Mentre i grandi della terra si accusano a vicenda, il massacro degli innocenti continua/While the Major World Powers Bandy Accusations, the Mass Murder of Innocent People Continues

1) Siria: Usa e Russia si scambiano accuse. Intanto ad Aleppo si continua a morire
Nel corso della notte decine di attacchi aerei hanno colpito Aleppo. “Quello che la Russia sta sponsorizzando in Siria non è lotta al terrorismo, ma barbarie”, ha detto intanto l’ambasciatrice americana all’Onu Samantha Power. 26 Settembre 2016 di Susanna Picone (http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
Decine di attacchi aerei hanno colpito Aleppo nel corso della notte. Lo riferisce l’Osservatorio siriano sui diritti civili secondo cui gli attacchi hanno riguardato metà della città, quella controllata dalle forze ribelli che si oppongono al presidente Assad al Bashir. I nuovi bombardamenti fanno seguito a un’escalation di attacchi dopo l’interruzione del coprifuoco di una settimana. Bearsi Mishal, addetto alla difesa civile nella zona controllata dai ribelli, ha detto a Reuters che i bombardamenti sonocontinuati fino alle 6 di questa mattina: “È la stessa situazione. Specialmente la notte, i bombardamenti si intensificano, diventano più violenti, con l’uso di tutti i tipi di armi, cluster bomb, fosforo e napalm”. L’Osservatorio ha registrato finora 237 morti, tra cui 38 bambini, negli attacchi aerei su Aleppo e dintorni in una settimana. Accuse alla Russia – Intanto è dialogo tra sordi al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito d’urgenza per discutere della situazione in Siria. Gran Bretagna e Francia hanno accusato la Russia di crimini di guerra e Mosca ha difeso la “moderazione invidiabile” di Damasco constatando comunque l’impossibilità della pace. Le parole più dure sono arrivate dall’ambasciatrice statunitense all’Onu, Samantha Power: “Ciò che la Russia sostiene e fa ad Aleppo non è lotta al terrorismo, è barbarie”, “una carneficina”, ha accusato la diplomatica Usa, secondo la quale Mosca “abusa del privilegio storico” di essere membro permanente del Consiglio Onu con diritto di veto. Il suo omologo russo Vitaly Churkin ha respinto le accuse di responsabilità di Mosca per l’impasse, attribuendole a sua volta alla coalizione internazionale guidata da Washington.“Giorni agghiaccianti” – L’inviato dell’Onu Staffan de Mistura parla di “giorni agghiaccianti, tra i peggiori da quando è iniziato il conflitto in Siria. Il deterioramento della situazione ad Aleppo sta raggiungendo nuove vette di orrore”. De Mistura ricorda che ad Aleppo “270 mila persone sono di fatto sotto assedio da 20 giorni” e avverte che sono rimaste solo “piccole finestre di opportunità” per evitare che il conflitto peggiori ancora.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Dopo Siria e Somalia il mese degli O/Errori degli Stati Uniti si conclude con l’uccisione di 15 civili in Afghanistan
Per concludere “degnamente” un mese di atrocità, dopo aver ucciso più di 80 soldati siriani a Deir Ezzor, 22 soldati somali, 8 poliziotti afghani, oggi, un drone statunitense ha ucciso almeno 15 civili in Afghanistan.
– Aleppo martoriata: quasi due milioni senz’acqua e senza luce, oggi consiglio d’emergenza all’Onu (RaiNews24)
Siria: Assad e la Russia non intendono fermare i raid su Aleppo
L’Oms chiede l’apertura di corridoi umanitari. Secondo l’Unicef in città 100mila bambini usano acqua contaminata. Tensione Mosca-Washington (Panorama)
– Bombardati due ospedali ad Aleppo Est.
http://www.medicisenzafrontiere.it/notizie/news/bombardati-due-ospedali-ad-aleppo-est
– Dramma Siria, UNICEF: Portati aiuti urgenti ai bambini di quattro città – 28/09/2016
http://www.lavocedelpopolo.net/59457/dramma-siria-unicef-portati-aiuti-urgenti-ai-bambini-di-quattro-citta/
– Il massacro (dimenticato) di bambini
http://www.occhidellaguerra.it/il-massacro-dimenticato-dei-bimbi-in-guerra/
– Kerry, basta bombe su Aleppo – Medio Oriente – ANSA.it 29/09/2016
John Kerry, il segretario di stato americano, minaccia di tagliare tutti i contatti con la Russia sulla Siria a meno che i bombardamenti di Aleppo non finiscano.
– Mosca, ‘niet’ a tregue 7 giorni a Aleppo. ‘Siano di 48 ore, altrimenti terroristi si riorganizzano’ – ANSA –
(ANSA) – MOSCA, 29 SET – La Russia ritiene “inaccettabili” tregue di sette giorni ad Aleppo, in Siria, perché si tratta di “un lasso di tempo sufficiente per i gruppi terroristici per prendere le misure necessarie a reintegrare le provviste, e riordinare le forze”: lo dichiara il vice ministro degli Esteri di Mosca, Serghiei Riabkov. “Noi – ha detto Riabkov, citato dalla Tass – abbiamo ripetutamente suggerito pause di 48 ore, ma gli Usa, per ragioni che sanno solo loro, sono rimasti attaccati alla richiesta di tregue di sette giorni.
