Le sabbie mobili degli abusi su bambini innocenti

Dal blog di Bambini Coraggiosi emergono storie allucinanti e statistiche che non solo dovrebbero farci gridare, urlare ai nostri governanti di fare quella prevenzione che è martellata di giorno in giorno inutilmente, ma sui blog e come magnifico parto quasi paradisiaco del nuovo governo si pubblica l’elenco dei soliti soldi che accumulano all’anno i ministri italiani e senz’altro lasciano a bocca aperta : chi accumula in appartamenti e negozi, altri in altro ancora, bene, bene, ma a chi interessa questo che già si intravvedeva e nota come corruzione ecc. ecc.? Forse che queste cifre ci aiutano praticamente in qualcosa ? No ed allora facciamo esibire qualcosa di più pertinente alla vita dei comuni mortali italiani.
Nessuno ha acquistato, costruito case, rifugi, stamberghe per donne maltrattate, indigenti, bambini disabili che devono farsi la pipì addosso per la maestra violenta che forse stava bene a Dachau, avendo sbagliato epoca. Qualche anzi molti volontari si prestano con abnegazione a questi silenziosi servizi con le possibilità che hanno ed incondizionatamente,poi le ex attrici o comunque ex qualcosa vengono mostrate come madrine di questo o di quello,.ma c’è un proverbio che dice “chi si loda, s’ imbroda” e poi emerge la speculazione anche su quanto si raccoglie per i bisognosi, si fa la cresta anche sull’elemosina con le solite trombe che annunciano che stanno facendo elemosina.
Il mondo diventa sempre più da paura, da terrore, troppi morti innocenti o comunque che oltre ai soprusi subiti finiscono la loro vita in modo atroce e senza il minimo conforto,amore,tenerezza.
Aveva ragione Vanzelli nel suo libro “L’uomo rettile”, ma quei rettili mostruosi del passato e di cui abbiamo ancora delle cellule nei nostri sistemi emozionali e violenti umani, le loro tracce che si stanno ingigantendo sempre di più e tra poco nei sorrisi dei nostri governanti o autorità di qualsiasi tipo vedremo spuntare le fisionomie virtuali o peggio di quei rettili del passato che propinano ai bambini, forse per prepararli ad incontri futuri ravvicinati.
Il protocollo d’intesa tra governi ed associazioni in difesa della donna, bambini giace in attesa che qualcuno lo riesumi e chi ha subito angherie e tace per non finire paggio sia lei/lui ed i bambini apetta, deperisce poco a poco, specie con le urla nella orecchie di quando va a portare il bambino dall’altro coniuge, che dice di portarlo via,di non lasciarlo lì : tragici momenti che i nostri ed altrui ministri non sentono,intenti a come spendere i loro introiti.
Malvolentieri,ma decisamente si allunga l’elenco precedente che non ha fine.
1) America 24, 09 febbraio 2012, 12:27
Riapre oggi la scuola elementare “Miramonte” di Los Angeles, investita dallo scandalo di abusi su decine di minori da parte di due ex-insegnanti, Mark Berndt, 61 anni, e Martin Springer, 49, nel periodo tra il 2005 e il 2011. Con un corpo insegnante e amministrativo completamente nuovo, i bambini hanno ripreso le lezioni tra le polemiche delle famiglie per quanto successo per anni all’interno dell’istituto; le indagini degli inquirenti, partite dopo la denuncia di 24 presunte vittime, stanno portando alla luce sempre più casi.
Dopo aver trovato alcune foto a sfondo pedo pornografico scattate da Berndt negli ultimi anni, ieri gli investigatori hanno rinvenuto duecento nuovi scatti che raffigurano bambini, molti dei quali non ancora identificati, bendati, legati e sottoposti a torture di ogni tipo.
Intanto l’ufficio scolastico di Los Angeles ha dichiarato, attraverso il suo portavoce, Thomas Waldman, di aver già pagato circa 5,7 milioni di dollari per mantenere il corpo insegnante sostituito e quello nuovo che ha preso incarico oggi.
Di fronte alla domanda sui risarcimenti di decine di milioni di dollari che l’ufficio scolastico potrebbe essere costretto a pagare, il responsabile John Deasey ha commentato: “La priorità per noi ora è come supportare i nostri studenti”.Secondo gli inquirenti, infatti, è ancora difficile calcolare quale sarà la responsabilità dell’ufficio nel caso. Tutto dipende da quanto le indagini riusciranno a verificare che la scuola fosse a conoscenza dei precedenti dell’insegnante. Già nel 1991 e nel 1994, infatti, i genitori di due studenti avevano denunciato Berndt per atti osceni. Le accuse erano poi cadute per insufficienza di prove.(fonte Marina Albertazzi, Roberta Lerici diritti riservati).
