Adozioni speciali, esodi con i soliti massacri, migrante sola di 11 mesi/Special Adoptions, Mass Migrations and Usual Slaughters, 11-Year-Old Migrant on Her Own

Se è vero che questo blog ha l’intenzione di mostrare a chi lo legge cosa stanno facendo molti uomini, è altrettanto vero che quello che è scritto è per aiutare gli sprovveduti, gli smemorati, la gente comune che non può avere tutte le notizie più toccanti l’umanità in un cammino troppo veloce e per permettere loro di non trascurare quanto succede nel mondo e che molte volte, anzi troppe, sparisce in fretta dai media per lasciare il posto ad altre notizie più fresche, come se i cadaveri che si contano a migliaia al giorno dovessero finire nel dimenticatoio, oppure negli archivi dei giornali dove il diritto all’oblio e altro li sbiadisce, li ricopre di fine polvere e via, i fantasmi degli assassinati sembrano non comparire mai ai loro carnefici o raramente.
Meno male che oggi 16/08/2014 il Papa ha beatificato 124 martiri coreani torturati ed uccisi nel 1791 per la loro professione di religione cattolica; saranno sempre ricordati accanto ad altri martiri sconosciuti e che rimangono tali, come i bambini uccisi dai loro stessi genitori biologici, in affido o adottivi, o morti per sete, come è successo in Iraq in questi giorni durante l’esodo forzato dagli  jihadisti dello Stato islamico (ISIS), inclusi gli yazidi intrappolati sul monte Sinjar assieme ai cattolici (300 i morti negli ultimi giorni, fra cui donne e bambini). Questi vanno ad aggiungersi ai 18.000 al giorno che muoiono di fame o di sete. E ricordiamo anche il massacro con sepolture in fosse comuni di persone tra cui molti bambini (si parla di 50 al giorno) e mamme, sembra, ancora vivi, le cui urla sono state fatte tacere per sempre seppellendoli con sabbia che ha riempito la loro bocca che urlava aiuto, che non è arrivato, e senza il conforto di un familiare perché le loro mamme stavano subendo la stessa fine e i loro papà erano già stati assassinati. Fa notare L. Vanzelli, citato più volte precedentemente che “il patrimonio della saggezza umana si è trasmesso da una generazione all’altra non tanto come una ricchezza da salvaguardare, ma piuttosto come un fardello inerte, dal peso del quale è meglio liberarsi tanto più rapidamente quanto più i principi etici e morali in esso contenuti entrano in conflitto con gli interessi immediati mitomaniaci del singolo, del gruppo, delle fazioni dichiaratamente patologiche”, del solito complesso rettiliano che impeccabile e freddo calcolatore vuole sovrastare con lo scatenamento incontrollato degli istinti e paraistinti.
Istinti che l’uomo ha saputo elaborare dando diritto a distorsioni illogiche di comodo, ad interpretazioni pseudo religiose di una supremazia che è comodamente oppressiva, sintomo smaccato dell’oramai incombente rivincita del rettile sull’uomo.
Si spera solo che la morte di queste ultime vittime, come per le altre, del monte Sinjar ed altre zone nel mondo, sia stata brevissima, e che Qualcuno li abbia già presi in carico per una vita migliore (per chi crede in una Giustizia Superiore) alla faccia rettiliana dell’iniquo, coi suoi comportamenti di morte e distruzione. 
Se torniamo a leggere le notizie che provengono da tutto il mondo troviamo inverosimili violenze di tutti i generi sui bambini: bimbe di 6 anni stuprate e uccise, bambini segregati e picchiati in continuazione, stupri uno dietro l’altro anche da parte di donne, e ci si chiede se queste persone che emergono come i funghi velenosi abbiano letto la carta dei diritti dei bambini; ma probabilmente non la conoscono e avvertono solo il loro prurito interno da soddisfare su minori innocenti, che non si aspettano nulla di simile, e che trasformano la loro vita in incubi, dolori a non finire, abbandoni violenti e quant’altro si possa immaginare: è ben vero che ogni notizia di queste vada acclarata per non creare dei mostri altrettanto invisibili. Ma ormai sono troppe quelle notizie e con riferimenti precisi.
