L’aiuto vero e sincero tra i minori dovrebbe far vergognare gli adulti che sono egoisti, governanti e politici compresi

Ogni tanto qualche notizia buona e che ci fa sperare. La notizia non riguarda gli adulti, ma proprio i bambini, i minori,che tra di loro,dopo le classiche marachelle più o meno gravi mostrano dei segnali veramente eccezionali:una bambina rinuncia a ricevere un premio a favore di uno più bisognoso di lei. Veramente noi adulti dovremmo vergognarci ed imparare da lei come ci si aiuta anche senza sbandieramenti o suoni di tromba mediatici. Tanto sono i casi come questi, ma passano inosservati anche se però chi li compie e li riceve si prepara ad futuro migliore di quello proposto dagli adulti mediatizzato come sempre ed imbellettato a dovere. Ogni tanto assegnano medaglie a pioggia, magari a chi non ha fatto nulla, ma solo ha dato un’immagine politicamente od istituzionalmente allettante. Non illudiamoci, si pensi anche ai Nobel assegnati:nel 1950 è stato premiato a A.E Moniz un neurochirurgo portoghese che ridusse 40000 esseri umani in vegetali con la lobotomia frontale. Un suo paziente operato di lobotomia e ridotto a disabile gli sparò rendendolo anche lui disabile. Altri Nobel scopiazzarono le loro tesi da tesi di laurea delle loro alunne.

1) A 12 anni minorenne devolve premio a compagno più bisognoso.Borsa studio andata a studente escluso da prime assegnazioni.
Modena, 26 GEN – Un’alunna di 12 anni di Fiorano Modenese, che aveva vinto una borsa di studio di 250 euro dopo la promozione con la media del 10, ha rinunciato a ritirarla chiedendo che fosse assegnata a chi aveva più bisogno di lei.
Si chiama Giulia e frequenta la scuola secondaria di primo grado. A premiare lei e altri nove studenti meritevoli era stata l’Associazione Nazionale Alpini. La borsa di studio conquistata da Giulia e’ passata a un altro studente escluso dalle prime assegnazioni.(diritti riservati Niujce.com)

2) Prostituiva le figlie per 5 euro, condanna a 7 anni per prostituzione, 8 anni ai clienti. Sette anni di reclusione per la mamma delle baby-prostitute di Afragola.Venerdì, 1 ottobre 2010 14:03 di Giancarlo Bottone (Diritti riservati a Il Levante.it).

Nella giornata di ieri R. Iazzetta, la donna di Afragola arrestata nel 2009 con l’accusa di aver fatto prostituire per cinque euro le due figlie bambine, è stata condannata a 7 anni di reclusione dalla VII sezione del Tribunale.
A. Bianco e F. Iorio, due dei “clienti” delle baby-prostitute, subiranno invece una pena di 8 anni a testa: per i fratelli di Ferdinando, A. e D. Iorio, il Tribunale ha deciso per la completa assoluzione e la rapida scarcerazione. Il padre delle due bimbe, Michele, accusato di maltrattamento, sconterà appena 8 mesi. Per R. Iazzetta, A. Bianco e F. Iorio il pm aveva però chiesto la condanna a 12 anni. Alla donna è stata naturalmente tolta la patria potestà su tutti i figli; il Tribunale tuttavia non ha deciso provvisionali e ha scelto di delegare la questione risarcimento al giudice civile: le due vittime delle violenze e un’altra sorellina, testimone degli abusi, che si sono costituite parti civili del processo, dovranno quindi attendere ulteriori provvedimenti.

Nel 2009 la vicenda aveva suscitato non poco scalpore: era il 13 febbraio quando gli uomini della squadra mobile della questura di Napoli posero definitivamente fine all’orrore, rinchiudendo R. Iazzetta nel carcere femminile di Pozzuoli e arrestando altre 5 persone, accusate di violenza sessuale con l’aggravante della minore età. Il “giro” è stato scoperto dagli inquirenti grazie alle operatrici del servizio sociale cui le bambine erano state affidate a causa dello stato di abbandono in cui vivevano: “Mamma non è buona e a casa servono i soldi per la spesa”, confessarono infatti le due bambine agli assistenti sociali subito dopo l’arresto della madre. Unica causa apparente, quindi, la povertà.