2) Firenze, AsiloLager: La Maestra minacciava di morte i bambini. 16 febbraio 2012 –
Un asilo come un lager. Con la maestra che minaccia di morte i bambini, che li rinchiude nello stanzino buio, che mostra loro un coltello dicendo di non farla innervosire perché “non si sa cosa può succedere”. Sono una decina le piccole vittime della famigerata ‘aula rossa’ della scuola materna statale ‘l’Argingrosso’ in via Ussi 5, cinque delle quali si sono costituite parte civile in sede di udienza preliminare davanti al gip Erminia Bagnoli.
E lei, giudice molto scrupolosa, dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno la maestra Elisabetta, 58 anni, difesa dall’avvocato Federico Bagattini, accusata dal pm Luciana Singlitico di aver «maltrattato minori a lei affidati minacciandoli reiteratamente di percuoterli, di ucciderli tutti, di farli piangere». Non è stata formalizzata la sola accusa di maltrattamenti per la maestra Elisabetta, ma anche quella gravissima di sequestro di persona con l’aggravante di un reato commesso da una persona incaricata di un servizio pubblico. Martedì mattina dunque si è tenuta la prima udienza in camera di consiglio nel corso della quale l’avvocato Iodice ha chiesto la citazione del rappresentante pro tempore del Ministero dell’Istruzione e Università quale responsabile civile. Tutti gli altri avvocati hanno condiviso questa richiesta e il giudice l’ha accolta. (fonte Roberta Lerici blog,diritti riservati)
3) La mancanza di soluzioni ha ucciso madre e bimba? (diritti riservati di Roberta Lerici)
Torino (17 febbraio 2012) – Si è lanciata nel vuoto con la sua bimba di tre anni da una finestra della comunità in cui viveva da un anno su ordine del Tribunale dei Minori di Torino. E’ questo il disperato epilogo di una tragedia che appare annunciata, dal momento che Alessandra Guzzon era già stata separata dagli altri due figli adolescenti, collocati in una diversa comunità. Una separazione vissuta con disperazione da Alessandra, che temeva di perdere anche la figlia più piccola, Marianna. Non sembra che abbia altre colpe, questa mamma, oltre a quella di essere troppo povera per permettersi una casa e una vita decorosa. Aveva un secondo marito ( padre della piccola Marianna), e insieme avevano fatto richiesta per una casa popolare, ma senza successo. Alessandra Guzzon, 33 anni e sua figlia Marianna di 3, adesso non potranno più essere separate da un sistema, quello della giustizia minorile, che troppo spesso divide le famiglie in difficoltà, in nome del “supremo interesse del minore”. Non sappiamo a chi attribuire la paternità della favola che “l’interesse del minore” sia quello di perdere la propria madre, il proprio padre e tutti i parenti, nè sappiamo con quale criterio si decida di separare una madre dai suoi figli, anche in assenza di gravi motivi. Alcuni giornali parlano della “situazione delicata” dei due figli adolescenti collocati in comunità, ma per tutelarli non si dice di cosa si tratti e dunque ci sfugge il motivo per cui, non avendo alcun procedimento a suo carico, i figli siano stati tolti alla mamma.
Nel documento di presentazione della casa famiglia Opera Pia Viretti, teatro della tragedia, leggiamo quella che ci appare una denuncia: ”Nel momento in cui una madre viene dichiarata incapace di tenere il proprio figlio adeguatamente, e questo le viene tolto, la madre perde il diritto di mantenere il suo posto in comunità e non c’è nessuna struttura che la prenda in carico, anche se portatrice di un grave disagio”. Dunque sembrerebbe che per le madri in difficoltà non esista altra soluzione se non quella di perdere il proprio figlio e ci domandiamo come mai la nostra società abbia permesso che una simile mostruosità divenisse regola. E’ stata la mancanza di soluzioni alternative ad uccidere Alessandra e la sua bimba? E’ questa la domanda a cui le istituzioni dovrebbero rispondere in questo, come in altri casi simili.