1) Adottavano bambini del Guatemala e poi li torturavano:
Arrestati marito e moglie, di Federica Macagnone – in Topic15/08/2014 (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
Adottavano bambini del Guatemala e poi li sottoponevano a torture inenarrabili. Nessuno sapeva o sospettava nulla. I muri di quella casa erano montagne invalicabili dentro le quali si consumava l’orrore.
Non sembrava ci fosse scampo. Poi la via d’uscita è stata tracciata dalla morte di una piccola di due anni: solo allora ciò che succedeva in casa Barreto è venuto fuori. A quel punto di Ramon e Janet Barreto, coppia diabolica, non si è saputo più nulla.
Sembravano essersi volatilizzati. Una caccia all’uomo durata cinque anni, l’iscrizione nel registro dei 15 latitanti più ricercati dall’U.S. Marshall e, infine, in questi giorni, la cattura in un centro commerciale a Portland, in Oregon.
I due sono accusati di omicidio colposo, abusi su minori, abbandono e inquinamento di prove. Dal 2005 al 2006, la coppia del Mississippi aveva viaggiato verso il Guatemala per “acquistare” nove bambini da un’agenzia che si occupava di adozioni.
Al ritorno negli Stati Uniti, i piccoli venivano maltrattati, torturati e costretti a dormire su letti in compensato. Abbandonati senza cibo tra feci e scarafaggi, subivano punizioni che consistevano in percosse, pugni allo stomaco e, spesso, l’immersione della testa nella vasca da bagno.
Per anni i bimbi hanno dovuto sopportare tutto questo senza poter chiedere aiuto a nessuno. Poi nel 2008 la svolta: gli abusi ripetuti su una bambina di due anni hanno portato alla morte della piccola, mettendo in luce ciò che succedeva a casa dei Barreto.
«Erano condizioni spaventose» ha commentato un agente. I due sono finiti in cella nel 2008 e poi successivamente nel 2009 ma in entrambi i casi riuscirono a essere rilasciati sotto cauzione. Ma nel 2009, all’inizio del processo per le accuse di omicidio colposo e maltrattamenti, la coppia non si è presentata in tribunale dandosi a una latitanza lunga cinque anni.
I due sono stati rintracciati e portati in carcere a Portland grazie al riconoscimento del furgoncino blu della coppia. Con loro Janet e Ramon avevano un bambino di un mese che non si sa ancora se sia figlio della coppia. «Prendere dei bambini solo per torturarli è inumano – ha dichiarato William D. Snelson della U.S. Marshall – vuol dire non avere rispetto del prossimo e disprezzare la vita».
Questa terribile notizie ci riporta al mondo criminale che emerge anche da adozioni non controllate e soprattutto da criminali che si fanno passare per genitori e poi una volta raggiunto lo scopo di poter adottare usano i bambini per torturarli fino ad ucciderli. Possibile che nell’America del nord non funzioni bene una rete a maglie strette per affidare bambini orfani in cerca di aiuto che invece trovano l’inferno umano pronto a riceverli? Perché si possono ancora adottare senza controlli più severi in grado di proteggere quando qualche bambino disperato ed incosciente di quello che gli può succedere deve spalancare gli occhi ad una realtà orribile che finisce con l’assassinio e solo dopo l’assassinio programmato di una bimba di due anni, dicono di due anno torturata fino allo stremo, la polizia interviene a ricercare i due snaturati criminali che non si possono chiamare genitori.
Non sono gli unici casi che succedono e non solo in America, ma anche in Europa e nei paesi asiatici. Insomma il blog All’attacco bambini voleva svegliarli bruscamente a difendersi dagli adulti, ma c’è un fallimento alla base. Gli occhi innocenti dei bambini si aspettano ben altri trattamenti, ma i casi che emergono e quelli che non emergono so tanti. Vedi i centomila bambini delle rete di Zandvoort (Olanda, 1998) o quanto scritto da una vittima belga, Regina Louf o testimone X, “Silenzio si uccide”, oppure i bambini “riportati in orfanatrofio perché non sufficientemente obbedienti o con malattie”. Il numero degli “orfani di ritorno” è in continuo aumento: erano 4.500 nel 2007 e sono giunti fino a oltre 10.000 nel 2009. «Il quadro è tragico» ammette Likhanov, che considera i 700.000 orfani della Russia una «condanna» per uno Stato moderno. (Russia – I 10.000 orfani russi restituiti per colpa della crisi… – www. ilsecoloxix. it/p/mondo/… /AM0nrG4D-orfani_russi_restituiti. shtml20/08/2010). Ma non sono gli unici casi emergenti: questo è l’iceberg delle adozioni affrettate: bambini destinati ad un patibolo già programmato. Maledetto mondo!
