Il vergognoso Natale sott’acqua dei bambini migranti spiaggiati o sepolti in fondo al mare dal criminale traffico umano. /The Shameful Submerged Christmas of the Innocent Little Migrants Whose Dead Bodies End Up on a Beach or are Buried at the Bottom of the Sea by the Criminal Trafficking of Human Beings.

Fioccano le notizie sui bambini spiaggiati e morti in altre circostanze mentre cercavano un modo per poter vivere coi loro genitori senza paura. Paura di morire, di non riuscire a sopravvivere per la mancanza di tutto. Se qualche anno addietro questi bambini vivevano alla meno peggio,ora sono proprio allo sbando completo. Se ci sono i genitori se li tengono stretti a loro cercando di dare loro sicurezza fisica, cibo e altro, ma molte volte anche queste esigenze basilari mancano. Si incamminano sui sentieri criminali del traffico attuale disumano e affrontano, se possono, i sacrifici e le ingiustizie di questo mercato indegno e sopportato ancora dalle nazioni unite o disunite. Una vergogna senza pudore, né limiti; ma si va avanti in tutti i sensi. E la novità è che i media iniziano a mostrare le foto dei bambini morti nel Mar Mediterraneo ed Egeo: corpi galleggianti che dondolano col le onde e poi finiscono sulle spiagge o sugli scogli in mille posizioni indegne per quelle creaturine ormai senza vita.
Ma dietro questi scoop veritieri e giusti da sbattere in faccia ad un mondo crudele c’è anche la ricerca di macabre esclusive.

I bambini stanno anche imparando che esistono adulti che li rapiscono per diventare soldati e allora scappano di casa ed è la fine, perché non sanno più dove andare senza soldi. Dalle 484 pagine del Rapporto della Commissione d’inchiesta ONU sui diritti umani in Eritrea dello scorso mese di giugno 2015 si afferma che il governo di Asmara avrebbe commesso “crimini contro l’umanità nei confronti della sua popolazione”. Così i bimbi vanno via. A 10 o 12 anni seguono i ragazzi più grandi, quasi per gioco. Vanno via per non diventare militari a vita (il servizio militare inizia a 16 anni, e finisce dopo i 55 anni compiuti), per non subire più le punizioni corporali in classe, per inseguire il sogno della libertà. Sono soli e se si aggregano a gruppi di migranti sono sempre soli: tranne che in qualche pietoso caso umano (Interris.it dicembre 2015), molte volte è la fine fisica per mille motivi che comportano un viaggio di migliaia di chilometri da soli.

Pensiamo, per i cattolici, al S. Natale che passeranno questi bambini che annaspano fra le onde, che li spingono avanti e indietro sulle spiagge o su lidi di scogli o in paesi sconosciuti ed ostili: questo è il loro Natale, la loro festa, la loro gioia attesa per giorni e finita senza sorrisi, senza momenti di festa, soli, affogati, in balia delle onde che fanno loro da pietoso lenzuolo o, ancor peggio, da pasto ai pesci.

Questo è lo scenario di questa Festa attesa proprio dai bambini che la sognavano da un pezzo, anche senza regali o piccole cose, sperando solo che potesse rallegrare una vita grama, paurosa, ansiosa e stremata, fatta di fuga dalle guerre o dal nulla creato dall’uomo, del traffico che distrugge nel profondo a suon di captagon o altro, per rendersi ancora più feroce su umani che poi assomigliano ai loro figli. Un uomo ormai mostro. Ma restiamo con le foto dei bambini spiaggiati che aumentano di giorno in giorno, ora sempre più frequenti in Turchia/Grecia, guadiamoli bene e confrontiamoli coi figli, coi nipotini oppure anche coi bambini che si sono aggregati al mucchio di umani che fuggono, senza genitori, mangiando quello che fuggitivi o volontari del momento danno loro; riflettiamo su di loro e sui loro pensieri e visioni che li spingono al destino crudele verso cui si erano incamminati.

Dio non può perdonare questi insulti agli esseri che ha creato e ai loro angeli custodi che non li possono proteggere del tutto, quando gli artigli della morte li ghermiscono.

Abbiamo pietà vera per loro e, se possiamo aiutarli, aiutiamoli: anche una tomba è un aiuto umano. Non rinchiudiamoci nella solita vita del giorno, aiutiamo chi ha qualsiasi necessità: niente cade nel nulla, ma Qualcuno scrive ogni nostro atto.

È triste leggere solo ora il numero dei bambini che non riescono a raggiungere le mete prefisse ed è più triste vedere le foto dei bambini galleggianti, magari col pannolino zuppo perché molto piccoli.

Ricordiamoli, cioè non dimentichiamoli: erano il nostro futuro che diventa sempre più disgraziato.