– Nigeria. Unicef, 75 mila bambini rischiano di morire di fame
http://www.intopic.it/notizia/10629226/
– Yemen. Dramma umanitario: bambini ridotti alla fame
http://it.radiovaticana.va/news/2016/10/06/yemen_dramma_umanitario_bambini_ridotti_alla_fame/1263256
– Siria: bombe senza tregua su Aleppo, per l’Onu è una “catastrofe umanitaria” (euronews)
http://it.euronews.com/2016/09/30/siria-bombe-senza-tregua-su-aleppo-per-l-onu-e-una-catastrofe-umanitaria
Da queste fonti si può capire come non ci sia alcuna voglia di lasciar vivere i residui di abitanti di Aleppo. Li vogliono schiacciare proprio tutti e definitivamente nonostante una voce – “vox clamantis in deserto” – che è la voce del Papa, Vescovo di Roma, che grida di smettere di assassinare gli inermi, i bambini: ma nessuno gli dà retta, non si fermano e continuano a bombardare o a mandare avanti truppe che facciano piazza pulita di Aleppo.
Ci si chiede il perché lo facciano: non si sa, ma lo fanno! Niente umanità né pietà per una città massacrata da anni che non ha più da vivere minimamente. Aggiungiamo alla lista dei genocidi anche Aleppo. Il Papa, giustamente ha detto che c’è un giudizio anche per chi persiste nel distruggere l’umanità, e certo non saranno sorrisi di cortesia. L’UNICEF aggiunge che da venerdì scorso sono stati trucidati 98 bambini da vendicare non secondo la giustizia umana, ma la giustizia Divina.
2) Palermo, schiaffi e calci ai bambini: arrestate tre maestre –
pubblicato il 28 settembre 2016
I finanzieri di Partinico, Palermo, hanno arrestato tre maestre di una scuola elementare della cittadina per maltrattamenti sugli alunni, compreso anche un bambino disabile. Dopo la segnalazione dei genitori, sono state avviate le indagini.
Fonte (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
3) Parma: calci, schiaffi e spinte ai bambini: arrestata educatrice di un asilo – pubblicato il 26 settembre 2015
A Collecchio, in provincia di Parma, un’educatrice di 55 anni è stata arrestata e posta i domiciliari dopo la denuncia di alcune colleghe per maltrattamenti verso gli alunni della struttura. La donna è stata incastrata dalle telecamere poste dai Carabinieri della stazione di Salsomaggiore Terme.
Fonte (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
4) Maltrattavano alunni, sospese maestre
A Borgorose nel Reatino. “Fai pena”, “ti appiccico al muro”, alcuni anche derisi
(ANSA) – RIETI, 4 OTT – Due maestre sono state sospese per presunti maltrattamenti su alunni di una scuola di Borgorose, in provincia di Rieti. Le indagini, iniziate nell’aprile scorso, sono scaturite dalle denunce presentate da alcuni genitori a seguito delle confidenze ricevute dai loro figli che a un certo punto hanno iniziato ad accusare crisi di pianto, mal di pancia, vomito e difficoltà ad addormentarsi e la paura delle maestre e il rifiuto di andare a scuola. I militari, alla guida del comandante della Compagnia, capitano Emanuela Cervellera, hanno effettuato intercettazioni ambientali, realizzate installando telecamere nascoste nell’aula, che hanno consentito di documentare i maltrattamenti, consistiti soprattutto in schiaffi, spintoni, offese. I minori, ascoltati con l’ausilio di una psicologa, hanno confermato gli episodi di maltrattamento che consistevano in umiliazioni (“fai pena”, “no capisci niente”), minacce (“ti appiccico al muro”) e derisioni in pubblico come nel caso di un bimbo con i piedi piatti”.

Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
http://247.libero.it/rfocus/27248174/15/maltrattavano-alunni-sospese-maestre/
Non bastano le notizie della città di Aleppo martoriata e bombardata, anche se qualche aiuto è riuscito a passare la frontiera e portare quello che poteva ai civili ridotti a più di 200.000 e che muoiono in continuazione per i bombardamenti ed assalti con armi; ci vuole ancora che altre maestre italiane continuino a picchiare chi dovrebbero educare, ma i ministri ed i garanti non fanno un controllo generale, un’ispezione a sorpresa: devono sempre aspettare che le mamme dei bimbi picchiati si rivolgano ai carabinieri che immortalino le scene pietose e criminali di adulti che picchiano i bambini. Ma in che Italia stiamo cadendo? Ci sono maestre da lodare, ma altre devono essere allontanate dai bambini e da chi ha necessità di qualunque genere.
Speriamo che la giustizia italiana arrivi a dare la giusta punizione a queste donne e magari madri che si approfittano della loro posizione di superiorità per esercitare un potere da carnefici. Mandiamole via dalla scuola, fuori dai piedi! Altro che insegnamento a suon di botte e altro! Mandiamole invece a spaccare pietre o lavori simili. Basta che si sveglino i loro superiori e facciano controlli sempre o dobbiamo aspettare che il menefreghismo dilaghi a macchia d’olio e l’Italia si metta in testa alla classifica negativa della scuola dei bambini. Non si fa aspettare un’altra denuncia di maestre che maltrattano i bambini. In Italia continua a rivelarsi la tragica realtà di bambini maltrattati dalle loro maestre.
Ma cosa aspetta il Ministro della Pubblica Istruzione ad indagare seriamente su tutte le scuole, dai nidi d’infanzia, alle scuole materne e anche primarie, con riscontri a sorpresa per bloccare questa attività che sembra avere un consenso più ampio di quello che non si vorrebbe ci fosse. Il ministro aspetta altre prove sulla pelle dei bambini? Cosa aspetta a mettere in atto provvedimenti seri e non da ridere per regolamentare l’assunzione delle maestre e vigilare sui loro comportamenti, incluso quello delle loro direttrici, perché non è possibile che queste maestre indegne della loro qualifica possano agire indisturbate da qualsiasi controllo in situ da parte dei loro superiori.
