La morte silenziosa: avanti con gli annegamenti a sorpresa/Silent Death: On We Go with Surprise Drowning


1) Strage di migranti: si temono 950 morti. “Chiusi in stiva come topi”
Un superstite ha raccontato che a bordo del peschereccio c’erano 700 uomini, 200 donne e 50 bambini.
Attenzione! Non si tratta di un solo naufragio, ma un altro naufragio a Rodi è avvenuto con 200 migranti a bordo. Queste non sono storie infinite, ma crimini infiniti e criminali da mettere al muro.
CRONACA ITALIA ULTIME NOTIZIE 20 APRILE 2015 di Davide Falcioni (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata, fonte fanpage.it)
Immigrati: sbarcati a Palermo 1.200 profughi. È stata definita la più grave tragedia del mare del dopoguerra, ma il rischio, ancora una volta, è che oltre al cordoglio da social network e la retorica di molti politici non cambi praticamente nulla. Il bilancio della strage dei migranti a largo della Libia poteva essere evitato se non fosse stata eliminata l’operazione Mare Nostrum, sostituita con una dal nome beffardo – Triton, Dio dei Mari – che però si prefigge l’unico scopo di pattugliare le acque nazionali senza prestare soccorso laddove sempre più spesso le tragedie si consumato. I numeri dell’ecatombe si annunciano più alti del previsto. Secondo quanto raccontato da un superstite, infatti, sull’imbarcazione erano presenti quasi mille persone: per l’esattezza 700 uomini, 200 donne e 50 bambini. La maggior parte di loro era stipata nella stiva e la loro sorte è stata segnata da subito. Da quando cioè gli scafisti li hanno chiusi all’interno bloccando i portelloni.
Mentre proseguono le ricerche di eventuali superstiti, prende lentamente forma la dinamica della catastrofe. A quanto pare la barca, piena all’inverosimile ma lunga solo 20/30 metri, si sarebbe rovesciata dopo che i suoi occupanti, vedendo arrivare da lontano un mercantile, si sono affacciati dallo stesso lato, sbilanciano i pesi e provocando il capovolgimento. È così che, in una manciata di minuti, centinaia di persone sono morte in quella che, ora dopo ora, appare come la più grave tragedia del mare della storia recente. I sopravvissuti tratti in salvo sono 28, le vittime accertate 24. A bordo, tuttavia, c’erano quasi mille persone, tutte salpate da Zuara, in Libia, dopo che il peschereccio era partito dall’Egitto.La Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini sono coordinate dalla Guardia Costiera e dalla Questura di Catania. Ma oltre alle responsabilità giuridiche, ci sono quelle politiche: le più gravi. Dopo i 366 morti della strage di Lampedusa ci si attendeva maggiore attenzione verso il destino dei migranti: invece ancora una volta il cinismo ha avuto la meglio. L’operazione Mare Nostrum, che aveva permesso di salvare migliaia di persone, è stata sostituita – grazie al voto favorevole del Parlamento – da Triton, operazione di pattugliamento che non ha finalità di soccorso. (continua su: http://www.fanpage.it/strage-di-migranti-si-temono-950-morti-chiusi-in-stiva-come-topi/#ixzz3XpwVUVjX).
– SIRACUSA, 23 Aprile – Sono arrivate ieri nel porto commerciale di Augusta le due navi della Marina militare con a bordo 488 migranti, tra i quali 133 minori e tra questi molti bambini – che tre giorni fa erano stati intercettai nel Canale di Sicilia nell’ambito dell’operazione “Mare nostrum”. È la prima volta che in uno sbarco si registra un numero così elevato di minori. Intanto, altri 460 migranti sono sbarcati stamane nel porto di Pozzallo. (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata). Ansa del 23/04/2015.
2) Da Alfano: da “Barche dei trafficanti saranno distrutte” MINORI SBARCATI IN ITALIA TRIPLICATI IN 4 ANNI
(Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata, Ansa del 19/04/2015)
“I minori migranti arrivati in Italia dal 1 gennaio 2014 al 31 luglio sono 14.000 circa, il triplo di quelli arrivati nel corso dell’intero 2011, anno della Primavera Araba, quando furono circa 4.500”. A fare il punto sull ‘emergenza nell’emergenza’ è Viviana Valastro, responsabile protezione minori migranti di Save the Children. “Quelli sbarcati nei primi sette mesi del 2014 – spiega all’ANSA – sono circa il 16% rispetto al totale degli 88.000 migranti arrivati nello stesso periodo sulle nostre coste. Di questi, 8.600 non erano accompagnati da un adulto”. Tra di loro, un numero sempre crescente è rappresentato da adolescenti che provengono dall’Eritrea (2.737), da dove scappano per via della dittatura, e dall’Egitto (1.118), che lasciano per povertà e mancanza di lavoro. “Mentre 5.400 sono, invece, quelli che hanno viaggiato con uno o entrambi i genitori e che provengono, a partire dal 2013, sempre più spesso dalla Siria” precisa Valastro.