I fatti risalivano a un periodo compreso tra il 2006 e il 2007: le due vittime avevano quindi rispettivamente 8 e 10 anni, e consumavano le “transazioni” con clienti rigorosamente adulti dentro “’o capannone”, il sottoscala di un palazzo del rione Salicelle di Afragola, oppure direttamente nella casa in cui vivevano con la madre, che inoltre era solita prostituirsi alla presenza dei sei figli, tutti minorenni. Questo raccapricciante “commercio” si svolgeva in tutta tranquillità: la donna contattava i clienti per telefono e concordava di volta in volta prezzi e modalità, il tutto condito dal silenzio complice di conoscenti, familiari, vicini. In cambio, alle bimbe venivano donati pochi spiccioli, mai più di cinque euro, per ogni “discesa” nello scantinato: spiccioli che subito offrivano alla donna, che tranquillamente incassava.

La condanna di 12 anni chiesta dal Pm può quindi sembrare, per l’opinione pubblica, giustamente fin troppo moderata: tenendo conto delle sofferenze patite dalle vittime, e considerando la sensazione di squallore e sporcizia che investe la sensibilità delle persone quando orrori del genere riguardano minorenni, la riduzione a soli 7 anni di reclusione sembra non essere percepita come giustizia, ma solo come ulteriore causa di costernazione.

3) Brescia, arrestata maestra d’asilo: Botte e schiaffi alle “pecore nere”. Per la maestra continui trasferimenti, ma mai nessuna denuncia. Le violenze denunciate da un dipendente dell’asilo. Asilo di Anfo Valle sabbia, 28 gennaio 2012 –

La storia è di quelle che non si vorrebbero mai leggere. Schiaffi, botte, punizioni. Ai danni degli innocenti per definizione: i bambini. La cui unica colpa è la fame di vita e di crescita. Eppure all’interno di un asilo, hanno scoperto i carabinieri, risulta subissero da parte di una maestra un trattamento “educativo” ben poco ortodosso. Per questo la donna, una cinquantenne bresciana, ieri è finita in manette. Arrestata in flagranza per maltrattamenti e violenze. E’ successo in un piccolo centro sul lago d’Idro, in una scuola dell’infanzia comunale. La vicenda è venuta alla luce per una segnalazione. Una “soffiata” partita settimane fa dall’asilo stesso, dove un dipendente dopo avere assistito più volte alla “mano pesante” dell’educatrice con i piccoli allievi ha pensato fosse il caso di raccontare agli inquirenti quanto aveva visto ripetersi tra le quattro mura scolastiche. Detto, fatto. I carabinieri della Compagnia di Salò hanno fatto scattare le dovute verifiche. All’asilo sono state piazzate micro telecamere nascoste, tenute d’occhio ogni giorno dai militari.

E i filmati a stretto giro di posta hanno purtroppo dato conferma dei terribili sospetti, portando dritto all’arresto in flagranza. In particolare a fare le spese delle maniere forti sarebbero stati due bambini di tre-quattro anni, uno del luogo e uno di origine marocchina, quest’ultimo con qualche problema di apprendimento e di disagio mentale.