Menefreghismo e incuria: è questo che consente a questo reato che emerge così spesso anche in Italia.
Controlliamo anche le varie direzioni didattiche, ma non aspettiamo la prossima denuncia: sarebbe ridicolo e disonorante quel Ministero che non mette in atto controlli seri sulle maestre/insegnanti.
Ma l’Italia è quasi ultima in classifiche importanti per colpa di questi reati, mentre volontari seri fanno di tutto per rendere l’umanità più educatrice se non salvatrice, rimettendoci talvolta la vita, come succede in Siria, Africa centrale e molti altri Paesi.
«Maltrattavano alunni, sospese le maestre…» Ci si chiede se queste non leggono nemmeno il giornale e non smettono, almeno per un po’, di perseguitare i bambini a loro affidati. Oltre al resto, i soggetti in questione sembrerebbero davvero ottusi a giudicare dal clamore che sta emergendo contro gli abusi a scuola da parte delle maestre.
Non si vuole ripetere quello che c’è scritto per le maestre di Partinico, ma è ora di denunciare anche quei superiori che poi dicono di non essere stati a conoscenza dei fatti: allora erano consenzienti o non si interessavano. Ma che scuola è e da chi è diretta se continuano ad emergere questi reati? Licenziamo i superiori diretti ed indiretti fino ad arrivare anche ai ministeri che di solito mandano i loro ispettori dopo che i fatti diventano pubblici. Vergognamoci per loro di appartenere ad una razza cresciuta nel cuore dell’educazione dei bambini.
Non si vogliono con questo addossare colpe a quelle maestre che con abnegazione compiono il loro dovere seriamente e con sacrificio e vengono trascinate in quest’ondata di crimini: a loro va il plauso per la dedizione con cui tengono alto lo sforzo di vivere con stipendi piuttosto magri, dando il massimo della loro preparazione. A voi grazie e si vuole chiedere al Ministero della Pubblica Istruzione cosa aspetta a istituire regole di controllo più severe delle attuali, non solo a parole, ma anche coi fatti.
5) Milano, bambina di tre anni veglia per una notte e un giorno la madre morta in casa
I minori ci insegnano sempre cosa è l’umanità. In questo caso è una bambina di tre anni che ha assistito la madre che moriva per 24 ore senza chiedere nulla a nessuno: lei sola e la mamma. Atti come questi ce ne sono tanti e sono sempre i bambini a farci lezione di vita. Auguriamo a questa piccolina di crescere bene e di avere una vita degna dei suoi primi atti di umanità. Brava! Che Dio ti accompagni sempre. Noi dobbiamo far uso di questa lezione per essere umani e giusti con tutti: non fare solo finta, ma cambiare veramente nell’essere più umani.
6) Guerra in Siria: in cinque anni, 1500 morti per attacchi con armi chimiche
È quanto rivela un nuovo rapporto dell’associazione Syrian American Medical Society che ora chiede a gran voce l’intervento dell’Onu e alla comunità internazionale al fine di identificare i responsabili di questo massacro e di incriminarli.
NOTIZIE 14 MARZO 2016 10: 02 di Biagio Chiariello (Tutti i diritti riservati all’autore ed alla testata – http: //www.fanpage.it/ )
Nel corso dei 5 anni di guerra siriana, le armi chimiche sono state usate almeno 161 volte e hanno provocato la morte di quasi 1.500 persone. I dati sono contenuti in un nuovo rapporto della Syrian American Medical Society (Sams), che ha basato le sue ricerche sulle testimonianze dirette di medici e operatori sanitari che lavorano sul terreno. Secondo quanto emerge dal rapporto inoltre gli attacchi con armi chimiche sono in aumento e oltre 14.500 persone sono rimaste ferite. Cifre drammatiche che spingono la Syrian American Medical Society a rivolgersi al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e alla comunità internazionale al fine di identificare e incriminare i responsabili. Il governo siriano è accusato di aver utilizzato armi chimiche contro il suo popolo anche dopo che nel 2013 le Nazioni Unite ne ordinarono l’eliminazione dal suo programma. Lo stesso Consiglio Onu, lo scorso anno, ha accusato Bashar al-Assad di aver usato sostanze chimiche tossiche come il cloro. Il regime ha sempre respinto le accuse.
7) La guerra in Siria: oltre 270mila morti
La guerra siriana ha preso il via nel marzo 2013. Da allora l’Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh), che dispone di una vasta rete di fonti sul territorio, ha accertato 271.138 morti. Tra loro ci sono 79.106 civili, cifra che comprende – secondo un bilancio aggiornato al 23 febbraio 2016 – 13.500 bambini e 8.760 donne. Ma nelle tragiche cifre di quest’eccidio, non sono state considerate le migliaia di dispersi, gli oppositori nelle carceri del regime e i membri delle forze lealiste catturati dai ribelli e dai gruppi jihadisti, tra i quali lo Stato Islamico. Secondo una ong umanitaria siriana, 177 ospedali sono stati distrutti e circa 700 membri del personale sanitario uccisi dal 2011. L’organizzazione francese Handicap International ha calcolato di un milione di feriti (dati aggiornati al 7 marzo 2016). Dei 23 milioni di abitanti prima del conflitto, 13 milioni e mezzo avrebbero avuto ripercussioni o perso la casa a seguito del conflitto, secondo l’Onu (dati aggiornati al 12 gennaio 2016 (Continua su: http: //www.fanpage.it/guerra-in-siria-in-cinque-anni-1500-morti-per-attacchi-con-armi-chimiche/ – http: //www.fanpage.it/ )
– Siria, barili bomba su principale ospedale in zona ribelle Aleppo
(…) Secondo l’Ong, i missili hanno colpito i quartieri di Al Aziziya, Al Midan e Al Izaa. Ieri l’agenzia ufficiale siriana Sanaaveva parlato di quattro morti per alcuni razzi caduti nel quartiere di Al Midan. È salito, invece, a 17 il bilancio dei morti per i bombardamenti aerei nei quartieri di Al Helik, Al Zeitunat e Al Sheij Fares.