La retta unificata che il comune di Torino ha stabilito per il mantenimento delle persone in difficoltà in strutture di accoglienza si aggira intorno ai 100 euro al giorno per persona, dunque una mamma con figlio possono costare migliaia di euro al mese. Siamo certi che con una cifra ben inferiore e magari un sostegno psicologico per l’intero nucleo familiare, le istituzioni preposte, oltre a salvare due vite, avrebbero risparmiato denari pubblici. Perché si continuano a dividere le madri dai figli, o a disgregare le famiglie? Il comune di Torino pare abbia un budget di 30 milioni annui da destinare ai minori, e immaginiamo che cifre simili siano messe a disposizione in altre grandi città. Allora, forse, sarebbe il caso di rivedere i criteri di spesa e, magari, fare in modo che in Italia l’intero sistema della giustizia minorile non violasse così spesso la Convenzione del Fanciullo, e in molti casi anche la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
4) Bimbi contesi: Tribunale le vieta di vedere la figlia da un anno, interrogazione Pedica
CronacaRoma, 16 feb.2012 (Adnkronos diritti riservati,Roberta Lerici)) – E’ stata presentata un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia da parte del senatore dell’Idv Stefano Pedica per ”una grave vicenda di mala-giustizia che ha coinvolto Ginevra Amerighi, difesa dall’avv. prof. Piero Lorusso, alla quale il Tribunale dei Minorenni di Roma vieta da oltre un anno di vedere, sentire e frequentare la propria figlia di soli 18 mesi in violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, della normativa civilistica interna e della giurisprudenza di legittimita’ e della Corte di Giustizia di Strasburgo”.
”E’ opportuno precisare – sottolinea Pedica – che il decreto e’ stato adottato dal Tribunale dei Minori di Roma omettendo l’audizione della sig.ra Amerighi in violazione delle norme sull’integrità del contraddittorio ed omettendo l’audizione preventiva del pm. La sig.ra Amerighi non ha mai violato o trascurato i doveri ad essa inerenti ne’ abusato dei relativi poteri e non ha mai cagionato alcun pregiudizio alla figlia minore. L’affidamento della minore e’ stato disposto in favore del padre nonostante precedenti penali per lesioni e maltrattamenti e la pendenza di procedimento penale a suo carico dinanzi al Tribunale penale di Roma per lesioni e maltrattamenti perpetrati nei confronti della sig.ra Amerighi anche durante la gestazione. A giorni sulla questione si pronuncerà la Suprema Corte di Cassazione”.
16/02/2012
5) Delle 127 donne che hanno perso la vita nel 2010, 114 sono state uccise da membri della famiglia, di cui 68 erano partner della vittima, mentre 29 ex partner.” (diritti riservati di Roberta Lerici )
Prendendo spunto dall’articolo di Valeria Abate su L’Espresso, “Va di moda uccidere le donne”, vorrei proseguire sul tema, aggiungendo il capitolo mancante: quello sulla sottrazione dei figli alle madri vittime di violenza familiare.
E’ un fatto ormai noto e ratificato anche da una risoluzione del CSM, che le indagini sulle violenze familiari e gli interventi successivi sono pieni di falle. Questo comporta che la donna a volte è meglio che subisca in silenzio le violenze del partner, altrimenti rischia di vedersi portare via i figli da una “squadra catturandi” inviata dalla questura su ordine del Tribunale dei Minori .
Diversi casi simili sono finiti sui giornali, altri restano nell’ombra, ma tutti sappiamo che sono moltissime le donne a cui viene sconsigliata la denuncia, perché “potrebbe essere presa come una ripicca nei confronti del coniuge” o perché “è difficile da dimostrare”, o perché “potrebbe comportare l’allontanamento dei minori con conseguente loro collocamento in casa famiglia”, in attesa che terminino tutte le varie cause.
In pratica potrebbero volerci degli anni, e se una donna non ha la forza economica per sostenere le cause, è destinata a soccombere. Così, alla violenza fisica si aggiunge una inaudita violenza psicologica che minerà anche l’equilibrio dei figli. Conosco donne che sopportano in silenzio da 12 anni le violenze psicologiche e fisiche dei partner, per il terrore che a rimetterci siano i figli. In molti casi, però, le donne trovano il coraggio di denunciare lo stesso il partner, e contestualmente, iniziano la causa di separazione.
Ma cosa succede a questo punto? Che i due procedimenti, quello per le violenze e quello per la separazione, viaggiano su due binari distinti, come se l’uno non sapesse nulla dell’altro. E alla fine, la sorpresa è che talvolta i figli vengono affidati al padre violento, quello di cui la donna è stata vittima magari per anni. Un caso recente è quello di Ginevra Amerighi alla quale è stata sottratta la figlia di 18 mesi. Nonostante l’ex marito avesse precedenti penali per lesioni e maltrattamenti e la pendenza di procedimento penale a suo carico dinanzi al Tribunale penale di Roma per lesioni e maltrattamenti perpetrati nei confronti della signora anche durante la gestazione, il tribunale dei minori ha affidato a lui la bambina. Il caso è stato oggetto di una recente interrogazione parlamentare.