Mi sorge un dubbio molto atroce: perché solo ora, da qualche mese a questa parte, fotografano i bambini morti, mentre per anni non li hanno mai fotografati o pubblicati? Perché?

1) Pedocriminalità. Cronaca Varese, 17 Novembre 2015, di Francesco Loiacono (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – www.fanpage.it)

Una suora è a processo a Busto Arsizio (Varese) con l’accusa di aver abusato sessualmente di una ragazza all’epoca dei fatti appena dodicenne. La giovane nel 2011, all’età di 26 anni, si tolse la vita. Dai suoi diari i familiari scoprirono le presunte violenze. I PM hanno chiesto 9 anni e 9 mesi di carcere per la religiosa. Una storia di presunti abusi sessuali e di una tragedia purtroppo reale. È quella di una ragazza residente a Busto Arsizio, nel Varesotto, che si uccise nel 2011 all’età di 26 anni dopo lunghi anni di presunte violenze sessuali da parte di una suora. Adesso la religiosa, la 55enne M.A.F.,  nel frattempo arrestata e poi rimessa in libertà dopo un periodo passato nell’ex ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Siviere (Mantova), è a processo di fronte al tribunale di Busto Arsizio, dove l’accusa ha chiesto per lei una condanna a nove anni e nove mesi di reclusione. Gli abusi sarebbero iniziati quando la ragazza aveva solo 12 anni Secondo i pubblici ministeri Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini, gli abusi sarebbero iniziati in una parrocchia di Busto Arsizio tra il 1997 e il 1998: allora la ragazza aveva solo 12 anni, ma le violenze sarebbero poi proseguite per diverso tempo A scoprirle furono i genitori della ragazza, che dopo la sua morte trovarono nei diari della loro figlia decine di lettere scritte dalla suora. Assieme ad e-mail e sms inviati alla giovane per l’accusa costituiscono le prove degli abusi compiuti dalla religiosa sulla giovane. Proprio grazie a queste prove la suora, che nel frattempo era stata trasferita nel Milanese, venne arrestata dalla squadra mobile di Varese. I PM hanno chiesto ai giudici di non concedere le attenuanti generiche per la donna, accusata anche di atti persecutori nei confronti della ragazza. La prossima udienza è prevista per il 24 novembre: interverranno i genitori della ragazza, che si sono costituiti parte civile e i difensori della religiosa. Citata per responsabilità oggettiva anche la congregazione alla quale la suora appartiene, le Figlie di Maria Ausiliatrice: per il legale dei familiari della ragazza non avrebbe vigilato sul comportamento della loro consorella. (Continua su: http://milano.fanpage.it/chiesti-nove-anni-per-una-suora-avrebbe-abusato-di-una-ragazza-che-poi-si-suicido/http://milano.fanpage.it/).

2) Migranti, corpi di due bambini trovati su costa turca (16 dicembre 2015).

Migranti, i corpi di due bambini trovati da pescatori in Turchia. I due bambini, probabilmente rifugiati siriani, indossavano giubbotti di salvataggio quando i loro cadaveri sono stati trovati da alcuni pescatori al largo di Cesme. (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata). MONDOULTIME NOTIZIE 16 DICEMBRE 2015 – 13:37 di Susanna Picone (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

Altri due bambini sono annegati probabilmente nel tentativo di raggiungere con un gommone le isole greche. I loro corpi sono stati ritrovati ieri da alcuni pescatori sulla costa turca di Cesme, nella provincia di Smirne. Avevano addosso dei giubbotti salvagente e probabilmente erano dei rifugiati siriani di 6 e 2 anni. Secondo quanto riportano i media locali, alcuni pescatori hanno recuperato i piccoli cadaveri, che galleggiavano sull’acqua, e li hanno portati ai guardacoste della provincia di Izmir. Sempre ieri, su una spiaggia di Kas, nella provincia di Antalya, la Guardia costiera turca avrebbe rinvenuto altri due corpicini che erano a bordo di un gommone naufragato la scorsa notte. Secondo i dati diffusi dall’Unicef il 2 dicembre scorso, nel corso del 2015 almeno 185 bambini sono morti in naufragi nel mare Egeo, lungo la rotta tra Turchia e Grecia. Uno di questi, la cui drammatica foto ha commosso il mondo, si chiamava Aylan Kurdi ed era un bambino siriano di tre anni. Il suo corpicino senza vita fu recuperato al largo delle coste turche: insieme ad Aylan morirono anche la madre e il fratellino. Tutti, compreso il padre che si è salvato, stavano cercando di scappare dagli orrori della guerra del loro Paese. Qualche giorno fa la Procura di Bodrum ha chiesto 35 anni di carcere per i due presunti scafisti accusati di essere coinvolti nella morte del bambino.Intensificate le operazioni di controllo nell’Egeo – Ieri la guardia costiera turca, riportano i media locali, avrebbe salvato oltre 200 migranti nell’Egeo. Probabilmente i due bambini ritrovati senza vita dai pescatori facevano parte di questo gruppo. La guardia costiera di Ankara ha intanto fatto sapere di avere intensificato le operazioni di controllo nell’Egeo nel timore di nuovi naufragi alla luce delle cattive condizioni meteorologiche previste per oggi e domani. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-i-corpi-di-due-bambini-trovati-da-pescatori-in-turchia/– http://www.fanpage.it).