(Continua su: http://www.repubblica.it/esteri/2016/10/01/news/siria_barili_bomba_su_principale_ospedale_in_zona_ribelle_aleppo-148878586/)
Non facciamoci illusioni: si continuano a bombardare gli ospedali. Quest’ultimo era il più grande con reparti di psichiatria. Un volontario ha estratto una piccola bambina ferita, ma viva. Altri bambini invece sono morti con altri adulti. Le grandi potenze e il solito Assad si rimpallano le accuse: di fatto sull’ospedale sono stati sganciati barili bomba, e nessuno urla che si smetta di martoriare gli inermi, coloro che non si possono difendere, chi è lì ad aiutare la gente: anche un medico è morto, ma ci si passa sopra.
Cosa vogliono infine quel dittatore ed i suoi amici/nemici? Rispolveriamo un vecchio termine – “bombardamenti a tappeto” – di qualche anno fa, quando gli americani distruggevano le nostre città. Chi si ricorda? Vico ha ragione: “La storia si ripete”. È ciò che fanno ora: distruggere e basta, a chi tocca tocca, poi si chiede scusa.
No comment!!!
 
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
Siria: all’Onu si tratta per una nuova tregua ad Aleppo (Radiovaticana)
8) Naufragio migranti in Egitto, sale il bilancio delle vittime: recuperati 148 corpi
Ha raggiunto 148 morti il bilancio provvisorio delle vittime del ribaltamento di un barcone con circa 400 migranti a bordo avvenuto due giorni fa nel Mediterraneo, davanti alle coste egiziane. NOTIZIE 23 SETTEMBRE 2016 17: 34 di Susanna Picone
Sono almeno 148 i corpi restituiti dal mare dopo il naufragio di migranti avvenuto mercoledì scorso davanti alle coste egiziane. Lo rendono noto funzionari egiziani, secondo cui il numero dei dispersi resta molto alto e quindi il bilancio dei morti è destinato ancora a salire. Le autorità, dopo il naufragio avvenuto al largo di Burg Rashid, nel nord dell’Egitto, avevano riferito che sul barcone viaggiavano circa 400 persone e che di queste ne erano state salvate 165. Alcuni sopravvissuti avevano invece raccontato che a bordo c’erano oltre 550 persone. Tanti, dunque, coloro che ancora mancano all’appello. Il premier egiziano Sherif Ismail ha ordinato di destinare tutte le risorse e le strutture necessarie ai salvataggi. Secondo le informazioni filtrate dalla stampa locale, il barcone di migranti si sarebbe capovolto a causa dell’alto numero di passeggeri a bordo. Sull’imbarcazione c’erano fra gli altri cittadini egiziani, sudanesi, siriani, eritrei e somali. Le ricerche dei migranti vanno avanti – Intanto, mentre le operazioni per cercare altre eventuali vittime del naufragio vanno avanti, il quotidiano locale “Shorouk” ha pubblicato delle foto che ritraggono presunti sopravvissuti ammanettati ai letti di ospedale. I migranti, secondo quanto si apprende, sono accusati di aver cercato di lasciare illegalmente il Paese, anche se non esiste una legislazione specifica in merito all’immigrazione clandestina. Nei giorni scorsi il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi ha detto che il governo sta lavorando per realizzare un disegno di legge sull’immigrazione clandestina che abbia effetto il prima possibile. (Continua su: http: //www.fanpage.it/naufragio-migranti-in-egitto-sale-il-bilancio-delle-vittime-recuperati­148-corpi/ – http: //www.fanpage.it/ – Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
9) Migranti, almeno 9 morti nel Canale di Sicilia. In 24 ore salvate oltre 6mila persone
Nel giorno del ricordo del naufragio del 2013 circa seimila migranti sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia dalle navi della Guardia Costiera, della Marina Militare e di organizzazioni non governative. NOTIZIE 4 OTTOBRE 2016 09: 20 di Susanna Picone (Tutti i diritti riservati agli autori e alle testate).
Circa seimila migranti sono stati soccorsi nelle ultime ore nel Canale di Sicilia, nelle ore in cui si celebrava la Giornata nazionale della memoria e dell’accoglienza istituita dopo il tragico naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa. Dopo alcuni giorni di maltempo, il mare è tornato calmo e così le favorevoli condizioni meteorologiche hanno determinato la ripresa delle traversate. Sono 6055 in particolare i migranti soccorsi i poche ore dalle navi della Guardia Costiera, della Marina Militare e di organizzazioni non governative a bordo di 39 tra barconi, gommoni e zattere. Recuperati anche i corpi di almeno nove migranti – I soccorritori hanno recuperato anche i corpi di almeno nove persone morte durante la traversata. Sette vittime erano su uno stesso barcone, una su un’altra imbarcazione, mentre un’altra persona è morta mentre veniva trasportata verso la terraferma con un’unità navale della Guardia Costiera. Dalla nave di Medici senza frontiere sono state trasportate in ospedale, prima con una motovedetta della guardia costiera, poi con un elicottero, dove un medico volontario dell’ordine di Malta ha prestato i primi soccorsi, anche una donna incinta e una bambina disidratata e con problemi respiratori a causa dei fumi tossici dei motori nei barconi.