2) Bambino racconta un sogno e per la famiglia diventa uno stregone: gli danno fuoco per liberarsene
20 /08/2014 Ultim’ora da inTopic. it (tutti i diritti riservati all’autore e alle testate citate)
Un sogno diventato un incubo. Nmeyene Christopher Eyo, 11 anni, non avrebbe mai potuto immaginare che raccontare un sogno alla nonna avrebbe rappresentato per lui l’inizio di un tormento terminato con un tentato omicidio: i genitori hanno dato fuoco al ragazzino prima che “gli spiriti che lo possedevano” portassero disgrazie e distruzione alla loro famiglia. È successo nello stato di Akwa Ibom, in Nigeria, dove il piccolo è sfuggito alla morte grazie all’intervento del fratellino che ha chiamato in tempo i soccorsi.
Nigeria, 20 Agosto. – Tutto è iniziato in un giorno come gli altri. Nmeyene, alunno della Qua Ibo Church Primary School, si era svegliato per andare a scuola. Quella notte aveva fatto un sogno e, con l’ingenuità di un bambino, aveva deciso di raccontare cosa gli era successo alla nonna materna: «Ero in mezzo a tanta gente che mi dava biscotti da mangiare», ha detto il bambino. Da quel momento è iniziato il suo calvario. La donna ha allertato immediatamente il padre, Christopher Amos Essie, e la madre, Amos Jonson, una profetessa.
Per la famiglia era chiaro: il bambino faceva parte del mondo della stregoneria e andava fermato prima che seminasse il terrore nella sua famiglia.
Nel tentativo di esorcizzare lo spirito che si era impossessato di lui, i genitori gli avevano inflitto diverse pene fino a decidere che l’unica soluzione era dare fuoco al bambino: e così lo hanno portato dentro una chiesa, lo hanno cosparso di cherosene e hanno appiccato le fiamme.
A salvarlo il tempestivo intervento del fratellino minore, Samuel Christopher, che è andato di corsa a chiedere aiuto alla gente che era in zona e ha chiamato la polizia. Il padre e la madre adesso dovranno rispondere di tentato omicidio.
«I bambini sono un dono di Dio – ha commentato il commissario di stato per le donne e la previdenza sociale Glory Emmanuel Edet – vorrei che i genitori desistessero dallo stigmatizzare i loro figli come streghe e stregoni. Meritano solo il nostro affetto». Dal Messaggero – Federica Macagnone
Questa altra relazione apre un capitolo conosciuto, più volte pubblicato e che non ha fine se non nell’ignoranza umana e superstizione che alberga ancora nell’animo del rettile umano: bambini non raccontate nulla dei vostri sogni ai genitori: troppi di questi sono ancora di una ignoranza spaventosa. Ringraziamo il fratellino che ha salvato il loro congiunto che stava per essere arrostito da una micro-Auschwitz, che ancora spera nella nostra società chiamata tecnologica ma schizofrenica (non lo afferma solo il sottoscritto), direi disumana, anche se spuntano difensori veri come volontari che si sacrificano silenziosamente per i bambini. Ringraziamoli tutti, cerchiamo di aiutarli come possiamo anche se Qualcuno li aspetta per premiarli.
3) Ancona: padre accoltella e uccide la figlia di un anno e mezzo
22 agosto 2014 ore 10. 25 Fanpage f4 Fanpage Autori Fanpage Edu Youmedia (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
CRONACA di Susanna Picone,17 agosto 201416:57COMMENTI 32
L’uomo, 34 anni, avrebbe colpito a coltellate la piccola davanti alla mamma e ai nonni. Ora è in stato di fermo. La tragedia a Collemarino.
