni incidono per circa il 53 per
cento sui migranti internazionali sotto i 20 anni. I bambini e gli adolescenti, soprattutto quelli
privi di documenti o separati dalle famiglie, sono particolarmente esposti alle violazioni dei
diritti umani. Una delle preoccupazioni principali è che i bambini e gli adolescenti che
attraversano i confini possano non godere della stessa protezione e degli stessi diritti di quelli
che risiedono in un determinato Paese e, pertanto, essere esposti al rischio di essere invisibili, discriminati o sfruttati.
L’UNICEF Italia promuove a livello nazionale “Io come tu”, la Campagna per l’affermazione dell’uguaglianza dei diritti e l’eliminazione delle discriminazioni. “Io come tu” è una Campagna a favore dell’uguaglianza dei diritti di tutti i bambini e di tutti gli adolescenti di origine straniera che studiano, crescono e vivono in Italia e si rivolge alla società civile italiana affinché essa stessa si faccia promotrice della richiesta di una loro piena inclusione giuridica e sociale a beneficio non solo di loro stessi e delle loro famiglie, ma dell’intera collettività, poiché una società che si adopera per colmare le disparità sociali è una società che pone delle fondamenta salde per la propria crescita e per il proprio avvenire.
Kledi Kadiu, testimonial dell’UNICEF Italia, è il volto della Campagna. Sul sito www.unicef.it/iocometu si possono trovare tutte le informazioni relative alla Campagna e aderire.
La cifra dei bambini emigrati riportata da Unicef è impressionante: 33 milioni di bambini sono emigrati dai loro Paesi, con o senza i loro genitori, con o senza documenti. Pensiamo a quei bambini, ormai adulti di fatto, per la sopravvivenza durante le migrazioni e durante i primi momenti di vita in città straniere, che spesso sono menefreghiste, salvo qualche volontario o associazione speriamo tale che li accoglie e soprattutto non lo fa per interesse, ma per aiutare quell’umanità che non si aspetta niente da nessuno, ma che apprezza chi vuole loro bene e li fa stare alla meno peggio.
Il tutto, nonostante i milionari stipendi di politici e non, che hanno la faccia tosta di sorridere alla TV e ai media, fregandosene di questi bambini; le continue e assordanti scoperte di corruzione, di capitali ingoiati, emergono come fogne maleodoranti (che istituzioni legali cercano di scovare e di punire) che ammorbano e degradano la cosiddetta Italia.