Violenze indegne che affiorano in Italia in diversi asili e asili nido da parte del personale insegnante che dovrebbe tutelare ed educare i bambini. Quando si metteranno controlli adeguati già presenti all’estero?/Despicable Violence Emerging in Italy in a number of Nurseries, Day Care and other Pre-School Institutions by Teaching Staff Members, Who Are Supposed to Protect and Educate Children. When Will We Get Adequate Monitoring Facilities and Provisions Already in Use Abroad?

1) Si picchiano e si torturano i bimbi degli asili nido: la prima educazione qui è la violenza.
Non c’è legge in Italia che fermi questo orrore? Quando tutto passa, si ritorna come prima: si spera che non succeda, come un certo presidente che anni fa scendendo dall’aereo a Napoli incrociava le dita. Siamo a questo punto: politica sempre, provvedimenti seri più in là nella prossima legislatura e intanto le famiglie che pagano per istruire i loro figli si ritrovano a doverli far seguire da qualche psicologo o psichiatra infantile per quanto hanno subito nella comunità che lo stato prevede, approva, ma non ispeziona e non segue, specie per quanto riguarda l’istruzione e la psicologia di chi gestisce i bambini.
Ci riferiamo a quanto già detto da anni. Telecamere e valutazione psicologica degli insegnanti e loro controllo per evitare ciò che spesso succede e si sa e quello che succede e non si sa.
Un esame preliminare e successivi controlli circa l’attendibilità psicologica per questi “educatori”  circa l’accudire i bambini, caldeggiato da anni è superato dai referendum inutili? In molte nazioni anche europee funzionano da decenni (decenni); in Italia costa troppo difendere i propri figli che in futuro porteranno queste cicatrici psicologiche per sempre anche con l’aiuto degli psicologi infantili. Possibile che ci vogliano sempre le telecamere dei carabinieri e ci siano quelle fisse e soprattutto funzionanti? Le denunce vanno fatte al più presto, senza aspettare la cruda realtà quando i fatti sono già avvenuti: allora è tardi edi segni sui bimbi ci saranno per sempre sotto altre forme di paura, terrore, insonnia, disturbi psicologici ed altro.
2) Pisa: bimbi di un asilo nido picchiati e insultati, arrestata educatrice.

Una educatrice scolastica di 58 anni è accusata di maltrattamenti ai danni di nove bambini di età compresa tra uno e tre anni. La donna su disposizione del GIP è stata posta agli arresti domiciliari. – 4 FEBBRAIO 2016 09: 54 di Susanna Picone

I carabinieri del nucleo investigativo di Pisa hanno arrestato un’educatrice scolastica di 58 anni accusata di maltrattamenti ai danni di nove bambini di età compresa tra 1 e 3 anni. L’ordine di cattura è stato emesso dal gip del Tribunale di Pisa, Giuseppe Laghezza. La 58enne, ritenuta responsabile di maltrattamenti aggravati, su disposizione del gip è stata posta agli arresti domiciliari. Determinanti per giungere all’arresto si sono rivelate le intercettazioni video-ambientali, disposte dall’autorità giudiziaria, i cui esiti hanno restituito le drammatiche sequenze delle vessazioni fisiche e morali inferte ai bambini. In alcune circostanze l’educatrice ha forzato i piccoli malcapitati a mangiare fino a provocarne il pianto. Innumerevoli gli episodi in occasione dei quali i minori sono stati colpiti alla testa, in un caso addirittura con un piatto. Volgari e ingiuriose anche le frasi proferite dall’educatrice all’indirizzo dei bambini come ad esempio “rincoglionito, oggi ti faccio del male, sciocco stai zitto, ti metto fuori al freddo, sei duro come il muro, a te oggi niente frutto, levati di torno te boia!, vai a piangere in bagno con te non ci parlo”.