Ancona: padre accoltella e uccide la figlia di un anno e mezzo.
Update – Iniziano a trapelare alcune informazioni sul drammatico omicidio consumatosi oggi vicino Ancona. L’uomo accusato di aver accoltellato la sua bambina si chiama Luca G., ha 34 anni, ed è macchinista delle Ferrovie. Dai vicini è stato descritto come una persona assolutamente normale, non collerica e legata alle sue figlie. Oltre alla piccola uccisa oggi ne ha un’altra di circa 3 anni. La famiglia, stando a quanto è emerso, non avrebbe problemi economici. La mamma della bimba, Sara B., 32 anni, lavora in ospedale. Diversamente da quanto emerso in un primo momento, sembrerebbe che al momento dell’omicidio la donna con i propri genitori stesse al mare con l’altra bambina.
Tragedia a Collemarino, frazione di Ancona. Stando alle prime informazioni un uomo di 34 anni avrebbe colpito ripetutamente sua figlia con un coltello. La piccola, che aveva un anno e mezzo, è morta poco dopo per le ferite riportate. La bimba sarebbe stata raggiunta da più fendenti di cui uno, letale, al cuore. Inutili i tentativi dei medici del 118 di rianimarla. Da quanto si apprende, il brutale omicidio sarebbe avvenuto davanti agli occhi della mamma della vittima e dei suoi nonni. Il padre avrebbe ucciso la figlia nella casa in cui vivevano a Collemarino. Sconosciuti i motivi del tragico gesto. Dopo l’omicidio, l’uomo è stato portato in caserma dai carabinieri dove si trova in stato di fermo. (continua su: http: //www. fanpage.it/ancona-padre-accoltella-e-uccide-la-figlia-di-un-anno-e-mezzo/#ixzz3B6j4wr1e http: //www. fanpage.it)
4) Padre accoltella le figlie poi tenta il suicidio. Muore la più piccola
CRONACA, ITALIA di Angela Marino22 agosto 201410:17
È successo stamattina a San Giovanni la Punta, nel catanese. L’uomo si è scagliato sulle figlie di 14 e 12 anni mentre dormivano, ferendo gravemente la prima e uccidendo la seconda. Poi ha tentato il suicidio.
Ennesimo delitto familiare nel catanese. Stamattina, a San Giovanni la Punta, all’alba, un uomo di 47 anni ha accoltellato le due figlie di 12 e 14 anni. Si è salvata la maggiore, mentre per la più piccola non c’è stato nulla da fare. Secondo la ricostruzione, l’uomo, sposato con una donna di 43 anni, si sarebbe scagliato sulle piccole mentre dormivano in preda ad un raptus. In casa erano presenti anche gli altri due figli del quarantasettenne, che in vano hanno cercato con tutte le forze di trattenere il padre. Al momento dell’aggressione, alle 7 di stamattina, non era presente in casa la moglie del quarantasettenne.
L’uomo ha successivamente tentato di togliersi la vita con lo stesso coltello, procurandosi una ferita all’addome. È ora ricoverato in ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento per le lesioni riportate, ma appena i medici lo consentiranno sarà sentito dagli inquirenti. Non si conoscono i motivi che hanno spinto l’uomo ad aggredire ferocemente le due figlie e non è chiaro se avesse intenzione di assalire anche gli altri due figli o la moglie. I Carabinieri sono ora al lavoro per raccogliere tutti gli elementi di prova necessari all’indagine e per raccogliere le testimonianze di vicini e familiari. Si attende di conoscere la sorte della quattordicenne sopravvissuta alle coltellate, anche lei ricoverata in ospedale in condizioni critiche.
Si tratta dell’ennesimo omicidio avvenuto in ambito familiare in cui un padre probabilmente in condizioni psichiche precarie aggredisce le figlie. È infatti solo di pochi giorni fa la notizia dell’omicidio di Collemarino (Ancona) in cui ha perso la vita la piccola Alessia, la bimba di 18 mesi accoltellata a morte da suo padre, il macchinista Luca Giustini, ricoverato ora in un ospedale psichiatrico, dove è sorvegliato a vista dal personale medico nel timore che, realizzata la gravita delle sue azioni, possa farsi del male.