Questo implica anche che i tribunali dei minori ignorano, solo per citare alcuni esempi, che la crescita e lo sviluppo dei bambini piccoli è strettamente connessa alle cure materne; le carezze materne, infatti, sviluppano l’ormone della crescita e stimolano l’ipotalamo mentre quelle paterne no o, almeno, non ancora … Per evitare questo abominio, nel 2010 l’associazione Differenza Donna, il CSM nella persona del consigliere Fabio Roia e altri soggetti hanno sottoscritto un protocollo che prevede la comunicazione fra procure e tribunali dei minori in caso di richiesta di affidamento o collocamento dei figli nelle separazioni conflittuali, in modo da evitare che per un tribunale qualcuno risulti un santo e per un altro un delinquente incallito. Siamo a febbraio 2012 e mi pare che questo protocollo sia stato purtroppo ignorato.
Le donne vengono uccise talvolta da sole, altre volte insieme ai figli, e altre ancora muoiono a poco a poco per le vessazioni di un sistema giudiziario che, anche a causa di teorie pseudoscientifiche sulla psicologia femminile, non ha ancora individuato un modello di intervento vincente nel tutelare donne e minori vittime di violenze in famiglia. A volte la verità è così semplice da diventare pericolosa ed è per questo che in tutto il mondo fioriscono ogni giorno nuove teorie che incauti operatori della giustizia fanno proprie, senza sapere neppure da dove provengano né quale sia il fine della loro promozione.
La violenza è semplice, tangibile, facile da vedere e verificare. Se, però, le vittime finiscono così spesso per passare dalla parte della ragione a quella del torto, allora il problema italiano non riguarda più la giustizia, ma la nostra coscienza ed integrità morale.
Autore Roberta Lerici- www. bambini coraggiosi. com 18 febbraio 2012
6 ) Calci e pugni agli alunni, maestra arrestata a Vibo Valentia ( diritti riservati www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp 22/02/2012 )
Ecco un’altra maestra che maltrattava gli alunni, a suon di calci e pugni. Questa volta l’insegnante “manesca” operava a Pizzo, in Calabria, in provincia di Vibo Valentia. L.G., maestra elementare, è stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal gip. A incastrare la donna le immagini di alcune telecamere nascoste all’interno della scuola elementare S. Sebastiano di Pizzo, che mostrano i maltrattamenti.
Le immagini riprese dalle telecamere
Le indagini, condotte con l’aiuto di una serie di telecamere nascoste nelle aule, hanno consentito di accertare che la donna, durante le lezioni, per punire gli scolari più indisciplinati li avrebbe malmenati colpendoli con schiaffi e pugni. La donna lanciava loro libri e penne, li strattonava, tirava loro i capelli e inveiva contro di loro fino a farli piangere.
Bambini terrorizzati
Molti studenti erano così terrorizzati da non voler più frequentare la scuola. Un comportamento che non è sfuggito ai genitori che hanno approfondito la vicenda. Gli accertamenti dei carabinieri hanno scoperto quanto accadeva in aula. Ogni giorno, anche le più lievi mancanze dei bambini venivano punite dall’insegnante con immotivata violenza. I piccoli vivevano in uno stato di totale soggezione, continuamente intimiditi anche dalle urla, dal lancio di libri e penne e dalle spinte che la maestra riservava loro.
Non risparmiava i portatori di handicap
Tra le vittime anche una piccola affetta da mutismo selettivo che è stata addirittura costretta a farsi la pipì addosso per il divieto dell’insegnante di poter andare in bagno. Alla luce degli elementi raccolti, il gip di Vibo, su richiesta della Procura ha emesso il provvedimento cautelare. La donna è stata portata nella sua abitazione agli arresti domiciliari.
E’ incredibile, ma vero “Fatti la pipì addosso, tu non vai in bagno oltre al resto sei un handicappato ed io comando, non ti aiuto, sei mio schiavo” ecco la preparazione futura di quei bambini che se diventano futuri disadattati e criminali subiranno i commi di quelle leggi che hanno già provato sulla loro pelle ed anima. Nessuna pietà in quegli adulti perversi, affetti da cattiveria infinita e con nessuna voglia di aiutare chi sta crescendo, guardando con fiducia un mondo adulto che non conosce e che ben presto viene sistemato a dovere, punito, picchiato, vietato ad esplicare le sue necessità fisiologiche addosso, umiliandolo e facendogli crescere quella rabbia che poi li trasformerà nei soliti disturbi di personalità stranoti, organizzazione tipo borderline futuri confusionari e dissociati e che replicheranno su altri minori a loro volta le ingiustizie subite. Ma non esiste un altro modo di frenare questa valanga di maltrattamenti da parte di insegnanti, comunità ed altro. Pensiamoci un po’ bene, questi maltrattanti (qualsiasi carica ricoprano ) vanno mandati dove non possono nuocere, non trasferimenti, ed anche, come fanno in certi stati ai militari, privarli delle loro pensioni od altro, cosicché dovranno arrangiarsi per vivere subendo le bizze, i dileggi e quant’altro hanno fatto loro ai bambini, vittime innocenti e forse carnefici futuri.