La donna più volte si sarebbe accanita sugli alunni a suo giudizio «pecore nere», resi oggetto di un campionario di punizioni esemplari: sberle, trascinamenti per i capelli, isolamenti per ore in stanze buie e con la porta chiusa. Non solo. Le violenze e lo stile educativo vessatorio sarebbero proseguiti in mensa. La maestra per contrastare presunti capricci e ammansire caratteri riottosi anziché escogitare stratagemmi all’insegna della pazienza e limitarsi alla sgridata avrebbe costretto i bimbi all’obbedienza con le cattive. Obbligandoli cioè a ingoiare a forza il cibo rifiutato – e intervenendo lei stessa per spingere i ribelli a cacciar giù il boccone – o strattonandoli con il tovagliolo legato attorno alla bocca. Le violenze, temono gli inquirenti, si ripetevano da mesi, almeno dall’inizio dell’anno scolastico. Il sospetto è che la maestra, un curriculum di svariati trasferimenti in più asili della provincia, possa avere messo in atto lo stesso copione altrove. Complice, forse, il silenzio dei colleghi) http://www.ilgiorno.it/brescia/cronaca/2012/01/28/660280-botte_schiaffi, Fonte Bambini coraggiosi e di Beatrice Raspa, diritti riservati).

4) Bimbo affogato nel Tevere febbraio 2012 La violenza eclatante è il papà di 26 anni che getta nel Tevere suo figlio di 18 mesi: pensate il bambino dal braccio del papà è buttato in acqua e muore affogato, respirando acqua fredda probabilmente piangendo di quel trattamento paterno che l’aveva forse illuso, ma era un orribile morte da freddo, da non poter respirare se non ingurgitando acqua. Pace all’anima sua ed alla sua vita stroncata sul nascere. Non esistono commenti per quel padre, sembra tossicodipendente,ma non per questo meno responsabile nei confronti del figlio.

5) Genova – La Procura di Genova attraverso il pm Silvio Franz ha chiesto il rinvio a giudizio per un dirigente comunale e la cuoca dell’asilo Cip&Ciop di Pistoia reso tristemente noto dalle violenze di due maestre ai danni dei bambini. La responsabile dell’Unità Asili Nido del comune toscano è accusata di abuso d’ufficio per aver segnalato l’arrivo di ispettori alle due donne arrestate nel dicembre 2009. La dirigente comunale avrebbe anche omesso di denunciare i maltrattamenti subiti dai bimbi. Chiesto il rinvio a giudizio anche per la cuoca dell’asilo accusata di maltrattamenti. 01/02/2012 (fonte Roberta Lerici diritti riservati.

Certo che va perseguita quella responsabile dell’unità Asili Nido che ha preferito avvisare le due maestre maltrattanti piuttosto che difendere dei bambini anche piccolissimi che erano pesantemente strapazzati, umiliati fisicamente e psicologicamente. Le conseguenze fisiche o psicologiche dei bambini violentati non si fanno sentire subito ed infatti la bambina più piccola strapazzata è diventata anoressica. Ci sono casi che i bambini poi non parlano più ed anche gli psicologi infantili o neuropsichiatri infantili fanno fatica, quando ci riescono, a recuperare quei bambini. Quella direttrice non è degna di occupare quel posto e deve essere allontanata, se non licenziata perché ha abusato della sua superiorità per fini meschini come proteggere due maestre verosimilmente criminali, forse anche per difendere l’immagine di quell’asilo o il fatto che lei non era stata all’altezza di fare ispezioni per non far succedere quello che ha lasciato succedere e quindi creare una rete di protezione attorno alla sua figura incapace e molto subdola, cioè non sapeva essere all’altezza di difendere i bambini e di dare loro sicurezza e farli crescere tutelati.

E’ sconcertante questo in una donna, verosimilmente forse anche madre. Con che occhi può guardare gli eventuali suoi figli, nipoti ecc sapendo che ha fatto del male a bambini come i suoi. La Giustizia faccia veramente il suo corso con questa persona indegna ed anche, mi sembra di capire che un altra dirigente non ha denunciato i maltrattamenti subiti dai bambini. Ma il Comune o altro Ente che assume queste persone indegne cosa fa per capire con chi hanno a che fare? O c’è la solita moda che è amica,parente dell’amico o altro ed allora va tutto bene? Indagare anche sul Comune che ha assunto persone indegne ed inaffidabili, abili solo a nascondere grossi crimini. Ci penserà la giustizia terrena o si deve aspettare quell’altra che arriverà senz’altro.