3) Migranti, altri 6 bambini annegati al largo della Turchia
Soccorse 200 persone e le difficili condizioni meteo fanno temere nuovi incidenti, 16 dicembre 2015

Ancora una strage di piccoli profughi nelle acque dell’Egeo.
I corpi di sei bambini, annegati in due diversi naufragi, sono stati ritrovati al largo delle coste turche, mentre le difficili condizioni meteo fanno temere nuovi incidenti in mare nelle prossime ore. Due bimbi iracheni di 2 e 6 anni sono stati rinvenuti con i giubbotti salvagente ancora addosso da alcuni pescatori nei pressi di Cesme, nella provincia di Smirne. Il gommone su cui viaggiavano, probabilmente diretto a Chios, si era rovesciato ieri. Nelle stesse ore la guardia costiera turca ha soccorso oltre 200 migranti. I corpi di altri 4 bambini, di età compresa tra 2 e 6 anni, sono stati ritrovati poche ore dopo circa 250 km più a sud, al largo di Bodrum. I piccoli sono annegati dopo che il barcone di 14 metri su cui cercavano di raggiungere le isole greche si è inabissato. I guardacoste turchi sono riusciti a salvare 58 persone di nazionalità siriana, irachena e afgana. Tra loro 22 bambini, alcuni dei quali in condizioni preoccupanti. Un piccolo siriano di 3 anni è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Già prima di queste tragedie, i bimbi annegati quest’anno tentando di attraversare l’Egeo erano quasi duecento.

Domani la Turchia parteciperà ad un nuovo summit ristretto con l’Ue sulla crisi migratoria, guidato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Ma proprio il comportamento di Ankara durante le trattative con Bruxelles, da cui otterrà 3 miliardi di euro per occuparsi di 2,5 milioni di profughi, è finito nel mirino di Amnesty International. In un rapporto pubblicato oggi l’ong denuncia che da settembre la Turchia ha fermato e trasferito centinaia di rifugiati e richiedenti asilo in centri di detenzione, dove sono stati maltrattati e, in alcuni casi, costretti a tornare nei Paesi di provenienza, tra cui Siria e Iraq. Un comportamento tenuto “in parallelo” con i negoziati e che rende Bruxelles “complice in serie violazioni dei diritti umani”. Amnesty chiede quindi uno stop alla cooperazione tra Ue e Turchia “finché queste violazioni non saranno oggetto di indagine e si concluderanno”. Secondo il rapporto, tra l’altro, questi abusi “contrastano con l’approccio generalmente favorevole e umanitario delle autorità turche fino al settembre di quest’anno”. Proprio quando sono decollate le trattative con Bruxelles per rafforzare i controlli alle frontiere e ridurre i flussi di migranti.

Migranti, i corpi di due bambini trovati da pescatori in Turchia. I due bambini, probabilmente rifugiati siriani, indossavano giubbotti di salvataggio quando i loro cadaveri sono stati trovati da alcuni pescatori al largo di Cesme.
MONDO ULTIME NOTIZIE 16 DICEMBRE 2015 di Susanna Picone (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata www. Fanpage.it).

Altri due bambini sono annegati probabilmente nel tentativo di raggiungere con un gommone le isole greche. I loro corpi sono stati ritrovati ieri da alcuni pescatori sulla costa turca di Cesme, nella provincia di Smirne. Avevano addosso dei giubbotti salvagente e probabilmente erano dei rifugiati siriani di 6 e 2 anni. Secondo quanto riportano i media locali, alcuni pescatori hanno recuperato i piccoli cadaveri, che galleggiavano sull’acqua, e li hanno portati ai guardacoste della provincia di Izmir. Sempre ieri, su una spiaggia di Kas, nella provincia di Antalya, la Guardia costiera turca avrebbe rinvenuto altri due corpicini che erano a bordo di un gommone naufragato la scorsa notte. 