UNHCR: 1900 MORTI DALL’INIZIO DELL’ANNO – Dall’inizio dell’anno, secondo un bilancio dell’UNHCR, quasi 1.900 persone sono morte mentre cercavano di raggiungere via mare l’Europa, 1.600 dall’inizio di giugno. Complessivamente, gli arrivi sono stati 124.380, di cui ben 108.172 in Italia (al 24 agosto) tra i quali almeno 14 mila minori di cui 8.600 non accompagnati.
Siamo arrivati all’ultimo mortale disastro delle carrette che trasportano migranti, ultimo per modo di dire perché ce ne sono stati altri molto vicini e con meno morti sebbene morti disperati e disperate; un conteggio approssimativo, non totalmente confermato, dice di quest’ultimo per ora con 950 persone a bordo, di cui una ventina di morti e una ventina di uomini tratti in salvo da più navi militari e civili accorse sul posto che hanno assistito al dopo disastro impotenti e trovato solo quello che resta delle carrette, i corpi più giù adagiati sul fondo del mare
Doveroso ringraziare tutti quei marinai che al Pronto Allarme iniziano a prepararsi per un salvataggio il più veloce possibile, che col passare del tempo si trasforma in un ripescaggio di cadaveri di ogni età e sesso. Di questo terribile compito morale e civile si parla pochissimo sui media se non per casi eccezionali come questo, ma sono tanti quei marinai che – abituati sì, abituati no – a quel massacro inumano, restano segnati emozionalmente e psicologicamente dalla tragedia che ha fatto sparire quei corpi o gli ha fatto ritrovare fra le mani corpi che la morte aveva già ghermito come i giorni scorsi, come i mesi scorsi, come gli anni scorsi. Non si è mai abituati al peggio: un marinaio padre ritrova un bambino che assomiglia al suo ed il paragone è visibile nella rabbia e nel pianto di non essere riuscito a dare speranza a quel corpo ormai cadavere.
Aiutiamo anche quei marinai, veri eroi nascosti e spesso misconosciuti, ma che si prodigano all’inverosimile per salvare il salvabile alla faccia di quei politici europei che apprendono impassibili la fine di tanti esseri umani e poi li trasformano in cifre e tutto finisce lì. È da anni che si parla di fermare nelle terre di partenza e sulle spiagge dove i mercanti di morte radunano i loro profitti umani che spingono all’inverosimile su quelle carrette più gente possibile per guadagnare al massimo sulla pelle di chi sperava di cambiare tipo di vita per se stessi e per i propri figli. Ma i vari ministri parlano, gridano se vogliamo anche al parlamento europeo, poi tutto ritorna come prima. In tanti di questi rappresentanti ufficiali, politici e non, di esseri umani si sono recati sulle coste del Mediterraneo diventato ormai un cimitero superiore ai cimiteri di guerra, ma poi i futuri morenti sono ancora sulle spiagge della Libia o vicino in attesa del loro turno che nessuno riesce ancor oggi a fermare con tutta una serie di torture per mantenere questi disperati meno aggressivi, tra cui torture botte, sete, mancanza di cibo. Ricordiamo anche delle mamme, dei figli, parenti che piangeranno il non arrivo in Italia dei loro cari, ma ormai le acque hanno coperto i loro cadaveri e non resta che piangere e manifestare contro chi promette e non mantiene mai per mille scuse più o meno valide.
Inutile ricoprire cariche se poi non si sanno gestire i veri compiti che quelle cariche comportano. Via! Lasciate il posto a chi ha visto, ha sperimentato sulla propria pelle quelle tragedia e saprebbe come fare veramente; ma tutti aspettano che il tempo passi. La tragedia dei trecento morti dell’anno scorso è passata, ce ne sono stati altri, 50/60 bambini appena morti, probabilmente abbracciati alle loro mamme in fondo alla stiva dove i gas dei motori li hanno uccisi prima dell’annegamento.
Cosa ci si aspetta da una Europa che, dopo anni, spende per l’Italia come sovvenzione dovuta, ma poi si ferma lì? Qualche soldo, poche direttive mirate a fermare la delittuosa criminalità dei mercanti di morte che non aspettano che il prossimo carico riparta e stanno già ammassando in terra e sulle sponde i futuri candidati alla roulette russa dell’attraversamento del Mar Mediterraneo diventato un killer a sua insaputa e non funzione.