(continua su: http: //www. fanpage. it/padre-accoltella-le-figlie-nel-sonno-e-poi-tenta-il-suicidio-non-ce-l-ha-fatta-la-piu-piccola/#ixzz3B6l5kDWn – http: //www. fanpage. it Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).
Che la schizofrenia o malattia psichica preminente vada aumentando lo dimostrano proprio questi casi che emergono sui media; gli altri sono sottaciuti.
 Purtroppo le regole che stanno circoscrivendo sempre più lo spazio e le possibilità di una vita decente nell’uomo stanno diminuendo, soffocate da una retriva pubblicità e dai politici che pensano che un aumento dei consumi sia una ripresa della spirale in cui ci stanno invece spingendo in tutti i modi.
Vertiginosamente aumentano i casi di papà che uccidono i figli di ogni età e la società li prende in carico dopo che il fatto è successo.
Non si fa molto caso al disturbo da stress che avvinghia uno che improvvisamente perde il posto di lavoro e quindi la possibilità di vita, che si separa dalla moglie entrando  in una spirale di problemi ancora più dolenti, che ha una famiglia che non può mantenere, e allora i fantasmi rettiliani sepolti nel subconscio si liberano, invadono la stanza dei bottoni dell’uomo e quel che succede è che il rettile si lancia sui più deboli distruggendoli, quasi imitando i mammiferi inferiori che, a segnali evidenti di pericolo, ammazzano i loro nati: quindi siamo regrediti almeno a quello stadio; le reazioni umane alla sopravvivenza sono lontane nel tempo e dalla testa di quei soggetti.
Nessuna pietà nel cervello o complesso del rettile, l’evoluzione delle aree associative della critica ed i centri soppressivi delle emozioni violente non bloccano più l’emergere della violenza indiscriminata propria del rettile: uccidere per uccidere, e la base del nostro cervello è proprio il cervello rettiliano, poi evolutosi; ma la base c’è sempre quella del tirannosauro non evoluto.
5) L’Onu: “ISIS recluta bambini di 10 anni. E ogni venerdì decapitazioni pubbliche”
Il rapporto della commissione delle Nazioni Unite redatto sulla base di 480 interviste. “Esecuzioni, flagellazioni e amputazioni in piazza”. Sotto accusa anche il regime di Damasco per l’uso di armi chimiche. ONU: “Esecuzioni e amputazioni in pubblico; donne flagellate anche solo per il mancato adeguamento al codice d’abbigliamento; bambini di appena 10 anni sono stati reclutati dai miliziani dai jihadisti dell’ISIS”. Sono alcuni dei passaggi del rapporto tracciato dalla Commissione d’inchiesta dell’ONU su quanto accade in Siria (ma non solo). Il documento è stato reso noto a Ginevra dalla Commissione di esperti guidata dal professore brasiliano Paulo Pinheiro: copre il periodo tra il 20 gennaio e 15 luglio 2014. Non solo i terroristi dello Stato Islamico, ma anche le forze governative siriane si sarebbero macchiate di violazioni che “equivalgono a crimini contro l’umanità”, sostiene la Commissione. L’ISIS, da parte sua, rappresenta “un chiaro pericolo per i civili e in particolare per le minoranze sotto il suo controllo” in Siria e Iraq.
6) Spagna: bambina di 11 mesi arriva tutta sola a bordo di un barcone di immigrati.
fanpage. it 23 08/2014 (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata)
La bambina è partita dal Marocco senza i genitori ed ha attraversato il Mar Mediterraneo a bordo di un barcone pieno di immigrati.