6) Treviso 2010 Schiaffi, calci, insulti e umiliazioni: casa famiglia “lager” per sei ragazzini. Chiesto il rinvio a giudizio per la direttrice dell’Opera Pj E. Masi: quattro anni di maltrattamenti, poi la denuncia. (fonte Bambini coraggiosi diritti riservati)e di Roberto Ortolan

TREVISO – Più che una casa famiglia l’istituto protetto per minori “Opera Pj” era un lager nel quale la direttrice E Masi sembrava esercitare poteri assoluti, da despota, sui ragazzini che le erano stati affidati dal Tribunale dei minorenni: sono le agghiaccianti contestazioni che emergono nella richiesta di rinvio a giudizio formalizzata dal Pm Barbara Sabbatini. Sulla base delle prove raccolte dai carabinieri, gli inquirenti hanno contestato l’accusa di maltrattamenti a E Masi perché, dal dicembre 2007 all’agosto 2010, avrebbe sottoposto sei bambini, tra i 6 e 13 anni, a un regime di vita fisico e psicologico tremendo. Sconcertanti le accuse mosse dalla Procura ad E. Masi, 65 anni, direttrice della struttura protetta “Casa Famiglia Opera Pj”, con sede in via Zermanese a Treviso. La direttrice Masi, che è assistita dagli avvocati F. Pavone e F. Cecconi, avrebbe sottoposto sei ragazzini, tutti ospitati all’Opera Pj in affidamento extra familiare, a minacce, violenze, vessazioni fisiche e psicologiche. Li avrebbe maltrattati a tal punto – secondo l’accusa – da trasformare la loro vita in un autentico inferno.

7) Un altro caso di maltrattamenti alla scuola materna nella provincia di Rovigo (fonte Nanopress.it, tutti i diritti riservati) Una maestra di 48 anni è stata arrestata ai domiciliari per maltrattamenti accertati: picchiava i bambini di 3, 4, 5 anni, rovesciava i loro banchi con tutto quello che c’era sopra il banco stesso del bambino, li faceva stare in un angolo in piedi a godersi quanto aveva loro fatto e sbatteva loro la testa sul banco stesso. Sembra che sia stata verosimilmente trasferita da Bagnolo Po dove faceva la stessa cosa. Ci si chiede perché trasferire queste persone che fanno ancora del male ai bambini e non licenziarle? Ma solo dopo più reati sono fermate, come mai ?? Non c’è la connivenza già accertata in tanti altri casi di superiori che pensano di risolvere il caso spostando le persone così i danni li fanno altrove? Spostando le persone che andranno da altre parti, sempre nelle scuole materne a rovinare altri bambini ? Andiamo avanti così senza provvedimento e senza prevenzione più volte indicata o peggio chiudendo gli occhi quando succedono questi crimini succedono.

Si pensava di dare solo la bella notizia della minorenne che pensa ai suoi simili più bisognosi di lei e meno fortunati,ma invece altre tristi campane continuano a suonare per la violenze di ogni tipo sui bambini:violenze eclatanti e violenze molto sottili, degradanti, da soggetti intrallazzati, da criminali e che si manifestano ad ogni livello: responsabili di Unità di Asili.

Dirigenti comunali che vogliono coprire gravi maltrattamenti per l’immagine negativa ed in sostanza non aver fatto il loro dovere, coprire tutto a costo di coprire anche crimini come le violenze sui bambini che a loro importano poco pur di tutelarsi il posto, la carriera anche piena di gravi abusi come avvisare i colpevoli di non commettere più crimini o non segnalare quei crimini e abbandonare i bambini al loro infausto destino di essere dei soggetti psicologicamente e fisicamente gravemente disadattati. Leggendo le cronache, che non penso romanzate,descrivevano anche casi di bambini più grandi che aiutavano i più piccolini da quelle botte che subivano e qui ancora si ritorna al primo articolo di questa carrellata.