Perché qualche politico non parte assieme ai migranti su una carretta dalla Libia? Parlano tanto, ma non si muovono molto se non per ricevere ovazioni e sorrisi. Guardiamo sul fondo del mare profondo solo 27 m. E cerchiamo con l’immaginazione di alleviare la morte di chi troviamo sul fondo alla mercé dei pesci e di altri animale del mare, unici compagni di chi non è ricuperato. Meno chiacchiere, ma propositi, azioni serie ed impegnative; anche se molti governi se la prendono per quello che di loro si dice, questi sono veri e propri genocidi orribili, crudeli e perversi.
Aggiungiamo che a ruota del naufragio sulle coste libiche, l’altro naufragio di Cipro del 20/04/2015 non è meno importante, frutto di criminali, delinquenti che vanno perseguiti per il loro sporco mercato di esseri umani. Non sono gli unici naufragi: mancano quelli che si aggiungono in altre parti dove c’è traffico di umani disperati e delinquenti che si perpetuano e creano uno sporco lavoro che a loro rende soldi e ad altri umani morte.
Poi, quando arrivano, dove sono accolti i migranti? Sono ormai troppe le lamentele di istituzioni o organi ufficiali che trovano questi centri inadeguati all’ospitalità ed all’educazione dei minori, e allora oltre al danno di essere arrivati in terre sconosciute, si aggiunge per questi bambini migranti la delusione di essere a mala pena tollerati come pure l’argent de poche che sparisce, ma non nelle tasche dei migranti. “Oggi, alcune tra le organizzazioni più attive e impegnate da anni nella promozione dei diritti dei minori migranti – AIBI, Amnesty International, Caritas Italiana, Centro Astalli, CIR, CNCA, CNCM, Comunità di Sant’Egidio, Emegency, Intersos, Save the Children Italia, Terre des Hommes – si mobilitano insieme, per la prima volta, alla vigilia del semestre di presidenza italiana al Consiglio UE, per porre al Governo e al Parlamento Italiano alcune richieste specifiche per far fronte alle condizioni critiche e inadeguate di accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia, e di quelli che arriveranno nei prossimi mesi”.  (continua su: http://www.amnesty.it/comunicati-stampa/L/IT/YY/2014/MM/6).
Da In.topic (tutti i diritti riservati all’autore e alle testate) del 21/04/2015 ricordiamo anche dei volontari uccisi o feriti gravemente di cui si parla pochissimo: un’opera silenziosa senza smanie di presentarsi o di parlare al Parlamento; volontari morti mentre aiutano coloro che hanno necessità di essere aiutati. Il Direttore generale dell’UNICEF Internazionale Anthony Lake annuncia: “Piangiamo e partecipiamo con dolore alla morte di nostri quattro colleghi dell’UNICEF a Garowe nel Nord della Somalia, altri quattro sono stati gravemente feriti. L’attacco, con un ordigno esplosivo non era mirato contro di loro ma contro tutte le persone che aiutavano. Speriamo che i vari stati provvedano degnamente a ricordarle le loro vite donate all’umanità.
3) Nuovo orrore dell’ISIS. A Tikrit fossa comune con 1700 corpi
In Iraq, nella zona occupata dai miliziani jihadisti, trovati resti di centinaia di cadaveri: secondo la Cnn, dovrebbero essere di soldati di cui era stata rivendicata l’uccisione dallo Stato Islamico nello scorso giugno.  Cronacaultima Notizie 7 APRILE 2015 07:47 di Biagio Chiariello e Fanpage.it (tutti i diritti riservati all’autore e alle testate).
Almeno dieci fosse comuni sono state rinvenute a Tikrit, la città nell’Iraq settentrionale che l’esercito di Baghdad e le milizie sciite hanno liberato dallo Stato Islamico. All’interno ci sarebbero fino a 1.700 corpi, ovvero i soldati iracheni che l’ISIS sostiene di aver ucciso lo scorso giugno a Camp Speicher, base militare irachena vicino a Tikrit. È la Cnn a dare la notizia. L’emittente americana precisa che le fosse sono state scoperte nel complesso del palazzo presidenziale appartenuto all’ex dittatore Saddam Hussein e trasformato dall’Isis in quartier generale in città. “Abbiamo scavato nelle prima fossa e finora abbiamo rinvenuto 20 corpi. Le indicazioni iniziali mostrano in modo indiscutibile che si tratta delle vittime del campo Speichern, afferma un membro del team forense inviato a Tikrit, sottolineando che “la scena che ci siamo trovati davanti era straziante. Chi può uccidere 1.700 persone a sangue freddo?”.