Forse non abbiamo ancora capito che i vari bollettini sui migranti sono da prendere molto seriamente aldilà delle chiacchiere e dei programmi da venire: nella drammatica Siria il rimpallo delle responsabilità è reciproco ed ormai si sa chi sono le potenze internazionali in gioco: i morti ammazzati invece sono siriani o volontari dei vari ospedali, perché ancora ultimamente c’è stato un ennesimo bombardamento vergognoso e criminale su un altro ospedale, strutture erette per curare e guarire, ma ormai prese di mira come se fossero punti strategici invece che centri aiuto di aiuto per chi è stato ferito, se è ha avuto la fortuna di non essere ammazzato.
La tecnica ormai è risaputa e vigliacca: gli aerei bombardano una prima volta, poi aspettano che arrivino i volontari ad aiutare e ripassano una seconda volta sempre bombardando, così sono sicuri di aver decimato quasi tutti. Infatti è vero: molti medici e altri sanitari sono uccisi, così come altri volontari,  ammalati o feriti (un volontario piangeva perché aveva estratto dalle macerie una bimba piccolina di meno di un anno) e così ora giornalmente si uccide. Molte volte gli aerei non si riconoscono neppure, ma le bombe che cadono sì, a mazzi arrivano giù. Ma le vittime dello stress psicologico e fisico, se non dell’assassinio o delle ferite, sono persone vive; per chi bombarda o è mandato a bombardare si tratta di una formalità da eseguire e basta: di chi c’è sotto non importa nulla a nessuno e se non trova più ospedali ancor meglio… non si cura e basta. Le grandi associazioni serie continuano ancora ad essere presenti in qualche modo, ma la distruzione degli ospedali ora è massiccia ed i convogli che sono arrivati ben pochi: non si parla più dei convogli umanitari… fanno parte del passato.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
–  Emergenza migranti: 6mila salvati in mare, nove le vittime
http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2016/10/03/migranti-vittime-soccorsi.html
– La dichiarazione ONU sui rifugiati è un fallimento. Ecco il perché in 7 esempi
http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/68314
10) Libia, 28 migranti morti a bordo di 33 gommoni. Salvati più di 4mila profughi
Intanto ieri una nuova tragedia al largo della costa libica: in un barcone di legno con mille persone a bordo anche i corpi di almeno 22 migranti morti. AFRICA ULTIME NOTIZIE 5 OTTOBRE 2016 07: 33 di Davide Falcioni
A meno di 24 ore dalla “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione” un’altra tragedia coinvolge decine di migranti: 22 persone sono morte a bordo di un barcone sovraccarico al largo della costa libica. A renderlo noto è stato un fotografo dell’agenzia France Press che si trovava a bordo della nave Astral, secondo cui su una vecchia imbarcazione di legno erano stipate circa mille persone, almeno 22 delle quali sono state trovate senza vita nella stiva. Il bilancio, tuttavia, è tutt’altro che definitivo e il rischio concreto è che le vittime siano molte di più. Bassem al-Gharabli a capo dell’ufficio per il contrasto alle migrazioni a Sabratha ha fatto sapere che le imbarcazioni trasportavano numerose famiglie di migranti, non menzionando però quante persone ci fossero a bordo. Nel naufragio sono deceduti uomini e donne di nazionalità libica, marocchina e siriana. Nel frattempo il portavoce della Marina libica, Ayoub Qassem, ha aggiunto che i guardiacoste sono riusciti a “salvare altri 139 migranti a Tadjoura (banlieue est di Tripoli) e 150 a Gasr Garabulli, ma con un bilancio di 11 morti“, tra cui donne e bambini. I profughi soccorsi stanno ricevendo le cure necessarie mentre le ricerche in mare proseguino da parte dei guardiacoste. Solo nella giornata di ieri 6.000 disperati sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia. E mentre ancora si tenta di fare chiarezza sulla tragedia a bordo di un barcone a largo della Libia altri 28 cadaveri sono stati recuperati nel Canale di Sicilia nel corso di 33 operazioni di soccorso coordinate dalla Centrale Operativa di Roma della Guardia Costiera. In tutto sono state tratte in salvo 4.655 persone. I profughi stavano navigando a bordo di 27 gommoni, 5 piccole imbarcazioni e un barcone, raggiunti tutti al largo delle coste della Libia.
(Continua su: http: //www.fanpage.it/libia-almeno-22-migranti-morti-nella-stiva-di-un-barcone-con-mille­persone-a-bordo/ – http: //www.fanpage.it/ – tutti i diritti riservati agli autori e alle testate)
Altre tragedie meteo e non, in cui i bambini sono sempre ai limiti della sopravvivenza se non sotto.
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Haiti, 900 le vittime di Matthew. Unicef: 500mila bambini a rischio (Radiovaticana)
– 10/10/2016 – Uragano Matthew, Unicef: allarme colera e malattie trasmesse dall’acqua ad Haiti (Meteo Web)
– ONU, crisi Siria: Russia invita Londra a rinunciare alla sua tradizione coloniale
http://www.intopic.it/notizia/10665159/
– Siria, Unicef: Aleppo senza medici, bimbi lasciati morire
La rappresentante in loco: “Penso che questa sia la peggior crisi umanitaria di sempre”
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/siria-unicef-aleppo-senza-medici-bimbi-lasciati-morire_3035750-201602a.shtml
11) Siria, bombe su una scuola elementare: morti almeno 5 bambini
Almeno cinque i minori uccisi in un bombardamento su una scuola a Daraa, nel sud della Siria, in una zona controllata dalle forze governative. Altre vittime per un attacco kamikaze nella zona di Aleppo.