I bambini si difendono tra di loro e trovare in quei frangenti bambini grandi che difendono quelli più sfortunati e cioè i più piccolini è veramente commovente, ma non avranno gli onori dei media, troppo intenti in altre cose, ma averli segnalati e già confortante. Purtroppo i media danno sempre più tristi notizie di morti di bambini

UNICEF: ‘É STRAGE DI BAMBINI’ – Oltre 400 bambini sono stati uccisi in Siria dallo scoppio delle violenze in marzo a fine gennaio, ha affermato l’Unicef oggi a Ginevra. Sempre secondo informazioni di organizzazioni dei diritti umani locali oltre 400 minori sono in carcere, ha detto a Ginevra la portavoce dell’Unicef Marixie Mercado.

L’Unicef non dispone di dati o informazioni sulla situazione a Homs, considerata la città martire della rivolta, ma stando a informazioni credibili, bambini e minori sono anch’essi coinvolti nelle violenze. Sulla situazione in Siria l’Unicef sottolinea che “ci sono rapporti di bambini e minori arrestati arbitrariamente, torturati e sessualmente abusati durante la detenzione. Negli ultimi giorni, i bombardamenti intensi da parte delle forze governative di quartieri civili nella città Homs stanno sicuramente causando ulteriori sofferenze ai bambini”, ha aggiunto la portavoce. E in una dichiarazione resa nota oggi a Ginevra e New York, lo stesso direttore esecutivo Anthony Lake é tornato a denunciare la violenza che colpisce i bambini in Siria. “Deve cessare. Giustamente si dice che anche un solo bambino ucciso nelle violenze è troppo. Esortiamo le autorità siriane a consentire gli aiuti a coloro che ne hanno bisogno”, ha aggiunto. Ma si accavalla un’altra terribile notizia: oggi soprattutto a Homs (Siria), dove il taglio dell’energia elettrica avrebbe provocato la morte di 18 neonati tenuti nelle incubatrici. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locali degli attivisti. Si spererebbe in una esagerazione mediatica poiché gli hoax li troviamo ad ogni piè sospinto, ma sarebbe un atto terroristico veramente da persone disumane che non hanno più nessun controllo e umanità. Dimenticavo di aggiungere che in Siria, come altrove del resto, i bambini sono violentati, torturati, uccisi o incarcerati, sì proprio bambini, minorenni. Ma i governi stanno aspettando che tutto finisca nel solito bagno di sangue di persone innocenti e che non dovevano trovarsi nei luoghi dove li hanno uccisi. Nella mattina dell’8 febbraio i bombardamenti sulla città sono ripresi. La situazione si aggrava mentre, col passare delle ore, aumenta il numero dei feriti gravi da soccorrere: un quadro devastante fatto di repressioni al limite dell’umano, che vanno frenate.

Ad ostacolare il ripristino della situazione, il fallimento – in seguito al veto di Russia e Cina – del passaggio al Consiglio di sicurezza dell’ONU della risoluzione di condanna al regime di Assad caldeggiata da USA e Europa, sfociata solo nel richiamo degli ambasciatori a Damasco. Ricordiamo la situazione dei bambini e bambine in Russia e Cina e facciamo vergognare quelle due nazioni di non intervenire a salvare i civili: non aspettiamoci quindi nulla da quelle due nazioni che per fini senz’altro meschini fanno aumentare il numero dei morti. Le repressioni ed i morti civili tra cui l’alta percentuale di bambini dell’anno scorso e di due anni fa non insegnano nulla a nessuno. È sconfortante dover dire o ipotizzare che non stanno fermando la guerra civile in Siria perché la Siria non ha né petrolio, né altre materie prime pregiate, ma se si guarda alle guerre civili passate nelle regioni dove c’è petrolio e materie pregiate si nota questa dissonanza nell’ aiutare o lasciare attraverso le lungaggini burocratiche od altri intoppi che innocenti civili muoiano ed in numero sempre più esponenziale: qui spread e oro nero non si sa forse cosa sono.