Il massacro dell’ISIS a Tikrit
Secondo quanto riferito dalla Cnn, sarebbe stato uno dei soldati, sopravvissuto fingendosi morto, a spiegare come i miliziani dello Stato Islamico hanno catturato, massacrato e quindi seppellito i soldati. Questi ultimi sono stati fatti marciare fino al complesso del palazzo presidenziale, dopo aver garantito loro che sarebbero stati liberati nell’ambito di uno scambio di prigionieri. Ma una volta all’interno del compound, i soldati sono stati divisi in piccoli gruppi, giustiziati e gettati in fosse comuni, ha raccontato il sopravvissuto, che dice di essere a sua volta buttato in un fiume creduto morto. Non è ancora chiaro come questi soldati siano stati catturati dall’ISIS. Secondo i familiari, avrebbero ricevuto l’ordine di lasciare la base e recarsi a Baghdad, disarmati e in abiti civili. Il ministero della Difesa, però, smentisce, affermando che questi uomini avevano disertato. I resti sono stati inviati nella capitale irachena per l’esame del Dna, che ne stabilirà l’identità. (continua su: http://www.fanpage.it/nuovo-orrore-dell-isis-a-tikrit-fossa-comune-con-1700-corpi/#ixzz3Xpc4rzSp http://www.fanpage.it).
Non si può non commentare quanto si legge sui quotidiani delle ultima stragi in mare, leggere anche tra le righe quanto succede prima in terra a questi disperati che vengono sottoposti ad ogni genere di tortura per aumentare i costi del trasbordo. Ormai i vigliacchi mercanti del traffico degli schiavi umani (chiamiamoli pure schiavi perché tali sono nelle mani di quei delinquenti bastardi) godono di una strana immunità che non si spiega bene se non con connivenze che non si conoscono, ma che ci sono dai vari reportage di reporter senza peli sulla lingua e senza paura. Questa immunità ha portato avanti il numero di morti e di future malattie di connivenza e di disturbi mentali in questo tragico esodo: ma chiamiamolo pure genocidio; anche se non si conoscono con esattezza il numero di morti sui sopravvissuti, è genocidio puro e bestiale per arricchire un po’ tutti e per tutti intendo sia chi manovra il mercato, ma anche chi lo protegge, chi tira in lungo con le leggi che non arrivano mai, chi aspetta a nominare inutili commissioni di esperti, mentre l’unica via è l’azione, anche militare, per fermare questi delinquenti che hanno amici in tutti i distretti e nazioni, per non parlare anche di connivenze di accoglienza che vanno oltre lo sforzo di volontari veri e di istituzioni coerenti con la loro funzione e non, come è già avvenuto coinvolte in corruzione. Non soffermiamoci solo su quanto commentano i nostri politici: andiamo oltre, perché del marcio c’è proprio oltre, e tanto, come compare in continuazione sui media che è una percentuale di quello che circola nell’Italia. Certe sparate politiche non servono a nulla e non serve nemmeno chi si autonomina esperto di problematiche di migranti e chiosa a vanvera; ascoltiamo voci che non parlano di tesoretti che non esistono e vogliono illudere, ma di chi veramente sa le potenzialità dello stato e non fa illusioni di sorta e lo dice chiaramente senza le solite infiorettature politiche di cui soffrono molti politici che pensano solo a farsi una clientela e di proporsi per posti in cui fanno più danno che altro.
Ascoltiamo o leggiamo quanto riporta Angelo Panebianco. “Angelo Panebianco
Martedì, 24 Febbraio 2015 – Corriere della Sera (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata). “Mentre la politica discute se toccherà al nostro Paese la guida di un’eventuale missione militare di pacificazione (non chiamatela guerra, per carità) in Libia quando e se l’Onu darà il benestare, da diverse fonti emerge l’impreparazione dell’Italia di fronte ai nuovi pericoli. Il generale dell’aeronautica Leonardo Tricarico, già vicecomandante della missione in Kosovo, in una drammatica intervista all’ Espresso di questa settimana, spiega che l’Italia non solo non è pronta per intervenire in Libia ma non ha neppure la capacità di difendere adeguatamente il nostro territorio.” Chi vuol capire capisca come siamo ridotti senza mezzi termini e bugie varie.
Ringraziamo invece la Marina Militare, gli avvistatori aerei, i telegrafisti e coloro che stanno in ascolto di chiamate anche lontane per organizzare i soccorsi, i pescatori che non si sottraggono alle chiamate di soccorso rinunciando al loro guadagno giornaliero necessario alle loro famiglie e che si prestano ad ogni ora a soccorrere chi è in gravi necessità, per poi magari arrivare troppo tardi: ricordiamo che queste persone vivono uno stress tremendo che si porteranno fino alla fine dei loro giorni: avranno sempre nel loro immaginario le scene tragiche che hanno vissuto di persona senza riflettori o telecamere o media. Ricordiamo anche tutti quelli che hanno compiti nell’assistenza di questi migranti: anche loro vivono di stress continuo e di immagini indimenticabili!