Ennesima giornata di sangue in Siria. Almeno cinque minori tra bambini e adolescenti sono rimasti uccisi nel sud del Paese da un lancio di razzi su una scuola elementare nella città di Daraa, in una zona controllata dalle forze governative. Lo riferiscono l’agenzia ufficiale Sana e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). “Cinque bambini sono periti nel lancio di razzi dei terroristi su una scuola elementare nel quartiere di Sahari” a Daraa, ha confermato anche la televisione di Damasco. Le fonti affermano che il bombardamento con mortai è partito da una zona controllata dai gruppi armati delle opposizioni. Ci sarebbero anche diversi feriti, di cui alcuni in gravi condizioni e tra questi ci sarebbero altri bambini. Ma quelle di Daraa non sono le uniche vittime della giornata. Altre dieci persone sono morte in un attacco kamikaze compiuto in un villaggio vicino alla città di Manbech, nel nord della provincia settentrionale di Aleppo. I morti sarebbero per la maggior parte membri della famiglia del parlamentare siriano Diab al Mashi, che si trovava in visita nel suo villaggio natale, quello di Al Mashi. Il kamikaze – l’attacco sarebbe stato compiuto dall’Isis – avrebbe provocato anche un numero ancora imprecisato di feriti. Hollande: “Se Mosca ferma bombe, sì a dialogo” – Intanto, sul fronte diplomatico, il presidente francese Hollande ha detto di poter incontrare “in ogni momento” l’omologo russo Vladimir Putin per “fare progredire la pace”. Quando “la Russia sarà realmente decisa a far cessare i bombardamenti a cui partecipa sostenendo il regime siriano – ha detto il francese – sono pronto in tutti i momenti a prendere il cammino del dialogo”. “Putin doveva venire a Parigi nei prossimi giorni per alcune inaugurazioni e cerimonie – ha spiegato Hollande – Io vedevo questa visita solo come momento per parlare della Siria e solo della Siria, e ho fatto sapere al Presidente Putin che non lo avrei accompagnato alle cerimonie ma che ero pronto a continuare il dialogo sulla Siria. Lui ha preferito rimandare questa visita”. Ma questo, per Hollande, “non impedirà che vi siano altre occasioni per discutere, ma non verrà a Parigi”.
(Continua su: http: //www.fanpage.it/siria-bombe-su-una-scuola-elementare-morti-almeno-5-bambini/ – http: //www.fanpage.it/ tutti i diritti riservati agli autori e alle testate)
  
Fonti (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):
– Siria: ‘5 bimbi uccisi da bombe ribelli’ – Tv russa, ‘colpo mortaio Aleppo’. Unicef, 9 bimbi morti 2 giorni
(ANSA) – MOSCA, 13 OTT – Almeno cinque bambini sono morti ad Aleppo in un bombardamento a colpi di mortaio perpetrato dalle forze ribelli: lo sostiene un giornalista della tv filo-Cremlino Russia Today che si trova all’ospedale Al Razi.
Secondo l’emittente russa, un colpo di mortaio è esploso vicino a una fermata dei mezzi pubblici nel quartiere di al-Hamadaneyah, controllato dalle truppe di Damasco, colpendo sette bimbi e un adulto.
Da parte sua l’Unicef dichiara: “Solo negli ultimi due giorni” in Siria “sono stati uccisi almeno 9 bambini, a scuola o che stavano andando a scuola”. Lo ha detto la rappresentante per il Medio Oriente e l’Africa del Nord dell’agenzia Onu, Juliette Touma, in un’intervista a Russia Today ripresa dall’agenzia Ria Novosti.
Indagato anche della loro morte come causa di un altro reato – Italia – ANSA.it  http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2016/10/15/migranti-18-dispersi-in-mare-fermato-scafista-gommone_d186207f-c1b7-4d8b-b4f0-1d31b55d12ca.html.
12) LE BUONE AZIONI DEI BAMBINI: ESEMPIO QUASI MAI SEGUITO ED IMITATO
Camion con a bordo un papà e i figli prende fuoco: bimbo di 5 anni salva il fratello di 2
Il drammatico incidente stradale in Texas: l’uomo è morto sul colpo davanti ai suoi figlioletti, che sono rimasti feriti. Sarebbe stato il bambino più grande a estrarre dalle fiamme il fratellino. NOTIZIE USA 14 OTTOBRE 2016 22: 38 di S. P.