“Uso sistematico della violenza” – Le rapidi indagini, avviate a novembre dello scorso anno, prendevano spunto da alcune segnalazioni pervenute circa presunti abusi commessi in un nido d’infanzia del capoluogo. Ciò che è emerso è che l’educatrice, attraverso l’uso sistematico della violenza, procurava ai piccoli dell’asilo “una condizione di soggezione psicologica e di sofferenza, costituenti fonte di disagio continuo”. Nel provvedimento del gip si parla di “una condotta abituale chiaramente indicativa dell’esistenza di un programma criminoso animato da una volontà unitaria di vessare i soggetti passivi e, in particolare, di sottoporre consapevolmente questi ultimi, piccoli in tenerissima età, a una duratura condizione di soggezione psicologica e di sofferenza”. (Continua su: http: //www.fanpage.it/pisa-bimbi-di-un-asilo-nido-picchiati-e-insultati-arrestata-educatrice/ – http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).

3) Bimbi picchiati e legati al passeggino: arrestata a Roma maestra di un asilo nido comunale. Altre due maestre sono state sospese dal loro incarico.
Le telecamere nascoste hanno ripreso urla, schiaffi, violenti scossoni dati dalle educatrici ai bambini, tutti tra i 12 e i 24 mesi, dell’asilo nido comunale “Il nido del parco”, zona Aurelia a Roma.
ULTIME NOTIZIE 20 APRILE 2016 10: 33 di Enrico Tata

Strattonati, afferrati di peso e trascinati per un solo braccio da una parte all’altra della scuola. Obbligati e forzati a mangiare, gli veniva tappata la bocca per evitare che vomitassero. Schiaffi, violenti scossoni e urla per chi disobbediva. Un inferno per i piccolissimi bambini che frequentavano l’asilo nido comunale “Il Nido del Parco, zona Aurelia a Roma. Una maestra è stata arrestata questa mattina dai carabinieri del nucleo operativo e dovrà rispondere del reato di maltrattamenti aggravati, mentre altre due colleghe sono state sospese dal loro incarico.

Le misure sono state chieste al gip dai pm della procura di Roma che hanno accertato, con intercettazioni ambientali e telecamere nascoste, quello che accadeva nelle stanze dell’asilo nido comunale “Il nido del Parco”.
 I bambini della sezione “medi”m tutti tra i 12 e i 14 mesi, venivano sottoposti a maltrattamenti fisici e psicologici dalle tre educatrici. I piccoli venivano picchiati e schiaffeggiati. Per “controllarne la vivacità” venivano spesso legati ai loro passeggini per lungo tempo oppure lasciati in disparte in castigo mentre gli altri piccoli svolgevano le normali attività educative. “Siamo sconcertati, è un fulmine al ciel sereno. Fino ad ora non avevamo nessun sentore. Non abbiamo notizia di nessuna protesta da parte dei genitori. Il nostro asilo conta una trentina di bambini”, è il primo commento che proviene dalla scuola.
(Continua su: http: //roma.fanpage.it/bimbi-picchiati-e-legati-al-passeggino-arrestata-a-roma-maestra-di-un-asilo-nido-comunale/ – http: //roma.fanpage.it/ Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata).
4) Schiaffoni, spinte e sculacciate ai bimbi dell’asilo: arrestata maestra a Rimini.

La donna di 61 anni ripresa dalle telecamere dei carabinieri dopo la denuncia di una collega che aveva notato disagio nei piccoli.
22 APRILE 2016 09: 54 di Antonio Palma (Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate – http: //www.fanpage.it/))

Avrebbe minacciato esplicitamente, spinto e schiaffeggiato i piccoli bimbi dell’asilo nido in cui lavorava come educatrice, piccoli di massimo tre anni, solo perché non erano in grado di eseguire i suoi ordini. Per questo una maestra 61enne di una scuola materna di Rimini è stata arrestata oggi dai carabinieri del comando provinciale in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Fiorella Casadei su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’inchiesta, condotta dagli stessi militari dell’arma e coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, avrebbe accertato le violenze sui piccoli anche attraverso intercettazioni e video riprese effettuate nei locali dell’asilo.