4) ISIS: bambina di 9 anni stuprata da jihadisti, è incinta
Portata in Germania per cure ma rischia vita con parto (www.fanpage.it/a-9-anni-rapita-e-stuprata-dai-militanti-isis-la-denuncia-di-un-operatore-umanitario– 13 aprile 2015).
Nemmeno il fatto di avere 9 anni ha salvato una bambina della minoranza yazida dall’essere stuprata da 10 jihadisti appartenenti all’ISIS. Ne dà notizia il sito dell’Independent secondo cui la piccola è ora incinta. Dopo la fine della terribile prigionia fra gli uomini dello Stato Iislamico la bambina è stata portata via dall’Iraq grazie all’intervento di una ONG curda ed è ora in cura in Germania. Secondo la testimonianza di Yousif Daoud, un operatore umanitario ritornato dalla regione, la piccola sarebbe rimasta ”mentalmente e fisicamente traumatizzata” dopo gli abusi patiti e si teme che non possa più superare quei giorni da incubo. ”La ragazza poi è così giovane che può morire se mette alla luce un bambino – ha aggiunto Daoud – anche un taglio cesareo è pericoloso”. (fonte:  fanpage.it).
5) Pakistan, giovane cristiano bruciato vivo in strada da coetanei
Bruciato vivo perché cristiano: è accaduto la settimana scorsa in Pakistan, a Lahore, a un adolescente. Due coetanei lo hanno fermato, picchiato, quindi cosparso di liquido infiammabile prima di dargli fuoco: “Nauman Masih è in condizioni molto critiche, con respirazione assistita e con il 55% del corpo ustionato”, spiega il responsabile dell’ospedale Mayo di Lahore, nell’est del Paese, aggiungendo che “quando il 55% del corpo è bruciato ci sono poche possibilità di sopravvivere. Masih può parlare ma non agevolmente”.
Stando a quanto riferito dal giovane alla polizia, il ragazzo sarebbe stato avvicinato venerdì scorso da due uomini che indossavano un velo e gli hanno domandato di che religione fosse. “Lui ha risposto che era cristiano e lo hanno colpito, lo hanno ricoperto di cherosene e gli hanno dato fuoco”, ha spiegato l’ispettore di polizia Safdar Ali.
Secondo gli ultimi sondaggi i cristiani in Pakistan rappresentano l’1,5% del totale ma da mesi subiscono un’escalation di violenza soprattutto a Lahore, capoluogo della provincia del Punjab, dove alcune settimane fa un attacco contro due chiese rivendicato dal gruppo Jamaat-ul-Ahrar ha provocato 15 morti e 75 feriti. A novembre, invece, ad avere la peggio è stata una coppia di cristiani, prima linciati dalla folla poi bruciati con l’accusa di aver profanato il Corano.  (Continua su: http://www.fanpage.it/pakistan-giovane-cristiano-bruciato-vivo-in-strada-da-coetanei/#ixzz3XOLAp6SY http://www.fanpage.it).
Queste due notizie non dicono nulla di nuovo, ma si ripetono in continuazione, anche se quando si leggono lasciano sempre impreparati alla violenza e all’odio, all’ignoranza, alla superstizione, alle rivalità tribali, nessuna educazione critica, contagio emozionale, droga, insomma tutto quanto l’umanità dovrebbe aver già in parte superato, ma che si ripresentano come novità tristi e crudeli: l’uomo è destinato male in questo modo e la corruzione dilaga invece di diminuire; la falsa umanità continua a dilagare tra istituzioni ed uomini di comando (scusate: che dovrebbero essere al servizio della popolazione). Lo sdegno potrebbe anche leggersi nell’ultima notizia di migranti ricchi che su uno yachtsono arrivati in Italia al modico prezzo per persona di 8500 euro. Anche tra i migranti non c’è comunanza di disperazione: molti sembra vadano in gita e non sono solo quelli dello yacht! (da Angelo Panebianco – tutti i diritti riservati all’autore e alla testata – Martedì, 24 Febbraio 2015 – Corriere della Sera:
“Mentre la politica discute se toccherà al nostro Paese la guida di un’eventuale missione militare di pacificazione (non chiamatela guerra, per carità) in Libia quando e se l’Onu darà il benestare, da diverse fonti emerge l’impreparazione dell’Italia di fronte ai nuovi pericoli. Il generale dell’aeronautica Leonardo Tricarico, già vicecomandante della missione in Kosovo, in una drammatica intervista all’ Espresso di questa settimana, spiega che l’Italia non solo non è pronta per intervenire in Libia ma non ha neppure la capacità di difendere adeguatamente il nostro territorio. (da Angelo Panebianco – tutti i diritti riservati all’autore e alla testata – Martedì, 23 Febbraio 2015 – Corriere della Sera).