Secondo i dati diffusi dall’Unicef il 2 dicembre scorso, nel corso del 2015 almeno 185 bambini sono morti in naufragi nel mare Egeo, lungo la rotta tra Turchia e Grecia. Uno di questi, la cui drammatica foto ha commosso il mondo, si chiamava Aylan Kurdi ed era un bambino siriano di tre anni. Il suo corpicino senza vita fu recuperato al largo delle coste turche: insieme ad Aylan morirono anche la madre e il fratellino. Tutti, compreso il padre che si è salvato, stavano cercando di scappare dagli orrori della guerra del loro Paese. Qualche giorno fa la Procura di Bodrum ha chiesto 35 anni di carcere per i due presunti scafisti accusati di essere coinvolti nella morte del bambino.Intensificate le operazioni di controllo nell’Egeo – Ieri la guardia costiera turca, riportano i media locali, avrebbe salvato oltre 200 migranti nell’Egeo. Probabilmente i due bambini ritrovati senza vita dai pescatori facevano parte di questo gruppo. La guardia costiera di Ankara ha intanto fatto sapere di avere intensificato le operazioni di controllo nell’Egeo nel timore di nuovi naufragi alla luce delle cattive condizioni meteorologiche previste per oggi e domani. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-i-corpi-di-due-bambini-trovati-da-pescatori-in-turchia/– http://www.fanpage).

4) Nuovo naufragio nella notte a largo delle coste turche: 18 migranti sono morti, tra cui 10 bambini. ULTIME NOTIZIE 19 DICEMBRE 2015  di Davide Falcioni (http://www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata). UPDATE ore 13.25 

Nel naufragio di stanotte nel mar Egeo tra le 18 vittime ci sono anche 10 bambini. Lo afferma il sito di news turco Zaman Today. Siamo di fronte all’ennesima strage di bambini in mare. Nuova tragedia dell’immigrazione: all’indomani della Giornata Mondiale del Migrante diciotto persone sono morte nel Mar Egeo, a largo delle coste occidentali turche, mentre erano diretti verso l’isola greca di Kalymnos a bordo di un barcone. A renderlo noto sono i media di Ankara, che inoltre spiegano che 14 persone, di nazionalità siriana, irachena e pakistana, sono state tratte in salvo dalla guardia costiera turca. Le condizioni di alcuni di loro sono state giudicate gravi: ricoverati per ipotermia, non sarebbero ancora fuori pericolo. Stando a una prima ricostruzione fornita dai superstiti i migranti sono salpati dalla località balneare turca di Bodrum, nel sud-est del Paese, a bordo di una vecchia barca che si è capovolta poco dopo essere salpata, a sole due miglia marine dalle coste turche.Il naufragio della scorsa notte segue a quello di due giorni fa quando, sempre a largo della Turchia, quattro persone di nazionalità irachena sono morte dopo il naufragio dell’imbarcazione su cui stavano viaggiando nel tentativo di raggiungere la Grecia: tra le vittime anche due bambini. Poche ore prima, in un altro incidente in mare, quattro siriani, tra i quali tre minori, hanno perso la vita in acque internazionali, sempre dopo essere partiti dalla Turchia alla volta dell’isola ellenica di Farmaco.Ieri intanto è stato diramato, in occasione della Giornata Mondiale del Migrante, l’ultimo rapporto dell’Unhcr sul numero dei rifugiati, che per la prima volta dal 1992 ha superato la soglia dei 20 milioni, 700mila unità in più rispetto al 2014, solo per quanto riguarda le persone sotto la protezione dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati. Il numero complessivo di persone costrette a fuggire è invece stato stimato, per il 2015, in 60 milioni. Mai prima d’ora erano stati registrati dati simili. (Continua su: http://www.fanpage.it/nuovo-naufragio-nell-egeo-18-migranti-morti-14-in-ipotermia/– http://www.fanpage.it/).

Il regalo atteso a sorpresa  dai bambini migranti che hanno nel Mar Egeo tentato la traversata del mare a bordo dei soliti barconi scassati è tragico, indegno, schifoso ed inumano: il loro regalo è la morte in mare, trascinati sul fondo, sbattuti dalle onde che li rotolano come immondizia e qualche volta raggiungono sempre spinti dalle onde sulle spiagge sabbiose o gli scogli della Turchia o della Grecia: ecco il loro ultimo regalo.

Confrontiamolo pure con tutti gli addobbi, che dicono di crisi, delle terre lontane dalle zone di morte e pensiamoci bene: l’ultima statistica ufficiosa parla di 700 bambini morti, ma già ora sono molti di più, con le continue aggiunte di bambini dei naufragi che ormai sembra il metodo più semplice e sicuro per porre fine a molti infelici della razza umana e a diminuire la popolazione che sta asfissiando il mondo.