Per la donna, che ora deve rispondere delle accuse di maltrattamenti nei confronti dei minori, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Gli inquirenti avrebbero accertato che in diverse occasione la maestra avrebbe urlato contro i piccoli o li avrebbe colpiti in maniera violenta solo perché non erano in grado di fare delle cose che lei gli ordinava come tirarsi su da soli i pantaloni oppure raggiungere in tempo un luogo nell’aula dove l’insegnante aveva deciso di radunarli. La donna sembra fosse stata già sospesa dal servizio alcuni anni fa a causa della sua aggressività, per questo considerando soprattutto il pericolo di recidiva sono scattati gli arresti. L’inchiesta è partita a seguito della segnalazione di una collega della donna che aveva raccontato di aver assistito in diverse occasioni a una serie di condotte aggressive e violente che avevano portato nei piccoli un perdurante stato di ansia e terrore. Le successive indagini e le immagini acquisite giornalmente dai Carabinieri a partire dal febbraio di quest’anno hanno accertato effettivamente i comportamenti violenti della donna e oggi è scattato l’arresto. 
(Continua su: http: //www.fanpage.it/schiaffoni-spinte-e-sculacciate-ai-bimbi-dell-asilo-arrestata-maestra-a-rimini/ – http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate – http: //www.fanpage.it/)
Questi tre esempi controllati con telecamere dai carabinieri mostrano come si deve ricorrere a questi mezzi per confermare un crimine che i genitori di quei bimbi segnalavano già alle autorità o qualche maestra, incurante di quello che poteva succederle, denunciava il fatto alle autorità perché spesso e volentieri chi fa esplodere il caso non lo fa per il gusto di farlo, ma per fermare dei crimini commessi contro bimbi innocenti che avranno conseguenze pesanti.
Ci si chiede se la direttrice o direttore, ogni tanto, controllano come si comportano le maestre oppure lasciano correre, e i casi non sono noti per il buon nome della scuola. Si è già detto da qualche decennio di mettere delle videocamere nei locali degli asili e di controllare psicologicamente la stabilità mentale dei dipendenti, ma tutto è restato nelle richieste inviate alle regioni o più in alto (garanti ecc.).
Però continuano ad emergere questi episodi e non si può gridare allo scandalo quando è da tempo che si chiedono provvedimenti sicuri per l’incolumità dei piccoli che non possono e non devono fare da cavie a soggetti instabili e violenti, soprattutto se poi una persona è già stata segnalata.
Gli spazi e le scuole destinati all’età prescolare non sono un parcheggio perché i genitori lavorano e non possono accudire i figli, ma sono delle importanti iniziali scuole di vita che dovrebbero essere mirate a formare i bambini per il futuro e non essere causa di cure psicologiche in età successiva, o solo dopo che i fatti (violenze di tutti i tipi) sono stati segnalati. Ma a quanto sembra, sebbene la situazione sia tristemente segnalata già da anni, tutto è ancora abbastanza obsoleto, con le note conseguenze che genitori e bimbi subiscono pesantemente, anche per le stesse scuole che segnalano un controllo e un’educazione insufficiente dei bimbi.
Svegliamoci e non lasciamoci meravigliare se ci sono ancora queste situazioni: provvedano in primis i vari direttori a ogni livello, non ultimo per non doversi “scusare” solo dopo che sono successi i fatti.
5) Bimbo di due anni torturato e ucciso: la madre lo costringeva anche a mangiare peperoncino.

http: //www.fanpage.it/ 7 LUGLIO 2016 13:32 di S. P. Fanpage.it (Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).

È stato maltrattato e torturato fino alla morte. Questo il tragico destino di un bambino di due anni, il piccolo Mohamed Daniel Mohamad Nasser, ucciso a calci e botte dalle persone che avrebbero dovuto amarlo e proteggerlo: sua madre e il fidanzato. Una coppia che è ora stata condannata da un tribunale di Singapore. La donna, la 41enne Zaidah, è stata condannata a undici anni di reclusione e il compagno, un uomo di 46 anni, è stato condannato a dieci anni di carcere e dodici bastonate. Secondo quanto scrivono i media stranieri, addirittura la coppia avrebbe torturato il bambino costringendolo a ingerire anche del peperoncino piccante. Quei maltrattamenti, alla fine, hanno portato alla morte del piccolo, avvenuta nel novembre del 2015. Inizialmente la mamma del bambino, nel giorno del decesso del figlio, aveva chiamato i soccorsi perché il bambino giaceva nel letto privo di sensi e aveva raccontato che i segni che aveva sul suo corpicino erano dovuti a una caduta. L’autopsia ha poi permesso di scoprire che il bimbo aveva almeno quaranta ferite, compresa una emorragia cerebrale. Nel corso del processo la coppia ha poi ammesso le proprie responsabilità.