6) Romania: se la disabilità è un lager
Da balcani e caucaso.org (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata) (Mihaela Iordache 9 marzo 2015). “Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso”. È gradita una e-mail di segnalazione alla redazione dell’avvenuta ripubblicazione: redazione@balcanicaucaso.org
1300 bambini e ragazzi disabili morti negli istituti che li ospitavano negli ultimi 3 anni. È un dato reso noto da un’ONG romena, il CJR, che si batte per una migliore condizione dei disabili nel paese. Secondo un recente rapporto del Centro per le risorse giuridiche della Romania – organizzazione non governativa che agisce per la creazione di un quadro legale ed istituzionale che garantisca il rispetto dei diritti umani – sarebbero oltre 1300 i bambini e giovani con disabilità morti negli ultimi tre anni nel paese presso istituti dove erano ospitati. Le autorità non hanno mai elaborato alcun documento ufficiale che vada ad analizzare ed indicare le cause di questi decessi ma secondo le indagini del CJR nella maggior parte dei casi si tratterebbe di polmonite.
Il passato, il presente
Tutti porteremo per sempre nella mente gli orfanotrofi lager, le cui foto e video vennero diffusi per la prima volta all’inizio degli anni novanta dalla stampa estera, arrivata in una Romania che si era appena liberata dal regime comunista. Bambini sporchi, maltrattati, legati ai letti con filo di ferro arrugginito, picchiati e umiliati, malati e con gravi problemi fisici e psicologici.
Figli non voluti dai genitori ma voluti dal regime che inseguiva l’incremento ad ogni costo della popolazione. E il costo era spesso quello della vita delle donne che tentavano di abortire o quella di quei bambini nati con bisogno di cure e abbandonati negli orfanotrofi degli orrori.
Tutto questo avveniva 25 anni fa. I bambini che continuano ancor oggi a morire negli istituti speciali in Romania sono però bambini nati in una Romania democratica.
Dai rapporti di numerose organizzazioni internazionali e non governative emerge che in Romania nei confronti di bambini con disabilità avvengono con regolarità abusi. Viene inoltre denunciato che non è facile accedere agli istituti che li ospitano, sia per le associazioni che si occupano di diritti umani sia per stampa.
I lager vicino a te
Proprio per questo CRJ ha lanciato una campagna pubblica – anche su Facebook – titolata “I lager vicino a te”, per spingere i cittadini a contribuire al rispetto dei diritti dei bambini e dei giovani con disabilità che vivono negli istituti.
Nella campagna CRJ propone il sostegno ad un disegno di legge – presentato lo scorso 9 dicembre in Parlamento – volto a riformare il sistema della protezione dei bambini e dei giovani con disabilità mentali e la costituzione di un Consiglio per il monitoraggio, un’autorità che dovrebbe essere autonoma, con propria personalità giuridica e sotto il controllo del Senato di Bucarest e che abbia l’obbligo di promuovere visite non annunciate nelle istituzioni sociali e mediche nelle quali sono ospitati molti disabili del paese.
Le informazioni diffuse da CRJ sono il risultato di oltre 70 visite in alcuni di questi centri. Le conclusioni sono inquietanti e parlano del degrado degli spazi di alloggio e di quelli sanitari, di accesso inadeguato a mezzi per l’igiene personale, malnutrizione, utilizzo dell’isolamento come punizione e ancora di ecchimosi, uso di sedativi, inedia.
Alla radio RFI (sezione romena), Georgiana Pascu, direttrice di CRJ spiega che i giovani che vivono in questi istituti non si possono difendere in alcun modo e non si lamentano presso le autorità in quanto temono le punizioni del personale che li accudisce. Secondo CRJ che la situazione sia drammatica è stato anche confermato da un recente rapporto del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa Nils Muižnieks, dopo una visita nel paese avvenuta un anno fa.
La Romania inoltre non ha ancora implementato le disposizioni dell’articolo 33 della Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità che prevede un meccanismo di monitoraggio indipendente. Resta non chiaro il perché da oltre cinque anni la Romania rimandi l’adozione e l’implementazione del meccanismo in causa.