Nella notte di venerdì nei pressi di Houston, in Texas, c’è stato un tragico incidente stradale che ha provocato la morte di un uomo. Un uomo che stava viaggiando con i suoi figlioletti di 5 e 2 anni con un camion verso Galveston, dove la famiglia si stava trasferendo. La mamma dei bambini non era con loro perché, da quanto è emerso, stava viaggiando verso casa con un’altra auto. Probabilmente per un colpo di sonno il camion dell’uomo ha colpito il guard rail e si è capovolto, prendendo fuoco. Nello schianto l’uomo è stato catapultato fuori ed è morto sul colpo. Il figlio maggiore, ferito lievemente, sarebbe stato in grado di estrarre dal seggiolino il fratellino di due anni e allontanarlo dalle fiamme salvandogli la vita. Era notte, e sulla strada non c’era nessuno per aiutarlo. “Il bambino è un eroe, ha salvato il fratello dalle fiamme” – La prima persona a intervenire sul posto dopo l’incidente è stato il figlio del proprietario di un hotel vicino, attirato dal gran rumore. “Erano sulla strada, piangenti e sanguinanti. Il corpo del padre era accanto, senza vita. Il calore che emanava dalle fiamme era insopportabile”, ha raccontato il giovane che ha poi atteso con i bambini l’arrivo dei soccorsi. Alla polizia è stato lo stesso bambino di 5 anni a raccontare ciò che ricordava. “È un eroe – ha detto il sergente James Roque – Nessuno sarebbe riuscito a salvare il fratello”. Le immagini del luogo dell’incidente sono spaventose: il camion su cui viaggiava la famiglia era ridotto a una massa di ferraglia. I due bambini sono stati poi portati in ospedale: il più piccolo ha delle ustioni mentre il più grande solo lievi ferite. Si sono salvati, ma come confermato anche dal sergente della polizia sicuramente non dimenticheranno mai quello che è successo questa notte.
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Come sempre gli atti più umanitari (non uso la parola “eroici” perché ormai sono eroi tutti e lo si vede dai media che esaltano chi non andrebbe esaltato perché gioca una fiction. Ma questo è un fatto vero: un bimbo di cinque anni che salva, strappandolo alle fiamme, un suo fratellino di due anni, in un atto di amore che poteva costargli la vita come è successo al padre.
Ancora una volta i bambini ci bagnano il naso: si dimostrano ancora liberi dalle convenzioni sociali e compiono gesti incredibili e che svergognano gli adulti. Ma, attenzione, molti adulti non si vergognano ed usano questi gesti  per aumentare le vendite derivanti dal business mediatico e sono quindi doppiamente ignobili. Vanno sì esaltati questi bambini (e molti casi non li conosciamo), ma con moderazione, portandoli ad esempio di molto malcostume degli adulti che se ne infischiano alla grande di quello che succede al prossimo.
Bravo, bambino! Non lasciarti affascinare da qualche adulto che vuole speculare su di te per guadagnarci su con uno scoop mediatico. Hai fatto un gesto che supera di gran lunga il tentativo umano di andare a vivere su altri pianeti (veramente quelli che ci arrivano o che muoiono per strada facendolo sono anche loro molto superiori a tutti noi, perché rischiano ogni momento la vita).
Sei grande e che Dio ti ricompensi anche per il fatto che tuo padre è nell’altro mondo a proteggervi!
13)  Aleppo, 35 medici rimasti: “Ci muoiono davanti, ci serve tutto. Anche garze non sterili”
La situazione ad Aleppo est peggiora giorno dopo giorno. Medici senza frontiere lancia l’allarme sanitario: ad assistere le vittime dei bombardamenti sono rimasti solo 35 medici, di cui solo sette in grado di operare ferite di guerra. Dal marzo 2011 ad oggi 757 tra camici bianchi, infermieri e operatori sono deceduti in 380 attacchi a strutture sanitarie
14 OTTOBRE 2016  di Mirko Bellis
Sono rimasti solamente 35 medici nella zona orientale di Aleppo e di questi solo sette sono in grado di effettuare interventi chirurgici su feriti di guerra. “I pazienti hanno accesso limitato alle cure sanitarie nei pochi ospedali ancora attivi e parzialmente funzionanti. I medici sono esausti, lavorano tutto il giorno per far fronte all’enorme afflusso di feriti”, afferma Carlos Francisco, il capo missione in Siria di Medici senza Frontiere (Msf). E le bombe non cessano di colpire. Secondo gli attivisti locali, i raid aerei hanno ucciso almeno 99 persone solo negli ultimi due giorni. I residenti di Aleppo Est non hanno nemmeno la possibilità di fuggire, perché sono intrappolati in una città che simboleggia gli orrori della guerra civile siriana, dove vengono utilizzati tutti i tipi di armi letali.
Il capo della Direzione della sanità di Aleppo est, Ahmed Laila, racconta che ormai durante i pesanti bombardamenti “i pazienti feriti dormono davanti agli ospedali, perché le sale e i corridoi sono pieni”. “Circa 250.000 persone sono sotto assedio, senza alcuna possibilità di essere aiutate o di fuggire”, denuncia Francisco. “Prima sono state colpite le aree circostanti, poi le strade che portano in città, poi gli ospedali, le forniture idriche, i quartieri residenziali e anche i mezzi dei soccorritori. Stiamo parlando di una città sfinita da cinque anni di guerra – prosegue – che non riceve aiuti da luglio, una città che è stata distrutta, rasa al suolo, di fronte ai nostri occhi”. Francisco, che coordina i progetti di Msf in Siria dal gennaio 2015 assiste impotente al peggioramento della sanguinosa guerra civile e lancia un grido di dolore: “Sono stati abbandonati dal mondo. Il mondo intero sta assistendo alla distruzione della città, ma nessuno sta facendo qualcosa per fermarla”.
Carlos Francisco si trova a Gaziantep, nel sud della Turchia, e assieme alla sua équipe è continuamente in contatto con gli otto ospedali supportati da Medici senza Frontiere nella parte est di Aleppo. “Quando gli ospedali vengono danneggiati dai bombardamenti aerei – ci sono stati 23 attacchi solo negli ultimi quattro mesi – ci mettiamo subito in contatto per capire l’entità dei danni e come possiamo aiutarli. Adesso loro hanno bisogno di tutto. Ci dicono ‘mandate tutto ciò che avete, garze sterili o non sterili, prenderemo tutto, abbiamo bisogno di tutto’. Ma in questa situazione noi non siamo in grado di aiutarli”, afferma sconsolato Francisco.