“Tutto ciò è incomprensibile” – La donna e il compagno condannati per la morte del piccolo Mohamed hanno avuto insieme anche un altro figlio, un bambino di un anno. “Per più di un mese in modo spietato la coppia ha torturato il bambino di due anni, incapace di reagire e difendersi. L’idea che una madre possa fare così male al bambino che ha portato per nove mesi nel suo grembo è semplicemente incomprensibile”, ha detto il giudice che ha emesso la condanna. (Continua su: http://www.fanpage.it/bimbo-torturato-e-ucciso-la-madre-lo-costringeva-anche-a-mangiare-peperoncino/http://www.fanpage.it/– Tutti i diritti riservati all’autore e alla testata).

Chiudiamo questa rassegna con un altro crimine snaturato, pazzesco contro un bimbo da parte di adulti suoi genitori, e cioè la madre e il padre, che hanno torturato il bimbo in ogni maniera fino a farlo morire. Madri e padri che non dovrebbero avere figli a quel modo e dovrebbero subire quello che quel povero innocente subiva senza poter reagire, gridando soltanto la sua rabbia e il suo dolore contro chi lo doveva difendere. La giustizia umana ha fatto il suo dovere condannando i genitori alla prigione e qualche bastonata al padre: forse troppo poche le bastonate al padre, ma non esprimo più ad alta voce nessun giudizio; mi vergogno di appartenere alla razza umana di quel genere, nella speranza che ad ogni squilibrio mentale, il Padreterno mi faccia andare di là, nel dopo. C’è una speranza che non va sottovalutata, che quegli adulti si pentano di quello che hanno fatto e lo piangano a vita.
6) L’umanità di un pinguino che dovrebbe far vergognare noi uomini che inviamo razzi e strumenti nell’universo, ma non abbiamo ancora leggi di tutela per bimbi.
Impariamo dalle bestie, che chiamerei umane, con la parola “umane” appositamente evidenziato. Voglio ricordare un episodio che risale a qualche anno fa quando c’è stato uno sversamento di petrolio nell’Atlantico nell’America Meridionale.
Un pinguino era tutto coperto di nafta e sarebbe morto, ma un pescatore anziano con pazienza lo ha pulito e ripulito e quello è ripartito per l’Antartide; tuttavia, ogni anno, in un certo periodo fa più di mille chilometri per ritrovare il suo salvatore e lo ritrova, poi se ne va e ritorna l’anno dopo.
Quel pinguino non avrà la medaglia da nessuno, ma è più che umano e dovrebbe far vergognare molti politicanti e autorità.
Magari si potrebbe descrivere il fatto su qualche libro di scuola invece di lasciare il posto ad altre favole piuttosto insulse se non peggio, mentre il Cuore di De Amicis, con narrazioni quali “La piccola vedetta lombarda”, non lo legge quasi più nessuno.
Anche gli adulti si meravigliano dell’ingenuità del racconto citato nel Cuore, anche se quel bambino è morto davvero per aiutare i soldati di allora italiani e non come bambino soldato, ma come aiuto all’Italia di una volta, dove contava l’onore e il rispetto dell’uomo.
La lezione del pinguino è veramente molto istruttiva: esseri umili, ma riconoscenti, non dimenticano chi fa loro del bene e lo ricambiano come possono.  Ora che si fanno tante giornate commemorative, certo non ci sarà la giornata del pinguino riconoscente, ma ci si sente veramente inferiori e gretti a ricevere queste lezioni di umanità da chi non dovrebbe darle, ma le dà spontaneamente.