La stampa romena in queste settimane ha sottolineato che oltre 5000 bambini vengono abbandonati ogni anno in Romania. Spesso i genitori li portano negli istituzioni mediche per delle cure e li abbandonano. Per questi bambini la fortuna di trovare un’altra famiglia che li accudisca viene frenata dall’attuale legislazione che non sempre favorisce in tempi ragionevoli l’adozione.
La legislazione permette tuttavia la costituzione di case-famiglia destinate a bambini e giovani con disabilità. In questo modo si rende possibile la chiusura dei vecchi centri sociali. Secondo il Centro per Ricerche Giuridiche in Romania attualmente oltre 25.000 bambini e giovani con disabilità sono ancora richiusi in 717 istituti di protezione sociale.
7) Immigrazione: in 20 anni, ventimila morti nel tentativo di raggiungere l’Italia
(http://www.fanpage.it/immigrazione-in-20-anni-ventimila-morti-nel-tentativo-di-raggiungere-l-italia/#ixzz3Y2dBzmOH http://www.fanpage.it – tutti i diritti riservati agli autori ed alle testate).
I dati dell’OIM: nel 2013 in 45mila hanno rischiato la vita per raggiungere l’Italia. E negli ultimi venti anni la stima è terribile: 20mila morti.23 GENNAIO 2014 16:32 di Adriano Biondi (tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).
Mentre proprio non ci riesce di contestualizzare e valutare con obiettività la decisione di cambiare radicalmente la norma che disciplinava il reato di immigrazione clandestina, e mentre la politica continua ad approcciarsi in maniera strumentale alla questione, a riportare tutti con i piedi per terra è (o almeno dovrebbe essere) il rapporto dell’OIM Italia. L’organizzazione internazionale per le migrazioni rimette infatti al centro una questione essenziale: prima della propaganda e della polemica politica vengono i numeri ed i fatti. E i dati parlano chiaro, consentendoci anche di capire quale sia la vera “emergenza” e quali siano i veri “parametri” dei flussi migratori, in aumento sensibile ma niente affatto insostenibile, al di là delle esagerazioni che servono solo a consegnare all’opinione pubblica l’immagine dell’assedio e dell’assalto alle frontiere.
I dati parlano chiaro: “Nel corso del 2013 sono stati quasi 45.000 i migranti che hanno rischiato la vita nel tentativo di raggiungere le coste italiane e maltesi. Oltre 42.900 sono sbarcati in Italia, 2.800 a Malta. Si tratta del numero più alto di arrivi registrato nei due paesi dal 2008 (ad eccezione dell’anno della crisi libica, il 2011). In Italia, le donne sbarcate sono state oltre 5.400, mentre i minori oltre 8.300 (5.200 non accompagnati). La maggior parte degli sbarchi ha interessato Lampedusa (14.700) e il territorio siracusano (14.300)”. Per quel che concerne la provenienza territoriale, anche in questo caso a contare sono “fattori esterni”, ovvero le condizioni politico – economiche delle aree di provenienza: “La maggior parte dei migranti arrivati via mare in Italia sono stati infatti siriani (11.300), eritrei (9.800) e somali (3.200)”. Ma attenzione, perché come spiega Oropeza, direttore dell’ufficio di coordinamento OIM, si tratta “di persone che secondo la normativa italiana ed internazionale hanno diritto a ricevere protezione in Italia”.
Ma il dato più drammatico, che rappresenta una ferita aperta nel cuore dell’Europa, è quello relativo alle persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere il nostro Paese. L’OIM calcola che siano oltre ventimila le persone morte negli ultimi venti anni nel tentativo di raggiungere le coste italiane: circa 700 nel solo 2013. Numeri che purtroppo neanche stavolta serviranno a zittire cinici e sciacalli. (continua su: http://www.fanpage.it/immigrazione-in-20-anni-ventimila-morti-nel-tentativo-di-raggiungere-l-italia/#ixzz3Y2dBzmOH http://www.fanpage.it).
Questo assemblaggio di notizie che riguardano soprattutto i minori, bambini e neonati, è una tragedia che ormai ci abitua a vedere troppe azioni disumane compiute con l’indifferenza molte volte dei politici che sono sempre in riunione. Ma se si ricorda il proverbio latino “Parturient montes, nascetur ridiculus mus” cioè “la montagna ebbe grandi doglie e partorì un topolino”, forse ci avviciniamo, ma forse nemmeno del tutto, tant’è che continuamente si legge delle grandi stragi compiute da Boko Haram anche se si sta ritirando e lascia libere donne e ragazze prima catturate e sistemate per benino (cioè le restituisce per lo più incinte).