È il 12 agosto quando a Punta del Santo, città di mare del sud della Spagna, arriva un barcone carico di immigrati. Il natante, partito dal Marocco, trasporta persone stravolte dal viaggio e provenienti da diverse nazioni del Nord Africa e fin qui non ci sarebbe nulla di sensazionale. Tra i migranti, però, ce n’è una in particolare che ha commosso la Spagna: i soccorritori l’hanno chiamata Principessa ed è una bambina di appena 11 mesi arrivata completamente sola. Sul barcone, infatti, non erano presenti i suoi genitori. La piccola ha attraversato il Mediterraneo fronteggiando incredibili peripezie protetta da alcuni sconosciuti che però, una volta sbarcati, non hanno potuto fare altro che lasciarla in custodia ai soccorritori della Croce Rossa.
La storia di Principessa è stata raccontata da El Pais, che ha raccolto le testimonianze di alcuni dei presenti sul natante. La piccola avrebbe dovuto effettivamente viaggiare insieme ai genitori, ma i gendarmi marocchini sono stati inflessibili ed hanno imposto alla madre e al padre di andarsene, lasciando tuttavia la bambina completamente sola. La piccola ha quindi effettuato il viaggio ed è riuscita a sopravvivere grazie alla generosità dei suoi “compagni di avventura”. Una volta giunta in Spagna, tuttavia, le autorità si sono messe alla ricerca dei genitori scoprendo che in realtà il suo vero nome era Fatima. Ora è stata avviata la procedura per il ricongiungimento familiare.
(continua su: http: //www. fanpage. it/spagna-bambina-di-11-mesi-arriva-tutta-sola-a-bordo-di-un-barcone-di-immigrati/#ixzz3BCToEY5i – http: //www. fanpage. it)
La migrante non accompagnata più piccola (11 mesi) non accompagnata è arrivata in Ispagna. Aumentano sempre più i minori e soprattutto i minori non accompagnati (notizia da Save the children)
 Le autorità marocchine hanno obbligato i genitori ad abbandonare la bimba che è stata accolta dagli altri migranti che l’hanno assistita: non l’hanno gettata a mare come ingombro, ma da compagni di sventura si sono dati da fare per nutrirla ed accudirla, è arrivata sana e salva e le foto la mostrano sorridente e che sgambetta. I suoi compagni non verranno insigniti con le medaglie distribuite a gogò dalle istituzioni statali, ma Qualcuno li premierà perché l’hanno salvata nel migliore dei modi.
Auguriamo ai suoi compagni ed anche a lei di trovare un’accoglienza minima e di potersi inserire nelle popolazioni che li ricevono ed integrarsi in questo povero mondo che vive sulle disgrazie di chi sta male e di chi deve fuggire per sopravvivere, per non essere torturato e deve ricominciare tutto daccapo: sopravvivere e per vivere dignitosamente, se possibile.
Le statistiche dicono che, da giugno 2014, 1600 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo per incidenti vari alle carcasse che li trasportavano: la mafia del traffico umano è fiorente; si sono perfino visti migranti che pagavano lo scafista all’arrivo nel porto italiano.
L’ONU ed altri discutono, ma non modificano questo trattamento inferto ai disgraziati “migranti” accatastati indecentemente su quei barconi fatiscenti che, su promessa del parlamentare italiano Alfano, verranno distrutti … Ci mancava che venissero reimpiegati.
Proviamo a pensare al disagio di assembramento su quei barconi dove molti migranti sono seduti sui bordi del barcone, alle necessità fisiche che tutti hanno e devono espletare, a chi non ce la fa e resta cadavere sul fondo delle barche, alle necessità di cibo e di acqua che hanno. Questo è l’attuale inferno di coloro che sbarcano e che cercano accoglienza che molti stentano a dare, mentre gli scafisti si divertono a fare selfie, perché non è un fatto criminale il trasporto, ma una passeggiata ben pagata.
È ben vero che questo traffico di essere umani ha uno scopo ben preciso, gestito da stati che hanno interesse a sbarazzarsi di questi fuggiaschi e che sono accolti dai nostri compatrioti che pattugliano il mediterraneo, diventato un cimitero. Grazie a tutti quelli che accolgono in qualsiasi maniera chi si affida ad un passaggio insidioso e spesso crudele: nulla di quanto fate va perso e nemmeno dimenticato. Criminali anche quei fanatici chi spingono queste popolazioni a lasciare le loro terre e ad affrontare quei viaggi per molti mortali sulla terra e sul mare.