Che bei regali hanno avuto quei bambini, regali tutti uguali: la morte per annegamento e nemmeno un parente o quasi mai dei genitori che hanno tentato invano di salvarli, morti come animali fastidiosi all’uomo e senza qualcuno che accompagnasse le loro spoglie ad una dignitosa sepoltura. Mi sbaglio: gli accompagnatori ci sono stati; i pesci che ormai accorrono in quei posti perché per loro bambini o adulti costituiscono cibo. Nessuna colpa ai pesci, che ubbidiscono a una legge di natura; la colpa è dei soliti vigliacchi schifosi, trafficanti di esseri umani che quasi mai sono caricati su quei barconi e spinti in mare come fecero nel 1919 coi bambini armeni che erano affondate al largo.
Che razza di percorso continua a seguire il cammino dell’umanità: di giorno in giorno con terrore apro le pagine dei media per leggere non bufale, ma i naufragi che ormai sono diventati più che giornalieri e nessuno, nessun politico mette fine a questo indecente massacro: pensano ai bilanci più personali che non a quello dello stato ed a questi bambini non si pensa. Qualcuno ha indetto “la giornata del migrante”, che sembra più una presa in giro che altro. È verissimo che volontari di ogni tipo affollano quei posti di morte e dando il loro contributo possibile, ma dall’alto dei comandi non arriva nessun divieto: dai cannoni caldeggiati per fermare degli scafisti di mesi fa, evidentemente una boutade indegna, a “qualsiasi forza per fermare gli scafisti” che però non si fermano. Bambini siete il seguito di altri schifosi eccidi: nazisti, guerre tribali, popoli respinti da altri popoli o venduti ad altri popoli. “I poveri Rohingya sono da mesi su una barca laggiù senza sapere che sarà di loro  –  ha detto il Papa paragonandoli ai profughi Yazidi dello Stato islamico  –  Arrivano in una città dove qualcuno gli dà acqua e cibo e dice loro di andare via. Questo è un addio”, ha denunciato il pontefice. Si riferiva a tutti i Paesi che si sono rifiutati di accoglierli lungo il pericoloso tragitto, dalla buddista Thailandia alle islamiche Malesia e Indonesia.
Fonti:
L’odissea dei Rohingya, gli schiavi dei barconi scappati da fame e violenze etniche (continua su: http://www.repubblica.it/solidarieta/emergenza/2015/05/29/news/l_odissea_dei_rohingya_gli_schiavi_dei_barconi_scappati_da_fame_e_violenze_etniche-115531471/)  
Le minoranze più perseguitate al mondo Rohingya in Birmania. Yazidi in Iraq. Uiguri in Cina. Vessati, cacciati e uccisi. Nel nome della religione. O della supremazia territoriale. I popoli senza diritti. (continua su: http://www.lettera43.it/capire-notizie/le-minoranze-piu-perseguitate-al-mondo_43675171221.htm).
5) Nigeria, tre bambini kamikaze si fanno esplodere al checkpoint: è strage 
Nigeria, tre bambini kamikaze si fanno esplodere al checkpoint: è strage
I bambini si sono fatti saltare in aria ad un posto di blocco nel Borno causando almeno sei morti (continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-tre-bambini-kamikaze-si-fanno-esplodere-al-checkpoint-e-strage/
Kenya, musulmani proteggono i cristiani dai terroristi: “Uccideteci tutti o andate via”. Sventato assalto dei jihadisti di al-Shabab, nei pressi di El Wak, Nord del Kenya, vicino il confine con la Somalia. I miliziani avrebbero voluto fare strage, separando gli “infedeli” presenti su un bus dai musulmani. Questi ultimi però hanno fatto loro scudo a costo della vita. (Continua su: http://www.fanpage.it/kenya-musulmani-proteggono-i-cristiani-dai-terroristi-uccideteci-tutti-o-andate-via/http://www.fanpage.it/).
6)  NOTIZIE 22 DICEMBRE 2015  – 08:01 di Biagio Chiariello
Musulmani che, a costo della loro vita, difendono i cristiani dal gruppo estremista somalo Al Shabaab. Come scrive The Independent, ieri lunedì 21 dicembre, nei pressi del villaggio di El Wak, nei pressi di Mandera, nel nord del Kenya, il gruppo di musulmani ha rifiutato di obbedire agli ordini degli jihadisti che volevano far strage solo degli “infedeli” presenti su un autobus. L’obiettivo dei terroristi era separare i cristiani dai musulmani, per poi far fuoco sui primi. Ma una volta scesi dal mezzo, però, gli islamici hanno rifiutato di separarsi e di far così riconoscere i cristiani agli assalitori. “I militanti – ha raccontato un testimone – hanno minacciato di sparare a tutti cristiani e musulmani. E in passato l’hanno già fatto. Ma infine hanno rinunciato. Andandosene hanno lanciato un sinistro avvertimento: torneremo!”. “La gente del posto ha mostrato un senso di patriottismo e di reciproca appartenenza, insistendo sul fatto che al-Shabab li uccidesse insieme o li lasciasse andare” ha detto il Governatore di Mandera, Ali Roba. Nel fuggire, tuttavia, i miliziani hanno sparato sul gruppo, uccidendo un passeggero e ferendone tre. Un’altra raffica di mitra è stata rivolta ad un camion che seguiva il bus, il conducente è rimasto ucciso.