L’est della città è totalmente sotto assedio da luglio, poco dopo la fine del mese del Ramadan. “Molti medici, data la propria condizione economica, avrebbero potuto scappare dalla guerra molto tempo fa e trasferirsi in Turchia o in Europa ma hanno deciso di non farlo”, prosegue il capo missione di Msf. “Il loro grado di dedizione, verso le persone, al proprio lavoro e nei confronti degli ospedali e di Aleppo è ammirevole, soprattutto se consideriamo che sia loro sia le famiglie affrontano la morte quotidianamente”.
Medici senza Frontiere chiede la fine della campagna di bombardamento aereo indiscriminato su Aleppo est per consentire l’evacuazione dei feriti e dei malati. La situazione è drammatica anche per quanti sono riusciti ad abbandonare le aree più colpite dai combattimenti. Sono circa 100.000 infatti i residenti della regione di Aleppo cacciati dalle proprie case dallo Stato Islamico e dalle forze governative che spingono i siriani a fuggire a nord verso Azaz, al confine turco, o verso la regione di Idlib. “È difficile sapere quanti sfollati ci siano. Alcuni vanno verso Idlib, che ha più campi per sfollati, ma lì molti vivono per strada e dormono sotto gli alberi”, afferma Msf.
Nonostante il blocco totale di questa parte di Aleppo da parte dell’esercito siriano e dei suoi alleati, se sarà garantito un passaggio sicuro, molti medici che lavoravano nella zona est di Aleppo sono pronti a tornare nella città siriana devastata dal conflitto per cercare di salvare la vita delle molte persone che vengono ferite ogni giorno. “Ciò che è chiaro è che, nella maggior parte dei casi, abbiamo perso la capacità di aiutare” dichiara Francisco. Prima del conflitto in Siria ad Aleppo lavoravano circa 6 mila medici. Dal marzo 2011 ad oggi 757 tra camici bianchi, infermieri e operatori sono deceduti in 380 attacchi a strutture sanitarie. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli ospedali e le organizzazioni mediche sono preoccupati per le scorte di carburante, essenziali per il funzionamento dei servizi e delle 21 ambulanze che attualmente stanno lavorando in una zona di circa 250.000 persone. “Il blocco ha portato, tra le altre cose, alla mancanza di carburante che ha paralizzato la città. Le strutture mediche sono sul punto di rimanere senza elettricità, il che potrebbe bloccare la loro attività salvavita”, aggiunge Pablo Marco, coordinatore delle operazioni di MSF in Medio Oriente.
Da quando si è interrotta la tregua a settembre, l’intensità della campagna di bombardamento aereo delle forze siriane e russe minaccia di radere al suolo la zona assediata della città. Un residente di Bustan al-Qasr – uno dei quartieri più colpiti – ha raccontato che la situazione è diventata “orribile”. “La gente non dorme più”, ha dichiarato ad Al Jazeera. “I bombardamenti russi non smettono un secondo”, ha aggiunto Ibrahim al-Hajj, uno dei volontari dei Caschi bianchi di Aleppo.
“Siamo davanti all’ennesimo scandaloso capitolo della storia delle violazioni del diritto umanitario nella guerra siriana”, dichiara Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Medici senza Frontiere. “Colpire indiscriminatamente le strutture sanitarie o prenderle di mira è totalmente inaccettabile. Si tratta di uno dei principi fondamentali del diritto comune internazionale e noi non resteremo in silenzio ogni qual volta l’assistenza medica diventa essa stessa una vittima del conflitto”, ha aggiunto.
“I medici che non possono tornare ad Aleppo e il nostro personale qui – dichiara Francisco –  parlano delle persone e dei colleghi di Aleppo est con la stessa sofferenza”. E conclude: “Loro soffrono lì, noi piangiamo qui”.
14) Consiglio dei “Diritti Umani” dell’ONU: la Russia fuori, l’Arabia Saudita dentro.
ONU: La Russia perde il seggio nel Consiglio dei “Diritti Umani”.
Il sorprendente esito della votazione per la riconferma dei membri del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU sembra quasi una punizione inferta alla Russia per la sua azione contro il terrorismo.
Nella votazione svoltasi ieri per il rinnovo del seggio nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC), la Federazione Russa ha ottenuto 112 voti che non sono bastati per la riconferma. Con 114 voti a favore, la Croazia ne prenderà il posto.
In un organismo sempre più screditato, l’Arabia Saudita ha ottenuto ben 152 voti nell’area asiatica, e siederà insieme a Cina, Giappone e Iraq per i prossimi tre anni. Nonostante Ryad sia una monarchia assolutista islamista (wahabita), dove sistematiche sono le violazioni dei diritti umani, e con una politica estera a sostegno del fondamentalismo islamico (operante in Siria e Iraq, ma non solo) e di aggressione manu militari contro lo Yemen, con 157 esecuzioni nel solo 2015, essa potrà comunque vantare la presenza di Faisal bin Hassan Trad come capo dell’équipe che monitorerà il rispetto dei diritti umani in giro per il mondo.
Fonte (tutti i diritti riservati agli autori e alle testate):

 

http: //www.nonlosai.it/consiglio-dei-diritti-umani-dellonu-la-russia-fuori-larabia-saudita-dentro/)