La questione migranti a che punto è ? Perché i giornali tacciono? Anche i migranti e gli scafisti fanno il ponte di fine settimana? Eppure i media specializzati citano morti di migranti in continuazione. Il mese di maggio sta ricalcando gli altri mesi: aumentano gli arrivi e gli incidenti di percorso,  tre sono morti nel tentativo fallito di raggiungere i mezzi di soccorso; le cifre odierne parlano di 40 morti, dieci morti e via via, ma la questione Libia, partenze dei migranti o altri siti non è neanche stata valutata perché continuano ad arrivare con i soliti mezzi trabocchetto di sfascio in mare.
Ho capito: per smuovere i politici ci vuole un’altra disastrosa e grande moria di migranti in mare! Siamo solo a quota mille dispersi: forse bisogna superarla per sentire le solite concioni per giorni e riunioni, ma risultati ben pochi; qualche soldo aggiunto per i ricognitori e le navi ufficiali e volontarie di passaggio (almeno ci sono loro e, grazie a loro, grazie doppio perché portano anche spesso cadaveri di annegati degli incidenti precedenti) che corrono ad aiutare quelli che sono in difficoltà o quando è già finito tutto, poi il silenzio. All’ Expo il padiglione Sicilia tanto decantato che è in decadimento, ma di sicuro lo metteranno a posto: mi sembrava di aver letto che la Sicilia era l’italiana e prestigiosa presentazione, ma i titoli dei giornali dicono diversamente ad esempio “Expo, figuraccia per il padiglione gestito dalla Sicilia: vuoto e allagato (Milano Fanpage‎ – 02/05/2015 – Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata). Vuoto e allagato. Così al debutto mondiale dell’Expo milanese si è presentato il padiglione… Deserto, sporco e allagato: il flop del padiglione siciliano all’Expo. L’ultimatum della Regione: “Sistemate o ci ritiriamo” La Repubblica‎, 02/05/2015 (tutti i diritti riservati all’autore ed alle testate).
Mi sembrava che si cantava l’Italia s’è desta, ma non si sa su che cosa; forse era un modo per addormentare gli italiani e le figure che siamo soliti fare.
Ma torniamo ai bambini che si danno da fare in tutti i modi possibili, come la neonata nel terremoto del Nepal che è sopravvissuta per 72 ore o l’altro ragazzino di 15 anni anche lui estratto dopo 72 ore; ma ora i problemi per i bambini sopravvissuti sono tanti, specie ora che si avvicina la stagione delle piogge e di case in piedi ce ne sono poche e chi sopravvive è a prova di pallottola. I giornali ci dicono che gli aiuti arrivano, sperando nell’arrivo e soprattutto nella distribuzione per tenere alla larga le solite mani lunghe.
Si moltiplicano le richieste, nazionali e non, di aiuti; molte associazioni corrono, impiantano le loro modalità di aiuto e sono davvero da onorare e ringraziare, visto che contribuiscono anche con aiuti personalizzati e non a colabrodo.
Grazie, Medici Senza Frontiere,”Save the children” ed altre associazioni veramente “Umane”. Si vedono anche volontari veramente tali che scaricano gli aiuti, che disinfettano bruciando cadaveri di ogni genere anche umani (secondo le locali tradizioni che oserei dire molto sagge per l’evento ed il luogo).
Poi si rileggono le solite criminalità di Boko Haram con uccisioni di bambini, vecchi, donne, non prima di averli torturati (e lo sanno fare molto crudelmente) oppure con decapitazioni, con l’immancabile testa appoggiata sul petto.
Spero sempre in quel Qualcuno che guarda e vede uccidere quello a cui ha dato vita e che è distrutto dall’odio insito nell’uomo e fomentato dal precursore di satana. Aiutiamo tutti i bambini indistintamente, anche se non si sa più chi aiutare, perché i casi che emergono sono tanti, anche se alcuni sono passati sottovoce dai media, ma urlati dai volontari che scrivono e ci dicono cosa succede veramente senza mezzi termini e magari rimettendoci la pelle. Ci auguriamo che anche i terremoti abbiano pietà dei bambini tutti, quelli accompagnati e soprattutto quelli non accompagnati, che purtroppo e spesso sono rapiti da criminali crudeli e maledetti. Purtroppo le guerre e i disastri naturali sono fonte di guadagni per chi ci specula ed oserei dire che sono parecchi. Delle telefonate fatte da costruttori vicino all’Aquila, quando ci fu il terremoto, parlavano di affari da fare nella ricostruzione e così alcuni balconi furono costruiti con assi di legno e le ditte costruttrici erano scomparse… Perciò leggiamo bene non gli scritti, ma tra le righe degli scritti dei media e non lasciamoci incantare dalle voci ultraprofessionali delle presentatrici di turno.