7) Ad aprile 147 infedeli uccisi all’Università di Garissa
Non è il primo drammatico episodio che avviene nella zona. Il Kenya ha vissuto un’ondata di attacchi e di rappresaglie da parte di al-Shabab, gruppo legata ad al-Qaida, a seguito della decisione di inviare truppe in Somalia per combattere gli estremisti nel 2011. Più volte in passato gli estremisti hanno portato avanti la stessa tecnica di selezione delle vittime sulla base della religione, come è successo ad aprile quando al campus universitario di Garissa furono massacrati 147 studenti “infedeli”, in una carneficina che ha ricordato nei modi le brutali violenze compiute dai miliziani dello Stato islamico in Libia, Siria ed Iraq.  Nel settembre del 2013, invece, gli stessi jihadisti si erano resi responsabili della strage al centro commerciale Westgate della capitale, con 67 morti. (Continua su: http://www.fanpage.it/kenya-musulmani-proteggono-i-cristiani-dai-terroristi-uccideteci-tutti-o-andate-via/http://www.fanpage.it/).
8) Nuovo naufragio in Turchia, 11 migranti morti, anche 3 bimbi
Migranti: ancora un naufragio in Grecia. Altri dieci morti, 5 sono bambini
A bordo dell’imbarcazione affondata a circa 13 km dalle coste turche, c’erano 25 persone: 15 sono state tratte in salvo, tre di loro sono in coma. E’ intanto arrivato ad un milione il numero di profughi giunti in Europa in questo 2015.
MONDOULTIME NOTIZIE 23 DICEMBRE 2015 – 09:38 di Biagio Chiariello (tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
Almeno 10 migranti, tra cui cinque bambini, sono morti nel naufragio di un barcone al largo delle coste dell’isola greca di Farmakonisi, nel mar Egeo, a soli 13 km dalle coste turche. Secondo le autorità elleniche l’imbarcazione nella quale viaggiavano, probabilmente proveniente dalla Turchia, trasportava 25 persone. Tra i corpi recuperati vi erano quelli di due bambini, due bimbe e un neonato. I soccorritori hanno comunque tratto in salvo 15 persone (13 uomini e due donne), tre di loro sono in coma e sono stati trasportati all’ospedale dell’isola di Leros mentre altri 2 migranti risultano dispersi. L’agenzia di stampa Dogan spiega che la guardia costiera turca sta continuando le operazioni di soccorso insieme ad alcuni elicotteri.
Un milione di migranti in Europa nel 2015 Ha superato il milione il numero dei profughi giunti quest’anno in Europa. Lo comunicano l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l’Alto commissariato ONU per i rifugiati, secondo cui molti dei migranti sono morti durante il loro viaggio della speranza: almeno 3.600 persone non ce l’hanno fatta durante il tentativo di raggiungere il luogo dove ricominciare una nuova vita. Sono esattamente 1.005.000 i profughi arrivati fino al 21 dicembre in Grecia, Bulgaria, Italia, Spagna, Malta e Cipro. Oltre l’80% dei migranti, 816.752, sono giunti in Grecia. Al secondo posto per numero di arrivi c’è l’Italia con 150.317. Seguono Bulgaria (29.959), Spagna (3.845), Cipro (269) e Malta (106). Sempre Oim e ONU, fanno sapere che la metà dei rifugiati è di nazionalità siriana, il 20% sono afghani, il 7% iracheni. Nel 2015 il nostro Paese ha tratto in salvo oltre 150.000 persone nel Mediterraneo: il dato è stato riferito il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ieri a bordo della nave `Diciotti´ della Guardia Costiera, nelle acque antistanti il porto di Lampedusa. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-ancora-un-naufragio-in-grecia-altri-dieci-morti-5-sono-bambini/http://www.fanpage.it/).
Migranti, nuova tragedia nell’Egeo: altre sei persone morte, anche 3 bimbi
Ancora vittime sulla rotta dei profughi verso l’Europa, nel tentativo di traversare il mar Egeo dalla Turchia alla Grecia. Nel frattempo la Croazia ha chiuso la frontiera, costringendo i migranti a spostarsi verso la Slovenia. (Continua su: http://www.fanpage.it/migranti-altra-tragedia-nell-egeo-altre-sei-persone-morte-anche-3-bimbi/http://www.fanpage.it/).
Teatri del passato, coi politici assopiti.
Fonti:
18 ott 2015 – Migranti, nuova tragedia nell’Egeo: altre sei persone morte, anche 3 bimbi… Dopo il doppio naufragio di ieri nel quale si sono contate almeno 16 vittime, oggi… bandiera americana è riuscita a trarre in salvo 11 profughi da un barcone alla… Migranti, affondano due barconi in Turchia: morti cinque bambini.
Migranti, in Turchia trovati sei bambini senza vita – Fanpage.it
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7 giorni fa – Due bambini indossavano giubbotti di salvataggio quando i loro cadaveri sono arrivati a riva… sono morti in naufragi nel mare Egeo, lungo la rotta tra Turchia e Grecia…. coste turche: insieme ad Aylan morirono anche la madre e il fratellino…. 5. Russia, aperta in diretta tv la scatola nera del jet abbattuto dalla Turchia. 3.
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 11 nov 2015 – Turchia, naufraga barcone di migranti: tra le vittime anche 7 bambini… Un nuovo naufragio al largo delle coste delle Turchia, dove… 3 su 5.00 basato su 1 voti…. Grecia, affonda barcone: almeno 11 migranti morti e 13 dispersi… Fanpage è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n.
Migranti, doppio naufragio in Grecia 16 morti, tra loro 3…
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17 ott 2015 – Migranti, doppio naufragio in Grecia: 16 morti, tra loro 3 bambini. Un barcone si è… L’agenzia turca Anadolu dà notizia di un altro naufragio avvenuto in Grecia. Anche in questo caso ci sono delle vittime. Sarebbero almeno… Grecia, affonda barcone: almeno 11 migranti morti e 13 dispersi. 2. Migranti, Ue …
Migranti, naufragio a Lesbo morti un bimbo di 2 anni e una…
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30 set 2015 – Il nuovo naufragio nelle acque greche: la Guardia costiera ha… Migranti, naufragio a Lesbo: morti un bimbo di 2 anni e una donna… I migranti sono stati avvistati da un traghetto che copre la tratta fra la città turca di Aivali e Lesbo, che… 47 persone ma almeno 11 risulterebbero tuttora disperse, anche se …
Migranti, affondano due barconi in Turchia morti cinque…
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5 giorni fa – Migranti, affondano due barconi in Turchia: morti cinque bambini… migranti di nazionalità irachena sono morti in seguito al naufragio di un’imbarcazione… Alla luce di ciò il nuovo dossier dell’UNHCR rende noto che nel 2015 si… comprendente anche chi non riceve la protezione dell’Agenzia, sarà reso .
Grecia, naufraga barcone di migranti tra i 26 dispersi anche…
www.fanpage.it/grecia-naufraga-barcone-di-migranti-tra-i-26-dispersi-an…
20 set 2015 – I soccorritori sono riusciti a trarre in salvo 20 migranti, ma 26… Si teme una nuova strage…. in Grecia: 26 persone, tra cui anche alcuni bambini, risultano dispersi dopo… barcone lungo la rotta tra la Turchia e la Grecia mentre due giorni fa… Grecia, affonda barcone: almeno 11 migranti morti e 13 dispersi.
Naufragio in Libia, 2 morti, 10 dispersi | Le Ultime Notizie
notizie24ore.eu/notizie/naufragio-in-libia-2-morti-10-dispersi
1 giorno fa – Migranti: altra strage al largo Turchia, 11 morti, 3 bimbi AGI – Cronaca (Oggi) – (AGI) – Ankara, 22 dic. – Nuovo naufragio davanti alle coste turche…. Turchia, 11 migranti morti, anche 3 bimbi · Condusse sulle coste salentine 14… Nel 2015 sono arrivati in Europa un milione di migranti – Fanpage · Fs: Delrio, …
Migranti, naufragio nel mar Egeo Morti anche quattro bambini
www.newsjs.com/…/migranti-naufragio-nel-mar-egeo-morti-anche-quatt…
Nuovo naufragio nell’Egeo: altri 13 bambini morti – Avvenire.it;. ​Nuovo naufragio nel mar Egeo: due imbarcazioni cariche di migranti partite dalla Turchia alla …
Migranti, sei bambini morti in naufragi a largo della Turchia…
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Migranti, sei bambini morti in naufragi a largo della Turchia. DalWeb Id Articolo: 167287 Fonte: Fanpage.it 27/11/2015 11:41:19… Programmazione Beautiful e Il
9) Ancora sangue in Nigeria dove un attentato suicida oggi ha provocato una strage tra i passanti nella città di Benisheikh, nello stato del Borno, nella parte nordorientale del Paese africano. Un episodio ancor più inquietante se si pensa che a metterlo in atto sono stati alcuni bambini kamikaze. Come ha spiegato il portavoce dell’esercito Sani Kukasheka Usman, infatti, a compiere l’attentato sono stati tre piccoli kamikaze di età compresa tra i 10 e i 15 anni di età che si sono fatti esplodere contro un checkpoint dell’esercito in strada. Da una prima ricostruzione dei fatti, sembra che i tre fossero stati fermati dai militari al poso di blocco per essere perquisiti, ma dopo qualche minuto una enorme esplosione ha squassato l’intera area provocando morti e feriti. Secondo un primo bilancio dell’attentato, l’esplosione avrebbe provocato la morte di almeno sei persone oltre ai tre suicidi, mentre i feriti sarebbero un trentina. L’attentato al momento non è stato rivendicato da nessuna sigla ma fonti dell’esercito spiegano che principale sospettato è il gruppo terroristico islamico di Boko Haram che da anni sta insanguinando la Nigeria. Del resto nella stessa regione del Borno nell’ultimo periodo l’esercito nigeriano ha lanciato diverse operazioni militari proprio contro i miliziani di Boko Haram con pesanti combattimenti. Secondo i dati di Amnesty International negli ultimi sei anni gli estremisti islamici hanno procurato circa 20mila morti nell’area e cacciato dalle loro case oltre 2,3 milioni di persone. (Continua su: http://www.fanpage.it/nigeria-tre-bambini-kamikaze-si-fanno-esplodere-al-checkpoint-e-strage/).
La solita storia che si ripete: una umanità che mostra un lato buono come quei mussulmani che a costo della propria vita hanno salvato dei cristiani e le solite carneficine in Africa, nel medio oriente e da dove non giungono notizie La crudeltà si accompagna  sempre ad esempi di umanità ultraumana; non si sa chi avrà la meglio, ma queste due espressioni si ripetono in continuazione senza scampo: ringraziamo sempre chi parte per quelle nazioni disastrate e si dà da fare, molti senza stipendio, altri furbastri no, per far crescere una popolazione che possa decentemente affrontare la vita umana,non da schiavi e cacciati dalle terre. Per loro i giorni si assomigliano gli uni e gli altri: fuga, uccisioni, torture, violenze fisiche e morali,uccisioni dei parenti o dei figli, soli per il mondo insanguinato,corrotto ed egoista.
Bambini emigranti morti e che continuano inconsapevolmente a morire perché non sanno dove si trovano e cosa può loro succedere: insomma peggio di così non si può. Molti di loro respinti dagli altri, insultati, terrorizzati e poi gli stati inerti o che fanno finta di fare quello che fanno solo pochi,volontari o delle forze dell’ordine, che non stuprano, né terrorizzano, ma aiutano e muoiono: onore e gloria a loro anche senza le solite medaglie del cavolo.
Questi sono solo esempi di umanità che fugge dalle proprie terre per non morire e finisce per morire da altre parte. Aiutiamoli come nostri fratelli,  ricordiamo che stiamo vivendo una festività religiosa, dove un bimbo, futuro Fondatore di una religione, speranza dell’umanità, nacque in una stalla perché respinto da chi dormiva in albergo. La storia si ripete (come disse Vico) anche se è una ripetizione vergognosa e crudele.
Perciò anche se non riusciamo a trasformare le feste attuali in vere feste ma solo in funerali senza nessuno, soli e con qualche animale, gridiamo tutti vendetta anche se gli innocenti non lo sanno fare bene.
Basta Natale sott’acqua: che i bambini possano vedere il sole e non piangere, se possono, e trovare le loro mamme, che li stanno cercando.
Ma aspettiamoci ancora altri cadaveri galleggianti  o spiaggiati, perché le sollecitazioni ai politici non bastano; se non mostrano il loro falso sorriso e le loro promesse fasulle si continua così, che si arrangiano sono i volontari, le associazioni umanitarie e gli organi istituzionali minori, senza escludere i tentennamenti sul da farsi perché dall’alto non partono ordini precisi e cautelativi: ora ci troviamo allo status quo, che i politici amano intensamente. Le questure, prefetture, municipi fanno quello che possono, ricevendo insulti ed altro.
Gli emigranti a loro volta arrivano a migliaia ed è logico che l’Italia non sappia più dove metterli senza suscitare rancori e ribellione. I bambini morti, quasi mille o più, restano dove sono, se dei volenterosi non li hanno recuperati e dato loro una tomba od altro. Anche a Natale ancora morti, e tanto ne arriveranno altri. Anche se Aylan ha commosso e forse scosso qualcuno, molti altri Aylan sono senza nome, senza segni di appartenenza e nemmeno i loro genitori sanno dove sono e li piangeranno per sempre.
Ringraziamo coloro che con convinzione e non per denaro (ci sono anche quelli) hanno compiuto pietose ricerche e ritrovamenti: non finiremo mai di ringraziarli, al contrario di coloro che si presentano su quelle scene per far vedere la loro faccia. Aspettiamo un anno diverso, urlante di rabbia e di pietà; peccato che non si possa dire altro, ma restiamo uniti nel gridare alla vergogna scandalosa degli stati che dormono o fanno finta di aiutare.